Lieto fine per i levrieri del cinodromo di Roma

Il 25 Aprile 2003 si é svolto il primo raduno italiano dei greyhound adottati dal cinodromo di Roma, organizzato dal Greyhound Adopt Center Italy (associazione privata senza scopo di lucro che si Ź occupata del salvataggio dei levrieri del Cinodromo di Roma) I nuovi proprietari ed i relativi amici a quattro zampe provenienti da Roma ed alcuni provenienti da Napoli (chiuso 4 anni fa), hanno partecipato alla manifestazione (erano piĚ di 70!). Nella splendida cornice della campagna mantovana si sono incontrate piĚ di 120 persone fiere di aver adottato uno o piĚ di questi splendidi esemplari, una giornata all’insegna della serenitą e dall’amicizia, accomunati dall’amore per questa razza. I levrieri hanno trascorso una giornata, con innata eleganza ed impeccabile educazione, senza mai abbaiare ne ringhiare, come da loro indole, é stata come una grande rimpatriata tra vecchi compagni di scuola. Esemplari dai 2 ai 12 anni d’etą non si staccavano mai dai loro nuovi amici/umani, tanto diversi tra loro ma simili nei particolari, i loro occhi brillavano finalmente pieni di tranquillitą completando la bellezza di questa fiera razza. Ospite della giornata la Sig.ra Anne Finch, presidentessa del Greyhound in Need, associazione inglese che da decenni recupera levrieri a fine carriera in Europa (adesso si sta occupando della Spagna dove la situazione Ź davvero critica). Anne ha raccontato del suo lavoro come volontaria e ringraziato gli italiani per l’entusiasmo dimostrato nel vedere questi ex atleti in splendida forma. Il suo aiuto ci é stato indispensabile per la riuscita di questa l’operazione di salvataggio in Italia (durata piĚ di sei mesi). A quasi un’anno dalla chiusura definitiva dell’ultimo cinodromo italiano, piĚ del 90% dei levrieri hanno trovato casa grazie anche all’aiuto di tantissime persone che hanno divulgato la notizia ed alla continua collaborazione del Comune di Roma (Ufficio Diritti degli Animali). Finalmente si possono smentire le tante notizie allarmistiche circolate in questi mesi sulla sorte che avrebbero avuto i cani, nessuno é stato abbandonato a se stesso o peggio ancora vivisezionato. (per tutte le informazioni relative all’operazione di salvataggio o per qualsiasi informazione si puė visitare il sito http://digilander.iol.it/vaimaia con il reportage fotografico di tutta la vicenda e testimonianze italiane ed estere di adozioni). Ancora oggi alcuni ex dipendenti del cinodromo si occupano gratuitamente di pochi esemplari rimasti che presto nei prossimi mesi entreranno in famiglia. Fortunatamente esistono ancora persone che lavorano con passione guidati solo dall’amore che gli animali riescono a trasmettere, e non per secondi fini. Gli ex dipendenti di Roma grazie anche al Comune (Ufficio Diritti degli Animali), non hanno mai lasciato degradare il canile che ospitava i grey e, nonostante non percepissero stipendio, hanno continuato ad accudire i greyhound da corsa. PiĚ di un centinaio di grey sono stati adottati in Italia, 27 in Inghilterra, 20 in Svizzera, 55 in Francia e 113 in Germania. L’estero Ź stato fondamentale perchŹ gli italiani non sono mai stati pronti ad adottare cani “troppo” adulti, quasi tutti preferiscono i “cucciolotti” e sarebbe stato molto difficile fare adottare gli anzianotti dai 6 ai 12 anni, (peccato noi italiani abbiamo troppi preconcetti spesso sbagliati). Gli ex atleti “piĚ maturi” hanno solcato il confine e sono stati accolti da associazioni specializzate che da anni si occupano del recupero dei levrieri dei cinodromi sparsi in Europa. I grey oltre confine sono tutti controllati da esperti che seguono i nuovi proprietari a far adattare il cane alla nuova realtą di casa, decine e decine di testimonianze in diverse lingue arrivano alla nostra associazione, per aggiornarci sul nuovo stile di vita degli ex atleti “romani”. Ad oggi rimangono ancora senza famiglia solo una decina di grey ospiti in rifugi tedeschi. Tutti i levrieri adottati in Italia ed all’estero avevano l’obbligo della sterilizzazione e solo da quel momento sarebbero diventati di proprietą del nuovo affidatario, abbiamo colto con questa “riunione” di consegnare i documenti di proprietą, pedegree ed i relativi libretti sanitari ai proprietari. Per noi Ź stata davvero una bellissima festa, quasi l’avverarsi di un sogno. Nei mesi passati abbiamo sofferto, lottato, speso energie, tempo e denaro (siamo singoli privati che non lo fanno per lavoro), non ci aspettavamo un riscontro tale, questo Ź stato il nostro premio per il “lavoro” svolto: rivedere questi bellissimi cani cosď felici “sorridenti” tranquilli e sicuri accanto a persone che giudichiamo stupende. “Sappiamo che tanto hanno fatto questi nuovi proprietari”, conoscendo benissimo la razza (abbiamo 8 grey in tre persone), sappiamo anche che i cani li ricompenseranno come solo loro sanno fare. Noi del Greyhound Adopt Center Italy vogliamo ringraziare alcuni enti di volontariato, l’Ufficio Diritti degli Animali di Roma e tutti i privati che con il loro divulgare la notizia, o adottando uno o piĚ di questi esemplari ci hanno permesso di portare a termine la nostra “operazione levrieri ex cinodromo Roma”. Il nostro lavoro in Italia Ź finito ma presto proveremo ad aiutare i levrieri in Spagna e speriamo sarą a lieto fine come per quelli italiani. Greyhound Adopt Center Italy: http://digilander.iol.it/vaimaia e-mail:vaimaia@libero.it Elisa Manna Chiara Ottolini Paola Zacché Paola Martini Associazioni estere che hanno collaborato per dare una famiglia ai “levrieri Romani”: Greyhound in Need (Anne Finch): www.greyhoundrescue.co.uk GRAN BRETAGNA Greyhound in Need Germany: (Ellen Poppendich) www.grey-world.de/gin_germany/gin_germany/_b.htlm GERMANIA New Graceland: (Evelyn Bader) www.newgraceland.org SVIZZERA Levriere en detresse: (Chatrine Raymond) www.levriers-en-detresse.com FRANCIA