"Oggi mi metto la magliettina nera perchè fa più eleganza..".
Il tabbozzo. O tamarro, zarro, gaurro.... tanti termini, tante parole.. ma un unico significato. Chiunque si è imbattuto almeno una volta in uno di questi a mio parere fantastici esemplari.
Prodotti in massa, seguendo dei precisi standard, i tabbozzi fanno parte del folklore popolare di ogni nostra città. Nati agli inizi degli anni '90 (e infatti verranno descritti i tabbozzi 'old style') di seguito si analizzeranno i punti fermi dell'essere tabbozzo.
IL PENSIERO.
Il tabbozzo non pensa: agisce. Si, è l'impulso, l'istinto che li muove... ogni loro singolo gesto dipende da quello fatto da un esemplare che gli sta accanto. Da qui la prima caratteristica: il tabbozzo vive sempre in branco. La sua virilità, potenza, bellezza hanno senso solo se sommate a quelle dei loro simili. NOn seguono una corrente filosofica particolare.. l'importante è stare con gli amici, avere la tipa, andare in disco, picchiare con una comitiva di amici un povero Babbo di Minchia (vedere sezione apposita), vestirsi tendenza e truccare il suo Booster.
LINGUAGGIO
Il suo linguaggio è una delle caratteristiche + nobili di codesto essere.
Incapace di formulare una frase intera, emette dei grugniti misti a mugolii, sempre scanditi da bestemmie (tra l'altro pronunciate con invidiabile dizione) e concluse da qualche scatarrata (sgracchio). Questo per far capire che hanno finito di parlare.
Curioso è il fatto che molti loro termini hanno analogie con quelli del nostro vocabolario, con la piccola differenza che molte parole finiscono per -nza (elegaNZA, affascinaNZA, ambulaNZA, taffaNZA..).
Per chiamrsi con gli amici non usa il nome, ma ottimizza le sue energie pronunciando il suono "oh" e, se il discorso lo prende particolarmente bene, dimostra la sua partecipazione attiva con una bella, vistosa e soddisfacente grattata di coglioni.
Il "5" prima di salutarsi è d'obbligo.
ABBIGLIAMENTO
Questo paragrafo è estremamente importante. Prima regola fondamentale: essere IDENTICO agli altri tabbozzi. Solo l'odore, purtroppo spesso sgradevole, distingue un tamarro da un altro suo simile. Partendo dalle scarpe famosissime sono le Buffalo, con zeppe di almeno 5 cm. Nei periodi invernali erano utilizzati spesso anche gli anfibi CAT. Ma anche in estate chi non ha mai visto almeno una volta il vero tabbozzo (una sorta di defender per i metallari per capirci) camminare per la riva di una spiaggia iperaffollata con questi anfibi ai piedi?
I pantaloni.. di stoffa a quadretti o jeans chiari molto aderenti: ideali per mostrare le gambe magre e storte. Un evoluzione di questi pantaloni sono gli attuali "zampa di elefante sbiaditi".
Magliettina nera attillata con giacchetta della Wall grigia, nera o arancione: ecco gli ingredienti per coprire anche il busto. Un tocco di classe? Il piumino nero, sempre della Wall. Apprezzato anche lo stesso piumino ma di colore Beige.
La capigliatura si può definire un biglietto da visita per il parrucchiere che gliela prepara (e per la casa produttrice di gel che viene utilizzato): rigorosamente rasata ai lati della testa, al centro ci possono essere varianti di taglio: possiamo vedere la capigliatura + comune, che vede ciocche di capelli tenute dritte da elevate quantità di gel. Oppure il taglio a corona : rasata tutta la testa si lascia una corona di capelli dell'altezza di 4-5 cm intorno alla nuca... Per chi non vuole utilizzare gel o lacche c'è anche il taglio che prevede solo un ciuffo - lunghissimi - sopra alla fronte da pettinarsi all'indietro. Gradito lo schiarimento del colore.
Spesso si può vedere indossare anche il cappellino con visiera: opportunamente schiacciato e data una forma di semiluna alla visiera, il cappellino (molto ambito quello dell'adidas nero) viene appoggiato sulla testa e messo in modo che copra totalmente gli occhi del tabbozzo. VARIANTI.
La femmina del tabbozzo è degna di particolare nota. Jeans attillati, gambe storte ma soprattutto scaldamuscoli, indossati anche nelle giornate + calde.
STATUS SIMBOL Booster giallo elaborato: è qui che il tabbozzo si distingue. Marmitta Giannelli o Leovince (ex Leovinci) e manici del manubrio bucati sono i 2 requisiti fondamentale del tabbozzo Master. Ancora a semaforo rosso inizia a gasare a tratti, parte impennando, taglia sulla destra gli automobilisti cade prina della fine del rodaggio. Inutile dire che il suo primo pensiero va al cellulare (ultimo modello con ultima suoneria uscita) e alle carene del suo fedele Booster. Arriva trionfante verso il suo branco che lo attende fremente per il gioco "paghi una mossa", passa la giornata a farsi tirare cartoni di inestimabile violenza sulla spalla, aspettando il momento di poter fare la stessa cosa verso i suoi amici più deboli.
LUOGHI DI INCONTRO
Ora mi sembra di parlare di argomenti scontati. Dove sono i raduni dei tabbozzi? Ovviamente al sabato in pzza del Duomo.. ma MAI si perderanno l'evento annuale delle giostre!
Assediati intorno agli autoscontri, passano la giornata ad aspettare che i soliti Babbi di Minchia decidano di fare un giro sull'attrazione. A questo punto si vedono 3, 4 gruppi di tabbozzi che prendono posto sulle loro vetture (bisogna sottolineare il fatto che loro non si siedono sui sedili ma sugli schienali) e iniziano a seguire i poveri BdM ignari di quello che gli sta per accadere. Dopo averli osservati per 30 secondi iniziano ad andargli addosso ripetutamente, spesso aiutandosi con delle spinte con le gambe per far si che l'impatto sia + violento. Quando il babo di minchia cerca di stare al gioco e si scontra per sua scelta contro un tabbozzo allora le altre macchine del branco si avvicinano e iniziano a schiaffeggiarlo, per poi finirlo a suon di cartoni dopo la corsa.
Ovviamente questo sarà motivo di vanto e di "discussione" da portare il sabato in Duomo.