LA RIVOLUZIONE RUSSA 6a parte di 14

 Disfacimento degli Imperi Asburgico, Russo, Ottomano, Tedesco 1919

          La trappola Caucasica (ex Russia) e la "DunsterForce"

Se nella trappola ceca (che vedremo alla 8a parte) c’eravamo caduti in pieno (da tonti) in quella caucasica organizzata dagli inglesi ci salvammo anche per le perplessità che sorsero nella primavera del 1919 a tutti i livelli e che qui documenteremo. Gli inglesi, mai convinti, stavano lasciando la regione (avevano più di un piede fuori dal Caucaso) e cedevano volentieri il posto a noi in prima fila. Se non era una bufala questa …!. Quando un inglese scappa è l’oggetto più veloce sulla faccia terrestre e per principio non regala mai niente a nessuno. Prima della nostra quasi "avventura", raccontiamo l'antefatto inglese.

- On 14 May, 1918, the National Council of Georgia appealed to Germany and asked this country’s leaders to draw their troops (which had occupied part of Ukraine, the Crimea, and Rostov) closer to the Northern Caucasus, approach the Georgian borders and thus protect Georgia from external threats. On 25 May, 3,000 German soldiers arrived in Poti, and on 30 May, a German diplomatic mission arrived in Tiflis. Soon after, all

 

La fine dell'Impero Russo con la rivoluzione del 1917 portava con sé anche la nascita di nuove entità politiche nazionali, dichiaratesi indipendenti nel caos esistente, nei territori della ex Transcaucasia Russa considerata per ora frontiera secondaria e comunque possedimento (colonia) per lo Zar. Dapprima tre etnie principali, Armeni, Georgiani e Azeri, decisero di difendersi insieme dai tanti nemici (anche i turchi erano ancora nemici oltre che i Russi di qualunque colore) poi però ripensandoci ognuno per la sua strada e per la sua religione che da queste parti ha sempre segnato i confini. Il Caucaso da sempre è un puzzle di razze e religioni e dietro questo puzzle nacquero anche altre repubbliche tutt’ora spina nel fianco dell’ex Urss o Russia, che dir si voglia (vedi in calce del cap. 7 un sunto del Puzzle in versione moderna). Il 3 marzo 1918, a circa un anno dalla prima rivoluzione socialdemocratica russa, tacquero le armi sul confine orientale fra imperi centrali e la ex Russia Zarista, al momento Sovietica, lasciando l’occidente, l'Intesa,  in braghe di tela davanti alle armate della triplice che si spostavano ad Ovest (sul fronte occidentale e italiano) e completamente nudo su quello orientale. Fortuna volle che gli Usa ormai erano pronti, dopo un anno di mobilitazione, a entrare in trincea. Noi a fine '17 avevamo superato la crisi  di Caporetto (in qualche maniera) e supereremo anche la difficile offensiva di Giugno '18 sul Piave ultimo colpo di coda di un impero in agonia. Qualcuno si chiese perché mai i tedeschi non arrivarono a Mosca e se lo continueranno a chiedere perché di tutti i misteri questo è il più grande. I turchi che avevano un conto "personale" con gli armeni, abbassarono, per così dire, le armi solo 3 mesi dopo Brest Litovsk (marzo 1918) col trattato di Batumi del 4 giugno 1918 (nota in basso a sx).  Con molti altri ancora (Dittatura centrocaspiana, Repubblica dell'Armenia montanara) si dovrà aspettare Mudros (30 ottobre 1918) con la pace finale ma non per la Dunsterforce britannica a Baku: (vedi sotto)  che cede le armi (sconfitta) a metà settembre 1918, due mesi prima della fine della guerra). Una vittoria insperata dei turchi su tutta la linea che riscattava la grigia condotta in medioriente (salvo Gallipoli). La sconfitta degli inglesi nel Caucaso sarà però solo temporanea perché ritorneranno come forza d'occupazione della conferenza di pace due mesi dopo. Ma a noi, 6 mesi dopo, in uno scenario cambiato ce la vendevano ancora come una bella avventura !?. Sentiremo come la giudicò Nitti che dovette affrontare la questione nel giugno 1919 col suo primo Governo.

La Georgia, la più grande e definita entità del Caucaso, anziché scegliere il Bolscevismo (la maggioranza letteralmente) scelse la minoranza Menscevica (esatto significato del termine come detto prima) o socialdemocratica contando nell'aiuto di qualche potenza occidentale. Si favoleggiava di ricchezze minerarie da far invidia a chiunque (ma in Georgia c’era solo del manganese e più in la del petrolio ma non era della Georgia). I francesi, al contrario di noi, dai balcani erano dilagati con truppe in Romania, Odessa e in Crimea (Sebastopoli) e dopo l’apertura degli stretti con navi come gli inglesi. Gli inglesi grazie all'instabilità persiana (Iran - sarà la dinastia Pahlavi (1925–1979 l’ultima) a risollevare il paese) si erano sostituiti agli zaristi nel controllo del trono del pavone e dei confini Turchi, ma molto di più li attirava il petrolio azero di Baku sul Mar Caspio. Quando gli inglesi arrivarono nel Caucaso a metà '18 ci trovarono soldati tedeschi, anche ex prigionieri come vedremo, a far da guardiani (i conti della Germania con l’Intesa si solo chiudono l’11 novembre 1918).

Armi e consiglieri tedeschi erano stati messi a disposizione dei turchi fin dal 1911 ma ora sembrava che ognuno andasse per la sua strada. Una forza formata da truppe specializzate - l'Asia Korps - fu infatti inviata nell'impero Ottomano già nel 1917 e l'anno dopo (inizio '18) anche una seconda formazione specifica per il Caucaso (o ex Transcaucasia russa). Primi obiettivi del corpo era mettere in sicurezza le forniture di petrolio per la Germania e mantenere nella sfera di influenza tedesca la nuova Repubblica Democratica di Georgia crocevia del movimento fra Asia e Europa e tappa intermedia della ferrovia /pipeline Baku-Batumi sul mar Nero. I tedeschi avevano anche costituito allo scoppio della guerra la "Nachrichtenstelle für den Orient", un ufficio di intelligence che aveva come compito lo spionaggio e le missioni di sabotaggio in Persia ed Afganistan, allo scopo di indebolire l'intesa fra russi e britannici del 1907, un obiettivo che interessava anche l'Impero Ottomano.

of Georgia’s railways and water transport, including the Chiaturi manganese mines, fell under German control....The point is that in late May 1918, the Germans planned to move their forces, after the occupation of Baku, to the north Iranian port of Anzali controlled by the British, with subsequent invasion of Iraq and access to the Persian Gulf in the region of Basra to thus destroy Britain’s positions in the Middle East. However, the lack of necessary forces in the Caucasus and aggravation of the situation on the Western front prevented the Germans from accomplishing their goals. They had no time to move their troops to the Transcaucasus to attack Baku (two divisions and several regiments). “Nuri occupied Baku before we finished transporting our troops,” said Ludendorff regretfully.

- IL SECONDO ARMISTIZIO RUSSO - TEDESCO
At the same time, dramatic events of diplomatic nature broke out around Baku. As early as 27/8/918, the Soviet government signed an additional agreement with Germany to the Treaty of Brest-Litovsk, under which the Germans resolved, in exchange 1/4 of the oil and petroleum products produced in Baku, not to back any third power in the Caucasus and not to allow the Turks to enter the region.....

- IL SECONDO ARMISTIZIO RUSSO - TEDESCO Una seconda pace e in cambio di cosa ? di 1/4 del petrolio e la sicurezza a Ovest dalla espansione turca, ma ormai la guerra era agli sgoccioli e l'accordo fra tedeschi e russi di settembre saltò, ma non si salvò l'oro sovietico. Non servì a nulla !? forse..vedremo al 12° capitolo

 

Gli autonomi Georgiani avevano scelto da tempo il male minore, firmando il 4 giugno un armistizio con i Turchi e, subito dopo, ponendosi sotto la protezione d'un battaglione di fanteria Tedesca !!. Tali successive azioni influirono però sui rapporti fra gli ex alleati. La visione strategica di Enver Pascià non era infatti la semplice riconquista dei territori persi 40 anni prima ma l’occupazione di tutta l’Asia centrale Turcomanna. A marzo Enver aveva ordinato la creazione di una nuova forza militare, chiamata "Armata dell'Islam" (25.000 uomini) per prendere Baku sul mar Caspio capitale della Repubblica Democratica dell'Azerbaigian. Nel settembre del 1918 la Dunsterforce fu costretta ad abbandonare Baku. L'impero ottomano arrivava alla fine della prima guerra mondiale dopo aver perso la campagna di Persia, la campagna del Sinai e della Palestina e la campagna di Mesopotamia, tuttavia sul Caucaso aveva ottenuto grandi successi, riconquistando tutti i territori già persi dell'Anatolia Orientale. Il presidente della Repubblica georgiana, Noij Jordania, consigliato dall'esperto economico Woytinsky, aveva allora creduto di individuare tale nuovo referente nell'Italia postbellica, che non sembrava avere mire territoriali in quell'area (per quanto parte attiva ancorché ignorata nella progettata spartizione dell'Impero Ottomano) e che, per la sua scarsità di materie prime, avrebbe potuto mostrarsi interessata ai prodotti minerari caucasici. In altre parole, i dirigenti georgiani cercavano un protettore europeo che li difendesse da un ritorno dell'imperialismo russo di qualsiasi colore, dai turchi, dai vicini, ma i cui interessi strategici non fossero incompatibili con l'indipendenza del loro Stato. Come progetto non era male, hai visto mai che qualcuno ci cascasse. Meglio Italiani che Turchi e Russi, ma questo voleva dire in primis andare a farsi ammazzare per la Georgia dopo averlo già fatto “inutilmente” per l’Italia. Non c'erano molti volontari.

 

Naturalmente quando si parla di Turchi si parla sempre dell’ex impero ottomano andato in pezzi che creava più problemi per la sua spartizione che per la conquista. Un sultano probabilmente c’era ancora ma al suo posto comandavano i Giovani Turchi di Enver Pascia* per la rinascita della nazione. Da qui parte infatti il moderno padre della patria Mustafa Kemal “Ataturk”che però tenne una doverosa distanza dai suoi impulsi giovanili per i Giovani Turchi (in pratica lui sarà il partito nuovo, ne più ne meno di Mussolini in veste un po’ più sanguigna: si disse che Ataturk odiasse Enver che era riuscito a diventare ministro della guerra, comandante in capo dell’esercito e genero del sultano, mentre lui, pur valoroso generale, non era riuscito ad impalmare neanche una principessa reale. ( http://www.allaboutturkey.com/ita/kurtulus.htm  )

 

Una volta completato il grande sogno della Grande Turchia rischiavano di avere un impero (popolazioni turche, tatare e turcomanne disperse fra il Mar Nero e il Turkestan cinese !!!) dove non tramonta mai il sole avrebbe detto qualcuno. I Tatari dell'Azerbaigian avevano infatti accolto favorevolmente l'avanzata dell'esercito turco, mirante a impadronirsi della ferrovia e dell'oleodotto Batum-Baku; gli Armeni avevano organizzato una resistenza disperata che, per essi, era questione di vita o di morte già da qualche anno. Anche i tedeschi come i turchi stavano giocando su quello scacchiere orientale carte pesanti, inimmaginabili a una potenza sconfitta e soggetta di li a poco a pesantissime riparazioni di guerra. Si calcolava che i tedeschi ex prigionieri presenti nell’Europa Russa fosse vicino al milione !! sufficienti per molti versi per contrastare, se armati, più di una rivoluzione russa bolscevica. Per ora di russi rossi però nel Caucaso se ne erano visti pochi, di sbandati bianchi (zaristi di Denikin) si. Prima di Natale del 1918 i Tedeschi avevano dovuto partire, secondo le clausole dell'armistizio, ed erano stati sostituiti da Inglesi e soldati coloniali e non dominion. Era chiaro che il futuro della Georgia come stato indipendente dipendeva prima di tutto dal suo riconoscimento da parte della Conferenza di pace a fronte dei principi Wilsoniani ormai diventati un classico per ogni gruppo etnico che si ritenesse tale. Per controbattere la propaganda russa, il governo georgiano chiese a Wladimir S. Woytinsky di preparare una documentazione sche spiegasse agli Alleati le ragioni storiche e politiche che avevano portato alla nascita di una Georgia indipendente, dopo essere stata assoggettata agli Zar (ma come possedimento). Compito non facile.

 

Woytinsky era un rivoluzionario russo moderato da sempre che si era fatto 4 anni di carcere duro e 4 di Siberia!!!. Sia Woytinsky che la moglie avrebbero dovuto far parte della delegazione georgiana a Parigi, ma vennero trattenuti a Costantinopoli per alcuni mesi dalle autorità militari alleate e dovettero infine rientrare a Tiflis. Di lì ripartirono alla fine di agosto del 1919 per Roma perché gli italiani si erano interessati al suo caso e qualcuno dice ancora dell’idea del protettorato italiano sulla Georgia. Woytinsky non rivedrà più la sua patria. Quando lui arriva D'Annunzio parte per Fiume (12 settembre). Nitti di fronte all'insorgere di un problema così acuto nell'Adriatico cancellò la spedizione del Mar Nero già in parte decisa dal suo predecessore Orlando. La Conferenza di pace di Versailles aveva riconosciuto "de facto" l'indipendenza dei tre Stati caucasici ma, quando la guerra civile russa si risolse a favore dei "rossi" con la sconfitta del generale Wrangel, e le armate di Trotzkij si avvicinarono ai confini della Georgia, apparve chiaro che gli Alleati non avrebbero combattuto per difenderla.
"Dopo l'armistizio - scrive Arthur Moore nel 'Times' di Londra del 10 luglio 1922 - noi facemmo affluire numerose truppe nel Caucaso, che è in gran parte musulmano. Avevamo truppe perfino oltre al Caspio, nella famosa Merv. Dapprincipio esse esercitarono un influsso stabilizzatore e noi annunciammo che eravamo venuti per tenere lontani i Bolscevichi. Ma, appena la minaccia bolscevica apparve all'orizzonte, fummo noi a squagliarci. Perché ci andammo, dunque? L'Islam conosce la risposta: vi andammo per mettere le mani sui campi petroliferi ma non eravamo disposti a combattere per essi.".

C’è un errore grossolano in questo brano quando dice numerose truppe: erano poche per la vastità e difficoltà dell’area e quelle poche con molti mercenari o popolazioni di montagna non atte ad una guerra tradizionale. Sui campi petroliferi di Baku c’era già più di un padrone ed erano gli azionisti che al massimo potevano temere una nazionalizzazione sovietica.

"L'industria petrolifera russa, se generosamente finanziata e adeguatamente organizzata sotto auspici britannici,  costituirebbe di per se stessa un ottimo attivo per l'Impero… Al Governo britannico si offre un'aurea opportunità di esercitare una potente influenza sull'immensa produzione dei campi di Grosni (Cecenia), Baku, e del Transcaspio".

In parole povere se i padroni fossero stati tutti inglesi era meglio. Di pareri molto discordi i militari per l’asimmetria delle guerre in atto (asimmetria per le figure istituzionali che la gestivano, non essendo governi regolari) e per le aree ormai diventate mondiali da controllare.  Wladimir Woytinsky «Dalla rivoluzione russa all'economia roosveltiana» (titolo originale: Stormy Passage., A Personal History Through Two Russian Revolutioins to Democracy and Freedom: 1905-1960, New York, The Vanguard Press, 1961; trad. Elisabetta Rispoli, Milano, Il Saggiatore, 1966, pp. 561-e segg)

*La fine di Enver Pascià, il “piccolo Napoleone” dell’impero e il più tenace propugnatore del movimento “internazionalista” turco. Rifugiatosi tra le tribù dell’Asia Centrale, dove pensava di realizzare il suo antico sogno panturanico, cioè la creazione di una Grande Nazione Turca, agli inizi degli anni Venti Enver scatenò una rivolta mussulmana contro il potere sovietico. Ma il 4 agosto 1922, nei pressi di Baldzhuan, località del Turkestan meridionale (oggi territorio del Tagikistan) egli venne sconfitto e ucciso con pochi suoi seguaci da preponderanti forze bolsceviche.

 

Cecil  spoke plainly: “England should possess Baku because of its vast oil reserves.” It should be kept in mind that during World War I, England’s share in Baku’s oilfields made up 60% of all investments. As viewed by French senator Beranger, England was eager to create a gigantic oil region stretching “from Egypt to Burma, from the Caucasus to the Persian Gulf… For this to happen, the New York Times stressed, it was essential to prepare large forces to be used in North Persia and the Caucasus. Perhaps this was the major direction of the allies....

 

DUNSTERFORCE

http://www.archive.org/details/adventuresofduns00dunsrich  leggi e ascolta in inglese il memoriale del 1920"The adventures of Dunsterforce" del Gen. Dunsterville Lionel Charles, 1865-1946 (Univ. della California)  http://wapedia.mobi/it/Cronologia_dell'Europa_orientale_dopo_la_Grande_Guerra 

The road from Baghdad to the Caspian (traduzione a seguire) must be kept open against Turkish incursions from the west. This road, about 630 miles long, crossed a devasted and famine-stricken area through Khaniqin, Kermanshah, and Hamadan to Enzeli, on the Caspian. It climbed a succession of mountain ranges and was in a bad state of repair, difficult in good weather, impassable in bad. The task was made more hazardous by the uncertain attitude of the tribes along the route, and of the Persians; one of these tribes, the Jangalis, on the south-western shores of the Caspian, was being encouraged by Turko-German agents and Bolsheviks, as well as the extreme section of Persian nationalists, to oppose all British action. Indeed, Jangali tribesmen, in co-operation with the Bolsheviks, controlled the approaches to the port of Enzeli and were well armed. Secondly, the advance of Bolsheviks (and Austrian prisoners of war freed by them) into the area east of the Caspian must be checked, or they would join with hostile elements there to form a serious threat to Afghanistan and India. (Buchan, History of the Great War, 299-300. British Official History, The Campaign in Mesopotamia 1914-1918., Vol. 4, 105-6).
La strada che da Baghdad porta al Mar Caspio, deve rimanere aperta contro le incursioni turche da ovest. Questa strada, di circa 630 miglia, attraversa una zona devastata e flagellata dalla carestia tramite Khaniqin, Kermanshah, e Hamadan a Enzeli, sul Caspio. E tutto un susseguirsi di catene montuose ed era in cattivo stato di conservazione, difficile nella bella stagione, impraticabile in inverno. Il compito è reso più pericoloso per l'atteggiamento incerto delle tribù lungo il percorso, e dei Persiani: una di queste tribù, le Jangalis, sulle coste sud-occidentali del Mar Caspio, è stata sobillata dalle agenzie di turco-tedeschi e bolscevichi così come la sezione estrema di nazionalisti persiani, ad opporsi ad ogni azione britannica. Infatti, la tribù dei Jangali, in collaborazione con i bolscevichi, controlla gli approcci al porto di Enzeli ed erano ben armati. In secondo luogo, l'avanzata dei bolscevichi (e prigionieri di guerra austriaci liberati da loro) nella zona ad est del Mar Caspio devono essere controllate, o sarebbe unito con gli elementi ostili lì a formare una seria minaccia per l'Afghanistan e l'India....
.segue sotto
 

Sui militari inglesi che parteciparono all’operazione Caucaso non posso, in questa sede, dilungarmi oltre la normale curiosità del navigatore. Sopra troverete anche il link al memoriale (in inglese, on line) del suo comandante pubblicato nel 1920 a bocce calde, dove molti particolari saranno anche più chiari sempre che siano più veritieri. Qui quindi solo un breve accenno a questa pittoresca formazione identificata col nome del suo Capo Gen. Brig. Dunsterville Lionel Charles (1865-1946) prelevato la vigilia di natale del 1917 dal suo acquartieramento in India alla 1° Brigata di fanteria (Le operazioni in medioriente dipendevano dall’India perché si pensava che i tedeschi dal Caucaso li puntassero).

Molti brani inseriti e riassunti da varie fonti sono in inglese ma facile da capire o tradurre.  Campo petrolifero di Baku

-He embarked at Karachi on 6 January 1918, reaching the port of Basra (Bassora) in Mesopotamia (Irak) on 12 January 1918  (Qui viene anche equipaggiato  per coprire i previsti 650 km finali di piste attraverso la Persia e il Caucaso: la strada poi si allungherà del doppio e troveranno un comitato di ricevimento non certo disponibile).

- However, during his conferences in Delhi (India), Dunsterville had dispatched a special request, through the War Office, to all corps commanders on the Western Front. Interestingly, special attention in the message was given to the commanders of the Canadian, Australian, and South African Dominion contingents.

La Dunsterforce viene quindi “assemblata” a partire dalle trincee di Ypres del fronte Belga dalle quali il 12 gennaio 1918 partono selezionati - 68 officers and 110 sergeants- l’ossatura del reparto. Il resto verrà pescato in medio oriente fra

Australian, New Zealand, British, and Canadian troops”. Accordingly, on 27 January 1918, two months before the main body arrived in Baghdad, he (Dunsterville) drew a small number of soldiers from the Mesopotamian Expeditionary Force. This advance party, consisting of Dunsterville, 12 officers, 2 clerks and 41 drivers, headed north to Tiflis in four Ford touring cars and 40 Ford vans, on 29 January. Dunsterville was ordered to establish his headquarters in Tiflis and to direct his irregular forces from there. The terrain was always difficult; more so in the winter months (see left), and there were no local services that could be drawn upon. In addition, the route was not secure and opposition from hostile groups in the region would be unavoidable. His advance party was to travel 335 miles northeast, over the 7,600-foot high Asadabad Pass to Hamadan, to proceed north (250 miles) to the port of Enzeli on the Southern shore of the Caspian Sea. From Enzeli, they were to continue north across the Caspian, on whatever aquatic transportation could be commandeered, to Baku. Finally, the last leg would be a 275-mile journey along the Trans-Caucasian Railway line to Tiflis. Nevertheless, the 53 year-old Dunsterville, and his advance party set out from Baghdad determined to accomplish their objective. After having traveled 600 miles, through inhospitable territory, they reached the outskirts of Enzeli on 17 February: “Now we had to see how the Bolsheviks and other brands of revolutionaries would receive us.” Unfortunately for Dunsterville, he and his force, would not receive a cordial reception. On 19 February, Dunsterville met with Bolshevik Committee who had taken over Enzeli with a force of 3,000-5,000 armed Russian supporters. They curtly told him that Russia had made peace with the Germans, Turks, and Austrians, “and among all nations, and they mistrusted only Great Britain as a symbol of Imperialism.” With a Soviet gunboat guarding the mouth of the harbour, and no hope of circumventing either the guards or the boat, Dunsterville did not argue or delay his withdrawal.Reinforcements were not yet available, and armed with the knowledge that Baku was more occupied and sympathetic to Bolshevik forces, Dunsterville's only option was to make the return trip to Hamadan, and plan another course of action from there.

Ma ritorniamo alla Torre di Londra dove gli uomini di Dunsterville vengono vestiti ed equipaggiati per climi estremi (ma senza svelare la destinazione) e imbarcati alla  Waterloo Station (At the Tower of London on 14 January they were given medical examinations and outfitted with a variety of summer and winter clothing, which further confused them as to their destination. They were then given a monetary advance and 10 days leave (una licenza di 10 giorni perchè dopo non ne avrebbero più viste per molto tempo). On 25 January, both officers and N.C.O's convened again, at the Tower, and were finally briefed on their forthcoming assignment on 28 January).

Il 29 gennaio via Francia, Italia e da Taranto il vapore Malwa scortato da 3 caccia giapponesi raggiungono Alessandria d’Egitto. Da qui con una vecchia carretta del mare il Golfo Persico e Bassora (2 marzo) dove risalgono il fiume fino a Baghdad con uomini presi dalla 27a divisione britannica di Grecia e dalla 39a brigata. Dunsterville per orientarsi nel puzzle etnico e linguistico del Caucaso contava sulle sue conoscenze della lingua e degli usi e costumi !!.

- After a delay of one week in Basra, orders were finally issued for the force to proceed up the Tigris River to Baghdad. The soldiers were loaded onto flat river barges, operated by 28 men of the First Overseas Canadian Pioneer Detail, and ferried north, arriving in Baghdad between 20-28 March. According to Major Donohoe: The navigation of the Tigris, even in peacetime, is a hazardous undertaking ….(A second mission, under command of Major-General Sir Wilfrid Malleson, was to operate east of Dunsterforce. Its objective was to travel north along the Persian-Afghan border in order to safeguard the cities of Meshed and Ashkhabad, the latter being situated on Trans-Caucasia Railway. Major-General Sir George Macartney was placed in command of the third, and smallest, special force. His mission, operating further east, was to proceed via Chinese Turkestan (Kashgar) into Russian Turkestan to the city of Tashkent, again a vital stop along the railway). …to Hamadan, and plan another course of action from there.

Twenty Austin armoured cars were sent on the Caspian Sea in February 1918 with Dunsterforce to protect the oil wells from Bakou against the Turkish forces. For this purpose, they operate jointly with the white Russian forces and sometimes reds! (see below)

Autoblinde Austin usate in Russia (vedi a sx)

ll Trattato di Batumi, qui firmato il 4 giugno 1918, è stato un trattato di pace tra la Repubblica Democratica di Armenia e l'Impero Ottomano. È stato il primo trattato della Repubblica Democratica di Armenia. Gli ottomani mantenevano il controllo del Governatorato del Caucaso sud-occidentale. La Repubblica dell'Armenia montanara fu uno Stato effimero e non riconosciuto, abitato da ribelli che non riconoscevano il trattato di pace con l'Azerbaijan e la Turchia. Corrispondeva grossomodo ai territori di Nagorno-Karabakh, Zangezur, e Nakhichevan.

 

 
da Wikipedia :

La Comune di Baku fu un governo unitario bolscevico e menscevico stabilito a partire dal 13/4/1918, dopo le stragi di marzo, e guidato Stepan Shahumyan della Federazione Rivoluzionaria Armena . Il 5 giugno 1918 in seguito al Trattato di Batumi tra ottomani e Repubblica Democratica di Armenia i mussulmani della Rep. Democratica di Azerbaigian si  presentarono in armi alle porte di Baku, ma vennero respinti dalle forze della Comune, le quali si lanciarono al loro inseguimento, non riuscendo però a conquistare la capitale dei musulmani, Ganja. A questo punto in previsione di un imponente attacco musulmano per l'imminente arrivo dell'Armata ottomana dell'Islam dalla regione del lago Urmia, il governo della Comune invitò i britannici (in Persia) ad intervenire come alleati. Ma i bolscevichi della Comune si opposero, ed il 26 luglio 1918 estromisero i  menscevichi vedendosi però costretti ad abbandonare Baku per il sopraggiungere dei britannici coi quali vi erano anche reparti russi dell'Armata Bianca. Le paure erano fondate: Shahumyan stesso fu catturato ed imprigionato. Sorse così  la Dittatura Centrocaspiana l'ennesimo governo di un paese dove non era più possibile riconoscere gli schieramenti. Il 14 settembre, dopo la sconfitta nella battaglia di Baku, Shahumyan, preso da un commando dell'Armata Rossa e portato via mare a Krasnovodsk, fu giustiziato il 20/9 con altri 25 commissari

SEGUE DUNSTERFORCE    

Dunsterville quindi al primo incontro con la Comune di Baku (governo unitario Menscevichi e Bolscevichi) non risulta simpatico.  Fa marcia indietro e aspetta ad Hamadan i rinforzi per 3 mesi. E’ immaginabile cosa si sono detti coi Bolscevichi  e Menscevichi che sempre socialisti erano “che loro non erano li per mire imperialistiche ma per difendere la Russia dai tedeschi e dai turchi” e i russi si saranno fatti anche una risata bevendoci su, per ora. Il 6 maggio col secondo scaglione di rinforzo possono prendere per giugno Enzeli (now Bandar-e Anzali città iraniana). In Luglio lanciano l’assalto a Baku dove sembra che di russi ne siano rimasti pochi. Il suo gruppo è rinforzato da elementi locali, si dice anche della Etnia Assira, che in seguito a questi fatti si estinguerà, ma non supera i 7000 uomini (o 10.000 secondo altre fonti). Dunsterville resterà padrone di Baku  poco più di un mese poi arriveranno 14.000 turchi che faranno piazza pulita. Gli inglesi lasciano sul terreno 180 dei loro. Un sottoposto canadese il T.Col. Warden la chiamerà “Dunsterfarce” la farsa Dunster nel suo diario. Dunsterville sarà promosso e ai soldati e ufficiali saranno proposte diverse alternative di destinazione.

 

ESCAPE FROM BAKU

.. During che folllowing 8 months British and Indian reinforcememts continued to arrive in addition to some 3.000 russian and the first military aircraft to that front. In june 1918 Dunsterville had sufficient numbers to move to Kasvin closer to the turks rebuffing several turkish attacks along the way. Dunsterforce at this time consisted of several hundred Persian levies (Milizia irregolare) as well as two battalions of regular infantry supported by light arlillery a number of armoured cars, a squadron of British cavalry and a detachment of Kuban Cossacks. The force was further bolstered by the arrivng of British naval personnel to man a small fleet or armed merchant vessels on the Caspian sea. 0n 26 july a “coup d'état” (colpo di stato) in Baku replaced the governing party that had shown some antipathy toward Dunsterforce, and Dunsterville moved his headquarters there, where he was reinforced by additional British regulars. He soon disçovered, however, that local forces were unable to provide effective assistance against a growing Turkish military presence. With about 1.000 men to support the city garrison at Baku of some 10.000 troops, Dunsterville attempted to hold against continual probing attacks by Turkish forces. On tbe Morning of 14 September the Turks finaly broke through his line and later that day Dunsterville made a fighting withdrawal to the port of Baku where that night he reembarked his men. With the evacuation of Baku and retreat to Enzali with many Armemian refugees the attempt to use Dunsterforce as the cadre for a new military force in the Caucasus effectively came to an end. Daniel M. German and Spencer C. Tucker

 

segue..... Local brigands robed and murdered without hindrance along the lonely passes. Demoralized Russians, completely bolshevized, wandered at will throughout the area. Famine stalked the land. Jangali tribesmen, Austrian-trained and German-led, were astride the road to Enzeli, while a hundred miles to the west, in the mountains of Kurdistan, the operations of a Turkish army threatened the line of communication. (Captain W. W. Murray, “Canadians in Dunsterforce”, Canadian Defence Quarterly, January 1931, 215-16.)
Briganti locali uccidono senza pietà lungo i passi solitari. Russi demoralizzati, completamente Bolscevizzati vagano in gran numero in tutta la zona. La carestia imperversa. Banditi Jangali, austriaci e tedeschi stanno a cavallo della strada per Enzeli, mentre un centinaio di miglia a ovest, nelle montagne del Kurdistan, le operazioni dell’esercito turco minacciano le linee di comunicazione.
Canadians joined Dunsterville during the early part of July, and were at once dispersed to placate distant tribes, train local levies, supervise road construction, and to protect and police the road to Hamadan.
(“The Dunsterforce”, file G.A.Q. 10-28). Together with local forces, a brigade was being formed at Hamadan from Christian Assyrians who had fled thither in July following a massacre by Turks and Kurds in Kurdistan which cost over 40,000 lives. Seven Canadians played a mainful part in the protective rearguard which was hastily improvised by Dunsterforce to enable the Assyrians to reach Hamadan (“Canadians in Dunsterforce”, C.D.Q., April 1931, 380-1).
I canadesi raggiungono Dunsterville durante la prima metà di luglio, e vengono divisi subito per placare tribù lontane, supervisionare la costruzione di strade, e per proteggere le forze di polizia e la strada per Hamadan. Insieme con le forze locali, una brigata si stava formando a Hamadan composta da assiri cristiani fuggiti là nel mese di luglio a seguito di una strage da parte di turchi e curdi (in Kurdistan) che è costata più di 40.000 vite. I canadesi hanno svolto un ruolo importante di retroguardia nella improvvisata spedizione di Dunsterville per consentire agli assiri di raggiungere Hamadan.

He was told to remain in Hamadan, in Persia. Together with his small force, he held the Baghdad-Hamadan-Kasvin line against Turkish advances from Tabriz. Meanwhile, events in the Caucasus were developing rapidly. Both the Germans and the Turks wanted to reach Baku: although allies, they did not trust each other. Germany had signed a treaty with Georgia, moving several thousand troops into Tbilisi. They controlled the railway, and denied it to the Turks. In the early summer, the Turks moved through Armenia and advanced toward Baku. segue alla pagina piantine 4a parte ......

By 12 September the British had in Baku the equivalent of three battalions… the 7th Staffordshire, 9th Worcestershire, the 9th Royal Warwickshire (less one company) and one platoon of the ¼ Hampshire. To this force was added 500 of Bicharakoff’s men, with ten machine guns. Captain A.H. Gilmour, Canadian, was dispatched by sea on a mission to the British force under Malleson on the eastern Caspian. Warned that a Turkish attack would take place on the 14th, Dunsterville inspected the line. Preparations were rushed to meet the projected onslaught. By the night of the 13th he was satisfied that the Turks could be held if the troops showed the will to fight. (Ibid., 238. “Canadians in Dunsterforce”, C.D.Q.; July 1931, 489-90; January 1932, 238).
 

Al 12 settembre 1918 gli inglesi avevano a Baku l'equivalente di tre battaglioni ... lo Staffordshire, Worcestershire e Royal Warwickshire (meno una compagnia) e un plotone del Hampshire ¼. A questa forza si aggiungevano 500 cosacchi Bicharakoff, con 10 mitragliatrici. Il Capitano AH Gilmour, canadese, è stato spedito via mare da Malleson sulla parte orientale del Mar Caspio per avvertirli che ci sarà un attacco turco il 14. Dunsterville, dopo aver ispezionato le linee il 13 sera si è detto soddisfatto della difesa e ha affermato che siamo in grado di fermare i turchi.

…members were offered four choices of employment - with irregulars in the near East, with Indian infantry in Mesopotamia or elsewhere, in a newly formed North Persian force (Norperforce), or with their original units in France. Two officers and two N.C.Os. joined the irregulars, and the same number Norperforce. Two officers and three N.C.Os. left for the British Military Mission to Siberia. The remainder chose the fourth alternative. (“The Dunsterforce”, file G.A.Q. 10-28). Sembrerà strano ma molti torneranno nella "sicura" in trincea.

Secondo dati ufficiali pubblicati a Londra, dei 2000 militari inglesi operativi nel sud della Russia, solo sei vennero uccisi nei combattimenti; altri 194 vennero uccisi nel nord, e 129 nella regione del Baltico, per un totale di 329 soldati su tutti i teatri della guerra civile tra il 1918 e il 1920. Sicuramente comprendono i dominions ma non nativi e milizie  e solo per quell’area ristretta.

On 30 October 1918, the armistice with Turkey provided for an Allied occupation of Baku, effected by the British Norperforce on 17 November. (The Campaign in Mesopotamia, 208, 248, 323, 330).

 

Circa gli assiri si trova in internet traccia di ca 20.000 uomini della tribù Jelu aggregati agli inglesi originari della aree armene, ma non armeni, e soggetti comunque a persecuzioni da parte delle tribù curde che oggi lamentano lo stesso trattamento (chi la fa l’aspetti) da parte dei Turchi. Un gruppo Jelu, sotto il comando di Agha Petros si ritira con gli Inglesi, mentre il grosso della tribù, sotto il comando sia spirituale sia temporale del Mar Shimun (titolo ereditario dei capi religiosi assiri) decide di far ritorno in Persia. Una volta arrivati, il Mar Shimun chiede di parlare con Ismail Agha, conosciuto come Simko, capo della potente tribù curda degli Shikak, per discutere sulla sistemazione degli assiri: il risultato fu l'assassinio del Mar Shimun da parte di Simko e il massacro degli assiri. Dai loro rifugi Irakeni non si salveranno nell’ultimo “pogrom”  del ‘33.  L’indipendente  Azerbajian (perchè anche se erano arrivati gli inglesi una parvenza di governo l’avevano) sopravviverà ancora 20 mesi prima che le armate rosse il 28 aprile 1920 costituiscano l’Azerbaijan SSR (socialista sovietica) come in Armenia poi in Georgia (1921).  Nel 1922 le tre repubbliche caucasiche diventeranno una sola all'interno dell'Unione Sovietica. In seguito saranno nuovamente separate.

On 30 October 1918, the Armistice of Mudros was signed with Turkey and hostilities ceased in the Middle East. Dunsterforce did not meet its operational goals. It failed to penetrate to Tiflis and never created the Caucasian forces to hold the railway line between Batum, Tiflis and Baku. Although Turkey occupied Baku and the oilfields, it was only for one month at the closing of the war. General Sir Henry Wilson “The despatch of a small force at Baku has been sanctioned, admittedly as a gamble, but the stakes involved are so valuable as to make the hazard justifiable.” Most of the Dunsterforce made it back to the allied lines accompanied by large numbers of Armenian refugees who, in their turn, had earlier escaped the Turkish genocide of their people. The denouement After the Armistice in November 1918, Norperforce returned to Baku as an occupying force. Here it remained until it was repatriated to the UK and the other parent countries of it members.

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