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ITALIANI ALL'ESTERO

Sono stato di recente all'estero e ho focalizzato alcune cose che avevo già notato ma che ancora mi sfuggivano; prima su tutte che non si può lasciare l'Italia per abbandonare gli italiani. Altro che diaspora, gli italiani sono sempre in viaggio, ne trovi a bizzeffe in qualunque grande città: Londra, Parigi, Amsterdam, Copenaghen, Roma (anzi no, a Roma italiani ne ho visti pochi).
Ci sono due grandi categorie di viaggiatori/turisti italiani:

  1. Gli avventurieri, che sono quelli più entusiasti di partire, che sanno già tutto del posto in cui si recheranno, che hanno già pianificato tutto, che hanno letto qualunque cosa sul luogo di destinazione, quelli che (non si sa mai!!) prima di partire hanno anche fatto un corso di lingua (vanno in Corea? Corso accelerato full-immersion di coreano, anche se poi non imparano un cazzo e la prima cosa che dicono arrivati a destinazione è "Du iu spik italian?"): quelli insomma che si calano nelle usanze del posto.
  2. I nostalgici, che invece sono quelle persone che già all'aeroporto "sotto casa loro" sentono nostalgia di casa, della pasta (anche se non la mangiano) del caffè espresso (anche se di solito al bar prendono una spremuta), della tv in una lingua comprensibile. Queste persone in genere cercano un posto che proponga cucina italiana (se possibile economico e vicino all'albergo). Una volta trovato questo posto (perché con tutti gli italiani in giro per il mondo almeno uno che cucina bene c'è) cercano di tornarci il più spesso possibile (anche se sta a 30 km. dall'albergo). I nostalgici inoltre tendono a considerarsi come esuli, anche se stanno all'estero per meno di una settimana.

Gli italiani si riconoscono per svariati motivi: 1) perché parlano italiano (e mi sembra abbastanza ovvio); 2) perché spesso li vedi intorno ai pullman con la scritta "ESCURSIONI ESCLUSIVAMENTE IN ITALIANO" (guarda che la vita certe volte è strana!); 3) perché li vedi spesso spaesati in cerca di indicazioni in italiano che imprecano: "Ma che cazzo! C'è scritto in Swaili e non c'è in italiano?!?" E allora eccoli lì che cercano di spiegarsi in un inglese che spesso si rivela essere un misto di reminiscenze scolastiche e italiano menomato (scus' this bus va to stazion'?), il tutto accompagnato da gesti più o meno esplicativi.
Ecco, i gesti. Un'altra cosa che identifica l'italiano. Molti stranieri mi hanno detto che trovano buffo il nostro modo di gesticolare. Anche se non ho ancora capito cosa vuol dire "il vostro modo di muovere le mani". Anche loro le muovono, e poi visto come cucinano e come mangiano dovrebbero stare zitti.
A proposito di cucina; vi ricordate le due categorie di cui parlavo prima? I secondi (i nostalgici) non hanno problemi perché anche se non trovano un ristorante italiano (cosa praticamente impossibile) selezionano attentamente ogni cosa prima di ordinare. I primi (gli avventurieri) invece essendo spavaldi ordinano una cosa che non sanno cosa sia, magari perché gli piace il nome, e poi comunque se la mangiano… indipendentemente da cosa gli venga servito. Se gli portano un piatto con una scimmia che ha dentro un coniglio che ha in bocca una mela che ha dentro un verme che ha ingoiato un aromatico rametto di rosmarino (che picchiò il cane che morse il gatto… ma non divaghiamo), lui lo mangia... mangia tutto e senza battere ciglio. Paga. Esce e passeggia per digerire, bullandosi con gli amici dicendo che lui sapeva che gli avrebbero portato la scimmia, il coniglio, la mela, il verme il rametto di rosmarino… Ma passeggia passeggia arriva davanti a un ristorante italiano (sai di quelli con nomi assurdi come "PIZZA PASTA MANDOLINO MAMMA - KUCINA ITALIANA") e vede un altro italiano (della seconda categoria) con du' spaghi al pomodoro. A questo punto l'avventuriero si commuove, una lacrima gli solca il viso, mi va un attimo in depressione e mi costituisce una terza categoria, formata da quelli che pretendono di dare un giudizio obbiettivo su un'altra cultura guardando con gli occhi di un italiano (a meno che non abbia subito un trapianto da donatore straniero, anche se poi non cambia molto). Cioè, se in un posto il piatto nazionale è pitone con ripieno di lische di pesce e gusci di noce non è che ci puoi fare molto. Al massimo non lo ordini. E se lo ordini saranno un po' cazzi tuoi, io te lo avevo detto di venire con me da "PIZZA PASTA MANDOLINO MAMMA - KUCINA ITALIANA".