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Ma i tre porcellini da dove vengono?
Sono migranti fuggiti da terre lontane?
E chi è che vuole trasformarli in salsicce?
E poi c'è il terribile lupo Andrej Periboskyche si aggira affamato per il bosco! Riusciranno a sconfiggerlo?
Meno male che c'è l'asino Gennaro ma soprattutto voi bambini che potrete aiutarli...

Lo spettacolo si articola sul canovaccio della famosa fiaba della tradizione orale inglese. E' la fiaba che più di altre consente di esorcizzare le proprie paure e di assistere alla rappresentazione del bambino che cresce, che impara ad ogni stadio un comportamento nuovo passando attraverso errori e brutte esperienze. Oltre ad evidenziare il tema della lotta per la sopravvivenza, della resistenza del debole contro il forte, ci è sembrato naturale aggiungere altre suggestioni relative ad argomenti più attuali quali la tematica animalista e vegetariana. E a ben vedere, i tre porcellini non sono forse un sorta di migranti che scappano dal luogo dove sono nati solo per salvarsi la vita?
Molte le letture e suggestioni che ci hanno portato alla realizzazione di questo spettacolo, le varie versioni della fiaba più o meno cruente, il libro Il maiale che cantava alla Luna di Jeffrey Moussaieff Manson sulla vita emotiva degli animali della fattoria, qualche notizia presa qua e là, come ad esempio la storia dei due porcellini inglesi chiamati Tamworth Two che si salvarono scappando dal camion che li portava al mattatoio, scavando un cunicolo sotto il recinto, attraversando a nuoto un fiume e rifugiandosi nella boscaglia; o che i maiali al tempo dei fenici fossero bussola e barometro (vedi gli approfondimenti più sotto).

Trama: Nella vecchia fattoria due porcellini, Codariccia e Musetto, cantano alla luna, mangiano e giocano felici rotolandosi nel fango per raffreddare i loro corpi ignari del loro terribile destino. C'è chi invece lavora come una somaro come Gennaro per avere in cambio salva la vita ma, tutto sommato… se po' campà accussì? E poi, ascoltando casualmente una conversazione del contadino, ecco l'amara e terribile rivelazione: presto dovranno diventare delle salsicce! Con l'aiuto del saggio asino Gennaro si organizza il piano di fuga (ma voi bambini ci dovrete aiutare!). E nel bosco puoi incontrare amici e nemici: Setola, un porcellino fuggito da un allevamento intensivo ancora traumatizzato dal trattamento subito e l'affamato Andrej Periboski il vecchio Lupo della Steppa. Non resta che costruire tre robuste (speriamo) casette… Dopo la partecipazione a questo spettacolo sarà molto difficile mangiare a cuor leggero un panino col salame.

I burattini sono realizzati in gommaspugna riciclata, pasta di legno e materiali di recupero.
Regia/burattinai: Armando Casaroli e Luisa Cordima / Scene e burattini: Armando Casaroli
Durata: 50' / Età consigliata: 5 - 9 anni / Spazio scenico: Larghezza 3 m, Profondità 3 m,
Altezza 2,5 m / Presa per la corrente elettrica (carico 3kw).
I tre Porcellini o al rivolta delle salsicce - video su YouTube
prima versione con i porcellini di gommapiuma
la scheda dello spettacolo in formato pdf
l'immagine della locandina jpg
foto a 300dpi
Approfondimenti
I Tamworth Two

Malmesbury festeggia "nove giorni di meraviglia" da quando due maiali Tamworth (i Tamworth Two) nel gennaio 1998 sfuggirono dal mattatoio della città. Nuotarono nel ramo Tetbury del fiume Avon, passando poi in alcuni campi vivendo in un frutteto per una settimana. La storia comparve nei titoli dei giornali internazionali, nei giornali scandalistici e nei telegiornali determinando una gara per salvare i maiali. Essi vissero poi una vita comoda a sud dell'Inghilterra, nel Rare Breeds Center, nei pressi di Ashford, nel Kent.
Malmesbury è un paese a nord-ovest della contea del Wiltshire, nel South West dell'Inghilterra.

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Dal libro Il maiale che cantava alla Luna di Jeffrey Moussaieff Manson:
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I maiali come strumentazione di bordo sulle navi dei Fenici

La presenza delle ossa di maiale trovate a bordo della nave sorprese non poco Miss Honor Frost e la sua équipe, poiché era certo che mai l'equipaggio semita avrebbe mangiato carne suina. Si cercò una spiegazione logica a tale rinvenimento, e questa venne trovata facendo riferimento ad alcuni popoli della Polinesia e dell'Arcipelago Filippino che ancora oggi usano portare, a bordo delle loro imbarcazioni, dei maiali: i Fenici, è questa la curiosa conclusione a cui si giunse, usavano i maiali, sulle loro navi, non per nutrirsene ma esclusivamente come strumentazione di bordo! In che modo? Sfruttando, intanto, lo spiccato senso dell'olfatto che questi animali possiedono; in caso di emergenza, infatti, il capitano dell'imbarcazione punica, per sa pere dove si trovasse la terra pi ù vicina, buttava in mare uno dei maiali e dalla di-rezione che questo prendeva, inequivocabilmente aveva la giusta rotta da seguire (maiale bussola).
Altro impiego del maiale a bordo era quello di utilizzarlo come un vero e proprio avvisatore acustico; in caso, infatti, di scarsa visibilità il maiale veniva portato in coperta, legato a testa in giù e frustato; le grida emesse dall'animale, notoria mente udibili anche a grandi distanze, avvertivano le eventuali navi vicine che, tenendosi così a debita distanza, evitavano la collisione (maiale sirena).
Veniva infine sfruttata anche la capacità del maiale di percepire con notevole ore di anticipo l'approssimarsi di una tempesta; i suoi inusuali grugniti, emessi in questi casi, davano infatti la possibilità all'equipaggio punico di portare le navi al riparo prima dell'arrivo della tempesta (maiale barometro).

Da "La nave punica: il ritrovamento ed il restauro" (Gruppo archeologico XAIPE)
http://www.xaipe.it/files/museum-baglio-anselmi.pdf

Del maiale sirena non ne abbiamo ovviamente parlato nello spettacolo!!!

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Notizie sui maiali

Sanno nuotare
Sono curiosi
Amano essere toccati, le grattatine sulla pancia e i massaggi
Hanno buona memoria
Gli piacciono i bambini
Allo stato naturale sono animali notturni
Amano il chiaro di luna, la luna piena, quando la guardano a volte emettono suoni dolcissimi
Amano la musica
Sognano
Possono distinguere i colori
Sono socievoli
Nella calde notti d'estate si stringono tra loro e dormono naso contro naso
I maialini amano giocare proprio come i bambini: si inseguono, fanno la lotta, rotolano
Si salutano grugno contro grugno
Sono onnivori, ma si stancano presto dello stesso cibo
Mangiano: Frutta, semi, radici, tuberi, sono ghiotti di dolci
Hanno solo ghiandole sudoripare sul naso, è essenziale che non si riscaldino, l'acqua non è in grado di rinfrescarli perché evapora troppo presto mentre il fango ha un effetto più duraturo. I maiali hanno bisogno di rotolarsi nel fango che protegge la loro pelle dalle scottature solari e da mosche e parassiti.
I maiali non sono sporchi, non defecano nella zona dove dormono e mangiano.
Possono provare emozioni intense.

Lo scopo di un maiale è semplicemente esser un maiale, vivere all'aria aperta, vagabondare, investigare, mangiare, giocare.

Negli allevamenti intensivi sono mantenuti al buio, in spazi angusti, ad ingrassare nell'immobilità, costretti a defecare nello spazio dove dormono, su un pavimento in calcestruzzo, senza paglia, diventano troppo pesanti, le zampe non li reggono.
I piccoli vengono allontanati dalla madre dopo due o tre settimane e non la rivedranno mai più. Quando hanno sei mesi e pesano 115 chili vengono uccisi.

Nei primi tre mesi di vita i cuccioli succhiano il latte materno: ciascuno ha la propria mammella riservata.
Quando è l'ora della poppata la mamma chiama i piccoli con le sue grida: i porcellini cominciano a farsi avanti. Ciascuno succhia un capezzolo, sempre lo stesso. I più furbi scelgono i primi che danno più latte, così crescono più in fretta.
Il maiale trascorre tutto il suo tempo mangiando, bevendo e dormendo. Mangia di tutto, patate, barbabietole, mais, farina, siero del latte. È molto ghiotto anche di carote e ghiande. Beve almeno 10 litri d'acqua al giorno.
Con il grugno sempre umido, il maiale fruga nel terreno alla ricerca di cibo: è un vero buongustaio!
Non è giusto dire "sporco come un maiale". Il maiale si rotola nel fango solo per rinfrescarsi.
I suoi occhi sono piccoli e vedono male, ma il suo udito e il suo olfatto sono molto fini.

Spesso, quando sono condotti al macello iniziano a tremare e muoiono per un attacco di cuore (sindrome da stress suina, ipertemia maligna, un aumento della temperatura corporea che conduce alla morte).
Un tempo i contadini lasciavano che i maiali andassero nel bosco a cibarsi, ma non lo facevano per sensibilità, era solo il modo più economico per ingrassarli.

Come vivono nella realtà...
Il già citato autore di "Nell'occhio di un maiale", Karl Schwenke, spiega nel suo libro che quando i maiali non possono vivere in maniera naturale, ma sono costretti in allevamento "il loro mondo si riduceva all'istante al proprio vicino, al cibo e al porcile, e, man mano che crescevano, diveniva sempre più piccolo. Il tedio della loro esistenza presto diveniva evidente: erano letargici, presentavano orecchie lacere, code cadenti, e assumevano presto quello sguardo spento che i guardiani di porci associano ai maiali da riproduzione di sei o sette anni d'età".
Ma la realtà di oggi è ancora peggiore di questa: la quasi totalità degli allevamenti di maiali è di tipo intensivo, e gli animali vengono tenuti in grossi capannoni, ingrassati fino all'immobilità, impossibilitati a esplorare e scavare nel terreno come in natura sono abituati a fare, il loro innato senso della pulizia frustrato perché obbligati a urinare e defecare nello spazio dove dormono.
Gli animali sfruttati in questo modo manifestano gravi patologie organiche e psicologiche, che li rendono spesso o letargici e apatici o aggressivi, e finiscono per aggredirsi divorandosi la coda o le orecchie l'un l'altro.
Per "risolvere" il problema, pratica comune negli allevamenti è menomare gli animali: vengono loro tagliati i denti e la coda e strappati i testicoli (il tutto senza anestesia) e si tenta di arginarne l'aggressività mettendo dei "giocattoli" all'interno dei box, come vecchi copertoni, sui quali gli animali si possono sfogare. Così, anziché rimuovere la causa di stress si "cura" solo il sintomo, l'aggressività.
Le scrofe non se la passano meglio: dopo la fecondazione artificiale vengono trasferite in piccole gabbie di ferro che le fasciano totalmente, impedendo loro ogni movimento, compreso quello del semplice girarsi su se stesse. In queste condizioni sono costrette a vivere per la maggior parte del loro tempo, dato che sfornano una cucciolata dietro l'altra.

... e come muoiono nella realtà
Per i suini il momento del macello è particolarmente penoso, perché il numero delle uccisioni è altissimo, anche 1000 animali in una mattinata. In queste situazioni lo stordimento (che avviene applicando alla testa dell'animale una forte scarica elettrica) molte volte non viene ben applicato, e quindi gli animali vengono sgozzati, e poi gettati nelle vasche di acqua bollente, ancora coscienti. Infatti, quando se ne esaminano i polmoni, molto spesso si vede che contengono sia sangue che acqua, il che dimostra che gli animali erano ancora vivi e hanno respirato acqua bollente quando sono stati gettati nelle vasche.
Masson nel suo libro racconta che le grida di un maiale che viene abbattuto hanno un'atroce somiglianza con le grida umane e che le persone che le hanno sentite sono rimaste impressionate. La moglie di un contadino che lo scrittore conosceva ne fu talmente colpita che rifiutò per sempre di partecipare alla macellazione e disse al marito che l'avrebbe lasciato se non avesse trovato il modo di fare il contadino senza uccidere animali. Oggi coltivano pesche.

Chi sono?
I maiali, come gli esseri umani, sognano e possono distinguere i colori, e sono animali socievoli. Nelle notti d'estate si stringono tra loro e amano dormire naso contro naso.
La società che questi animali hanno costruito nel corso dei millenni è di tipo matriarcale, la famiglia è formata dalle femmine e dai piccoli. I cuccioli di maiale sono molto giocherelloni, amano lottare, inseguirsi, rotolare lungo i pendii. Nel suo libro del 1985, "In a Pig's Eye" (Nell'occhio di un maiale), Karl Schwenke spiega che:
"I maiali sono animali gregari. Come i bambini, sviluppano affetto, apprezzano i giocattoli, la durata della loro attenzione è limitata e si annoiano facilmente. "
I maiali si nutrono quasi esclusivamente di vegetali (in natura, il 90% della loro dieta è costituita da frutta, semi, radici e tuberi). I pochi fortunati che vivono nei rifugi anziché negli allevamenti, amano variare la propria dieta, e mangiano più volentieri cibi che rappresentano per loro una novità. Sono animali molto puliti, anche schizzinosi. Non faranno mai i propri bisogni nella stessa zona in cui dormono o mangiano.

Storie e aneddoti
"I maiali esprimono amicizia verso i propri simili in numerosi modi: con la voce, con il linguaggio del corpo, dormendo insieme, gironzolando ed esplorando il territorio in compagnia durante il giorno. Kim Sturla, del rifugio Animal Place, racconta di un maiale, Floyd, trasferito all'Animal Place da un altro rifugio per animali, il Farm Sanctuary. Floyd non riusciva ad ambientarsi e cadde in quella che aveva tutta l'aria di una grave depressione. Sembrava che non desiderasse più vivere; si stava lasciando morire. Kim non riusciva a capire come mai. Alla fine, Diane Miller, che si era occupata di Floyd quando viveva al Farm Sanctuary, andò a vedere qual era il problema. Non appena l'animale la vide, il suo comportamento cambiò. L'annusò con quella che pareva un'espressione di sollievo, sembrò sopraffatto dall'emozione; strillò di piacere, e lo stesso maiale che prima si muoveva a fatica corse verso il furgone e balzò nel retro, pronto a tornare a casa. Non chiedeva altro che questo: tornare a casa dagli altri maiali che conosceva e amava. Non appena fece ritorno al Farm Sanctuary, la sua depressione sparì. Aveva avuto nostalgia di casa. (Masson)"

Jeffrey Moussaieff Masson racconta della sua visita al rifugio per maiali "Pigs", in Virginia:
"Attraversando un campo popolato da maiali domestici, maiali vietnamiti e cinghiali, un cinghiale mi ha accompagnato per tutto il tempo camminando accanto a me. Che cosa lo attirava così tanto? Era il senso di novità? Quella creatura aveva tutte le ragioni per detestare e fuggire la specie umana, compreso il sottoscritto, eppure non lo faceva. Sembrava desiderare che gli accarezzassi la pancia. Infatti ha rovesciato i suoi trecento chili, e pareva estasiato mentre gli strofinavo il ventre con cautela. Dico con cautela perché era dotato di grosse zanne affilate e so che perfino gli elefanti nutrono un giusto rispetto per le doti di combattente di un cinghiale adulto. Eppure la cosa più cattiva che aveva in mente questo esemplare era ricevere la propria dose di carezze sul ventre. (Masson) "

Numerose persone che vivono con i maiali in fattorie rifugio hanno dichiarato di notare, ogni giorno, che i maiali provano molte emozioni: soddisfazione, felicità, amore, dolore, paura, rabbia, tristezza.

"I maiali sono creature straordinarie, che meritano il nostro rispetto e le scuse più profonde. E' ora di guardare ai maiali non come ad animali da mettere in tavola, ma come a una famiglia lontana cui siamo legati da un'affinità profonda e speciale: stanno solo aspettando il segnale che siamo finalmente pronti a vivere con loro considerandoli esseri pari a noi per svelarci con esuberanza suina l'intera gamma della loro complessa personalità emotiva." (Masson)