TRENO DOC

ASSOCIAZIONE DI CULTURA ED ATTIVITA' FERROVIARIA


Dittaino - Caltagirone

 

Fotografie ed orari

Questa linea, realizzata in due tempi, è stata importante per il servizio alle zone minerarie interessate dal tracciato e per il collegamento con la popolosa città di Piazza Armerina. Da rilevare che questa linea vide per prima all’opera le locomotive a dentiera R 370 e fu anche l’ultima linea sulla quale tali vaporiere operarono nel 1971.

La storia

Il primo tratto ad essere preso in considerazione fu quello da Dittaino a Piazza Armerina. All’epoca della costruzione di queste linee, all’inizio degli anni ’10, la stazione di Dittaino era denominata Assoro: quando pochi anni dopo questo paese ebbe una stazione più vicina, sulla linea a cremagliera per Leonforte, lo scalo a valle mutò il suo nome in quello attuale. Il 25 aprile 1912 fu aperta al traffico la prima sezione, da Assoro (poi Dittaino) ad uno scalo provvisorio posto poco distante da Valguarnera. Era prevista anche la costruzione di una diramazione dallo scalo di Bellia al paese di Aidone: i lavori non furono però nemmeno iniziati ed il progetto dopo qualche anno fu definitivamente accantonato. Intanto andava avanti la linea principale: il 29 agosto 1914 i treni raggiunsero Grottacalda (importante centro minerario) e dopo la pausa imposta dalla guerra il 7 settembre 1920 fu completata questa prima parte della ferrovia fino a Piazza Armerina. Era già pronto il progetto per il prolungamento su Caltagirone, ma la dubbia utilità di questo collegamento ne fece slittare i lavori. Addirittura quando nel 1929 le opere furono completate si decise di non aprirla al pubblico: a quell’epoca si pensava di privatizzare l’esercizio della rete siciliana a scartamento ridotto e si attendeva quindi l’affidamento della rete alla nuova società. Alcuni mesi dopo questo progetto di privatizzazione venne accantonato e così il 28 ottobre 1930 la linea fu finalmente inaugurata.

L’esercizio fu da subito assai difficile per via della natura franosa dei terreni: gli smottamenti causavano pericolosi deragliamenti, anche con le basse velocità permesse dal sistema di trazione a vapore. Quasi sempre in corrispondenza delle zone dissestate erano disposti rallentamenti, che incidevano pesantemente sulla già lenta marcia dei treni. A partire dai primi anni ’50 vennero introdotte le automotrici RALn 60, e fu l’unica linea sulla quale impegnavano le rampe al 75‰ con il binario armato a cremagliera. Con l’inizio del decennio successivo ebbe termine, come su tutte le altre linee siciliane a scartamento ridotto, la circolazione dei treni viaggiatori trainati da locomotive, ma queste ultime restarono in servizio fino alla chiusura della linea per il servizio merci. A metà degli anni ’60 fu chiusa la tratta Caltagirone - Piazza Armerina, che aveva sempre sofferto per le lunghe interruzioni e si tentò di chiudere anche il resto della linea. Si dovette però rinviare questo provvedimento per le proteste delle popolazioni interessate, che giudicavano del tutto insufficiente il collegamento stradale della stretta provinciale allora esistente. I lavori di costruzione della superstrada resero necessaria la chiusura dell’ultima tratta, visto che la sede stradale dell'attuale circonvallazione di Valguarnera insiste sull'ex sedime ferroviario e l’11 luglio 1971 ebbe definitivamente termine l'esercizio dell'ultima linea siciliana armata a cremagliera.

Il percorso

Lasciata Dittaino il primo tratto di linea era poco accidentato, serpeggiando in una vallata tra le desolate colline circostanti. Dopo la stazione Mulinello iniziava uno dei frequenti tratti a cremagliera, che comportavano pesanti rallentamenti. In particolare i treni a vapore dovevano imboccare la dentiera a non più di 6 km orari e mantenere quindi sul tratto ad aderenza artificiale la velocità massima di 12 km/h, salvo ulteriori rallentamenti. Le automotrici viaggiavano in questi tratti a 20 km/h. Domina la scena il paese di Valguarnera Caropepe, che si contornava dopo la sosta all’omonima stazione. L’attuale superstrada utilizza come abbiamo scritto poc'anzi il sedime della ferrovia ed a lato della strada è ben conservato il fabbricato viaggiatori, ancora con le scritte indicanti la stanza del capostazione, le sale di attesa ecc. Il proseguimento verso Grottacalda avveniva nel paesaggio tipico delle zone solfifere e dopo avere attraversato una breve galleria si oltrepassava il culmine della linea, a 741 metri s.l.m. e si iniziava la discesa su Bellia. Fortunatamente il paesaggio era ben più gradevole che nel tratto precedente, essendo caratterizzato da un folto bosco. Dopo lo scalo di Piazza Armerina, capolinea per la maggior parte delle corse, il binario continuava nel tipico paesaggio della Sicilia interna, attraverso le stazioni di Leano, Gallinica, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, Salvatorello fino a giungere in vista di Caltagirone. Il treno contornava la città, effettuando anche la fermata di Cappuccini poco prima di terminare la "corsa" allo scalo in comune con la linea a scartamento ordinario per Catania. Questa stazione è stata poi abbandonata nel 1977, in vista dell’apertura della linea per Gela.

Mezzi di trazione

locomotive a vapore: R 370

automotrici diesel: RALn 60 bimotori senza rimorchio.

Caratteristiche della linea

        Lunghezza: km. 71,15

        Pendenze massime: 75 ‰ tra Mulinello e Valguarnera, in senso opposto 35 ‰ tra Gallinica e Leano (tratto Caltagirone - Piazza Armerina)

        Tratti a dentiera: km. 8,858 - 11,99 e 12,424 - 13,738

        Velocità massima: da 10 a 30 km orari (per i treni a vapore) e a 50 km orari (per le RALn 60)

Possibilità di recupero

Non è realisticamente prevedibile il riutilizzo di tutta o parte della linea. La riapertura della tratta Dittaino - Piazza Armerina poggerebbe tuttavia su solide basi: la zona servita dalla linea è oggi un apprezzato comprensorio turistico, con gli scavi dell’antica città di Morgantina, la Villa romana del Casale ed il centro di Piazza Armerina, senza dimenticare il bosco di Bellia. Sarebbe utile poter reperire queste località sugli orari ferroviari, invogliando quindi i visitatori a preferirle.

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