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La campagna sulla Birmania a cura di A.I.T.R.

CHE COSA SUCCEDE

1988

- Dopo 26 anni di dittatura militare, viene creato lo SLORC (Consiglio di Stato per la restaurazione della legge e dell'ordine). Lo SLORC mantiene il potere attraverso la legge marziale, gli arresti arbitrari e la detenzione di persone sospette.
- Aung San Suu Kyi, figlia di Aung San, padre dell'indipendenza birmana ucciso nel 1948, rientra in Birmania e inizia a guidare l'opposizione.

1990

- Lo SLORC decide di indire elezioni aperte ai diversi partiti politici.
- Il maggior partito d'opposizione, la Lega Nazionale per la Democrazia (LND), guidato da Aung San Suu Kyi, ottiene l'80% dei seggi. Lo SLORC rifiuta di cedere il potere e sospende la costituzione. Da allora le dimensioni dell'esercito sono raddoppiate.

1991 - Aung San Suu Kyi viene insignita del premio Nobel per la pace. Il paese nel frattempo si è trovato sull'orlo del collasso economico, con un debito estero di 2.6 miliardi di dollari (oltre 4 mila miliardi di lire) e lo SLORC ha dovuto fronteggiare numerose sanzioni economiche e un progressivo isolamento internazionale.
1995 - Aung San Suu Kyi viene liberata ma tuttora vive in un regime di stretto controllo delle sue attività.
1996

- L'Unione Europea adotta nei confronti della Birmania le seguenti misure:
1. Espulsione di tutto il personale militare addetto alle rappresentanze diplomatiche della Birmania negli Stati Membri dell'U.E. ed evacuazione di tutto il personale militare addetto alle rappresentanze diplomatiche degli Stati Membri dell'U.E. nella Birmania;
2. embargo su armi, munizioni e attrezzature militari e sospensione degli aiuti non umanitari e dei programmi di sviluppo...;
3. divieto di rilascio di visti d'ingresso per i membri dello SLORC e dei loro familiari;
4. divieto di rilascio di visti d'ingresso per i membri di alto livello e loro familiari alle forze armate o di sicurezza e responsabili della elaborazione e attuazione delle politiche che impediscono il passaggio della democrazia in Birmania;
5. sospensione delle visite governative bilaterali ad alto livello

2000 Nell'anno in corso numerose si stanno facendo le prese di posizione e le condanne al regime birmano, sempre determinato a conservare il potere ad ogni costo.
-
È del mese di marzo 2000 la condanna della Birmania da parte dell'OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro, ONU), per non aver eliminato, nonostante la raccomandazione espressa in tal senso dalla stessa OIL nel 1998, la piaga dei lavori forzati. La condanna, espressa all'unanimità dai 56 paesi del Consiglio Esecutivo, è stata poi riproposta alla successiva Conferenza Internazionale del Lavoro, insieme all'invito, rivolto a tutti i paesi OIL ed ONU, a rivedere i propri rapporti diplomatici ed economici con la Birmania, accusata di "perpetuare odiose violazioni dei diritti dell'uomo"; le accuse sono anche state dettagliate da un preciso Rapporto redatto dal giurista mauriziano Rajsoumer Lallah e presentato alla Commissione dei Diritti dell'Uomo dell'ONU. Nel Rapporto si rileva la deportazione di determinate minoranze etniche, la persistenza del lavoro forzato nei cantieri militari, le esecuzioni sommarie, la tortura di prigionieri e lo stupro di donne. La Commissione, dopo avere anche ascoltato un video-messaggio in cui Aung San Suu Kyi accusava il regime di "sacrificare il futuro della gioventù pur di restare al potere", ad aprile ha a sua volta condannato il governo di Rangoon.
- Il regime, nonostante tutto questo, continua imperterrito nella sua politica di militarizzazione sfrenata, che porterà la Birmania, entro il marzo del 2001, a spendere per la difesa circa 1,48 miliardi di dollari, cifra superiore di 10 volte a quella destinata alla sanità e di due volte e mezzo a quella per l'istruzione.
- Non certo migliore è del resto la situazione relativa alle libertà civili. A decine si contano i giornalisti in carcere per motivi legati alla loro professione. A tale proposito Reporters Sans Frontières lo scorso 30 marzo ha pubblicato sul proprio sito
www.rsf.fr (al quale si rimanda per tutti i dettagli sulle notizie relative alle restrizioni della libertà di stampa e di circolazione delle idee) un breve racconto inedito di Daw San Nweh, vincitore nel 1999 del premio Reporters Sans Frontières - Fondation de France, giornalista vicino al premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Il racconto, scritto nel 1994, si intitola Bambini che giocano nei vicoli (Les Enfants qui jouent dans les ruelles), e gli ha causato il carcere per 10 anni, sotto l'accusa di aver pubblicato "informazioni dannose allo Stato".
- Anche la navigazione su Internet viene fortemente ostacolata. Dopo la chiusura, avvenuta nel mese di aprile, dei due unici providers privati del paese, l'unico provider attivo è quello del governo; chi vuole usare Internet deve ottenere un'autorizzazione ufficiale, mentre è vietata (secondo fonti di Reporters Sans Frontières) la diffusione via e-mail di commenti politici e di informazioni "dannose al governo", pena la prigione. Si registrano anche casi di arresti di persone accusate di navigare su siti dell'opposizione, di base in paesi stranieri.

BIRMANIA E TURISMO

Per cercare di sanare seppure parzialmente il disastroso bilancio statale (circa 4.000 miliardi di debito estero), lo SLORC designò il 1996 "Visit Myanmar year". Il tentativo della giunta militare fu di cercare di dare una facciata "pulita" del paese, incrementando le entrate.

Per preparasi a questo avvenimento venne organizzata una decisa operazione di maquillage per il paese, cercando di migliorare / ammodernare / adeguare alle esigenze del turismo internazionale le infrastrutture birmane.

Un caso emblematico è rappresentato da Pegan, l'antica città birmana. Per prepararla al turismo di massa, nel 1990 5.000 persone che vivevano in questa città vennero allontanate e le loro case abbattute. Le uniche persone a cui è stato consentito di rimanere sono le guide e il personale degli hotel. Al resto della popolazione vennero fornite, in una località malsane, case di qualità scadente.

Daw Aung San Su Kyi ritiene che gli investimenti stranieri e il turismo aiutino il regime militare a detenere il potere. Da tempo chiede di boicottare la Birmania dal punto di vista turistico, in quanto ritiene che il flusso della moneta straniera rafforzi il potere militare.

Visitando il paese i turisti danno un diretto sostegno alla giunta militare, dal momento che le entrate servono per sostenere i militari. Il turismo in Birmania viene orchestrato con molta attenzione. I viaggi "fai da te" sono possibili, ma vengono scoraggiati; il turismo spesso prende forma con gruppi strettamente controllati. Il regime sta cercando di ridurre al minimo il contatto tra i visitatori stranieri e la gente del posto e Suu Kyi ha espresso il timore che la gente che viene trovata a conversare con gli stranieri possa essere punita.

Suu Kyi non ha cambiato le proprie convinzioni riguardo al turismo. Nel marzo 1997 insisteva: " la gente dovrebbe aspettare a visitare la Birmania, sino a che questo paese non sarà diventato una società democratica dove la gente è sicura, dove c'è giustizia, dove esistono le regole della legge. Ci sarà un momento più favorevole per la visita e i turisti potranno viaggiare per tutta la Birmania con una coscienza più serena ".

Più di recente (19 maggio 2000), con una risoluzione approvata a larga maggioranza, il Parlamento Europeo ha infine chiesto che siano bloccati gli investimenti delle imprese UE e il turismo europeo in Myanmar (ex Birmania). Le autorità di Rangoon sono state accusate di violazione dei diritti umani, intimidazione dei dirigenti dell'opposizione e del reclutamento di bambini-soldato. Molte delle nuove strutture turistiche sono state create, inoltre, utilizzando il lavoro forzato (fonte AITR).

LA CAMPAGNA DI A.I.T.R.

Si rivolge ai tour-operator, ai quali si chiede di non inserire la Birmania nei proprio cataloghi, e alle agenzie di viaggi italiane, alle quali si chiede di aderire alla campagna applicando sulla vetrina un adesivo tipo "No al turismo in Birmania - campagna AITR 1999", mentre all'interno dell'agenzia sarà possibile trovare materiale informativo sulla campagna.

E' uscito inoltre un sostanzioso Dossier Birmania in Italiano, formato da una raccolta di articoli/denuncia pubblicati in questi ultimi anni su giornali e riviste del nostro paese.

CAMPAGNE DI BOICOTTAGGIO IN CORSO

Astenersi dall'acquisto di alcuni prodotti o servizi per esprimere così il proprio disappunto nei confronti della politica scarsamente attenta nei confronti dei diritti umani o dell'ambiente da parte di alcune aziende, è uno strumento potentissimo in mano ai consumatori. In questi ultimi anni negli anni si è dimostrato validissimo e particolarmente temuto da parte del mondo industriale.

Per quanto riguarda la Birmania è iniziato, soprattutto negli Stati Uniti e nel Nord Europa, un movimento di opinione che ha iniziato a scoraggiare, con il boicottaggio di alcune bevande, prodotti petroliferi, elettronici, automobilistici, gli investimenti di alcune multinazionali in Birmania, contribuendo così a indebolire il potere economico dello SLORC, direttamente interessato all'afflusso di capitale straniero in Birmania.

Grazie a questa pressione da parte dei consumatori, importanti multinazionali quali Pepsi Cola, Heinecken e Philips hanno deciso di rivedere la propria politica aziendale e di non investire più, per il momento, nel paese asiatico.

Ora dunque (giugno 2000) la campagna di boicottaggio, grazie anche alla citata risoluzione del Parlamento Europeo, vive una fase di rilancio, anche attravero una lettera rivolta ai Tour Operator che è possibile scaricare anche da questo sito cliccando sul seguente file: letterabirmania.rtf

PER ULTERIORI INFORMAZIONI VEDERE IL SITO SULLA CAMPAGNA:

http://www.solidea.org/ospiti/birmania_index.html

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Meglio turista che schiavista

Milioni di bambini dai 6 ai 15 anni vengono costretti a prostituirsi. Succede in Asia, in Africa, in America Latina, nell’Europa dell’Est. E i loro "clienti" sono, oltre ai pedofili, semplici turisti e uomini d’affari dei paesi ricchi. Spesso, per un turista, il contatto con questi ragazzini/e avviene in un bar o su una spiaggia. Come se fosse una cosa normale. Paga per avere giocattoli sessuali da usare e gettare. Molti bambini, sfruttati dalle famiglie o da potenti organizzazioni criminali, muoiono di AIDS. Il Consiglio di Ministri d’Europa, la Commissione ONU sui diritti dell’Uomo, l’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), l’ECPAT stanno cercando di contrastare questo triste fenomeno.

Facciamola finita con questa forma di schiavitù, evitando di contribuire anche solo indirettamente allo sfruttamento sessuale dei bambini.

PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI A:

ECPAT Italia – Campagna contro la prostituzione infantile legata al turismo sessuale.

ECPAT Italia – Campagna contro la prostituzione infantile legata al turismo sessuale.

E-mail - ecpat@cambio.it
Sito web Italia - www.cambio.it/ecpat
Sito web mondiale - www.ecpat.net

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