«Parole segrete che il Salvatore
ha detto a Giuda Tomaso e che io stesso, Matteo, ho scritto.
Mentre passeggiavo li ho uditi discorrere insieme. Il
Salvatore disse: "Fratello Tomaso, fintanto che sei nel mondo,
ascoltami, e ti rivelerò le cose sulle quali hai riflettuto
in cuor tuo. Giacché fu detto che tu sei il mio fratello
gemello e il mio vero amico, esamina te stesso, comprendi chi
sei, come eri e come sarai. Siccome ti chiamano mio fratello,
non ti conviene ignorare quello che sei. So che hai ottenuto la
conoscenza poiché hai già conosciuto me che sono
la conoscenza della verità; sicché tu cammini con
me anche se non lo sai. Tu hai già conosciuto e sarai chiamato
'colui che conosce se stesso'. Infatti, chi non conosce se stesso
non conosce nulla, mentre colui che conosce se stesso è
già a conoscenza della profondità del tutto. Perciò
tu, mio fratello Tomaso, hai visto quanto è nascosto agli
uomini, cioè quello di cui si scandalizzano, perché
non lo conoscono".
Tomaso disse al Salvatore: "Per questo
ti prego di dirmi quello su cui ti interrogai prima della tua
ascensione. Quando odo da te le cose nascoste, allora posso parlarne
e mi si palesa quanto sia difficile tra gli uomini compiere la
verità ..» (Libro dell'atleta Tomaso. in NHC,
II, 138, 1 sgg.
Questo lungo testo di Nag Hammadi illumina
a fondo tutta l'antica tradizione cristiana riguardante l'apostolo
Tomaso. Ma è lungi dall'essere isolato. In Pistis Sophia
Tommaso è, con Filippo e Matteo, uno dei tre apostoli
incaricati di scrivere le parole di Gesù. «A
te, Filippo, a Tomaso e a Matteo, il primo mistero ha assegnato
il compito di scrivere tutti i discorsi che pronuncerò
e farò, e tutte le cose che voi vedrete»
(Pistis Sophia, 42, 3)
«A te Filippo, a Tomaso e a Matteo, a voi tre, il
primo mistero ha assegnato il compito di scrivere tutti i discorsi
del Regno della luce per renderne testimonianza»
(Pistis Sophia, 43, 3)
Proprio nel presente Vangelo leggiamo: Gesù disse ai suoi discepoli: "Fatemi un paragone, ditemi a chi rassomiglio». Simon Pietro gli rispose: "Sei simile a un angelo giusto». Matteo gli rispose: "Maestro, sei simile a un saggio filosofo . Tomaso gli rispose: "Maestro, la mia bocca è assolutamente incapace di dire a chi sei simile». Gesù gli disse: "Io non sono il tuo maestro giacché hai bevuto e ti sei inebriato alla fonte gorgogliante che io ho misurato». E lo prese in disparte e gli disse tre parole. Allorché Tomaso ritornò dai suoi compagni, questi gli domandarono: "Che cosa ti ha detto Gesù? . Tomaso rispose: "Se vi dicessi una delle parole che egli mi ha detto, voi dareste mano alle pietre per lapidarmi, e dalle pietre uscirebbe fuoco e vi brucerebbe». Tomaso era dunque depositario di segreti e rivelazioni particolari riguardanti Gesù, come è detto ripetutamente anche nei suoi Atti e come appare da tutta la letteratura apocrifa a lui attribuita.
Tomaso prega: «Tu Signore sveli i segreti nascosti, riveli le parole misteriose. E oltre: Gesù, mistero nascosto che mi è stato rivelato, a me cui tu hai rivelato i tuoi misteri più che a tutti i miei compagni, a me hai detto parole delle quali io brucio, ma che non posso esternare»....
...Forse lo stesso nome Didimo., Didimo Giuda Tornaso, come porta il nostro Vangelo nella titolatura, vuole sottolineare la conoscenza più vasta e profonda dei misteri del Cristo e la motivazione di questo suo straordinario sapere. In un passo degli Atti di Tomaso Gesù è presentato addirittura con le sembianze di Tomaso, mentre tiene a due sposi un discorso encratita.
In un frammento evangelico copto incontriamo un elenco di benedizioni pronunciate dal Padre sugli apostoli. A Tomaso è detto: «Tomaso, mio eletto, il tuo volto sarà aquila luminosa che volerà in tutti i paesi affinché credano, per mezzo tuo, nel nome del Figlio mio. Amen»
Fu la scoperta dei codici di Nag Hammadi, nell'inverno 1945-46, che sciolse per noi l'enigma di questo Vangelo. Nel secondo codice, infatti, subito all'inizio, dopo l'Apocrifo di Giovanni, si legge il Vangelo di Tomaso che qui presentiamo. Come si vedrà, nello stesso codice fanno seguito, nell'ordine, i seguenti scritti: il Vangelo di Filippo, la Natura degli arconti, l'Origine del mondo, l'Esegesi sull'anima, il Libro dell'atleta Tomaso. Il codice è datato nel IV secolo, ma il nostro scritto nel suo testo originale è fatto risalire intorno agli anni 90-120. [...] È un complesso di 114 detti introdotti tutti, generalmente, allo stesso modo (Gesù disse..), che si susseguono... Si rivela subito come uno scritto esoterico contenente parole di Gesù che non devono essere svelate ai profani, perché non sono alla portata di tutti e perché la loro comprensione è apportatrice di vita....
Da più di un secolo gli studiosi
dei Vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca) per spiegare le convergenze
e le divergenze che vi riscontriamo a proposito delle parole di
Gesù hanno fatto ricorso a una ipotetica fonte comune che
chiamarono, con termine tedesco, Quelle, fonte
Q, la quale, sempre secondo l'ipotesi, conteneva solo
parole di Gesù; da essa avrebbero attinto i nostri tre
Vangeli sinottici... Una delle difficoltà che si adducevano
a confutarla era il fatto che non avevamo nessuno scritto del
genere, ma solo una imprecisa frase di Papia il quale, dopo avere
parlato delle circostanze e del modo in cui Marco scrisse il suo
Vangelo, prosegue: Matteo raccolse le parole di Gesù in
lingua ebraica, e ognuno le interpretò secondo la sua capacità.
Ora la scoperta del nostro Vangelo pone la questione in termini
nuovi. È chiaro che scritti contenenti solo parole
di Gesù circolavano nel cristianesimo primitivo, come ci
è suggerito anche da alcuni papiri di Ossirinco ai quali
oggi si aggiunge il Vangelo di Tommaso che
conferma l'ipotesi degli studiosi. Non è detto tuttavia
che questa sia la fonte alla quale attinsero Matteo, Marco e Luca
[ma ciò è tuttavia molto probabile, ndr].
L'interesse suscitato dal VangTom. fu naturalmente grande
anche perché si riteneva di avere finalmente in mano uno
scritto che poteva essere all'origine dei nostri Vangeli....
... il testo che abbiamo è in copto, ma non pare verosimile che sia l'originale, anche perché tutti gli scritti scoperti a Nag Hammadi sono traduzioni.....
Grande è l'interesse che il Vangelo di Tommaso ha per la ricostruzione delle parole (o loghia) di Gesù, contenendo certamente materiale prezioso anche per i testi canonici. Tuttavia nei passi ove troviamo più chiaramente riscontro tra i due sarebbe azzardato dare una risposta definitiva in merito alla genuinità o meno dell'una o dell'altra forma.
* Sintesi introduttiva
del Vangelo di Tomaso liberamente tratta da:
"I Vangeli gnostici"
a cura di Luigi Moraldi
© ADELPHI Edizioni,
Milano 1999 - 228 pgg - £ 14.000
...di cui peraltro consiglio vivamente la lettura
integrale