LIGA
Ecco il mio nuovo Cd
(e la mia nuova vita)

"In questo album ripropongo un tour perfetto:
canzoni registrate a teatro in intimità con i fan.
Ho scritto un romanzo che uscirà in primavera.
E intanto mi dedico a Lenny, mio figlio. Perché dalla fine del matrimonio ho imparato che..."


La giornata di una rockstar può essere molto diversa da quella che ci si immagina. Quella di Ligabue, per esempio, comincia a Correggio, prevede una levataccia per portare il piccolo all'asilo (dove malvagi bidelli juventini tentano di corrompere un figlio di interista), prosegue a Milano per l'incontro con "Sorrisi". E finisce con una scazzottata. Oh, finalmente una cosa rock: fare a pugni... "Sì, ma solo per sport. Finita l'intervista, vado a scaricarmi in palestra" spiega il Liga, che sfoggia una linea da top-model, valorizzata da un "total look" Armani: niente più stivali istoriati, via le camicie quadrettate, scomparsi completamente gli anelli "metal" dalle dita. Ma la cura dimagrante, più che alla palestra, la si deve a un tour lunghissimo, oltre cento concerti, che ora diventa un doppio Cd (triplo, se si considera un'edizione limitata) intitolato "Giro d'Italia". "Il fatto è che ho bisogno di suonare più che posso. Per questo ho ideato la formula del concerto doppio: in ogni città due concerti, la prima sera in teatro, la seconda in un palasport. "Giro d'Italia" contiene le registrazioni del tour teatrale, dove le canzoni erano arrangiate in maniera più sofisticata, dove suonavamo seduti e dove la gente ci ascoltava in silenzio".

Dottor Jekyll in teatro e poi, la sera dopo, mister Hyde nei palasport.
Esatto. Questa per me è stata la tourneé perfetta e ora mi spiace di averla fatta perché non so più che cosa inventarmi per dare sfogo alla mia voglia di suonare.

Che genere di pubblico c'era in teatro? Era diverso da quello dei palasport?
In teatro c'era gente più tranquilla che non si sognerebbe mai di entrare in un palasport. D'altronde ho un pubblico vario: il più anziano iscritto al mio fan club è una signora di 64 anni, il più giovane un ragazzo di 12.

Come Gianni Morandi.
Voglio chiarire una cosa: per me la canzone è un'arte popolare, sono un fan di Lucio Battisti. A me piace quella roba lì. E arrivare a tanta gente significa che sono nel giusto.

Anche se poi la vita da star ha i suoi lati negativi. Per esempio, riesce a girare tranquillamente per strada, a fare un'esistenza normale?
Sì. La gente è timida, magari ti guarda, ma poi ti lascia stare. A meno che non la vuoi aizzare: allora, basta farsi circondare da guardie del corpo.

Dopo 13 anni di carriera, la "ditta Liga" ha un fatturato mica male. Che cosa significa per lei gestire manager, musicisti, impiegati, ecc.?
Siamo un'industria familiare: il mio manager è lo stesso che andava in giro a far ascoltare le mie cassette e poi faceva il commesso alla Coop. Mio fratello segue il mio sito...

Proprio dal sito lei ha annunciato la fine del suo matrimonio, rompendo una leggendaria riservatezza.
Volevo comunicare la mia gratitudine ai fan alla fine del tour. Nel frattempo finiva una storia, una storia splendida. Io e la donna (chiama proprio così sua moglie Donatella, ndr) siamo stati insieme 15 anni. E se capisci che non ne esci, e capisci che può essere pesante dal punto di vista mediatico, meglio dirlo.

Capito. Qui viene fuori la sua nota, ehm... disistima per i giornalisti.
Non ho sempre avuto un buon rapporto con loro, ma stavolta hanno rispettato due persone in difficoltà. La cosa mi ha stupito.

Il matrimonio è finito perché ha incontrato un'altra donna? In giro si dice che sia innamorato pazzo.
Non so se la nuova donna (dice proprio così: si chiama Barbara, ha 37 anni, è la sua massaggiatrice per i concerti, ndr) sia la causa vera o no. Un'altra delle mie necessità era quella di proteggere mia moglie. Non ha mai voluto apparire, non è sempre stato facile per me tenerla nascosta. Allora le ho proposto di parlare a nome di tutti e due direttamente ai miei fan attraverso il sito. Per la prima volta è stata d'accordo. E l'ho fatto.

Avete anche un figlio.
Si chiama Lorenzo Lenny.

Lenny?
Io lo volevo chiamare Lorenzo, la mamma Lenny. Non avevamo ancora scelto ed è nato prematuro. Il medico mi ha dato fretta e così ho deciso di dargli entrambi i nomi.

E come lo chiamate ora?
Solo Lenny.

E che bambino è Lenny?
Intanto, è un bambino fortemente voluto. Ha 5 anni, è un batterista impressionante per la sua età ed è cosciente della separazione dei genitori. Ma è sereno e ora sto con lui con molta più intensità.

Lei continuerà a vivere a Correggio?
No, la nuova donna non vive lì e io farò avanti e indietro. Ma Lenny è un motivo in più per tornare spesso a casa.

Ora che è finito il tour, che cosa farà?
Ho scritto un romanzo che uscirà in primavera.

Cantante, regista cinematografico, ora romanziere. Che altro?
Dichiaro ufficialmente che non mi darò mai alla pittura.

Veramente una cosa ci sarebbe. La televisione.
La Rai mi ha fatto un mucchio di proposte: un programma in prima serata tutto incentrato su me e le mie canzoni. Un talk-show in seconda serata dedicato alle radio. Una serie di telefilm da scrivere e realizzare.

Ma?
Ma io ho la fortuna di poter fare quello che mi piace e a me non piace dover dipendere dall'Auditel. Chi lavora in televisione è sempre in preda all'ansia per gli ascolti.

Fanno ponti d'oro a chi è televisivamente vergine.
Diciamo che la mia verginità per il momento me la tengo come dote.

Andrebbe a Sanremo?
Anche lì mi hanno offerto un sacco di soldi per fare il superospite...

Ma?
Ma non ci andrò mai, non l'ho mai seguito e proprio non mi interessa.

In "Giro d'Italia" ci sono almeno 20 canzoni che potrebbero vincere il festival.
Pazienza.


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