Works Wide Web

• Le nuove figure professionali della net economy

• Comunica.it :il caso aziendale

• www.salalettura.it: ‘webcomunicare tra studenti’

 

Sezione 1 Le nuove figure professionali della Net Economy

 

Indice

 

Introduzione

 

1. Nuovi scenari e nuovi skill 

1.1 La net economy

1.2 Il settore dell’ internet economy

1.3 Un settore in crisi?

1.4 L’iniziativa e-Europe

1.5 Il ruolo del governo in Italia

1.7 Verso una nuova economia...

 

2. L’ e-worker 

2.1 Il profilo dell’ e-worker

   Usare la rete

   Lavorare a rete

   Ragionare a rete

   Reti aperte

   Imprenditorialità

2.2 Il knowledge worker

   Una nuova identità

   Un nuovo modo di intendere il lavoro

   Nuovi rapporti con le aziende

   Una figura manageriale non gerarchica

   • Il boom dei lavoratori della conoscenza

   Il tramonto della carriera verticale

   Aspetti economici

   Verso il ‘progetto’ professionale

2.3 Un settore in continua espansione

   L’occupazione invisibile

   L’occupazione visibile

   Lavoratori dipendenti

   Free Lance

   Imprenditori

   Manager e dipendenti

 

3. Lo skill shortage

3.1 Premessa   

3.2 Competenze e professionalità

3.3 Skill Gap

3.4 Europa

3.5 La situazione italiana          

3.6 Riflessi sull’economia

   Le piccole e medie imprese

3.7 Prospettive future

 

4. Le nuove professioni dell’ internet economy 

4.1 Premessa

4.1 Le macro aree

4.2 Figure professionali

   • Copy Online

   • Internet Marketing Manager

   • Account Manager  

   • Telesales account Manager

   • Art Director

   • Content Manager

   • DBA Administrator

   • E-business Consulting 

   • Esperto Video Multimediale

   • Information Architect

   Internet Quality Assurance Specialist

   • Web Designer

   • Web Product Manager

   • Web Programmer

   • Web Project Manager

   • Channel Manager

   • Community Manager

   • Content Editor

   • Dataminer

   • Operatore di web call center

   • Webmaster

   • Web Site Manager

   Network Administrator

   System Administrator

   Security Manager

   • CEO- Chief Executive Officier

   • CFO- Chief Financial Officier

   • Consulente in diritto informatico

   • Docente ed esperto in formazione

   • Esperto in e-banking

   • Fotografo Digitale

   • Sound Editor

   • Traduttore

 

5. L’Occupazione:dati e analisi del settore ICT

5.1 Introduzione all’ICT

5.2 La situazione a livello internazionale ed europeo

    Paesi Ocse

     Stati Uniti

     Stati Uniti dopo l’11 settembre

      Europa

5.3 L’occupazione ICT in Italia

    Le assunzioni del settore ICT per aree aziendali,livello di istruzione, etc

    Le figure professionali più richieste 2001/2002

5.4  Il rilancio del sistema economico italiano nell’era dell’IT

 

6.La formazione ‘per’ la Net Economy

6.1 Nuovi scenari                                

6.2 Quale formazione per la net economy?

6.3 Formare il Formatore

6.4 La Formazione integrata

   Il processo in corso

   Formarsi negli istituti statali: i corsi di laurea

   Il C.d.L. in “Formatore Multimediale

   I master post diploma per grafici e creativi

   I master

   I corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo

   Formarsi in azienda        

6.5 L’e-learning

   Verso il campus virtuale

   Una risposta obbligata

   Il campus virtuale   

   L’e-strategy per l’apprendimento

   E-tutoring e knowledge management (KM)

6.6  Osservazioni conclusive

 

7. Recruting online

7.1 Le politiche di reperimento aziendali 

7.2 La valutazione dell’efficacia delle tecniche di reperimento

7.3 E-recruitment

7.4 I siti di job posting

   • It recruitment

   • Job online

   • Skill Pass  

   • Stepstone

7.5 Il reperimento all’estero

 

8. Stress Economy

8.1 Verso il ‘lavoro avventura

8.2 U.S.A. e licenzia...

8.3 L’Italia che cerca…

8.4 Sindacati e Associazioni

     Le associazioni professionali in America

    Le associazioni professionali in Italia.

8.5 NET SLAVES: il lato oscuro della net economy

    “Il sistema di Caste”

    NetSlaves.com

8.6 Stress da new economy

 

9. Rapporti e contratti di lavoro

9.1 Lavoro dipendente

9.2 Lavoro atipico

9.3 Lavoro autonomo

 

Conclusioni

 

Sezione 2

Comunica S.r.l :LO STAGE

 

1.Comunica

1.1  Premessa

1.2  La società di comunicazione

   Missione

   Servizi

1.3  Le figure professionali del settore comunicazione

   • Direzione

   • Amministrazione

   • Segreteria

   • Direzione Clienti

   • Direzione Creativa

   • Media Executive

   • STA

   • Responsabile Planner

   • Art director

   Copy

   • Responsabile New Business

   • Account Manager

   • Consulenti esterni

1.4 Work in progress:dal contatto al contratto

   • Contatto

   • Meeting Report

   • Commesse

   • Cartella di lavoro

   • Preventivo

   Conferma d’ ordine

   • Contratto

   Avvio lavori

1.5 La gestione della progettazione

   Pianificazione progettazione

   Dati e requisiti di base della Progettazione

   Risultati della Progettazione

   Verifica della Progettazione

   Validazione della Progettazione

 

2.Comunica.it

2.1 Comunica Web agency

2.2 Le figure professionali del settore Web

   • Art Director

   • Progettista Web

   • Responsabile contenuti

   • Responsabile Progetti

   • Account

   • Dataminer

   • Operatore di web call center

   • Webmaster

   • Web Designer

   Network Administrator

 

3. www.sportur.com: web case

3.1 Sportur: eventi di sport

   • La missione

   • Il target

   • Il cliente

   • Il contratto

3.2 La progettazione

   • Le figure professionali intervenute

   • Concept analisys

   • Organizzare le informazioni

   • La flowchart

   • La realizzazione grafica

3.3 La Produzione

3.4 Mantenimento

3.5 Conclusioni

 

4. I professionisti “nel” mestiere: le interviste su campo

4.1 Nota metodologica

4.2 Le interviste

   • Progettista Programmatore Web

   • Content Manager

   • Internet Marketing Manager

   • Redattore Web

   • Project Manager

   • Webdesigner

   • Operatrice Call Center

   Docente Web Mastering

 

Conclusioni: l’esperienza in Comunica

 

SEZIONE 3 

www.salalettura.it

 

1.1.La missione di salalettura online

   Un sito ‘per’ gli studenti

   Un sito usabile

1.4  I contenuti e la grafica

1.5  Web Comunity

   • Forum di discussione

   • Chat

   • Sondaggi online

   • Link

1.6  Servizi

1.7  Contatti e risultati

1.8  …in conclusione

 

 

APPENDICI:

 

Appendice I

Le associazioni sindacali, di categoria e professionali

Appendice II

Risorse sulla formazione universitaria

Appendice III

Risorse sulle Certificazioni IT

 

Glossario della Net Economy

Bibliografia

INTRODUZIONE

A ritmi sempre più vertiginosi, la nostra società sta cambiando. Lo sviluppo delle nuove tecnologie sta dando vita a quella che si può definire una vera e propria "società dell'informazione". Contemporaneamente, si trasforma anche il lavoro: cambia l'organizzazione, nascono nuove figure professionali, con competenze diverse rispetto al passato, cambiano gli equilibri tra domanda e offerta. La net economy sembra essere sempre di più una rivoluzione, con nuove regole, nuovi bisogni, nuovi problemi. E, come accade in questi casi, lo sforzo di riorganizzazione impegna tutti: i singoli presi individualmente, ma soprattutto i governi e le istituzioni che devono studiare piani d'azione e strategie in modo da stare al passo con i tempi. All'interno di questo panorama, dunque, si delineano nuove opportunità e nuove possibilità lavorative per tutti: diventa essenziale essere a conoscenza di quello che richiede il mercato del lavoro e mettersi in condizione di acquisire una serie di competenze che sono sempre più specialistiche. L'esplosione del fenomeno Internet ha prodotto, tra gli innumerevoli altri effetti, anche profonde ristrutturazioni soprattutto nei settori dell'economia e dei servizi. Una delle novità più clamorose è il numero delle nuove professioni e dunque dei nuovi posti di lavoro creati negli ultimi sette anni, cioè da quando è iniziato il vero boom della rete, che proprio nel 1995 cominciò ad essere ampiamente conosciuta e utilizzata anche fuori degli Stati Uniti. Da allora la sua diffusione e il relativo giro di affari non hanno fatto che crescere1. Una delle ragioni che aiutano a spiegare questo incredibile boom sta nel fatto che molte "vecchie" professioni sono destinate a scomparire, o comunque a contrarre di molto il loro raggio di azione, oppure a riconvertire vecchie conoscenze e abitudini lavorative adattandole alle esigenze della rete. L'esempio più evidente di questo rinnovamento delle professioni è forse quello del giornalismo, che sta attraversando attualmente una fase di profonde trasformazioni: moltissimi sono i giornali, ma anche le radio e le tv, che hanno ormai attuato uno stabile trasferimento online, vale a dire che hanno aperto un loro sito, che per funzionare bene ha bisogno di essere costantemente aggiornato. Ha bisogno, cioè, di nuovo personale in grado di gestirlo con competenze specifiche. Del resto, anche il tradizionale giornalismo cartaceo difficilmente può oggi fare a meno di strumenti come la posta elettronica o i newsgroup o la semplice navigazione in rete alla ricerca di informazioni utili. Ma quello del giornalismo è solo uno tra i molti esempi possibili, che spaziano dal commercio online alla fornitura di servizi, dal marketing alle pubbliche relazioni, dalla pubblicità alla nuova editoria.

Bisogna poi considerare il consistente numero di professioni completamente nuove generate proprio dalle esigenze specifiche della rete: concept designer, project manager, CEO,CFO, web, dataminer, web surfer, information broker, content manager,  ecc., un vera e propria galassia di nuovi profili professionali, talmente nuovi da generare un notevole scarto tra l'ampiezza della domanda e l'esiguità dell'offerta, con conseguente aumento del valore contrattuale di chi ha le competenze e la formazione adatta a ricoprire questi nuovi, richiestissimi ruoli. La rete, insomma, ha prodotto e produrrà ancora, dati alla mano, molti più posti di lavoro di quanti ne abbia fatti sparire. Non è però facile definire con chiarezza quante e quali siano le nuove professioni del web, soprattutto perché si tratta di una realtà fluida, in movimento continuo, non solo a causa della sua "giovinezza" ma anche e soprattutto per motivi strutturali, legati alla natura stessa della tecnologia su cui la rete si fonda - una tecnologia che per definizione vive una condizione di sviluppo incessante. Di conseguenza, i ruoli e i profili professionali risultano ancora piuttosto confusi. Capita spesso che compiti in teoria perfettamente suddivisibili tra professionalità differenti vengano in realtà svolti dalla stessa persona: un web designer, per citare un unico esempio fra i tanti possibili, in teoria si occupa solo della fase progettuale, ma nella realtà spesso collabora o gestisce autonomamente anche la fase di realizzazione, oppure redige i testi, o elabora l'intero progetto.

L'attuale confusione di ruoli, però, sembra destinata ad attenuarsi man mano che la rete avanza nel suo cammino, acquisendo una fisionomia progressivamente più stabile. Già oggi le società più grandi e meglio strutturate presentano altissimi livelli di specializzazione professionale. Sicché è diventato ormai possibile stendere una mappa abbastanza precisa, anche se tutt'altro che definitiva, delle figure di cui Internet ha bisogno.

Le nuove professioni, e le conseguenti richieste di nuove competenze, nascono davvero, letteralmente, da un giorno all'altro, e non è quindi facile,in termini di formazione, capire esattamente quali requisiti siano davvero necessari per far fronte alle loro specifiche esigenze, anch'esse, come tutto il resto, in perenne movimento.Da ciò nascono  interessanti considerazioni:

Il disorientamento prodotto dall'improvviso emergere del fenomeno Internet si riflette puntualmente nella difficoltà anche terminologica in cui si ritrova chi voglia tentare una qualche classificazione, cercando di stabilire quali siano i "ruoli tipici" del settore, quali le università o le scuole che hanno prodotto gli operatori già attivi, quali le tendenze per quanto riguarda i contratti di lavoro, il turnover e gli strumenti di retention. Nonostante gli sforzi comuni per la definizione di confini precisi di queste nuove figure professionali, bisogna dire che ai vari Job title corrispondono spesso Job description ancora confuse e poco chiare, anche se negli ultimi tempi notevoli passi avanti sono stati fatti anche in questo settore. conoscenza per lo meno generica delle competenze degli altri.

Crescita dell'occupazione, skill shortage (cioè mancanza di figure professionali con le competenze necessarie), definizione degli skill e formazione: questi sono i  punti centrali che si evincono analizzando i dati più recenti a disposizione relativi all'occupazione nel campo della net economy. Lo skill shortage2, in particolare, appare una problematica assai delicata e ormai diffusa in tutta Europa; già nel 2000, al mercato del lavoro europeo, mancavano quasi 1,2 milioni di professionisti dell'ICT (la domanda si aggirava intorno ai 10,4 milioni contro 9,2 milioni di figure disponibili). Inoltre, per il 2003, questa cifra rischia di toccare gli 1,7 milioni (per una domanda di 13 milioni di professionisti, contro gli 11,3 milioni disponibili). In Italia si rischia di passare dal buco di 161 mila unità del 2000, ad uno di quasi 400 mila unità nel 20033. Ecco quindi che assume (e soprattutto assumerà nei prossimi anni) un ruolo fondamentale una forte e adeguata formazione con piani d’azione che coinvolgano dagli Istituti pubblici e privati, passando per le Università per finire alle aziende stesse. È evidente che in un contesto così dinamico la scuola e la formazione in genere non potevano che trovarsi in difficoltà. Tuttavia il diffuso pessimismo riguardo alla carenza di personale specializzato è probabilmente eccessivo. Anzitutto perché da un po' di tempo a questa parte, scuole e corsi di specializzazione stanno nascendo un po' ovunque come funghi. E poi perché, di fronte a poche, specifiche professionalità alle quali è richiesto un altissimo background tecnologico (un system administrator, per esempio), esistono molti altri profili le cui principali caratteristiche non consistono tanto nelle pur necessarie competenze informatiche, quanto nella disponibilità ad un aggiornamento continuo, nella flessibilità e capacità di risolvere problemi specifici. Molte delle professionalità che non riescono a inserirsi attualmente sul mercato delle attività tradizionali potrebbero facilmente riconvertirsi all'ICT, sempre che accettino di adattarsi alla logica e alle richieste imposte dalla New Economy.
Ecco perché appare francamente esagerato lamentarsi così tanto per la mancanza di figure professionali adeguate quando fino a ieri certe professioni letteralmente non esistevano nemmeno. Se davvero la domanda resta così alta, l'offerta non tarderà più di tanto a fornire le figure necessarie.

 

 

 

1.Nuovi scenari nuovi skill

 

1.1 La Net Economy

Lo sviluppo tecnologico è stato sicuramente una delle cause che hanno modificato profondamente le caratteristiche del lavoro e dell’occupazione. Il settore dell’Information and Communication Technology (ICT), all’interno della Net Economy, pur avendo causato in alcuni settori una diminuzione dell’offerta di lavoro, è considerato come fondamentale nella lotta alla disoccupazione, sia a livello nazionale sia europeo, in quanto è quello a maggior potenziale occupazionale; si è inoltre creato un indotto che ne incorpora applicazioni e servizi, in più contesti diversi, sia privati sia pubblici, aumentando di conseguenza l’occupazione.

L’espansione del settore ICT con la diffusione di Internet ha fatto crescere notevolmente la domanda di lavoratori altamente qualificati (quali tecnici ed informatici), contribuendo a creare profili professionali del tutto nuovi  e a far assumere maggior importanza a professioni già esistenti (un esempio può essere il Database Administrator). La Net Economy richiede profili professionali, skills e percorsi di formazione coerenti con i nuovi business e le nuove tecnologie.

Il mondo di Internet  è un mondo complesso, che richiede consistenti investimenti in alte tecnologie e il presidio di competenze complesse nella quale le risorse chiave sono costituite dalle persone. Il commercio elettronico, e-commerce, sta diventando una realtà che coinvolge un numero sempre maggiore di imprese. Per sfruttare al meglio tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, oltre a dotarsi di mezzi informatici potenti ed efficaci, molta importanza hanno le figure professionali, per lo più nuove, in grado di saper coniugare conoscenze tecniche e competenze manageriali e di marketing.

Da una ricerca [Accenture] realizzata nel 2001 risulta che Internet creerà, entro la fine del 2002, circa 3 milioni di posti di lavoro nei 6 paesi presi in considerazione: Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Irlanda. Se si considerano anche le opportunità di lavoro create in altri settori attraverso Internet, il numero totale di occupati sale ad una cifra intorno ai 3 milioni e mezzo.

La Net Economy viene spesso vista come la Terza Rivoluzione nei sistemi economici mondiali: passato il sistema agricolo e quello industriale, stiamo entrando in un sistema in cui l’economia dell’informazione e dei servizi si inserisce nel tessuto industriale tradizionale, la cosiddetta “Old Economy”, modificandone le regole di base.

La Net Economy può essere definita come l’insieme:

Le imprese della Net Economy si distinguono da quelle della “Old Economy” secondo lo schema di figura 1.1

Fonte ns elaborazione

 

Le aziende della Net Economy, le nuove aziende hanno la tendenza a focalizzarsi, esternalizzano cioè i servizi accessori, concentrandosi sul core business. Il know how indispensabile per la realizzazione del progetto di business può essere acquistato esternamente all’impresa o costruito internamente, come descritto in figura 1.2.

Fig.2 Progetto business all’interno di un’azienda

1.2 Il settore dell’internet economy

Quando si parla di nuove figure professionali di internet ci si riferisce ai profili che operano in uno specifico settore della net economy, ovvero l’internet economy.

Protagoniste di questo settore sono le aziende che si occupano di attività basate su internet, familiarmente conosciute con il nome di dot. com o internet companies.

Nell’ambito dell’internet economy possiamo distinguere 4 settori operativi specifici:

Settore dell’infrastruttura

Settore delle applicazioni

Settore dell’intermediazione e dei contenuti

Settore business e commercio

 

1.3 Un settore in continua espansione

Dai dati ISTAT sul Censimento Intermedio dell’Industria e dei Servizi, risulta che nel 1996 in Italia esistevano oltre 46.000 imprese del settore “Informatica e attività connesse” di cui c.a. 22.000 costituite da un unico addetto ed il 96,9% del totale ne aveva meno di 16.

Il rapporto aziende/numero di addetti, nel 2001, non è variato in maniera incisiva rispetto ai dati del ‘96 e quindi,  il 50% di chi opera nel settore dei servizi informatici e telematici è costituito da non da vere e proprie organizzazioni aziendali ma da singoli liberi professionisti.

Nel 2001 sono circa 4000 sono le aziende che operano in Italia nello specifico settore dell’internet economy producendo un fatturato di c.a. 10.000 miliardi.

 

1.4 L’iniziativa e-Europe

Già a partire dagli anni Ottanta la Commissione europea, sponsorizzando indagini e ricerche, si è occupata di e-work, inteso come opportunità e mezzo per creare lavoro nelle aree meno sviluppate. I passi della Ue sulla strada dell’ e-work sono stati diversi:tra gli ultimi in ordine cronologico è da evidenziare il vertice europeo di Lisbona nell’ambito dell’iniziativa eEurope, che è stata avviata nel dicembre 1999 dalla Commissione europea e successivamente perfezionata e pianificata.
Nel Consiglio europeo di Lisbona (23-24 marzo 2000), l'Unione Europea si prefiggeva l'obiettivo di promuovere un'economia concorrenziale e dinamica basata sullo sviluppo della conoscenza. Nuovi servizi, nuovi beni, un nuovo modo di produrre:questo in nome della crescita e della creazione di nuovi posti di lavoro.Con tale prospettiva, nei successivi dieci anni l’Europa sarebbe diventata il Paese più competitivo e dinamico in tema di sviluppo sostenibile, con un elevato tasso di occupazione euna maggiore coesione sociale.L’intento complessivo è oggi quello di incrementare il tasso di impiego portandolo al 61% se possibile al 70%, e di aumentare la proporzione delle donne nell’impiego almeno fino al 60%(dal 51% di oggi), proprio grazie allo sfruttamento delle nuove tecnologie Nel Consiglio europeo di Feira (19-20 giugno 2000) veniva adottato un piano d'azione che definiva le misure necessarie per conseguire entro la fine del 2002 gli obiettivi chiave di eEurope: consentire a tutti i cittadini europei di entrare nell'era digitale e di disporre di un collegamento online; creare un'Europa capace di padroneggiare i sistemi digitali, sostenuta da una cultura imprenditoriale; investire nelle risorse umane.
Tra le principali sfide da affrontare a livello europeo rimane tuttora il crescente divario sul piano delle competenze, soprattutto nel settore delle tecnologie dell'informazione, che presenta una forte carenza di personale qualificato. Prima di tutto, appare necessario che i sistemi europei di formazione si adeguino alle esigenze della società della conoscenza. Analogamente, si deve cominciare a tenere conto dei cambiamenti nell'organizzazione del lavoro: la forte domanda di lavoratori flessibili e la necessità di studiare nuove tipologie di lavoro (ad esempio il telelavoro), in grado di accrescere la produttività e la qualità della vita.

1.5 Occupazione e net economy in Italia: il ruolo del Governo

La net economy, in Italia, come in tutto il mondo, è stata una rivoluzione che ha creato nuove opportunità di lavoro, in campi prima inesistenti. Anche se una parte ben circoscritta di questo settore sta attraversando ormai da un anno una leggera crisi, - basti pensare ai licenziamenti di cui si legge tutti i giorni presso le dot.com - le possibilità di lavoro sono ancora molte. Anche perché vengono richieste competenze particolari che spesso sono ancora in pochi ad offrire. In Italia, la necessità di governare i profondi e radicali cambiamenti in ogni settore della vita pubblica e privata causati dalle nuove tecnologie è sottolineata dal Piano d'azione nazionale per l'occupazione del maggio 2001.
Alla costruzione di un sistema caratterizzato dallo sviluppo delle nuove tecnologie (il completamento della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione e del Fisco Telematico, il varo della disciplina sulla Firma Digitale e il protocollo informatico, l'introduzione della patente di guida e della carta d'identità elettroniche e l'avvio della gestione informatizzata della prescrizione sanitaria) sono stati, infatti, affiancati interventi mirati alla diffusione della cultura informatica che puntano da un lato a contrastare nuove forme di esclusione, dall'altro ad adeguare le professionalità alle nuove esigenze produttive.

Lo sviluppo della net-economy, infatti, oltre a creare profili professionali del tutto nuovi, sta cambiando le competenze e le modalità di lavoro di un'ampia gamma di occupazioni e sta complessivamente innalzando i requisiti minimi di abilità nell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione, anche al di fuori dei confini specifici del settore. Informazione e conoscenza, unite all'abilità nell'utilizzo delle tecnologie, risultano i principali fattori di competitività per un tipo di occupazione che diventa sempre meno stabile e sicura. Gli unici strumenti in grado di garantire la permanenza nel mercato del lavoro sono, allora, l'elevato grado di alfabetizzazione alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, l'elevata qualificazione, autonomia, mobilità e, soprattutto, la capacità di perseguire una formazione permanente.
Anche il Documento di Programmazione economico-finanziaria (Dpef) 2002-2006, approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 luglio scorso, prevede alcuni fondamentali interventi per lo sviluppo nel Paese della società e delle tecnologie della informazione e comunicazione. In particolare, per una maggiore diffusione della cultura informatica, il Governo si impegna nella promozione di una elevata penetrazione delle nuove tecnologie nella vita sociale e professionale dei cittadini, anche in ambito scolastico.

1.6 Verso una nuova economia

Elementi caratterizzanti il rilancio competitivo del sistema economico italiano sono, quindi, rappresentati da:

 

Nel 2002 , i dati statici5 e di analisi pevedono che la gran parte delle aziende di piccole dimensioni si sarà inevitabilmente informatizzata, data l’esigenza di un passaggio culturale imposto dai processi di sviluppo aziendale.

Il 2002 sarà il momento di grande sviluppo dei cosidetti “mercati digitali”, che avranno le piccole e medie imprese come fulcro ed elemento portante.

Per un’azienda, infatti, l’utilizzo di internet come canale di comunicazione e trasmissione dati, anche per l’effettuazione delle operazioni tradizionali (emissione ordini, procedure d’acquisto di materia prima, gestione magazzino, fatturazione, etc..), nonchè come canale di vendita (attraverso siti internet sempre più evoluti) determinerà una forte accelerazione della domanda di personale qualificato in grado di gestire al meglio le nuove tecnologie disponibili.

Essenziale tenere presente che le funzioni aziendali in tutti i settori di attività professionale saranno caratterizzate dalla presenza di internet e delle nuove soluzioni e applicazioni IT ad esso associate.

In questo contesto è evidente che le competenze legate a queste piattaforme e servizi diventeranno parte del bagaglio professionale di un numero crescente di figure aziendali e saranno incluse nelle job description di molti profili ricercati sul mercato.

Le stesse università e tutti i principali organi formativi, pubblici e privati, si stanno quindi adeguando a questa situazione, non solo indirizzando la loro attenzione ai corsi di formazione per figure tecniche legate alle nuove tecnologie ma inserendo internet e le sue problematiche come argomento di studio nell’ottica delle principali materie, dalla finanza, al marketing, dalla sociologia alla produzione, con l’obiettivo di formare una nuova categoria di manager, realmente internet oriented.

 

2. E-WORKER

 

2.1 Il profilo dell’e-worker

L’internet economy ha posto al centro del valore dell'impresa la conoscenza, il capitale intellettuale è assurto al rango di asset fondamentale nella determinazione del valore di una dot.com; il knowledge management, la gestione della conoscenza, è diventato una delle funzioni strategiche in tutte le imprese che operano nel campo dell'Information & communication technology. Lo sviluppo dell'ICT ha creato un numero sempre maggiore di funzioni che a loro volta hanno delineato nuove figure professionali, alcune delle quali sono in larga parte derivate dai precedenti assetti operativi dell'impresa, e quindi hanno richiesto solo un'integrazione o un affinamento degli skill già presenti in azienda; altre, completamente nuove e proprie della net economy, hanno richiesto la specifica formazione di personale dell'azienda per i nuovi compiti. Uno dei principali fattori di complessità nella soluzione di questo problema, che resta uno dei maggiori per lo sviluppo della net economy, è costituito dal fatto che la sola specializzazione e competenza tecnica spesso non bastano a rendere idoneo il professionista ad affrontare l'ambiente operativo proprio delle dot.com. In altri termini, l'economia della conoscenza richiede oltre che nuove competenze, anche un approccio al lavoro e alcune componenti caratteriali che rendono tutt'affatto particolare la figura del professionista dell'ICT, o per lo meno quella del professionista ideale. Infatti, quale che sia il settore di specializzazione del professionista della net economy e quindi a prescindere dalla sua specifica competenza, esso deve avere comunque alcune caratteristiche che lo rendano idoneo a partecipare, nell'ambito delle net company, alle sfide che un mercato così innovativo e in rapidissima evoluzione pone continuamente ai diversi competitor.
Quali sono, quindi, le caratteristiche che il net-worker deve, o dovrebbe, possedere per rispondere al meglio alle richieste e alle sollecitazioni che gli vengono da un ambiente operativo senz'altro particolare quale quello dell'ICT in generale e della Rete in particolare?

2.1.1 Usare la Rete

In primo luogo, la caratteristica che si richiede ad un professionista della new economy è ovviamente la capacità di sfruttare al meglio, nello svolgimento delle proprie funzioni e del proprio lavoro, le opportunità che la Rete stessa offre sia dal punto di vista dell'informazione che da quello non meno importante della formazione, che nell'ICT è, per definizione, formazione continua. Ecco quindi che il professionista della net economy dovrà saper usare la Rete(ed essere naturalmente predisposto a farlo), i sistemi di ricerca, le tecniche di networking.

2.1.2 Lavorare a rete

Altra caratteristica fondamentale per il professionista della net economy è la capacità di interagire con altri soggetti professionali e con competenze diverse verso il raggiungimento di un medesimo obbiettivo. Certo di risolvere il problema operativo che di volta in volta si pone all'attenzione del gruppo di lavoro, ma anche di trasferire agli altri professionisti con lui concorrenti allo svolgimento del task parte della propria specifica competenza e al tempo stesso assorbire, quanto più possibile della competenza che gli altri professionisti impiegano nello svolgimento del lavoro.
Il lavoro di gruppo, che è proprio della net economy, che ha liberato i team di lavoro dai limiti temporali e spaziali, in questo modo si trasforma in un moltiplicatore della conoscenza. Un team, reale o virtuale che sia, svolge bene il suo compito se ha all'interno le competenze necessarie, ma dà il meglio di sé stesso quando queste competenze diventano, nelle linee fondamentali, patrimonio comune e condiviso di tutti i partecipanti al gruppo. Quando cioè tutti "capiscono" le ragioni che hanno spinto ogni singolo professionista ad operare quella precisa scelta per la soluzione di quella parte del progetto che è affidata alla sua competenza e professionalità

2.1.3 Ragionare a rete

Particolarmente importante, per il professionista della net economy, è la capacità di porsi di fronte al proprio lavoro in generale e ai singoli progetti specifici in particolare, senza schemi mentali precostituiti. La velocità del cambiamento di questo settore è tale che è impensabile pensare che il bagaglio professionale acquisito possa sempre contenere le risposte ai problemi nuovi e diversi che continuamente il lavoro propone. L'esperienza insegna che non ci sono mai vecchie soluzioni per nuovi problemi, ma che queste vanno inventate di volta in volta facendo ricorso allo skill o bagaglio professionale posseduto. Ciò che distingue il professionista della net economy è la sua capacità di formazione continua e quindi l'arricchimento costante della propria professionalità: solo questo gli consente di trovare nuove soluzioni a nuovi problemi. E qualche volta nuove soluzioni a problemi vecchi.

2.1.4 Reti aperte

Altra caratteristica fondamentale del professionista della net economy è costituita dal fatto che le sue competenze non possono essere chiuse o limitate a un settore di competenza. Il manager che si occupa di marketing deve conoscere le caratteristiche delle tecnologie di user profiling per svolgere al meglio il suo lavoro, così come il programmatore che sviluppa tali tecnologie deve conoscere i principi di base del marketing. In altri termini si assiste ad una vera e propria inscindibilità di competenze di carattere tecnico e competenze di carattere manageriale, operativo ed economico. Net economy, quindi, vuol dire anche e soprattutto differenziazione delle competenze, che porta alla formazione di professionisti più completi, in grado di analizzare i problemi nella loro complessità, considerando di volta in volta tanto le implicazioni di tipo economico e operativo, quanto le conseguenze di carattere tecnologico.

2.1.5 Imprenditorialità

L'economia della conoscenza definisce il sapere come un asset economicamente valutabile, quindi il professionista della Rete, quale che sia il suo campo di specializzazione, sa che il suo lavoro non può essere retribuito in funzione del tempo che dedica all'azienda, ma piuttosto in funzione del risultato economico che l'azienda realizza in funzione della sua prestazione professionale. D'altro canto l'azienda sa che una retribuzione classica, uno stipendio, finirebbe per demotivare il proprio collaboratore e privarlo di quella intraprendenza che è sempre legata ad un risultato anche economico. Per questi motivi il professionista della net economy deve avere una visione flessibile del lavoro, che comporti un progressivo allontanamento dal concetto di stipendio fisso, verso la definizione di nuove e più "coinvolgenti" forme di retribuzione.

Una capacità di fondo di utilizzare le opportunità offerte dalla Rete, un atteggiamento collaborativo e aperto verso i professionisti che con lui concorrono alla realizzazione degli obiettivi dell'impresa o del progetto, capacità di lavorare in gruppo e di trasmettere e ricevere conoscenza, libertà dagli schemi mentali precostituiti e capacità di formazione continua, spirito di partecipazione e spinta imprenditoriale, queste in estrema sintesi le caratteristiche essenziali del professionista della new economy. Come si vede sono tutte componenti di tipo caratteriale e culturale piuttosto che skill professionali, ma questo è assolutamente normale per quelli che pensano che internet, la Rete , la new o net economy che dir si voglia, prima che un fenomeno tecnologico o economico, sia una rivoluzione antropologica e culturale e che un lavoro lo si può fare anche senza crederci, ma una rivoluzione no.

Concludendo,quindi,  possiamo sintetizzare le caratteristiche del profilo tipo del lavoratore internet:

·        spirito di autoimprenditorialità;

·        approfondite conoscenze tecnologiche;

·        ricerca continua di motivazioni concrete e gratificanti in ambito professionale e personale;

·        senso di responsabilità;

 

2.2 Il knowledge worker

 

Chi deve imparare a usare le tecnologie per diventare più efficace nello svolgimento della propria professione? Sicuramente la questione riguarda persone che hanno ruoli e competenze diversi all'interno di un'organizzazione e che occupano posizioni diverse nella gerarchia.

Eppure queste persone hanno anche qualche cosa in comune, che attraversa ruoli, specialisti e gerarchie: sono i lavoratori della conoscenza, i knowledge worker. Da una parte, infatti, sono una categoria professionale che avrà sempre più peso all'interno delle organizzazioni; dall'altra, la loro crescita e diffusione sta imponendo cambiamenti rilevanti al modo in cui si sviluppano e gestiscono le risorse umane.

Cambia il lavoro, ma cambia anche il modo con cui le persone se lo rappresentano, cambia la loro identità lavorativa e professionale.

Qualche anno fa, una persona a elevata qualificazione occupata presso una grande organizzazione, alla domanda: " Scusi, che lavoro fa? " Avrebbe risposto: " lavoro in .... ", oppure " sono un ingegnere della .... ", " sono un quadro ", " lavoro al IX capannone " oppure " mi occupo dell'automazione delle procedure di fatturazione ". Oggi forse risponderebbe " sono un system engineer " oppure " sono un consulente informatico ".

In altre parole, l'identità nel lavoro é data sempre meno dall'azienda, dalla qualifica contrattuale o dalla posizione. Sempre più spesso consapevolmente o meno ci si rifà alla propria professione di riferimento. Professione che può essere esercitata in un'organizzazione e quindi con caratteristiche diverse dalle professioni illiberali (avvocato, notaio, medico, commercialista....) così come le conosciamo. Ma da essa oltre che dall'organizzazione di appartenenza le persone attingono modelli di comportamento, conoscenze e standard consolidati, norme di deontologia, modalità di assunzione di impegni e di erogazione di servizi.

 

2.2.1 Un modo diverso di intendere il lavoro

Il lavoro e il ruolo di molti lavoratori è cambiato, e i tradizionali modelli di organizzazione aziendale non si adattano al nuovo contesto. E' sempre più difficile per le organizzazioni ridefinire e determinare il lavoro delle persone e riprodurre il modello classico di gestione aziendale, in cui gli impiegati, gli operai, attraverso pratiche lavorative standardizzate, " producono " il valore, il management  "indirizzo e controlla", gli specialisti intervengono dove sono richieste particolari conoscenze tecnologiche o scientifiche.                  Il successo di un'impresa nello sviluppare business o di una pubblica amministrazione nell'erogare servizi di qualità, dipende ormai sempre più dalla capacità di generare e di applicare la conoscenza dei progetti economici e di servizio. Questo know-how sofisticato e svolto e posseduto dalle organizzazioni e dalle persone che operano al loro interno. Un ruolo sempre più predominante sarà assunto dai cosiddetti lavoratori della conoscenza, professionalità con competenze flessibili, finalizzate al risultato, con una visione ampia dei processi di business, dell'organizzazione, del mercato.

Si affermano pertanto nuove strategie competitive centrate sull'innovazione e sullo sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto, basati su un alto contenuto informativo (knowledge intensive). A tutto ciò si affiancano altri fenomeni che hanno favorito lo sviluppo dei lavoratori della conoscenza:

 

2.2.2 Nuovi rapporti con le aziende

Le aziende hanno quindi bisogno di creare un nuovo patto, un nuovo rapporto di collaborazione con i knowledge worker. Perché sono le persone a maggiore qualificazione - con le loro conoscenze, la loro capacità di fare integrazione, di innovare i processi, di servire il cliente - che sempre più fanno l'organizzazione, ne determinano il funzionamento e il successo sul mercato.

I lavoratori della conoscenza ricoprono ruoli poco definiti, basati sui risultati e sulla gestione di relazioni, hanno gradi di autonomia    elevati, operano sulla base di conoscenze e competenze e " producono " spesso output immateriali come servizi, integrazione, innovazione.

In concreto sono professionisti -  tecnici o operativi - responsabili della gestione dell'innovazione di processi economici e di servizio, ma anche dell'integrazione di progetti, di obiettivi, di conoscenze, di risorse. Sono anche manager che si qualificano per la loro responsabilità sui clienti, sulle conoscenze, sull'innovazione, sui processi di cambiamento più che sulle responsabilità gerarchiche.

 

 

2.2.3 Una figura manageriale "non gerarchica"

Si può dire che i lavoratori della conoscenza sono figure manageriali non gerarchiche, con competenze di management, capacità di relazione e di cooperazione, competenze tecnico-professionali specifiche. Sempre più spesso hanno una visione ampia dei processi di businnes, dell'organizzazione e del mercato.

Queste caratteristiche più che essere tipiche di una qualifica, di un settore economico o di un ceto professionale sono tendenze diffuse nel mondo del lavoro. La popolazione di cui parliamo non risulta classificata in modo univoco, ma attraversa in modo trasversale le usuali categorie statistiche o aziendali: include diplomati o laureati, lavoratori dipendenti e liberi professionisti, dirigenti ma anche quadri, impiegati e operai.

Da una specifica ricerca condotta nel 1997 da Irso-Butera e Partners su una trentina di aziende e pubbliche amministrazioni, è emerso che i lavoratori della conoscenza sono più numerosi e importanti nelle organizzazioni dove si compete sull'innovazione e sulla velocità di risposta al mercato, dove aumenta il valore delle soluzioni e dei servizi offerti, dove le funzioni di coordinamento vengono trasferiti dalla gerarchia ai team, ai ruoli di integrazione, al front line. La ricerca ha inoltre rilevato che nel 85% dei casi i lavoratori della conoscenza hanno relazioni prevalenti all'esterno dell'impresa o al gruppo di lavoro. Circa la metà ha obiettivi strategici o economici ( cioè non persegue solo obiettivi tecnici di servizio). Sette volte su dieci i lavoratori della conoscenza svolgono un ruolo di integratori, cioè mettono insieme conoscenze di natura diversa per il raggiungimento di un risultato; solo tre volte su dieci il loro ruolo è strettamente specialistico, cioè di " fornitore " di conoscenze specialistiche o disciplinari.

 

2.2.4 Il boom dei lavoratori della conoscenza

Nel 1997 è stato pubblicato in Italia i più completo libro su questo tema -Butera, Donati, Cesaria, I lavoratori della conoscenza - che oltre alle interpretazioni del fenomeno presenta una vasta rassegna di casi internazionali. Il libro stima che i knowledge worker  rappresentano nei paesi a più avanzata industrializzazione la parte maggioritaria della popolazione attiva.

Il professor Barley della Cornell University, riferisce che negli Usa le altre qualificazioni -includendo, in modo restrittivo, solo manager, professionisti e tecnici-rappresentano quasi un terzo del totale degli occupati. Un pò più basse, ma ugualmente significative, sono le percentuali in Francia e Germania.

Anche nel nostro Paese le figure che rientrano tra i dirigenti e le professioni intellettuali e tecniche sono pari al 27% della popolazione occupata[1].

In altre parole, i lavoratori della conoscenza sono ormai diventati una delle categorie centrali del mercato del lavoro dei Paesi industrializzati. Ma solo da poco istituzioni, aziende e sindacati hanno cominciato ad accorgersene. E solo poche aziende hanno cominciato a tenerne conto nel modificare i tradizionali sistemi di formazione, di carriera, di ricompensa, di certificazione delle competenze.

Al tempo stesso le aspettative dei knowledge worker verso le organizzazioni di appartenenza si stanno modificando: le aziende non sono più viste come un datore di lavoro o di occupazione, ma come un fornitore di opportunità professionali o come un partner con cui condividere nuovi obiettivi e nuove opportunità.

I lavoratori della conoscenza sono sempre attenti ad accrescere la loro " impiegabilità " nel mercato del lavoro. E nel mondo del lavoro vogliono vedere riconosciuti i loro risultati, vogliono continuamente arricchire il loro curriculum di nuove competenze ed esperienze.

 

2.2.5 Verso uno sviluppo professionale continuo

L'azienda in cui gli knowledge worker si trova a operare somiglia sempre più a una " rete " dinamica di relazioni organizzative e di businnes tra divisioni, unità operative, clienti, fornitori, piuttosto che a un " castello " in cui siano chiaramente formalizzati i poteri e organigrammi.

Le gerarchie tendono a ridursi e gli organigrammi sono in costante aggiornamento. Prefigurarsi le posizioni organizzative raggiungibili nei prossimi anni o i prossimi step di carriera è un azzardo: tra qualche anno in seguito all'evoluzione del businnes e dei cambiamenti organizzativi-saranno presenti nuove opportunità di crescita di carriera, che oggi non sono minimamente ipotizzabili.

I lavoratori della conoscenza hanno gli strumenti e le potenzialità per affrontare questa situazione di continuo cambiamento che modifica le opportunità. Tendono a modificare le loro aspettative verso la carriera in azienda, vista non solo come una crescita verticale nell'organizzazione gerarchica, ma anche come un processo di progressiva crescita di esperienze e competenze in ruoli diversi, sia manageriali sia professionali, che consente di arricchire le conoscenze tecniche con competenze di mercato, organizzative, di relazione.

Le persone, quindi, si preparano a vivere in un mondo in cui la carriera è più simile al guado di un fiume in piena che alla risalita di una scala. Molte aziende favoriscono queste tendenze, abbandonano concetti tanto cari quanto difficilmente applicabili, quali i sistemi di pianificazione delle carriere e la diversificazione tra la carriera manageriale e quella specialistica. Cominciano a parlare di carriera orizzontale o semplicemente di carriera, senza altre qualificazioni.

 

 

2.2.6 Il tramonto della carriera verticale

L'azienda è sempre meno in grado di pianificare la carriera delle persone ad alta qualificazione. L'idea che la direzione del personale-depositaria delle informazioni sulle caratteristiche delle persone e sui percorsi di carriera più adatti o almeno più ricorrenti possa gestire l'ottimale sviluppo professionale delle persone è sempre meno vera. In questo sistema per opportunità la persona acquisisce un ruolo sempre maggiore nel determinare le scelte sulla propria carriera. Vuole esprimere un personale progetto professionale, candidarsi a nuove responsabilità, raccogliere nuove sfide professionali e di businnes.

Molte aziende tendono a stimolare l'iniziativa e la partecipazione delle persone, adottando nuove politiche e offrendo nuovi servizi. Spesso questi ultimi sono supportati da tecnologie Web. Si appoggiano cioè all'intranet aziendale e arrivano direttamente sulla scrivania (elettronica) di ogni dipendente. Esempi di questi servizi sono:

 

La stessa valutazione del personale tende a perdere i connotati di controllo o di strumento di premio da parte del management. Si valorizza la autovalutazione, ma si affermano anche forme di valutazione multipla, che consentono alla persona di acquisire feedback sui propri comportamenti e sui propri risultati grazie anche al contributo delle persone con cui ha maggiormente lavorato (clienti, colleghi, collaboratori). La valutazione, anche in azienda, tende cioè a diventare un opportunità per migliorare le proprie performance e per acquisire input per lo sviluppo personale.

 

 

2.2.7 Aspetti economici

La diffusione dei lavoratori della conoscenza fa emergere un'altra contraddizione diffusa nelle organizzazioni di lavoro: le aziende ancora oggi assumono le persone per le loro caratteristiche e abilità, ma le retribuiscono in base alla posizione assegnata. Come fare allora a definire la qualifica o a descrivere il lavoro di un knowledge worker ?

Le responsabilità sono diverse a seconda dei progetti; le attività cambiano in funzione del contesto in cui si lavora, presso un cliente o all'interno di un team. Per l'azienda, il valore di un lavoratore della conoscenza è dato dalle attività che questi è in grado di mettere in atto all'occorrenza più che da quelle che vengono svolte di routine; è dato dalle sue capacità di assumere rischi, di essere collaborativo e intraprendente, di raggiungere i risultati.

Per non parlare dell'incapacità di una qualifica o di una posizione di fornire una precisa identità professionale. Le persone che nelle organizzazioni svolgono un lavoro ad alta complessità e caratterizzato da una incertezza vogliono avere un'identità professionale più chiara, più stabile, meno legata alla continua variabilità dell'organigramma e del businnes.

Anche per questo motivo, molte aziende tendono a promuovere nuove logiche di riconoscimento delle persone.

 

2.2.8 Verso il progetto professionale

"E' finita l'epoca del posto fisso"; "Si potrà cambiare posto di lavoro più volte nel corso della propria vita lavorativa". Ecco soltanto alcune delle affermazioni riprese frequentemente dai mass media come elementi che caratterizzeranno il mercato del lavoro dei prossimi anni.

Ma esperienze di cambiamento di mobilità all'interno dell'azienda e tra aziende, oppure tra lavoro dipendente e  lavoro autonomo, sono fenomeni non nuovi per i lavoratori ad alto livello di qualificazione.

Come già sottolineato le loro aspettative prevalenti non sono focalizzate sull’apprendimento di una qualifica e sulla stabilità delle attività svolte o sulla carriera gerarchica all'interno di un'organizzazione. Gli obiettivi dei lavoratori della conoscenza sono connessi sempre più spesso alla posizione di nuove competenze e di nuove esperienze; l'apprendimento e lo sviluppo di una professione divengono l'obiettivo prioritario per poter competere sul mercato del lavoro.

In una situazione in cui tutto è soggetto a rapidi mutamenti - i contenuti del lavoro e delle posizioni, i contesti organizzativi e di mercato, la collocazione in azienda - il riferimento forte del lavoratore della conoscenza è quindi la propria professione, la propria storia, il proprio curriculum di esperienze, di risultati di successi professionali. La professione e il personale progetto professionale di ogni lavoratore della conoscenza, oltre ad alimentare l'identità professionale del singolo - si rivela anche la risorsa principale con cui affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro.

 

 

 

2.3 Un settore in continua espansione

 

Ma quanti sono qundi questi “e-worker” italiani? Nel 1999 ne erano censiti almeno 720.000 e, sebbene su tutti svettino i due giganti IBM e Telecom Italia, molti sono coinvolti in imprese talvolta piccolissime, trattandosi di tecnici e professionisti altamente qualificati addetti all’uso di tecnologie informatiche; il che rende il panorama italiano particolarmente frastagliato.

“In Italia ci sono alcuni problemi caratteristici di questo tipo di lavoro, tra cui rientrano senz’altro l’alto livello di costi delle infrastrutture, le tariffe telefoniche, i limiti all’utilizzo degli e-work centre. Si aggiungano poi le condizioni legali e legate all’uso di uffici in casa e la necessità che gli stessi manager si abituino a un nuovo modo di far lavorare le persone, soprattutto quando queste, come succede nel telelavoro, tendono ad essere molto autonome. Il che non sempre è un fattore positivo per chi deve gestire.La sfida al management è tutta qui”2

2.3.1 L’occupazione invisibile

A questo dato bisogna aggiungere gli operatori del settore che operano in regime di non ufficialità: soggetti che sfuggono alle statistiche, spesso molto giovani, che provvedono a fornire sottocosto servizi di webdesign o di assistenza software alle piccole imprese.

Il fenomeno è stato definito “l’occupazione invisibile”3 .

Siamo di fronte al tipico processo americano dell’e-garage, in Italia più conosciuto come il fenomeno delle “aziende del sottoscala”, che ha caratterizzato la fine degli anni ‘90 negli States e la conseguente nascita del fenomeno delle start-up: avviamento dell’impresa internet oriented in massimo due o tre soggetti, l’ufficio nel garage o in una stanza della casa ed un investimento di pochissimi milioni in attesa della crescita del business per procedere alla regolarizzazione giuridica dell’azienda e alla conseguente assunzione di personale.

Spesso invece si tratta di attività sommersa svolta come “secondo lavoro” da soggetti con capacità informatiche e telematiche che mettono a disposizione di aziende o privati le loro competenze e che, in base all’attuale sistema fiscale italiano, non hanno alcuna convenienza a regolarizzare la loro posizione.

 

2.3.2 L’occupazione visibile

Riguardo all’occupazione visibile, quella che ufficialmente è accertata ed oggetto di analisi e statistiche, possiamo dire che le opportunità professionali del settore internet in una bassa percentuale sono rappresentate da rapporti di lavoro dipendente.

Nella grande maggioranza dei casi, si tratta di rapporti di collaborazione continuata e coordinata (i classici co.co.co.) o regolati da contratti di lavoro atipici (a termine o interinali), di formazione e stages o, infine, esercitati in regime di attività autonoma.

 

2.3..3 Lavoratori dipendenti

I lavoratori dipendenti dell’internet economy quasi al 70% sono di sesso maschile, il 72% è compreso nella fascia di eta’ 26-40 anni, più del 65% ha un titolo di scuola media superiore ed oltre il 30% è laureato. Nelle piccole e medie aziende prevalgono gli occupati con diploma di scuola media superiore, mentre nelle grandi sono presenti in maggioranza i laureati.4

 

2.3.4 Free-lance

Il free-lance rappresenta la figura professionale tipica della internet economy.

Opera come consulente con contratti temporanei nelle aziende che hanno necessità di interventi specialistici. In alcuni casi più che “una scelta di vita professionale” per alcuni giovani rappresenta un’alternativa al posto fisso che non si è riuscito a trovare, per molti altri è un modo diverso di lavorare caratterizzato da una forte componente di autogestione e decisionalità.

Una cosa è certa: le nuove necessità aziendali, soprattutto inerenti il settore internet, richiedono, per loro stessa natura, esperti e specialisti “a tempo”, in grado cioè di risolvere i problemi con velocità e, soprattutto, competenza.

Ed ecco quindi affacciarsi sul mercato, in maniera sempre più preponderante, una quantità di nuovi professionisti in grado di eseguire i progetti con la necessaria velocità di realizzazione richiesta dalle aziende.

 

2.3.5 Imprenditori

Da un’indagine5 risulta che gli operatori dell’internet economy, posseggono un alto livello di scolarità rispetto ad altri settori dal momento che il 15,3% dei nuovi imprenditori ha conseguito titoli di livello universitario e il 71,5% un diploma di scuola media superiore, tanto da portare, in media, a 13 gli anni di studio del titolare d'azienda.

Prevalentemente l’imprenditoria nel settore dell’internet economy si sviluppa nella creazione di micro imprese, piccole realtà produttive che proprio grazie alle loro caratteristiche dimensionali e professionali sono in grado di seguire con immediatezza e rapidità le continue e repentine evoluzioni, tipiche del mercato IT.

 

2.3.6 Manager e dirigenti

I dirigenti delle aziende comprese nel settore della new economy (informatica, telecomunicazioni, ricerca e sviluppo, ecc.) ammontano complessivamente a 49.818 unità, pari al 26,2% del totale.

Costoro, in prevalenza muniti di diploma universitario in Economia e Commercio ed Ingegneria, risultano mediamente più giovani di quelli dei comparti tradizionali, rispettivamente 42-43 anni contro 46-47 anni. La retribuzione lorda annua è pari a poco più di 180 milioni di lire (148 per le donne) ed eccede di oltre 11 punti percentuali la media generale e di 16 punti quella dei dirigenti dei comparti tradizionali6.

 

3.Lo skill shortage

3.1 Premessa

L'evoluzione tecnologica in piena net economy ha modificato il modo di fare business e di "essere azienda": un cambiamento che non ha riguardato solo le aziende fornitrici di tecnologia, ma anche quelle che la utilizzano. Il Web e Internet hanno stimolato la nascita di nuovi fornitori ICT e di divisioni all'interno di aziende utenti trasformatesi in imprese fornitrici. L'attività e l'offerta delle società sono sempre più orientate all'e-business e fusioni, accordi, partnership e joint venture rappresentano scelte strategiche all'ordine del giorno. In un clima caratterizzato da tale dinamismo, anche la fisionomia delle risorse professionali dell'Information and Communications Technology sta mutando: sono nate figure che concretizzano competenze ed esigenze emergenti, mentre altre professioni già esistenti hanno modificato il proprio profilo e si sono arricchite di elementi conoscitivi nuovi. Il settore della net economy ha contribuito a creare dal 1997 a oggi 95 mila nuovi posti di lavoro.Gli addetti del settore ICT sono passati da un milione 368 mila nel 1999 a un milione 395 mila nel 2000: questo numero è destinato a raggiungere quota un milione e 439 mila entro la fine dell'anno in corso e un milione e 516 mila nel 2002, con un significativo tasso di incremento nel periodo 1999/2002 pari al 10,8%. Nel 2000 il settore ICT risulta articolato in 430 mila addetti delle aziende vendor ICT, 16 mila delle "new company", 382 mila del mercato dei media e 567 mila delle aziende utenti, suddivisi tra ICT e "Internet related"1. Il trend occupazionale avrebbe potuto essere addirittura superiore se si fossero risolti i problemi legati allo skill shortage ossia il gap tra il numero di risorse umane richieste dal settore dell'Information & communication technology e il numero di risorse effettivamente disponibili.  La carenza qualitativa e quantitativa di professionalità, rispetto ai bisogni delle imprese e alle mutate esigenze di business, ha creato un divario tra la domanda di occupazione e l'offerta. Tale gap risulta più accentuato per le professionalità legate a Internet. Nonostante ciò, la crescita dell'occupazione nella net economy presenta tassi costanti e doppi rispetto alla media dell'occupazione totale del Paese degli ultimi anni. Lo skill shortage è un fenomeno che riguarda il comparto IT. "Si tratta di una situazione europea, non solo italiana. Il gap tra domanda e offerta ha raggiunto nel corso del 2001 punte del 12-13% e nel 2002 si potrà arrivare al 18-19%: sotto questo profilo siamo in linea con l'Europa. Quando si parla di skill shortage si intende una carenza di professionalità e quindi di posti disponibili o posti coperti in maniera non adeguata. Il peso di ciascuna 'voce' è del 50%: la metà del fenomeno è rappresentata da 'buchi', mentre la restante parte sono posti occupati male"2. Ci troviamo in una situazione in cui  saranno circa 215 mila i professionisti che mancheranno all’appello nel corso di quest’anno3.

3.2 Competenza e professionalità

Oltre a mancare numericamente figure professionali internet oriented, difettano, anche e soprattutto, i profili di qualità ovvero soggetti in grado di svolgere con effettiva competenza e professionalità il proprio lavoro.

Le aziende sono costrette ad investire cifre spropositate e altissime per accapararsi i pochi professionisti disponibili sul mercato.

In questo contesto, lo stesso rapporto di lavoro tende a subire cambiamenti rispetto al tradizionale.

Le aziende devono dare vita ad un dialogo innovativo con il personale basato, soprattutto, sulla maggiore attenzione nei confronti del collaboratore anche sul piano personale, cercando di venire incontro alle sue inevitabili necessità di crescita individuale e professionale.

Lo skill shortage, infatti, si traduce immediatamente in una perdita di opportunità di business e, dunque, in minor fatturato generato dai fornitori di tecnologie e soluzioni IT e, di conseguenza, per l'intero mercato economico.

La carenza di personale genera un impatto negativo sulle imprese e sul Paese, in termini di minore ricchezza prodotta e minore sviluppo:

-sulle imprese perchè innalza il costo del lavoro delle risorse rare, alza le barriere all'adozione di nuove tecnologie da parte delle PMI, riduce la profittabilità delle imprese ed il relativo fatturato.

- sul lato del mercato complessivo, contribuisce a deprimere lo sviluppo del PIL, aumenta il ritardo tecnologico del Paese rispetto a quelli più avanzati.

 

 

3.3 Skill Gap

Recenti dati fanno osservare che  nel 2000 la domanda di lavoro nell’ICT è stata di 14,5 milioni di unità, mentre l’offerta non ha superato quota 12,6 milioni. E le previsioni per il futuro sono ancora più grigie. Di fatti entro il 2003 la domanda raggiungerà quota 21,9 milioni di unità, con un’offerta del mercato di 18,1 milioni e un differenziale quindi di 3,8 milioni di posti di lavoro4.
Per l’Italia, la domanda complessiva passerà da 1,4 dello scorso anno a 2,1 milioni nel 2003, con una carenza tra il 2000 ed il 2003 da 180.000 a circa 400.000 unità.
Il rapporto EITO evidenzia alcune azioni urgenti nella politica della formazione attraverso forme nuove di partnership pubblico-privato e tra Università ed industria per gli skill ICT e per la diffusione della cultura manageriale della nuova economia, così come schemi intensivi nell’e-business per il management ed una forte azione di formazione-consulenza per le piccole e medie imprese.
Anche dalla Federcomin giunge un grido d’allarme e un appello per nuove regole5.
La mancanza di lavoratori qualificati è certamente una delle questioni più impegnative che le aziende IT si trovano a dover affrontare. Il fenomeno dello skill shortage diventa più pressante dopo la fase iniziale di startup delle aziende, traducendosi irrimediabilmente in ritardi della fornitura dei servizi e perdita di capacità produttiva. Questo provoca una perdita di opportunità e come minor fatturato per le aziende nel settore dell’Information Technology, una mancata ricchezza per tutto il Paese.
Lo skill shortage oggi, a livello di figure professionali nei settori tecnici, arriva a punte del 30%. Inoltre se analizziamo il settore informatico e telematico parlando di programmatori per linguaggi web, esperti in sistemi di rete o dei web master si raggiungono quote del 48%6.
Questo problema è affrontato con strategie differenziate fra le imprese. Alcune fanno una scelta radicale, chiudendo le loro sedi italiane e trasferendosi in paesi meno costosi, ma con grande quantità di personale specializzato, come l’India, altre scelgono di importare personale dall’estero, come avviene già da qualche tempo in Usa, Germania e Gran Bretagna.
Per il futuro si rende necessario promuovere una politica decisa per la promozione di flussi migratori di skills informatici e di comunicazione dall’esterno dell’Unione Europea e sfruttare le potenzialità per l’Europa derivanti dal mercato del mobile-commerce.
Resta poi di attualità il limite della formazione: la scuola italiana è spesso messa sul banca degli imputati in quanto fornisce nozioni, ma spesso si disinteressa di preparare gli studenti all’impatto concreto con il mondo del lavoro.
Ma è sempre più difficile trovare queste figure professionali. Si calcola che in Europa un milione settecentomila posti di lavoro per professionisti dell'information technology resteranno vacanti entro il 2003. Una situazione che causerà un calo di produttività superiore ai cento miliardi di euro all'anno. In Italia, il quadro non è molto diverso. Nel 1999 mancavano 69mila professionisti informatici pari a una riduzione del prodotto interno lordo di 7600 miliardi. E, le previsioni per quest'anno, parlano già di 17mila miliardi di ricchezza non prodotta7.

Sotto accusa sono anche i budget aziendali riservati alla formazione, in quanto spesso inadeguati: 2200 miliardi per l’informatica nel corso del 2000, ossia un terzo della spesa tedesca, metà di quella francese, un quarto di quella britannica.

3.4 Europa

Anche in Europa mancano più di 1,5 milioni di tecnici e la crisi non si attenuerà ma si acuirà nei prossimi anni.

Tenendo sempre la ricerca EITO 2001 (ente europeo che si occupa dello studio e della ricerca nell’ambito delle varie tematiche del settore IT, tra cui le nuove professionalità richieste dal mercato) sulla carenza di risorse professionali qualificate nelle aree ICT ed e-business.

Tale studio, circoscritto al Vecchio Continente, ha confermato il fenomeno, segnalando che nel 2000 la carenza è stata di 1,87 milioni di unità (13% della domanda), suddivise rispettivamente in 1,2 milioni nelle professioni ICT vere e proprie (12% della domanda), 0,6 milioni nell'e-business (19%) e 0,11 milioni nei call center (9%).

I dati proiettati al 2003 vedono un aumento dello skill shortage complessivo a 3,85 milioni di addetti (pari al 18% della domanda). La carenza prevalente toccherà il settore dell'e-business con 1,98 milioni (31% della domanda), contro l'1,69 milioni nell'ICT (13%) e 0,18 milioni nei call center (7%).

Preoccupanti le ripercussioni che il fenomeno dello skill shortage potrebbe avere sull'economia europea.

I dati più alti di carenza di personale qualificato sono stati registrati Germania: 0,28 milioni di specialisti, contro i 2,15 milioni richiesti, nell'ICT e 0,17 milioni, rispetto agli 0,80 milioni della domanda, nell'e-business e nei call center.E’ quindi chiaro che ci troviamo in una situazione in cui l’offerta delle  imprese, pur in continuo miglioramento, non riuscirà a dare risposta.

3.5 La situazione Italiana

Paradossalmente, in un Paese nel quale la disoccupazione costituisce uno dei principali problemi sociali, anche a nuova occupazione si sta trasformando in un problema non da poco. In altri termini esiste il lavoro, ma non esistono persone preparate, formate o anche solo semplicemente addestrate per svolgerlo. È estremamente difficile, infatti, trovare professionisti, più o meno qualificati, che possano occupare i posti creati dalla net economy. Recenti indagini della International data corporation e della Microsoft sulle dinamiche occupazionali nelle aziende europee di software e servizi correlati all'information technology ("Europe's Growing IT Skills Crisis") evidenziano circa un milione di posti vacanti o non adeguatamente coperti nel settore dell'I&CT a tutto il 1999, con una proiezione di un milione e seicentomila posti vacanti nel 2002, ossia il 12% delle unità globalmente richieste dalle aziende europee operanti nell'Information & communication technology. Con riferimento alla situazione italiana, una analisi della stessa è stata recentemente effettuata da Federcomin, associazione nata in seno a Confindustria che riunisce le aziende operanti nel settore dell'Information Technology. Attualmente il gap tra domanda e offerta di personale qualificato nel settore dell'I&CT - tanto per le aziende produttrici di tecnologie, quanto per quelle che si configurano come semplici fruitici delle stesse - è costituito da qualcosa come oltre centomila unità che, se dotate di opportuni skill professionali, potrebbero entrare da subito nel mondo del lavoro. Supportando così la correlata richiesta di attività che viene dal mercato. In altre parole le aziende crescono rapidamente, ma non trovano le professionalità necessarie per accompagnarle nella crescita; un esempio può meglio chiarire la gravità della situazione:

·        negli ultimi due anni, il personale specializzato nelle aziende che producono o utilizzano alta tecnologia è passato da una media di 127 addetti per azienda nel 1997 a 150 nel 1999;

·        la maggior parte delle richieste di personale specializzato effettuate dalle aziende è rimasta senza risposta: rispetto a una richiesta media di 43 tecnici ne sono stati tovati solo 19, con una carenza di 8 tecnici specialistici e di 17 tecnici di sviluppo8.

I principali motivi che spiegano il mancato ingresso in azienda delle professionalità richieste sono da ricondurre alla scarsa esperienza dei candidati e a una richiesta che, come si è visto, supera di gran lunga la domanda, contribuendo a innalzare il costo del lavoro e frenando le possibilità di sviluppo del settore. Sviluppo che risulta ancor più compromesso se si pensa che, considerate le azioni di formazione attualmente in essere e l'aumento della richiesta da parte del mercato di nuove professionalità, il sistema Paese non riuscirà a "sfornare" tecnici e professionisti preparati, portando il gap tra domanda e offerta a raggiungere e superare le duecentomila unità nel 2002. Ci troviamo in un punto in cui "opereremo in un contesto dove la gran parte delle aziende di piccole dimensioni si sarà informatizzata, data l'esigenza di un 'passaggio culturale' imposto dalla necessità di non perdere le grandi opportunità legate ad Internet ed al commercio elettronico"9, ma - allo stesso tempo - ci si troverà nella drammatica situazione di non sapere come gestire le infrastrutture di tali aziende e, soprattutto, le innovazioni tecnologiche, organizzative, strutturali che tali aziende potrebbero e dovrebbero promuovere per operare in un mercato globalizzato per rimanere competitive.

3.6 Riflessi sull’economia

"Non ha senso promettere assunzioni per accordatori di strumenti se non abbiamo dei pianisti.

Individuiamone almeno due veramente validi, riempiamo le sale di musica e a quel punto saremo in grado di potere assumere e pagare bene anche gli accordatori”10.

La mancanza di figure professionali dotate del know how richiesto dal mercato è un problema, sia per le piccole e medie imprese che per le grandi aziende.

Di fatto, lo skill shortage si presenta come perdita di opportunità e come minor fatturato per le aziende nel settore dell'Information Technology: una mancata ricchezza per l’intero Paese.

A soffrirne non saranno solo le imprese più tecnologiche, ma anche le PMI tipiche del panorama italiano.

Se da un lato si abbassano le soglie economiche di accesso alle tecnologie, dall’altro si alza decisamente il costo delle risorse umane necessarie per gestirle, sempre più difficili da reperire sul mercato.

Ci sono imprese, nell’occidente più avanzato, che utilizzano, grazie alla rete, tecnici informatici che vivono e lavorano in paesi lontani, prevalentente in estremo oriente.

In quei paesi infatti i tecnici abbondano, grazie ad un sistema formativo molto sviluppato sulle tecnologie innovative.

In alcune nazioni, sempre dell’occidente, si aumenta il numero dei permessi di immigrazione, forzando affinchè arrivino tecnici con buona scolarizzazione.

Alcuni governi europei pensano di selezionare l’immigrazione da quei paesi dell’est dai cui cittadini ci si può aspettare un buon bagaglio di competenze in tecnologie.

Queste ed altre della stessa natura, sono le risposte che si stanno valutando o sperimentando, nell’immediato, per far fronte alla grande crisi di competenze tecniche che affligge la Società dell'Informazione.

Riuscire a trovare le risorse professionali e mantenerle in azienda sono le sfide alle quali le aziende si trovano quotidianamente a fare fronte.

 

La rapidità delle evoluzioni tecnologiche ha generato una asimmetria tra domanda e offerta nel mercato del lavoro ICT in Italia che impatta direttamente sulla competitività sia delle aziende utenti che sugli operatori del settore ICT in Italia.

Infatti, per le aziende utenti e quelle fornitrici di tecnologie e soluzioni IT, le innovazioni tecnologiche implicano la necessità di dotarsi rapidamente di risorse professionali con adeguate competenze. Non sempre questo è possibile in modo rapido e totalmente aderente ai bisogni. Inoltre, le aziende utenti molto spesso cercano di risolvere il problema da un lato assumendo personale qualificato o formando e riqualificando personale già presente, dall’altro rivolgendosi all’esterno o direttamente ai fornitori per la realizzazione di progetti e soluzioni specifiche. Questi ultimi, dunque, si trovano a dover colmare uno skill shortage interno e a dover sopperire a quello dei propri clienti.

Il risultato è che solo una parte di queste richieste di competenze e di risorse riesce ad essere soddisfatta. Molte, sono, dunque, le aspettative inevase degli utenti a causa dello skill shortage.

Questo si traduce immediatamente in una perdita di opportunità di business e dunque in minor fatturato generato dai fornitori di tecnologie e soluzioni IT e di conseguenza per l’intero mercato IT. Tale minor mercato è direttamente proporzionale alla “produttività” media di ogni singola risorsa professionale IT.

Tale produttività, differisce a seconda della professionalità e dell’ambito settoriale di appartenenza.

Dato che la produttività del settore IT è crescente nel tempo, lo skill shortage di figure professionali IT impatta più che proporzionalmente sul mercato IT nel generare minor revenue.

Uno skill shortage di circa 69.000 risorse professionali nel 1999, determina un mancato mercato di oltre 7.000 miliardi di Lire, pari a circa il 23% del mercato IT del 1999 (fig. 1). La crescita di tale mancato mercato è sensibile negli anni successivi: nel 2001 si prevede di “perdere” un volume pari a quasi 17.000 miliardi di Lire.

Questo vuol dire perdere una contribuzione al Prodotto Interno Lordo pari a quella che nel 1999 ha registrato l’industria della gioielleria e dell’oreficeria (7.447 miliardi di lire – valore aggiunto a prezzi di mercato), o arrivare a sfiorare nel 2001 la dimensione che oggi (1999) ha il comparto della fabbricazione di autoveicoli (16.649 miliardi di lire – valore aggiunto a prezzi di mercato), o quello della produzione di prodotti farmaceutici (15.989 miliardi di lire – valore aggiunto a prezzi di mercato).

 


Figura 1  L’impatto dello skill shortage delle figure tecnico-specialistiche

Fonte: NetConsulting

 

Volendo analizzare lo stesso tipo di impatto generato dalla carenza di figure con competenze Internet ed e-business in generale si rileva lo stesso fenomeno analizzato prima. Fenomeno, in più, aggravato dal fatto che tali risorse hanno una strategicità spesso superiore a quelle  viste in precedenza poiché riguardano più direttamente problematiche ed aree strategiche per le aziende, siano esse utenti o fornitrici di IT. Anche in questo caso, si crea quel circolo vizioso di bypass del problema dello shortage da parte delle aziende utenti sulle aziende fornitrici, con ovvie ricadute negative sulle opportunità di business per le aziende IT.

A fronte di circa 11.000 risorse professionali nel 1999, il mancato mercato è stato di circa 1.400 miliardi di Lire. Impressionanti sono le dimensioni del “mancato mercato IT” previste per gli anni successivi. Già per il 2000infatti il mancato mercato è , con oltre 4.500 miliardi di Lire, pari a quasi il 13% del mercato IT esistente (fig. 2).

 

Figura 2  L’impatto dello skill shortage delle figure con competenze Internet/e-business

 


        Fonte: NetConsulting

 

La carenza di queste tipologie di risorse professionali genera, attraverso quello che abbiamo definito come mancato mercato IT, un effetto negativo sulla ricchezza complessiva del nostro Sistema Paese, ovvero sul PIL.

 

 

Partendo da dimensioni minime nel 1998, per il 2001 l’impatto dello skill shortage complessivo in termini di minore mercato dovrebbe superare lo 0,8% del PIL mentre quello relativo alle figure Internet/e-business dovrebbe attestarsi intorno allo 0,4% (fig. 9).

 

 


 Figura 3  L’impatto dello skill shortage delle figure professionali sulPIL

Fonte: elaborazioni NetConsulting su dati ISTAT (PIL)

 

 

3.6.1 Le piccole e medie imprese

E’ fatto ben noto che le Piccole e Medie imprese in Italia rappresentino il principale tessuto economico e produttivo: delle 818.116 assunzioni effettuate nel corso del 1999 e 2000 (dati Censis, Unioncamere, Sistema Informativo Excelsior, 1999), ben il 58.9% è stato effettuato dalle Piccole e Medie Imprese.

La tipologia di risorse di cui le PMI italiane dichiarano di avere bisogno in tale biennio è tendenzialmente di basso profilo, per mansioni di natura operativa (45,8% operai; 29.4% impiegati). Questo ha, naturalmente, un impatto sui processi di domanda di servizi formativi generali e di tipo tecnico-professionale.

 

Se a questo aggiungiamo le caratteristiche tecnologiche, ovvero la dotazione informatica presente presso tali aziende, come emerge  da una recente rilevazione ISTAT, risulta chiaro il bassissimo livello di penetrazione di tecnologie e di qualifica delle risorse di cui dispongono e pensano di avere necessità (tab. 1).

TAbella 1   La dotazione informatica presso le aziende italiane

 


Fonte: ISTAT

 

In tale contesto è necessario inoltre  evidenziare che la maggiore parte delle piccole e medie aziende italiane è formata da imprese con meno di 15 addetti e molte di queste non sono ancora informatizzate.

La trasformazione della nostra economia viene rallentata da una tipica forma mentis dell’imprenditoria italiana che predilige il controllo totale sulle decisioni aziendali e che si concretizza nel famoso detto "la società ottimale è composta da un numero di soci dispari inferiori a tre".

Occorre quindi un processo di trasformazione della mentalità, in primis di quella delle piccole e medie imprese che vedono spesso gli investimenti dedicati alla formazione IT come non strettamente necessari.

Devono essere le stesse imprese a valutare l’alfabetizzazione informatica e telematica come elemento fondamentale a tutti i livelli aziendali.

E’ interessante notare che la competenza nell'utilizzo degli strumenti IT diminuisce progressivamente all'aumentare della carica aziendale: se tra gli impiegati è buona, tra chi ha mansioni direttive è discreta, arrivati ai vertici societari, è decisamente scarsa.

L'ignoranza su strumenti informatici di base è dunque molto diffusa presso il management delle aziende italiane, oltre che presso i dipendenti che ricoprono funzioni intermedie.

La formazione IT è uno degli strumenti da usare per aumentare la qualità delle risorse umane disponibili, accompagnare la crescita del mondo ICT e della net economy e sostenere lo sviluppo dell'intero Sistema Paese, creando risorse umane qualificate e supportando la creazione di posti di lavoro di qualità.

In questo contesto, la formazione rappresenta l’elemento fondamentale per una corretta soluzione alla mancanza di profili professionali.

La spesa in formazione IT cresce, ma l’Italia investe in questo campo solo metà della Francia, un terzo della Germania ed un quarto della Gran Bretagna, tra l’altro in modo poco pianificato e strategico, considerato che, agendo sulla componente formativa, si fornisce un valido e reale aiuto alla riduzione dello skill shortage.

 

Un confronto anche qualitativo con l’adozione delle tecnologie informatiche e in particolare delle soluzioni di e-business da parte delle PMI in altri paesi europei o negli Stati Uniti rivela che il sistema della formazione IT – in particolare a livello di alfabetizzazione di base – entrerà indubbiamente in crisi con il crescere delle esigenze delle piccole e medie imprese.

 

 

 

3.7 Prospettive future

Il 2002 è destinato a segnare un importante sviluppo dei "mercati digitali", di cui le medie e piccole imprese rappresenteranno l'elemento portante. Sempre più aziende utilizzeranno Internet sia come canale di vendita sia come mezzo di comunicazione e trasmissione dati per operazioni tradizionali, quali per esempio emissione ordini, gestione magazzino. Tale tendenza porterà a una accelerazione della domanda di personale qualificato in grado di gestire al meglio le nuove tecnologie in uso. È qui che entra in gioco il ruolo fondamentale della formazione. Lo sviluppo della net economy, in cui la tecnologia ha un ruolo chiave, potrà portare effetti positivi sul tasso di occupazione globale solo se sarà supportato dalla realizzazione di programmi di istruzione e formazione, a tutti i livelli della popolazione. Ma da questo punto di vista la strada da percorrere è ancora molto lunga: "Il problema drammatico del sistema italiano è che i corsi IFTS (Istruzione e Formazione Tecnico Superiore) formano solo poche migliaia di addetti all'anno.La formazione, quindi, è molto delegata alle aziende. Gli enti formativi sono sempre pochi: non è assolutamente sufficiente il numero di addetti che riescono a creare. Tutto il sistema pubblico, inoltre, quando si muove anche con la migliore buona volontà ha delle lentezze, dei tempi, che sono fisiologici e contrari con l'evoluzione della net economy. Mentre infatti quest'ultima ha tempi di aggiornamento e di obsolescenza che corrispondono a mesi, per fare un corso l'ente pubblico impiega due anni dal momento in cui l'ha pianificato. Quando perciò il corso è finalmente pronto per essere proposto risulta vecchio e obsoleto".
Accanto alla necessità di nuovi tipi di occupazione generata dalla net economy, le aziende si sono dimostrate impreparate nell'individuare e definire i nuovi profili professionali. "Il problema è che fino a ieri non si sapeva di quali professionalità si stesse parlando, in generale c'era confusione sulle tipologie: se ne parlava indistintamente e addirittura alcune venivano inventate".

Comunque, se si analizzano le attività dei soggetti che si occupano più o meno istituzionalmente di formazione (dalle scuole alle università alle aziende), si desume come la capacità formativa dei diversi soggetti atti a erogare formazione non sia assolutamente sufficiente a formare tutte le figure necessarie, il che spiega - peraltro - l'aumento del gap relativo allo skill shortage che si è già illustrato nelle pagine precedenti. Per il biennio 2000-2002, infatti, è stato osservato un aumento del gap di professionisti analogo, in termini assoluti, alla capacità formativa dei diversi soggetti. In altre parole,"a fronte di un allargamento del gap tra domanda ed offerta, dalle 111.000 unità del 2000 alle circa 215.000 del 2002 si ha un numero di persone formate da immettere sul mercato in crescita su valori analoghi, così da mantenere attorno alle 74.000 unità per anno il saldo negativo. Ben diversa però la situazione in proiezione 2003: per quell'anno è infatti atteso un picco di domanda da parte delle imprese cui l'offerta, pur in continuo miglioramento, non riuscirebbe a dare risposta."11
Sarà quindi necessario attuare politiche formative, che se da una parte tendono a sanare la situazione nel lungo periodo con la realizzazione di percorsi di studio specifici, dall'altra si preoccupino di fare fronte all'emergenza del breve periodo, identificando le soluzioni più efficaci per un rapido inserimento nel mondo del lavoro dei giovani neolaureati e neodiplomati.

Ma, per concludere,  ciò che occorre non è solo la formazione: l'impegno formativo dovrebbe essere accompagnato nel tempo da una certa sensibilizzazione culturale, da corsi di aggiornamento continuo e da azioni di e-learning in modo da riuscire a stare dietro alla corsa tecnologica, che vede sistemi e competenze divenire obsoleti dopo appena tre o quattro anni.

 

 

 

4. Le nuove professioni dell’Internet Economy

 

4.1 Premessa

Soffermarsi a leggere le qualifiche scritte in corsivo sui biglietti da visita che sempre numerosi affollano scrivanie (per i più disordinati) e raccoglitori (per i più ordinati) può rivelarsi una attività estremamente interessante, in qualche modo divertente e sicuramente istruttiva. Soprattutto quando tali biglietti da visita appartengono ai "nuovi" professionisti della "nuova" economia..In tal caso, infatti, alle tradizionali qualifiche …da old economy si affiancano nuove misteriose sigle - naturalmente in inglese - che anche quando sono riferite a figure professionali effettivamente nuove sembrano studiate apposta per confondere le idee anche al più aperto all'innovazione dei responsabili del personale (pardon, Human Resource Manager).

 Ok, il marketing manager non si occupa di web marketing, ci vorrà quindi un web marketing manager, ma perché limitarsi a definirlo tale, quando ci si può eleggere digital marketing strategist? Ed ecco che, in questa chiave, l'universo della net economy si è popolato di professionisti da qualifiche che lasciano letteralmente impallidire quella vecchia e superata di web master, spaziando dal web architect al virtual advertiser, passando per il digital vision strategist o lo user profiling manager. E chi più ne ha, più ne metta.Definizioni a parte, tanto che i nuovi ed altisonanti nomi dell'economia digitale siano dettati da una effettiva esigenza di differenziazione rispetto al passato, tanto che siano piuttosto il risultato della sempre fervida inventiva degli informatici o degli uomini marketing, ciò che è certo è che la net economy ha creato e sta creando numerosi posti di lavoro "nuovi".
· "Nuovi" in quanto creati dall'esigenza di ampliare l'organico degli addetti a funzioni di carattere tecnico, organizzativo o manageriale già esistenti in seno all'azienda. Funzioni che l'economia delle reti ha portato a un ampliamento o a una ristrutturazione, così da richiedere l'inserimento di nuovo personale in organico. Si pensi, a tal proposito, al personale addetto a funzioni chiave come il customer care o il call center;
· "Nuovi" in quanto creati da esigenze del tutto nuove, legate alla nascita di inedite funzioni aziendali e di nuove professionalità, inesistenti in passato e nate da e con l'economia delle reti. Si pensi, a tal proposito, agli esperti di marketing on-line, di virtual advertising, di tecnologie web based.

 

Le tecnologie telematiche interessano ormai quasi tutti i settori economici tanto che tra pochi anni non avrà più senso parlare di aziende internet oriented e di aziende tradizionali dato che l’utilizzo di internet rappresenterà una costante nella struttura e gestione di un’impresa, assumendo lo stesso

valore strategico, funzionale e soprattutto essenziale di strumenti quali il telefono e il fax.

In pratica, internet sta cambiando la vita e il lavoro e di conseguenza le tipologie dei vari profili professionali.

In tutte le imprese, a qualsiasi settore appartengano, sarà sempre più marcata la necessità di lavoratori in possesso di una spiccata familiarità con la rete e con le tecnologie informatiche.

Non partiamo, quindi, dal preconcetto che le nuove dot.com o internet companies rappresentino il solo ed unico futuro, teniamo sempre presente che internet è una parte dell'economia attuale, dove necessariamente nuove e vecchie imprese convivranno e contribuiranno con le loro idee allo sviluppo economico della società, aiutandosi vicendevolmente nella rispettiva crescita.

I pionieri di questo processo evolutivo nel mondo del lavoro sono al momento le figure professionali che quotidianamente affrontano attività lavorative strettamente connesse alla rete ed in possesso di specifiche e trasversali competenze professionali.

Si tratta di professionalità che sono ricercate in maniera esponenziale da tutte le aziende interessate all’utilizzazione di internet a fini commerciali e informativi: dalle tradizionali imprese che attivano il canale distributivo dell’e-commerce fino alle banche e finanziarie che si occupano di e-banking, e-trading, oltre, naturalmente, alle aziende innovative che caratterizzano la internet economy.

In questa parte, quindi, vengono presentate le professioni della Net Economy: ogni figura professionale è stata analizzata in dettaglio, all’interno di una maschera con voci standard, in modo da garantire una certa omogeneità e la possibilità di confronto in maniera rapida.

 

 

La compilazione dei profili professionali della Net Economy è stata realizzata consultando diverse fonti, principalmente on-line.

Siti web, compresi i siti di web recruiting. Di seguito si propongono i siti web di maggiore rilevanza; in Indirizzario Internet, in fondo alla tesi, vengono riportati gli URL completi di descrizione, data di consultazione e posizione del documento all’interno del sito.

 

 

Oltre ai siti web sopra elencati, si sono consultate le seguenti riviste:

 

Pagine di offerte di lavoro in quotidiani italiani ed esteri, individuando cosa effettivamente viene richiesto dalle aziende per la determinata posizione da ricoprire:

 

 

Partecipazione a seminari, convegni, esposizioni, fiere che trattavano Net Economy e lavoro:

 

 

Ricerche riguardanti Net Economy e lavoro:

 

 

Dal confronto di queste diverse fonti, elaborando e sovrapponendo i dati è stato ricavato un elenco, sicuramente non completo, data l’alta velocità di sviluppo in questo settore, ma che si può considerare sufficientemente rilevante, delle professioni della Net Economy. Dalla lettura dei profili professionali ci si accorge che mentre alcune sono nuove, altre esistono già da tempo, anche se lo sviluppo di Internet ne ha dato una nuova collocazione ed importanza; altre ancora sono “l’adattamento” di professioni della “Old Economy” all’era di Internet.

 

4.2Macro aree

Sono state individuate cinque macro aree comprendenti i diversi profili che operano nell’ambito dell’internet economy. Un’ulteriore area, “Professioni internet oriented”, analizza quelle attività professionali che, pur essendo consolidate nel mondo del lavoro tradizionale, grazie all’introduzione di elementi caratterizzanti fortemente innovativi ed internet oriented, hanno un loro ruolo specifico nell’ambito dell’internet economy.

• Area Marketing e Comunicazione

Copy-online - Pubblicitario Web

Internet Marketing Manager- Esperto di internet marketing

• Area Commerciale

Account Manager- Consulente commerciale servizi internet

Telesales Account Manager- Esperto di vendite online

• Area Consulenza, Progettazione e Sviluppo

- Art director

- Content Manager - Responsabile dei contenuti

- Database Administrator- Amministratore di DBA

- E-business Consulting- Consulente di soluzioni e-business

- Esperto video multimediale

- Information Architect- Esperto in architettura informativa

- Internet Quality Assurance Specialist- Esperto Internet Quality Assurance

- Web Designer

- Product Manager- Responsabile di produzione

- Web programmer - Programmatore web

- Web Project Manager - Capo Progetto

 

• Area Conduzione e Gestione

- Channel Manager- Responsabile di canale

- Community Manager - Responsabile di comunità

- Content editor - Redattore web

- Dataminer - Archivista web

- Operatore di web call center

- Webmaster

- Web site Manager - Responsabile di sito web

 

• Area System, Networking e Security Administration

- Network Administrator- Amministratore di rete

- System Administrator- Amministratore di sistema

- Security Manager - Esperto in security

 

• Professioni internet oriented

- Chief Executive Officier- Internet CEO

- Chief Financial Officier- Direttore amministrazione, finanza e controllo CFO

- Consulente in diritto informatico

- Docente ed esperto in formazione

- Esperto in e-banking

- Fotografo digitale

- Sound editor- Esperto realizzazioni sonore

- Traduttore

AAAAA

 

 

Area Marketing e Comunicazione

4.3.1 Copy online- Pubblicitario Web

Definizione

Responsabile della ideazione e dello sviluppo del contenuto testuale dei messaggi pubblicitari sul web.

Profilo

Sa giocare con le parole per tradurre in forma originale e coerente con l'immagine, il messaggio pubblicitario online.

Studia e redige testi pubblicitari in base alle necessità ed al tipo di prodotto/servizio che deve essere proposto.

Individua ed analizza le azioni pubblicitarie e di promozione in corso del prodotto /servizio, on e off web, al fine di creare un messaggio coerente e conforme all’immagine dell’azienda committente.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- sistemi di comunicazione testuale e visiva di Internet

- lingua italiana e tecniche di comunicazione pubblicitaria

- strumenti della pubblicità online (banner, sponsorship, newsletter, e-mail, mailing list, programmi di affiliazione, ecc.)

- psicologia e sociologia in ambito pubblicitario

- questioni normative inerenti le azioni pubblicitarie, privacy e politiche antispam

Caratteristiche professionali

- capacità di scrittura, sintesi e di “invenzione del linguaggio”

- creatività e fantasia

- acuto spirito di osservazione

- interesse alla ricerca di nuovi linguaggi e forme di comunicazione

- individuazione ed analisi delle nuove tendenze e mode

Formazione professionale

Una formazione universitaria a carattere umanistico e/o socio psicologico caratterizzano questa figura professionale.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 2° livello - 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 31.000 Euro

 

4.3.2 Internet Marketing Manager- Esperto di internet marketing

Definizione

Responsabile delle strategie di marketing, promozione e pubblicità di un prodotto/servizio internet oriented.

Profilo

Implementa il piano di marketing online in funzione del profilo e delle caratteristiche peculiari dell’azienda e del tipo di prodotto/servizio che deve essere posizionato sul mercato web. Si occupa di progettare e sviluppare azioni di promozione per un sito che comportino campagne pubblicitarie di settore, presenze nei portali o siti ad alto traffico e specifiche attività di P.R. ondine (newsletter, campagne email, ecc).

Analizza i sistemi di vendita on line e progetta le aree di miglioramento.

Si occupa della registrazione del sito nei motori di ricerca e directory internazionali monitorandone periodicamente lo status di presenza oltre ad analizzare ed individuare i canali pubblicitari e di promozione presenti nel web.

Raccoglie e gestisce sul Web i dati disponibili sui concorrenti dell'impresa o relativi a progetti interessanti per la sua attività.

E' il responsabile della gestione delle operazioni associate al controllo del traffico di visitatori generato nel sito attraverso l' analisi delle statistiche di accesso.

Analizza i dati di consumo della clientela al fine supportare adeguate politiche di marketing.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- tecniche di marketing online

- strumenti della pubblicità online (banner, sponsorship, newsletter, e-mail, mailing list,

programmi di affiliazione, ecc.)

- standard di misurazione del web attraverso la lettura dei log (click, impression, audience,

visitors, ecc.)

- motori di ricerca sia come strumento di promozione che di analisi e ricerca

- questioni normative inerenti la privacy e politiche antispam

Caratteristiche professionali

- capacità di analisi

- elevata comunicazione interpersonale

- spirito di creatività

- evidente intuitività

Formazione professionale

Generalmente viene richiesta la laurea in Economia e Commercio, indirizzo marketing o in Scienze della Comunicazione, possibimente accompagnata da master o corsi di formazione specifici.

Significative esperienze professionali nel settore (min. due o tre anni) rappresentano, comunque, l’elemento maggiormente valutato dalle aziende nella fase di selezione di questo profilo professionale.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: Quadro - Dirigente

Retribuzione media annuale lorda: 23.000 - 62.000 EuroAAAA

 

Area Commerciale

4.3.3 Account Manager- Consulente commerciale servizi internet

Definizione

Il consulente commerciale è una persona di esperienza commerciale che supporta i clienti nella scelta di soluzioni IT che soddisfino i loro bisogni. Si tratta di un ruolo dove è fondamentale la comprensione delle potenzialità delle tecnologie e di come possono essere sfruttate, dato che il consulente commerciale si deve focalizzare sull'analisi e sulla progettazione di una soluzione che spesso impatta su diversi livelli funzionali di una organizzazione. Si tratta pertanto di un ruolo ibrido che associa le capacità commerciali e la comprensione dei processi organizzativi con una profonda competenza tecnologica. Il consulente commerciale generalmente opera in team su progetti di breve o di lungo periodo con una forte interazione con altre funzioni per quanto riguarda gli aspetti di negoziazione, di problem solving, di definizione e configurazione della soluzione ottimale. Generalmente il consulente commerciale inizia la propria esperienza lavorativa ricoprendo un ruolo di supporto all'interno di un progetto, passando successivamente a rivestire un ruolo di responsabile di progetto.E’insomma il responsabile della promozione e vendita dei servizi web ad aziende, enti e associazioni.

Profilo

Il ruolo di questa figura professionale non è meramente commerciale. Lo si può definire un consulente nel senso stretto del termine, ovvero in grado di suggerire e proporre al cliente le opportune strategie necessarie per una presenza web.

Si occupa, quindi, dell’acquisizione di nuovi clienti interessati alla realizzazione di un sito web e/o di servizi internet gestendone l'intero ciclo di vendita attraverso la qualificazione del cliente (analisi bisogni/offerta), la formulazione dell'offerta e la gestione della trattativa (prezzo/redditività).

Suggerisce al cliente le soluzioni ottimali non solo per la realizzazione progettuale del sito, indirizzandolo e guidandolo verso l’opportuna scelta dei contenuti e delle immagini, ma anche sulle necessarie azioni da mettere in atto per dare la visibilità allo stesso sito o per avviare attività di e-commerce.

E’ il punto di contatto tra tra il cliente e l’azienda in cui opera. Generalmente ha il compito di coordinare le attività dei varii reparti interni aziendali con lo scopo di realizzare il progetto di comunicazione commissionato nei tempi e con i costi concordati con il cliente.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- tecniche di vendita

- marketing, design e progettazione web

Caratteristiche professionali

- capacità dialettiche e di P.R.

- eccellente cultura generale

- spiccata personalità

- presenza incisiva

- tenacia e costanza

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Cultura a livello universitario, orientata prevalentemente nelle discipline economiche o umanistiche.

Per svolgere questo tipo di attività a livelli medio-alti è indispensabile un’esperienza nel settore marketing o vendite di almeno 2-3 anni.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: Quadro - Dirigente

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 62.000 Euro

AAAAA

AAAAA

4.3.4 Telesales Account Manager- Esperto di vendite online

Definizione

Responsabile dei sevizi di vendita telematica e dei relativi rapporti con la clientela.

Profilo

Si occupa progettare e definire commercialmente azioni di e-commerce.

Gestisce il database dei clienti.

Individua le carenze e definisce le opportune soluzioni per un ottimale sistema di vendita telematica.

Definisce le migliori strategie di vendita on-line rispetto al prodotto o servizio web.

Ha rapporti commerciali diretti con gli istituti che gestiscono i sistemi di pagamento (carte di credito, prepagate, ecc.) ed i fornitori (corrieri, servizi di spedizione, ecc.)

Analizza attraverso i log, le transazioni avvenute, il traffico dei visitatori del negozio virtuale e le loro preferenze sui prodotti/servizi proposti.

Organizza i servizi di assistenza online e offline per la clientela telematica.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- sistemi tecnici e tecnologici inerenti l’e-commerce

- aspetti normativi, legali e fiscali dell’e-commerce

- tecniche di vendita

- principi di marketing, design e progettazione web

- metodi e servizi di assistenza online alla clientela (CRM)

Caratteristiche professionali

- facoltà di analisi ed osservazione

- intuitività

- spiccata attitudine ai rapporti interpersonali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- tenacia e costanza

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Cultura universitaria accompagnata da un background tecnologico di buon livello.

Corsi di formazione e di specializzazione nell’ambito dell’e-commerce.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 20.600 - 36.200 Euro

AAAAA

Area Consulenza, Progettazione e Sviluppo

 

4.3.5 Art director

Definizione

Responsabile della progettazione grafica e creativa di un sito web.

Profilo

Realizza il layout del progetto, lo concorda e lo sottopone all'approvazione del cliente, quindi si occupa di coordinare l'attività del reparto creativo convolgendo i soggetti necessari allo sviluppo grafico e multimediale del sito (web designer, grafici web, esperti del suono, di animazioni, ecc.).

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- grafica web

- software ed applicativi grafici e multimediali

- tecnologie web

- tecniche di navigazione

- usabilità ed accessibilità dei siti web

- problematiche di visualizzazione dei siti

- internet marketing

Caratteristiche professionali

- senso artistico

- spiccate doti di creatività e di buon gusto

- capacità di coordinamento gestione di un gruppo di lavoro

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Generalmente la professione dell’art director in ambito internet, viene svolta da chi ha alle spalle una consolidata e qualificata esperienza come Web designer.

La formazione sul campo rappresenta, quindi, il requisito essenziale per svolgere questo tipo di attività.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 20.600 - 36.200 Euro

 

4.3.6 Content Manager- Responsabile dei contenuti

Definizione

La figura professionale dell'esperto in linguaggi & tecnologie multimediali si focalizza sulla creazione di contenuti e sulla composizione del palinsesto. Per questo motivo sono necessarie alcune competenze specifiche, che sono alla base della selezione d'ingresso e della formazione in itinere: competenze creative e di comunicazione e competenze tecnologiche.L'esperto in linguaggi & tecnologie multimediali è in grado di scegliere le modalità e gli strumenti di comunicazione più idonei per la realizzazione di un prodotto o di un servizio, sapendo coordinare in modo ottimale i diversi media.E’ di fatto il Responsabile della progettazione e sviluppo dei contenuti di un sito web.

Profilo

Stabilisce la linea editoriale e le modalità di presentazione e fruibilità dei contenuti di un sito web in conformità agli obiettivi di business e marketing che devono essere raggiunti.

Definisce la mappa dei contenuti del sito individuando le relative sezioni e sottosezioni in cui presentarli.

Coordina e gestisce il team delle figure professionali necessarie alla realizzazione del progetto: redattori, fotografi digitali, operatori multimediali, traduttori, ecc.

Individua eventuali partner per accrescere la qualità e la tipologia dei contenuti da proporre ai visitatori del sito.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- lingua italiana

- lingua inglese e possibilmente altre lingue

- capacità di scrittura, sintesi e di “invenzione del linguaggio”

- tecniche di sviluppo dei contenuti testuali di un sito

- tecniche di marketing e comunicazione online

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- creatività e fantasia

- acuto spirito di osservazione

- interesse alla ricerca di nuovi linguaggi e forme di comunicazione

- individuazione ed analisi delle nuove tendenze e mode

- questioni normative inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto dell’informazione

Caratteristiche professionali

- capacità di coordinamento gestione di un gruppo di lavoro

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Laurea in Scienze della Comunicazione o, in generale, in materie umanistiche o psico-sociologiche e, preferibilmente, accompagnata da un Master o una specializzazione in comunicazione e/o giornalismo.

Generalmente il ruolo di responsabile dei contenuti rappresenta l’evoluzione del percorso

professionale di un Redattore web o di un Copy-online e costituisce elemento preferenziale di selezione per le aziende interessate a questo tipo di profilo.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 20.600 - 38.700 Euro

 

4.3.7 Database Administrator –DBA Amministratore di database-

Definizione

Responsabile della gestione del Database relativo a tutte le informazioni ed i dati aziendali che confluiscono ed alimentano il sito Web.

Profilo

E' il gestore e lo specialista delle banche dati.

Il suo compito è quello di progettare l'organizzazione dei dati e delle informazioni che devono essere utilizzate dagli utenti.

E’, quindi, un esperto informatico capace di implementare delle specifiche risultanti dopo una corretta analisi del problema e delle esigenze del cliente.

Ottimizza l'architettura dei database, definisce i metodi di implementazione e d’ntegrazione con i sistemi esistenti del cliente e realizza le funzionalità.

Possiede ottime conoscenze dei pacchetti applicativi esistenti sul mercato dei linguaggi per la gestione, creazione ed organizzazione dei dati ed esperienza nelle tecnologie di database.

Tra le sue attività, è previsto l’aggiornamento continuo delle risorse hardware e software impiegate per garantire la corretta funzionalità ed integrità del database (installazione nuove risorse hardware, installazione nuove versioni software, verifica dei dati, ecc.).

Nello specifico ambito web, si occupa della definizione, manutenzione e ottimizzazione di base dati relazionali in ambiente Internet/Intranet sia per esigenze interne sia per esigenze esterne, testando il database, coordinando ed attuando le eventuali variazioni necessarie anche in termini di misure di sicurezza.

Provvede ad interfacciare un database ad un sito web, si dedica, cioè, alla conoscenza/gestione degli applicativi deputati alla raccolta dei dati sulla rete ed è responsabile delle diverse fasi curandone l'implementazione.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- architettura hardware e software

- sistemi operativi server

- database relazionali

- linguaggio Sql

- tecnologie e soluzioni web

- tools di interfaccia web

Competenze specifiche

Nell’ambito di questo settore si distinguono alcune professionalità precise:

• Data Warehouse Administrator

Ruolo che rappresenta la crescita professionale di un DBA. E’ il responsabile della progettazione del database progettato in funzione delle azioni di reporting necessarie allo sviluppo ed alla crescita dell’azienda.

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

- costanza e tenacia

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Diploma ad indirizzo tecnico e/o laurea in discipline informatiche.

Importante la partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.

L’esperienza diretta e documentata nel settore, di durata almeno biennale, costituisce elemento assolutamente preferenziale per la selezione dei candidati da parte delle aziende.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 26.000 - 38.700 Euro

Libero professionista

Tariffa media giornaliera: 360 - 520 Euro

 

4.3.8 E-business Consulting- Consulente di soluzioni e-business

Definizione

Responsabile della progettazione di soluzioni e-commerce o e-business.

Profilo

E’ il punto di riferimento per le aziende che vogliono “sbarcare sul web”.

Può operare sia come consulente interno all’azienda che esterno. Il suo compito principale è quello di progettare soluzioni business ad hoc per il cliente in base alle esigenze e caratteristiche aziendali.

Si occupa definire le architetture funzionali più idonee a supportare servizi di e-commerce ovvero

analizza i sistemi di vendita online e propone le aree di miglioramento con valutazioni di natura tecnico/economiche.

Il suo intervento spazia dall'analisi di mercato/competitive in ambito Internet ed e-commerce, alla realizzazione di supporti analitici per le attività commerciali e di project management.

Integra, gestendole, le diverse competenze necessarie alla realizzazione della soluzione di e-commerce o e-business dal punto di vista tecnico e commerciale.

Effettua specifiche analisi di mercato, gestisce il budget, cura tutti gli aspetti della realizzazione del prodotto/progetto.

Si occupa definire le architetture funzionali più idonee a supportare servizi di e-commerce.

Analizza e tiene sotto controllo lo sviluppo del commercio elettronico in Italia e nel mondo.

Ha un’approfondita conoscenza dei prodotti software e dei servizi dedicati all’e-business.

Lavora a contatto diretto con diversi settori aziendali, da quello creativo e tecnico a quello organizzativo manageriale.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- architetture web per servizi e supporti e-commerce

- tecniche di marketing e comunicazione on e offline

- sistemi di pagamento online

- sviluppo di servizi Web, sia nel campo tecnico che in quello marketing e business

- questioni normative inerenti il diritto informatico e le attività di e-commerce

Competenze specifiche

Nell’ambito di questo settore si distinguono alcune professionalità precise:

• Change Manager

Figura professionale utilizzata attualmente dalle grandi-medie aziende.

Il suo compito è quello di analizzare le problematiche inerenti l'inserimento delle nuove tecnologie all'interno del processo vitale di un'azienda nei suoi settori chiave ovvero quello amministrativo, finanziario-gestionale e produttivo.

Si occupa anche di valutare l'inserimento del settore e-commerce in aziende a carattere tradizionale.

• Esperto di m-business

Questa figura professionale si occupa di progettare e sviluppare azioni di promozione per un progetto business basato su tecnologia wireless.

Indispensabile la conoscenza dei principali applicativi del settore oltre a capacità di analisi e sviluppo di azioni di marketing destinate all'individuazione, analisi, realizzazione e promozione di iniziative e-commerce destinate, in particolare, alla tecnologia wap.

Caratteristiche professionali

- attitudine ai rapporti interpersonali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spirito d’iniziativa

- capacità analitiche

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Laurea in discipline giuridico-economiche accompagnato da un Master (MBA) o da un corso di formazione altamente specializzato nel settore e-commerce ed e-business.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: Quadro - Dirigente

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 77.500 Euro

 

4.3.10 Esperto video multimediale

Definizione

Responsabile dell’ideazione, progettazione e produzione dei contenuti multimediali destinati a un sito web.

Profilo

Partecipa alla realizzazione delle componenti multimediali di applicazioni Internet/Intranet sia per esigenze interne che esterne.

Realizza soluzioni multimediali ad alto livello mediante tecnologie innovative sia in campo hardware che software.

E’ in possesso di conoscenze molto accurate ed approfondite inerenti diversi settori di operatività, che, per loro natura, comportano continui aggiornamenti professionali.

La creatività, deve essere coniugata con la tecnica per associare gli elementi grafici con quelli tecnologici al fine di realizzare un prodotto multimediale destinato ad internet.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- tecnologie del suono e video editing

- tecniche di compressione del suono digitale

- servizi di produzione e postproduzione video online

- apparecchiature HW necessarie al montaggio e definizione di filmati

- applicazioni e soluzioni multimediali

Caratteristiche professionali

- senso artistico nel settore musica e video

- spiccate doti di fantasia e creatività

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spirito d’iniziativa

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Scuole ed istituti professionali a base artistica caratterizzano la formazione di base di coloro che svolgono questo tipo di attività.

A livello universitario, il Dams rappresenta un’ottima risorsa per l’apprendimento e lo sviluppo delle conoscenze culturali di base, di buon livello anche la preparazione specifica offerta dalle più accreditate scuole ed accademie di fotografia, cinema e video.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 2° livello - 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 31.000 Euro

Libero professionista

I compensi ovviamente dipendono dal tipo di progetto.

A titolo di esempio per un filmato multimediale, interattivo, comprensivo di audio, della durata di 3 minuti, con materiale grafico, (video ed audio fornito dl cliente), un professionista richiede 500 – 650 Euro.

 

4.3.11 Information Architect- Esperto in architettura informativa

Definizione

Responsabile della progettazione del sito dal punto di vista della navigazione.

Profilo

E’ una figura di primo piano nell'ambito della progettualità di un prodotto web.

Ha il compito di progettare e sviluppare percorsi di navigazione che consentano agli utenti di individuare le informazioni ed i contenuti di un sito nel modo più rapido, semplice ed intuitivo.

Traduce i modelli di business e le specifiche per gli utenti in definizioni funzionali, oltre a sviluppare le raccomandazioni per l'interfaccia di siti e applicazioni web.

Nelle fasi di sviluppo, documentazione e controllo della qualità di soluzioni web, si occupa della definizione delle funzionalità, della navigazione, dell'interattività, dell'architettura, del data flow e dei test di usabilità del sito.

Controlla operativamente lo stato di avanzamento dei lavori inerenti la realizzazione di un sito.

Si occupa di testare i siti web sulle varie piattaforme e sistemi operativi utilizzando i diversi browser.

Provvede, tra l’altro, ad indicare le opportune soluzioni da adottare in caso di problemi di visualizzazione di un sito.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- progettazione di servizi Web

- accessibilità ed usailità dei siti web

- strumenti web necessari a costruire un sito (HTML, DHTML, CGI, interfacce utente)

- internet marketing

- comunicazione web

- analisi human factors

- psicologia e sociologia applicata ad internet

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

- costanza e tenacia

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Una laurea in psicologia, filosofia o sociologia accompagnata da una solida e comprovata esperienza in tecniche di progettazione di siti web, costituisce elemento preferenziale nel reclutamento di questo profilo professionale. Appositi master, corsi di formazione ed esperienze dirette di lavoro nel settore, rappresentano un surplus che al momento, data la scarsa presenza sul mercato di esperti di usabilità web, viene tenuto in altissima considerazione dalle aziende.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 25.800 Euro

Libero professionista

Compenso medio su base giornaliera: 620 - 930 Euro

 

4.3.12 Internet Quality Assurance Specialist -Esperto Internet Quality Assurance

Definizione

E’ responsabile nella individuazione degli elementi positivi di un prodotto o servizio web e nella correzione di quelli negativi con lo scopo di raggiungere l'obiettivo della massima qualità.

Profilo

Ha la responsabilità di tutte le fasi di definizione ed esecuzione dei test e di certificazione prodotto.

Definisce i processi che governano il ciclo di vita del software e degli applicativi destinati al web, gli standard di comunicazione e la qualità di un sito web.

Il suo obiettivo è misurare la qualità complessiva e rilevare le criticità di un prodotto/servizio web svolgendo attività di debugging.

Tra le sue funzioni, anche quella di predisporre la manualistica ed il testo delle eventuali certificazioni.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- normativa ISO 9000, eQM 2001, ISO/IEC 17799

- navigazione internet

- sistemi operativi

- strumenti e linguaggi web necessari a costruire un sito (HTML, DHTML, CGI, interfacce utente)

- accessibilità ed usabilità dei siti web

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- operatività in ambito interdisciplinare

- costanza e tenacia

- facoltà di analisi ed approfondimento delle problematiche

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Appositi corsi di formazione ad alto livello organizzati da enti ed istituzioni riconosciute preparano gli interessati a questo tipo di attività.

L’iter formativo dura almeno 5 anni, suddiviso tra esperienze in aula e dirette.

La cultura a livello universitario è un elemento preferenziale ma non necessario.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 33.600 Euro

Libero professionista

Compenso medio su base giornaliera: 620 - 930 Euro

 

4.3.13 Web Designer

Definizione

Rappresenta la figura professionale mitica di Internet, sicuramente la più conosciuta. Si occupa di progettare e realizzare, con spiccata creatività, l'interfaccia grafica di un sito web che risponda alle necessità di comunicazione del cliente ed ai principi standard della navigazione internet.

Profilo

Viene spesso confuso il suo ruolo con quello di Webmaster e/o del Programmatore web ma, in realtà, si tratta di tre profili ben distinti che svolgono mansioni diverse.

E' un lavoro prettamente creativo dove, comunque, sono richieste le fondamentali conoscenze tecniche necessarie per la realizzazione di un sito (tools di sviluppo web e linguaggio html).

La lentezza della rete non offre, attualmente, molto spazio libero alla creatività di un web designer ed infatti questa attività si basa sulla continua ricerca di giusto equilibrio tra navigabilità del sito ed  aspetto grafico.

Compromessi molto spesso difficili da raggiungere e che rappresentano l'elemento fondamentale di distinzione tra un un web designer dilettante ed un professionista.

La "pesantezza" in byte delle immagini, l'incompatibilità, purtroppo sempre più evidente e marcata, dei browser e dei sistemi operativi diversi, che non consentono la medesima visualizzazione di un sito, sono problemi che quotidianamente devono essere affrontati nello svolgimento dell’attività.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- grafica e arti visive

- grafica web

- software ed applicativi grafici e multimediali

- tecnologie web

- tecniche di navigazione

- usabilità ed accessibilità dei siti web

- problematiche di visualizzazione dei siti

- internet marketing

Competenze specifiche

Nell’ambito di questo settore si distinguono alcune professionalità precise:

• Grafico web -Web Graphic Designer

Si occupa di creare esclusivamente gli elementi grafici per siti web (banner, bottoni ed elementi di navigazione, immagini, iconografia, ecc.)

.• Grafico multimediale -Multimedia Web Designer

Si occupa di creare animazioni sofisticate e di particolare impatto visivo con applicazioni come Macromedia Shockwave, Director o Flash.

• Grafico siti wireless - Microdesigner

Nuovissima figura professionale che si occupa di progettare graficamente siti per la diffusione con tecnologia wireless (wap, palamari, ecc.)

Le tecniche di design dei siti basati sul Wireless application protocol, necessitano di una progettazione grafica totalmente opposta al tradizionale web design, in particolare dal punto di vista dei sistemi di navigazione, che devono essere rapidi, intuitivi ed interattivi.

Caratteristiche professionali

- senso artistico

- spiccate doti di fantasia e creatività

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spirito d’iniziativa

- costanza e tenacia

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Una formazione culturale di tipo artistico (liceo artistico, istituti professionale ad indirizzo grafico, diploma universitario dell’Accademia delle Belle Arti, Scuole Superiori artistiche, ecc.) associata alle  indispensabili conoscenze tecniche e tecnologiche circa l’utilizzo degli applicativi e dei software grafici (in particolare in ambiente Macintosh) rappresenta il requisito essenziale richiesto ai candidati dalle aziende più qualificate del settore.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 2° livello - 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 28.500 Euro

Libero professionista

I prezzi sul mercato sono molto diversificati, questo dipende dall’enorme concorrenza che caratterizza il settore, spesso alimentato da soggetti provvisti di scarse e dubbie competenze in materia.

Per lo studio dell’immagine, la progettazione e la realizzazione del layout di un sito web di piccole

dimensioni (10 pagine) generalmente, un buon professionista, richiede compensi sull’ordine dei 1000 –2000 Euro.

Il costo oscilla in funzione del livello di dinamicità e delle caratteristiche grafiche del sito (inserimento animazioni flash, trattamento particolare delle immagini, ideazione e realizzazione di icone personalizzate, ecc.)

 

4.3.14 Web Product Manager- Responsabile di produzione

Definizione

Responsabile dell’area di progettazione, sviluppo e realizzazione di un sito web.

Profilo

Il suo ruolo è paragonabile a quello di un direttore di orchestra.

Si occupa di coordinare i soggetti professionali interessati alla progettazione e sviluppo del sito:

designer, programmatori, redattori di contenuti, ecc.

Controlla tutte le fase tecniche della realizzazione del sito al fine di arrivare a stabilire la massima qualità, in un'ottica di marketing e redditività.

Individua i contatti di partnership necessari allo sviluppo dei contenuti e dell’immagine del sito.

L’evoluzione professionale del Responsabile di Produzione si identifica, generalmente, nella figura del Capo Progetto

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- strumenti necessari a costruire un progetto internet

- tecniche di marketing e comunicazione on e offline

- progettazione tecnica, grafica ed editoriale di siti web

Caratteristiche professionali

- operatività in ambito interdisciplinare

- capacità di coordinamento gestione di un gruppo di lavoro multisettoriale

- spiccata attitudine ai rapporti interpersonali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Laurea in discipline economiche, scientifiche o umanistiche accompagnate, possibilmente, da un Master ad indirizzo business o marketing.

Indispensabile un background formativo sugli aspetti tecnici e tecnologici di internet, ottenibile attraverso corsi di formazione e specializzazione.

Una comprovata esperienza nel settore marketing e/o commerciale in aziende internet oriented, rappresenta un elemento preferenziale per la selezione dei candidati interessati a ricoprire questo ruolo.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro - Dirigente

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 62.000 Euro

 

4.3.15 Web programmer- Programmatore web-

Definizione

Sviluppatore specializzato in area Internet.

Profilo

Si occupa dello sviluppo di pagine e di soluzioni web basate su tecnologie e linguaggi come HTML, Visual Basic Scripting, Java, XML, C++, ActiveX e ASP, in un’ottica di piena funzionalità del sito.

ll suo compito, quindi, è quello di individuare e sviluppare soluzioni tecniche ed applicativi per lo sviluppo di siti web e per la relativa manutenzione.

Generalmente è specializzato in uno o più determinati linguaggi (es. Java, C++, Visual Basic, ecc.).

Il suo obiettivo è raggiungere il massimo livello di interagibilità azienda-utente in base alle caratteristiche ed esigenze del sito.

Opera in stretta collaborazione con il settore design, occupandosi di tradurre tecnicamente il layout di un sito web realizzato dal grafico web.

Si occupa di implementare ed interfacciare sul web gli applicativi per l’e-commerce ed i relativi sitemi di pagamento oltre ai tools di gestione per servizi interattivi come form online, chat, forum, mailing list, ecc., progettando e sviluppando i componenti di interfaccia utente.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- HTML standard e programmazione linguaggi Internet (es: ASP, Javascript, Java applet, cgi-bin, vb script, perl, php3, ms sql, mysql)

- sistemi operativi

- tecnologie e soluzioni web

- tools di sviluppo web

- interfacciamento e crazione database

- soluzioni e sistemi di navigazione

- tecniche di navigazione

- usabilità ed accessibilità dei siti web

- problematiche di visualizzazione dei siti

Competenze specifiche

• Programmatore - Sviluppatore wap

E' la figura che si occupa della creazione e sviluppo di un sito wap dal punto di vista tecnico. Il suo compito è quello di sviluppare soluzioni tecniche per lo sviluppo di nuovi siti wap e per la relativa manutenzione. Ottima conoscenza della tecnologia wireless.

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

- costanza e tenacia

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Diploma ad indirizzo tecnico e/o laurea in discipline informatiche. Importante la partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.

L’esperienza diretta nel settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da parte delle aziende.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 2° livello - 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 38.700 Euro

Libero professionista

Compenso medio su base giornaliera: 420 - 520 Euro

 

4.3.16 WebProject Manager- Capo Progetto-

Definizione

Responsabile nell'ambito della progettualità di un prodotto o servizio internet di particolare rilevanza e complessità.

Profilo

Partendo dalla strategia complessiva del progetto, gestisce il team ed il rapporto con il cliente e verifica la qualità del risultato ottenuto secondo gli obiettivi temporali ed economici prefissati.

Esegue i necessari studi di fattibilità inerenti le soluzioni tecnologiche ed informatiche, valutando e stimando i tempi ed i costi di realizzazione, gestendo in prima persona il budget.

In fase di elaborazione del progetto rappresenta il punto di contatto tra l'area design e produzione e quella business e marketing.

Identifica le risorse necessarie, organizza il team di lavoro e controlla operativamente lo stato di avanzamento dei lavori, assumendo il ruolo di supervisore delle varie proposte e delle specifiche che vengono stilate per ogni progetto da parte dei collaboratori.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- strumenti necessari a costruire un progetto internet

- tecniche di marketing e comunicazione on e off line

- sviluppo di servizi Web e multicanale, sia nel campo tecnico che in quello della consulenza

- strategie di programmazione e controllo dei tempi delle attività e delle risorse finanziarie

destinate ad un progetto.

Caratteristiche professionali

- operatività in ambito interdisciplinare

- capacità di coordinamento gestione di un gruppo di lavoro multisettoriale

- spiccata attitudine ai rapporti interpersonali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Laurea in discipline economiche o scientifiche accompagnato da un Master (MBA) o da un corso di formazione altamente specializzato in tecniche di project management.

Generalmente chi svolge questo tipo di attività ha alle spalle una solida esperienza come Responsabile di Produzione.

La massima qualifica in ambito formativo è la certificazione PMP, rilasciata dal Project Management Institute che ha sede negli States e che viene concessa ai più esperti professionisti del settore.

Institute che ha sede negli States e che viene concessa ai più esperti professionisti del settore.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: Quadro - Dirigente

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 77.500 Euro

Libero professionista

Compenso medio su base giornaliera: 900 -1.000 Euro

 

Area Conduzione e Gestione

4.3.17 Channel Manager- Responsabile di canale

Definizione

Responsabile dell’organizzazione e gestione dell’informazione di un determinato canale.

Profilo

Figura che opera prevalentemente all'interno dei portali.

Pianifica la produzione degli articoli, definisce stile e caratteristiche delle notizie, coordina la redazione per quanto attiene la produzione informativa settimanale e le inziative speciali. Tra i suoi compiti: monitorare il comportamento della concorrenza, creare e sviluppare una rete di relazioni con soggetti legati ai temi della redazione di appartenenza, identificare potenziali partner con i quali definire anche eventuali accordi e stipulare dei contratti ed, inoltre, ideare modalità di comunicazione tendenti ad aumentare l'audience del proprio canale.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- lingua italiana

- lingua inglese e possibilmente altre lingue

- tecniche di giornalismo online

- tecniche di sviluppo dei contenuti testuali di un sito

- tecniche di marketing e comunicazione online

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- questioni normative inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto dell’informazione

Caratteristiche professionali

- capacità di coordinamento gestione di un gruppo di lavoro

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Laurea in Scienze della Comunicazione o, in generale, in materie umanistiche e letterarie e, preferibilmente, accompagnata da un Master o una specializzazione in giornalismo e/o comunicazione.

Generalmente il ruolo di responsabile di canale rappresenta l’evoluzione del percorso professionale di un Redattore web e l’esperienza in questo ambito costituisce elemento preferenziale di selezione per le aziende interssate a questo tipo di profilo.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 20.600 - 33.600 Euro

 

4.3.18 Community Manager- Responsabile di comunità

Definizione

Responsabile della gestione e del coordinamento di una comunità online.

Profilo

Opera a diretto contatto con il pubblico di un sito.

Il suo ruolo è quello di aggregare gli utenti e stimolarli a partecipare attivamente alla dicussione ed approfondimento di determinate tematiche "mantenendo viva" la comunità online.

Le azioni e le tecniche di animazione interattiva che consentono di raccogliere l'interesse degli iscritti vengono svolte attraverso chat, video chat, mailing list, forum, ecc.

E' indispensabile, quindi, per il responsabile di comunità possedere ottime e specifiche competenze su determinati settori e argomenti.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- tecniche di comunicazione e P.R. on-line

- sistemi di costumer care service

- psicologia e sociologia applicata ad internet

- questioni normative inerenti il diritto informatico ed in particolare la privacy

Caratteristiche professionali

- elevata comunicazione interpersonale

- ottima dialettica

- tenacia e costanza

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- fantasia e creatività

- spiccata intuitività

Formazione professionale

Indispensabile una cultura a livello universitario accompaganata da una comprovata ed approfondita conoscenza su uno o più specifici argomenti, dicipline o materie.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 28.500 Euro

 

4.3.19 Content editor- Redattore web-

Definizione

Responsabile della redazione di contenuti testuali per il web.

Profilo

E’ la figura essenziale nella realizzazione di un contenuto ipertestuale. Opera in diversi ambienti: giornalistici, commerciali, editoriali, ecc.

Il suo compito è quello di redigere ed aggiornare i contenuti testuali adattandosi ai diversi stili ed obiettivi di comunicazione richiesti dalla natura stessa del sito.

Elabora titoli e didascalie per le immagini ed il sommario del sito. Provvede all’acquisizione, sistematizzazione, aggiornamento e modalità di fruibilità dei contenuti testuali in base alla struttura di navigazione del sito.

Seleziona e riadatta gli articoli e le news individuate su internet o pervenute dalle agenzie stampa o da terzi autori.

Progetta, organizza ed implementa il contenuto per le rubriche.

Provvede ad individuare, recensire i link dei siti più interessanti da segnalare ai lettori.

Si occupa della realizzazione di newsletter o mailing list destinate a fidelizzare il rapporto con i visitatori del sito.

Competenze professionali di base

- lingua italiana

- lingua inglese e possibilmente altre lingue

- tecniche di giornalismo online

- programmi di word processing

- nozioni fondamentali del linguaggio html

- tecniche di sviluppo dei contenuti testuali di un sito

- tecniche di marketing e comunicazione online

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- questioni normative inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto dell’informazione

Competenze specifiche

Nell’ambito di questo settore si distinguono alcune professionalità precise:

• Redattore tecnico - Technical writer

E’ la figura professionale che si occupa di redigere in un linguaggio comprensibile e divulgativo articoli informativi e testi tecnici destinati agli utenti finali come supporto ad un prodotto o servizio web (es. le faq tecniche di un sito, ecc.).

Si occupa, inoltre, della scelta delle illustrazioni che dovranno accompagnare la descrizione delle varie fasi di utilizzo del prodotto e/o servizio.

Ha una formazione, prevalentemente, tecnica e tecnologica oltre ad un’ottima conoscenza della lingua italiana e di quella inglese.

Caratteristiche professionali

- capacità di scrittura e sintesi

- creatività e fantasia

- acuto spirito di osservazione

- interesse alla ricerca di nuovi linguaggi e forme di comunicazione

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Laurea in Scienze della Comunicazione o, in generale, in materie umanistiche e letterarie e, preferibilmente, accompagnata da un Master o una specializzazione in giornalismo e/o comunicazione.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 2° livello - 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 28.500 Euro

Libero professionista

25,7 - 103 Euro a cartella (30 righe per 60 battute)

 

4.3.20 Dataminer- Archivista web

Definizione

Responsabile della ricerca e classificazione di notizie e materiale informativo presente sul web.

Profilo

Si occupa di ricercare su internet: testi, dati, informazioni, immagini e suoni.

Le fonti delle sue ricerche sono le più svariate: newsgroup, siti web, chat, newsletter, ecc.

E’ in grado di accertare l'autenticità delle varie fonti in modo da selezionare e filtrare l'immensa quantità di informazioni disponibili in rete.

Ultimamente questa figura professionale viene richiesta dalle aziende con lo scopo e l’obiettivo di individuare i siti internet della concorrenza e le relative strategie di comunicazione telematica.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- tecniche di ricerca su Internet

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- programmi per la gestione dei data base

- lingua inglese (perferibilmente anche altre lingue straniere)

Competenze specifiche

Nell’ambito di questo settore si distinguono alcune professionalità precise:

Infobroker

Generalmente opera come free-lance. Specializzato in uno o più argomenti e tematiche si occupa di ricercare informazioni attraverso internet inerenti campi, settori e discipline specifiche sulle quali possiede una comprovata ed approfondita conoscenza.

Le notizie raccolte vengono inoltrate al cliente nella forma più opportuna: rapporti accompagnati da grafici, riassunti, eventuali traduzioni, ecc.

Web surfer

Opera nei portali e si occupa di selezionare ed individuare siti web inerenti determinati argomenti o settori.

Caratteristiche professionali

- capacità di giudizio ed analisi

- capacità di organizzazione del lavoro

- acuto spirito di osservazione

- tenacia e costanza

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spiccata intuitività

- capacità di sintesi

Formazione professionale

Non sono necessari titoli di studi specifici ma è indispensabile un ottimo livello di cultura generale e la necessaria competenza nell’utilizzo di programmi database e dei software per la navigazione e la ricerca dei dati su Internet.

Deve possedere una buona conoscenza delle lingua inglese e, possibilmente di altre lingue straniere.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 2° livello - 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 23.200 Euro

Libero professionista

I compensi per le prestazioni sono determinati dal tipo e dal valore di mercato delle informazioni che devono essere individuate in rete.

Ad esempio, in caso di ricerche standard di natura commerciale e aziendale, i prezzi, per ogni sito segnalato, possono variare da 5,20 a 31 Euro.

 

4.3.21 Operatore di web call center

Definizione

Risponde, via internet, su tutte le problematiche, le informazioni e le richieste di clienti acquisiti e/o potenziali.

Profilo

E' il primo front line verso il navigatore.

Il servizio viene generalmente attivato nei siti di e-commerce al fine di consentire all’utente di ottenere in tempo reale informazioni su prodotti e/o servizi a cui è potenzialmente interessato.

L’operatore deve essere grado di fornire informazioni e consigli che facilitino le scelte d'acquisto dell'utente, offrendo eventuali allegati di approfondimento sui prodotti/servizi offerti e consigli utili alla navigazione del sito.

L’operatore di web call center ha il compito di acquisire e fidelizzare i clienti attraverso diversi sistemi e-mail, chat privata, servizi vocali, messaggeria (one to one) oppure newsgroup e forum (many to many).

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- sistemi di navigazione internet

- servizi e supporti e-commerce

- tecniche di marketing e comunicazione

- sistemi di pagamento online

Competenze specifiche

Nell’ambito di questo settore si distinguono alcune professionalità precise:

• Operatore Internet Help desk

Si occupa della fornitura di assistenza, prevalentemente tecnica, agli utenti quali i clienti di una

azienda. Gli ambiti di operatività possono essere diversi: servizi internet, telefonici, software, hardware. Presta il suo supporto alla clientela, via internet ed è richiesta la disponibilità per attività gestite con turni per sette giorni lavorativi a settimana. Possiede approfondite conoscenze sugli aspetti tecnici del servizio di fornitura di assistenza online di cui è responsabile.

Caratteristiche professionali

- dialettica fluente

- ottima conoscenza della lingua italiana

- capacità di esposizione e sintesi..

- accentuata capacità comunicativa

- spiccata attitudine ai rapporti interpersonali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

Formazione professionale

Non sono necessari titoli di studi specifici, ma è indispensabile un ottimo livello di cultura generale e la necessaria competenza nell’utilizzo di di Internet, dei programmi database e dei software operativi prevalentemente utilizzati nel settore CRM.

Deve, inoltre, possedere una buona conoscenza delle lingua inglese.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 2° livello - 1° livello

Retribuzione media annuale lorda: 18.000 - 25.800 Euro

 

4.3.22 Webmaster

Definizione

Con questo termine di identifica il responsabile della gestione tecnica del sito web.

E’ necessario, comunque, tenere presente che secondo l’associazione internazionale IWA (http://www.iwa-italy.org) il webmaster non corrisponde ad una figura professionale bensì ad un raggruppamento di figure professionali che operano in ambito web.

Profilo

E' la figura professionale che deve occuparsi quotidianamente di tutte le problematiche attinenti la gestione tecnica di un sito e del relativo server.

Cura gli aspetti tecnologici, gestisce i team di specialisti. Si occupa dell'architettura tecnologica, del backup, del supporto agli utenti, stabilisce gli strumenti per la redazione del web, verifica che le informazioni sul sito siano aggiornate.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- sistemi operativi (Unix/linux, Windows NT/2000, ecc.)

- sviluppo applicativo e gestione di progetti in ambiente Web

- HTML standard e linguaggi Internet (es: ASP, Javascript, Java applet, cgi-bin, vb script, perl, php3, ms sql, mysql)

- problematiche di networking

- protocolli di comunicazione

- sicurezza dei sistemi

- installazione e gestione dei servizi Internet

- soluzioni e sistemi di navigazione

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- capacità di organizzazione del lavoro

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Diploma ad indirizzo tecnico e/o laurea in discipline informatiche.

Importante la partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.

L’esperienza diretta nel settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da parte delle aziende.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 38.700 Euro

 

4.3.23 Web site Manager- Responsabile di sito web

Definizione

Responsabile dell’organizzazione e del funzionamento di un sito web.

Profilo

Si occupa dell’organizzazione e gestione delle attività professionali necessarie al mantenimento di un sito web.

Coordina il team dei collaboratori, provvede ad organizzare le attività di lavoro.

Seleziona il personale e presta particolare attenzione all’aspetto del costumer care service.

Analizza e controlla quotidianamente i dati relativi al traffico del sito e progetta azioni di marketing in linea con le direttive dellInternet CEO al quale risponde direttamente.

Rappresenta l’azienda in occasione di convegni, manifestazioni e fiere di settore.

E’ il punto di riferimento per la stampa ed il mondo dell’informazione e svolge le necessarie attività di P.R.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- internet e dei sistemi e tecniche di navigazione web

- tecnologie web

- tecniche di marketing, comunicazione e P.R. on e off line

- sistemi di costumer care service

- questioni normative inerenti il diritto informatico, lavoro telematico e contrattualistica

Caratteristiche professionali

- operatività in ambito interdisciplinare

- capacità di coordinamento gestione di un gruppo di lavoro multisettoriale

- spiccata attitudine ai rapporti interpersonali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- spirito d’iniziativa

Formazione professionale

Preferibile una laurea in discipline economiche o umanistiche. Necessario un background tecnologico di una certa consistenza ottenibile attraverso corsi di formazione professionale ad hoc. Questa attività rappresenta l’evoluzione professionale per profili in possesso di una consolidata esperienza e provenienti dal settore della conduzione e gestione, in particolare dell’area product management.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 38.700 Euro

AAAAA

A

Area System, Networking e Security Administration

4.3.24 Network Administrator- Amministratore di rete

Definizione

Responsabile della progettazione, configurazione, ottimizzazione e gestione di reti LAN, WAN e del network internet.

Profilo

Conosce a fondo i sistemi e le problematiche connesse alle telecomunicazioni, ovvero i protocolli, i dispositivi di comunicazione, le architetture tipiche dei sistemi informativi.

Analizza i problemi che possono creare disturbi al corretto funzionamento della rete, difende il sistema da accessi indesiderati, si occupa di prevenire eventuali blackout e cura gli aspetti fondamentali inerenti la sicurezza delle comunicazioni.

E’ quindi il diretto responsabile delle problematiche e degli aspetti connessi al networking ed alla sicurezza, compito molto delicato visto che, spesso, si occupa di organizzare la raccolta di eventuali transizioni economico-finanziarie oltre che delle banche dati contenenti dati sensibili.

Competenze professionali di base

- protocolli di comunicazione

- funzionalita' di routing

- sistemi operativi (Unix/linux, Windows NT/2000, ecc.)

- problematiche di networking

- sicurezza delle comunicazioni

- linguaggi di programmazione

Competenze specifiche

• Specialista di architettura di rete internet-oriented -Internetworking specialist

Si occupa, in maniera specifica, della progettazione, gestione e manutenzione delle reti internet/intranet.

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- capacità di organizzazione del lavoro

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Diploma ad indirizzo tecnico e/o laurea in discipline informatiche. Importante la partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.

L’esperienza diretta nel settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da parte delle aziende.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 38.700 Euro

Libero professionista

Compenso medio su base giornaliera: 570 -725 Euro

 

4.3.25 System Administrator-  Amministratore di sistema

Definizione

Responsabile del funzionamento e delle prestazioni di server e applicativi.

Profilo

Si occupa dell’installazione, manutenzione, gestione ed ottimizzazione dei server, dell’hardware e del software.

Risolve i problemi e adegua alle diverse necessità la tecnologia informatica dell'azienda.

Questa figura professionale, viene spesso confusa con quella del programmatore, attività che in realtà svolge occasionalmente ma che conosce perfettamente ed è in grado di amministrare grazie anche alle elevate conoscenze dell'hardware ovvero della macchina e delle principali applicazioni che su di essa sono state adottate.

Tra le sue responsabilità quelle di intervenire in caso di problemi al sistema adottando le decisioni più opportune, fornire consulenza ai programmatori che sviluppano software per le macchine del sistema ed occuparsi, in molti casi, dell'intera gestione dell'architettura del sistema anche dal punto di vista dei collegamenti con periferiche e computer .

Si occupa della sicurezza del sistema implementando le opportune procedure di disaster recovery.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di:

- sistemi operativi (Unix/linux, Windows NT/2000, ecc.)

- soluzioni hardware

- sviluppo applicativo e gestione di progetti in ambiente Web

- problematiche di networking

- protocolli di comunicazione

- sicurezza dei sistemi

- installazione e gestione dei servizi Internet

- linguaggi di programmazione

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- capacità di organizzazione del lavoro

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Diploma ad indirizzo tecnico e/o laurea in discipline informatiche.

Consigliabile la partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.

L’esperienza diretta nel settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da parte delle aziende.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 25.800 - 41.300 Euro

Libero professionista

Compenso medio su base giornaliera: 465 -620 Euro

 

4.3.26 Security Manager- Esperto in security

Definizione

Responsabile della gestione delle problematiche di sicurezza (fisica e logica) legate al sito, alla rete e all'e-commerce.

Profilo

Il suo compito è quello di implementare, applicare ed aggiornare in una rete aziendale le opportune misure di sicurezza da attacchi di pirateria informatica e di virus che possono creare danni e problemi enormi.

Collabora alla stesura e al controllo della corretta implementazione delle politiche di sicurezza sia interne che esterne.

Esegue audit periodici sulla bontà delle soluzioni di sicurezza adottate su sistemi, applicativi e sulla rete, individuando i bug e difetti nelle varie applicazioni web, le più pericolose in caso di attacco da internet.

Controlla le fonti d'informazione accreditate riguardo alle notizie di nuove vulnerabilità dei sistemi, applicativi e rete.

Analizza il log dei sistemi, applicativi e apparati di rete relativamente alle possibili violazioni della sicurezza.

Controlla la correttezza e regolarità di utilizzo delle password di accesso da parte degli utenti.

Si occupa, quindi, di redigere il piano di sicurezza in considerazione sia degli eventuali danni tecnologici che aziendali ovvero definisce, dopo una dettagliata analisi di tutti i rischi, quali misure adottare per prevenire ed eventualmente fare fronte ai problemi derivanti da un black out del sistema.

Competenze professionali di base

Ottime conoscenze di

- sistemi operativi(unix/linux, win NT/2000 server)

- protocolli di comunicazione

- problematiche di networking

- sicurezza delle comunicazioni

- installazione e gestione dei servizi Internet

- linguaggi di programmazione

Competenze specifiche

Hacker

Rivalutazione al 100% di questa figura leggendaria della rete il cui nome adesso è associato ad un’attività di altissimo livello professionale: l'hacker infatti ha un suo ruolo specifico all'interno delle realtà aziendali occupandosi di testare la security dei sistemi mediante security probe ovvero attacchi autorizzati dall'azienda cliente.

Caratteristiche professionali

- capacità di individuazione e rapida soluzione dei problemi

- capacità di organizzazione del lavoro

- attitudine ai rapporti interpersonali

- spirito d’iniziativa

- propensione alla formazione continua ed all’aggiornamento professionale

Formazione professionale

Diploma ad indirizzo tecnico e/o laurea in discipline informatiche. L’esperienza di amministratore di reti o di sistema costituisce un requisito preferenziale per la scelta dei candidati da parte delle aziende.

Compensi

Dipendente

Inquadramento: 1° livello - Quadro

Retribuzione media annuale lorda: 23.200 - 46.500 Euro

Libero professionista

Compenso medio su base giornaliera: 775 - 1.240 Euro

AAAAA

Professioni internet oriented

4.3.27 Chief Executive Officier- Internet CEO

Definizione

Amministratore delegato di una Net Company.

Profilo

L’internet CEO rappresenta la figura professionale più importante all’interno di una net company.

Praticamente è il Capo. E come tale ha a suo carico oneri e onori. Il suo compito fondamentale è quello di identificare le risorse finanziare, definire i budget e coordinare uno staff il cui funzionamento è fondamentale per il successo dell’azienda.

Si occupa, inltre dei programmi di comunicazione interna, dello sviluppo delle vendite e del sito oltre che a delineare l’indirizzo delle azioni di marketing e di comunicazione.

E’ nominato e risponde direttamente alla comunità degli investitori e/o alla proprietà dell’azienda.

Rispetto ai modelli di comportamento aziendale della old economy, l’Internet CEO deve possedere una mentalità elastica ed aperta ai continui cambiamenti di rotta, ovvero di strategia aziendale che vengono imposti dai ritmi frenetici della new economy.

Compensi

E’ un profilo, generalmente, inquadrato con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o come dipendente con qualifica di dirigente.

AAAAA

 

 

 

4.3.28 Direttore amm.ne, finanza e controllo CFO-Chief Financial Officier

Definizione

E’ il responsabile della gestione aziendale di una dot.com.

Profilo

Si occupa della gestione dei flussi di costi e ricavi e della redazione di un valido business plan da presentare agli azionisti oltre che delle operazioni straordinarie inerenti la raccolta di capitali.

La necessità di un diverso approccio nei confronti di attività come l’investimento di capitale e i tassi di ritorno rispetto ai tradizionali settori dell’economia richiedono al CFO internet oriented particolari competenze nei modelli di business e nell’impiego delle tecnologie internet al fine di contribuire alle azioni di creazione di valore ed alla crescita aziendale.

Compensi

E’ un profilo, generalmente, inquadrato con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o come dipendente con qualifica di dirigente.

AAAAA

 

4.3.29 Consulente in diritto informatico

Definizione

Consulente legale in materie giuridiche legate all’informatica ed alla telematica.

Profilo

Utilizza strumenti informatici a 360 gradi. Fornisce servizi legali inerenti il settore telematico ed informatico: si occupa di contratti di licenza, diritto d’autore, consulenze di e-commerce, sicurezza informatica telematica, marchi e domain names, ovvero di tutti i problemi giuridici collegati ad internet.

Retribuzione

E’ un libero professionista; pertanto per le sue consulenze applica le tariffe professionali stabilite dall’Ordine degli Avvocati.

 

4.3.30 Docente ed esperto in formazione

Definizione

Si occupa di formazione nell’ambito delle nuove tecnologie.

Profilo

Figura professionale che provvede a formare gli utenti all'utilizzo di Internet nei suoi diversi aspetti,

servizi e livelli.

Ha un’ottima preparazione tecnica associata alle caratteristiche professionali del formatore.

E’ una figura fondamentale sia per l'alfabetizzazione telematica che per la formazione continua specifica, necessaria a chi opera professionalmente con internet .

L’attività di formazione viene svolta nelle diverse aree di specializzazione previste dai diversi settori (marketing, tecnico, ecc.); di conseguenza; chi svolge questo tipo di professione, è in possesso di approfondite conoscenze delle diverse discipline unite ad ottime capacità di insegnamento ed utilizzo delle metodologie di apprendimento e formazione.

Competenze specifiche

• Formatore a distanza -E-learnigtutor

Nel mondo della formazione rappresenta uno dei profili più ricercati.

Attraverso gli strumenti telematici ed informatici si occupa di fornire attività di formazione nei

confronti di uno o più soggetti.

Oltre, quindi, alle conoscenze relative alle materie oggetto della formazione, questa figura deve possedere una padronanza assoluta dei mezzi telematici ed informatici ed un’adeguata preparazione circa le tecniche professionali di formazione a distanza.

• Responsabile della formazione -Education Manager

E’ il responsabile dei processi di formazione ed aggiornamento professionale nell'ambito aziendale.

Si occupa di progettare ed impostare percorsi di formazione ad hoc in grado di fare fronte alle complesse esigenze formative espresse dalle aziende. Deve occuparsi di selezionare i docenti per i corsi di formazione, individuare i materiali di supporto al training, organizzare logisticamente gli eventi formativi oltre ad analizzare i bisogni informativi dei clienti e monitorare le richieste di formazione del mercato.

• Specialista di supporto tecnico -Technical supporter

E' il punto di contatto tra le aziende ed i clienti, infatti ha il compito di recepire le problematiche e necessità informatiche di un cliente in modo da potere proporre soluzioni hardware e software opportune, di supportarlo sia telefonicamente che direttamente in azienda, aiutandolo a risolvere tutti i problemi operativi che dovessero presentarsi anche attraverso corsi di formazione ad hoc e supporti didattici.

Retribuzione

Generalmente opera come libero professionista. I compensi, in media, partono da un minimo di 465 Euro a giornata di docenza fino ad un massimo di 850 per i profili più qualificati.

 

4.3.31 Esperto in e-banking

Definizione

Responsabile del settore e-banking di un istituto bancario.

Profilo

E’ la figura di riferimento del settore online del sistema bancario. Il suo compito è quello digestire, sviluppare e coordinare le iniziative di e-banking.

Progetta quindi i nuovi servizi e ne verifica la fattibilità operativa e verifica l’ottimizazzione dei costi in termini di redditività. Interagisce con il responsabile del Centro Elaborazione Dati. E’ il punto di riferimento per la clientela circa l’utilizzo del software home-bangking e l’interfacciamento degli applicativi per i sistemi di pagamento con carta di credito per i siti e-commerce.

Si occupa, inoltre, delle problematiche inerenti il marketing, la promozione ed il costumer care service del settore.

Retribuzione

E’ un dipendente bancario pertanto l’inquadramento e la retribuzione vengono stabiliti sulla base del relativo contratto di lavoro del settore.

 

4.3.32 Fotografo digitale

Definizione

Si occupa delle realizzazioni fotografiche in formato digitale.

Profilo

Opera in diversi ambiti del web, da quello pubblicitario a quello editoriale, fornendo e realizzando materiale fotografico in formato digitale da pubblicare online e/o trasmettere in rete in tempo reale. E’ necessario avere specifiche competenze sulle tecniche fotografiche. Indispensabili ottime conoscenze sulle tecnologie di internet e sulle tecniche di lavoro di ritocco e manipolazione dell'immagine.

Compensi

Svolge la sua attività come libero professionista e quindi applica le tariffe previste dalla categoria professionale dei Fotografi.

 

4.3.33 Sound editor- Esperto realizzazioni sonore

Definizione

Si occupa delle realizzazioni sonore in ambito web.

Profilo

Si avvicina a questo tipo di professione chi ha alle spalle una formazione culturale di tipo artistico-musicale (conservatori e scuole di specializzazione in musica) unita ad un’ottima conoscenza e formazione circa gli strumenti e gli applicativi hardware e software necessari per l’elaborazione dei prodotti musicali digitali.

Prevalentemente il compito di questo profilo è quello di selezionare ed adattare tecnicamente i testi musicali alla diffusione sui mezzi telematici. Si occupa, cioè, di mixare ed editare i suoni per le registrazioni di musica commerciale. Spesso, però, l’esperto di realizzazioni sonore, compone

autonomamente interventi, sottofondi e sigle musicali originali.

Ha un’ottima conoscenza degli applicativi e del software di digitalizzazione musicale tecnologie e delle soluzioni web e dei tools sonori di interfaccia web.

Compensi

Opera come freelance pertanto i compensi vengono definiti sulla base del progetto musicale da realizzare. A titolo di esempio, un sottofondo musicale per la home page (generalmente a comando Flash) di un sito web ha dei costi medi che variano dai 75 Euro ad oltre i 520 Euro; il prezzo è

determinato da diverse variabili: durata del brano, qualità del suono e, naturalmente livello di creatività del compositore.

 

4.3.34 Traduttore online

Definizione

Si occupa della traduzione in italiano di contenuti testuali telematici in lingua straniera o viceversa.

Profilo

E’ una di quelle figure professionali che ha trovato attraverso la rete un ottimo terreno per incrementare le opportunità di lavoro.

Requisito essenziale per un buon traduttore internet oriented, oltre ovviamente l'ottima conoscenza di una o più lingue straniere, è la capacità di tradurre un testo adattandolo dal punto di vista stilistico e  della forma al contesto in cui verrà pubblicato e/o diffuso.

In genere l’attività viene svolta per telelavoro e i tempi di consegna delle traduzioni non superano le 24 ore.

Indispensabili ottime conoscenze della rete e dell'uso degli editor di testo.

Retribuzioni

Svolge l’attività, generalmente, come freelance.

Il costo medio di una traduzione online è di 13-20 Euro a cartella (1500 caratteri).

Per le traduzioni tecniche, giuridiche e scientifiche è previsto un supplemento del 25-35%.

AAAAA

 

 

 

 

 

 

 

2.1 Introduzione all’ICT

 

Il mercato del lavoro collegato all’ICT, alla Comunicazione e alla Net Economy è dato dalla somma di più segmenti, riconducibili a:

E’ in questo perimetro d’azione che si svolgerà l’analisi di tale mercato

Figura 9 - Occupazione ICT in Italia per settore, 1999 e 2000 (migliaia di addetti)

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

Dato questo perimetro di azione si può stimare che nel 2000 in Italia gli addetti di questo macro-settore fossero circa 1.395.000 così suddivisi (figura 9):

Rispetto al 1999 si può stimare che l’occupazione nella Net Economy sia cresciuta del 2%. Di un saldo sostanzialmente immutato per quanto riguarda l’industria ICT e il mondo dei media unito ad uno sviluppo dell’occupazione nelle “new companies” e ad una  sostanziale stabilità nel numero di addetti impiegati dalle aziende utenti nei dipartimenti IT e TLC2

 

IL…”DOT”…della SITUAZIONE

Internet e la Net Economy sono una realtà fortemente dinamica e in continua espansione sia in termini di diffusione (numero di soggetti che utilizzano servizi e applicazioni innovative) che di articolazione delle “forme” nelle quali si manifestano: eMail, commercio elettronico, Pubblica Amministrazione online, eLearning, convergenza digitale ecc. solo per citarne alcune.

La diffusione di questi servizi e applicazioni all’interno della società (la pervasività è appunto una delle caratteristiche chiave della Net Economy) produce una serie di effetti sul contesto economico di riferimento legati a:

 

Queste evoluzioni si traducono sia in una crescita dell’occupazione ICT e delle professioni “Internet related”, sia in una riconfigurazione della domanda di competenze professionali espressa dalle aziende, ICT e non, alla luce dei cambiamenti indotti dallo sviluppo della Net Economy.

Cercherò in questo capitolo quindi di analizzare come evolve l’occupazione legata alla nuova economia digitale e online. Per fare ciò ho seguito un percorso articolato su più piani.

Lo stato attuale del mercato del lavoro che ruota (direttamente e indirettamente) attorno a Internet è stato ottenuto a partire dall’aggiornamento delle informazioni disponibili da rilevazioni sullo stesso tema effettuate nel corso del 2000/2001 su fonti Federcomin, Assinformin, Unioncamere, Netconsulting e da altre informazioni disponibili sull’argomento.

Al fine di proiettare nel futuro le prospettive di questo mercato sono state inoltre analizzate le prospettive di sviluppo dei diversi mercati che compongono la “Net Economy” e le prospettive di adozione, da parte delle aziende utenti, delle applicazioni, dei servizi e delle tecnologie che richiedono un contributo professionale “Internet related”.

Punto di partenza per lo studio dell’occupazione legata, direttamente o indirettamente, alla Net Economy è l’analisi dell’andamento di questo mercato e delle prospettive di sviluppo a breve-medio termine.

A questo riguardo, è opportuno sottolineare che le prospettive di sviluppo molto positive per alcuni mercati non sempre si riflettono in maniera proporzionale sugli organici degli operatori del settore e, soprattutto, sulle dinamiche occupazionali viste nel loro complesso. Un impatto maggiore è previsto invece sulla componente “qualitativa” dell’occupazione (profili, skills ecc..), attraverso un cambiamento nel mix di competenze richieste.

 

La situazione a livello internazionale ed europeo

 

L’Europa, in particolare alcuni dei principali Paesi, si sta impegnando per sviluppare la crescita delle risorse già occupate e di quelle in cerca di occupazione, attraverso piani programmatici di medio e lungo periodo.

Gli Stati Uniti, dopo un periodo di forte espansione legata all’espansione di Internet, stanno attraversando una fase di ridimensionamento che, tuttavia, non sembra aver influenzato negativamente i trend occupazionali nel settore ICT. L’occupazione ICT infatti è infatti continuata a crescere più velocemente di ogni altro settore economico, almeno per tutto il 2000 e i primi mesi del 2001.

In tutti i casi, il vero fattore di spinta, o comunque l’elemento di forte cambiamento , è rappresentato dalla diffusione di Internet e dallo sviluppo di modelli aziendali basati sull’ e-business, che hanno comportato una richiesta di nuove risorse e professionalità cui il mercato dell’offerta ha cercato di rispondere non senza qualche difficoltà.

Difficoltà che si concretizza attraverso il fenomeno dello Skill Shortage (vedi capitolo 3), che in Europa conta bel 1 milione e 200 mila persone.

Non è quindi un caso che, nelle politiche di gestione delle risorse, le maggiori sfide siano volte alla ricerca e al trattenimento delle risorse con competenze e skill strategiche, soprattutto laddove la competitività è più forte4.

 

Gli Stati uniti dopo l’11 settembre

 

PAESI OCSE

Il peso dell’occupazione del settore ICT sul totale dell’occupazione è in costante crescita. Se si considerano anche solo i dati relativi al 19975 si può rilevare come tale incidenza sia già pari al 3,6%. Le maggiore punte si hanno in Svezia e Svizzera (oltre il 6%), con quote significative anche per il Regno Unito (4,8%), il Canada (4,6%), e la Francia (4%). L’Italia si attestava intorno al 3,5%; gli Stati Uniti al 3,9% (FIG. 7 libro).

Sul totale degli occupati ICT, i Paesi del G7 incidono per una percentuale superiore all’80%.6

Il contributo del settore ICT in termini di valore aggiunto differisce sensibilmente da Paese a Paese

 

EUROPA

Summit di Lisbona

Nel summit di Lisbona della Unione Europea, in occasione del lancio del progetto E-europe, nell’ambito della promozione e lo sviluppo della Società dell’Informazione, sono state individuate alcune emergenze su cui l’Europa sta concentrando i suoi sforzi:

1. la necessità dell’individuazione di figure professionali coerenti con le esigenze immediate e future del sistema economico;

2. la definizione dei percorsi formativi necessari per costruire le competenze dei professionisti richiesti dal sistema nazionale;

3. la formazione dei formatori.

E’ essenziale, quindi, individuare, in primis, una definizione di standard delle figure professionali che caratterizzano l’intera net economy, al fine di individuarne le aree tecnologiche di appartenenza e, di conseguenza, i relativi percorsi formativi, necessari e compatibili con le reali esigenze delle imprese italiane, tenedo conto delle diverse identità territoriali.

A tutto questo, deve seguire, un programmato intervento pubblico e privato per lo sviluppo delle conoscenze dell’informatica e delle lingue straniere, necessarie per accelerare il percorso verso la società e l’economia dell’informazione.

Al momento attuale vi sono alcuni dati che risultano incoraggianti circa il successo delle iniziative prese in questa direzione: Il 90% dei diplomati universitari, entro tre mesi dal diploma, ottiene uno sbocco occupazionale.

Nel settore scolastico, in particolare quello dell’istruzione tecnica, soprattutto nel centro nord e grazie a collaborazioni attivate tra il mondo della scuola e le associazioni di categoria, si sono sperimentati con successo diversi processi di rinnovamento dei percorsi formativi per renderli più coerenti con l’attuale domanda di istruzione e per aiutare i giovani a collocarsi sul mercato del lavoro.

In questo esatto momento vi sono milioni di persone in tutto il mondo che sono a loro volta collegate con altre persone e computer per scambiare informazioni, opinioni e idee, una situazione che da sola ci consente di affermare che la Società dell’informazione, grazie ad internet, è già comunque una realtà concreta. Uno stimolo, quindi, per i protagonisti della formazione (enti, scuole, università, istituzioni, docenti ed operatori) ad attivare in tempi brevissimi un diverso e coerente modus operandi, corrispondente alle nuove richieste ed esigenze di una società sempre più tecnologica.

 

 

Diplomati e laureati

I dati statistici ci informano che nelle piccole e medie aziende dell’internet economy prevalgono gli occupati con diploma di scuola media superiore e che il dato si rovescia quando, invece, si prendono in esame le grandi imprese dove è numericamente superiore la presenza di laureati.

Le piccole e medie imprese sono, prevalentemente, orientate alla selezione di personale con una consolidata esperienza professionale, dimostrano cioè un interesse non preminente circa il livello formativo di base dei candidati mentre nelle grandi imprese è ritenuto elemento essenziale un’ottima cultura di base a livello universitario anche se non provvista di competenze specifiche professionali.

Le ragioni sono evidenti: all’interno delle grandi strutture le risorse investite per la formazione mirata all’acquisizione di competenze specifiche da parte del personale, rappresentano una costante nel processo di gestione e sviluppo dell’impresa stessa ed ecco, quindi, che la selezione dei dipendenti avviene, anche e soprattutto, in funzione dell’alto livello culturale di cui un laureato dovrebbe essere in possesso.

 

 

L’occupazione ICT in Italia

(ASSINFORM)

 

 

 

L’andamento dell’occupazione nelle aziende ICT

L’andamento dell’occupazione nel comparto “ICT” e “Media e Comunicazione” va disaggregata in una serie di componenti per poterne spiegare la dinamica. E’ un comparto che nel complesso occupava nel 2000 circa 800.000 addetti (tra occupati diretti e indiretti) con componenti molto diverse al suo interno come dimensione e crescita.

2.2.1 L’occupazione nelle aziende ICT

Il comparto ICT include gli addetti dei vendor tradizionali di informatica, dei fornitori di software e servizi e gli addetti del comparto delle telecomunicazioni.

In particolare, gli addetti degli IT vendors non crescono e se non avessero sviluppato anche una componente di servizio insieme alla vendita dei sistemi, la dinamica potrebbe essere più bassa. I fenomeni di consolidamento a livello internazionale di funzioni ‘trasversali’ come i call center , gli help desk e alcune funzioni dell’IT esercitano sicuramente una spinta verso il basso.

Crescono invece, e a un buon ritmo, gli addetti delle aziende che forniscono prevalentemente software e servizi. Crescita legata sia alla maggiore richiesta di progetti e alla maggiore complessità del processo di adozione delle nuove tecnologie, che alla diffusione del fenomeno dell’ insourcing di tutta o parte dell’IT di un cliente, quando non addirittura di interi processi di business. In entrambi i casi si rileva spesso un trasferimento di persone dal segmento utenti al segmento fornitori di ICT o la costituzione di un nuovo soggetto che e’ comunque un erogatore di servizi.

Il terzo segmento dell’ ICT, le Telecomunicazioni, ha goduto dell’effetto traino della liberalizzazione del mercato che ha portato alla nascita di nuovi operatori, ma ora attraversa una fase di assestamento. Ha manifestato una crescita di occupati di intensità pari a software e servizi, ma con una tendenza al rallentamento più marcata negli operatori di piccole dimensione e più nella telefonia fissa che nella mobile.

A breve-medio termine ci si può attendere che queste tendenze rimangano stabili, mantenendo piatto il profilo della crescita occupazionale del settore, all’interno del quale stanno peraltro emergendo fenomeni molto rilevanti di avvicendamento tra le figure professionali impiegate da IT vendor e telecom provider, sempre meno legate ai business tradizionali (grandi sistemi, servizi a basso valore aggiunto) e sempre più giovani e quindi formate sulle tecnologie emergenti.

Nella figura 10 sono riportate sinteticamente le principali dinamiche in atto nel mercato ICT, con una previsione dei riflessi sul trend occupazionale del settore nel suo complesso.

Figura 10 - Trend del settore ICT e dinamiche occupazionali

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

 

Figura 11 - Occupazione settore Media in Italia, 2000 (migliaia di addetti)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.3 L’andamento dell’occupazione nelle “new companies” in Italia

Fanno parte di questo segmento due gruppi principali di aziende: gli operatori dell’offerta di nuovi servizi e soluzioni ICT (ISP, ASP, IDC, Web Agency) e le “dot com” ovvero le nuove iniziative imprenditoriali nate per offrire servizi di commercio elettronico (le iniziative online delle aziende della “old economy” sono descritte nel successivo capitolo 2.4).

Figura 13 - Occupazione nelle “new companies” in Italia, 1999-2002 (migliaia di addetti)

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

In sintesi (figura 13), si può stimare che nel 2000 attorno alle “new companies” ruotavano complessivamente circa 16.000 occupati, destinati a crescere a 21.500 nel 2001 (+34%) e a 29.200 nel 2002 (+35%). A breve la crescita sarà trainata dagli operatori che offrono servizi ICT innovativi, mentre l’area delle “dot com” dovrebbe attraversare un periodo di generale ripensamento.

2.3.1 Gli operatori dell’offerta di servizi ICT innovativi

L’offerta di servizi legata a Internet (accesso, applicazioni, consulenza, outsourcing) ha vissuto nel corso del 2000 una crescita interessante che però solo in parte si è tradotto in uno sviluppo dell’occupazione.

Per quanto riguarda il mondo dei service provider il 2000 ha rappresentato un anno di sviluppo e consolidamento per i principali ISP cui però è corrisposto l’inizio di un processo di consolidamento tra gli ISP di minori dimensioni, destinato

a proseguire e intensificarsi tra il 2001 e il 2002.

Nel 2000 si sono inoltre concretizzati gli investimenti di alcuni importanti operatori nell’area degli Internet Data Center: per quanto questa tendenza non abbia creato occupazione addizionale nel corso dello stesso anno, si può ritenere che nel 2001 e nel 2002 l’impatto sarà positivo sia per i data Center sia per gli ISP che offrono questo servizio, dato lo sviluppo atteso nella domanda.

Meno significativo del previsto sembra invece l’impatto occupazionale derivante dagli Application Service Provider, il cui sviluppo come entità indipendenti rispetto alle software house e agli IT vendor sembra avvenire a tassi ridotti rispetto alle attese iniziali.

Per le cosiddette New Media Agency infine (Web Agency, Agenzie di Pubblicità Online e Centri New Media) il 2001 sarà ancora un anno di crescita sostenuta come del resto è avvenuto nel 2000, che ha rappresentato una vera e propria

esplosione della loro dinamica occupazionale. La crescita dell’occupazione in questo segmento è trainato dallo sviluppo delle Web Agency, ovvero società a metà strada tra la consulenza aziendale e l’implementazione di iniziative online, ed è destinato a rimanere sostenuta (anche se a tassi decrescenti) anche nel 2002 grazie alla domanda proveniente da un numero crescente di aziende e di enti della Pubblica Amministrazione che trasferiscono sul Web un numero crescente di applicazioni.

Nel complesso si può stimare (figura 13) che a fine 2000 gli addetti complessivi dei segmenti considerati in questa area della Net Economy fossero circa 11.500 e che questo numero sia destinato a crescere velocemente (soprattutto grazie allo sviluppo delle Web Agency e, dal 2002, di un numero significativo di ASP e Internet Data Center) raggiungendo quota 16.500 e 23.000 occupati al 2001 e 2002 rispettivamente.

Per quanto riguarda aspetti più qualitativi dell’occupazione in questo settore è utile rilevare come le principali modalità di reperimento delle figure professionali siano l’assunzione di personale già formato e l’assunzione di personale da formare, mentre praticamente assenti sono le partnership e la riconversione di personale interno.

I canali di recruitment più utilizzati sono senza dubbio il proprio sito Web, il reperimento di Curricula Vitae tramite Internet e i centri di formazione; meno utilizzati risultano essere le inserzioni su riviste e quotidiani e le società tradizionali di ricerca di personale.

Nelle aziende della New Economy la formazione del personale è svolta sia all’interno che all’esterno, ma in entrambi in casi con modalità ancora di tipo tradizionale.

Infatti è prevalente l’uso dell’aula tradizionale e dell’affiancamento rispetto a modalità di formazione più innovative come i cd-rom autodidattici e l’e-learning.

Nel complesso, il problema skill shortage, ovvero il gap tra domanda e offerta di figure professionali sul mercato del lavoro, è destinato a rimanere costante anche nel corso di quest’anno, sebbene il fenomeno abbia assunto una configurazione diversa rispetto al 2000, anno in cui le aspettative euforiche di crescita e il boom delle iniziative di business avevano fatto assumere contorni proccupanti.

Pertanto il riassesto dei mercati innovativi su binari di crescita coerenti con gli sviluppi aziendali, significativi ma non esponenziali come previsto in passato, ed il rafforzamento della struttura formativa privata e pubblica, che dovrebbe produrre i suoi effetti già in un arco temporale di medio termine, delineano un contesto in cui, a fronte di un saldo totale sostanzialmente costante, l’incontro domanda-offerta di figura qualificate dovrebbe avvenire secondo regole più equilibrate.

2.3.2 Le nuove iniziative (dot com) legate al commercio elettronico B2C e B2B

Per le aziende italiane attive nel commercio elettronico, il 2001 è da considerarsi anche in termini occupazionali un anno di sostanziale assestamento dopo la forte crescita registrata nel biennio 1999-2000 in cui gli occupati in questo settore sono passati da poco più di 1.000 nel 1999 a circa 4.500 nel 2000 (figura 13).

Nel 2001, infatti, il tasso di crescita dell’occupazione di questo segmento ha subito un rallentamento. E’ possibile stimare che a fine 2001 in Italia, l’occupazione nelle aziende dedite come attività esclusiva o prevalente al commercio elettronico, sia business-to-consumer che business-to-business, crescerà complessivamente di circa il 10% rispetto al 2000. Si passerà quindi da poco più di 4.500 unità impiegate nel 2000 a circa 5.000 unità a fine 2001. Questo trend è legato soprattutto alla partenza di alcune importanti iniziative in ambito B2B (mercat idigitali) più che all’area B2C, che in alcuni casi sta vivendo al contrario un momento di ripensamento.

Per il 2002 è prevista una ripresa del tasso di crescita che potrebbe assestarsi intorno al 25% consentendo quindi a questo segmento di raggiungere una dimensione di 6.250 addetti.

Nel biennio 1999-2000 sono cresciute in maniera esponenziale le nuove iniziative dedite al commercio elettronico soprattutto B2C. Ciò spiega la forte impennata nella relativa dinamica occupazionale. Mentre nel corso del 2001 il numero di nuove iniziative è stato minore rispetto a quelle nate nel 2000 e si sono verificati anche alcuni fallimenti o cessazioni di attività soprattutto nel segmento del B2C.

Diversamente il 2001 è stato un anno di forte sviluppo per le iniziative B2B che sono comunque numericamente meno significative di quelle focalizzate sul B2C.

Per il 2002 ci si attende soprattutto una crescita delle iniziative di maggior successo sia in termini di volume di affari che conseguentemente di occupazione.

Diversamente, nel settore degli Online Financial Services il forte trend di crescita 1999-2000 è continuato nel 2001 e probabilmente si estenderà anche al 2002.

Nella figura 14 sono stati riportate sinteticamente i principali trend occupazionali derivanti dalle evoluzioni in corso e previste per i mercati innovativi appena analizzati.

Figura 14 - Trend settori emergenti e new companies e dinamiche occupazionali

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

 

 

Nell’immediato futuro ci si può attendere che:

· Le aziende utenti tenderanno a non caricare eccessivamente le proprie strutture “gonfiando” le direzioni IT e TLC di addetti in più rispetto agli attuali

· Casomai si assisterà ad un “refresh” delle competenze, in linea con quello che sta avvenendo tra gli operatori ICT “puri”, investendo in competenze legate alle nuove tecnologie e disinvestendo nelle competenze più obsolete

· Crescerà invece e abbastanza velocemente il numero degli addetti che all’interno delle aziende si occuperanno di “business online” in senso lato (figura 16), seguendo la diffusione presso le aziende utenti: 1) dell’accesso a Internet, 2) dei siti web, 3) di applicazioni a valore aggiunto implementate su tali siti (sia verso l’interno che verso l’esterno dell’azienda)

· Le funzioni coinvolte dal “business online” crescono quindi all’interno dell’azienda: dal Marketing e Comunicazione (siti vetrina) si è passati nel 2000- 2001 alle vendite (eCommerce), si sta passando agli acquisti (eProcurement), si arriverà alle operations (eCRM, supply chain, logistica ecc.).

Il risultato di questi trend sarà visibile, in primo luogo, attraverso un notevole incremento del tempo dedicato dalle risorse esistenti ad attività “Internet related”.

Si tratta, dal punto di vista organizzativo, di una lenta ma progressiva ridefinizione dei ruoli e delle competenze, a volte opportunamente indirizzata, a volte più difficile da percepire.

Nella figura 17 sono riepilogate le principali dinamiche e i riflessi sulla parte occupazionale.

Figura 17 - Trend nella crescita di tecnologie Internet presso aziende utenti e dinamiche occupazionali

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

 

 

Figura 1 – Andamento occupazione ICT, Italia 1999-2002 (migliaia di addetti)

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

 

 

In termini quantitativi lo sviluppo previsto dell’occupazione (secondo il perimetro sopra definito, figura 1) è positivo: nel 2000 si può stimare che gli addetti collegati alla Net Economy in Italia fossero circa 1.395.000 ovvero il 2% in più del 1999 e che nel 2001 e nel 2002 si assiste ad una crescita rispettivamente del 3,1% e del 5,4% portando alla fine del periodo il numero degli occupati a oltre 1.516.000.

Questo andamento è il risultato di alcune tendenze, riconducibili a:

· Una sostanziale stabilità dell’occupazione nell’industria ICT che vede crescere soprattutto l’area dei servizi e delle soluzioni IT ma a fronte di un ridimensionamento delle aree di offerta più tradizionali (es: hardware)[2].

· Una crescita sostenuta delle “new companies”, cioè delle iniziative legate alla Net Economy. In questo contesto si fa rientrare la spinta positiva dei nuovi servizi a valore aggiunto (housing-hosting, ASP ecc..), nonché le attività di eCommerce. Nel complesso, il risultato avrebbe potuto essere anche più positivo se tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001 non fosse entrato (prematuramente) in crisi l’area del commercio elettronico B2C che ha rallentato l’espansione delle iniziative esistenti e la partenza di un numero significativo di nuove iniziative online

· Una sostanziale stabilità dell’area dei Media e della Comunicazione che è coinvolta nello sviluppo di progetti di editoria online ma che non è ancora stata investita dall’”onda Internet” nelle sue componenti televisione, radio e pubblicità

· Una crescita significativa delle competenze ICT presso gli utenti, legate alla diffusione di Internet come strumento di business e per l’operatività delle aziende, mentre si assiste ad un ridimensionamento graduale degli occupati nelle direzioni Sistemi Informativi e Telecomunicazioni, nelle quali cresce il ricorso a servizi e competenze esterne all’azienda.

Proprio quest’ultimo punto rappresenta un aspetto chiave dello sviluppo della Net Economy: sempre di più le funzioni aziendali in tutti i settori di attività saran-no influenzate dalla presenza di Internet e delle nuove soluzioni e applicazioni IT ad esso associate: di conseguenza le competenze legate a queste piattaforme e servizi diventeranno parte del bagaglio professionale di un numero crescente di figure aziendali e saranno incluse nelle job description di tutti i principali profili professionali che saranno ricercati sul mercato. Le università e tutti i principali organi formativi, pubblici e privati, si stanno quindi adeguando a questa richiesta, non solo rafforzando i corsi di formazione per figure tecniche legate a Internet, ma inserendo Internet come argomento di studio all’interno di tutte le principali materie, dalla finanza, al marketing, alla produzione, per formare una nuova categoria di manager, realmente “Internet oriented”.

1.1 L’evoluzione del mercato ICT (2000-2003)

1.1.1 Il mercato ICT

Nel 2000 il mercato italiano dell’Information & Communications Technology (ICT) ha confermato il trend di crescita a due cifre sperimentato nel recente passato, consolidando il superamento di “quota 100.000 miliardi” raggiungendo un valore di 111.474 miliardi di lire (+11,3%, figura 2).

La crescita è equamente divisa tra area IT e telecomunicazioni: in entrambi i casi infatti il tasso di sviluppo è molto simile, leggermente superiore per l’area IT

(+11,7%) rispetto alle telecomunicazioni (+11,1%). Grazie a queste performance, la spesa in sistemi, software e servizi IT è stimata per il 2000 in 37.935 miliardi, mentre quella in servizi, terminali, sistemi e reti di telecomunicazioni è stimata aver raggiunto i 73.539 miliardi. Se a questo valore si aggiungono anche i ricavi dei segmenti “installazione di reti pubbliche” e “cavi per telecomunicazioni” la spesa relativa all’area telecomunicazioni sale a 77.244 miliardi nel 2000.

 Figura 2 - Mercato italiano ICT 1999-2003 (miliardi di lire)

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

 

In prospettiva, la crescita del mercato ICT italiano dovrebbe continuare a tassi significativi anche nel triennio 2001-2003, pur con alcune importanti differenze.

In sintesi si dovrebbe assistere a due fenomeni di fondo:

1)      la continua crescita a doppia cifra del settore IT, spinto verso l’alto dallo sviluppo delle applicazioni ondine da parte di larghe fasce dell’utenza business italiana;

 2) un rallentamento del settore telecomunicazioni a    causa di un rallentamento del segmento “wireless” in termini di ricavi da servizi e di un allungamento dei tempi sui quali si distribuiranno gli investimenti in infrastrutture di rete UMTS.

Il risultato congiunto di queste tendenze è una crescita attesa per il totale mercato ICT dell’8,6% sia nel 2001 che nel 2002 cui dovrebbe seguire un’ulteriore accelerazione della spesa grazie a una ripresa dell’area telco nel 2003.

1.2.1 Il mercato dei servizi di Housing-Hosting

I servizi di Housing e Hosting rappresentano un elemento cruciale dello sviluppo dell’offerta e del posizionamento degli ISP e non solo nel nostro Paese. Ad essi si associa la comparsa di un numero crescente di operatori (ISP, carrier telco, operatori specializzati) che si sta attrezzando (o sta dichiarando l’intenzione di farlo) per offrire servizi di Internet Data Center, ovvero di fornire servizi di Housing e Hosting sia all’utenza finale sia a ISP e ASP che vogliano offrire tali servizi senza investire pesantemente nelle risorse IT e TLC necessarie per offrire la gestione in outsourcing (totale o parziale) dei web server aziendali.

IDC stima che nel nostro paese il mercato degli Internet Data Center sia destinato ad un rapi-do e significativo sviluppo, trainato dalla diffusione delle aziende che accedono a Internet e che sviluppano siti Web che, a loro volta, diventano sempre più “evoluti” e interattivi.

Tabella 1 Mercato Italiano Internet Data Center, 2000-2005

(miliardi di lire)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.2.2 Il mercato ASP in Italia

Il mercato ASP si trova tuttora in una fase preliminare. Questo spiega l’esistenza di un elevato numero di definizioni di Application Service Provider (ASP), che rispecchiano le diverse interpretazioni fornite dalle categorie di operatori in base a ruolo e funzioni svolte.

IDC definisce gli ASP come operatori che forniscono servizi di deployment, gestione ed aggiornamento di applicazioni software, che sono ospitate presso un centro servizi, ed alle quali le aziende utenti accedono tramite linea dedicata o commutata, sulla base di un contratto che non prevede l’acquisto di licenze ma pagamenti periodici fissi o indicizzati ad un parametro di utilizzo.

Vista la fase iniziale in cui si trova il mercato ASP, non esistono ancora precisi modelli contrattuali di riferimento. Ci si può quindi aspettare l’emergere di modelli di operatori che non rispecchino appieno la definizione qui adottata, che

tuttavia operano secondo una logica di business assimilabile a quella degli ASP.

Le aziende clienti, come si è visto, non acquistano le licenze delle applicazioni software, che sono di proprietà dell’ASP, ma, per usufruire del servizio offerto, corrispondono canoni periodici fissi o commisurati all’utilizzo effettivo.

L’Application Service Provisioning, per le sue caratteristiche, si struttura, quindi, come una forma innovativa di outsourcing, da molti definita come e-sourcing.

Figura 3 - Mercato ASP – soli canoni d’uso (miliardi di lire)

 

 

 

 

 

 

 

 

Le previsioni relative al numero di ASP operanti in Italia indicano come alla fine del 2000 vi saranno circa 50 società con un’offerta di servizi di fornitura di servizi applicativi tramite Internet.

L’analisi della spesa associata ai soli canoni d’uso (al netto dei servizi correlati) è prevista, per fine 2000, pari a circa 93 miliardi di lire (figura 3).

Nel periodo 2001-2003, tale spesa aumenterà in maniera consistente, crescendo ad un tasso medio annuo del 93%, raggiungendo un valore complessivo di circa 1.130 miliardi di lire alla fine del 2003.

1.3 Nuovi business o vecchi affari?: commercio elettronico, online advertising

Lo sviluppo di Internet crea applicazioni e mercati completamente nuovi. Tra questi i principali riguardano attualmente le applicazioni di commercio elettronico e la pubblicità online. In entrambi i casi, oltre allo sviluppo di nuove professionalità, si assiste alla nascita di nuove iniziative imprenditoriali (come attività del tutto nuove o come emanazione di attività esistenti), con il risultato di influenzare le dinamiche occupazionali della Net Economy.

1.3.1 Il commercio elettronico in Italia

Tra il 2000 e il 2001 si è assistito ad un brusco cambiamento di opinione nei confronti del commercio elettronico, passato da un entusiasmo incondizionato ad un altrettanto drastico pessimismo.

In realtà quello che è avvenuto è la presa di coscienza che i business basati su Internet non sono ancora usciti dalla fase pionieristica che contraddistingue tutti i mercati realmente innovativi, per cui sono soggetti ad un’elevata instabilità dovuta sia alla scarsità della domanda “di valore” (ovvero che acquista frequentemente su Internet) che alla mancanza di esperienza dell’offerta, che in molti casi non ha ancora tarato perfettamente i contenuti e l’”usabilità” delle proprie applicazioni di vendita online.

Figura 4 - Giro d’affari dei siti italiani di eCommerce BtoC (miliardi di lire)

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 20010

 

Nonostante ciò, a fine 2000 si contavano in Italia circa 6.000 siti di commercio elettronico B2C ai quali corrispondeva un giro d’affari di oltre 800 miliardi di lire (figura 4). Entrambi questi valori risultano in forte crescita rispetto allo stesso periodo del 1999, quando i siti erano poco più di 1.200 e il giro d’affari di circa 220 miliardi di lire. Per quanto i primi fallimenti delle “dot com” (sia all’estero che in Italia) abbia raffreddato non poco gli entusiasmi, è prevedibile che il trend di crescita del B2C continui sia a breve che a medio termine, così come la comparsa di nuove iniziative online, probabilmente emanazione di aziende già esistenti più che iniziative completamente nuove e unicamente basate sul canale online. Un ruolo importante potrà inoltre essere giocato da nuove figure di intermediari elettronici (i “cybermall”) che permettono a molte iniziative di piccole dimensioni di poter sviluppare una propria presenza online contenendo i costi e usufruendo di una serie di servizi a valore aggiunto “centralizzati” (sicurezza, pagamenti, consegne ecc.).

Figura 5 - Mercato eCommerce BtoB in Italia, (miliardi di lire)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

Prospettive anche migliori sono attribuite al commercio elettronico B2B (figura 5), per il quale in Italia si è passati da un giro di affari di 3.000 miliardi di lire nel 1999 a oltre 10.000 miliardi a fine 2000. La crescita del mercato B2B è stata determinata e sarà guidata sempre di più - dalla ricerca da parte delle aziende di un maggiore livello di efficienza e di ottimizzazione del flusso informativo nella gestione dei rapporti con i fornitori (supply chain). Delle tre tipologie di commercio elettronico B2B (eDistribution, eProcurement, eMarketplace) quella che sembra avere la maggiori possibilità di sviluppo è probabilmente il modello dell’eMarketplace. Questi non vendono prodotti in prima persona e non sono neanche distributori, si tratta di entità neutrali che mettono in contatto domanda e offerta, in cui il commercio elettronico avviene all’interno di una comunità nella quale gli interessi di chi vende non esercitano alcun dominio sugli interessi di chi acquista o viceversa. Anche in Italia si moltiplicano le iniziative di questo genere, che hanno come promotori sia player di derivazione “industriale” (quali Bravobuild di Italcementi e Mecmarket con alle spalle il gruppo Interpump), sia operatori dei mercati ICT e innovativi (quali Marketplaceitaly e eBixtrade, quest’ultimo del gruppo eBiscom). Data la fase emergente del mercato e il forte dinamismo, non si esclude un naturale processo di consolidamento del settore. I player dovranno focalizzarsi su una strategia che sia allo stesso tempo fonte di efficienza e di risparmio di costi per le imprese (ad esempio tramite le aste online), ma che assicuri un progressivo ritorno tramite servizi a valore aggiunto, capaci di creare loyalty tra i membri ma soprattutto di favorire i processi di integrazione tecnologica, sia interna, sia a livello interaziendale.

1.3.2 L’Online Advertising in Italia

Il mercato dell’online advertising in Italia ha subito un ridimensionamento nelle aspettative di crescita a breve.

La figura 6 mostra il forte incremento avvenuta tra il 1999 ed il 2000, passando da circa 42 miliardi di lire del 1999 a oltre 112 miliardi del 2000. Tuttavia, la crescita del 2001 ha deluso probabilmente le eccessive aspettative degli operatori. Ciò è dovuto al fatto che anche il mercato della pubblicità online dipende dalla sviluppo quantitativo ma soprattutto qualitativo degli Internet users. Inoltre, affinché

l’online advertising possa essere veramente competitiva con le altre forme di comunicazione pubblicitaria è stato necessario ridurre in buona parte il costo di acquisto degli spazi pubblicitari sul Web.

Figura 6 - Mercato online advertising in Italia (miliardi di lire)

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

Attualmente, il banner è ancora lo strumento di comunicazione pubblicitaria più utilizzato ma è destinato a perdere nel prossimo futuro parte della sua importanza a favore soprattutto delle iniziative di e-mail advertising e di altre forme di comunicazione pubblicitaria emergenti.

I settori economici che fin’ora hanno investito maggiormente in online advertising sono quello della finanza (Online Financial Services), dell’informatica e delle telecomunicazioni. Un contributo fondamentale allo sviluppo della pubblicità online potrà arrivare in futuro dai settori del largo consumo.

1.4 La diffusione di Internet (accesso e siti Web) presso le aziende italiane e nuove figure professionali

Come per il mercato consumer, anche il segmento business ha visto nel 1999 e l’inizio del 2000 un processo di sviluppo-consolidamento nell’utilizzo di Internet.

Figura 7 - Aziende e professionisti italiani con accesso a Internet (in milioni)

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

Si può stimare che nel 2000 (figura 7), circa 1,5 milioni di aziende (inclusi i professionisti e le ditte individuali) aveva accesso a Internet, contro 1.100.000 nel 1999. Di questi si può stimare che nel 2000 il 53% avessero un sito o proprie

pagine Web. A livello dimensionale (figura 8), tutte le aziende con oltre 500 dipendenti dichiarano di avere almeno un accesso ad Internet (dalla precedente indagine risultaval’86%), un valore molto simile a quello delle sedi di medie dimensioni (95%, con un incremento rispetto all’anno precedente del 13%). Il balzo in avanti più significativo è stato compiuto dalle piccole aziende, delle quali accede al web il 79% (con un più 21% rispetto alla precedente indagine).

Figura 8 - Percentuale di aziende con accesso a Internet per dimensione

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: IDC-Federcomin, 2001

Questo significa che le aziende sempre di più:

· Rafforzeranno le proprie funzioni IT e TLC, non tanto in termini di organico complessivo quanto con riguardo a profili/figure e competenze richieste, focalizzandosi sul business strategico. Demanderanno sempre più all’esterno le attività a basso valore aggiunto e faranno ricorso a competenze esterne di tipo consulenziale, di sviluppo e supporto. Si assisterà all’aggiornamento delle competenze degli addetti attuali, in quanto cresce l’uso di Internet e crescono gli aspetti gestionali (es: sicurezza) ad esso collegati:

· dovranno disporre di addetti “Internet skilled” nelle altre funzioni aziendali, in quanto cresce il peso delle attività “Internet related” all’interno dell’operatività dell’azienda.

A questo proposito, in un recente Rapporto Federcomin-Anasin sono state individuate tredici figure professionali emergenti, legate allo sviluppo della Net Economy e precisamente:

1. Tecnico di reti locali

2. Specialista di sistemi in ambienti di rete locale

3. Gestore di reti

4. Specialista di sistema in ambiente Web

5. Web Master

6. Progettista di software applicativo

7. Progettista di architetture software

8. Specialista di sistemi di telecomunicazioni

9. Consulente commerciale

10. Analista programmatore

11. Responsabile di marketing e vendite in area eBusiness

12. Esperto ERP

13. Esperto in linguaggi e tecnologie multimediali.

 

 

7. LA FORMAZIONE >> NET ECONOMY

7.1 Nuovi scenari

Oggi, in Italia come nei principali paesi europei il mercato delle tecnologie informatiche (d’ora in avanti “IT”) sta facendo registrare tassi di crescita molto significativi, sia in termini di valore assoluto che in termini di crescita reale, ovvero depurata dall’inflazione. Ciononostante è non solo opinione comune ma dato oggettivamente quantificabile, che il mercato avrebbe le potenzialità per una crescita ancora più accelerata se solo fosse disponibile un numero di risorse umane/professionalità coerente con la domanda.

In sostanza, una parte di domanda di servizi IT rimane inevasa per l’insufficienza dell’offerta rispetto alla variabile umana (e all’interno di questa rispetto a specifiche professionalità). Questa situazione rappresenta un ostacolo allo sviluppo delle attività sia per quanto concerne i fornitori di prodotti/servizi IT che per quanto concerne i dipartimenti tecnologici delle aziende e degli enti fruitrici di informatica. Il problema rappresentato dalla mancanza di un numero adeguato di skills e competenze si registra in Italia, come in Europa, come nei principali paesi mondiali.

A livello macroeconomico, la mancanza cronica di figure con competenze informatiche potrebbe portare, nel lungo periodo, ad un aumento del costo del lavoro difficilmente sostenibile e conseguentemente ad una perdita di competitività da parte di quelle aziende che non riusciranno a far leva su elementi diversi dal costo del lavoro per mantenere concorrenziali i loro prezzi. Nella peggiore delle ipotesi si potrebbe venire a creare una spirale inflazionistica che coinvolgerebbe via via strati sempre più ampi dell’am-biente economico.Dato che la componente di servizio, nel settore IT, sta diventando sempre più importante, e dato che questo tipo di domanda difficilmente può essere evasa in via automatizzata, ma deve essere erogata direttamente da personale specializzato, ci si può facilmente rendere conto come il collo di bottiglia che si viene a creare sarà uno dei principali elementi di freno allo sviluppo, non solo del settore IT nel nostro paese, ma anche e soprattutto del-l’intero sistema economico.Il mercato del lavoro ha subito con lo sviluppo delle nuove tecnologie legate ad Internet uno scossone difficilmente quantificabile. L'impatto del nuovo mezzo di comunicazione ha rivoluzionato non solo le figure professionali, ma anche il modo di lavorare, i contratti, le esperienze e i percorsi formativi.
Nel campo della formazione le esigenze di professionisti e la quasi impossibilità di poterli reperire dal mondo della scuola hanno creato un mercato difficilmente gestibile e consentito il moltiplicarsi di società di formazione private che, spesso, non hanno le caratteristiche di affidabilità e forza tali da poter vantare il titolo di formatori. Mancano professionisti in un determinato campo di lavoro e di conseguenza mancano anche i formatori per quelle specifiche professioni

 

7.2 Quale formazione per la net economy?

“Le risposte allo skill shortage dovranno essere mirate sia ad interventi di lungo periodo, strutturali, che di breve e medio periodo. Solo così il sistema Paese non risentirà dei contraccolpi derivanti dalla mancanza di figure professionali  qualificate” Quattrocentomila operatori di call center. Centomila esperti di ambienti di rete. Decine di migliaia di analisti, programmatori, webmaster. Migliaia di esperti di tecniche di on-line marketing. Questi sono i numeri di una vera e propria emergenza occupazione "al contrario". Al contrario, in quanto le cifre indicate non rappresentano personale in esubero, ma personale mancante. Mancante in quanto non disponibile sul mercato, ma da formare. Ecco quindi che quest'emergenza occupazione in negativo si trasforma in un'emergenza formazione. Sta alle istituzioni pubbliche e alle aziende fare sì che sia un'emergenza …in positivo. Per fare fronte all'enorme richiesta di figure professionali in qualche modo correlate al settore della net economy, infatti, sarà necessario varare programmi straordinari di formazione che, coinvolgendo scuola, università e aziende provvedano a:

·        individuare le figure professionali coerenti con le esigenze immediate e future del sistema economico;

·        definire dei percorsi formativi necessari per costruire le competenze dei professionisti richiesti dal sistema nazionale;

·        effettuare azioni di formazione dei formatori;
· predisporre, in un ambiente caratterizzato da una estrema velocità nel cambiamento, gli strumenti necessari per instaurare un processo di formazione continua dei professionisti della net economy1.



7.3 Formare i formatori 

Appare quindi necessario:

·        per fare fronte all'emergenza, varare programmi che prevedano interventi di breve e medio periodo che potranno essere indirizzati sia a riconvertire risorse umane già presenti nelle aziende che ad attività di orientamento e conversione di risorse umane "colte", non occupate o sotto occupate, delle quali il paese dispone e delle quali attualmente non sfrutta appieno le potenzialità. Si tratta prevalentemente di laureati, soprattutto in materie umanistiche, che hanno la cultura e la preparazione di base che, in molti casi, possono essere considerate adeguate a molte delle professioni della net economy. Essi andrebbero riconvertiti con corsi di formazione professionale fatti nell'università o in collaborazione con essa. La risorsa potenziale più rilevante alla quale sottoporre un progetto di orientamento e conversione è infatti probabilmente rappresentata dagli attuali studenti universitari;

·        per pianificare i percorsi formativi inerenti i programmi di lungo periodo, l'Italia dovrà dotarsi di un sistema di formazione in grado di competere con quelli dei paesi più avanzati. In questa prospettiva l'attenzione andrà posta soprattutto nella costruzione di nuovi titoli di laurea di primo livello che siano spendibili sul mercato del lavoro, nella realizzazione di master universitari, soprattutto di primo livello, in grado di professionalizzare ulteriormente le risorse umane, nello sviluppo del sistema di istruzione superiore IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), che rivestirà sempre più importanza, insieme ai master universitari, per lo sviluppo della formazione continua.
 

7.4 La formazione integrata

Lo sviluppo di sistemi, soluzioni e piattaforme per la formazione continua è ormai una necessità sempre più imposta dai mutamenti socio-economici e dalla strategia dei paesi dell'Unione Europea. La strategia nella quale si colloca (o dovrebbe collocarsi) un piano di implementazione di azioni di formazione per la net economy è quella della formazione integrata, intendendo per integrazione:

·        Accreditamento fra i sistemi formativi (scuola, università, formazione professionale, formazione aziendale). In un sistema formativo integrato ogni attività formativa può essere, con modalità e regole da definire caso per caso e mantenendo l'autonomia e qualità di ogni sistema formativo, accreditata dall'altro, attraverso il riconoscimento dei crediti formativi e delle competenze acquisite dagli individui.

·        Sviluppo di attività formative in cooperazione fra i soggetti (scuola, Università, formazione professionale, aziende)2

·        Integrazione fra la formazione e i fabbisogni sociali ed economici di un dato territorio, in modo da sviluppare un sistema formativo integrato e funzionale allo sviluppo territoriale e alla lotta alla disoccupazione.

·        Integrazione dei percorsi di studio con le attività lavorative, attraverso l'alternanza formazione-lavoro, attraverso le esperienze di stage e tirocinio, ecc.

7.4.1 Il processo in corso

Se si effettua una comparazione tra i sistemi di formazione e le necessità di formazione attualmente in essere una realtà appare immediata e drammatica: colmare il gap esistente tra i fabbisogni delle imprese e della società e le capacità produttive dei nostri sistemi di formazione e istruzione è …pressoché impossibile. Salvo l'adozione di misure innovative - quali possono essere l'introduzione di sistemi diffusi di formazione a distanza o la produzione di un'offerta formativa efficiente e integrata in grado di adeguarsi alla dinamica futura della società e del mercato del lavoro. Il che sembra possibile solo se i percorsi di formazione saranno integrati, come si è già avuto modo di vedere, ma soprattutto flessibili e segmentati. In questa direzione sembra andare la riforma dei cicli universitari, che vedono nell'introduzione della laurea di primo livello (che assorbirà i diplomi universitari), nella definizione dei master sperimentali volti alla net economy e nella creazione del concetto di "credito formativo" dei tentativi di risposta alla necessità di aumento di flessibilità dei percorsi di formazione universitaria.
"Lo scenario desiderabile per la riforma è quello di vedere realizzarsi un processo "virtuoso" che permetta la nascita anche in Italia di un'università di massa di qualità controllata. L'importante oggi è dare alla massa degli studenti una formazione che valga, che abbia una qualità adeguata all'impegno che ad essi si chiede, che sia riconosciuta valida dalla società. Una qualità ottenuta attraverso un processo didattico efficiente, che non faccia perdere tempo agli individui e che invece gli aiuti e dia loro strumenti per rispondere alle sfide del futuro.
In questa prospettiva "virtuosa" è possibile trovare la soluzione alla carenza di risorse umane citata. Ovviamente l'esito della riforma potrebbe anche essere disastroso, come potrebbero far pensare i numerosi comportamenti poco "virtuosi" che si stanno manifestando soprattutto da parte di molte lobby accademiche. Tuttavia la riforma sta realmente mobilitando le energie migliori delle università, che proprio nella collaborazione con le forze sociali e produttive possono trovare la collaborazione e l'energia per vincere le resistenze alla trasformazione del nostro sistema di istruzione superiore."3 Nello stesso contesto si inseriscono positivamente i progetti IFTS4, che si configurano come esperienze professionalizzanti e fortemente positive anche in funzione delle partnership tra imprese, scuola e università. È proprio in tale partnership, infatti, una delle possibilità più concrete di fare fronte all'emergenza formazione.
"Il dato che emerge dall'esperienza fatta da Confindustria nel Centro-nord sui diplomi universitari è assai incoraggiante anche in termini di sbocchi occupazionali dei diplomati universitari: 90% entro tre mesi dal diploma"5. Discorso analogo si può fare per quanto riguarda il mondo della scuola, in particolare quello dell'istruzione tecnica. In numerose esperienze attivate nel centro-nord dalle Unioni industriali in accordo e in collaborazione con istituti scolastici locali, si sono sperimentati con successo dei processi di rinnovamento dei percorsi formativi per renderli più coerenti con l'attuale domanda di istruzione e per aiutare i giovani a collocarsi sul mercato del lavoro.
Chiave del successo di tali attività risulta, quindi, una forte sinergia tra mondo della formazione e impresa. Sinergia che, se da una parte consente un rilancio del sistema economico italiano, dall'altra richiede un forte sforzo per la realizzazione di percorsi di formazione di qualità, il cui effetto potrebbe essere moltiplicato grazie all'adozione di sistemi di formazione a distanza come i campus virtuali. .

Generalmente sono tre le strade attraverso cui è possibile acquisire le prime, necessarie competenze (skills) per entrare nel mondo lavorativo legato ad Internet: formazione scolastica/statale, formazione in azienda, formazione negli Istituti privati.
In tutti e tre i casi è auspicabile che la formazione teorica sia consolidata da un periodo di apprendistato sul campo.

 

7.4.2 Formarsi negli Istituti statali:i classici corsi di laurea

L'ultimo Economic outlook6 esprime con un numero il potere intrinseco della formazione: il moltiplicatore della spesa in scolarità è compreso tra 3,8 e 6,8 contro l'1,5 di quella in infrastrutture. Per esemplificare, ogni euro speso in formazione di qualità può generarne quasi sette di valore aggiunto. L'esperienza maturata in questo decennio insegna che i diplomi universitari e i corsi di laurea, coniugano l'immediata spendibilità sul mercato del lavoro con l'esigenza strategica di avere un vivaio di ricercatori che trascorrano un decennio in seno all'università contribuendo alla solidità della ricerca italiana. L'università è quindi a pieno titolo la porta d'ingresso per lavorare nella net economy. I primi diplomi universitari sono comparsi nell'area tecnologica e scientifica, per rispondere con prontezza alla richiesta pressante dell'industria di tecnici e specialisti It. Le specializzazioni più adeguate ai futuri professionisti della net economy si possono suddividere in tre aree: scientifico-tecnologica, economico-organizzativa e linguistico-comunicativa. Alle lauree brevi della prima categoria appartengono ingegneria informatica e automatica, ingegneria elettronica, logistica e della produzione e ingegneria delle Tlc. Anche i corsi di laurea in informatica fanno parte di questa categoria.
I processi aziendali innescati dall'apertura alla net economy vengono studiati dai corsi di laurea dell'area economico-organizzativa. Qui il focus non è più rappresentato dalla contabilità, bensì assumono rilievo anche i temi giuridici legati alla globalizzazione (basti pensare alla complessità della contrattualistica internazionale e dello ius mercatorum), che si riflette nelle nuove forme organizzative: sempre meno verticali e basate su asset immobiliari, sempre più relazionali e basate su reti di clienti/fornitori. Alcuni manager della net economy dovranno perciò essere consapevoli delle barriere giuridiche e culturali che possono intralciare l'integrazione delle fasi aziendali svolte in Rete. Altri dovranno invece approfondire il web marketing che, grazie alla quantità d'informazione in formato digitale raccolta in Rete, è l'ultima frontiera della produzione flessibile. Tutti dovranno conoscere la tecnologia delle reti per poterne valutare i costi e le opportunità nella vita dell'impresa.
Infine, la net economy basata sulla conoscenza e sulla sua trasmissione, non può prescindere dai professionisti della comunicazione e dell'interpretazione dei fenomeni culturali. Di quest'area linguistico-comunicativa fanno parte le lauree in scienze della comunicazione, sociologia, lettere, lingue e filosofia, ma anche in psicologia. Scienze della comunicazione è l'unico corso di laurea a manifestare una vocazione per l'economia delle reti, ma è bene ricordare che siamo in una fase d'accelerazione della diffusione della tecnologia, che entra in tutte le case, interagendo con persone di tutte le età e di tutti i ceti culturali. Per questa ragione, la conoscenza dei meccanismi cognitivi e di percezione della realtà sta assumendo un peso specifico rilevante all'interno delle imprese che dell'interazione vogliono fare il loro business.
Presente in 15 atenei concentrati soprattutto nel Centro-Nord (Salerno è l'unico corso attivato nel Mezzogiorno) e caratterizzata da una forte trasversalità di insegnamento. La scuola propone per lo studente un curriculum indirizzato alla comprensione e alla gestione delle nuove tecniche di comunicazione di massa con esami che spaziano dall’'Informatica, dalla Tecnica dei nuovi media al Marketing. Gli insegnamenti sono spesso coniugati con interventi di professionisti presi dal mondo del lavoro, sviluppando il connubio ideale per la formazione di nuovi professionisti. La formazione statale passa da un lato per le tradizionali strade della formazione universitaria e post-universitaria, dall'altro attraverso l'istituzione di alcuni Istituti formativi specialistici. Tra le scuole post-laurea si possono indicare almeno due: la prima è un Corso di Master Universitario Internazionale in Scienza e Tecnologia dei Media che si svolge presso la Scuola Europea di Studi Avanzati dell'Università di Pavia e che propone ogni anno tre corsi ad alta specializzazione. La scuola è giunta quest'anno al quarto ciclo e conta sia in un'ampia offerta didattica annualmente rinnovata - in modo da renderla armonica con le richieste del mercato del lavoro - sia in un forte contatto con la realtà lavorativa, visibile dal numero di aziende che partecipano al progetto e alla formazione dei futuri diplomati. La struttura che ospita il master, il Collegio Nuovo di Pavia, ha laboratori e infrastrutture innovative.
 La seconda è la Scuola di analisi e gestione della Comunicazione, indirizzo Comunicazione Multimediale con sede a Roma presso l'Università di "Tor Vergata",che però  soffre di un irrisolto conflitto fra metodi di insegnamento non all'altezza dei problemi affrontati, scarsa osmosi con il mondo del lavoro e difficoltà organizzative proprie di un apparato statale poco dinamico e flessibile. Da un lato le inefficienze di questa scuola risiedono anche nella sua stessa natura: l'istituzione di un corso biennale, risolto poi spesso in due semestri con lunghe pause tra i corsi, appare inadatto a formare professionisti di un settore in continua evoluzione, com'è quello dei new media; dall'altro, la sede romana della scuola (ne esiste infatti un'altra presso l'Università Cattolica di Milano in cui però la specializzazione in media education si espleta in un solo anno) ha strutture inadatte ad una formazione che si vuole professionale.

7.4.3 Il corso di Laurea in “Formatore Multimediale”

Segno di sviluppo e di una nuova direzione in tema di Formazione Ict è il nascere a  Firenze di  una nuova laurea dedicata al mondo di internet, alla conoscenza e alla formazione multimediale. La laurea di «Formatore multimediale», che si attiene alla nuova riforma degli studi universitari, ha una durata triennale ed un numero complessivo di esami pari a 18, oltre a 150 ore di tirocinio da svolgere presso aziende o scuole.Il corso di laurea, che si tiene presso la facoltà di «Scienze della formazione» dell'Università degli studi di Firenze, e prepara educatori professionali specializzati nelle nuove tecnologie, fornendo le basi allo studente per svolgere l'attività di formatore professionale nell'ambito multimediale sia in aziende, sia nelle scuole diventando un vero e proprio tutor nella formazione in rete. Il nuovo corso di studi aggiunge quindi, alla preparazione più generale del formatore, anche una più specifica nel settore dei nuovi media di comunicazione. Ulteriore novità del corso di laurea, rivolta esplicitamente ai lavoratori, è la possibilità di seguire le lezioni direttamente da casa, utilizzando la modalità web learning. E sicuramente, vista la specializzazione, anche la tesi conclusiva non poteva che avere una caratteristica tecnologica. Infatti, oltre al metodo tradizionale, potrà essere presentata la tesi multimediale su CD Rom. Al termine del corso triennale può seguire una specializzazione in «Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione», «Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi» e in «Scienze pedagogiche». “I laureati in questo corso di studi svolgeranno attività di formatori, istruttori o tutor nelle imprese, nei servizi, nelle pubbliche amministrazioni o in aziende private in particolare come formatori professionali, come tutor nella formazione a distanza o in rete, come gestori di risorse didattiche (centri educativi, mediateche), o come operatori nella editoria di software educativo. In questo quadro, rispondendo alla forte esigenza di competenze relative all'uso dei nuovi media nei processi formativi, il corso assume come obiettivo specifico la figura di un formatore e progettista della formazione, esperto nell'uso didattico delle nuove tecnologie, che sintetizzi in sé le conoscenze e competenze proprie del Media Educator con quelle del tecnologo educativo con particolare riguardo alla formazione distanza, (Open Distance Learning). Questo laureato avrà allora, insieme e integrate alle competenze e conoscenze caratterizzanti della Classe XVIII relative alle discipline pedagogiche, filosofiche e delle scienze umane, una visione teorica e storica delle problematiche che l'evoluzione dei media pone alla società contemporanea, ed in particolare dei loro risvolti sul piano psicologico e sociale, della storia delle idee e della cultura, con una specifica attenzione alle dinamiche socio-educative del rapporto tra giovani e media (televisione, videogiochi, Internet), ambiti tipici della Media Education. Sul piano operativo la sua formazione lo rende capace di intervenire in ogni circostanza in cui si presenti il problema di predisporre ed impiegare una qualche tecnologia della comunicazione all'interno di un determinato progetto formativo, senza peraltro entrare nella dimensione specificatamente implementativa di tale tecnologia o in una conoscenza sistematica delle tipologie comunicative, che rimangono oggetto di corsi specificatamente centrati sulla comunicazione. Sarà piuttosto in grado di valutare la fattibilità di un progetto formativo supportato da tecnologie della comunicazione, di comprenderne le implicazioni sociali e culturali, di definire strumenti e criteri di valutazione e controllo della qualità di tale progetto.
Particolare rilevanza viene attribuita alle abilità connesse alla istruzione a distanza di ultima generazione (e.learning) .
Oltre che nelle attività di tirocinio le abilità relazionali mediate da computer verranno soprattutto sviluppate nei laboratori adeguatamente attrezzati di cui la Facoltà già dispone, opportunamente predisposti nell'ottica di effettuare simulazioni idonee a far acquisire agli studenti le abilità specifiche richieste da ogni tipologia di formazione in rete.
Le conoscenze richieste per l'accesso al corso di studi riguardano: a) il possesso completo della lingua italiana; b) un iniziale possesso veicolare della lingua straniera; c) le conoscenze relative alle discipline che costituiscono il core curriculum caratterizzante della classe; d) abilità informatiche e telematiche; e) il grado di maturità del candidato, eventualmente ottenuto anche attraverso esperienze pratiche e di tirocinio, sul piano della comunicazione e dei rapporti di relazione. Per il punto b) si richiede il livello pre-intermediate. Per il punto c) una sufficiente conoscenza delle discipline delle scienze umane, pedagogiche e filosofiche relative al significato scientifico delle singole discipline, dei loro metodi e principali oggetti tematici, nelle grandi linee del loro sviluppo storico e pertanto un grado iniziale di possesso dei relativi vocabolari; per il punto d, una capacità di uso elementare del computer (scrittura, consultazione Internet, e messaggistica elettronica).
La laurea può completarsi nelle seguenti lauree specialistiche:
Classe, 65, Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua
Classe, 56, Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi
Classe, 87, Scienze Pedagogiche.7

 

7.4.4 I master post-diploma per i grafici e i creativi: le scuole e le accademie di comunicazione e pubblicità
Agli studenti titolari di un diploma di maturità si rivolgono numerosi corsi che coprono vari livelli di approfondimento e vari mezzi di comunicazione, ma hanno un denominatore comune: rivolgendosi a diplomati della scuola superiore, sottolineano che i web designer (ma non solo loro) non possono più prescindere da una formazione superiore di qualità, bensì devono essere in condizione di interagire con figure professionali di provenienza universitaria oltre che disporre dello strumentario per accumulare nel tempo conoscenze sempre nuove. Qui sta proprio la chiave di volta per il successo della formazione di base per la net economy: la formazione a distanza che verrà, si rivolgerà principalmente a chi è già nel mondo del lavoro e alla formazione continua può dedicare poco tempo. Solo se si innesterà su un substrato adeguatamente preparato, potrà attecchire.
Le scuole superiori di grafica, comunicazione e progettazione multimediale offrono principalmente corsi della durata di uno, due o tre anni. L'approccio formativo segue una metodologia che sempre di più integra la fase propedeutica svolta in aula, con l'elaborazione di progetti gestiti dagli studenti per concludersi con un tirocinio sul campo. Grazie all'integrazione di queste fasi, gli studenti sviluppano i cosiddetti soft skills che permettono loro di lavorare e comunicare efficacemente in un gruppo. La fase di stage in azienda, se prevista, è un indicatore della qualità del corso e consente un approccio "protetto" al mondo del lavoro. Durante la formazione in aula, le materie trattate spaziano dall'economia e organizzazione d'impresa all'architettura del web. Gli insegnamenti dell'area informatica coinvolgono i linguaggi di programmazione per internet (Html, Xml, Java) e gli aspetti grafici di trattamento dell'immagine per il webpublishing. Sempre più spesso sono previsti approfondimenti di carattere giuridico per definire le problematiche della sicurezza e della riservatezza dei dati. La maggior parte di queste scuole è a pagamento, ma non è escluso che agli studenti più meritevoli vengano assegnate borse di studio.
Fornire un elenco dei corsi post diploma è pressochè impossibile. Sono numerosissimi e distribuiti su tutto il territorio italiano. Gli esempi che riportiamo servono solo ad esemplificare quali siano i contenuti e l'organizzazione di un buon corso per web designer.8

 7.4.5 I Master:

Sono vere e proprie punte di diamante, che si collocano nella migliore tradizione formativa italiana. Le aree di ricerca più sviluppate sono quelle dei sistemi di trasmissione avanzata, automazione del design, image&audio processing, IT per la medicina, middleware&security, sistemi di reti e ingegneria del software. Ma non solo: anche le implicazioni della crescente liberalizzazione del mercato Tlc si traducono in un'accentuazione dell'importanza dedicata ai master in telecomunicazioni.
La durata di questi corsi è variabile, sia in funzione del grado di astrazione e specializzazione, sia in funzione dei destinatari. La varietà è ricchezza anche in questo caso: non è necessario trascorrere un intero anno accademico in laboratorio e in aula, anzi. I consorzi hanno sviluppato un'offerta che si rivolge sia agli ingegneri che già operano, ma intendono proseguire la formazione in orario serale o in moduli concentrati nell'arco di qualche giorno, sia ai laureati in materie scientifiche, non necessariamente tecniche, che sviluppando competenze trasversali nell'arco di sei mesi possono aspirare a posizioni di web management di tutto rispetto. Infine, i master "classici", che rispettano i requisiti fissati dall'Asfor.
Data la forte domanda di specialisti che caratterizza il settore e data la velocità con cui i neolaureati vengono assorbiti dall'industria, la maggior parte di questi master è organizzata con il sostegno diretto di imprese e associazioni di categoria, che offrono borse di studio a copertura totale dei costi dei partecipanti.
Ecco gli indirizzi web che ho analizzato durante la ricerca e che sono da considerare tra i migliori per la formazione professionale “per” la Net Economy:

http://www.iiass.it/master.html
È l'indirizzo web dell'Istituto internazionale per gli alti studi scientifici "Eduardo Caianiello", a Vietri sul mare (SA). Organizza una master della durata di due anni in Tecnologie avanzate dell'informazione e della comunicazione, cui possono accedere solo ingegneri e laureati in informatica o scienze dell'informazione con votazione di almeno 105/110.

http://www.unife.it
Master in scienze informatiche dell'Università di Ferrara

http://www.cefriel.it
Il Cefriel è il Consorzio per la formazione e la ricerca in ingegneria dell'informazione che fa capo al Politecnico di Milano. Organizza numerosi master in IT e tecnologie che si svolgono sia a Milano Bicocca, sia a Cremona, alcuni dei quali sponsorizzati direttamente dall'industria e quindi gratuiti per i partecipanti. È socio di Poliedra (www.poliedra.polimi.it), il centro di conoscenza che promuove e sviluppa la formazione continua.

http://www.mti.isufi.unile.it
Uno dei due indirizzi del master Isufi di Lecce in Materiali e tecnologie innovative mette a fuoco i sistemi spaziali per l'osservazione della terra. Dura da dicembre a fine luglio e sono previste delle borse di studio.

http://www.ing.unisannio.it
L'Università di Benevento offre due master in Tecnologie del software, di cui uno per soli laureati in discipline scientifiche. Il corso dura sette mesi e prevede formazione in aula e laboratorio, project work e agevolazioni per i non residenti. La partecipazione è gratuita.

http://www.poliba.it
Il Politecnico di Bari ha attivato una scuola di specializzazione in elaborazione del segnale.

7.4.6 I corsi di formazione post diploma finanziati dal Fondo sociale europeo.

A chi ha appena conquistato la maturità e a chi dopo il diploma ha trovato un lavoro che non assicura un'occupazione stabile, si rivolgono i corsi organizzati da scuole, consorzi universitari ed enti non profit utilizzando le fonti di finanziamento pubbliche. Si tratta di corsi concepiti per allineare il nostro Paese allo standard formativo europeo nel campo delle applicazioni tecnologiche, con un forte orientamento alla professionalizzazione e allo sviluppo delle conoscenze informatiche. Basti solo dire che mediamente gli italiani hanno 10 anni di scolarità, contro i 14 dei nostri colleghi tedeschi.
I corsi Ifts durano da uno a tre anni e prevedono che almeno il trenta per cento del monte ore di formazione si svolga all'interno di un'impresa. Questo meccanismo è concepito come intervento d'urto per costruire lavoratori della conoscenza a partire dalle solide basi gettate nel corso degli studi dell'obbligo e superiori, avvicinandoli al mondo del lavoro con le competenze sufficienti ad affrontare una formazione continua e aggiornata nel corso della loro esperienza professionale. Non solo: grazie all'introduzione del sistema dei crediti, al termine del corso gli studenti che vorranno proseguire i loro studi potranno accedere all'università vedendo convalidata una parte della formazione già acquisita. I profili professionali sono ovviamente i più vari, dai tecnici ai creativi, da chi comunica con linguaggi vicini alle macchine e chi invece per immagini, suoni e animazioni. Molto ambiti sono anche gli amministratori capaci di utilizzare i supporti tecnologici per informatizzare e razionalizzare la contabilità e l'analisi dei flussi di una piccola azienda.
Anche i corsi Fse ricalcano l'approccio che integra la formazione in aula con quella in azienda, ma non sempre consentono il passaggio diretto agli studi universitari con la convalida di un certo numero di crediti. Un aspetto molto attraente dei master post diploma Fse e Ifts è la gratuità dei corsi, alla quale si aggiunge l'elevato tasso di occupazione dei partecipanti: mediamente, nel giro di un anno il 90 per cento degli ex allievi di questi corsi trova un'occupazione legata alla propria specializzazione. Ovviamente, nelle Regioni dove la domanda di lavoro è più elevata, il passaggio dalla scuola al lavoro è pressoché immediato. In queste Regioni, prevalentemente al nord, sta emergendo un fenomeno paradossale: gli studenti abbandonano anzitempo gli studi, per cominciare a lavorare, ma la loro formazione si rivela poi insufficiente ad assorbire le innovazioni che molto rapidamente prendono piede. Su questo punto si stanno formulando sistemi di incentivi che spingano gli allievi a terminare gli studi, per incrementare il numero di lavoratori altamente qualificati. Consigliamo agli studenti che vogliano intraprendere uno di questi corsi di prendere contatto con uno dei tanti sportelli di orientamento dislocati sul territorio.
La parola chiave per scegliere un corso di specializzazione dopo la maturità o a conclusione della scuola dell'obbligo è orientamento. Prima di scegliere avventatamente un percorso troppo breve, conviene valutare attentamente le proprie inclinazioni e le proprie aspettative, considerando le proprie “vocazioni” e stando particolarmente attenti all’evoluzione del mercato di riferimento:

 

http:// www.isfol.it È il sito dell'Istituto per la formazione professionale dei lavoratori con sede a Roma. Compito istituzionale è quello di ricercare e fornire assistenza tecnica in materia di bisogni formativi. Gestisce un archivio informatico (Orfeo) che censisce tutti i corsi professionali, suddivisi per titolo, ente, località e categoria professionale.

http://www.cis-formazione.it/tecnicoweb.htm
In questo sito si trova l'esempio di un corso Ifts post diploma, rivolto a sole donne, che forma tecnici web. È organizzato dalla Scuola aziendale di formazione superiore di Reggio Emilia per rispondere alle specifiche richieste di un consorzio di imprese chiamato e-commerce network.

http://www.regioni.it
È il portale delle Regioni italiane, i soggetti titolari dell'amministrazione dei fondi europei per la formazione. Nei siti delle principali Regioni sono pubblicati i programmi operativi Fse e le liste dei corsi organizzati di anno in anno. Alcuni siti hanno meccanismi di interazione che collegano gli studenti con l'amministrazione e forniscono risposte ai quesiti.

http://62.110.206.98/ifts/htm/infotec.html
La scuola Magica di Roma organizza un Ifts per la formazione di Infotechnologists che dura 720 ore, di cui 240 online, cui se ne aggiungono 480 di tirocinio.

http://www.masteroftheweb.it
Il consorzio Poliedra del politecnico di Milano propone tre corsi di durata semestrale per web designer, web developer e web administartor..

 

7.4.7 Formarsi in azienda

La formazione in azienda trova il primo gradino nello svolgimento di quello che viene chiamato, alla francese, stage. Lo stage consiste in un periodo di apprendistato, normalmente non superiore ai tre-sei mesi, proposto da un ente promotore e da svolgersi presso una società con la guida di un tutore designato dalla stessa azienda. Lo stage è certamente una delle prime e più semplici strade per entrare nel mondo del lavoro e rappresenta il maggior punto di contatto tra la scuola e le aziende. L'ambiente da cui proviene lo stagista, o tirocinante, è individuabile soprattutto nell'ambito formativo tradizionale (dunque scuole, Università, corsi post-laurea). L'esperienza "sul campo" dovrebbe fornirgli un consolidamento delle competenze acquisite nei cicli precedenti; accanto alle scuole, enti promotori di stage possono essere le agenzie statali di impiego diffuse sul territorio nazionale.[3]

 

7.5 L’ e-LEARNING

7.5.1  verso il campus virtuale

L’e-learning è senz’altro uno dei più dibattuti di questi ultimi due anni. L’attuale situazione economica sta determinando tagli alle spese e licenziamenti nell’industria tecnologica; ciò nonostante, il settore dell’e-learning sta registrando una crescita rapida e continua. Secondo Idc11, in Europa occidentale il mercato delle soluzioni di e-learning per la formazione aziendale entro il 2004 crescerà del 97,2% (Cagr), diventando il secondo mercato dell’e-learning al mondo, dopo il Nord America. Sempre per quella data, si stima che il trend europeo sfiorerà i 4 miliardi di dollari mentre quello italiano toccherà i 260 miliardi. Questo perché l’e-learning è ormai riconosciuto come un efficace metodo di apprendimento che consente al personale un accesso continuo alla formazione, facilitando, al tempo stesso l’aggiornamento su nuove competenze e il consolidamento di conoscenze già acquisite in un’ottica di patrimonializzazione della conoscenza e di una sua piena condivisione. Gli esperti ritengono che il futuro della formazione consisterà in un utilizzo combinato di e-learning e di insegnamento tradizionale. Coniugando i punti di forza di ciascuna delle modalità di apprendimento, è certo che l’e-learning consentirà di attuare processi formativi anche molto complessi. L’inversione di tendenza nel processo di costruzione di un progetto formativo a distanza si focalizza oggi sul concetto del "come" si impara e non sul "che cosa". Il cambiamento del paradigma si fonda sul presupposto che l’apprendimento nasce dall’esperienza: all’informatica il compito di supportarla tramite la tecnica della simulazione. E se è vero che l’apprendimento nasce anche dall’emozione, nel mondo digitale questa viene ricreata attraverso giochi, quiz collettivi e chat. Uno degli elementi più innovativi del training online è il recupero della socialità come elemento coadiuvante all’apprendimento. La devirtualizzazione dell’approccio informatico viene declinata attraverso varie attività di socializzazione in rete quali forum, tutoring, newsgroup, videoconferenze, e-mail, instant messaging e via dicendo. I nuovi e-teacher dovranno avere una certa predisposizione e abilità nel creare comunità di conoscenza, stimolando profonde motivazioni nei propri discenti.

Le possibilità offerte dalle nuove tecnologie di poter condividere enormi quantità di dati e informazioni aggiornate vanno mediate da figure competenti capaci di essere dei facilitatori e, al contempo, gestori. L’attività di tutoring, infatti, assume una nuova prospettiva professionale: attraverso strumenti adeguati e piattaforme gestionali avanzate, i tutor diventano consulenti, supporter, coordinatori e amministratori del sistema formativo. Il loro intervento non sarà più solo basato sull’erogazione dei contenuti quanto, piuttosto, si distinguerà per la capacità di gestire il processo di apprendimento nella sua globalità, sollecitati da tempistiche di redemption praticamente in real time, stimolati da una disponibilità temporale sincrona e asincrona, supportati da nuovi strumenti di analisi e valutazione.

"Una volta il docente non veniva pagato per il suo lavoro di preparazione ma per le sue prestazioni Oggi le cose sono cambiate perché chi eroga formazione si trova a dover gestire una serie di variabili che ne hanno cambiato profondamente il modus operandi. La nuova domanda di formazione da parte delle aziende si rivolge a un tipo di progettazione, erogazione e gestione coordinata e centralizzata, e questo per un docente significa dover imparare a pensare nella logica di un sistema di formazione continuo e integrato con la realtà lavorativa, che mette in relazione la gestione delle competenze, il knowledge management e un attento monitoraggio di quelle che sono le necessità aziendali10 Un altro grosso problema, infatti, è quello di riuscire a far fronte alla rapida obsolescenza dei contenuti: le competenze, infatti, invecchiano precocemente e la richiesta impone una notevole flessibilità di risposta. Per riuscire a governare i processi di formazione la soluzione suggerita dagli esperti è quella di agganciarli ai sistemi di sviluppo delle competenze, personalizzando l’offerta e inserendo la formazione all’interno dei processi aziendali, limitando l’allontanamento dal posto di lavoro. Questi sono i motivi per cui le soluzioni di e-learning stanno affermandosi con successo a ogni livello organizzativo.

"Il contesto è duplice: l’e-learning rappresenta un’opportunità e, al contempo, una necessità.Per le grandi aziende la scelta è ormai un dato di fatto mentre da parte delle Pmi c’è molto interesse anche se ci sono resistenze legate ai costi. Una soluzione potrebbe essere quella di passare attraverso le associazioni di categoria”.

Riassumendo, la base su cui scegliere quali sono i mix ottimali, quali i percorsi formativi, quali le competenze necessarie all’interno di un’organizzazione deve essere in funzione della strategia di apprendimento che l’organizzazione stessa deve definire attraverso un percorso che parte dall’individuazione delle proprie competenze chiave e indirizzi i vari aspetti di categorizzazione, definizione funzionale, definizione operativa, monitoraggio e controllo. "La strategia formativa non deve essere condizionata da vincoli tecnologici o implementativi legati agli strumenti a supporto della formazione stessa ma definire i migliori compromessi possibili tra gli aspetti di tempo, costo ed efficacia sulle diverse figure professionali. Un sistema di e-learning adatto a un’organizzazione che vuole gestire seriamente i propri processi formativi, deve essere in grado di supportare diverse metodologie e approcci, permettendo innanzitutto la gestione integrata di tutta la formazione, sia essa interna o esterna al sistema. Inoltre, devono essere consentite diverse modalità di formazione, integrate e mescolate tra loro, secondo la migliore scelta di percorso in funzione dell’obiettivo. Infine, devono essere possibili processi di amministrazione, reporting e pianificazione omogenei e integrati”.11 L’articolazione funzionale del sistema si sviluppa attraverso un componente di gestione dell’intero ambiente che comprende funzioni di controllo e di analisi, di pianificazione del sistema e, soprattutto, di gestione dei contenuti che consentono l’organizzazione del materiale formativo in "oggetti formativi riusabili", che possono essere aggregati e organizzati in lezioni e capitalizzati nel sistema per creare e gestire il repository della conoscenza dell’organizzazione. Il sottosistema di delivery multimediale dei contenuti, invece, deve fornire il supporto per l’erogazione utilizzando l’infrastruttura di rete intranet e Internet dei diversi tipi di lezione: in autroapprendimento, integrando e gestendo i corsi e i materiali spesso già esistenti in forma di Cd Rom o l’erogazione di materiale specificamente sviluppato per Web; in classe virtuale, gestendo servizi di collaborazione multimediale e permettendo di mixare e sincronizzare diversi tipi di flussi (dati, grafica, audio, video) in funzione delle caratteristiche delle lezioni e delle capacità del’infrastruttura disponibile.

 

7.5.3 Una risposta obbligata


I sistemi di formazione a distanza, facciano essi capo:

Grazie all'evoluzione della ricerca sulla comunicazione multimediale e sull'apprendimento e alla maggiore penetrazione dei pc nelle famiglie oltre che nei luoghi di lavoro, l'e-learning è diventato una realtà alla portata di tutti. Certamente questa modalità di delivery della conoscenza ricorre ancora prevalentemente nelle aziende, ma è sempre più frequente incontrare corsi concepiti per studenti a tempo pieno tenuti online. Si trovano diplomi universitari, master di specializzazione post laurea e corsi per professionisti che vogliono ottimizzare il tempo dedicato all'aggiornamento. I vantaggi per chi finalmente può superare le barriere fisiche, geografiche ed economiche aspettano solo di essere misurati. Gli studenti si chiederanno come si svolgano esami, prove e controlli. Dipende dal tipo di istituzione e dal valore legale del titolo che viene rilasciato al termine del corso. In alcuni casi dal digitale si converge in un luogo fisico, dove gli esami si svolgono nel pieno rispetto della legge. In altri dall'interazione tra più studenti collegati simultaneamente è possibile monitorare lo sviluppo di un progetto comune. La formazione a distanza si presta allo sviluppo della capacità di lavorare in rete, skill sempre più richiesto dalle imprese che si sono aperte all'e-business. Le scadenze degli esami, i continui feedback individuali e di gruppo tra tutor, professori e studenti, la formazione di classi virtuali che lavorano in sincrono e in asincrono sono fattori che uniscono il passato al futuro dell'accademia. In Rete si trovano corsi online per tutti i gusti. Di recente è emersa l'offerta di master al termine dei quali vengono rilasciati diplomi con valore legale: tra i siti più interessanti che ho analizzato posso citar:

http://www.educational.rai.it/corsiformazione
Il sito di Rai educational è ricchissimo di interviste, articoli e naturalamente corsi di formazione. In particolare ospita un corso per formatori, che insegna l'utilizzo delle tecnologie multimediali a chi vuole arricchire la didattica in classe. Nello stesso sito è ospitato l'archivio di Mediamente, una delle prime trasmissioni televisive dedicate alla convergenza al digitale.

http://www.laureainrete.polimi.it
La sede di Como del Politecnico di Milano ha attivato un corso di laurea di primo livello in Ingegneria informatica in modalità teledidattica interamente online. Si rivolge sia a studenti full time, sia a lavoratori che possono iscriversi alla versione che dura 10 semestri.

http://www.citam.unibo.it/tecnopolo
La sede di Cesena dell'Università di Bologna in collaborazione con il Consorzio Nettuno ospita un diploma di laurea in ingegneria informatica. Il modello didattico integra le lezioni in video con le videoconferenze e l'intrazione via web.

http://62.110.206.102
L'indirizzo web di Magica - Master europeo in gestione di impresa cinematografica con sede a Roma - che tra le specializzazioni include anche il master EM³. Si tratta di un corso per laureati che aspirano a gestire progetti audiovisivi e multimediali. Dura sei mesi, è interamente online e in inglese e i feedback tra docenti e discenti si scambiano via web. Le domande di partecipazione alla prossima edizione vanno presentate entro il 30 aprile 2001.

http://www.esperienze.org/index2.htm
Esperienze.net propone in collaborazione con diverse imprese della net economy quattro master focalizzati sul web. Sono corsi che richiedono un impegno di due ore al giorno per sei mesi e si rivolgono sia ai neolaureati, sia ai professionisti. All'interno del sito c'è un documento che riassume i principi ai quali attenersi per valutare la qualità della formazione a distanza.

 

7.5.3 Il campus virtuale:

Il numero di persone da formare e - soprattutto - tenere aggiornate, è tale da richiedere l'adozione di sistemi di formazione basati sulle tecnologie che consentano di gestire vaste platee d'utenza. Nascono i campus virtuali, sistemi nati per la formazione aziendale, ma ormai diffusi anche in ambito universitario

Anche fuori delle intranet aziendali, il www rappresenta lo strumento ideale per la creazione di un luogo virtuale dove concentrare la conoscenza, le competenze e le diverse professionalità. È un luogo dove gli utilizzatori possono trovare il materiale necessario per acquisire le conoscenze delle quali hanno bisogno e i supporti - umani e tecnologici - per acquisire expertise ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette e dove il capitale intellettuale aziendale può essere ottimizzato e messo in discussione.
I campus virtuali sono un grande fenomeno contemporaneo e sono parte di più ampie Corporate university aziendali, di cui costituiscono la componente "elettronica" normalmente basata sull'intranet aziendale formando un ambiente educativo dedicato, che offre percorsi formativi basati sulle tecnologie di rete e il supporto di uno specifico expertise professionale.
Quando si parla di strutture telematiche per la formazione, si preferisce ricorrere al concetto di Campus piuttosto che a quello di università, perché l'infrastruttura di un campus virtuale realmente efficiente attribuisce il giusto peso non solo allo studio, ma a tutte le strutture di comunicazione e intrattenimento necessarie per rendere l'apprendimento efficace, divertente e rilassante, punto di incontro e produzione di idee.
L'azione formativa risulta tanto più efficace, quanto meno il momento di "studio" viene visto come tale. Allo studio, infatti, possono essere attribuite una serie di valenze negative che creano uno stato di stress psicofisico. Soprattutto quando si ha a che fare con persone che hanno già completato il loro ciclo di studi, risultano invece particolarmente efficaci sistemi basati sul gioco e sulla simulazione, che coinvolgono l'utilizzatore e - abbattendone le barriere psicologiche - lo rendono più ricettivo nei confronti di quanto trasmessogli e più attento a comunicare con i propri pari e a utilizzare tutti i "depositi di sapere" messi a disposizione dalla struttura virtuale.
Il campus virtuale, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalle tecnologie di rete, consente di realizzare percorsi di formazione, fruibili senza problemi derivanti da livelli, tempi o distanze. La formazione a distanza è ottimale per essere impiegata ove le distanze rappresentano un problema (aree scarsamente popolate), oppure i tempi non consentono assenze sistematiche o prolungate dal luogo di lavoro. In questi contesti, infatti, è necessario disporre di strutture flessibili, dinamiche, adattabili alle esigenze dell'utilizzatore e dell'esperto e semplici da utilizzare sia per gli uni, che per gli altri. Oppure, semplicemente, quando il numero di persone da formare sia tale da non consentire la gestione di corsi in aula.

7.5.4 E-strategy per l'apprendimento

La struttura di un sistema di formazione basato sulle tecnologie può essere definito seguendo la strategia che gli esperti di comunicazione amano definire le "5 W" dell'informazione: Who, What, Where, When, Why.

·        Who: chi. Chi è che utilizzerà il sistema di formazione. Il campus ha obiettivi di sviluppo delle competenze core sia del personale tecnico, sia di quello manageriale da formare. In ogni caso, però adotterà diversi stilemi di comunicazione e un appropriato linguaggio

·        What: che cosa. Che cosa verrà veicolato tramite il campus. I corsi presenti nei campus virtuali sono prevalentemente destinati alla formazione dei neo assunti, mentre la formazione continua dei manager è perseguita con sistemi di aggiornamento più flessibili e basati sull'impiego di strumenti ad alta dialogicità, come newsgroup e forum.

·        Where: dove. Il "luogo" dell'apprendimento. Il campus virtuale è organizzato in forma totalmente "remota". La sua struttura può essere utilizzata come supporto a momenti di formazione in aula, dove il docente usa il courseware in linea come riferimento e supporto per le sue lezioni. Ma la parte principale dei contenuti formativi deve essere utilizzata in un ambiente distribuito e remoto di self based training, con l'eventuale presenza di tutor e di esperti che supportano l'utilizzatore nell'apprendimento dei concetti spiegati nel corso, e presentati nei sistemi di aggiornamento.

·        When: quando. Quando si studia o ci si aggiorna. Questo punto contribuisce in maniera determinante nel definire le tipologie di collegamento necessarie e i relativi set-up operativi del campus. Se il sapere erogato è destinato ai dipendenti di un'azienda, questi usufruiranno del servizio prevalentemente nelle ore di lavoro, e probabilmente accederanno al campus per mezzo della intranet aziendale. Al contrario, invece, se si sta creando una struttura destinata alla formazione di base, i collegamenti avverranno prevalentemente da Internet. Altro elemento la cui definizione è legata al "quando" è la modalità di fruizione, legata al "come" si studia. È necessario infatti definire - per valutare se prevedere momenti in aula o momenti di confronto faccia a faccia - quando tali momenti devono verificarsi. Sapere quando viene usato il servizio di formazione, è essenziale per poter definire le modalità di assistenza all'utente. Tutor, help desk, personale di segreteria, devono garantire il servizio nel momento in cui l'utente lo richiede. L'adozione di un sistema di formazione basato sull'utilizzo di un campus virtuale (che per definizione è attivo 24 ore su 24 e fa di questa caratteristica uno dei suoi punti di forza), deve essere effettuata nella consapevolezza che per poter offrire un servizio completo è necessario creare dei turni di lavoro in orari non consueti

·        Why: perché. Perché formare in Rete. L'utilizzatore del campus è un soggetto intelligente, un contributore attuale o potenziale del sapere proprietario aziendale e un professionista che si caratterizza per: indipendenza dalla localizzazione fisica; libertà nel ritmo di aggiornamento individuale; possibilità di accedere a basi di dati e sapere (anche corsuale/remoti); pratica nell'utilizzo dei sistemi informatici necessari per fruire dei servizi virtuali; tendenza a sfruttare la consulenza di esperti qualificati e tutor; tendenza a confrontarsi con altri utilizzatori di pari o superiore livello.

 

7.5.5 E-tutoring e knowledge management (KM)

Il sistema tutoriale di un campus virtuale è mirato essenzialmente a potenziare l'expertise professionale di tutti i partecipanti al processo di apprendimento. L'organizzazione e la dinamica del sistema tutoriale sono determinate dalla diffusione dei bacini di utenza. Escludendo la valutazione dei normali corsisti di base, per cui il tutoring è essenzialmente sostegno didattico, nell'ottica del KM i principali utenti hanno queste caratteristiche:
a) gruppi finalizzati di apprendimento professionale, costituiti da professional e manager a qualsiasi livello, che vengono assemblati intenzionalmente per azioni formative ad hoc. Quasi sempre si tratterà di corsi "strategici" per colmare in tempi brevi un gap formativo rilevante, in area a forte tasso di cambiamento e reingegnerizzazione.
L'uso della teledidattica e del teleaggiornamento in questo caso:

·        è parte di un sistema formativo più ampio, che può comprendere azioni di natura diversa (stage, benchmark, project work ecc.);

·        non è legata a necessità contrattuali di routine;

·        è progettata su misura: Il gruppo viene creato sulla base della domanda collettiva di formazione a livello centrale o divisionale, sulla base della verifica dei gap formativi correnti. Ogni gruppo può essere assistito da un tutor professionale avente competenze specialistiche, con compiti organizzativi e di facilitazione didattica, che viene dotato di un package operativo adeguato al compito. L'accesso al tutor può essere organizzato in modi diversi, essenzialmente per telefono e via e-mail.
Gli allievi possono essere collegati fra loro con strumenti di lavoro cooperativo, ove necessario. I singoli tutor professionali si raccordano con il learning manager e allo staff del campus per l'espletamento di tutte le attività di supporto necessario (gestione dati, elaborazione, valutazioni).
Il tutor può essere un generalista, ma ha accesso ad un parco risorse esperti coordinato dal learning manager del campus virtuale. I tutor si provvedono qui in autonomia di esperti specializzati, risorse multimediali, didattiche e informative necessarie al proprio gruppo, all'interno del circuito del campus e della intranet aziendale. I tutor si raccordano entro un'area tutoriale, coordinata dal learning manager, in cui possono trovare:

·        formazione specifica tutoriale;

·        supporti di consulenza;

·        raccordi con altre funzioni del campus virtuale;

·        risorse informative e di ricerca cui non possono accedere direttamente.

L'area tutoriale consente inoltre di creare un albo (roster) specializzato di:

·        consulenti esterni,

·        consulenti interni,
con tutti i dati di riferimento e con interfacciamento ai sistemi di gestione delle conoscenze nella intranet aziendale.

·        gruppi virtuali di apprendimento professionale, costituiti dalla convergenza delle domande individuali di accesso al sistema teledidattico. È il caso in particolare dei più alti livelli della formazione manageriale e tecnica.
I dirigenti e quadri, professional e coordinatori professionali si vedono garantito l'accesso tempestivo all'autoaggiornamento indipendentemente dalla presenza di un "gruppo" preorganizzato.
Rispettando i processi di autorizzazione (ove previsti), gli utenti vengono riconosciuti dal sistema e raggruppati in modo virtuale. Il sistema prevede un tutor professionale virtuale come referente opzionale degli iscritti (anche singoli). L'accesso al tutor avviene per telefono e e-mail.
In ogni caso viene fornito a tutti l'elenco degli altri partecipanti sincroni alla formazione, con eventuale permesso di accesso diretto (peer learning).
Il tutor viene scelto nelle liste degli specialisti (interni o consulenti) messi a disposizione dal sistema formativo aziendale ai diversi livelli di responsabilità (corporate o divisionali).
Il Learning Manager opera il coordinamento dei tutor, per tutte le incombenze di supporto, valutazione e connessione alle altre funzioni del Campus.
Anche i tutor dei gruppi virtuali sono registrati nell'Area

7.6 Osservazioni Conclusive

L’indagine svolta e presentata nelle pagine precedenti ha dato visibilità di due principali elementi: da un lato il forte e costante aumento di domanda di personale qualificato in ambito IT (ed in quantità tale da poter dare un contributo estremamente positivo alla riduzione del complessivo tasso di disoccupazione); dall’altro riuscire a fornire un’adeguata alfabetizzazione informatica a tutti i livelli della popolazione permetterebbe, da un lato, alle nuove generazioni di accedere al mercato del lavoro con la sicurezza di trovare un’occupazione che garantisca loro possibilità di crescita professionale, dall’altro, la riallocazione di quelle figure che uscite prematuramente dal mondo del lavoro non riescono a rientrarvi per mancanza di skills adeguati.

La crescita sostenuta del comparto IT nel nostro paese (elemento portante della cosidetta “Net Economy”) troverà sempre maggiore spinta dagli investimenti in tecnologia da parte delle piccole e medie imprese, in un contesto in cui lo spostamento della tecnologia verso un’ottica di servizio (dove le componenti di hardware e software costituiscono i mattoni di soluzioni più complesse) determinerà anche da parte delle aziende fornitrici di tecnologia il bisogno di un maggior numero di persone per supportare, in un’ottica di servizio appunto, una numerosità maggiore di clienti.

Emerge chiaramente quindi come lo sviluppo della New Economy, basato su un forte substrato tecnologico, potrà portare positivi effetti sul tasso di occupazione globale. Questo solo però se la sua diffusione sarà supportata dallo sviluppo parallelo di programmi di istruzione e formazione a tutti i livelli della popolazione attiva. Ed in quest’ambito il ruolo centrale può essere svolto solo dalla Pubblica Amministrazione attraverso i molteplici strumenti di cui dispone per attrezzarsi adeguatamente. Ciò può avvenire mediante una serie di strumenti sia finanziari che strutturali sviluppati attorno ad un medesimo nucleo: l’interazione continua ed a reale valore aggiunto con la domanda e con chi la rappresenta, ovvero con le aziende/enti fruitrici di tecnologia e con le Associazioni di categoria.

Solo l’interazione con i soggetti che quotidianamente fanno utilizzo della tecnologia come componente essenziale dei loro processi, può permettere il trasferimento alla formazione Pubblica di quell’insieme di valutazioni e ele-menti atti a permettere la pianificazione di piani di formazione sempre più coerenti, sia in senso qualitativo che quantitativo, con le esigenze di un mercato e di una economia contraddistinte da due denominatori comuni: uno sviluppo sempre più accelerato e una complessità sempre maggiore.

E sono proprio queste due caratteristiche, la velocità di trasformazione e la complessità in essa insita, a rendere necessario da parte della Pubblica Amministrazione la definzione di un piano straordinario sulla formazione. Ma non un piano fine a se stesso. Un piano che invece deve essere strutturato in maniera tale da dar vita ad un circolo virtuoso di soggetti, competenze, organizzazioni, infrastrutture capaci di riplasmarsi ogni volta per dare sempre corretta risposta agli input che derivano dal mercato. Un mercato come quello della tecnologia che, è giusto ricordare, è stato uno dei primi a far propri in senso pratico i concetti di competizione e globalizzazione che oggi stanno iniziando ad investire il sistema paese nel suo complesso.

E’ quindi ovvio che l’attività di formazione possa aumentare il suo grado di efficienza ed efficacia, bypassando alcuni elementi inibitori che, pur in presenza di una valida proposizione, le impediscono in alcuni casi, coi sistemi tradizionali, di soddisfare la richiesta formativa.

Parliamo di quei casi dove è disagevole l’incontro tra docente e discente per motivi di distanza fisica, di non contemporanea disponibilità temporale, o di quei casi in cui la complessità della materia trattata necessita di aule ap-positamente adeguate o di materiale a carattere interattivo e multimediale.

Se da un punto di vista metodologico è possibile segmentare le modalità di formazione in tre macro tipologie (formazione in aula con istruttore; formazione con testo scritto; formazione con strumenti tecnologici), da un punto di vista di dinamica evolutiva, la figura 1 permette di evidenziare il progressivo declino della formazione in aula (per i motivi sopra evidenziati) a favore di quella con strumenti tecnologici(come evidenziato nei paragrafi precedenti).

Figura 1

Mercato formazione per tipologia

 

 

 

 

 

 

L’utilizzo di Internet come infrastruttura di comunicazione permetterà di agevolare la comunicazione interattiva tra il tutor e lo studente, nonchè potrà permettere allo studente di “scaricare” dalla rete le informazioni necessarie quando ne ha reale bisogno e per quanto attiene le sezioni di suo interesse. Sono inoltre agevolate le attività di verifica che, veicolate attraverso la rete ne permettono la fruizione in modo efficace, efficiente e mirato rispetto alle specifiche necessità. Inoltre giocano un particolare ruolo le tecnologie multimediali cosi disponibili.12

Lo sforzo per un sistema di formazione efficiente non può sicuramente prescindere da un piano straordinario che veda la Pubblica Amministrazione in primo piano, ma è basilare che dentro il piano stesso sia contenuto un progetto per far evolvere le tecniche formative in coerenza con le possibilità

offerte dalle nuove tecnologie disponibili: Internet su tutte.

 

 

 

8.RECRUTING ON LINE

8.1 le politiche di reperimento aziendale

Le politiche di reperimento volte a colmare lo skill shortage si concretizzano in azioni mirate che puntano a trovare competenze attingendo non solamente all’esterno dell’azienda ma anche al suo interno[4], tra le risorse presenti.(FIG.1)

 

 

 

 

La misura più adottata è quindi quella di cercare personale già formato sul mercato, proveniente da aziende utenti e anche concorrenti. Inoltre è sempre più perseguita dalle aziende anche l’assunzione del personale, seppure dotato di una certa esperienza nel mondo lavorativo, sia da formare attraverso piani specifici; in questo caso l’azienda non risolve nel breve periodo le criticità legate alla mancanza di competenze, ma può invece sviluppare competenze più attinenti  allo specifico aziendale.

Ciò che comunque appare un grosso problema è l’aspetto dell’ utilizzazione della riconversione del personale interno all’azienda come mezzo per colmare professionalità mancanti; questo è soprattutto vero per le aziende in cui la riconversione significa in realtà esubero di risorse in certi ruoli o con determinate caratteristiche. Ben diverso, infatti, è il caso della mobilità interna sollecitata dalle aziende anche tramite “job posting[5]” interno e volto ad incontrare i desideri di cambiamento dei propri dipendenti a fronte di posti di lavoro effettivamente vacanti. Gli elementi che vengono presi in considerazione nel reperimento di personale da formare variano sostanzialmente da quelli relativi al personale con esperienza. In questo caso, infatti, più che richiedere competenze anche minime nell’area di assunzione, le aziende preferiscono valutare il valore della risorsa per quelle che sono le sue esperienze, puntando maggiormente su aspetti intangibili: voglia di crescere, orientamento al cliente, capacità di lavorare in team, rigore metodologico, capacità di aderire alla carta dei valori aziendali, ect.  Il reperimento di personale dall’esterno avviene attraverso l’utilizzo di più strumenti (Fig.2)

 

 

 

 

 

Infatti tutte le aziende preferiscono avere a disposizione più canali di collegamento e sfruttare l’uno o l’altro a seconda delle diverse esigenze. I mezzi maggiormente utilizzati sono comunque quelli che evidenziano un atteggiamento attivo e propositivo da parte del candidato ed una interazione con il personale: risposte ad inserzioni, auto segnalazioni e segnalazione del personale già presente in azienda.

8.2 Verso una valutazione dell’efficacia della tecnica di reperimento

Le diverse modalità di reperimento nel settore della net economy vengono sfruttate dalle aziende con intensità diverse a seconda della tipologia delle figure cercate. Le aziende attribuiscono diversi livelli di efficacia alle varie modalità, in termini di costo e di tempo, ma anche di aderenza alle aspettative per personale di tipo manageriale o di tipo tecnico. Alcune aziende stanno cercando , infatti, di definire ‘misuratori’ oggettivi in grado di valutare il grado di efficacia di una modalità di reperimento rispetto ad un’altra. E’ infatti inevitabile che l’azienda voglia conoscere l’efficacia e l’efficienza delle diverse fonti utilizzate. Ad un livello più evoluto, vengono anche definiti dei veri e propri indicatori, quali ad esempio la qualità delle risposte ad un annuncio e quindi la sua efficacia in termini di richiamo, nonché il costo per assunzione, ovvero quanto efficace è stato ricorrere ad una modalità e come questa è legata anche alla tipologia di risorsa richiesta.La valutazione dell’efficacia dei diversi canali si basa su diversi aspetti (Fig.3)

 

 

 

 

 

 

·        Le inserzioni sul sito web aziendale o su siti di job posting sono considerati validi in termini di risparmio dei tempi e dei costi, ma poco indicati per reperire figure di tipo manageriale. I vantaggi derivanti dall’utilizzo di siti di job posting sono sicuramente, oltre alla riduzione del tempo, costi certi e monitorabili (e abbattimento dei costi nascosti), la garanzia di aggiornamento continuo e le maggiori possibilità di contatti con l’estero. Inoltre, spesso questi siti offrono una serie di servizi a corredo, che vanno dalla formazione al supporto consulenziale.

·        Le segnalazioni interne si rivelano da parte delle aziende il mezzo più efficace di reperimento. Aziende che si sono sviluppate molto in fretta, alcune start up ed aziende che fondano il loro business su tecnologie innovative, e quindi che richiedono skill poco presenti sul mercato, sono spesso costituite da personale quasi esclusivamente reperito attraverso il ‘passaparola’ dei dipendenti.

·        Le autosegnalazioni dei candidati sono particolarmente efficaci in termini di tempo, non sempre risultano perfettamente aderenti alle esigenze aziendali.

·        Università e centri formativi in generale sono ritenuti particolarmente economici, anche se necessitano tempi più lunghi e quindi non possono essere utilizzati per far fronte a necessità impellenti. Nei confronti delle università, le aziende cominciano ad avere un approccio diverso rispetto al passato: l’interesse non si rivolge più esclusivamente ai neolaureati, ma comincia prima, nei confronti dei laureandi, i cui potenziali possono già essere sviluppati attraverso attività di stage, e che rappresentano anche un buon terreno formativo e di test della risorsa. Cresce d’altra parte il numero di stage che sfociano in assunzioni al termine del periodo. E’ inoltre in continua crescita il numero di iniziative promosse congiuntamente da università e aziende per creare dei primi contatti con i laureandi.

·        Le società specializzate, ed in particolare gli head hunter[6], vengono considerate particolarmente efficaci per il reperimento di figure professionali di alto profilo, tipicamente con funzioni di tipo manageriale.

·        Le inserzioni su carta stampata non vengono considerate lo strumento più idoneo in termini di efficacia complessiva.

8.3 E-Recruitment

Il ricorso ad internet, quindi,  come strumento di reperimento delle risorse e come mezzo di job posting interno è aumentato molto in Italia e gli altri paesi europei sia presso le aziende ICT che presso le aziende utenti. (fig.4)

 

 

 

 

 

 

Come possiamo vedere dalla figura 3 l’efficacia migliore ,per le figure professionali con competenze quasi esclusive su tecnologie e servizi correlati ad internet, dopo le segnalazioni interne e le autosegnalazioni, è rappresentata dai siti di job posting. Protagonista di questi siti[7] è un individuo con un’occupazione che intende valutare l’esistenza di nuove opportunità, cultura medio-alta, competenze tecniche molto  spiccate. I vantaggi derivanti dall’ e-recruitment sono diversi:

·        Grande visibilità

·        Riduzione dei tempi di comunicazione e di costi

·        Spazi illimitati

·        Maggiore flessibilità e garanzia del just-in-time[8]

Dall’altro lato, tuttavia, richiedono all’azienda aggiornamento continuo (tutto deve avvenire in tempo reale) e la capacità di rendere lo strumento efficace, onde evitare il rischio di generalizzazione e di richieste poco puntuali.

 

I siti di job posting vengono utilizzati da un crescente numero di aziende, ma quasi esclusivamente per la ricerca di figure professionali di tipo tecnico. Il mercato potenziale dell’ e-recruitment[9] nel 2002 sarà pari a 7.000.000 di Euro (circa 1.400 miliardi di lire); la spesa italiana dovrebbe essere di circa 4.700 Euro (90 miliardi di lire) con tassi di crescita negli anni successivi pari al 60%.

8.4 I siti di job posting

8.4.0 Analisi del mercato del job posting online

L’Online Recruitment, nato circa 5 anni fa negli Stati Uniti, è ancora un fenomeno ‘nuovo’ in Europa. E’ apparso in Scandinavia per la prima volta ed è diventato successivamente uno strumento paneuropeo, pur con un livello di maturazione estremamente diverso tra i diversi mercati. Oggi sono numerosi i dipartimenti Risorse Umane che utilizzano il recruitment online, spesso associando l’azione della loro internet e del Web Site con i servizi di società online esterne. Già nell’anno 2000 le ricerche avevano evidenziato la crescita esponenziale dell’e-recruitment a livello mondiale. Le ricerche più recenti non solo hanno confermato la forte crescita di interesse sia da parte di chi cerca e di chi offre lavoro , ma hanno addirittura mostrato risultati e previsioni ancora migliori di quelli ipotizzati un anno fa. L’ultima ricerca IDC stima il mercato mondiale per il 2001 in oltre 2,5 miliardi di dollari (con una percentuale per l’Europa di circa il 35%), con una crescita media annua per i prossimi del 52%. Il mercato in Italia raggiungerà i 45 miliardi nel 2002, con una concentrazione molto alta;quasi il 90% del fatturato sarà concentrato nelle mani delle prime 5 società.(Fig.nn)

 

 

 

Fig. X Analisi delle principali società di recruitment online 2002

(Fonte:analisi Talent Web Solution 2001)

I vantaggi di Internet
La crescita esponenziale di questo canale non è una semplice moda destinata a consumarsi. Rispetto alle formule tradizionali, i vantaggi espressi da Internet nella ricerca di lavoro sono netti. Tramite l'e-recruitment si accelerano drasticamente i tempi di pubblicazione degli annunci e di risposta ad essi: il time to market, ossia lo spazio temporale che intercorre tra l'emergere delle esigenze di nuovo personale e il trovarlo, scende dalle 4 settimane dei metodi tradizionali a 10-15 giorni, con record addirittura di 4 giorni; inoltre, si riducono i costi, compresi quelli interni in termini di ore-lavoro per l'azienda, e i curricula arrivano subito via e-mail alla persona incaricata delle selezione, senza inutili viaggi di scrivania in scrivania. Queste grandi possibilità, sommate a un mercato in espansione, hanno portato al moltiplicarsi dei siti che si occupano di intermediazione della ricerca di risorse umane. Il servizio si rivolge in maniera adeguata sia all'azienda sia ai candidati. Anche per loro, infatti, i vantaggi sono rilevanti. Normalmente l'iscrizione è gratuita. E' possibile lasciare il proprio curriculum e, in molti casi, ricevere l'aggiornamento delle ricerche nella propria casella di posta elettronica. Si possono, inoltre, utilizzare motori di ricerca o directory per controllare il settore di proprio interesse e una risposta all'annuncio di un'azienda finirà con certezza all'e-mail di chi si occupa della ricerca (…)

8.4.1 It recruitment[10]

Un servizio completamente gratuito, la risorsa più completa per tutti coloro che offrono e cercano lavoro nel settore dell'Information Technology nel nostro paese.
Cominciano ad essere tanti, nel nostro paese, i siti che offrono servizi di contatto per coloro che offrono o cercano lavoro. Si tratta per lo più di semplici bacheche, spesso divise in categorie, atte a contenere annunci lavorativi inerenti molti settori. IT-recruitment.it si differenza dalla massa per molti aspetti. Questo vero e proprio portale della comunicazione lavorativa nasce specializzato nel settore dell'informatica, per professionisti e per aziende. Il sistema consiste in un database di profili indirizzati all'IT e in un insieme di risorse utili alle aziende. La differenza con gli altri siti che offrono questo stesso servizio risiede proprio in questa specializzazione. Qui si trovano solo risorse rivolte a questo preciso mercato, selezionate da un'azienda leader nel settore, e che quindi garantisce la massima serietà ed esperienza nella selezione dei dati offerti nel sito. Graficamente il sito è valido e intuitivo da navigare, e permette l'inserimento dei profili professionali con un livello di dettaglio tale da mettere sicuramente in luce i molti aspetti delle esperienze professionali del settore IT. It-recruitment permette ai professionisti privati di compilare il proprio profilo professionale utilizzando 4 categorie, venti sezioni e 518 voci tecniche. Per le aziende è possibile selezionare e salvare i profili che interessano in una sorta di cestino, a mò di commercio elettronico, per utilizzarli poi in seguito. Il grosso vantaggio è che il servizio è gratuito e che in questo modo si annulano tempi e costi di ricerca, sia per i professionisti che per le aziende.

Tra i siti di recruiting online, It Recruitment è sicuramente uno dei più specializzati e autorevoli. Si tratta di una piazza virtuale, dove si incontrano i professionisti del'It e le aziende che cercano profili in questo settore. I primi possono compilare un Cv online, che comprende fino a 600 voci tecniche. Le aziende, una volta individuato un profilo interessante, possono mandare un'e-mail al candidato, che può scegliere se rispondere o meno. It Recruitment è dunque un osservatorio privilegiato sulle nuove professioni.

8.4.1 Skillpass[11]

In uno scenario dove le nuove tecnologie e le informazioni cambiano e si
evolvono in modo così veloce e frequente, la conoscenza, la professionalità
e l'aggiornamento sono indispensabili.
Skillpass si rivolge a tutti coloro che vogliono entrare nel mondo del
lavoro legato alle nuove professioni maggiormente richieste nel settore
dell'Information Technology.

Per chi è interessato a presentarsi sul mercato della net-economy e a
sviluppare la propria professionalità attraverso l'utilizzo della rete e
delle nuove tecnologie informatiche Skillpass è la soluzione giusta.

Per iscriversi basta compilare in tutte le sue parti la scheda di adesione
attraverso il nuovo sito www.skillpass.it si avrà la possibilità di inserire
il CV direttamente nel database di Skillpass; inoltre è attivo un servizio
sempre aggiornato con informazioni sul mondo del lavoro e sulle professioni
più richieste dal mercato.

Skillpass si propone di facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro legato
alla net-economy sia alle professionalità già ben delineate, offrendo un
servizio di recruiting online che rende visibili i curricula alle aziende
interessate ad assumere professionisti nel settore dell'ICT, sia alle
professionalità da formare compresi i neolaureati e neodiplomati, che
vogliono partecipare a corsi di formazione con agevolazioni esclusive e
prezzi competitivi.

Skillpass garantisce la scelta tra le migliori scuole per chi ha bisogno di
riqualificazione o di aggiornamento professionale.

Su richiesta diretta delle imprese, Skillpass offre la possibilità di
aderire a stage finalizzati all'assunzione promossi da aziende che cercano
risorse umane da formare.

______________________________

Skillpass S.p.a. è una società che si occupa di selezione, formazione e
ricerca di personale nel settore dell'ICT. Ne fanno parte Sviluppo Italia e
alcuni tra i più importanti Istituti di credito italiani: Intesa BCI,
Unicredito Italiano, Banca di Roma, Banca Popolare di Bergamo - Credito
Varesino, Banca 121, Bipop Carire.
Nel primo anno di attività ha registrato 60.000 richieste di adesione e,
tramite la realizzazione di 14 learning center distribuiti su tutto il
territorio nazionale, 4.300 ragazzi hanno partecipato a corsi di formazione
specializzandosi nei mestieri più ricercati dal mercato della net-economy.

 

 

 

8.4.2 Jobpilot

Navigando tra i molti siti dedicati all'e-recruitment ci si imbatte nelle agenzie italiane di colossi multinazionali presenti in vari Paesi europei e non, che si rivolgono a un pubblico composito. E' questo il caso di jobpilot (www.jobpilot.it), network di siti, presente in Italia attraverso la filiale nazionale della società jobpilot AG, fondata nel 1995 e presente in tutto il mondo con 19 sedi. L'inserimento del curriculum attraverso la form composta da 7 sezioni (esperienze professionali, ultima posizione ricoperta, luogo di lavoro, lingue e conoscenze informatiche, tipo di lavoro desiderato, studi effettuati e una lettera di presentazione) è gratuito, ha durata di 3 mesi ed è del tutto anonima: le aziende contatteranno il candidato attraverso un messaggio alla mailbox riservata su jobpilot.it senza conoscerne i dati anagrafici. Nel rispetto della privacy, infatti, i dati vengono archiviati in un database riservato e comunicati alle aziende solo su iniziativa dell'utente. Alle inserzioni, comunque, si può rispondere anche senza aver lasciato il proprio curriculum. Se ci si registra attraverso My jobpilot, si possono ricevere via e-mail le offerte di lavoro più affini ai profili professionali suggeriti dall'utente. Si possono trovare anche opportunità di stage e di lavoro all'estero, mentre per senior e top management è stato attivato il canale Management.

 

 

 

 

8.4.3 Jobline/Monster

 

 

 

 

 

 

8.4.4 Stepstone

9.STRESS ECONOMY

9.1 Verso il “lavoro rifugio”…

Il paradosso è in agguato: all'euforia per le professioni digitali non sembra corrispondere un andamento altrettanto brillante della new economy, che è sempre più insistentemente in crisi. Come inquadrare e pagare queste migliaia di potenziali futuri dipendenti? Ecco allora nuove modalità di svolgimento del lavoro, nuovi contratti, che spesso includono l'offerta di diventare azionisti dell'azienda che assume e non più solo dipendenti.Il rapporto Censis sulla società italiana nel 2001 parla di una tendenza al "lavoro-avventura" che starebbe rapidamente soppiantando la tradizionale ricerca di un "lavoro-rifugio": non più certezze e garanzie, ma l'accettazione di una sfida alle proprie capacità. Oggi le opportunità sono legate alla capacità individuale di cercare lavoro, di avere professionalità e di venderla sul mercato1.

Si affermano infatti contratti sempre più flessibili per figure professionali del tutto inedite, spesso scarseggianti o addirittura pressoché irreperibili su un mercato del lavoro ancora piuttosto tradizionalista in Paesi come il nostro (ma è recente anche l'appello da nazioni quali la Germania o l'Austria, che aprono le porte a "immigrati hi-tech", ad esempio dall'India, Paese emergente nello scenario della new economy.Ai nuovi modi di assumere corrispondono tuttavia anche nuovi modi di licenziare. "Non tutta la flessibilità è ineluttabile. Le imprese spingono su questo pedale ma in molti casi non è detto che la flessibilità sia l'unico modo per lavorare, per produrre."2 Insomma, se da una parte la nuova economia va alla disperata caccia di new workers, dall'altra licenzia a man bassa. E pare che quando si tratta di congedare i dipendenti, la new economy segua procedimenti del tutto simili a quelli della old. Anzi, molto spesso si fa anche meno scrupoli, vista l'anomalia di molti contratti e la scarsa o nulla tutela sindacale accettata dagli stessi lavoratori.

9.2 U.S.A. e licenzia…

“L’America licenzia a raffica gli impiegati della new economy, mentre l’Italia stenta a trovare professionisti per il settore dell’information technology. L’epoca della globalizzazione e il traguardo del telelavoro rendono disomogeneo il panorama dell’e-work. E la leadership delle grandi dot com non sembra più così granitica. Ma tra ritardi e rallentamenti della Web economy chi paga di più?”

«A me non è ancora toccato, ma potrebbe capitare presto.» 
È con questo spirito che molti impiegati della new economy americana si apprestano ad affrontare ogni giorno il proprio lavoro. La raffica di licenziamenti che ha colpito il settore dell’information technology non ha precedenti: nel solo mese di aprile 2001 circa 35.000 dipendenti di società che operano nelle aziende Internet hanno dovuto spegnere il Pc e tornare a casa. Si tratta di un numero considerevole, soprattutto se si pensa che nell’intero 2000 il totale dei lavoratori che hanno perso il posto nelle e-company americane ammontava a 36.177 unità. In un solo mese si è quasi raggiunto il triste primato di un anno intero e per il mercato del lavoro americano i prossimi anni  si apprestano a essere preoccupanti. Non si tratta delle dot com nate sulla spinta dell’entusiasmo di giovani ma inesperti imprenditori e neppure delle società che soffrono il primato della concorrenza. A presentare oggi il foglio rosa che notifica il licenziamento dei dipendenti sono proprio loro, i leader di mercato, i protagonisti dell’Internet american dream.

Tra le tristi avventure della new economy d’oltreoceano quella che tocca più nel vivo lo spirito americano è sicuramente la vicenda di Altavista3, che per far fronte al calo della spesa pubblicitaria ha tagliato un quarto della sua forza lavoro e deciso di abbandonare l’offerta di free net.  Niente più sogni per i dipendenti degli Excite Studios, produttori di contenuti media di Excite@Home4, un’altra grande storia di successo delle Rete. Dopo 6 anni e una flessione dell’80% in Borsa, l’azienda specializzata in trasmissioni Internet ad alta velocità, con quasi 3 milioni di utenti, ha deciso di ridimensionare il suo staff. Naviga in cattive acque anche Etoys5, sito di e-commerce di giocattoli, che ha licenziato a fine gennaio il 70% degli impiegati e chiuso i battenti europei. La situazione del gruppo, tuttavia, preoccupa di più gli investitori che in un anno hanno visto scivolare il valore delle azioni da 25 dollari a soli 16 centesimi.
Una vera ecatombe è, invece, quella che si è registrata tra le fila dei colossi della produzione hardware e delle telecomunicazioni. Ha iniziato Xerox6, nel “lontano” ormai  2000, licenziando 3.500 dipendenti, seguito a ruota da Hewlett Packard7, con 1.700 lavoratori, Motorola8, che ha soppresso 2.500 posti, Gateway9che ha perso il 10% della sua forza lavoro.
La maglia nera spetta, però, a Lucent Technologies10 che insieme al licenziamento di 10.000 dipendenti ha deciso di vendere anche un campo da golf (!) e WorldCom11 che ha tagliato il 15% dei posti di lavoro: ben 11.000 dipendenti. Per il Ceo del gruppo Bernard Ebbers, dopo il crollo del 60% al Nasdaq, «si è trattato dell’ultima risorsa per evitare la crisi. In questo momento non si può fare diversamente».
Tra i casi che riguardano il Vecchio Continente, è degna di nota la controversa vicenda delle «formiche» di Letsbuyit.com12, il gruppo d’acquisto via Internet più importante in Europa. Dopo essersi salvato in extremis dal fallimento e ritirato i libri contabili già consegnati al tribunale di Amsterdam, sopravviverà grazie al finanziamento di 4 milioni di Euro della tedesca Kimvestor Ag, società di venture capital posseduta dall’ex hacker Kim Schmitz, un giovane che in passato ha violato anche i siti Internet della Nasa e del Pentagono.

9.3 L’Italia che cerca

Situazione assai diversa in Italia…L’Italia, è noto, viaggia con almeno 3 anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti nello sviluppo dell’economia legata a Internet. E come gli Usa del primo periodo Clinton sta vivendo un miracoloso boom del settore, registrando una forte diminuzione della disoccupazione. Una conferma viene dal rapporto Internet 150, di PricewaterhouseCoopers13, che sia a livello europeo sia italiano, evidenzia ottimi risultati. Sebbene al penultimo posto in Eurolandia per i tassi di disoccupazione, l’Italia ha guadagnato un punto percentuale rispetto al 2000, raggiungendo una quota del 10,5% sul totale della forza lavoro.
Ancora più significativo è il studio di Microsoft Italia e NetConsulting sullo skill shortage nel settore dell’information technology made in Italy, ovvero sulla mancanza di professionisti da impiegare tra le fila delle società Internet italiane e la scarsa alfabetizzazione informatica. Secondo questo studio, il deficit formativo e l’impossibilità di reperire persone specializzate porterà nel 2002 a un mancato introito di 22.000 miliardi per l’ICT, una cifra paragonabile alla dimensione del comparto italiano degli autoveicoli o di quello farmaceutico. Le risorse professionali che servono nelle nostre «officine Web» sono ben 69.000: una cifra uguale a tutti i lavoratori che hanno perso il posto negli Usa dall’inizio del 2000 a oggi!
Un po’ per vezzo un po’ per necessità, si è arrivati, addirittura, a battezzare alcune società italiane «No sleeping company», come nel caso di E-Tree14, new media agency del gruppo Etnoteam15, che per fare fronte all’impressionante incremento delle commesse e delle ordinazioni (il fatturato della società è lievitato del 500% in un anno), ha deciso di ospitare i dipendenti anche di notte, a fianco di Pc e server, e aprire una nuova sede anche in Slovenia. E questo non è un caso isolato, la crescita è esponenziale in tutto il settore. 
Secondo previsioni basate su dati Assinform, dal 1999 al 2001 il mercato It è lievitato, infatti, del 15%, pur perdendo 7.000 miliardi d’introiti a causa dello skill shortage. In Italia i conti delle società quotate al Nuovo Mercato o delle aziende fortemente sbilanciate verso l’e-business crescono con valori a 3 cifre. Basta citare Dada16, che rispetto al 1999 ha quadruplicato il fatturato annuale (+302%) .
Sebbene l’economia americana rallenti e quella italiana registri tassi di crescita nel settore dei servizi sempre più bassi rispetto al 2000, l’aumento dei carichi produttivi all’inizio del 2001 continua a stimolare una significativa espansione delle forze lavorative e a dare fiducia agli imprenditori nella ricerca di professionisti del Web. Questo dato viene certificato anche da Reuters/Adaci che ogni mese pubblica l’Italian Services Index che tiene sotto controllo i cosiddetti «nuovi affari». I livelli occupazionali sembrano crescere, ma al tempo stesso non sono sufficienti per affrontare le opportunità che Internet crea in Italia. Visti i buoni bilanci delle società Internet, è ragionevole pensare che gli investimenti futuri verranno indirizzati soprattutto verso la formazione e nuove assunzioni. Nella recente visita di Bill Gates a Roma, il fondatore di Microsoft ha dichiarato che «l’Europa dovrebbe copiare il modello americano per quanto riguarda gli investimenti in formazione e la struttura del mercato del lavoro». Certamente alludeva alle opportunità di lavorare a distanza e alla flessibilità di orari, allungabili, come espresso in una veloce battuta (applaudita, però, solo dagli esponenti di Confindustria), «oltre le 50 ore settimanali». Il riferimento non era certo alla mobilità degli e-worker americani di questo periodo. Resta indubbio, infatti, che Usa e Italia sembrano avere problemi opposti, quantificabili oggi in 70.000 posti di lavoro. Ma basterà la Rete a mettere in contatto due realtà complementari?

9.4 Sindacati e associazioni professionali.

C'è una lezione che emerge da tutto questo panorama? Forse quella che nuova economia e nuovi lavori vanno osservati non più come la rivoluzione che improvvisamente travolge tutti i modelli precedenti, ma come un fenomeno assai mutevole che segnala una linea di tendenza planetaria, progressiva e capillare: il passaggio dal posto fisso al "lavoro-avventura" ne è un esempio abbastanza significativo. I primi, clamorosi fallimenti nella new economy, i primi grandi ridimensionamenti nelle file dei new worker hanno fatto piazza pulita dell'euforia un po' malsana degli inizi, per far spazio a una situazione più realistica. Se con una mano l'economia digitale già comincia a ristrutturare e licenziare come fosse un settore produttivo maturo, dall'altra cerca disperatamente nuovi addetti e soprattutto nuove idee. Luci e ombre, tendenze espansive e selettive, come in ogni settore dell'economia e della produzione. Non più allora l'Eldorado, ma un nuovo ambiente, una nuova "casa" di creatività, di lavoro, di vita, che giorno dopo giorno si modifica e propone nuovi modelli culturali e anche psicologici. La storia non fa salti, nemmeno quella del mondo digitale

I recenti terremoti del Nasdaq hanno molto ridimensionato la grande Rete, rivelando una verità finora nascosta o volutamente ignorata. Articoli di giornale e siti come Netslaves.com(vedi paragrafo 5.6) hanno raccontato storie orribili e tremende di sfruttamento, tanto da far guadagnare ai lavoratori l'appellativo di "schiavi del web". I lavoratori spesso sono stati messi a tacere dalle società con la promessa di partecipazione agli utili, che poi non è stata sempre mantenuta. Nel 2000 i licenziamenti nel settore sono stati oltre 40 mila e sono sempre di più i dipendenti di società del net, come Amazon.com, che si sono rivolti al sindacato delle comunicazioni per avere tutele e garanzie. Si parla di clamorosi scioperi, in aziende dove le voci di tagli del personale si sono fatte più insistenti, che potrebbero preludere alla rinascita delle Trade Unions, tradizionalmente molto combattive oltreoceano.

"Molti lavoratori della new economy si trovano in una situazione difficile: lavorano fino a sedici ore al giorno, poche vacanze, moltissimo stress e una forte pressione - afferma Gretchen Wilson del sindacato delle comunicazioni CWA - Se la società dalla quale sono impiegati si rivela poi un successo, i loro sacrifici vengono premiati, ed i loro guadagni sono altissimi. Ma spesso accade il contrario, e sono loro a pagarne le conseguenze".

Negli Usa il web dà lavoro a tre milioni di persone. Molti sono diventati miliardari ma moltissimi hanno fallito miseramente. Secondo la Wilson, i lavoratori della nuova economia non hanno mai sentito fino ad ora la necessità di sindacalizzarsi. Adesso però cominciano a familiarizzare con l'idea del sindacato, "un sindacato diverso da quello dei nostri genitori: una nuova forma di aggregazione che si adatterà ai bisogni del mercato."

E di fatto i contratti sui quali il sindacato e i lavoratori stanno lavorando cercano di adeguare alcuni aspetti dei vecchi contratti ai bisogni di oggi, come assistenza sociale per i figli e per i parenti anziani dei dipendenti, possibilità di contribuire maggiormente ed in modo creativo allo sviluppo della società, orari più umani ed uno stipendio garantito, oltre alle tanto discusse stock-options, ovvero le azioni societarie che sostituiscono la regolare retribuzione

"All'inizio credevo di lavorare in un'impresa che avrebbe migliorato l'America. Dopo tanti lavori deludenti, questo sembrava diverso. E invece era un mito".17Con la prima crisi anche nella New Economy arrivano i traumi sociali, vacillano le certezze sulla superiorità di questo modello con poco Welfare e pochi ammortizzatori assistenziali. Colpito dall'insicurezza, il mondo di Internet scopre perfino una voglia di sindacato. "Con le aziende Internet ho chiuso" dice l'indiano Asim Taher. Tecnico programmatore di siti web, oggi disoccupato, si è rivolto all'agenzia di collocamento BrassRing a San Francisco. "Stavolta cerco un'impresa grossa, quotata in Borsa e col bilancio solido, per un posto di lavoro che duri". Dopo un decennio di boom, la frustata dei licenziamenti colpisce all'improvviso e disorienta.
Taglia la grande industria tecnologica della Silicon Valley (HewlettPackard: 1.700 licenziati), tagliano le dot.com del commercio elettronico (Amazon, Barnes&Noble.com, eToys, Webvan), taglia il nuovo gigante multimediale America Online Time Warner: 2.400 esuberi. Il settore Internet in senso stretto ha perso 51.000 posti di lavoro in un anno, di cui 13.000 nell'ultimo mese18.
In assoluto i traumi sociali subìti nella New Economy sono ancora leggeri: poca cosa rispetto ai 26.000 licenziati in un sol colpo dalla Chrysler, a 10.000 esuberi tra Ford e General Motors, ai 16.000 telefonici mandati via da Lucent nel New Jersey.
 "L'esperienza insegna: prima va giù l'economia, poi con ritardo le statistiche sulla disoccupazione salgono, inesorabilmente" dice Sung Won Sohn, chief economist della banca Wells Fargo. Le crisi americane hanno ritmi fulminei, si passa dall'euforia del boom al pessimismo cupo in un attimo. E la flessibilità fa sì che il mercato del lavoro sia un sismografo fedele: in pochi mesi le cadute dei consumi e degli investimenti diventano lettere di licenziamento.

I primi a sentire che il clima sociale della New Economy sta cambiando sono i sindacalisti. "Prima non sapevano neppure che esistessimo, ora siamo sommersi dalle richieste dei dipendenti di dot.com (le società Internet) che vogliono saperne di più sui diritti dei lavoratori"19,
"La New Economy sta maturando e viene a cercarci. I primi a cercare una tutela sono quelli dalle mansioni più dure e stressanti. E' logico che vadano verso il sindacato"20. L'e-commerce è anche questo: i giovani addetti al servizio clienti passano le loro giornate al telefono tentando di placare consumatori scontenti per i ritardi nelle consegne, o per riparare gli errori di un software non sempre efficiente.
Per i dipendenti delle dot.com in difficoltà21, iscriversi al sindacato e ottenere un contratto di lavoro regolare è una precauzione. In caso di fallimento del datore di lavoro, i loro salari saranno privilegiati nella liquidazione giudiziaria. Ma certi imprenditori temono il sindacato come la mazzata che può precipitare la crisi. E' il caso di Etown.com, un sito Internet di San Francisco che fornisce informazioni sui prodotti elettronici.

La flessibilità è uno degli ingredienti del miracolo americano. Esempio: tre milioni e mezzo di posti di lavoro con contratti a termine, creati in pochi anni dalle agenzie che affittano manodopera. Il presidente di Manpower, la più grossa di queste agenzie, non nasconde la contropartita: "Se un'impresa ha 500 dipendenti suoi e altri 100 presi in affitto a termine da noi dice Jeffrey Joerres quando arriva una congiuntura debole i primi ad essere cacciati sono i nostri".
Per lo studioso di relazioni industriali Gary Chaison, "il sindacato fa benissimo a interessarsi dei nuovi settori trainanti dell'economia. Se riesce a entrare in queste aziende giovani e innovatrici, dimostrerà che il movimento sindacale non è più quello dei nostri nonni e delle fabbriche con le ciminiere".

9.4.1 Le associazioni professionali in America.

WashTech 22

Tra i più convinti della possibilità di collegare in rete i lavoratori vi sono i fondatori di Washtech, la Washington alliance of technology workers. Si tratta di un'associazione di professionisti che lavorano nel settore delle tecnologie informatiche: autori, programmatori, sviluppatori, amministratori di reti e altri lavoratori, a tempo determinato o indeterminato, di quasi un centinaio di società dello Stato di Washington, dove è concentrata buona parte dell'industria hi-tech. Non è un sindacato nel senso tradizionale del termine: non rappresenta i lavoratori nei luoghi di lavoro né partecipa ai negoziati per i contratti. È "un gruppo di gente che lavora nella stessa industria unitosi per portare avanti i propri interessi" ed è affiliato al Cwa (Communications workers of America), il sindacato che rappresenta 630mila addetti del settore comunicazione. L'Alleanza non rifiuta la flessibilità ma si batte per maggiori diritti e benefici, migliori condizioni e retribuzioni e contro abusi e discriminazioni. Offre informazione, corsi di formazione, aggiornamento e riqualificazione e consulenza legale.

 

Alliance of new economy workers (Anew) 23

L'Alleanza dei lavoratori della new economy è stata promossa alla fine del 1999 da un gruppo di dipendenti di Amazon. Il sito propone la sottoscrizione di un appello in cui si chiede alla società di Seattle il rispetto di alcuni diritti: una politica di ferie e congedi che tenga conto delle esigenze familiari dei lavoratori; una retribuzione almeno pari alla media salariale del settore; la copertura sanitaria per i dipendenti e per le loro famiglie; regole eque e coerenti per tutto il personale; il pagamento degli straordinari obbligatori effettuati oltre le 50 ore settimanali; la possibilità di assunzione per i lavoratori a tempo determinato e la non interferenza nelle scelte sindacali dei lavoratori.

Alliance@Ibm 24

Tra i "tecnolavoratori" che si sono organizzati per cercare di ottenere migliori condizioni di lavoro ci sono anche quelli del colosso dell'industria informatica Ibm. Alliance@Ibm unisce impiegati, dipendenti a tempo determinato, collaboratori a contratto e pensionati della società. I manager, invece, sono esclusi: "Lo sai che ogni dirigente" - è scritto sull'homepage - "ha un contratto scritto che gli garantisce lo stipendio, i benefici e la pensione?" e all'ipotetico lavoratore che teme che aderendo all'associazione possa perdere dei diritti, il sito risponde: "quali diritti hai adesso?". Il coinvolgimento dei precari è così spiegato: finché essi avranno salari inferiori e saranno privi di benefici i vertici saranno incentivati a rimpiazzare i lavoratori "regolari" con quelli a tempo determinato. Nella pagina "Meet the enemy" ("Conosci il nemico") vengono segnalati i siti delle istituzioni considerate più ostili verso i diritti sindacali.

It workers network25

ITWorkers.Net è un'organizzazione che sostiene i professionisti che operano nel settore delle tecnologie informatiche, in particolare quelli, probabilmente la maggioranza, che lavorano in condizioni precarie. L'obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza dei lavoratori e contribuire alla costruzione di ambienti di lavoro più vivibili. "Molti professionisti dell'information technology sono lavoratori a contratto… lavoriamo per società di 'servizio', dove noi forniamo il servizio e loro prendono i soldi. Vorremmo creare ruoli più definiti, avere meno disparità salariali, più garanzie e formazione, più controllo sulle nostre carriere e più stabilità nelle nostre vite" - affermano i promotori nella dichiarazione di intenti dell'associazione.

Digital workers alliance (Dwa)26

La Dwa è un'associazione di professionisti dell'Informaion technology dell'area di San Francisco. Rappresenta programmatori, progettisti, autori, animatori, tecnici, collaudatori e rappresentanti che, pur dipendendo dall'industria hi-tech, "odiano quello che essa sta facendo alla città". L'industria dei computer, infatti, sta crescendo nella Baia a spese della diversità economica e culturale; si sta instaurando una vera e propria "monoeconomia" che sta mettendo in crisi la piccola impresa, le organizzazioni non profit e la comunità locale: in particolare, la speculazione edilizia sta danneggiando l'ambiente e la crescita dei prezzi degli affitti e degli acquisti di immobili sta allontanando dal centro gli artisti e le minoranze etniche. Questo gruppo di "lavoratori digitali" si batte, con varie iniziative, per "una città dove ci si possa permettere di vivere senza stare seduti per 65 ore a settimana davanti a un computer, una città in cui ci sia spazio per gli artisti, una città dove un ragazzo gay possa trovare sostegno, una città con comunità di ogni parte del mondo".

CorpWatch27

A denunciare le dure condizioni di lavoro nelle società hi-tech è anche CorpWatch, un movimento che si batte contro una globalizzazione governata esclusivamente dall'industria mediante campagne di informazione e azioni di protesta (ad esempio la mobilitazione contro la Nike per lo sfruttamento del lavoro minorile negli stabilimenti asiatici e l'invio massiccio di e-mail alla Casa Bianca in seguito al disimpegno dal protocollo di Kyoto sul clima). Sul sito di CorpWatch si può visitare una mostra fotografica sul lavoro nelle "High tech sweatshops" cioè nelle aziende "sfruttadipendenti" del settore tecnologico. "Pochi sanno che… dietro la facciata scintillante dell'industria hi-tech ci sono migliaia di lavoratori sottopagati, soprattutto donne immigrate, che assemblano i nostri computer esponendosi a centinaia di sostanze chimiche tossiche", che l'incidenza di malattie professionali è tre volte superiore a quella rilevata in altri comparti manifatturieri, che la percentuale degli aborti è sensibilmente più alta della media, che l'associazione sindacale è ostacolata, che "le persone di colore svolgono il 75 per cento dei lavori manuali … mentre i bianchi ricoprono l'80 per cento dei posti di responsabilità". Seguono una serie di testimonianze e l'indicazione di riferimenti bibliografici sull'argomento e delle risorse in rete

 9.4.2 Le associazioni professionali in Italia

In Italia una prospettiva di questo genere è soltanto ai suoi inizi. Chi lavora nelle aziende della new economy, o nel ciclo della produzione comunicativa si considera spesso un privilegiato. Ma qualche segnale di approfondimento critico cominciamo a vederlo. Ad esempio all’indirizzo http://www.ecn.org/sortal è in allestimento un portale destinato ai problemi del lavoro flessibile e agli effetti della new economy nella vita sociale e psichica dei lavoratori. E recentemente è stato lanciato un sito che si chiama ironicamente www.labellavita.org dedicato alle psicopatie e alla miseria affettiva prodotta dallo stress da competizione e dalle illusioni della new economy.

Nella new economy, in particolare nella fetta in cui si produce per la Rete, il lavoro è simile a un lavoro schiavistico: non ci sono orari, non ci sono coperture assicurative, i lavoratori sono dipendenti delle oscillazioni e degli umori del mercato. Questo settore della new economy è di tipo schiavistico, quasi castale, i padroni assomigliano ai vecchi padroni delle ferriere.
Milioni di giovani sono stati attirati dal miraggio di una ricchezza facile. Nel 1998, la rivista americana Fortune pubblicò un'inchiesta, secondo la quale il 77 per cento degli studenti americani prevedeva di diventare ricco in poco tempo. Si tratta di un miraggio costruito sul successo di pochissimi. In questo mondo produttivo si fa molta leva sul tipo di lavoro. Le persone si sentono insostituibili, perché la mediazione del lavoro manuale è diventata banale. Non esiste più il lavoro concreto tradizionale, per esempio quello dell'albergatore che controlla le stanze dell'albergo. Ora il lavoro concreto che caratterizza ciascuno è un lavoro cognitivo, mentale: e questo ci fa sentire unici, insostituibili. Altrimenti lo sfruttamento non si spiega. Adesso la crisi la sta ridimensionando, ma si deve tentare di capire perché la new economy ha attirato tante persone in condizioni come queste.

La Rete ha oggi una valenza che eccede il puro linguaggio; ormai è parte integrante dell'economia, anche se si era sperato costituisse una sfera di libertà.
Il linguaggio diventa performativo e ha la forza di trasformarsi in cose e produrre azioni, senza riferimento a cose preesistenti. L'entrata del linguaggio nell'economia permette di organizzare l'ambito produttivo secondo modalità impensabili con la fabbrica, che aveva una sua rigidità sociale e organizzativa quasi fisica.
Con le nuove tecnologie, una serie di mansioni vengono delegate. Si produce un crescita della ricchezza che ha una serie di risvolti negativi, come la flessibilità e l'aumento del lavoro. Si è creato un universo lavorativo nel quale la differenza tra tempo lavorativo e tempo privato è inesistente. In questo modo, il lavoro è un incubo. Prima c'era una distinzione netta tra il tempo dedicato a lavorare e il resto del tempo. Un operaio usciva dalla fabbrica e smetteva di lavorare. L'alienazione tanto deprecata era anche una separazione dal lavoro, con il quale si aveva un rapporto di indifferenza. Con l'avvento delle nuove tecnologie e la mentalizzazione del lavoro, c'è stato un tentativo di fondere lavoro e lavoratore: non si smette mai di pensare al lavoro, si fanno propri gli obiettivi della propria impresa, anche se questi magari non portano nulla di concreto al singolo individuo. Questo passaggio si può certamente analizzare come una perversione diabolica del capitale, ma si deve tentare di capire il perché di quello che è successo. Molti sono stati costretti a lavorare in questo modo, ma molti l'hanno fatto per entusiasmo. Non c'è dubbio che la new economy ha funzionato anche per questa capacità di assorbimento e di immedesimazione spontanea. La tendenza è verso una normalizzazione del lavoro, un ampliamento del lavoro dipendente, diversamente da quanto si era creduto in passato. Che si arrivasse a un mondo di lavoratori indipendenti è stata un'illusione. La rivendicazione dell'autonomia, con l'automatizzazione è stata una trappola. Adesso ci sarà la rivendicazione della sicurezza e della separatezza, rispetto alle oscillazioni del lavoro: in questa new economy i lavoratori hanno pagato le conseguenze della crisi, molto più dei padroni.

9.5 NET-SLAVES…il lato oscuro della NET-ECONOMY.

“Microserfs”, il romanzo di Douglas Coupland dedicato alla vita quotidiana, agli affetti, e alla (striminzita) sessualità di un gruppo di programmatori di una grande azienda della new economy, edito in Italia da Feltrinelli, non è forse un capolavoro letterario ma ha il merito di puntare il dito su un aspetto che spesso viene occultato dall’ideologia tecnofila: lo stress legato al lavoro high tech, la giornata lavorativa illimitata, la sfrenata competizione e la conseguente anoressia affettiva.

Quando Coupland pubblicò il suo romanzo il tema dello stress tecnologico non era preso in considerazione, almeno in Italia. In America, dove questo tipo di lavoro si è diffuso con anticipo già nella prima metà degli anni novanta si sono diffuse le prime comunità di technoluddisti come Clifford Stoll.Al di là della retorica pubblicitaria il lavoro ad alta tecnologia risulta sicuramente meno faticoso del lavoro industriale classico sul piano fisico, ma può produrre effetti patologici sull'equilibrio e la salute psichica.

Da qualche tempo è entrata nel lessico l’espressione netslaves: schiavi della rete. A lanciare l’espressione sono stati Bill Lessard e Steve Baldwin, autori del libro Nestslaves28. In questo libro viene proposta l’idea che la rete, e in generale l’universo della comunicazione digitale, non è affatto, come sostengono i suoi apologeti, un luogo di libertà assoluta di piacere culturale e conviviale, e di opportunità economiche illimitate. Tutt'altro che un paradiso, dicono Lessard e Baldwin, la net-economy funziona come un sistema castale in cui un esercito di schiavi sono sottoposti a condizioni di sfruttamento senza regole. E, quel che è peggio, oggetto dello sfruttamento non è il lavoro fisico ma proprio il sistema nervoso, l'attività mentale.

Pensate che Internet vi apra finalmente le porte dell'Olimpo del lavoro? Siete convinti che i licenziamenti di cui continuamente si parla non siano che un'invenzione dei media per fare notizia, ma non capite perché siete alla ricerca costante di un lavoro? Questo libro è quello che fa per voi29
"Ha ricevuto il mio curriculum?" "Un secondo, mi faccia controllare nel portacarte". Il rumore di carta rimestata, poi un silenzio prolungato. "L'ha trovato?" "Sì, l'ho proprio sotto gli occhi". Ancora silenzio, quindi l'addetto al personale all'altro capo del telefono si schiarisce la voce. "Signor Lessard, scorrendo il suo curriculum mi risulta che lei abbia cambiato, in media, un lavoro all'anno negli ultimi sette anni". "Esatto". L'uomo si lasciò sfuggire una sottile risata canzonatoria. "Signor Lessard, se fossimo in California, sono sicuro che i suoi potenziali datori di lavoro la giudicherebbero un tipo sufficientemente stabile. Ma siamo a New York. Ho paura che i nostri clienti penserebbero a qualcosa di strano. C'è una ragione precisa per tanto peregrinare?". "Lei non capisce", balbettai. "Io lavoro su Internet. Lì è tutto molto instabile. L'ultima azienda dove ho lavorato è stata inglobata e ha dovuto licenziare tutti; l'azienda precedente è fallita, quella ancora prima…"

9.5.1 Il "Sistema di Caste della Net Economy" secondo Bill e Steve

Nel New Media Caste System, Lessard e Baldwin individuano quindi undici categorie di lavoratori con tanto di scheda descrittiva delle caratteristiche socio-antropologiche e reddituali: dalla categoria più bassa dei garbagemen, gli spazzini della rete che lavorano senza orari a pulire e compilare programmi, a rispondere alle lamentele dei clienti, a inserire e estrarre componenti dalle macchine, ai cops o streetwalker, il cui lavoro consiste nel reprimere le manifestazioni virtuali di stimoli sessuali, alle operatrici sociali che passano il loro tempo a gestire conversazioni online d’ogni genere, ai fry cook che friggono la vita dei programmatori per mantenere i tempi, fino ai nuovi, e pochi, robber baron, senza dimenticare le talpe della micro imprenditorialità diffusa. Nella fabbrica della rete l’occupazione è del tutto instabile, in un anno si cambia lavoro 3 o 4 volte. Non ci sono orari, né prestazioni sociali, i rapporti sociali sono, appunto, castali, con la differenza che qui la mobilità ascendente e discendente è elevatissima. La produttività aumenta senza considerazione alcuna per gli effetti sulla vita privata dei lavoratori e delle lavoratrici: “assenza completa di vita sociale, dieta alimentare schifosa, mancanza di esercizio fisico, sigarette a mille, disordini nervosi ricorrenti e, non da ultimo, emorroidi”.Internet è dunque la nuova fabbrica, ma al tempo stesso è anche il nuovo sindacato. Se è il luogo dello sfruttamento, è anche il luogo dell’autorganizzazione dei lavoratori.

Livello 1 Uomini delle pulizie
"L'uomo delle pulizie è l'insonne, bistrattato e oberato ingegnere della disinfestazione, cui è toccata in sorte la maledizione di ripulire i pasticci tecnologici del prossimo".
Livello 2  Poliziotti e Prostitute
"Vedono Internet come un modo per sbancare (Prostitute); un modo per sbarcare il lunario (Poliziotti)".
Livello 3  Assistenti sociali
"Sono le massime autorità emotive dell'universo della Net Economy".

Livello 4  Tassisti
"Quasi tutti i siti sono progettati da infaticabili giovani itineranti …al di là delle piccole noie quotidiane c'è il lavoro in sé, caratterizzato da scadenze impossibili ('Puoi finire il sito lunedì?), da giornate lavorative di 16 ore e dall'assoluta mancanza di stabilità".
Livello 5 Cowboy e Squali
"Non importa se siete pedofili, tossici o serial killer con mucchi di cadaveri sepolti in giardino; se siete dei maghi del codice, vi assumeranno e vi pagheranno bene, anzi, vi copriranno d'oro, perché il citato bagaglio di nefandezze giova all'aura mistica del genio".
Livello 6  Cucinieri
"Armati di spatola in una mano e grafico Ganttiano nell'altra, i Cucinieri sono gli operatori più tartassati di tutto il Sistema di Caste della New Economy, quelli per i quali vige la regola 'fatelo a tutti i costi'".
Livello 7  Cercatori d'oro e Gigolo
"Non passa notte che queste cicale del cyber-sociale non vadano a godersi la vita a spese dell'azienda in qualche sfarzoso evento industriale, pranzo di debutto o cerimonia di premiazione".
Livello 8  Predicatori e Invasati
"Se non sono sepolti da qualche parte a scrivere saggi, manuali o consulenze finanziarie al grido di 'Comprate adesso! Comprate tutto!', Predicatori e Invasati amano andare in giro a evangelizzare le masse alle conferenze.
Livello 9  Robot
"Se non li tradiscono le antenne, controllate il numero di teledrin alla cintura (almeno sei). Altro segno di riconoscimento è un manuale SNMP di 3.000 pagine legato alla testa con un filo del telefono".
Livello 10  Baroni della truffa
"I CEO sono un po' come gli unicorni - tutti li hanno visti sui giornali, tutti saprebbero riconoscerne uno in meno di un secondo, ma quando si tratta di rintracciarli fisicamente per studiarli in carne e ossa, si rivelano simili a misteriose creature mitologiche".
Sublivello -1  Uomini talpa
"Sono i primi responsabili del modello anarchico, pazzoide e misticheggiante che impera sulla Rete. Prive delle inutili restrizioni della proprietà privata, del buon gusto e del corretto Web design, le loro creazioni sono quasi sempre smaccatamente amatoriali, antiestetiche e incredibilmente trascurabili".

Ecco allora che negli ultimi tempi si sono moltiplicati siti30 in cui si possono trovare informazioni sulle azioni individuali o collettive con cui opporsi alla net-slavery. Nella dichiarazione di intenti di WashTech leggiamo: WashTech è una organizzazione di lavoratori ad alta tecnologia che si uniscono per dotarsi di una voce efficace nell’arena legislativa e nel campo sindacale, per ottenere migliori salari, e per affermare i diritti del lavoro.

9.5.2 Netslaves.com             

Il sito Netslaves.com propone una lettura ironica della crisi - vera o presunta - della new economy

"Ass Cancer"31 (la cui traduzione letterale suona vistosa e un po' hippy, più o meno "cancro anale") è il termine clinico usato per l'approccio dei tardi anni '90 alla costruzione di un'azienda. In realtà indica quella fase di start up -cosí frequente nella new economy- caratterizzata da una crescita rapida, quasi incontrollata, di una nuova società. Fase in cui le risorse umane vengono reclutate troppo rapidamente per poter essere assorbite, senza valutare la loro necessità e se sono la giusta risposta a un bisogno documentato. In generale, le aziende con un principio di Ass Cancer possono sembrare vitali, energiche e in crescita, anche se sono sull'orlo della bancarotta. I più comuni trattamenti nella cura di questa malattia mortale sono anche i meno efficienti: tra questi, i licenziamenti, che nel migliore dei casi non sono altro che un placebo che non intacca in alcun modo le cause originarie del tumore.32

Il lato oscuro della net-economy, infatti, è fatto di centinaia di migliaia di persone che passano davanti al video 14 ore al giorno, spesso senza week-end e - soprattutto - senza garanzie: l'epilogo è spesso un licenziamento improvviso, oppure il semplice abbandono di una partita peraltro già persa. Il taglio di posti di lavoro, annunciato quotidianamente da società grandi e piccole, è diventato in nel 2001 un vero e proprio bollettino di guerra, così come la crisi delle dot.com è ormai talmente assodata da non fare quasi più notizia. E anche una serie di eventi collaterali sembra confermare che la situazione è non poco preoccupante: Yahoo! ha lanciato "Sponsored Sites"33, un servizio a pagamento che consente ai siti commerciali già elencati nella sua directory di ottenere un piazzamento migliore in certe categorie. Amazon ha proposto un'offerta alle case editrici: per vedere recensiti i loro libri dovranno pagare una cifra compresa tra i cinquemila e i diecimila dollari. Come dire: anche i ricchi piangono (e tentano di recuperare i propri standard con mezzi e mezzucci).

Non ci resta che piangere? O non ci conviene forse ridere? Netslaves.com offre un punto di vista ironico su un argomento all'ordine del giorno come la vera o presunta crisi della nuova economia: aperto nel 1998 dai due giornalisti, Bill Lessard e Steve Baldwin, per raccontare finalmente la verità sulla Grande Rete, Netslaves (ovvero "schiavi del net", "forzati della Rete") è un sito che racconta "storie orribili e tremende di lavoro in Rete".

Tra le iniziative del sito è da segnalare, senz'alcun dubbio, una sorta di cimitero dei siti, che viene aggiornato continuamente tramite le indicazioni degli utenti. Per ora l'angolo dei "Ghost Sites"("siti fantasma") ospita quelli dedicati al commercio elettronico, deceduti nel 2000: una sorta di "Museo dei fallimenti elettronici", che consiste in una lista in ordine alfabetico di 120 pagine web commerciali, la cui visione è vivamente sconsigliata ai deboli di cuore.

Ma è possibile preservarsi da drammi e tragedie come questi?

Netslaves mette a disposizione degli utenti anche un manuale di combattimento, che consiste in 14 lezioni di sopravvivenza. Tra gli argomenti: "Come proteggere la tua vita elettronica", "Non tutti i NetSlaves sono creati uguali", "Come capire se stai lavorando per degli idioti", "Come rendersi conto che la tua società sta andando a rotoli"34.

Ma la Rete ha una serie di risorse per chi è in grado di ridere anche sui propri mali: il sito SatireWire offre conforto alla "depressione irrazionale" che attualmente affligge i settori legati a Internet. E - passando dal serio al faceto - se non proprio irrazionale, la depressione forse è una risposta esagerata a quelli che sono i segnali reali: in fondo continuano a nascere nuove imprese, mentre molte di quelle in difficoltà ricordano che alcuni dei rischi erano calcolati.

E se ormai - senza lavoro e accettato irrimediabilmente il fallimento della vostra impresa - non sapete proprio che fare, potete scommettere su quale sarà la prossima azienda a chiudere i battenti, approdando sul sito - che non si presta ad equivoci - della Fucked company

9.6  La ‘Stress economy’

C’è chi afferma che internet sia più veloce del tempo; qualcuno ha provato a cercare, senza riuscirci, il sistema per inventare la venticinquesima del giorno....

Lo stress da internet è una realtà ed una costante per chi opera professionalmente in questo settore.

Una recente indagine condotta da Nextra, società del gruppo Telenor, azienda norvegese di telecomunicazioni, ha reso noto che il 52% dei dipendenti dell’internet economy trascorre in ufficio  ore a settimana. L’indagine, effettuata su un campione di c.a. 800 tra dipendenti e manager europei impiegati nelle dot.com, ha fatto emergere dei dati molto significativi:

- I tedeschi e gli austriaci detengono il record di orario di lavoro più lungo.

- Il 64% dei lavoratori europei dell’internet economy lavora durante i week end.

- Il 70% degli net-workers italiani dichiarano di non essere favorevoli al telelavoro.

Mancanza di fiducia del management e crisi del lavoro di gruppo, rappresentano le motivazioni per le quali gli europei non apprezzano il telelavoro.

Tra le malattie della new economy dovute alle troppe ore di lavoro: ansia, depressione e attacchi di panico.

Come in altre realtà lavorative, anche il lavoro a tempo pieno via Web presenta il suo prezzo, le sue "malattie professionali" che è bene conoscere per poterle in parte prevenire, in parte sopportare in maniera consapevole e controllata. Sono problemi fisici e psicologici legati in gran parte ad un atteggiamento "poco corretto" da parte nostra, a partire da una scomoda poltrona di lavoro per arrivare alla scelta dei softwares sbagliati o all’ambiente in cui si opera…

Frustrazione

La prima sensazione negativa che coglie chi si accinge a cominciare a telelavorare (ma può capitare anche ai più avvezzi, di fronte a nuovi problemi) è il senso di frustrazione verso le tantissime cose di queste "benedette Nuove Tecnologie" che non riusciamo a capire o a far funzionare bene. Dall’interazione delle attività con le varie periferiche (scanner, telecamerina..) a certi softwares o manuali che sembrano essere stati realizzati apposta per complicarci la vita, alla difficoltà di trovare in Internet informazioni precise su un certo tema, alla necessità di aggiornare quasi ogni anno le versioni dei nostri programmi, tante sono le cause che possono talvolta farci sentire inadeguati a questa scelta professionale.La migliore difesa, in questo caso, è un atteggiamento positivo e "pratico" che ci faccia individuare i limiti che abbiamo e cercare intorno a noi le risorse che possano venirci in aiuto in caso di bisognoMa siamo pratici! Non possiamo pretendere di sapere tutto, eh… Ogni volta che per necessità professionali dobbiamo per forza "avere di più" non cediamo allo sconforto.. Piuttosto cerchiamo la collaborazione di chi è più preparato!”35

Alienazione ed incomunicabilità

L’alienazione dipende spesso dal tipo di lavoro che si svolge. La figura del semplice "surfer" ad esempio, che naviga per raccogliere specifiche informazioni su commissione, oppure il grafico alle prime armi che per ore ed ore deve assemblare pagine, possono soffrire di alienazione da lavoro ripetitivo (e mai creativo). Il segreto per sfuggire a questo malessere è, quindi, quello di diversificare le nostre attività per quanto è possibile e lasciarsi andare al "morbo della curiosità" che su Internet più che in ogni altro ambiente può darci stimoli inattesi e sorprendenti.

Secondo molte ricerche (e spesso su molti articoli dai toni più drammatici che consapevoli), emerge che "comunicando troppo online si rischia di perdere la capacità di comunicare nel mondo reale". Ciò può valere soprattutto per coloro che passano molte ore a navigare (ma più spesso a "chattare") senza un preciso motivo professionale e senza l’atteggiamento positivo/pratico già citato.

C’è inoltre da dire che questa incapacità di comunicare nel mondo reale è già presente in molti soggetti che, quindi, in Internet si "sfogano" poiché hanno la possibilità di nascondere la loro timidezza ed introversione usando degli pseudonomi sia nelle chat lines che mandando email.

Problemi vari.

Non si può non parlare anche dei disagi fisico-meccanici a cui vanno incontro soprattutto gli "over 35" che passano molte ore seduti davanti al PC. (I giovani ne soffriranno dopo e comunque in genere hanno tempo libero da dedicare anche ad attività sportive che consentono di ammortizzare il problema). La posizione statica e spesso scorretta che assumiamo e magari la poltrona sbagliata, danno seri problemi alla colonna vertebrale ed alla circolazione soprattutto degli arti inferiori. Non è inoltre raro essere colpiti da tendiniti alle mani per l’utilizzo di tastiera e mouse per molte ore.La sola forma di prevenzione e difesa consiste nell’interrompere ogni ora circa la nostra attività e sgranchirsi le gambe ma se, come nel mio caso, talvolta ci si scorda pure di pranzare (proprio così!) perché si ha da concludere in giornata un importante documento, la sola cosa da fare è sforzarsi di iscriversi ad una palestra o darsi durante la settimana il tempo per fare jogging o correre in bicicletta. Possono apparire consigli ovvi ma il Telelavoro più di altre professioni ha assoluta necessità di essere integrato con del movimento, se non vogliamo ritrovarci a 40 anni con acciacchi e soprattutto brutte abitudini diffili da estirpare piu’ in là negli anni.Un'altra "area a rischio" sono gli occhi.
Leggendo sul monitor invece che sulla carta, la nostra vista si affatica circa il 40% in più. A parte gli schermi che proteggono dalle radiazioni emesse dai monitor, è buona norma riposare gli occhi ogni 2 ore di lavoro…

 

10. Rapporti e contratti di lavoro

 

10.1 Lavoro dipendente

La maggiore parte delle imprese che operano nell’ambito dell’internet economy sono inquadrate all’area del terziario e servizi.

Il contratto di lavoro di riferimento da applicare ai dipendenti di questo settore è quello del “Commercio, Servizi e Terziario” (vedi Appendice IV)

10.2 Lavoro atipico - Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa

La maggioranza dei rapporti di lavoro nel settore new economy, sono regolati dal Contratto di collaborazione coordinata e continuativa definito anche con la sigla co.co.co.

Questo tipo di contratto regola "rapporti di collaborazione, di carattere non occasionale, coordinati con l’attività del committente, svolti senza vincolo di subordinazione, in modo personale e senza impiego di mezzi organizzati e a fronte di un corrispettivo" così come stabilisce il testo di legge approvato dall’assemblea del Senato il 4 febbraio 1999.

Non può essere imposto o comunque previsto alcun tipo di orario di lavoro, salvo i casi in cui la specificità della prestazione richieda l’indicazione di una determinata fascia oraria. In caso di particolari esigenze del committente può essere concordata la fissazione di un termine per l’esecuzione di una parte specifica della prestazione pattuita.

I contratti devono essere stipulati in forma scritta e devono indicare:

a. l'oggetto della prestazione;

b. l’entità del corrispettivo che, in ogni caso, deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro, e comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva del settore o della categoria affine, ovvero, in mancanza, ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo;

c. i tempi di pagamento del corrispettivo e la disciplina dei rimborsi spese;

d. l'eventuale facoltà del prestatore di lavoro, previa accettazione del committente, di farsi sostituire temporaneamente da persona resa nota al committente stesso, o di lavorare in coppia, dando luogo, in entrambi i casi, ad un unico rapporto con responsabilità solidale di ciascuno dei prestatori per l’esecuzione dell’intera opera o servizio;

e. la durata del contratto, che in ogni caso non può essere inferiore a tre mesi, salvo che per i rapporti destinati per loro particolare natura a concludersi in un periodo di tempo inferiore;

f. indicazione dei motivi che possono giustificare la cessazione anticipata del rapporto, ove ancora non individuati dalla contrattazione collettiva nazionale;

g. il rinvio ai contratti o accordi collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale per la definizione delle modalità forme e termini di legittima sospensione del rapporto, in caso di malattia o infortunio, nonchè l'eventuale previsione di penalità di natura amministrativa e civile nel caso di recesso ad opera di una delle parti, senza giustificate ragioni, prima del termine convenuto o successivamente prorogato.

A tali rapporti si applicano le norme dello Statuto dei lavoratori quali libertà di opinione (art.1), divieto di indagini sulle opinioni (art.8), diritto di associazione e di attività sindacale (art.14), atti discriminatori (art.15), normative sulla parità (L.9033/77) e sulle azioni positive (L.125/91), disposizione in materia di igiene e sicurezza, in quanto compatibili con le modalità della prestazione lavorativa.

Dal 1° gennaio 2001 i compensi per le collaborazioni coordinate e continuative non sono più considerate redditi di lavoro autonomo ma redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Riguardo alla posizione INPS sono previsti contributi previdenziali per un ammontare del 13% del 95% del compenso lordo ripartito per 1/3 al soggetto collaboratore e per 2/3 all’impresa committente.

I contratti collettivi nazionali di lavoro della categoria sono disponibili online sul sito del CNEL:

Sezione contrattazione nazionale (altri vari) - http://www.cnel.it/contr.htm

 

10.3 Lavoro autonomo - Consulenti e liberi professionisti non regolamentati

In Italia le libere professioni sono suddivise in due grandi gruppi: le professioni regolamentate, o "protette", cioè le professioni rientranti nel disposto dell'articolo 2229 del codice civile, per il cui esercizio è necessario oltre al possesso del titolo di studio l'ulteriore requisito della iscrizione obbligatoria in appositi albi professionali tenuti da enti pubblici (gli ordini e i collegi), e tutte le altre professioni, dette professioni non regolamentate, che a loro volta si distinguono in due sottogruppi, le professioni per il cui esercizio è necessario il possesso di un titolo di studio o formazione professionale e le professioni assolutamente libere, per il cui esercizio non occorre alcun titolo.

Tutte le professioni emergenti che non hanno un albo, né ordini di riferimento rientrano, quindi, nella categoria delle professioni non regolamentate.

L’evoluzione del mercato del lavoro che ha favorito la nascita delle professioni emergenti ha reso necessaria ed indispensabile la presenza di profili professionali con precise competenze e alti gradi di specializzazione per i quali non e’ previsto un albo o ordine professionale corrispondente (esperti di marketing, grafici web, tecnici informatici, ecc).

Chi pratica occasionalmente, ma in maniera regolare, attività di consulenza in un determinato settore svolge una libera professione ovvero un’attività svolta in maniera autonoma, a livello professionale, normalmente per più committenti come, ad esempio, la progettazione e la realizzazione di un sito web per conto di un’azienda.

In base a questi principi è necessario che un libero professionista apra una propria posizione presso l’Ufficio Iva competente per territorio.

I compensi ottenuti devono essere dichiarati al fisco, e sono soggetti a contributi previdenziali e all'IVA. E' obbligatorio tenere una contabilità secondo modalità stabilite dalla legge.

Inoltre, i professionisti non regolamentati sono soggetti all'obbligo del versamento al fondo Inps del 13% con diritto di rivalsa del 4% nei confronti dell’azienda committente (in pratica è a carico dell’azienda il versamento del 4% del contributo previsto).

Generalmente il libero professionista compila un “Ordinativo di consulenza” in cui viene dettagliatamente riportata la descrizione dell’incarico professionale richiesto e concordato; la data dell’affidamento dell’incarico; i tempi di consegna, sia, da parte dell’azienda, del materiale necessario alla realizzazione della prestazione d’opera, che, da parte del consulente, per la realizzazione della stessa prestazione d’opera; il compenso pattutito tra le parti; i termini e le modalità di pagamento.

Questo rappresenta l’unico documento ufficiale di riferimento in caso di controversie e contenziosi legali che, comunque, per la natura stessa del rapporto di lavoro seguiranno l’iter di una normale causa civile.

Da tenere presente che le professioni "non regolamentate" si possono esercitare in qualsiasi Paese dell'Unione Europea, senza ulteriori requisiti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1.1 Premessa

Questa sezione è interamente dedicata alla mia esperienza da stagista maturata in una società di comunicazione di Faenza (Bo) nel periodo compreso tra il 12 settembre e il 23 dicembre 2001. E’ una società molto conosciuta in Emilia, apprezzata e dotata di figure professionali di spicco nell’ambito della comunicazione.

L’esperienza è nata dalla volontà di osservare su campo una società con un reparto web molto sviluppato….

(INSERIRE)

 

1.2 La società di comunicazione    

Comunica S.R.L. nasce a Faenza in provincia di Ravenna nel ‘lontano’ 1993, dall’unione di consulenti di Marketing e Comunicazione. La Società è specializzata nella progettazione e nello sviluppo di piani strategici di crescita, nella realizzazione di campagne pubblicitarie , nella gestione di tutte le relative variabili strategiche e degli strumenti operativi.

 

Missione

E’ una società “guidata dal Cliente”, ossia Customer Driver, poiché negli anni ha sviluppato un reale orientamento al cliente, basato sull’ascolto attento, sulla comprensione, sulla disponibilità e sulla soddisfazione delle singole esigenze.

 

Serivizi

(INSERIRE)

 

1.3 Le figure Professionali in Comunica S.r.l

1.3.1 La Direzione

 

Descrizione

La direzione rappresenta un punto di riferimento della Società Comunica, il motore nelle decisioni delle attività della società. La DIR supervisiona e delega le funzioni in base alle competenze.

 

Compiti e Responsabilità

 

1.3.2 Responsabile Amministrazione

 
Descrizione

L’ammininistrazione svolge mansioni amministrative di base.

 

Compiti e Responsabilità

 

1.3.3 Responsabile Segreteria e Traffico

 
Descrizione

La SEG svolge mansioni di segreteria e centralino. Il responsabile del Traffico è invece responsabile delle spedizioni e di tutti i flussi di materiale da e verso l’estero.

 

Compiti e responsabilità

·        Gestisce il numero Verde;

·        Gestisce archivi e centralino;

·        Smista la posta, mail e il fax;

·        Formula preventivi e ordini e relativi smistamenti nelle cartelle di lavoro

·        Aggiorna i DataBase della società

·        Si occupa delle spedizioni e flussi di materiali sia in entrata che in uscita dall’azienda

 

1.3.4 Direzione Clienti

 

Descrizione

Il DCL ha la responsabilità della sua area di competenza, coordinando e indirizzando gli Account, i responsabili Marketing e  i responsabili Media.

 

Compiti e Responsabilità

 

1.3.5 Account

 
Descrizione

L’ACC veicola l’immagine aziendale e contribuisce all’erogazione del servizio interpretando ed ottimizzando la partecipazione del CLI esterno all’ideazione e progettazione del servizio stesso.

 

Compiti e Responsabilità

 

 

1.3.6 Responsabile Planner, Marketing e Ricerche

 
Descrizione

Il PLA svolge una funzione di ricerca, analisi e gestione volta alla realizzazione di strategie di mercato mirate alle esigenze del Cliente per la definizione della copy strategy e definisce insieme all’ Account e al Dcl i piani strategici di Marketing e di Comunicazione.

 

Compiti e Responsabilità

 

1.3.7 Media Executive e Responsabile Ricerca Media

 
Descrizione

Il MED è responsabile delle attività di ricerca e pianificazione in materia di media.

 
Compiti e Responsabilità

 

1.3.8 Direzione Creativa

 

Descrizione

Il DCR funge da coordinatore delle funzioni dell’Area Creativa quali gli ART, i COP e gli WEB (vedi paragrafo 2) preoccupandosi di assegnare i lavori portati in agenzia dagli ACC, di definire il PLANNING e garantire il rispetto del timing, di seguire l’avanzamento dei lavori, di dare un supporto creativo ai lavori.

 

Compiti e Responsabilità

·        Trasmette il copy brief alla propria Area Creativa;

·        Assicura un’efficace ripartizione del lavoro nell’Area Creativa in relazione alla tipologia delle commesse, ai tempi e alle difficoltà di realizzazione;

·        Cura la predisposizione di rapporti settimanali per il riepilogo dei progetti adottati o in fase di adozione;

·        È responsabile della definizione e dello sviluppo del messaggio pubblicitario, coordinando ed indirizzando, a tal fine, un gruppo di creativi responsabili dello sviluppo del progetto;

·        Garantisce il coordinamento delle attività di produzione assicurandone l’efficacia e l’efficienza nel rispetto degli indirizzi e delle direttive;

·        Assicura la gestione e il coordinamento delle attività produttive al fine

 

1.3.9 RESPONSABILE COPY (COP)

 

Descrizione

Il COP è in la funzione creativa, che si occupa essenzialmente di tutto ciò che riguarda il testo. E una figura che collabora strettamente con l'ACC e il DCR, ma soprattutto con l'ART.

 

Compiti e Responsabilità

 

1.3.10 RESPONSABILE ART (ART)

 

Descrizione

L'ART è la funzione creativa che si occupa di trovare ed elaborare le soluzioni grafiche più adeguate alle esigenze implicite ed esplicite del CLI esterno. Per far questo collabora con l'ACC ed il DCR, ma soprattutto con il COP, al lavoro per garantire una efficace sinergia tra immagine e parola.

 

Compiti e Responsabilità

 

 

1.3.11 RESPONSABILE DEL NEW BUSINNES (NEB)

 
Descrizione

La figura del New Business è il responsabile del contatto con i prospect dell’azienda verso i potenziali nuovi clienti.

 

Compiti e Responsabilità

 

 

1.3.12 RESPONSABILE UFFICIO STAMPA (STA)

 

Descrizione

Lo STA si occupa dell’ideazione e realizzazione dei lanci stampa, intervistando, redigendo i testi e contattando le testate giornalistiche, nonché confeziona le rassegne stampa. Organizza le campagne stampa ed è responsabile del Data Base dei giornalisti e delle autorità.

 

Compiti e Responsabilità

 

1.3.13 CONSULENTI ESTERNI  (EST)

Descrizione

Si tratta di figure professionali che fungono da supporto alla Direzione, al fine di implementare continuamente il sistema.

 

Compiti e Responsabilità

 

1.4 Work in progress: dal contatto al contratto

In questa sezione evidenzierò la fase relativa al rapporto AZIENDA/CLIENTE dal primo contatto fino al prodotto realizzato, passando per la stesura del contratto.

Le fasi

 

1.4.1 Il contatto

Il contatto può riguardare due ordini di soggetti: un cliente già acquisito dall’azienda o un Prospect, non ancora presente nell’Anagrafica Clienti. Il contatto con un Cliente viene direttamente gestito dall’Account e dalla Direzione Clienti che fissano un appuntamento con il Cliente stesso. Il contatto con il Prospect viene gestito dalla Direzione Clienti e dal responsabile del New Business.

Il contatto con il Cliente avviene prevalentemente per sua iniziativa richiedendo la consulenza dell’azienda, ma anche grazie all’ACC ed alla DCL, che hanno sempre il polso del CLI e propongono le soluzioni ed eventuali problemi, esigenze e bisogni segnalati dallo stesso CLI e/o percepiti. Il contatto con i Prospect avviene prevalentemente per iniziativa del NEB e della DCL. Tra i contatti possiamo considerare anche il caso di Appalto. Questo viene analizzato in ogni sua parte e valutato dalla DIR , che ne dà l’approvazione a procedere. Qualora si verificasse quest’ultima ipotesi o i dati relativi all’Appalto vengono inseriri nella Commessa (punto 1.5).

 

1.4.2 Meeting Report

In base al contatto avvenuto l’ACC, il NEB e la DCL valutano se redigere un Meeting Report, ovvero un resoconto della riunione avvenuta con il CLI, riportando le esigenze manifestate dal CLI e le proposte avanzate dall’ACC, questo avviene soprattutto per gli Enti Pubblici.

 

Invio al Cliente del Meeting Report

Nel caso in cui venga redatto il Meeting Report dall’ACC, dal NEB e dal DCL, questo viene inviato via fax, più raramente via lettera o via E-Mail, al CLI, per ricordare e meglio fissare gli argomenti discussi durante il contatto. Il Meeting Report è un ottimo strumento commerciale (feed  back) che consente di procedere nella Gestione delle attività commerciali.

 

Inserimento dati in Anagrafica Clienti

 

In caso di Appalto o di prospect, vengono registrati i dati nell’Anagrafica (compito prevalentemente svolto dalla SEG su input dell’ACC/NEB/DCL o dall’ACC/NEB/DCL stesso). Questo consente successivamente di gestire il contratto, la fatturazione, la commessa e il database di marketing.

Tutti i clienti ed i fornitori dell’azienda (distinti per tipologia “cliente/fornitore) sono registrati nell’Anagrafica (server).

 

1.4.3 Commesse

A discrezione dell’ACC, del NEB, della DCL e della DIR il contatto con il CLI/Prospect può generare l’apertura della commessa, che importa i dati del CLI/Prospect dall’Anagrafica e riporta una serie di dati utili a tenere sotto controllo la progressione dei lavori, l’area competente di lavoro e la successiva fatturazione. Ciascuna commessa ha un proprio numero di commessa. La commessa funge sia da calendario dell’azienda, da affidamento lavori all’Account, New Businnes, Direttore Clienti competente e alla Funzione competente, riportando sia il nominativo dell’Account/New Businnes/Direttore Clienti che i Responsabili di Funzione e i loro nominativi, da Brief, da scadenziario, riportando sia le date di presentazione al CLI che la data di fatturazione,  che lo stato della Commessa (attiva, chiusa, letargo), da foglio di calcolo per la fatturazione, registrando i costi sia a preventivo che a consuntivo e consentendo di formare il prezzo della Commessa (mediante un apposito foglio di calcolo), da ordine alla produzione e infine da memoria storica. L’apertura della Commessa avviene anche se l’incontro non si dovesse tradurre in un lavoro, ma semplicemente in una scadenza, un appuntamento e così via. In caso di Appalto, di cui la DIR ha dato l’approvazione a procedere, questo viene sempre inserito nella Commessa.

 

Archivio Commesse

Qualora la commessa non dovesse riguardare un lavoro, rimane nell’Archivio Commesse e serve a ricordare, tramite i vari report che la stessa consente, le scadenze dell’azienda oltre a fungere da diario degli incontri fatti dall’ACC, dal NEB e dal DCL.

 

1.4.4 Creazione Cartella di Lavoro

Nel caso esista della documentazione da archiviare e conservare relativa alla commessa, l’ACC/NEB/DCL apre una cartella di lavoro che riporta, in copertina, il nome del CLI, il codice della commessa, il titolo del lavoro, la scadenza, il Brief, il responsabile di Funzione, presi dall’Archivio Commesse.

All’interno la Cartella di Lavoro riporta tutti i documenti che la commessa produce (richiesta preventivo al FOR, preventivo da FOR approvato, preventivo al CLI quando viene formulato, ordine al fornitore, eventuali pianificazioni, bozze e layout approvati, briefing, accordi e appunti, meeting report quando viene redatto). La Cartella viene archiviata in ordine progressivo presso SEG (talvolta presso DIR), così da risalire in ogni momento alla documentazione prodotta dal lavoro ed avere una memoria storica dello stesso. La Cartella Lavoro in fase di lavorazione, viene generalmente prelevata  dall’ACC/NEB/DCL responsabile, il quale, il più delle volte, la destina al REF che ci sta lavorando.

 

1.4.5 Formulazione preventivo/offerta

Tutti i lavori che non rientrano in un contratto di Fee d’Agenzia o in un Budget già assegnato dal CLI, generano un preventivo inerente la progettazione (qualora questa non esista già), la pianificazione e/o la consulenza, e solo una volta che il risultato della progettazione/pianificazione/consulenza è stato approvato si passa al preventivo di produzione (offerta in caso di Appalto approvato dalla Dir), redatto dall’ACC, sdal NEB e dalla DCL mediante un’apposita procedura (Rif.: PQ 0302 “Gestione del preventivo”), tenendo conto anche della procedura PQ 0602 relativa alla “Gestione degli ordini di acquisto dei fornitori”. Il preventivo della progettazione/pianificazione/consulenza precede quello della produzione in quanto se non si conosce cosa fare (individuato nella progettazione/pianificazione/consulenza) risulta impossibile ipotizzare, salvo eccezione, i materiali e le tipologie dei prodotti utilizzati. Il preventivo tiene conto di tutti i costi che l’azienda deve sostenere, delle ricariche decise dall’ACC/NEB/DCL e dalla DIR e del rapporto con la concorrenza. Il preventivo riporta tutte le fasi della prestazione, i relativi costi, inclusi ed esclusi, i dati del cliente ed il numero di protocollo e viene formulato mediante un apposito foglio di calcolo presente nella Commessa e successivamente reso presentabile nel formato di protocollo poi archiviato in ordine progressivo (sul server in base al numero di protocollo e al numero della Commessa).

 

Invio preventivo al cliente e presentazione offerta all’appaltatore e recall

Il preventivo, quando formulato, viene inviato via fax al CLI, firmato dall’ACC/NEB/DCL, o dalla DIR, più raramente via lettera o via E-Mail, e rimane in archivio fra i protocolli in digitale presso il Server e (se esiste una Cartella Lavoro) anche dentro la Cartella Lavoro, così da avere una memoria storica e da poterlo rintracciare in modo prativo e veloce. I preventivi vengono protocollati per anno a livello digitale. Il preventivo può essere confermato oppure no. Nel secondo caso rimane in archivio, oppure può essere riformulato, ritornando alla procedura del punto 1.8. L’offerta di risposta alla gara d’Appalto viene spedita come richiesto dal Bando, i documenti prodotti vengono archiviati nella Cartella Lavoro.

In qualsiasi caso all’invio del preventivo o dell’offerta segue una telefonata di verifica del buon esito della spedizione (recall) da parte della persona del Gruppo di Contatto che segue il CLI: AA, NEB, DCL.

 

 

1.4.7 Conferma d’ordine

Se il preventivo viene controfirmato dal CLI (il CLI appone una firma sul preventivo approvato, che riporta anche la data in cui il progetto/la pianificazione viene presentata alla firma del CLI, oppure invia un suo ordine in base al preventivo ricevuto) si traduce in una conferma d’ordine che può generare direttamente l’avvio dei lavori nel caso non sia necessaria la stipula di un contratto. La comunicazione della vincita della gara, con relativa lettera d’incarico genera direttamente l’avvio dei lavori.

 

1.4.8 Formulazione del Contratto

Nel caso l’ordine non basti a dare l’avvio dei lavori si procede alla stesura del Contratto, che viene sottoposto al CLI. Questo può accettarlo mediante controfirma oppure rifiutarsi. Nel primo caso l’ACC, il NEB, la DC L e/o la DIR aprono una commessa generale del contratto in cui sono riportate le singole azioni stabilite nello stesso e le relative modalità. L’ACC/NEB/DCL provvede anche ad aprire una serie di Commesse specifiche per ciascuna azione definita dal contratto. Tali Commesse riportano più dettagliatamente la data o il periodo della singola prestazione, il Responsabile di Funzione a cui è attribuita l’Operatività del lavoro ed il Brief. Ciascuna Commessa esplosa è riconducibile alla Commessa principale perché ne riporta il Numero in un campo predisposto ad hoc.

 

1.4.9 Avvio lavori

Il lavoro viene avviato seguendo le specifiche della commessa.

 

1.5 La gestione della progettazione

La società Comunica dispone e mantiene un’apposita procedura per regolare l’attività della progettazione, che si divide in più fasi significative distinte e organizzate.

 

1.5.1 Pianificazione della progettazione 

La procedura inizia con l’acquisizione e l’analisi delle esigenze, delle richieste e delle aspettative del CLI e dei requisiti base da parte dell’ACC, del NEB e della DCL.

Si procede con la definizione del Responsabile di Funzione, delle risorse necessarie, del Timing[14] e relativo Brief[15], per consentire un’organizzazione puntuale e ben definita, in base alle esigenze espresse o implicite del Cliente. A questo punto il lavoro può essere progettato in quattro aree diverse, a seconda del servizio richiesto all’erogazione:

Può trattarsi di un comunicato stampa/redazionale o di un lay-out che vede la compartecipazione di ART e COP, o di un elaborato dell’Area Clienti, quali Ricerche di mercato, Vision Deployment, Carta dei Valori, Ricerca sulla soddisfazione interna dei dipendenti, Piani di Marketing e Business Plan, Questionari qualitativi e quantitativi,pre test.

 

1.5.2 Dati e requisiti di base della Progettazione

Tutti i dati ed i requisiti base, necessari al fine della corretta progettazione del servizio, sono identificati nel brief e registrati nella commessa, oltre ad essere discussi durante la riunione di tutti i Responsabili di Funzione.

Se necessari o richiesti essi possono essere messi a disposizione del cliente anche con i dati cogenti con leggi e regolamentazioni.

 

1.5.3 Risultati della Progettazione

La bozza o lay-out viene presentata prima al DCR (solo se si tratta di lavori dell’area creativa) e, successivamente, all’ACC, al NEB, e al DCL (direttamente a questi vengono presentati: il piano Media, gli elaborati dell’ufficio Stampa e gli elaborati dell’Area Clienti) come momento di controllo, al fine di verificare il rispetto dei dati e delle richieste emerse nel Brief.

Tutte le modifiche sono registrate sui documenti stessi su cui si apporrà una data e una firma dell’ACC 8in questo caso vengono equiparati all’ACC anche il NEB ed il DCL), del COP e dell’ART.

A questo punto si effettuano le dovute modifiche e si prepara il materiale per la presentazione al Cliente.

Durante la fase di presentazione al CLI saranno annotate tutte le modifiche da effettuare (sui documenti stessi e/o con una serie di appunti). Se il lavoro presentato risulta essere approvato dal CLI, quest’ultimo apporrà un timbro e una firma per passare alla fase di realizzazione.

L’approvazione degli elaborati da parte dell’ACC, del NEB o del DCL viene data direttamente mediante annotazione sui documenti stessi, insieme alle firme del COP e dell’ART, mediante un apposito timbro.

 

1.5.4 Verifica della Progettazione

In questa fase viene presentato il lavoro prima al DCR e poi all’ACC, al NEB e/o al DCL, per accertare che siano rispettati e soddisfatti tutti i requisiti e le esigenze emerse durante gli incontri con il CLI.

I contenuti di queste verifiche (modifiche, correzioni, integrazioni) vengono registrate sui documenti stessi presentati

 

1.5.5 Riesame della progettazione e validazione della Progettazione

Dopo un accurato riesame (a cui partecipano tutte le parti interessate, ovvero fornitori, partner, clienti, creativi), la convalida dei risultati della progettazione viene eseguita dal COP e dall’ART responsabili del lavoro sul documento stesso, con una data, una firma e il numero della Commessa.

Questa convalida permette all’ACC, al NEB, e al DCL di convalidare il progetto e preparare il materiale per la presentazione al Cliente, il quale a sua volta può approvare in toto il progetto o suggerire modifiche e correzioni da effettuare.

 

 

 

 

 

2. Comunica.it

2.1 Comunica web agency

(INSERIRE)

 

2.2 Le figure professionali del settore web

(INSERIRE)

 

2.2.1 internet marketing manager

Definizione

Responsabile delle strategie di marketing, promozione e pubblicità di un prodotto/servizio internet oriented.

Caratteristiche e responsabilità

·        Implementa il piano di marketing online in funzione del profilo e delle caratteristiche peculiari dell’azienda e del tipo di prodotto/servizio che deve essere posizionato sul mercato web.

·        Analizza i sistemi di vendita on line e progetta le aree di miglioramento.

·        Si occupa di progettare e sviluppare azioni di promozione per un sito che comportino campagne pubblicitarie di settore, presenze nei portali o siti ad alto traffico e specifiche attività di P.R. ondine (newsletter, campagne email, ecc).

·        Si occupa della registrazione del sito nei motori di ricerca e directory internazionali monitorandone periodicamente lo status di presenza oltre ad analizzare ed individuare i canali pubblicitari e di promozione presenti nel web.

·        Raccoglie e gestisce sul Web i dati disponibili sui concorrenti dell'impresa o relativi a progetti interessanti per la sua attività.

·        Analizza i dati di consumo della clientela al fine supportare adeguate politiche di marketing.

·        E' il responsabile della gestione delle operazioni associate al controllo del traffico di visitatori generato nel sito attraverso l' analisi delle statistiche di accesso.

 

2.2.2 Responsabile dei contenuti

Definizione

La figura professionale del responsabile dei contenuti si focalizza sulla creazione di contenuti e sullo sviluppo del sito stesso; è quindi in grado di scegliere le modalità e gli strumenti di comunicazione più idonei per la realizzazione di un prodotto o di un servizio, sapendo coordinare in modo ottimale i diversi media.

Caratteristiche e Responsabilità

·        Stabilisce la linea editoriale e le modalità di presentazione e fruibilità dei contenuti di un sito web in conformità agli obiettivi di business e marketing che devono essere raggiunti.

·        Definisce la mappa dei contenuti del sito individuando le relative sezioni e sottosezioni in cui presentarli.

·        Individua eventuali partner per accrescere la qualità e la tipologia dei contenuti da proporre ai visitatori del sito.

·        Acuto spirito di osservazione, creatività e fantasia, interesse alla ricerca di nuovi linguaggi e forme di comunicazione, questioni normative inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto dell’informazione e naturalmente ottime conoscenze della lingua italiana e inglese.

 

2.2.3 Web Designer

Definizione

Si occupa di progettare e realizzare, con spiccata creatività, l'interfaccia grafica di un sito web che risponda alle necessità di comunicazione del cliente ed ai principi standard della navigazione internet.

Caratteristiche e Responsabilità

·        Responsabile della ideazione e progettazione dell’interfaccia grafica del sito

·        Continua ricerca di giusto equilibrio tra navigabilità del sito ed  aspetto grafico.

·        Ottime conoscenze di: grafica e arti visive, grafica web, software ed applicativi grafici e multimediali, usabilità ed accessibilità dei siti web, tecniche di navigazione.

·        Si occupa di creare esclusivamente gli elementi grafici per siti web (banner, bottoni ed elementi di navigazione, immagini, iconografia, ecc.)

·        Si occupa di creare animazioni sofisticate e di particolare impatto visivo con applicazioni come Macromedia Shockwave, Director o Flash.

 

2.2.4 Programmatore web

Definizione

Affianca i creativi nella progettazione web.Si occupa dello sviluppo di pagine e di soluzioni web basate su tecnologie e linguaggi come HTML, Visual Basic Scripting, Java, XML, C++, ActiveX e ASP, in un’ottica di piena funzionalità del sito.

Caratteristiche e Responsabilità

·        ll suo compito è quello di individuare e sviluppare soluzioni tecniche ed applicativi per lo sviluppo di gsiti web e per la relativa manutenzione.

·        Il suo obiettivo è raggiungere il massimo livello di interagibilità azienda-utente in base alle caratteristiche ed esigenze del sito.

·        Generalmente è specializzato in uno o più determinati linguaggi (es. Java, C++, Visual Basic, ecc.).

·        Opera in stretta collaborazione con il settore design, occupandosi di tradurre tecnicamente il layout di un sito web realizzato dal grafico web.

·        Si occupa di implementare ed interfacciare sul web gli applicativi per l’e-commerce ed i relativi sitemi di pagamento oltre ai tools di gestione per servizi interattivi come form online, chat, forum, mailing list, ecc., progettando e sviluppando i componenti di interfaccia utente.

 

2.2.5 Dataminer

Definizione

E’ il responsabile della ricerca e classificazione di notizie e materiale informativo presente sul web che possono risultare estremamente utili all’azienda. Si occupa di ricercare su internet: testi, dati, informazioni, immagini e suoni. Le fonti delle sue ricerche sono le più svariate: newsgroup, siti web, chat, newsletter, ecc.

Caratteristiche e Responsabilità

·        Esperto tecniche di ricerca su Internet

·        Esperto programmi per la gestione dei data base

·        Inoltrate le notizie al cliente nella forma più opportuna: rapporti accompagnati da grafici, riassunti, eventuali traduzioni, ecc.

 

2.2.6 Operatore di web call center

Definizione

Risponde, via telefono o soprattutto via internet, su tutte le problematiche, le informazioni e le richieste di clienti acquisiti e/o potenziali.

Caratteristiche e Responsabilità

·        E' il primo front line verso il navigatore

·        Fornisce  informazioni e consigli che facilitino le scelte d'acquisto dell'utente, offrendo eventuali allegati di approfondimento sui prodotti/servizi offerti e consigli utili alla navigazione del sito.

·        L’operatore di web call center ha il compito di acquisire e fidelizzare i clienti attraverso diversi sistemi e-mail, chat privata, servizi vocali, messaggeria (one to one) oppure newsgroup e forum (many to many).

.

2.2.7 Webmaster

Definizione

Con questo termine di identifica il responsabile della gestione tecnica del sito web.

Caratteristiche e Responsabilità

 

2.2.8 Esperto in security

Definizione

Responsabile della gestione delle problematiche di sicurezza (fisica e logica) legate al sito, alla rete e all'e-commerce.

Caratteristiche e Responsabilità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contratto di servizi tra

Comunica S.r.l. e BVC Sport S.A.S.

prot. 3214 2001.

 

 

Il presente contratto è sottoscritto in data 30 ottobre 2001, tra BVC Sport S.A.S., con sede a Cervia (RA), Viale Volturno 138, nella persona del legale rappresentante, Sig. XXXX (di seguito il “Cliente”), e COMUNICA S.r.l., con sede in Faenza (Ra), Via Castel Raniero n° 1, in persona del legale rappresentante, Sig. XXXX (di seguito la “Agenzia”).

 

PREMESSO

 

 

a)      che il Cliente ha dichiarato di voler conferire all’Agenzia l’incarico di impostare e realizzare la versione per l’anno 2001 – 2002 del sito Internet Sportur (www.sportur.com), mediante il preventivo protocollato prev.194-3214/01 del 01/10/2001 dell’importo di L. 23.000.000 + IVA (Î. 11.878,51 + IVA) controfirmato dal Cliente in data 09/10/2001;

 

b)      che l’Agenzia, preso atto della dichiarazione del Cliente, ha dichiarato il proprio interesse a svolgere tale incarico possedendo le risorse professionali idonee per eseguirlo adeguatamente;

 

c)      che pertanto con la sottoscrizione del presente contratto le parti intendono disciplinare i reciproci diritti e doveri in ordine all’esecuzione dell’incarico, sul presupposto di una reciproca e fattiva collaborazione basata sulla buona fede e sulla correttezza comportamentale;

 

d)      che l’Agenzia, al di là del termine convenzionale utilizzato nel settore pubblicitario in Italia di “Agenzia”, opererà nell’esecuzione del presente contratto come un’impresa di comunicazione indipendente, controparte contrattuale del Cliente.

 

 

Tutto ciò premesso

 

 

Si conviene e stipula

 

 

Art. 1 – Premesse ed allegati

 

1.1    Quanto esposto nelle premesse e contenuto negli allegati costituisce parte integrante ed essenziale del presente contratto.

Art. 2 – Oggetto dell’incarico

 

2.1.      Il Cliente affida all’Agenzia alle condizioni e modalità qui di seguito specificate, l’incarico di effettuare la progettazione della nuova versione del sito Internet Sportur.

 

2.2. Il presente contratto si riferisce al programma lavori riportato nel documento preventivo Prev. 194-3214/01 “preventivo restyling sito Sportur”, allegato e parte integrante del presente contratto.

         In particolare i servizi compresi nel contratto di restyling del sito Internet Sportur che l’Agenzia deve fornire al Cliente sono:

2.2.A.     eliminazione dell’intro in Flash dalla versione del sito dell’anno 2000 – 2001;

2.2.B.      restyling grafico del sito (neutro, ma coordinato con la campagna Sportur 2002);

2.2.C.     impostazione e realizzazione di 3 nuove sezioni “gara” o “scuola”;

2.2.D.     impostazione e realizzazione di 2 nuove sezioni in linguaggio dinamico, aggiornabili in back office direttamente dal Cliente (sezione “Offerte Speciali” e “Press Area”);

2.2.E.     suddivisione della sezione dinamica “Press Area” in tre categorie;

2.2.F.     ulteriore suddivisione di una delle tre categorie della “Press Area” fino ad un massimo di 15 sottocategorie;

2.2.G.     impostazione di una finestra per le offerte commerciali dell’azienda (browser autonomo che si apre autonomamente in pop up all’apertura della home page) aggiornabile in back office direttamente dal Cliente;

2.2.H.     impostazione e implementazione della pagina dedicata alla funzionalità di web cam;

2.2.I.      aggiornamento continuativo da parte dell’Agenzia durante l’anno dei contenuti relativi alle classifiche e al calendario.

 

2.3.      Il presente contratto potrà essere esteso, di comune accordo, ad altri prodotti/servizi del Cliente alle stesse condizioni qui previste.

 

2.4.      Le attività di comunicazione nuove e diverse, rispetto a quelle specificatamente indicate al punto 2.2 potranno essere richieste dal Cliente e perciò oggetto di separati accordi da pattuirsi per iscritto.

 

 

Art. 3 – Approvazioni – autorizzazioni – variazioni

 

3.1.            Tutti gli aspetti di ideazione e programmazione delle attività di comunicazione dovranno essere preventivamente approvati dal Cliente prima che passino alla fase produttiva.

 

3.2.            Al termine della fase produttiva tutto il materiale (testi, bozzetti, ecc.) dovrà essere autorizzato dal Cliente prima di entrare nella fase esecutiva.

3.3.            Al fine di rendere esecutivi gli impegni di cui al presente art. 5, l’Agenzia dovrà trasmettere al Cliente anche a mezzo telefax o e-mail, delle relazioni scritte contenenti le principali decisioni assunte nel corso delle periodiche riunioni di lavoro.
Tali relazioni dovranno essere redatte secondo lo schema standard individuato nell’allegato 1 e, qualora il Cliente non le contestasse per iscritto, anche a mezzo telefax o e-mail, entro sette giorni successivi dal ricevimento, le stesse dovranno considerarsi integralmente approvate.

 

3.4.            Ogni riferimento in questo contratto all’approvazione scritta del Cliente significherà approvazione scritta dei responsabili del Cliente autorizzati ad approvare il lavoro dell’Agenzia e i cui nomi sono i seguenti:

Claudio Fantini

Dario Fantini.

      

Il Cliente s’impegna a comunicare per iscritto all’Agenzia le eventuali modifiche rispetto alle persone autorizzate alla firma.

 

 

Art. 4 -Impegno di verifica congiunta

 

4.1. Il Cliente e l’Agenzia s’impegnano a condurre una completa e reciproca valutazione sull’esecuzione del presente contratto ogni sei mesi dalla sua iniziale decorrenza, includendo in tale verifica una valutazione dell’attività di tutti i soggetti, da ambo le parti, impegnati nel lavoro.

Resta inteso che qualsiasi eventuale modifica che dovesse scaturire da tale verifica periodica in ordine agli accordi contenuti nel presente contratto, dovrà risultare per iscritto.

 

 

Art. 5 -Compenso dell’Agenzia

 

5.1. A titolo di corrispettivo per tutte le attività di comunicazione di cui al par. 2.2., relative al prodotto di cui alla lettera “a” delle premesse, il Cliente corrisponderà per il restyling del sito Sportur e l’aggiornamento dei dati in esso contenuti (vd. p.to 2.2.I) fino al 30/09/2002 la somma complessiva di L. 23.000.000 + IVA (Î. 11.878,51 + IVA).

 

5.2. Eventuali altre spese quali ad esempio costi vivi per lo sviluppo dei progetti in termini di pellicole per la stampa tipografica e cromalin, fotocomposizione, acquisizione, scansione di immagini, spese di corriere, di spedizione e di distribuzione, traduzioni in lingue estere, etc., sostenute dall’Agenzia saranno rimborsate dal Cliente, se preventivamente autorizzate. L’elenco sopraccitato è comunque riportato a solo titolo esemplificativo e non esaustivo.

Art. 6 – Condizioni di pagamento

 

6.1.            Le fatture relative al “compenso dell’Agenzia” indicato al paragrafo 5.1  saranno pagate dal Cliente mediante Ri.ba a 30 gg. fine mese dal giorno di messa online del sito (messa online trasmessa al Cliente mediante comunicazione protocollata).

 

6.2.      Le fatture dell’Agenzia saranno pagate dal Cliente in esecuzione a quanto contenuto nei paragrafi 3.2, 3.3, 3.4, 3.5. In caso di ritardo, saranno riconosciuti dal Cliente all’Agenzia interessi di mora da calcolarsi in base al tasso di sconto vigente maggiorato di 2,5 punti.

 

 

Art. 7 – Proprietà e diritti di utilizzazione

 

7.1.   Ogni ideazione od elaborazione creativa (quali, a solo titolo esemplificativo e non limitativo slogans, testi, lavori artistici o fotografici, display, materiali di presentazione, soggetti o sceneggiature di film pubblicitari, schemi di manifestazioni a premio o di azioni promozionali, marchi imballaggi e confezioni ecc.) ideate dall’Agenzia e prescelte dal Cliente all’interno del presente contratto, resteranno di esclusiva proprietà del Cliente ancorché sia stato pagato dal Cliente il relativo compenso all’Agenzia;

 

7.2.   Nessun ulteriore compenso sarà dovuto dal Cliente per la utilizzazione pubblicitaria di tali realizzazioni e dei relativi materiali per tutta la durata del contratto.

 

7.3.   Tutto il restante materiale creativo ed ideativo eventualmente presentato al Cliente dall’Agenzia ma non utilizzato dal Cliente, rimarrà, in ogni caso, di esclusiva proprietà dell’Agenzia.

 

 

Art. 8 – Durata

 

8.1.   Il presente contratto ha la durata di un anno, con inizio dal 1/10/2001 e scadenza al 30/09/2002.

 

 

Art. 9 – Risoluzione per inadempimento

 

9.1.      Sarà in ogni caso in facoltà di ciascuna delle parti di risolvere il presente contratto in qualsiasi momento nel caso di inadempimento dell’altra parte ad una delle obbligazioni previste al paragrafo 2.2. e 6.1.

 

9.2.      La parte che intende procedere alla risoluzione del presente contratto ai sensi del precedente par. 9.1. deve darne comunicazione all’altra parte a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno specificando il motivo posto a fondamento della risoluzione anticipata del contratto.

 

 

Art. 10 – Accettazione Autodisciplina Pubblicitaria

 

10.1.    Il Cliente prende atto che l’Agenzia, in quanto membro di AssoComunicazione, aderisce all’Istituto dell’autodisciplina Pubblicitaria.

Sottoscrivendo il presente contratto, pertanto, il Cliente conferma di accettare le regole del Codice dell’Autodisciplina e, se del caso, le decisioni del Giurì.

 

 

Art. 11 – Impegno di riservatezza

 

11.1.    le parti si impegnano, durante la durata del presente contratto, a non svelare, senza il consenso scritto dell’altra parte, qualsiasi informazione confidenziale acquisita nel corso del lavoro.

 

 

Art. 12 – Custodia del materiale

 

12.1.    In mancanza del rinnovo del contratto l’Agenzia restituirà il materiale di proprietà del           Cliente entro tre mesi dalla scadenza.

 

 

Art. 13 – Tutela della privacy

 

13.1.   Ciascuna parte si impegna ad osservare la normativa vigente in materia di tutela dei dati personali in tutti i casi in cui dovrà trattare dati forniti dalla rispettiva controparte.

 

 

Art. 14 – Rinvio alle norme di legge

 

14.1.   Per tutto quanto non previsto nel presente contratto si rinvia alle norme sul contratto d’appalto contenute negli art. 1655 e segg. c.c.

 

 

Art. 15 – Legge applicabile

 

15.1.   La legge regolante il presente contratto è la legge                 Italiana.

Art. 16 – Controversie

 

16.1.   Tutte le controversie scaturenti dalla interpretazione, validità, esecuzione e/o risoluzione del presente incarico saranno di competenza esclusiva del Foro di Faenza.

Dichiariamo di aver letto e di approvare specificatamente ai sensi degli art. 1341 e 1342 c.c. tutte le condizioni contrattuali sopra trascritte.

 

 

 

 

 

 

 

 

……………………………….                                                         ………………………………

 

(firma del Cliente)                                                                            (firma dell’Agenzia)

 

………………………………                                                          ………………………………

 

(Timbro o denominaz. del Cliente stampatello)        (Timbro o denominaz.  Agenzia stampatello)

 

 

………………………………                                                          ………………………………

 

(poteri del firmatario)                                                                       (poteri del firmatario)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALLEGATO 1

 

Contratto prot. 3214 del 30/10/2001

 

 

 

Oggetto: Meeting report (articolo 5)

 

 

Riferimento:      Meeting report della riunione del………………….

 

Presenti:          

 

…………………

…………………

…………………

…………………

 

 

Facendo seguito alla riunione in oggetto vi trasmettiamo qui di seguito una breve relazione con gli argomenti discussi e le decisioni assunte.

 

1.

………………………………………………………………

 

2.

………………………………………………………………

 

3.

………………………………………………………………

 

Ai sensi e per gli effetti di quanto contenuto nel par. 5.4 del nostro accordo, qualora non ricevessimo vostre osservazioni scritte entro……. Dal ricevimento del presente telefax/e.mail, considereremo approvate definitivamente le decisioni sopra specificate.

 

Distinti saluti.

 

 

Questo allegato costituisce parte integrante della lettera di incarico del

…………………………………………………………………………………………………………Data………………………….                                             

Per presa visione……………………….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal cliente al prodotto online

 

Vediamo in dettaglio come si è sviluppata, nel caso specifico di un portale come sportur.com, l’evoluzione tecnico-strategica del sito, dal contatto con il cliente al mantenimento e aggiornamento del medesimo passando per il contratto firmato.

Cercherò di analizzare anche i singoli momenti della progettazione con le relative figure professionali di Comunica intervenute.

 

Incontro con il Cliente e riunione creativa

L’ACC, il NEB e il DCL incontrano  il Cliente e definiscono quali sono le sue esigenze ed i suoi bisogni, sia espliciti che impliciti.

L’ACC, il NEB e il DCL incontrano il direttore dell’Area Creativa Web, il Responsabile Media e l’Ufficio Stampa di Comunica. Si definiscono in questa sede il progetto, i timing dei lavori ed i contenuti in linea generale, si vagliano le prime idee, una prima idea di architettura web.

In seguito il Direttore dell’Area Creativa Web dopo un’attenta analisi del lavoro assegnato, sceglie e inserisce le figure tecniche e strategiche per la produzione del prodotto medesimo, illustrando il Planning e un primo copy brief:obiettivi, target, strategie e contenuti.

 

Appendice I

Le associazioni sindacali, di categoria e professionali

 

• AIAP - Associazione Italiana Progettazione e Comunicazione Visiva

http://www.aiap.it/

• AICA - Associazione Italiana per l'Informatica ed il Calcolo Automatico

http://www.aicanet.it/

• AICEL - Associazione Italiana Commercio Elettronico

http://www.aicel.org/

• AIE - Associazione Italiana Editori

http://www.aie.it

• AIEA - Associazione Italiana EDP Auditors

http://www.aiea.it/

• AIFI - Associazione Italiana degli Investitori Istituzionali nel Capitale di Rischio

http://www.aifi.it/

• AIIP - Associazione Italiana Internet Provider

http://www.aiip.it/

• AIP - Associazione Informatici Professionisti

http://www.a-i-p.it/

• AISCOM - Associazione Italiana Sviluppo Scienze della Comunicazione

http://www.aiscom.it/

• AISI - Associazione Italiana Informatica e Scuola

http://www.aisi.it

• AISM - Associazione Italiana Studi Marketing

http://www.aism.org/

• AISTEL - Associazione Italiana Sviluppo delle Telecomunicazioni

http://www.telecom-italia.org/

• AIPA - Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione:

http://www.aipa.it

• AITI - Associazionme Italiana Traduttori ed Interpreti

http://www.mix.it/aiti/

• ALAI Cisl - Associazione dei Lavoratori Atipici e Interinali

http://www.cisl.it/alai/

• ALCEI - Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva

http://www.alcei.it/

• ALSI - Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione

http://www.alsi.it/

.• ANASIN - Associazione Nazionale Aziende Servizi Informatica e Telematica

http://www.anasin.it/

• ANDIT - Associazione Docenti Informatica

http://www.geocities.com/Athens/Forum/6670/

• ANEE- Associazione Nazionale Editori Elettronici

http://www.anee.it

• ANFOV - Associazione dei Fornitori di Videoaudioinformazione

http://www.anfov.it/

• ANINF - Associazione Nazionale Informatici

http://www.aninf.it/

• ANUIT - Associazione Nazionale Utenti Italiani di Telecomunicazioni

http://www.anuit.it/

• API DEVELOPMENT - Associazione Progettisti Ipermediali

http://www.arpnet.it/apid/

• ASCII - Associazione Consumatori Italiani Internet

http://www.net4u.it/ascii/

• ASINFORM - Associazione Nazionale Produttori Tecnologie e Servizi per l'Informazione e la

Comunicazione

http://www.assinform.it/

• ASSINTEL - Associazione Nazionale Imprese Servizi Informatica Telematica Robotica

Eidomatica

http://www.assintel.it/

• ASSOPROVIDER - Associazione Provider

http://www.assoprovider.net/

• AUTORITA’ GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

http://www.garanteprivacy.it/

• AWI - Associazione Webmaster Italiani

http://www.awi.it/

• CAMERE DI COMMERCIO

http://www.camcom.it

• CYBERATLAS - Guida internazionale sulle ricerche di mercato su internet

http://cyberatlas.internet.com/

• COLAP - Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali

http://www.flipnews.org/COLAP/homecolap.html

• COMMERCIO ELETTRONICO ITALIA

http://www.commercenet.it/

• CEPIS - Council of European Professional Informatics Societies

http://www.cepis.org/

• EUROPALAVORO

http://www.europalavoro.it/

• FED - Federazione per l'Economia Digitale

http://www.fedecom.net

• FEDER.CEN.TR.I - Federazione Nazionale dei Centri di Traduzione ed Interpretariato

http://www.federcentri.org/

• FEDERCOMIN - Federazione delle Imprese delle Comunicazioni e dell'Informatica

• http://www.federcomin.it/

• FEDERINFORMATICA - Federazione Italiana delle Organizzazioni di Operatori delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione

http://www.federinformatica.it

• FIDA INFORM - Federazione Italiana delle Associazioni Professionali di Information Management

http://clubdir.sep.net/index.htm

• FISE - Federazione Imprese di Servizi

http://www.fise.org/

• FITA - Federazione Italiana dei Servizi Professionali e del Terziario Avanzato

http://www.fita.it/

• FLIP - Freelance International Press

http://www.flipnews.org/

• FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana

http://www.fnsi.it/

• FORRESTER RESEARCH - Ricerche di mercato, a livello mondiale, su Internet

http://www.forrester.com/

• I-LAB - Centro di Ricerca sull'Economia Digitale

http://www.i-lab.uni-bocconi.it/

• INFOCAMERE

http://www.infocamere.it

• INTERNET SOCIETY

http://info.isoc.org/

• ISFOL - Istituto per la Formazione e lo Sviluppo dei Lavoratori

http://www.isfol.it/

• ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica

http://www.istat.it

• IWA - International Webmasters Association

http://www.iwa-italy.org/

• ITRAIN - Associazione Internazionale IT Trainers

http://itrain.org/

• LA CITTA’ DELLE OPPORTUNITA’ - Società per l'Imprenditorialità Giovanile

http://www.opportunitalia.it/

• LA CITTA’ INVISIBILE

http://www.citinv.it/

• MINISTERO DEL LAVORO

http://www.minlavoro.it

• NIL - Nuove Identità di Lavoro

http://www.cgil.it/nidil/

NUAI - Ricerche di mercato, a livello mondiale, su Internet

http://www.nua.ie/surveys/

• ORDINE DEI GIORNALISTI

http://www.odg.it

• SILF - Sindacato Italiano Lavoratori del Fumetto del Disegno Animato e della Comunicazione Visiva

http://www.fumetti.org/sindacato/

• SI@LT - Sindacato Italiano Autonomo Lavoratori Telematici

• http://web.tiscali.it/sialt/

• SLC - Sindacato Lavoratori Comunicazione

http://www.cgil.it/slc/

• SMILE - Sistemi e Metodologie Innovativi per il Lavoro e l'Educazione

http://www.smile.it/

• TP - Associazione italiana Pubblicitari Professionisti

http://www.associazione-tp.it/

• UILTE - Unione Italiana Lavoratori Telecomunicazioni

http://www.uilte.it/

• UNAMS - Unione Nazionale Artisti Musica e Spettacolo

http://www.unams.it/

• UNIONCAMERE

http:// www.unioncamere.it

• UNIONQUADRI

http://www.unionquadri.it/

• UPEI - Unione Professionale Esperti Informatici

http://www.upei.it/

Appendice II

Risorse sulla formazione universitaria1

 

AREA INFORMATICA

Corso di laurea in Informatica

Sedi universitarie:

• Bari

http://coldinfo.di.uniba.it/Italiano/Homepage.html

• Bologna

http://www.scienze.unibo.it/

• Cagliari

http://informatica.unica.it/

• Camerino

http://web.unicam.it/unicam/didattica/scienzeFrame.html

• Catania

http://www.dmi.unict.it/informatica/

• Crema

http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/infcrema.htm

• Ferrara

http://www.dm.unife.it/info/index.html

• Firenze

http://www.unifi.it/studenti/percorsi/facoltaecc/ingegn_inform.html

• Genova

http://www.disi.unige.it/

• L’Aquila

http://leonardo.dm.univaq.it/lacs/

• Messina

http://dinf.unime.it/iexplore/index-1.htm

• Milano

http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/informatica.htm

• Napoli - Università Federico II

http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html

• Novara - Università "Amedeo Avogadro"

http://www.fauser.edu/fau/uni/laurea.htm

• Padova

http://www.pfs.unipd.it/DIDATTICA/Nuovo_Ordinamento/Istituzione_CS/Istituzione_CS.ht

m

• Palermo

http://www.dipinfo.math.unipa.it/

• Perugia

.http://www.dipmat.unipg.it/didattica/cdi/notiziario/du_informatica.htm

• Pisa

http://www.smfn.unipi.it/lauree.htm

• Salerno

http://www.dia.unisa.it/SCIENZE/

• Trento

http://www.science.unitn.it/~facolta/corsilaurea/informatica.html

• Torino

http://www.presmfn.unito.it/didattica/informatica/index.html

• Udine

http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm

• Varese - Università dell'Insubria

http://web.crii.uninsubria.it/

• Venezia

http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/scientifica/INFOR

• Verona

http://www.sci.univr.it/

Corso di laurea in Ingegneria Informatica

Sedi universitarie:

• Ancona

http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm

• Ancona (a distanza)

http://www.ee.unian.it/nettuno/diplomi.html

• Benevento - Università del Sannio

http://www.ing.unisann

io.it/didattica/laurea-inf.html

• Catania

http://www.ing.unict.it/index.php?pageRef=1

• Cosenza

http://www.ingegneria.unical.it/

• Ferrara

http://www.ing.unife.it/informazione/lauree.htm

• Fermo

http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm

• Firenze

http://www.unifi.it/studenti/percorsi/facoltaecc/ingegn_inform.html

• Genova

http://www.ingegneria.unige.it/index2.html

• Latina - Università La Sapienza

http://cclii.dis.uniroma1.it/

• Lecce

http://axpmat1.unile.it/ing/ingegneria.html

• Lecce (a distanza)

http://www.nettuno.unile.it/diploma/diploma.html

• Mantova

http://www.unipv.it/webing/novita2000.htm

• Milano - Politecnico (anche a distanza)

http://www.polimi.it/facolta/schede_2001_2002/ing/informaticaframe.html

• Modena

http://www.ing.unimo.it/corsi/li_ii.htm

• Napoli - Federico II

http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html

• Padova

http://www.ing.unipd.it/indice/schermata.htm

• Palermo

http://www.unipa.it/~cclinfor/homepage.html

• Parma

http://habana.cedi.unipr.it/facolta/informatica/Introduzione.html

• Parma (a distanza)

http://nettuno.cedi.unipr.it/Informatica/index.html

• Pavia

http://www.unipv.it/webing/novita2000.htm

• Pisa

http://www.ing.unipi.it/new_offerta_didattica.htm

• Roma - Università La Sapienza

http://cclii.dis.uniroma1.it/

• Roma - Università La Sapienza (a distanza)

http://www.uninettuno.it/poloroma/index.html

• Roma - Università Tor Vergata

http://www.ing.uniroma2.it/

• Roma - Università Roma III

http://www.dia.uniroma3.it/CCSIngInf/

• Siena

http://www.ing.unisi.it/

• Torino - Politecnico

http://www.polito.it/facolta/3ing/

• Trieste (anche a distanza)

http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc

Corso di laurea in Ingegneria delle reti

Sedi universitarie:

• Ancona

http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm

• Benevento - Università del Sannio

http://www.ing.unisannio.it/didattica/laurea-tlc.html

• Bologna

http://www.ing.unibo.it/

• Cassino

http://193.205.62.5/web/laurea_no/lau_tel/tel_fr.html

• Fermo

http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm

• Ferrara

http://www.ing.unife.it/informazione/lauree.htm

• Firenze

http://www.unifi.it/studenti/percorsi/facoltaecc/ingegn_telec.html

• Milano - Politecnico

http://www.polimi.it/facolta/schede_2001_2002/ing/telecomframe.html

• Napoli - Federico II

http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html

• Napoli - Università Navale

http://www.ingegneria.uninav.it/

• Orvieto

http://www.ing.unipg.it/didattica/didattica.html

• Padova

http://www.ing.unipd.it/indice/schermata.htm

• Pisa

http://www.ing.unipi.it/new_offerta_didattica.htm

• Siena

http://www.ing.unisi.it/

• Torino - Politecnico (anche a distanza)

http://www.polito.it/facolta/3ing/

Corso di laurea in Ingegneria Telematica

Sedi universitarie:

• Mondovì - Politecnico di Torino

http://www.polito.it/facolta/3ing/

• Enna

http://www.ing.unict.it/index.php?pageRef=28

Corso di laurea in Scienze dell’Informazione

Sedi universitarie:

• Cesena

http://www.csr.unibo.it/index-ie.htm

Corso di laurea in Matematica ed Informatica per le applicazioni aziendali

Sedi universitarie:

• Brescia - Università Cattolica Milano

http://www.bs.unicatt.it/facolta/mmffnn/mate3.htm

Corso di laurea in Fisica ed Informatica per le telecomunicazioni

Sedi universitarie:

• Brescia - Università Cattolica Milano

http://www.bs.unicatt.it/facolta/mmffnn/fisica3.htm

Computer Science

Sedi universitarie:

• Bolzano

http://www.unibz.it/informatic/index.htm

AREA COMUNICAZIONE E NEW MEDIA

Corso di laurea Scienze delle Comunicazioni

Sedi universitarie:

• Bologna

http://www.dsc.unibo.it/

• Ferrara

http://www.unife.it/ateneo/didattic/preiscrizioni/umani.htm

• Lecce

http://www.unile.it/comunicazione/

• Macerata

http://www.unimc.it/web_9900_ret/didattica/didattica.htm

• Milano - Università IULM

http://www.iulm.it/didattica.htm

• Milano - Università Cattolica

http://www3.unicatt.it/unicatt/seed/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=612

• Modena

http://www.comunicazione.unimo.it/

• Padova

http://www.comunicazione.lettere.unipd.it/

• Palermo - Indirizzi: Giornalismo e Comunicazione d’impresa

http://www.unipa.it/~facscfor/scicom.html

• Perugia

http://www.unipg.it/corsil-indice-it.html

• Roma - Università La Sapienza

http://www.comunicazione.uniroma1.it/

• Roma - Università Tor Vergata

http://www2.uniroma2.it/didattica/Diplomi/scienzamediacomunicazione.shtml

• Roma - LUMSA - Indirizzi: Giornalismo; Comunicazioni di massa; Comunicazioni di impresa

http://www.lumsa.it/

• Salerno

http://www.unisa.it/Didattica/Facolta/Lettere.asp

• Siena

http://lettere.media.unisi.it/cdl/sdc/

• Teramo

http://www.unite.it/Ateneo/Facolta_ScPol/Laurea_ScCom/cdl_sccom.html

• Torino

http://www.cisi.unito.it/ateneo/lettere/

• Trieste

http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc

• Urbino

http://www.soc.uniurb.it/scicom/default.asp

Corso di laurea in Scienze delle Comunicazioni Scritta ed Ipertestuale

Sedi universitarie:

• Parma

http://relpub.ceda.unipr.it/facolta/lettere/default.asp?Corsi_di_Laurea_Triennali

Corso di laurea in Immagine e Media

Sedi universitarie:

• Parma

http://relpub.ceda.unipr.it/facolta/lettere/default.asp?Corsi_di_Laurea_Triennali

Corso di laurea in Multimedialità e Spettacolo

Sedi universitarie:

• Torino

http://hal9000.cisi.unito.it/wf/FACOLTA/Scienze-de/Fac-org-didatt--a.a.-2000-01-.rtf_cvt.htm

Corso di laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione

Sedi universitarie:

• Milano

http://www.cosp.unimi.it/Lettere/scuman.htm

Corso di laurea in Comunicazione digitale

Sedi universitarie:

• Milano

http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/comdig.htm

Corso di laurea in Comunicazione e Società

Sedi universitarie:

• Milano

http://www.cosp.unimi.it/Spolitiche/comsoc.htm

Corso di laurea in Scienze dell’Informazione

Sedi universitarie:

• Milano - Università Cattolica

http://www3.unicatt.it/unicatt/seed/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=1054

Corso di laurea in Comunicazione Interculturale e Multimediale

Sedi universitarie:

• Pavia

http://comunicazione.unipv.it/

Corso di laurea in Comunicazione di massa e nuovi media

Sedi universitarie:

• Università della Svizzera Italiana

http://www.unisi.ch/dbweb/webactions/getListCorsi.php?web=com&indirizzo=1

Corso di laurea in Tecnologia Informatica

Sedi universitarie:

• Milano - Università Cattolica

http://www3.unicatt.it/unicatt/seed/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=1055

Corso di laurea in Tecniche Artistiche dello spettacolo

Sedi universitarie:

• Venezia

http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/umanistica/SPETT

Corso di laurea in Discipline Arte Musica e Spettacolo (DAMS)

Sedi universitarie:

• Bologna

http://www.lettere.unibo.it/

• Brescia - Università Cattolica

http://www.bs.unicatt.it/facolta/lettere/dams.htm

• Cosenza

http://www.csdim.unical.it/pres_lettere/corsi_di_laurea.html

• Roma - Università Roma III -http://

w3.uniroma3.it/didattica/index.asp

• Torino

http://hal9000.cisi.unito.it/wf/FACOLTA/Scienze-de/Fac-org-didatt--a.a.-2000-01-.rtf_cvt.htm

Corso di laurea per Traduttori ed Interpreti

Sedi universitarie:

• Catania

http://www.unict.it/flls/diploma_per_traduttori_e_interpreti.htm

• Forli’

http://sslmit.unibo.it/

• Gorizia

http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm

• Lecce

http://www.lingue.unile.it/

• Messina

http://ww2.unime.it/lettere/8CdTI.htm

• Milano - Università IULM

http://www.iulm.it/didattica.htm

• Perugia

http://www.unipg.it/dipl-indice-it.html

• Siena - Università per Stranieri

http://www.unistrasi.it/

• Roma - Libera Università degli studi Pio V

http://www.luspio.org/

• Torino

http://hal9000.cisi.unito.it/lingue/regolamen/

Trieste

http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc

• Vasto

http://www.unich.it/diploma/index.htm

• Venezia

http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/linguistica/TRADUZ

Giornalismo

Scuole superiori, Università e Master:

• Scuola Superiore di Giornalismo di Bologna

http://www.lettere.unibo.it/

• Scuola di Specializzazione in Giornalismo dell’Università Luiss - Roma

http://www.luiss.it/giornalismo/

• Istituto di Formazione al Giornalismo di Urbino

http://www.uniurb.it/giornalismo/

• Istituto per la Formazione del Giornalismo di Milano

http://www.ifg.mi.it/

• Istituto Superiore di Comunicazione Milano e Roma

http://www.isc.it/

• Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia

http://www.sgrtv.it

• Corso di laurea in Giornalismo - Editoria multimediale dell’Università di Trieste

• http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc

• Corso di perfezionamento in Giornalismo Economico dell’Università di Verona

http://www.univr.it/economia/

• Master biennale in Giornalismo e Comunicazione Scientifica dell’Università di Ferrara (a

distanza)

http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm

AREA MARKETING E BUSINESS

Corso di laurea in Marketing

Sedi universitarie:

• Parma

http://www.unipr.it/arpa/facecon/clau.htm

• Urbino

http://www.uniurb.it/vademecum/econ.htm#eco5

Corso di laurea in Relazioni Pubbliche

Sedi universitarie:

• Gorizia

http://web.uniud.it/general/frame/frameset_poli_go.htm

• Milano - Università IULM

http://www.iulm.it/didattica.htm

Corso di laurea in Relazioni Pubbliche

Sedi universitarie:

• Bari

http://www.economia.uniba.it/D.U.Marketing_pa.htm

Corso di laurea in Marketing e gestione delle imprese

Sedi universitarie:

• Venezia

http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/linguistica/TRADUZ

Corso di laurea in Management delle aziende di servizi

Sedi universitarie:

• Roma - Università Luiss

http://www.luiss.it/facolta/ordstudi/ordistudi-eco.htm

Corso di laurea in Economia aziendale

Sedi universitarie:

• Castellanza - Università di Castellanza

http://www.liuc.it/didattica/default.htm

Corso di laurea in Economia aziendale indirizzo Marketing e Neteconomy

Sedi universitarie:

• Pavia

http://economia.unipv.it/NuovoOrd/Marketing_Neteconomy.htm

Corso di laurea in Statistica per le applicazioni Internet economiche ed aziendali

Sedi universitarie:

• Pavia

http://economia.unipv.it/NuovoOrd/statistica_internet_eco_az.htm

Corso di laurea in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione

Sedi universitarie:

• Milano - Università Bocconi

http://www.uni-bocconi.it/bocconi/didattica/corsi/index.htm

Corso di laurea in Economia informatica

Sedi universitarie:

• Chieti

http://www.unich.it/guide/economia/ecoinf.htm

Corso di laurea in Tecnica Pubblicitaria

Sedi universitarie:

• Roma - Università LUMSA

http://www.lumsa.it/Lettere_e_Filosofia/Diplomi_Universitari_l/du_in_tecnica_pubblicitaria.ht

m

• Palermo

http://www.unipa.it/~facscfor/tecpub.html

• Perugia - Università per Stranieri

http://www.unistrapg.it/dutep1.htm

• Trieste

http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc

• Urbino

http://www.soc.uniurb.it/scp/

Corso di laurea in Statistica ed informatica

Sedi universitarie:

• Benevento - Università del Sannio

http://www.unisannio.it/economia/index.html

• Napoli - Federico II

http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html

• Napoli - Università Navale

http://www.economia.uninav.it/sez03M-CDU-SIGI.htm

• Padova

http://www.statistica.unipd.it/

• Palermo

http://www.economia.unipa.it/Didattica_info/cdl/SIAP/index.htm

• Perugia

http://www.stat.unipg.it/diploma/

• Rimini

http://www.rimini.unibo.it/dueai.htm

• Trieste

http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc

• Udine

http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm

• Venezia

http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/economica/SIGI

AREA PROGETTAZIONE E DESIGN

Corso di laurea in Tecnologie web multimediali

Sedi universitarie:

• Udine

http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm

Corso di laurea per Tecnologo della comunicazione audiovisiva multimediale

Sedi universitarie:

• Ferrara (a distanza)

http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm

Accademie delle Belle Arti - Indirizzo grafica

Sedi:

• Brera

http://www.accademiadibrera.milano.it

• Carrara

http://www.accademiacarrara.it/

• L’Aquila

http://www.accademiabellearti.laquila.it/Grafica(S1).htm

• Macerata

http://www.accademiabellearti.com/Macerata.html

Scuole Superiori di Grafica

Sedi:

• Urbino: ISIA - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche

http://www.isia.org/

• L’Aquila: Accademia Internazionale delle Arti e delle Scienze dell'Immagine

http://www.accademiaimmagine.org/

• Venezia: Scuola Internazione di Grafica

http://www.scuolagrafica.it/art/gp.htm

• Roma: Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie

http://www.accademiadellearti.it/

• Firenze: Accademia Italiana

http://www.accademiaitaliana.com/

• Roma, Firenze, Jesi: Scuola internazionale di Comics (animazione web, grafica, 3D)

http://www.scuolacomics.it/

• Treviso: Fabrica - Scuola Laboratorio Creativo del Gruppo Benetton e Oliviero Toscani

http://www.fabrica.it/

MASTER UNIVERSITARI E SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE

Area tecnico informatica

• Master in Wireless e web

Università di Pisa

http://www.di.unipi.it/web&wireless/

• Master in Servizi avanzati di telecomunicazione

Università di Catania

http://www.unict.it/ssc/

• Master in Web technology e security

Università di Torino

http://www.mastere-security.com/index.htm

• Master in Tecnologie del software

Università del Sannio, Benevento

http://www.ing.unisannio.it/master/index.html

• Master in Tecnologie e gestione del software

Università del Sannio, Benevento

http://www.ing.unisannio.it/master/index.html

• Master SUP in Advanced Computer Science

Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana

http://www.macs.supsi.ch/main.html

Area interdisciplinare

• Master in Editoria Cartacea e Multimediale

Università di Bologna

http://www.sssub.unibo.it/master/bando.htm

• Master in E-business

Università di Catania

http://www.unict.it/ssc/

• Master in E-business

Istituto Superiore M. Boella - Università di Torino

http://ict.polito.it/e-business/

• Master in E-business

Università di Castellanza

http://master.liuc.it/mesc/default.htm

• Master in E-contents e E-business

Università IULM, Milano

http://www.iulm.it/master_econtents/index.htm

• Master in Business Administration

Scuola Superiore Aziendale - Università di Torino

http://www.saa.unito.it/mba/index.html

• Master in Business Administration

Università Bocconi, Milano

http://www.uni-bocconi.it/indici/formazione.htm

• Master in Business Administration

Università Luiss, Roma

http://mba.luiss.it/

• Scuola di Specializzazione in Amministrazione e Direzione aziendale

Università Navale, Napoli

http://www.economia.uninav.it/sez17-ScuolaDiSpecializzazione.htm

• Master in Web Careers - E-business

Università di Torino

http://www.cisi.unito.it/ateneo/lettere/

• Master in Net economy

Università di Trieste

http://www.univ.trieste.it/~nirdses/netec/Netec.htm

• Master in Management e Tecnologie dell’informazione

Almaweb - Università di Bologna

http://www.almaweb.unibo.it/

• Master in Comunicazione e Tecnologie dell’informazione

Almaweb - Università di Bologna

http://www.almaweb.unibo.it/

• Corso di perfezionamento in Informatica Giuridica e Diritto delle Nuove Tecnologie

Università di Bologna

http://www.giuri.unibo.it/Master/guiridica/giuridica.html

• Scienze dei Servizi giuridici per Operatori giuridico informatici

Università di Milano

http://www.cosp.unimi.it/Giurisprudenza/giurinfo.htm

• Master in Diritto dell’informatica

Lumsa, Roma

http://www.lumsa.it

• Master in Tecniche e Metodologie informatiche per le discipline giuridiche

Università di Catania

http://www.lex.unict.it/cp2001/

• Corso in Diritto delle Tecnologie ed Accertamento dei Reati Informatici di 1° e 2° livello

Università di Chieti

http://www.unich.it/cec/corsi/reati.htm

• Master in Gestione delle istituzioni finanziarie e nuove tecnologie dell’informazione

Università di Siena

http://www.unisi.it/gits/obiettivo.htm

Master in Comunicazione d’azienda

Università di Venezia

http://helios.unive.it/~mca/

• Tecnologie per la Società dell’informazione

Università di Milano

http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/tecnrema.htm

• Scuola di specializzazione in Analisi e gestione della comunicazione

Università Cattolica, Milano

http://www3.unicatt.it/

• Master in Scienza e Tecnologia dei media

ESAS - Università di Pavia

http://media.iuss.unipv.it/

• Master in Formazione dei formatori - Training manager

Università di Venezia

http://www.unive.it/!wda/didattica/Master/indexFF

• Multimedialità e didattica

Università di Macerata

http://www.unimc.it/web_9900_ret/didattica/didattica.htm

• Master biennale in Comunicazione multimediale e didattica (a distanza)

Università di Ferrara

http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm

• Master biennale in Pedagogia e formazione degli adulti (a distanza)

Università di Ferrara

http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm

• Corso di perfezionamento in Progettazione interattiva sostenibile e multimedialita’

Università Roma III

http://w3.uniroma3.it/didattica/index.asp

• Master sulla Comunicazione

Università della Repubblica di San Marino

http://www.unirsm.sm/dssc/Default.htm

• Scuola di Specializzazione in Analisi e gestione della comunicazione

Università di Tor Vergata, Roma

http://www.scuolacomunicazione.uniroma2.it/

• Master per Tecnico in comunicazione e marketing in lingue estere

Università di Urbino

http://www.uniurb.it/Lingue/hypertext/lin1.htm#postlaurea

• Corso di perfezionamento in Competenze testuali, linguistiche e letterarie per operatori

dell'editoria, del giornalismo e della comunicazione

Università Roma III

http://w3.uniroma3.it/didattica/index.asp

• Master in Gestione delle biblioteche scolastiche e multimediali

Università della Tuscia, Viterbo

http://193.205.145.174/Presentazione/master/master.htm

 

POST-UNIVERSITA’2

http://www.murst.it
Nel sito del ministero dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica i link a tutte le università e a tutti i politecnici d'Italia. Qui si trovano i bandi per concorrere all'assegnazione di borse di studio.

http://www.cestor.it/corsi
In questo sito si trova una guida ai principali corsi di specializzazione suddivisi per settore.

http://www.e-loft.com
Il portale per gli studenti italiani, tedeschi, francesi, spagnoli e britannici con forum, chat e link a tutte le università d'Europa.

http://www.almaweb.unibo.it
Almaweb è la graduate school dell'Università di Bologna, che organizza i master in Comunicazione e tecnologie dell'informazione e in Management e tecnologie dell'informazione. Entrambi integrano le attività in aula e in laboratorio con un project work svolto presso un'impresa, adottando l'inglese come seconda lingua di lavoro.

http://www.ebms.it
La e-business management school dell'Isufi (Istituto superiore universitario di formazione interdisciplinare - Università di Lecce) propone un master a frequenza obbligatoria della durata di un anno per stimolare professionalità e "intraprenditorialità" nel settore dell'economia digitale. Possono accedervi laureati con un punteggio minimo di 105/110.

http://media.iuss.unipv.it
L'Istituto universitario di studi superiori dell'Univeristà di Pavia (Iuss) organizza il master internazionale in Scienza e tecnologia dei medi. Al momento sono attivati tre indirizzi: Editoria e marketing relazionale online, Media diffusivi e interattivi e Sicurezza e tecnologie del commercio elettronico.

http://www.area-formazionepostlaurea.uniba.it/perfezionamento/00lepistemologia.htm
Rivolto a tutti gli appassionati di filosofia della scienza, un approfondimento di circa 180 ore distribuite lungo un anno accademico è offerto dal Corso di perfezionamento in epistemologia informatica dell'Università di Bari.

http://www.unife.it/ateneo/didattic/corperf.htm
La facoltà di scienze naturali dell'Università di Ferrara gestisce due master di grande interesse: quello in Informatica per le scienze giuridiche e quello in Informatica per le scienze umane.

http://www.ateneoimpresa.it/cas.htm
Ateneoimpresa propone un master in marketing e comunicazione web.

http://ict.polito.it/e-business/bando.htm
L'Istituto superiore di tecnologia dell'informazione e delle Tlc "Mario Boella" tiene un master in e-business che presenta una struttura ellittica: la prima fase del corso separa i laureati tecnici dagli altri, proponendo una formazione complementare tesa a uniformare le conoscenze. Segue un corpus didattico comune, al termine del quale si sviluppano due specializzazioni, una in ambito tecnologico e una in ambito economico-organizzativo. La durata complessiva è di sei mesi e vengono offerte delle borse di studio.

http://62.110.206.102
È l'indirizzo web di Magica - Master europeo in gestione di impresa cinematografica con sede a Roma - che tra le specializzazioni include anche il master EM.  Si tratta di un corso per laureati che aspirano a gestire progetti audiovisivi e multimediali. Dura sei mesi, è interamente online e in inglese, e i feedback tra docenti e discenti si scambiano via web. La scadenza per presentare la propria domanda di partecipazione alla prossima edizione è il 30 aprile 2001.

 

 

Appendice III

Risorse sulle Certificazioni IT3

 

La certificazione delle proprie competenze professionali rappresenta un requisito ormai indispensabile per chi opera nel settore internet economy, in particolare nell’ambito informatico-tecnico.

Ecco le piu’ importanti certificazioni:

 

CISCO4

Sono tra le certificazioni più richieste sul mercato; per ottenerle il modo più semplice è senz'altro quello di seguire dei corsi, organizzati normalmente da Training Partner di Cisco o dalle Cisco Network Academy

Le certificazioni Cisco seguono due rami:

- Installazione di Reti e Supporto Clienti

• CCNA (Cisco Certified Networking Associate)

• CCNP (Cisco Certified Networking Professional)

• CCIE (Cisco Certified Internetworking Expert)

- Progettazione e Ingegnerizzazione di Reti

• CCDA (Cisco Certified Design Associate)

• CCDP (Cisco Certified Design Professional)

Fonte Networking Italia:

 

ECDL (European Computer Driving Licence)5

E’ una certificazione riconosciuta a livello internazionale, sostenuta dalla Unione Europea, che permette di attestare le competenze informatiche e la capacità di utilizzo del computer.

Si articola in 7 esami (1 teorico e 6 pratici) da sostenere nel corso di 3 anni.

Le materie sono le seguenti:

- Concetti di base della tecnologia dell’informazione

- Uso del computer e gestione dei file;

- Elaborazione testi;

- Foglio elettronico;

- Database;

- Strumenti di presentazione;

- Reti informatiche.

Gli esami si svolgono presso centri accreditati verificati per l’Italia dall’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico).

IWA6

La certificazione internazionale offerta da IWA, denominata IWA Certified Web Professional (CWP), è definita come il più alto grado di certificazione indipendente per i professionisti del web.

Le certificazioni previste sono 7:

.- Site Designer

- Internetworking Specialist

- Enterprise Developer

- E-commerce Specialist

- Security Specialist

- Server Administrator

- Application Developer

Fonte IWA:

 

LINUX7

Nell'insieme delle certificazioni quelle più diffuse sono:

- LPIC (Linux Professional Institute Certification)

Prevede 3 livelli.

- RHCE (Red Hat Certified Engineer Program)

L'esame viene effettuato su casi reali presso i Red Hat Training Center, gli unici autorizzati a

rilasciare la certificazione.

- SAIR

E’ basata su di una struttura ben precisa suddivisa in tre livelli:

3X0 LCP – LCA (Linux Certified Professional – Linux Certified Administrator)

3X1 LCE (Linux Certified Engineer)

3X2 Master LCE (Master Linux Certified Engineer)

 

LOTUS R58

E’ prevista la certificazione sia nell’ambito dello sviluppo che dell’amministrazione:

- CLS Certified Lotus Specialist Developer( 1 esame)

- CLP Certified Lotus Professional Developer (3 esami)

- CLP Principal Certified Lotus Professional Developer (CLP + 1 esame a scelta)

- CLS Certified Lotus Specialist Administration (1 esame)

- CLP Domino R5 System Administration (3 esami)

- CLP Principal Domino R5 System Administration (CPL+1 esame a scelta)

 

MICROSOFT9

Diversi sono i livelli di certificazione, che consentono di attestare le competenze specifiche dei sistemisti, di sviluppatori e di amministratori di database che operano in ambiente Microsoft.

Quattro sono i percorsi di specializzazione individuati da Microsoft:

- Microsoft Certified Systems Engineer (MCSE)

Destinato a chi si occupa diprogettare, implementare e supportare sistemi informativi basati su

prodotti Microsoft.

- Microsoft Certified Solution Developer (MCSD)

Destinato a chi si occupa dell’architettura dei sistemi operativi, i linguaggi e gli strumenti di

sviluppo Microsoft.

- Microsoft Certified Database Administrator (MCDA)

Destinato a coloro che progettano, gestiscono e supportano database.

- Microsoft Certified Trainer (MCT)

Destinato ai docente che operano presso i Microsoft Certified Technical Education Center

(CTEC).

Il primo livello di certificazione MCP è comune a tutti i percorsi formativi.

 

NOVELL10

Diverse le tipologie di certificazione, tra cui:

- Certified Directory Engineer (CDE)

- Certified Novell Administrator (CNA)

- Certified Novell Engineer (CNE)

- Certified Novell Salesperson Information (CNS)

- Certified Novell Instructor (CNI)

 

ORACLE11

Sono quattro le tipologie di certificazione Oracle Certified Professional (OCP) rilasciate.

- Oracle Certified Database Administrator (5 esami)

- Oracle Application Developer (2 esami)

- Oracle Database Operator (2 esami)

- Oracle Java Developer (1esame)

 

 

SAP12

TeamSAP Academy è la scuola per la formazione intensiva di specialisti SAP, i professionisti in grado

di operare sui sistemi ERP.

Gli esami previsti per la certificazione sono standard e riconosciuti a livello internazionale.

Tre le aree di certificazione individuate:

- Moduli Core

- mySAP.com

- Industry Solution

 

SUN13

Tipologie di certificazione:

- Tecnologia JAVA

- Sun Certified Solaris System Administrator

- Sun Certified Solaris Network Administrator

 

BIBLIOGRAFIA

 

Adinolfi Ruggero (1999), Reti di computer, Milano, McGRAW-HILL LIBRI ITALIA srl.

Campodall’Orto Sergio, Circià Roberto, Ghiglione Beatrice (1999), Le nuove figure professionali nel settore multimediale, Milano, IL SOLE 24 ORE.

Campodall’Orto Sergio, Ghiglione Beatrice (a cura di) (2000), L’azienda on line verso il commercio elettronico, Milano, FRANCOANGELI srl.

Chesher Michael, Kaura Rukesh (1998), Electronic Commerce and Business Communications, London UK, SPRINGER.

Cianflone Mario, Forquet Fabrizio (2000), Il lavoro Web, Milano, IL SOLE 24 ORE.

Fracaro Massimo (a cura di) (2000), Net Economy – La rivoluzione che sta cambiando il mondo, Milano, ETAS.

Edizione Italiana (2000), e-Business - come avviare un’impresa di successo in Internet, Milano, APOGEO.

Laudon C. Kenneth, Laudon P. Jane, Management Information Systems - New Approches to Organization and Technology, Fifth Edition, PRENTICE HALL INTERNATIONAL Inc.

Lynch Patrick J., Horton Sarah (1999), Web Style Guide - Basic Design Principles For Creating Web Sites, Yale, YALE UNIVERSITY.

Edizione italiana (2001), Web: Guida di stile. Progettazione dei siti Web, Milano, APOGEO.

Mattioli Maurizio (2000), Progettare e sviluppare siti web, Milano, APOGEO.

Stout Rick (1997), Web Site States: Tracking Hits and Analyzing Traffic, New York NY U.S.A., MCGRAW-HILL.

Edizione italiana (1997), Verifica del successo di un sito Web, Milano, MCGRAW-HILL..94

Tapscott Don, Ticoll David, Lowy Alex (2000), Digital Capital – Harnessing the Power of Business Webs, HAYGROUP.

Edizione italiana (2001), Capitale Digitale – La forza dei business web, Milano, TECNICHE NUOVE.

Worsley Tim (2000), Computer Essentials: Building a Website, London UK, DORLING KINDERSLEY Ltd.

Edizione italiana (2000), Costruire un sito Web, Milano, APOGEO.

 

RICERCHE

 

Accenture (2000), Internet Enabled Job Creation, su dati forniti da aziende, agenzie governative, opinion makers, amministratori delegati di 160 imprese Internet, top manager ed esperti nel settore industriale.

Pieper Roel (2000), E-World, the Ingredients of the Network Society, Twente NL, University of Twente.

Rapporto FEDERCOMIN in collaborazione con NETCONSULTING (2001a), Net Economy e nuova occupazione, Roma.

Rapporto FEDERCOMIN in collaborazione con ANASIN (2001b), ICT – Le figure professionali, Roma.

Rapporto FEDERCOMIN in collaborazione con ANASIN commissionato a IDC ITALIA (2001c), La formazione per la Net Economy, Roma.

 

ARTICOLI

Bartoloni Marzio (2001), “Il consorzio E-Form <<forma>> nell’hi-tech, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 31 gennaio, pag. 6.

Bolla Alessandro (2000), “Arti e mestieri dell’e-commerce”, in Commercio elettronico, n.7/8,

Luglio-Agosto, pp. 70-73.

Bruno Isabella, Contu Carlo (a cura di) (2001), “Selezione del personale: la nuova sfida dell’on

line”, in Net Business, n.1, Gennaio, pp. 16-41.

Bucci Stefano (2000), “Genesio: tutti a scuola di Web”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 17

novembre, pag. 13.

Cianflone Mario (2000), “Il deficit di specialisti rallenta l’e-business”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 6 dicembre, pag. 2.

Della Rovere Antonella, Baj Enrica (2000), “L’informazione ha i suoi intermediari”, in New

Economy de Il Sole 24 Ore, 1 novembre, pag. 5.

Epifani Dino (2000), “Verso l’e-society”, in Commercio elettronico, n.7/8, Luglio-Agosto, pp. 34-

36.

Epifani Stefano (2000), “Commercio elettronico: il rapporto EITO”, in Commercio elettronico,

n.7/8, Luglio-Agosto, pp. 38-40..96

Fatiguso Rita (2001), “La sfida europea dell’e-work”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 16 marzo,

pag. 1.

Fatiguso Rita (2000), “Avanzano nuove professioni nate per la Rete”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 15 dicembre, pag. 2.

Ghiaroni Andrea (2000), “Il posto si trova online”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 8 novembre.

Giuri Raffaella (2001), “Nuovi manager dagli e-master”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 31

gennaio, pag. 2.

Jacchia Antonia (2000), “La rete ha fame di esperti”, in Tecnologie de Il Corriere della Sera, 20

ottobre, pag. 2.

Orecchio Davide (2000), “L’hobby diventa lavoro”, in Rassegna sindacale giovani, n.18, Maggio,

pp. 220-222.

Palmerini Lina (2001), “Ilo: un miliardo di disoccupati. Le tecnologie dividono il mondo”, in Il Sole

24 Ore, 24 maggio.

Paolucci Mancinelli Flaminia (2001), “Il mondo del lavoro entra nella Rete”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 22 giungo, pag. 4.

Picchio Nicoletta (2001), “La flessibilità di Omnitel”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 16

febbraio, pag. 4.

Santonocito Rosanna (2001), “Sale l’occupazione nel settore ICT ”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 29 giugno, pag. 1,3.

Santonocito Rosanna (2001), “La carenza di specialisti rallenta l’e-business”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 15 giugno, pag. 2..97

Santonocito Rosanna (2001), “L’esperto di e-security studia al college”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 11 maggio, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2001), “Skill shortage in Europa”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 30

marzo, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2001), “I laureati si cercano in Rete”, in Il Sole 24 Ore, 12 marzo, pag. 43.

Santonocito Rosanna (2001), “La crisi delle .com fa correre i jobsite”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 21 febbraio, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2001), “Caccia ai tecnici del futuro”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 17

gennaio, pag. 1.

Santonocito Rosanna (2000), “L’Europa scommette sul lavoro a distanza”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 20 dicembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Le imprese a caccia di sviluppatori Web”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 8 dicembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Cambiolavoro, il Jobsite parla italiano”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 29 novembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “A ruba i creativi del Web”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 24

novembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Cercansi progettisti di database”, in New Economy de Il Sole 24 Ore,

17 novembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Il <<mago>> dei dati fa volare l’e-business”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 10 novembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “L’ingegnere del Web studia da manager”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 3 novembre, pag. 2..98

Santonocito Rosanna (2000), “I cinque <<mestieri>> dell’e-com”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 1 novembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Dieci milioni di cyberlavoratori”, in New Economy de Il Sole 24 Ore,

11 ottobre, pag. 1.

Santonocito Rosanna (2000), “Anche la Ue adotta l’home worker”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 29 settembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “I telelavoratori producono di più”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 29 settembre, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “L’impresa crea i tecnici informatici”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 22 settembre, pag. 4.

Santonocito Rosanna (2000), “La caccia all’impiego parte dal Web”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 6 settembre, pag. 3.

Santonocito Rosanna (2000), “A caccia di cyberlavoratori”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 19

luglio, pp. 1-2.

Santonocito Rosanna (2000), “In alto i titoli dello specialista dei network”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 7 luglio, pag. 3.

Santonocito Rosanna (2000), “Gli esperti in reti nel mirino delle imprese”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 30 giugno, pag. 3.

Santonocito Rosanna (2000), “Va <<a ruba>> l’architetto dell’era digitale”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 23 giugno, pag. 3.

Santonocito Rosanna (2000), “Sugli scudi <<l’artigiano>> di pagine HTML”, in New Economy de

Il Sole 24 Ore, 16 giugno, pag. 3..99

Santonocito Rosanna (2000), “Il mago del software aiuta l’impresa-Web”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 9 giugno, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Le imprese a caccia di esperti in sicurezza”, in New Economy de Il

Sole 24 Ore, 2 giugno, pag. 3.

Santonocito Rosanna (2000), “Il lavoro si trova su Internet”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 31

maggio, pp. 1-2.

Santonocito Rosanna (2000), “Alle imprese servono creativi delle reti”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 16 maggio, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Un <<medico>> che cura le reti locali”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 19 maggio, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “Le otto professioni del futuro”, in New Economy de Il Sole 24 Ore,

12 maggio, pag. 2.

Santonocito Rosanna (2000), “L’hi-tech a caccia di lavoratori”, in New Economy de Il Sole 24 Ore,

10 maggio, pag. 1.

Santonocito Rosanna (2000), “Barilli: quattro progetti lampo per ridurre lo skill gap nel 2000”, in

New Economy de Il Sole 24 Ore, 10 maggio, pag. 2.

Tonni Elisabetta (2000), “Il telelavoro accelera la sua corsa”, in New Economy de Il Sole 24 Ore, 22

novembre, pag. 2.

Torelli Umberto (2000), “I mestieri dell’ICT”, in Corriere Lavoro, n.35, 20 ottobre, pp. 18-19.

Torelli Umberto (2001), “I mestieri del Web”, in Corriere Lavoro, n.7, 23 febbraio, pp. 16-17.

The Economist (2000), “E-commerce survey”, in The Economist, 26 febbraio..100

Ulpiani Lorena (2001), “New Economy, i casi E-Tree ed Enel”, in Il Sole 24 Ore Nordest, 12

marzo, pag. 9.

Vaciago Elena (2001), “Stepstone lancia dal Web la sfida alle società di ricerca del personale”, in

New Economy de Il Sole 24 Ore, 16 marzo, pag. 2.

Zincone Maria Rosaria (2000), “L’Italia ha fame di cybertecnici”, in New Economy de Il Sole 24

Ore, 8 settembre, pag. 1.

Zincone Maria Rosaria (2000), “È caccia aperta all’esperto in software”, in New Economy de Il Sole

24 Ore, 8 settembre, pag. 1.

QUOTIDIANI

Corriere della Sera

Il Sole 24 Ore

Inserto “New Economy” La Repubblica

The Wall Street Journal Europe Inserto Networking, dal lunedì al venerdì.

 

RIVISTE

Bollettino del Lavoro

Commercio Elettronico

Itali@Oggi.it

NetBusiness

The Economist

 

BIBLIOGRAFIA ELETTRONICA

www.accenture.com

è il sito di Accenture, società di consulenza; si può trovare una copia della ricerca Internet

enabled job creation all’URL

http://www.accenture.com/xd/xd.asp?it=enweb&xd=industries/communications/comm_tho

ught15.xml

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.citiesjob.com

è un sito che si occupa di lavoro

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.economist.com

è il sito della rivista The Economist; si può trovare una copia di “E-commerce survey”

all’URL

http://www.economist.com/editorial/freeforall/20000226/su7636

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.esperienze.net

è un sito che propone master fruibili on line per formare professionisti di Internet e della

New Economy, utilizzando le tecnologie della rete per migliorare la qualità

dell’apprendimento; offre anche una pagina di news all’URL

http://www.esperienze.net/notizie/newsindex.htm

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.federcomin.it

è il sito della Federazione delle imprese delle comunicazioni e dell’informatica; sono

disponibili on line i seguenti rapporti:

“Net Economy e nuova occupazione”

“ICT: le figure professionali”

“Informatica e lavoro”.103

“La formazione per la Net Economy”

all’URL

http://www.federcomin.it/sviluppo/Produzio.nsf/WEBRappFedT

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.html.it

è un sito di informazione sul linguaggio HTML; contiene anche un dossier sul lavoro

all'URL

http://www.html.it/dossier/05_lavoro/index.html

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.ict-job.it

è il sito che presenta le schede del rapporto Federcomin ”ICT: le figure profesionali”

http://www.ict-job.it/html/fig_prof_ict/fpict_intro.html

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.ictonline.it

è un sito di informazione sull’ICT; contiene delle schede che descrivono le nuove

professioni dell’ICT all’URL

http://www.ictonline.it/

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.ilsole24ore.com

è il sito del quotidiano Il sole 24 ore; l’inserto “New Economy” è disponibile all’URL

http://www.neteconomy24.ilsole24ore.com

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.internos.it

è un sito di informazione specializzato sulle nuove profesioni di Internet; contiene delle

schede sulle professioni di Internet all’URL

http://www.internos.it/professioni/indice.html

Data di ultima consultazione: 18/06/2001.104

www.isfol.it

è il sito dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori; pubblica

un repertorio sulle professioni all’URL

http://www.isfol.it/basis/web/prod/document/DDD/rp_repert.htm

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.jobonline.it

è un sito di informazioni sul lavoro; contiene una guida rapida per farsi un’idea del mondo

dei lavoratori nell’ICT all’URL

http://www.jobonline.it/new/31g3.htm#A

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.kangaroo.it

è un sito di web recruiting; contiene una tabella con l’indice delle nuove professioni più

ricercate dalle aziende all’URL http://www.kangaroo.it/indexcmpkangaroo.asp

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.kataweb.it

è un portale; contiene una sezione dedicata al lavoro all’URL

http://www.kwlavoro.kataweb.it

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.lavoroinrete.it

è un portale verticale sul mondo del lavoro e Internet; contiene delle schede sui webjob

all’URL

http://www.lavoroinrete.it/community/professioneweb/

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.lycos.it

è un motore di ricerca; contiene una sezione sul mondo del lavoro all’URL

http://www.lycos.it/webguides/lavoro/index.html

Data di ultima consultazione: 18/06/2001.105

www.microsoft.it

è il sito italiano della Microsoft; contiene il documento Microsoft Skill Profiling sulle

professioni dell’area IT ed Internet all’URL

http://www.microsoft.com/italy/mcp/profili/defaultn.htm

http://www.microsoft.com/mcp/profiliweb/defaultie.htm

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.skillpass.it

è un sito di informazione; contiene una sezione di selezione, orientamento, formazione e

addestramento per le figure professionali richieste dal mercato della Net Economy.

Contiene delle schede sui net-workers all’URL

http://www.skillpass.it/h_partecipa_profili.htm

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.somediaprofessional.com

è un sito che offre corsi di formazione rivolti ad aziende, Pubblica Amministrazione,

professionisti: organizza corsi, seminari, forum e convegni nelle modalità tradizionale e

con strumenti multimediali.

Data di ultima consultazione: 18/06/2001

www.yahoo.it

è un portale e motore di ricerca; contiene una sezione sul lavoro all’URL

http://it.careers.yahoo.com/

Data di ultima consultazione: 18/06/2001.106

SEMINARI, CONVEGNI, ESPOSIZIONI, FIERE

JOB 2000 – X edizione

FORMAZIONE E NEW ECONOMY – TECNOLOGIE, CONOSCENZE E NUOVI

SAPERI

Verona, 23-24-25 novembre 2000

Seminario: I mestieri del futuro. New Economy e nuove prospettive di lavoro. Tavola

rotonda a cura del Ministero della Pubblica Istruzione.

INTERNET EXPO’ 2001

Milano, 25-26-27 gennaio 2001

Seminario: La formazione nella Net Economy: proposte per le figure chiave dell’e-commerce;

a cura di Formazione e Futuro srl, dr. Claudio Speranza, Ing. Fabrizio Amarilli.

11° INCONTRO ANNUALE RISORSE UMANE & ORGANIZZAZIONE

Milano, 28-29 marzo 2001

Convegno: le nuove figure professionali nella New Economy; organizzato da Somedia

Professional.

2001, LE NUOVE PROFESSIONI

Milano, 5 aprile 2001

Convegno organizzato da AIM.

ALLEGATO

GLOSSARIO della NET ECONOMY

 

A

ACCESS

è un tipo di database, sviluppato dalla Microsoft.

ACCESS PROVIDER

Fornitore di accesso: qualsiasi organizzazione che, essendo collegata direttamente a Internet, vende ad altri la possibilità di accedervi.

ACTIVE X

Una tecnologia che si prefigge gli stessi scopi di Java ma non ad architettura aperta (è di proprietà della Microsoft). AMPIEZZA DI BANDA

Tecnicamente, la differenza, in Hertz (Hz), tra la frequenza più alta e quella più bassa del canale di trasmissione. Il suo valore indica la quantità di dati che possono transitare, nell'unità di tempo, attraverso il canale di comunicazione. Usualmente, è misurata in bit al secondo (bps). Per esempio, l'ampiezza di banda di un comune modem è di circa 15.000 bps, con cui si può trasferire una intera pagina dattiloscritta in 1 secondo. Per trasferire un filmato a pieno schermo e a pieno movimento (full-motion full-screen) necessita invece una ampiezza di banda di circa 10.000.000 bps

ANSI

(American National Standards Institute) -- Ente americano responsabile dell'approvazione di svariati standard in molte aree, compresi computer e telecomunicazioni (per es., ANSI C o tabella di caratteri ANSI). E' un membro della International Organization for Standardization.

APPLICAZIONE

è sinonimo di programma; si riferisce a qualsiasi software dedicato ad un'attività specifica quale videoscrittura, calcolo, gestione dati, giochi, etc.

ARPANET

Il "nonno" di Internet. Sviluppato tra all'inizio degli anni '70 dal Dipartimento della Difesa americano come prototipo di una rete capace di resistere ad attacchi nucleari. E' stato dismesso nel 1990.

ASP

acronimo di ACTIVE SERVER PAGES; estensione che contraddistingue pagine web create dinamicamente con l’utilizzo di scripting ActiveX, di solito VBScript o Java script. Quando un browser richiede una pagina ASP, il Web Server genera la pagina con codice HTML e la spedisce al browser. Le pagine ASP sono simili agli script CGI, ma permettono ai programmatori di Visual Basic di lavorare con strumenti familiari. Le pagine ASP facilitano l'interfacciamento di un sito con un database.

 

 

B

BANNER

significa stendardo o striscione; è uno spazio pubblicitario interattivo all'interno della pagina Web, di solito di forma rettangolare, dinamicamente collegato al sito dell’impresa committente.

BBS

(Bulletin Board System) -- Un computer, qualche modem ed il relativo software tramite cui vengono resi disponibili servizi di posta elettronica, archivi di file ed altri servizi ad utenti collegati tramite telefono. Nate molto prima della grande diffusione di Internet, le BBS hanno avuto natura tipicamente amatoriale. Attualmente molte di esse si sono trasformate in access provider e risultano collegate direttamente in Internet, da cui sono raggiunbili via Telnet.

BOOKMARK

Un riferimento ad una pagina Web, di solito memorizzato in un apposito elenco mantenuto dal browser. Costituisce una sorta di "segnalibro" in modo da ricollegarsi velocemente ad una determinata pagina.

BROWSER

e’ il software, lato client, che permette di navigare sul World Wide Web di Internet. I più diffusi sono Netscape Navigator e Microsoft Internet Explorer.

BUG

letteralmente significa insetto; il termine sta a indicare gli errori, nei codici di un programma, che ne determinano il mancato o errato funzionamento..

 

 

C

CBT

(Computer-Based Training)  Tipicamente, indica un corso in autoistruzione da seguire su di un computer. L'allievo segue le lezioni direttamente sul video, interagisce con il programma o rispondendo alle domande che gli vengono poste o effettuando alcune operazioni in completa simulazione. In molti casi, i risultati ottenibili sono paragonabili a quelli dei tradizionali corsi in aula.

CFV

(Call For Votes)  La procedura tramite cui si vota per la creazione di un nuovo newsgroup. I voti vengono spediti ad un indirizzo E-mail che funge da raccoglitore dei voti.

CGI

acronimo di Common Gateway Interface; un programma CGI è un programma che acquisisce dati da un server Web e li elabora; esempio, i dati che riceve da un form li inserisce in un messaggio e-mail oppure li trasferisce in un database.

CHAT

è una conversazione, una chiaccherata, in forma scritta, in tempo reale in Internet con un altro utente. Si tratta di scambi di messaggi inseriti via tastiera e visualizzati in successione sullo schermo.

 

CISCO

una delle ditte leader nella costruzione di apparecchiature per le reti; il business principale è rappresentato da prodotti quali routers e bridges.

CLIENT

ha due significati: stazione di lavoro locale (computer o terminale) collegata a un calcolatore servente (SERVER), oppure software usato per contattare ed ottenere dati da un programma server residente su un calcolatore remoto.

CLIENT/SERVER

le connessioni tra computer sono permesse grazie ad un elaboratore che permette di assorbire le richieste di altri computer ed elargire informazioni; le applicazioni che risiedono da ambo le parti sono chiamate client/sever: l’elaboratore che ha e dispensa le risorse è chiamato server, quello che le domanda client.

CLUSTER SERVER

in questo ambito "cluster" identifica un multi-computer che puo' essere configurato in modo da usare un pool comune di risorse I/O e fornire una Single System Image al SW applicativo. Tradizionalmente in IBM con Cluster Server si intende un'unita' di controllo con collegati i propri terminali..

COMMUNITY, COMUNITÀ VIRTUALE

è costituita da gruppi di persone che condividono specifici interessi e che vogliono discuterne in Rete attraverso le chat o i newsgroup.

CYBERSPAZIO

Il termine, comparso per la prima nel romanzo Neuromancer dello scrittore scrittore William Gibson, è usato comunemente per indicare l'insieme delle informazioni disponibili in rete.

 

 

D

DATA MART

letteralmente mercatino dei dati; insieme di informazioni riguardanti un argomento specifico o un'organizzazione.

DATA WAREHOUSING

un insieme di dati predisposti per supportare le decisioni del Management. Un Data Warehouse contiene una grande varietà di dati che rappresentano però una fotografia coerente di determinate condizioni ad un determinato tempo. Lo sviluppo di un Data. Warehouse include lo sviluppo di sistemi di estrazione di dati e l’installazione di un sistema di database che fornisce al Management un accesso flessibile ai dati. Il termine Data Warehousing generalmente si riferisce alla integrazione di diversi database di una stessa azienda.

DATABASE

base di dati, è un archivio elettronico di informazioni digitali archiviate in modo da poter essere estratte in base a specifiche richieste.

DB2

acronimo di database2, una famiglia di database relazionali predisposti da IBM. DB2 offre un ambiente database aperto che gira su una grande varietà di piattaforme. Usando SQL gli utenti possono ottenere i dati simultaneamente da DB2 e da altri database.

DBMS

acronimo di Data Base Management System, sistema che permette la gestione di database controllando i dati e rendendoli accessibili agli utenti. Un DBMS: garantisce l'integrità dei dati (unica raccolta di dati anzichè copie distinte scoordinate che potrebbero causare duplicazioni inconsistenti) organizza le informazioni del database secondo la struttura di un database gerarchico, di un database di rete o di un database relazionale; garantisce l'accesso alle informazioni solo a persone autorizzate per esempio tramite password.

DECOMPRESSIONE

Il processo di riottenere i dati originari che erano stati compressi in precedenza da appositi programmi.

DIALUP

Una connessione temporanea tra due macchine, stabilita attraverso una normale linea telefonica.

DIGITALE

Contrapposto ad analogico, indica la rappresentazione di un segnale utilizzando esclusivamente due simboli (0 e 1). Praticamente tutti i segnali analogici (continui) possono essere rappresentati in formato digitale (discreto).

DHTML

acronimo di DYNAMIC HTML è un'estensione del linguaggio HTML sviluppata dai browser Microsoft 4.0 e Netscape 4.0 che permette di modificare il contenuto di un documento HTML dopo che è stato caricato. Quando si combina JavaScript con i CSS (Cascading Style Sheets) e le ultime versioni di HTML, il risultato viene chiamato DHTML DNS acronimo di DOMAIN NAME SYSTEM; server in rete predisposti a traslare gli indirizzi nei loro numeri equivalenti Ogni host di Internet è contrassegnato in modo univoco da un numero che va utilizzato per collegarsi ad esso. Esiste un database (il DNS, appunto) nel quale a ciascun numero è associato un nome che l’utente utilizza; quando l'utente indica un indirizzo, un URL, al proprio browser, (per esempio http://www.unitn.it), il sistema “interroga” dunque il DNS per conoscere il numero dell'host al quale deve collegarsi, quindi effettua la connessione.

DNS

(Domain Name System) Servizio che consente di ottenere l'indirizzo IP di un computer dal suo nome di dominio.

DOMINIO

la divisione di Internet, fatta soprattutto per Paese (.it, .be, .nl) o per tipo di organizzazione (in America .com, .org, .gow, .mil). Ogni sito Internet ha un dominio.

 

 

E

E-COMMERCE

contrazione di COMMERCIO ELETTRONICO; si riferisce alla vendita e all’acquisto di

beni tramite Internet, tra imprese (B2B) o tra queste e i consumatori finali (B2C).

E-MAIL

abbreviazione di electronic mail, posta elettronica; viene utilizzato per descrivere: un sistema per spedire e ricevere elettronicamente messaggi usando il computer; è uno degli usi più diffusi di Internet, può essere anche utilizzato come vettore per l'invio di documenti complessi o file di vario genere, ponendoli come attachment. I protocolli più diffusi per ricevere i messaggi di posta elettronica sono IMAP e POP3 messaggio trasmesso da un utente ad un altro con questo sistema.

ETHERNET

(Uno standard molto diffuso per connettere computer in una LAN. Ethernet permette una ampiezza di banda di circa 10 Mbps e può essere usata su molti tipi di computer.

EXTRANET

sono delle reti con tecnologia TCP/IP che connettono tra loro le reti locali aziendali,

limitandone l'accesso ai soli utenti autorizzati, anche esterni all'azienda, quali clienti e

fornitori.

 

 

F

FAQ

(Frequently Asked Questions) -- Un documento che risponde alle domande più frequenti su un determinato argomento. Esistono centinaia di FAQ sui soggetti più diversi, da come allevare cani da sfilata alla crittografia. Sono scritti da persone stanche di rispondere sempre alle stesse domande.

FIBRA OTTICA

Sottili filamenti di vetro o plastica che trasportano un segnale luminoso generato da un laser. Generalmente più costosi di altri supporti, con la fibra ottica è possibile raggiungere altissime velocità di trasmissione.

FIREWALL

letteralmente, muro tagliafuoco. Sistema di sicurezza posto in una rete locale destinato a impedirne l'accesso non autorizzato. Un firewall può fornire anche altri servizi quali ad esempio l’autenticazione dell'utente.

FRAME

Un'area dello schermo, all'interno della finestra del browser, che visualizza una pagina Web. Sullo schermo possono così esistere più pagine contemporaneamente, ognuna in un frame diverso. Tale tecnica è consentita dalle ultime versioni di HTML.

FREEWARE

Una modalità di distribuzione del software. L'autore mette a disposizione gratuitamente il programma non richiedendo alcun compenso per il suo utilizzo. Vengono però limitati i diritti di sfruttamento commerciale del software. Vedi anche: pubblico dominio e shareware.

FTP

acronimo di File Transfer Protocol. È un protocollo Internet che consente l'accesso ad un

host remoto allo scopo di trasferire file. FTP indica anche il nome del programma usato per

eseguire il protocollo; se l'accesso al sito è pubblico, si parla di FTP anonimo.

 

 

G

 

GARR

(Gruppo Armonizzazione Reti della Ricerca) -- L'ente italiano che disciplina lo sviluppo di Internet in Italia, soprattutto a livello pubblico.

GATEWAY

un dispositivo hardware che interfaccia due reti che usano protocolli differenti. In senso lato, il termine gateway viene usato anche per definire qualsiasi meccanismo che consente l'accesso ad un altro sistema. Esempio: Tiscali può essere definito un gateway per Internet.

GIF

(Graphics Interchange Format) -- Il formato di file per la memorizzazione di immagini più usato nel World Wide Web, creato e diffuso originariamente sulla rete Compuserve.

 

 

H

HACKER

tradotto è pirata informatico. L'hacker è un esperto di reti, uno che con grande abilità, sa muoversi tra i computer

collegati, an

che se spesso la sua abilità lo porta a infrangere i

divieti e diventare "pirata informatico", facendo irruzione in macchine e database cui non potrebbe avere accesso allo scopo di carpire dati o creare danni, introducendo virus.

HARDWARE

struttura fisica composta dai circuiti elettronici e dai meccanismi che costituiscono un computer.

HOST

Qualsiasi computer di una rete che funge da contenitore di servizi disponibili per altri computer.

HOTLIST

L'elenco delle pagine Web preferite da un utente, memorizzato sulla propria workstation. Il suo nome varia da browser a browser: quicklist, bookmark, favorites, preferite, ecc.

HOME PAGE

il significato più comune si riferisce alla pagina principale di un sito web, dalla quale possiamo collegarci alle altre pagine del sito. È anche la pagina web visualizzata per prima all’avvio di un browser.

HTML

acronimo di HYPER TEXT MARK-UP LANGUAGE; è il linguaggio usato per creare pagine ipertestuali, visualizzabili tramite un browser. Il protocollo utilizzato per il trasferimento del flusso HTML dal SERVER al CLIENT è chiamato HTTP. Si basa sul linguaggio SGML.

HTTP

acronimo di HYPERTEXT TRANSPORT PROTOCOL; è il protocollo per trasferire in Internet i documenti ipertestuali scritti in linguaggio HTML. Richiede che vi sia un programma client HTTP sul computer dell'utente ed un programma server HTTP all'altro lato della connessione.

HTTPS

significa Secure HTTP, è un'estensione del protocollo HTTP; permette di effettuare transazioni sicure, dati crittografati e autenticazione del mittente.

HISTORY LIST

L'elenco delle pagine Web visionate più recentemente. E' una tipica funzione offerta dai browser; altri nomi utilizzati per indicare la stessa funzione sono: cronologia, Webmap, ecc.

HYPERMEDIA

Un documento contenente al suo interno oggetti quali: testi, immagini, filmati, audio, ecc. Ognuno di questi oggetti può rimandare ad altri documenti.

 

 

I

ICT

acronimo di INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY.

INDIRIZZO IP

Un indirizzo a 32-bit che identifica univocamente ogni computer su Internet. Usualmente è rappresentato come 4 numeri decimali separati da un punto, per es: 208.34.113.8 . Se un calcolatore non ha un indirizzo IP, non è realmente in Internet. La maggior parte dei calcolatore hanno anche un nome di dominio, più facile da ricordare rispetto all'indirizzo IP.

INTERNET

è l'insieme mondiale delle reti di computer interconnesse che usano il protocollo TCP/IP.

INTRANET

una rete privata di una organizzazione che usa gli stessi protocolli e gli stessi programmi usati nella Internet publica, ma che è solo per uso interno. Generalmente posseduta e gestita da un'azienda, una rete Intranet permette a una società di condividere le proprie risorse con i suoi impiegati, senza rendere disponibili le informazioni confidenziali a tutti

gli utenti che dispongono di un accesso a Internet.

IP

acronimo di INTERNET PROTOCOL, il protocollo di comunicazine usato dai computer connessi ad Internet. Viene spesso associato ad altri protocolli di livello superiore come il TCP/IP.

IPERTESTO

un documento on-line di tipo non sequenziale ma organizzato in maniera tale che parole o argomenti correlati sono connessi tra di loro; il documento contiene collegamenti, sottoforma di parole o segni grafici, che permettono all’utente di spostarsi agilmente da un documento all’altro.

IRC

(Internet Relay Chat) Un protocollo che permette ad utenti di tutto il mondo di poter conversare in tempo reale, scambianodosi dei messaggi testuali. Esistono un certo numero di server IRC sparsi per il mondo e collegati tra loro. Chiunque può creare un canale di comunicazione: tutto ciò che l'utente di un canale immette da tastiera viene inviato immediatamente a tutti gli altri su quel canale. E' possibile anche creare canali privati per l'effettuazione di conferenze chiuse.

ISDN

(Integrated Services Digital Network) -- Una tecnologia emergente offerta dalle compagnie telefoniche di tutto il mondo. Permette la coesistenza di voce e dati su una stessa linea telefonica. Fornisce velocità di collegamento sino a 128.000 bps sulle normali linee telefoniche anche se, in pratica, le tipiche velocità raggiunbili variano da 56.000 a 64.000 bps

ISP

(Internet Service Provider) Qualunque soggetto che fornisca un servizio su Internet, sia a titolo gratuito che a pagamento.

ISO-OSI

acronimo di INTERNATIONAL STANDARDS ORGANIZATION - OPEN SYSTEMS  INTERCONNECT; standard internazionale creato per consentire le comunicazioni tra computer diversi, sia per tipo che per produttore. È costituito da una struttura a 7 livelli che descrive le architetture di reti e come i dati vengono scambiati.

ISP

acronimo di INTERNET SERVICE PROVIDER; qualunque soggetto che fornisca un servizio su Internet, sia a titolo gratuito che a pagamento. Tramite il proprio modem ci si collega telefonicamente con l'ISP, il quale dispone di un collegamento permanente con Internet a banda larga.

IT

acronimo di INFORMATION TECHNOLOGY

 

 

J

JAVA

un linguaggio di programmazione, sviluppato da Sun Microsystems, specificatamente progettato per la scrittura di programmi che possono essere scaricati sul proprio computer dalla rete ed immediatamente eseguiti dal proprio browser, chiamati APPLET.

JAVA APPLET

applicazioni scritte in linguaggio Java, solitamente richiamate da una pagina HTML, che vengono eseguite dal browser, tramite il JVM (Java Virtual Machine). Tutti i browser più diffusi sono in grado di eseguire queste applicazioni, le quali conferiscono alle pagine Web funzionalità più avanzate rispetto a quelle implementabili in solo HTML.

JAVASCRIPT

è un linguaggio si scripting interpretato, simile a Java ma molto più semplice, che può essere inserito direttamente nel codice HTML dei documenti Web; ha scopi diversi e possibilità minori: è pensato per creare documenti interattivi.

JPG

(Joint Photographic Expert Group) -- Uno standard per la compressione di immagini fotografiche, dal nome del gruppo che lo ha proposto. E' possibile raggiungere rapporti di compressione elevatissimi, al costo dell'introduzione di leggere distorsioni nell'immagine.

 

 

L

LAN

acronimo di LOCAL AREA NETWORK; è una rete di computer di estensione limitata, tipicamente all’interno di un edificio.

LINEA DEDICATA

Una linea di comunicazione fissa (che non viene commutata) tra due punti, di proprietà dell'utente.

LINK

collegamento; l’area, di tipo grafico o testuale, in un ipertesto che cliccata provoca il richiamo del documento collegato.

LINUX

sistema operativo open source, simile ad Unix.

LOGIN

L'azione di collegarsi ad un sistema informatico. Tipicamente consiste nell'immettere il proprio userid (non segreto) e la propria password (segreta).

 

 

 

M

MAILING LIST

un servizio, solitamente automatizzato, che alla ricezione di un messaggio da parte di un utente lo invia a tutti i componenti registrati nella lista. Ogni mailing list prevede un argomento specifico.

MAIL GATEWAY

Un calcolatore che collega due o più sistemi di posta elettronica (anche differenti) e trasferisce i messaggi dall'uno all'altro.

MAIL SERVER

Un programma che distribuisce file ed informazioni in risposta a richieste inviate via E-mail.

MODERATORE

Una persona che gestisce una mailing list o un newsgroup decidendo, tra i messaggi pervenuti, quali devono essere pubblicati.

MOTORE DI RICERCA

è uno strumento che consente a un utente di trovare, digitando una parola chiave o con criteri di ricerca più complessi, dati e informazioni contenuti in Rete. Esempi: Altavista, Yahoo, Lycos, Excite, Virgilio.

MPEG

(Moving Pictures Experts Group) -- Un formato di file per la memorizzazione di filmati che consente elevati livelli di compressione. Per poter visualizzare il filamto viene richiesto o una apposita scheda MPEG o un processore molto potente con un apposito programma (player MPEG).

 

N

NETIQUETTE

L'insieme delle regole di buona educazione da rispettare in rete.

NETWORK

Rete. Ogni connessione tra due o più computer allo scopo di condividere risorse è una rete. Una connessione tra due o più reti è una internet (con la i minuscola, quella con la I maiuscola è la rete delle reti estesa a livello mondiale).

NEWSGROUPS

termine con cui sono denominati i gruppi di discussione; i messaggi rimangono affissi in un luogo virtuale per la consultazione comune

.NOME DI DOMINIO

Il nome di un computer che lo identifica univocamente su Internet. I nomi di dominio hanno sempre 2 o più parti, separate da un punto. La parte più a sinsitra è quella più specifica e quella a destra è quella più generale e costituisce il dominio vero e proprio.

 

 

 

O

OFFICE

suite applicativa di Microsoft, contenente programmi quali Word, Excel, Access, Powerpoint ed altri.

OLAP

acronimo di ONLINE ANALYTICAL PROCESSING; si riferisce a database e applicazioni per l'analisi statistica multidimensionale (ossia da vari punti di vista) dei dati storici di un'azienda.

ORACLE

è un tipo di database relazionale che supporta il linguaggio SQL.

 

 

 

 

P

PACCHETTO

La più piccola unita inviata attraverso una rete. E' un termine generico usato per descrivere blocchi di dati ad ogni livello, ma soprattutto a lievllo di programma.

PEER-TO-PEER

A differenza del modello client-server, nel modello peer-to-peer ogni nodo della rete può svolgere sia funzioni di client che funzioni di server.

PLUG-INS

si tratta di moduli aggiuntivi che estendono le funzionalità di un browser per gestire file con suoni, filmati, animazioni. Una volta installati, i plug-in vengono automaticamente riconosciuti dal browser e le loro funzionalità diventano parte integrante del browser stesso.

POP

(Post Office Protocol) -- Un protocollo progettato per consentire a programmi di E-mail (per es. Eudora) di leggere la posta da un mail server. Acquistando un accesso ad Internet da un provider, solitamente si riceve anche un POP account (cioè una specie di casella postale) grazie al quale è possibile ricevere posta. Esistono tre versioni di questo protocollo: POP, POP2 e POP3. L'ultima versione è la più evoluta e quella più diffusa attualmente: non è compatibile con le precedenti. Vedi anche: SMTP.

PORTALE

solitamente utilizzato come termine per descrivere un sito web inteso come primo sito visitato dagli utenti; tipicamente un portale contiene una lista di siti web e un motore di ricerca, offre la possibilità di avere un indirizzo e-mail ed altri servizi.

PROTOCOLLO

una descrizione formale delle regole che devono essere seguite. I protocolli possono essere di basso livello (come spedire i bit e i byte attraverso la rete) o di alto livello (come

scambiarsi documenti, file o altri oggetti). Per esempio, il TCP/IP è un protocollo di basso livello, l'HTTP è un protocollo di alto livello.

 

 

R

ROUTER

uno speciale dispositivo (hardware o software) che gestisce la connessione tra 2 o più reti; è un sistema che smista il traffico di dati instradando le informazioni verso i destinatari

corretti.

 

S

SERVER

un computer o un programma che fornisce un determinato tipo di servizio ad un programma client in esecuzione su un computer remoto. La stessa macchina può eseguire contemporaneamente più di un programma fungendo quindi da più server per molti client sulla rete.

SGML

acronimo di STANDARD GENERALIZED MARK-UP LANGUAGE, uno standard internazionale che definisce la struttura e il contenuto di differenti tipi di documenti elettronici, come ad esempio HTML o XML.

SHAREWARE

Una modalità di distribuzione del software. L'autore del programma permette ai potenziali utenti di provarlo per un certo periodo di tempo senza alcun costo. Trascorso tale periodo, se l'utente vuole continuare ad usare il programma deve pagare l'importo richiesto. Vedi anche: pubblico dominio e shareware.

SKILL SHORTAGE

carenza di abilità, carenza di specialisti e tecnici nel settore, uno degli ostacoli al necessario sviluppo della Net Economy. La carenza quantitativa e qualitativa di professionalità in linea con le necessità dell’azienda e le mutate esigenze di business, crea un divario, un gap tra quella che è la domanda di occupazione e quella che ne è invece l’offerta; il gap è maggiore più ci si addentra in professionalità legate proprio ad Internet.

SOFTWARE

insieme di comandi e istruzioni (programma) per far compiere a un computer un determinato compito.

SPAM (O SPAMMING)

Un tentativo di usare la rete come fosse un mezzo televisivo o radiofonico, invando lo stesso messaggio (non richiesto) a più mailing list o newsgroup. E' considerato un atto di estrema maleducazione.

SQL

acronimo di STRUCTURED QUERY LANGUAGE un linguaggio specializzato di programmazione per inviare richieste ai database.

 

 

 

 

 

T

TCP-IP

acronimo di TRANSMISSION CONTROL PROTOCOL – INTERNET PROTOCOL; indica l'intera suite di protocolli, necessaria per collegarsi in Internet. Originariamente progettato per il sistema operativo Unix, il TCP/IP è ora disponibile su qualsiasi tipo di computer e di sistema operativo. I protocolli fondamentali sono appunto il TCP, che si occupa della gestione della pacchettizzazione di dati inviati in Rete e l'IP, che si occupa dell'indirizzamento corretto di ciascun pacchetto.

TELELAVORO

è la possibilità di svolgere il proprio lavoro grazie all’uso del computer collegato ad una rete telematica, nella maggior parte dei casi senza la necessità di spostarsi dalla scrivania di

casa propria.

TELNET

il protocollo standard usato su Internet per collegarsi ad un computer remoto in emulazione di terminale.

 

U

UNIX

sisterna operativo usato dai grandi mainframe e da molti computer collegati a Internet.

 

V

VISUAL BASIC SCRIPTING

è un linguaggio derivato da Visual Basic; viene utilizzato nella programmazione lato

server.

 

W

WAIS

acronimo di WIDE AREA INFORMATION SERVERS; sistema di archiviazione e consultazione di dati attraverso Internet.

WAN

acronimo di WIDE AREA NETWORK; viene così chiamata una rete di grande estensione, generalmente formata dalla connessione di più reti locali.

WEB RECRUITING

si riferisce ai siti che presentano offerte di lavoro.

WINDOWS

è una GUI (Graphical User Interface) sviluppata da Microsoft. Il sistema operativo Windows rende i programmi più facili da utilizzare, tramite un'interfaccia standard e pilotata con un mouse.

WIRELESS

termine che identifica una rete di computer in cui non e' presente alcun tipo di cablaggio (sia esso in fibra ottica, doppino o cavo coassiale), bensì la trasmissione dei dati tra i

dispositivi trasmittenti e riceventi avviene via etere (onde radio).

WORLD WIDE WEB

(WWW o W3 o Web) -- L'intera galassia di risorse accessibile usando i servizi Internet: HTTP, FTP, Gopher, E-mail, Telnet, NetNews, WAIS e qualche altro. Molto spesso viene fatto coincidere con Internet stessa, mentre ne è solo una parte.

 

 

X

XML

acronimo di EXTENSIBLE MARKUP LANGUAGE; metalinguaggio (codice) sviluppato per superare i limiti del linguaggio HTML, permettendo una migliore gestione dei dati strutturati e la creazione di tags personalizzati.

 

Fonte del Glossario: ns. elaborazione da informazioni presenti nei seguenti siti, proposti in ordine alfabetico.

 

http://lgxserver.uniba.it/lei/saggi/glossario.htm

http://mytech.mondadori.com/mytech/dizionario/

http://webopedia.com/

http://whatis.techtarget.com/

http://wombat.doc.ic.ac.uk/foldoc/index.html

http://www.acronymfinder.com

http://www.arc.it/corsi/dizionario/webdiz.htm

http://www.chl.it/

http://www.computeruser.com/resources/dictionary/dictionary.html

http://www.dictionary.com/

http://www.dizionarioinformatico.com/

http://www.encyclopedia.com/home.html.

http://www.gsmworld.it/glossario.asp

http://www.html.it/glossario/a.htm

http://www.ipermulti.net/album/istr/dizio.htm

http://www.moreorless.net/diz/index.htm

http://www.m-w.com/home.htm

http://www.netlingo.com/

http://www.rtmol.it/users/andreap/dizionario.htm

http://www.techweb.com/encyclopedia/

http://www.thesaurus.com/

http://www.yourdictionary.com/

http://www.yourdictionary.com/diction1.html#acronym

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



1 Stime autorevoli parlano di 6 milioni di nuove assunzioni in Europa solo nei prossimi due anni - un dato che potrebbe anche sembrare eccessivamente ottimista, ma che a quanto pare non lo è affatto. Si tratta invece di una previsione decisamente realistica: se anche non si arriverà a 6 milioni, i posti di lavoro prodotti da Internet in Europa da qui al 2003 si aggireranno comunque intorno a quell'ordine di cifre.

2 Come sottolinea Eito (European Information Technology Observatory) 2001, l'annuale ricerca sullo stato dell'ICT in Europa, realizzata in collaborazione con Smau

3 Questa tendenza viene confermata dalle cifre del Rapporto Federcomin-Anasin del dicembre 2001 (Le figure professionali), secondo il quale in Italia esiste un gap tra disponibilità di posizioni e specialisti presenti sul mercato del 12%, equivalente a circa 112mila posti.Sempre secondo il Rapporto Federcomin del giugno 2001, Occupazione e formazione nella Net economy, inoltre, realizzato in collaborazione con IDC Italia, nel 2000 gli addetti collegati alla net economy in Italia erano circa 1.395.000, il 2% in più del 1999 e il 3,4% rispetto al 2000.
Anche i dati contenuti nel Rapporto Assinform sull'Occupazione ICT, presentato nel mese di novembre, confermano la crescita dell'occupazione in questo settore, che, inoltre, si è sviluppata a tassi più sostenuti rispetto all'insieme complessivo dell'industria e dei servizi. Nel 2000 il numero dei nuovi addetti nel settore ICT è risultato pari a 19mila, il 3,7% in più rispetto all'anno precedente, per un totale di 533mila unità. Si dà seguito così ad una progressione che ha visto crescere gli occupati nel settore ICT ininterrottamente negli ultimi tre anni (486.000 nel 1998, 514.000 nel 1999). Gli addetti diventano 1.034.000, se poi si allarga la prospettiva a tutti coloro che - pur non essendo tecnici - svolgono attività professionali legate alle nuove tecnologie nelle imprese non hi-tech. Alla fine di quest'anno, inoltre, le aziende delle telecomunicazioni conteranno il 16,2% di addetti in più, rispetto allo scorso anno. Un dato non trascurabile, infine, appare quello relativo all'imprenditorialità: in Italia dal 1998 ad oggi sono nate 5.000 nuove imprese, molte delle quali al Sud

 

5 Fonte Federcomin e Assinform sull’Occupazione nel settore ICT

[1] Alcuni studiosi aggiungono alla stima dei lavoratori ad alta professionalità anche alcune attività operaie e impiegatizie qualificate come gli operatori di processo, gli operatori qualificati dei call center, i venditori qualificati. Lavoratori cioè che si assumono crescenti responsabilità sui risultati di processo e che operano sulla base di importanti conoscenze sia di processo sia del contesto tecnico-organizzativo. Se si aggiungono questi operativi qualificati ai precedenti l'insieme dei lavoratori della conoscenza raggiunge una percentuale tra i 40 e il 50% del lavoro dipendente: più di quanto non siano mai stati gli operai nel loro insieme o gli operai qualificati e di mestiere.

2 Secondo Patrizio Di Nicola, professore all’Università La Sapienza, tra i massimi esperti di telelavoro.

3 Definizione creata dall’ex presidente del CNEL, Giuseppe de Rita.

4 Fonte: Anasin/Federcomin/IDC, 2001

5 Unioncamere 2001

6 In base alle elaborazioni effettuate dal Servizio Studi CIDA sui dati di fonte ISTAT e INPS.

1 Fonte Federcomin  Rapporto Occupazione ICT 2001

2 Alberto Tripi, presidente di Federcomin convegno….

3 Sempre secondo fonti Federcomin

4 Rapporto EITO 2000(European Information Technology Observatory)

5 “I numeri confortanti di sviluppo finora sono stati positivi - spiega il presidente della federazione, Alberto Tripi- per mantenere questi tassi, tuttavia, ci vogliono infrastrutture, programmi e operazioni normative prima ancora che economiche, e sono necessarie regolamentazioni eque per il sistema, altrimenti quella che è stata una crescita quasi spontanea dell’Ict potrebbe avere un arresto un’inversione di tendenza, se non sostenuta da una forte azione governativa".

6 Secondo uno studio realizzato da Unioncamere con la collaborazione del Ministero del Lavoro e dell’Unione Europea.

7 Secondo una recente ricerca realizzata da NetConsulting per Microsoft

8 (Fonte: progetto E-Form)

9Rapporto 2001 sull’Occupazione nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni in Italia

10 Istruttiva metafora del ministro tedesco dell'Economia, Werner Müller, che ha espresso la sua opinione nella fervente discussione creatasi nelle forze politiche tedesche di fronte alle proposte del Cancelliere Schroeder, di fare arrivare in Germania almeno 30.000 tecnici extracomunitari altamente qualificati in particolare indiani, pakistani e cittadini dell’europa dell’est che contribuirebbero a creare almeno 300.000 posti di lavoro nella new economy tedesca. Non dimentichiamo che ai vertici di molte delle aziende della statunitense Silicon Valley vi sono manager asiatici, il cui numero è in crescente aumento, i quali hanno contribuito in maniera notevole a creare opportunità di lavoro nel settore IT per milioni di cittadini americani.

Ma, soprattutto, teniamo presente che l’indice di natalità nel Vecchio Continente è tra i più bassi nel mondo; un dato che, economicamente, rappresenta un enorme svantaggio per la crescita e lo sviluppo della società europea. Tratto da “I professionisti del Web” Jusy Accetta 2001 etc etc

11 Rapporto Assinform in collaborazione con NetConsultingOccupazione e formazione ICT 2001

2 Si osserva altresì una crescita del numero di addetti che nelle aziende italiane si occupano (anche se non necessariamente a tempo pieno) delle tematiche legate alla Net Economy

4 Secondo una ricerca pubblicata da Accenture, quasi il 60% delle aziende ritiene le politiche di retention l’elemento più importante nella gestione delle risorse. Questo elemento è particolarmente sentito negli Stati Uniti mentre in Europa è maggiore l’esigenza di trovare nuovi skill (per il 51% delle aziende europee contro il 44% negli Stati Uniti). Fonte Accenture, Outlook Rapporto Assinform sull’occupazione Ict, capitolo 2 pp 9-11

5 Per omogeneità non è possibile utilizzare dati più recenti  da fonti ufficiali

6 Va osservato tuttavia che su questo dato pesa in maniera determinante il contributo degli Stati Uniti: considerando esclusivamente L’Unione Europea, infatti, questa percentuale scende al 34,7%.

[2] A questo proposito va rilevato che anche in settori nei quali si è sviluppata una crescente competizione (es. servizi di telefonia) il saldo occupazionale tende ad essere piatto in quanto una parte significativa dei nuovi operatori ha in Italia una struttura molto contenuta in termini di occupati, mentre gli operatori di maggiori dimensioni crescono più grazie ad un “travaso” di risorse che di una significativa immissione di nuove risorse

 

0 Include: il fatturato da vendita di prodotti-servizi, i ricavi da commissioni, i

ricavi da pubblicità e altri ricavi legati alle attività di eCommerce

1 Operazioni peraltro in linea con le direttive emanate in "Agenda 2000", che aveva indicato la formazione e l'istruzione, insieme all'innovazione e alla ricerca, come i driver per lo sviluppo dell'Unione e della Società dell'informazione.

2 Esempio attualissimo è il modello della FIS - Formazione Tecnico Professionale Superiore Integrata e in particolare il nuovo canale formativo IFTS - Formazione ed Istruzione Tecnica Superiore. Quest'ultimo vede, obbligatoriamente, una collaborazione paritetica fra i diversi soggetti coinvolti.

3 (Carmine Marinucci - presentazione del progetto e.Form).

4 Corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore denominati IFTS, istituiti con la Legge n 144/99. La finalità dei corsi è quella di formare quadri intermedi quali tecnici, professionisti d'azienda e operatori qualificati, rapidamente inseribili nelle imprese, nelle pubbliche amministrazioni e nelle professioni. I corsi IFTS sono destinati a giovani e ad adulti diplomati, occupati e disoccupati.
Le attività e i programmi didattici si sviluppano coerentemente coi profili professionali in un arco temporale che va da due a quattro semestri. La docenza è suddivisa tra esperti provenienti dal mondo del lavoro e dall'Università. I soggetti proponenti devono essere almeno quattro di cui: un istituto scolastico superiore avente sede nel territorio regionale; un ente centro di formazione professionale operante secondo normative regionali; un'università degli Studi di norma avente sede nel territorio regionale; una o più imprese o associazioni d'impresa. I programmi dei corsi prevedono inoltre periodi di stage direttamente nelle aziende. Al termine dei corsi viene rilasciato un certificato di specializzazione valido su tutto il territorio nazionale. E' possibile ottenere anche il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti per coloro che intendessero successivamente continuare gli studi all'Università.

5 Come risulta dal rapporto “Federcomin Occupazione e formazione ICT 2001”.

6 Economic outlook :pubblicato dall'Ocse http://www.oecd.org/oecd/pages/home/displaygeneral/0,3380,EN-document-0-nodirectorate-no-2-21578-0,FF.html

7 http://www.unifi.it/studenti/percorsinuovi/corsilaurea/scform_formmultim.html  Home page dell’università di Firenze “Corso in Formatore Multimediale” 17 gennaio 2002 (data ultima consultazione)

8 In questo senso sono da sottolineare alcune scuole molto interessanti ai seguenti link:

http://www.scuoladesign-spd.it La Scuola politecnica di design di Milano organizza un corso per web designer in collaborazione con numerose imprese

http://www.cfpbauer.comIl Centro di formazione professionale "Riccardo Bauer" opera da quasi mezzo secolo preparando diverse figure professionali per l'editoria.

http//www.okkupati.rai.it Sul sito dell'omonimo programma televisivo vengono pubblicate le novità nel campo della formazione. http://srvapl.istruzione.it/welcome.htmlÈ il sito del ministero della Pubblica istruzione, dove è possibile raccogliere la documentazione sugli sviluppi dell'istruzione post diploma non universitaria.

[3] Un'interessante esperimento da questo punto di vista è Sportello Stage, promosso dalla Regione Lombardia9 che ha già attivato 1400 stage, distribuiti in 510 aziende. Il servizio, gratuito, è rivolto principalmente ai residenti nella regione Lombardia: il 95% delle società che hanno offerto periodi di tirocinio sono infatti collocate nel territorio lombardo. Per i residenti in altre regioni che non volessero trasferirsi al Nord rimangono come possibilità di avviare uno stage più efficaci sia il proporsi direttamente alla azienda o alla società, sia la frequenza di corsi che prevedono come sbocco finale il periodo di stage; utile consiglio è quello di chiedere direttamente all'ufficio selezione del personale della azienda verso cui si ha interesse una descrizione dei canali di accesso allo stage.

 

 

10 Spiega Luciano Battezzati, responsabile di sviluppo e-learning di Isvor Fiat.

11 Giuliano Perego, direttore business unit Internet Media di IntesaBci Formazione.

12 Studi dimostrano che le persone ricordano il 20% di quello che hanno visto, il 30% di quello che hanno ascoltato; il 50% di quello che hanno ascoltato e visto; l’80% di quello che hanno ascoltato, visto e fatto simultaneamente.

[4] Vedere in tal senso il capitolo precedente

[5]

[6]

[7] Secondo un’indagine della società iLogos Research del 2001, citata nel rapporto Assinform 2001,Occupazione nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni in Italia”, pp 74-75

[8]

[9] Secondo stime della società Grapes e-vision, sempre su fonte Assinform 2001, “Rapporto sull’occupazione ICT

[10] www.itrecruitment.com, ultima consultazione febbraio 2002

[11] www.skillpass.it, ultima consultazione febbraio 2002

1I giovani in questo sono più bravi delle generazioni di mezzo, e tutto questo è legato all'economia che cambia, non solo la nuova economia delle tecnologie, ma anche nuove forme di lavoro che siano più a contatto con il mercato, con il consumatore, con bisogni di qualità, con la formazione, con la ristorazione, cioè mille nuovi settori. Il punto è che cercarlo in una grande organizzazione è sempre più difficile, e cercarlo per tutta la vita è impossibile: Quindi, questa nuova generazione di trentenni, quella che oggi si sta affacciando al lavoro, cavalca l'onda, è una generazione abbiamo detto di infedeli, perché non ha più modelli a cui riferirsi, non più quello dei genitori, il posto fisso o la carriera, ma un contesto molto innovativo in cui cogliere il momento è la cosa più importante.” Pierangelo Giovannetti: "Posto fisso addio", pubblicato da Baldini e Castaldi 2001

 

2 Il sociologo Luciano Gallino, in un’ intervista al sito www.mediamente.rai.it , mette in guardia dai rischi di una flessibilità selvaggia.

3 www.altavista.com

4www.excite.com

5 www.etoys.com

6 www.xerox.com

7 www.hp.com

8 www.motorola.com

9 www.gateway.com

10 www.lucent.com

11www.worldcom.com

12 www.letsbuyit.com

13 www.pwcglobal.com

14 www.e-tree.it

15 www.etnoteam.it

16 www.dada.net

17 www.mediamente.rai.it/rasstampa/010219.asp Chris Chase parla con amarezza del suo sogno infranto: a 29 anni, ex addetto all'assistenza clienti della Amazon, è uno dei 1.300 dipendenti licenziati dalla società leader nel commercio elettronico

18 L’articolo si riferisci al mese di Aprile 2001

19 www.washtech.org  Gretchen Wilson della Alliance of Technology Workers, il sindacato che fa proseliti da Amazon.

20 Il sociologo di Berkeley David Levine in un’intervista al suo sito ufficiale indirizzo: www.haas.berkeley.edu/faculty/levine.html

21 Amazon nel decidere i suoi 1.300 licenziamenti ha selezionato gli stabilimenti dove era affiorato qualche accenno di conflittualità. Ai licenziati ha offerto un risarcimento originale. Un pacchetto di stockoptions, così se l'azienda va meglio e le sue azioni rimontano, anche gli ex ci guadagneranno. Ha aggiunto una clausola velenosa, il silenziostampa: chi critica Amazon perde le stockoptions. Altre dot.com hanno usato metodi anche più sbrigativi, come Webvan che ha vietato le assemblee nelle ore di pausa, ed è stata trascinata in tribunale dai dipendenti

22 www.washtech.org

23 www.anew.org

24 www.allianceibm.org

25 www.itworkers.net

26 www.digitalsf.org

27 www.corpwatch.org

28 True Tales of Working the Web (McGraw-Hill, 2000)

29 Idem

30 Un esempio può essere WASHTECH, http://www.washtech.org/index.php3

31 www.geocities.com/sfpbem/frontier/frontier.html

32 Queste affermazioni sono tratte dall'articolo "What is Ass Cancer" che campeggiava sulla home page di Netslaves il 29 settembre 2001

33 http://sponsoredsites.yahoo.com/

34 True Tales of Working the Web (McGraw-Hill, 2000)

35 www.percheinternet.it/lavoro/stress-telelavoro.htm

[12]

[13] Ovvero, conoscenza interna dell’azienda finalizzata alle strategie di sviluppo.

[14]

[15]

1 Fonte Internos  www.internos.it  , dicembre 2001 (ultima consultazione)

2 Fonte html.it “obiettivo formazione” , www.html.it/dossier ultima consultazione dicembre 2001

3 Fonte Internos  “ www.internos.it”    dicembre 2001 (ultima consultazione)

4 http://www.networkingitalia.it/cisco/certificazioni.htm

5 http://www.aicanet.it/

6 http://www.iwa-italy.org

7 http://www.a-i-p.it/Linux/Certificazioni.html

8 http://www.lotus.com/world/eduitss.nsf/

9 http://www.microsoft.com/italy/mcp/tipicp.htm

10 http://www.novell.com/education/certinfo/

11 http://www.oracle.com/education/certification/index.html?content.html

12 http://www.sap.com/italy/education/index.htm

13 http://www.sun.it/education/certif01.html