Vedutedelvissuto

 

E' la Versilia quella che viene raccontata nelle opere di Trevisan, ma a quella tradizione paesaggistica dai tratti spesso ripetitivi e da cliché, prevale certamente un nuovo modo di impostare la "veduta del vissuto" calibrando nei canoni dell'introspezione i giusti e corretti rapporti tra realtà e pensiero. Esiste la Versilia dalle dune gialle, dal mare blu, il cielo azzurro, le vele bianche, la pineta verde: eppure nei dipinti di Trevisan ogni luogo marino diviene caleidoscopio dell'animo e tutto viene a trasformarsi in un cromatismo che meglio rispecchia l'animo, i pensieri, le riflessioni sulla vita e l'esistenza. Si va a recuperare quella Versilia lontana dal turismo di massa, dalla irrazionale edificazione, dallo sfruttamento delle risorse ambientali. All'inizio del secolo la Versilia ha certamente ispirato poeti e artisti, ha esercitato il suo fascino di incontaminata e libera terra. Eppure non si vuole neanche ritornare a quel felice passato di una rigogliosa Versilia di inizio secolo, ma cercare nel tempo presente la più vera e intensa dimensione del vivere che è, malgrado tutto, sempre e in ogni momento raggiungibile.

E' la Versilia vissuta da chi viene da lontano, ma che ormai la conosce così bene da lasciare libero corso alle passioni e all'indole artistica. C'è infatti nella rappresentazione pittorica l'impronta costante della figura del poeta, che spesso sembra prevalere su quella del pittore, tanto che ogni opera diviene una sintesi lirica di un mondo profondo e intenso. Le affinità che si vengono a creare tra un dipinto e l'altro impostano senz'altro la cronologia di un racconto di vita che si sviluppa nelle spiagge, nelle pinete, negli alberi, nelle colline che portano alle Apuane. Il procedimento narrativo delle opere è quanto mai fluido e semplice, libero flusso della coscienza che si distende negli spazi aperti.

Non esiste nessun disagio psicologico, forse degli atteggiamenti problematici, campo libero per lasciar sì che l'uomo entri nella dimensione più vera della Natura, nei suoi diversi aspetti più o meno drammatici, riflessivi, liberatori. Aderendo ad una poetica del paesaggio - stato d'animo l'atmosfera del quadro, la qualità, l'accordatura culturale semplice e onesta, rivelano nelle sue opere una ricchezza di vedute e d'atmosfere. La scelta spesso ricorrente di un'immagine, di un orizzonte, di una visione, di un taglio di veduta riesce a sorprende come l'occhio razionalizzi in un primo momento l'immagine e poi riesca a darle quella espressione sentimentale e sensitiva. Si coglie una Versilia dalle atmosfere isolate e naturali non la Natura in quanto essa: è solo il pretesto per arrivare ad una rappresentazione della vita dell'animo. L'insieme d'intenzioni di preferenze e di gusti si concentrano in ciascuna opera accettando una capacità di sintesi cromatiche e geometriche.

Il colore alimenta senz'altro la suggestione di un mondo silenzioso e colmo di pace. La cromia trova nelle tenue sfumature la libertà di rappresentazione, lo spazio si estende oltre la dimensione dell'opera in una geometria di riposo, di refrigerio spirituale e sensitivo. Le diverse ambientazioni cromatiche (grigio Payne, giallo, rosso, terre di Siena) delineano un mutamento continuo dell'animo quando questo è condizionato o alle volte turbato dal succedersi della vita, in un cammino personale introspettivo e non di rado problematico.

I colori si coniugano, si armonizzano, prendono parte dell'opera stessa divenendo protagonisti là dove gli spazi si fanno infiniti, attribuendo con le loro sfumature il loro vero e giusto significato. A volte il colore rimane puro. Puro come la visione dell'animo che si lascia decifrare senza pesi e misure, senza filtri o pregiudizi.

La vita di ogni giorno rimane artefice delle vicende dell'animo che si riversano come in un diario giornaliero nelle tele spesso create con l'impulso di cogliere l'essenza di una luce, di un'atmosfera di un riflesso. Le grandi pinete salmastre ospitano le ore del riposo e del raccoglimento. Il silenzio delle chiome mosse dal vento, come fantasmi di una realtà che oltre ogni tempo rimangono spettatori di una Versilia che si trasforma. Il bisogno di sconfinare è forse l'antitesi della prigionia dell'animo, rinchiuso spesso negli schemi del tran tran quotidiano e di questa società.

Si coglie nella rappresentazione un presente sempre attuale e vivo, una continuità dell'azione, dell'ambiente, dell'atmosfera che non narra mai qualcosa di accaduto: non è il ricordo di un mondo di un'atmosfera, ma il fotogramma di un presente che trova una proiezione temporale in un lento e progressivo avanzamento. Ogni dipinto è una creazione autonoma e come tale è stato realizzato identificandosi in un particolare mondo interiore: eppure la continuità di più opere lascia libero corso allo sviluppo di un tema, di una storia , di una cronologia che si lascia andare in un lento e continuo cammino di crescita e ricerca. La Versilia che si va a trovare nei dipinti rifugge quella rigogliosa ed esplosiva, estiva e materiale, della superficialità. La vita certo non aiuta a quell'esercizio quotidiano di un confronto con i veri ideali e valori di questa; ma forse questa discontinuità ben si confà ad un lento esercizio interiore che porterà poi Trevisan a condensare in un' immediata e formale sintesi la sua sincera visione pittorica, il suo giudizio, il suo animo, la sua memoria visiva e introspettiva. Così che ciascuna opera è il frutto di un particolare momento in cui si è voluto dare un segno che un momento positivo di riflessione e crescita forse esiste. Non si cade mai in falsi sentimentalismi, in retoriche di esercizi fini e a se stessi. Anzi ogni opera condensa in se il cammino culturale ed artistico nella dimensione più libera e semplice. La gente che percorre la battigia sulla spiaggia deserta sono le icone di un mondo fatto di silenzio e pace, di raccoglimento e introspezione nell'animo umano. O più semplicemente il riossigenarsi da un mondo sempre più deleterio e invivibile. Le spiagge rappresentate sono libere da straccali e residui di passate mareggiata. Ed è di notevole importanza questo aspetto che delinea una ricerca e una sintesi di purezza e pulizia, di un animo che cerca una rappresentazione esistenziale di libertà e ordine. L'approccio con il mondo del mare si limita pertanto a questa visione dalla terraferma da dove esso appare nella sua maestosità e impotenza, musa di un mondo poetico e riflessivo. C'è una lezione tecnica ed etica che cerca in ogni opera un accrescimento di contenuti e di sintesi introspettiva. Esistono ancora in molte opere quel surrealismo riflessivo e introspettivo, che va a infiltrarsi nella quotidianità della vita, con i suoi aspetti più semplici e naturali. Le spiagge deserte, un contesto di per sè lirico e poetico, ma colto nella sua essenzialità di dimensione marina. Ritorno alla quotidianità alla gioia delle piccole cose, dei piccoli momenti della vita che si fanno grandi. La marina diviene allora il rifugio della subcoscienza, lo spazio infinito dell'immaginazione, teatro di una intima comunicazione con la natura vera e forte. Si cammina sulla spiaggia rifugiandovi pensieri, malinconie, amori, dolori, immergendosi nelle atmosfere a volte grigie, a volte assolate, a volte pacate altre spazzate da forti venti. E la sensibilità poetica riesce a trovare la sua giusta dimensione in un vivo e continuo interesse che va a scavare nelle radici più profonde dell'uomo e della vita. Estrapolare gli umori del mare cercando di farli propri, di ascoltarli, capirli, viverli: ecco quello che viene fuori da ogni opera di Trevisan, questo continuo e instancabile ascolto della voce del mare. A volte è lo stesso silenzio che si rimane ad ascoltare, quel "silenzio allarmante" delle spiagge invernali e autunnali abbandonate a se stesse e al libero corso del tempo e della natura. E c'è questo continuo carpire forze positive dall'ambiente naturale per farle proprie in una crescita dello spirito ad ispirare l'opera pittorica.

Durante le frequenti passeggiate lungo la battigia l'intero ambiente trasmette al pittore poeta la forza delle emozioni e lo sguardo a questo mondo marino spesso si trasformano in esplorazioni di un mondo a volte caratterizzato dalla solarità mediterranea a volte dalle atmosfere cupe e grigie dell'inverno freddo ma incantato. Si parte dunque da un arte che trae ispirazione dal motivo naturale, l'ambiente marino, la pineta, gli alberi, le Apuane. Eppure è solo il pretesto di un'emozione che si estranea subito dall'immagine e va ad esplicarsi in un sensibilismo psicologico. Le marine ad esempio divengono spazi aperti e quasi deserti, purificati da una realtà contaminatrice, filtrando l'universo rappresentativo che rimane puramente reale e visivo. L'impostazione scenografica è quanto mai pulita ed essenziale, un rigore minimalista che tende ad accogliere gli spazi aperti e i puliti in una capacità di sintesi e di concetti. Le tonalità sono emozioni che divengono l'espressione più pura e fedele di un linguaggio che è in continua ricerca di una perfezione di forma e contenuto. Tutto appare nello stesso piano: cielo, mare, spiaggia, sono messi sullo stesso livello, nessun elemento predomina sull'altro; così l'uomo non rimane spettatore ma parte integrante di questo universo.

Esiste tuttavia un mondo incantato che si stacca da ogni riferimento temporale. Nessun riferimento alla drammaticità o alla violenza della Natura, anzi questa viene ad essere sintetizzata in un raccoglimento benevolo e pacificatore. Spazi continuativi, in cui l'occhio di chi osserva tende a proseguire oltre la dimensione finita della tela. E il nostro pensiero accompagna i passanti sulla spiaggia, immedesimando il nostro io al passeggio su una spiaggia, alla raccolta nel silenzio di una pineta, alla liberazione dell'animo. Si arriva ad una epurazione dell'opera, resa sempre di più essenziale ed autonoma, in un processo di sintesi che porta sempre di più la pittura ad avere quella sua funzione di espressione fine a se stessa. Le marine non portano traccia di insediamenti urbani od opere dell'uomo, nè di alcuna presenza contaminatrice di costruzioni o altro. La razionalità porta a trovare una ben e definita immagine costruita, in un ordine d'impostazione fotografica. Il tempo sembra essersi fermato in un raccoglimento interpersonale che certamente costituisce una chiave non solo di lettura dell'opera stessa, ma anche di tematica introspettiva.

Spesso il alcune opere il cielo appare alto e infinito, il mare spesso compatto e calmo, in una quiete che lascia distendere i pensieri. E' il mondo familiare quello raccontato nelle varie tele, vagliate al filtro della memoria viva e forte senza quel falso realismo prosastico. Esiste un equilibrio e una impostazione simmetrica che mantiene le vedute d'insieme sul filo del reale-non reale.

In alcune opere le vedute di spiagge o marine deserte vengono inserite come fondo di una scena di vita. C'è senz'altro una piena libertà espressiva in un lento ma continuativo rinnovamento formale e cromatico. Si potrebbe parlare quasi di una pittura piatta e razionale ma che si avvale di una partitura spaziale che contribuisce meglio ad una pittura elegiaca ed eulogica. Dunque la Versilia che leggiamo in questi dipinti e certamente sintetica e purificata in una lode alla Natura e alla Vita, tant'è che in molte opere si avverte quasi questa celebrazione della gioia del vivere. E sicuramente nell'atto pittorico esiste questa felicità ritrovata. (2000)