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La
Luna, molto pobabilmente, costituì,
per i primi esseri umani,
il primo orologio, ovvero un elemento
naturale per misurare il tempo e predire
eventi come l'inverno, le piogge stagionali,
ed i raccolti.
La
Luna sembra un perfetto orologio:
più o meno ogni 29 giorni e 1/2 (mese lunare),
passa attraverso le sue fasi: novilunio,
primo quarto, plenilunio, e ultimo
quarto.
Il
novilunio, o luna nuova, è la prima
fase lunare, con il disco quasi totalmente
scuro.
Il
primo quarto, è la seconda fase lunare,
con il disco illuminato a metà.
Il
plenilunio, o luna piena, è la terza
fase lunare, con il disco tutto illuminato.L'ultimo quarto, è la quarta fase lunare, con il disco illuminato a metà.
Dodici cicli completi della Luna, dunque, all'incirca, corrispondono alle quattro stagioni, e proprio questo calcolo potrebbe essere alla base della suddivisione dell'anno tropico in 12 intervalli (12 mesi). Cercare, però, di far conciliare Sole e Luna, non è semplice. Il tempo impiegato, infatti, dalla Luna, per descrivere la propria orbita attorno alla Terra e ritornare nella sua posizione originale (mese lunare), non è un divisore di un anno tropico.
Il
calendario dei Babilonesi, dei Greci e
dei Sumeri era di tipo lunare, nel
senso che si basavano sul mese lunare,
e per conciliarlo con le stagioni, erano
previste delle macchinose correzioni.
Non
è certo, ma ai Babilonesi viene
in genere fatto risalire la
divisione del giorno in 24 ore.
C'è
infatti chi ritiene che i Babilonesi,
fanatici di astrologia, abbiano diviso
il dì e la notte in 12 ore ciascuno,
il cui numero è appunto quello dei
segni zodiacali, e poi sommato
le une alle altre, per giungere al giorno,
con ciò, di 24 ore.
Gli
Egizi furono i primi uomini, di una
civiltà antica, a scegliere il Sole come
riferimento del loro calendario.
Seimila
anni fa gli antichi Egizi, così, già
calcolavano che l'anno solare avesse una
durata assai vicina a 365 giorni.
Si
giunse così ad un calendario fatto
di 12 mesi di 30 giorni ciascuno, oltre
5 giorni supplementari che venivano aggiunti
all'anno.
Circa
quattromila anni fa, poi, gli Egizi si
resero conto che, in realtà, l'anno solare
era di circa 1/4 di giorno più
lungo, ma a causa dell'opposizione dei
sacerdoti, che controllavano il vecchio calendario
egizio, fatto di 365 giorni, quest'ultimo non fu
modificato, nemmeno quando, nel 516 A.U.C.,
Tolomeo III (governò dal 508 al 533 A.U.C.)
ordinò che fosse istituito
un sistema che comprendesse un anno bisestile,
che doveva ottenersi aggiungendo un giorno
supplementare ogni quattro anni.