• Le nuove figure professionali della net economy
• Comunica.it :il caso aziendale
• www.salalettura.it: ‘webcomunicare tra studenti’
Sezione 1 Le nuove figure professionali della Net Economy
Indice
Introduzione
1. Nuovi scenari e
nuovi skill
1.1 La net economy
1.2 Il settore dell’ internet economy
1.3 Un settore in crisi?
1.4 L’iniziativa e-Europe
1.5 Il ruolo del governo in Italia
1.7 Verso una nuova economia...
2. L’ e-worker
2.1 Il profilo dell’ e-worker
• Usare la rete
• Lavorare a rete
• Ragionare a rete
• Reti aperte
• Imprenditorialità
2.2 Il knowledge worker
• Una nuova identità
• Un nuovo modo di intendere il lavoro
• Nuovi rapporti con le aziende
• Una figura manageriale non gerarchica
• Il boom dei lavoratori della conoscenza
• Il tramonto della carriera verticale
• Aspetti economici
• Verso il ‘progetto’ professionale
2.3 Un settore in continua espansione
• L’occupazione invisibile
• L’occupazione visibile
• Lavoratori dipendenti
• Free Lance
• Imprenditori
• Manager e dipendenti
3. Lo skill shortage
3.1 Premessa
3.2 Competenze e professionalità
3.3 Skill Gap
3.4 Europa
3.5 La situazione italiana
3.6 Riflessi sull’economia
• Le piccole e medie imprese
3.7 Prospettive future
4. Le nuove
professioni dell’ internet economy
4.1 Premessa
4.1 Le macro aree
4.2 Figure professionali
•
Copy Online
• Internet Marketing Manager
• Account Manager
• Telesales account Manager
• Art Director
• Content Manager
• DBA Administrator
• E-business Consulting
• Esperto Video Multimediale
• Information Architect
• Internet Quality
Assurance Specialist
• Web Designer
• Web Product Manager
• Web Programmer
• Web Project Manager
• Channel Manager
• Community Manager
• Content Editor
• Dataminer
• Operatore di web call center
• Webmaster
• Web Site Manager
• Network Administrator
• System Administrator
• Security Manager
• CEO- Chief Executive Officier
• CFO- Chief Financial Officier
• Consulente in
diritto informatico
• Docente ed esperto in formazione
• Esperto in e-banking
• Fotografo Digitale
• Sound Editor
• Traduttore
5. L’Occupazione:dati
e analisi del settore ICT
5.1 Introduzione all’ICT
5.2 La situazione a livello internazionale ed europeo
• Paesi Ocse
• Stati Uniti
• Stati Uniti dopo l’11
settembre
• Europa
5.3 L’occupazione ICT in Italia
• Le assunzioni del settore
ICT per aree aziendali,livello di istruzione, etc
• Le figure professionali più
richieste 2001/2002
5.4 Il rilancio del sistema
economico italiano nell’era dell’IT
6.La formazione ‘per’
la Net Economy
6.1 Nuovi scenari
6.2 Quale formazione per la net economy?
6.3 Formare il Formatore
6.4 La Formazione integrata
• Il processo in corso
• Formarsi negli istituti statali: i corsi di laurea
• Il C.d.L. in “Formatore Multimediale”
• I master post diploma per grafici e creativi
• I master
• I corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo
• Formarsi in azienda
6.5 L’e-learning
• Verso il campus virtuale
• Una risposta obbligata
• Il campus virtuale
• L’e-strategy per l’apprendimento
• E-tutoring e knowledge management (KM)
6.6 Osservazioni conclusive
7. Recruting online
7.1 Le politiche di reperimento aziendali
7.2 La valutazione dell’efficacia delle tecniche di reperimento
7.3 E-recruitment
7.4 I siti di job posting
•
It recruitment
• Job online
• Skill Pass
• Stepstone
7.5 Il reperimento all’estero
8. Stress Economy
8.1 Verso il ‘lavoro avventura’
8.2 U.S.A. e licenzia...
8.3 L’Italia che cerca…
8.4 Sindacati e Associazioni
• Le associazioni professionali
in America
• Le associazioni
professionali in Italia.
8.5 NET SLAVES: il lato oscuro della net economy
• “Il sistema di Caste”
• NetSlaves.com
8.6 Stress da new economy
9. Rapporti e
contratti di lavoro
9.1 Lavoro dipendente
9.2 Lavoro atipico
9.3 Lavoro autonomo
Conclusioni
Sezione 2
Comunica S.r.l :LO STAGE
1.Comunica
1.1 Premessa
1.2 La società di
comunicazione
• Missione
• Servizi
1.3 Le figure
professionali del settore comunicazione
• Direzione
• Amministrazione
• Segreteria
• Direzione Clienti
• Direzione Creativa
• Media Executive
• STA
• Responsabile Planner
• Art director
• Copy
• Responsabile New Business
• Account Manager
• Consulenti esterni
1.4 Work in
progress:dal contatto al contratto
• Contatto
• Meeting Report
• Commesse
•
Cartella di lavoro
• Preventivo
• Conferma
d’ ordine
• Contratto
• Avvio lavori
1.5 La gestione della
progettazione
• Pianificazione progettazione
• Dati e requisiti di base della
Progettazione
• Risultati della Progettazione
• Verifica della Progettazione
• Validazione della Progettazione
2.Comunica.it
2.1 Comunica Web
agency
2.2 Le figure
professionali del settore Web
• Art Director
• Progettista Web
• Responsabile contenuti
• Responsabile Progetti
• Account
• Dataminer
• Operatore di web call center
•
Webmaster
• Web Designer
• Network Administrator
3. www.sportur.com: web case
3.1 Sportur: eventi di
sport
• La missione
• Il target
• Il cliente
• Il contratto
3.2 La progettazione
• Le figure professionali intervenute
• Concept analisys
• Organizzare le informazioni
• La flowchart
• La realizzazione grafica
3.3 La Produzione
3.4 Mantenimento
3.5 Conclusioni
4. I professionisti
“nel” mestiere: le interviste su campo
4.1 Nota metodologica
4.2 Le interviste
• Progettista Programmatore Web
•
Content Manager
• Internet Marketing Manager
• Redattore Web
• Project Manager
• Webdesigner
• Operatrice Call Center
• Docente Web Mastering
Conclusioni:
l’esperienza in Comunica
1.1.La missione di
salalettura online
• Un sito ‘per’ gli studenti
• Un sito usabile
1.4 I contenuti e la
grafica
1.5 Web Comunity
• Forum di discussione
• Chat
• Sondaggi online
• Link
1.6 Servizi
1.7 Contatti e risultati
1.8 …in conclusione
APPENDICI:
Appendice I
Appendice II
Appendice III
Bibliografia
INTRODUZIONE
A ritmi sempre più
vertiginosi, la nostra società sta cambiando. Lo sviluppo delle nuove
tecnologie sta dando vita a quella che si può definire una vera e propria
"società dell'informazione". Contemporaneamente, si trasforma anche
il lavoro: cambia l'organizzazione, nascono nuove figure professionali,
con competenze diverse rispetto al passato, cambiano gli equilibri tra domanda
e offerta. La net economy sembra essere sempre di più una rivoluzione, con
nuove regole, nuovi bisogni, nuovi problemi. E, come accade in questi casi, lo
sforzo di riorganizzazione impegna tutti: i singoli presi individualmente, ma
soprattutto i governi e le istituzioni che devono studiare piani d'azione e
strategie in modo da stare al passo con i tempi. All'interno di questo
panorama, dunque, si delineano nuove opportunità e nuove possibilità lavorative
per tutti: diventa essenziale essere a conoscenza di quello che richiede il
mercato del lavoro e mettersi in condizione di acquisire una serie di competenze
che sono sempre più specialistiche. L'esplosione del fenomeno Internet ha
prodotto, tra gli innumerevoli altri effetti, anche profonde ristrutturazioni
soprattutto nei settori dell'economia e dei servizi. Una delle novità più
clamorose è il numero delle nuove professioni e dunque dei nuovi posti di
lavoro creati negli ultimi sette anni, cioè da quando è iniziato il vero boom
della rete, che proprio nel 1995 cominciò ad essere ampiamente conosciuta e
utilizzata anche fuori degli Stati Uniti. Da allora la sua diffusione e il
relativo giro di affari non hanno fatto che crescere1.
Una
delle ragioni che aiutano a spiegare questo incredibile boom sta nel fatto che
molte "vecchie" professioni sono destinate a scomparire, o comunque a
contrarre di molto il loro raggio di azione, oppure a riconvertire vecchie
conoscenze e abitudini lavorative adattandole alle esigenze della rete.
L'esempio più evidente di questo rinnovamento delle professioni è forse quello
del giornalismo, che sta attraversando attualmente una fase di profonde
trasformazioni: moltissimi sono i giornali, ma anche le radio e le tv, che
hanno ormai attuato uno stabile trasferimento online, vale a dire che hanno
aperto un loro sito, che per funzionare bene ha bisogno di essere costantemente
aggiornato. Ha bisogno, cioè, di nuovo personale in grado di gestirlo con
competenze specifiche. Del resto, anche il tradizionale giornalismo cartaceo
difficilmente può oggi fare a meno di strumenti come la posta elettronica o i
newsgroup o la semplice navigazione in rete alla ricerca di informazioni utili.
Ma quello del giornalismo è solo uno tra i molti esempi possibili, che spaziano
dal commercio online alla fornitura di servizi, dal marketing alle pubbliche
relazioni, dalla pubblicità alla nuova editoria.
Bisogna poi considerare il consistente
numero di professioni completamente nuove generate proprio dalle esigenze
specifiche della rete: concept designer, project manager, CEO,CFO, web,
dataminer, web surfer, information broker, content manager, ecc., un vera e propria galassia di nuovi
profili professionali, talmente nuovi da generare un notevole scarto tra
l'ampiezza della domanda e l'esiguità dell'offerta, con conseguente aumento del
valore contrattuale di chi ha le competenze e la formazione adatta a ricoprire
questi nuovi, richiestissimi ruoli. La rete, insomma, ha prodotto e produrrà
ancora, dati alla mano, molti più posti di lavoro di quanti ne abbia fatti
sparire. Non è però facile definire con chiarezza quante e quali siano le nuove
professioni del web, soprattutto perché si tratta di una realtà fluida, in
movimento continuo, non solo a causa della sua "giovinezza" ma anche
e soprattutto per motivi strutturali, legati alla natura stessa della
tecnologia su cui la rete si fonda - una tecnologia che per definizione vive
una condizione di sviluppo incessante. Di conseguenza, i ruoli e i profili
professionali risultano ancora piuttosto confusi. Capita spesso che compiti in
teoria perfettamente suddivisibili tra professionalità differenti vengano in
realtà svolti dalla stessa persona: un web designer, per citare un unico
esempio fra i tanti possibili, in teoria si occupa solo della fase progettuale,
ma nella realtà spesso collabora o gestisce autonomamente anche la fase di
realizzazione, oppure redige i testi, o elabora l'intero progetto.
L'attuale confusione di ruoli, però,
sembra destinata ad attenuarsi man mano che la rete avanza nel suo cammino,
acquisendo una fisionomia progressivamente più stabile. Già oggi le società più
grandi e meglio strutturate presentano altissimi livelli di specializzazione
professionale. Sicché è diventato ormai possibile stendere una mappa abbastanza
precisa, anche se tutt'altro che definitiva, delle figure di cui Internet ha
bisogno.
Le nuove professioni, e le conseguenti
richieste di nuove competenze, nascono davvero, letteralmente, da un giorno
all'altro, e non è quindi facile,in termini di formazione, capire esattamente
quali requisiti siano davvero necessari per far fronte alle loro specifiche
esigenze, anch'esse, come tutto il resto, in perenne movimento.Da ciò
nascono interessanti considerazioni:
Il disorientamento prodotto dall'improvviso
emergere del fenomeno Internet si riflette puntualmente nella difficoltà anche
terminologica in cui si ritrova chi voglia tentare una qualche classificazione,
cercando di stabilire quali siano i "ruoli tipici" del settore, quali
le università o le scuole che hanno prodotto gli operatori già attivi, quali le
tendenze per quanto riguarda i contratti di lavoro, il turnover e gli strumenti
di retention. Nonostante gli sforzi comuni per la definizione di confini
precisi di queste nuove figure professionali, bisogna dire che ai vari Job
title corrispondono spesso Job description ancora confuse e poco
chiare, anche se negli ultimi tempi notevoli passi avanti sono stati fatti
anche in questo settore. conoscenza per lo meno generica delle competenze degli
altri.
Crescita dell'occupazione, skill
shortage (cioè mancanza di figure professionali con le competenze
necessarie), definizione degli skill e formazione: questi sono i punti centrali che si evincono analizzando i
dati più recenti a disposizione relativi all'occupazione nel campo della net
economy. Lo skill shortage2,
in particolare, appare una problematica assai delicata e ormai diffusa in tutta
Europa; già nel 2000, al mercato del lavoro europeo, mancavano quasi 1,2
milioni di professionisti dell'ICT (la domanda si aggirava intorno ai 10,4
milioni contro 9,2 milioni di figure disponibili). Inoltre, per il 2003, questa
cifra rischia di toccare gli 1,7 milioni (per una domanda di 13 milioni di
professionisti, contro gli 11,3 milioni disponibili). In Italia si rischia di
passare dal buco di 161 mila unità del 2000, ad uno di quasi 400 mila unità nel
20033. Ecco quindi che assume (e soprattutto
assumerà nei prossimi anni) un ruolo fondamentale una forte e adeguata
formazione con piani d’azione che coinvolgano dagli Istituti pubblici e
privati, passando per le Università per finire alle aziende stesse. È evidente
che in un contesto così dinamico la scuola e la formazione in genere non
potevano che trovarsi in difficoltà. Tuttavia il diffuso pessimismo riguardo
alla carenza di personale specializzato è probabilmente eccessivo. Anzitutto
perché da un po' di tempo a questa parte, scuole e corsi di specializzazione
stanno nascendo un po' ovunque come funghi. E poi perché, di fronte a poche,
specifiche professionalità alle quali è richiesto un altissimo background
tecnologico (un system administrator, per esempio), esistono molti altri
profili le cui principali caratteristiche non consistono tanto nelle pur
necessarie competenze informatiche, quanto nella disponibilità ad un
aggiornamento continuo, nella flessibilità e capacità di risolvere problemi
specifici. Molte delle professionalità che non riescono a inserirsi attualmente
sul mercato delle attività tradizionali potrebbero facilmente riconvertirsi
all'ICT, sempre che accettino di adattarsi alla logica e alle richieste imposte
dalla New Economy.
Ecco perché appare francamente esagerato lamentarsi così tanto per la mancanza
di figure professionali adeguate quando fino a ieri certe professioni
letteralmente non esistevano nemmeno. Se davvero la domanda resta così alta,
l'offerta non tarderà più di tanto a fornire le figure necessarie.
1.Nuovi scenari nuovi skill
1.1 La Net Economy
Lo sviluppo tecnologico è stato sicuramente una delle cause che hanno modificato profondamente le caratteristiche del lavoro e dell’occupazione. Il settore dell’Information and Communication Technology (ICT), all’interno della Net Economy, pur avendo causato in alcuni settori una diminuzione dell’offerta di lavoro, è considerato come fondamentale nella lotta alla disoccupazione, sia a livello nazionale sia europeo, in quanto è quello a maggior potenziale occupazionale; si è inoltre creato un indotto che ne incorpora applicazioni e servizi, in più contesti diversi, sia privati sia pubblici, aumentando di conseguenza l’occupazione.
L’espansione del settore ICT con la diffusione di Internet ha fatto crescere notevolmente la domanda di lavoratori altamente qualificati (quali tecnici ed informatici), contribuendo a creare profili professionali del tutto nuovi e a far assumere maggior importanza a professioni già esistenti (un esempio può essere il Database Administrator). La Net Economy richiede profili professionali, skills e percorsi di formazione coerenti con i nuovi business e le nuove tecnologie.
Il mondo di Internet è un mondo complesso, che richiede consistenti investimenti in alte tecnologie e il presidio di competenze complesse nella quale le risorse chiave sono costituite dalle persone. Il commercio elettronico, e-commerce, sta diventando una realtà che coinvolge un numero sempre maggiore di imprese. Per sfruttare al meglio tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, oltre a dotarsi di mezzi informatici potenti ed efficaci, molta importanza hanno le figure professionali, per lo più nuove, in grado di saper coniugare conoscenze tecniche e competenze manageriali e di marketing.
Da una ricerca [Accenture] realizzata nel 2001 risulta che Internet creerà, entro la fine del 2002, circa 3 milioni di posti di lavoro nei 6 paesi presi in considerazione: Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Irlanda. Se si considerano anche le opportunità di lavoro create in altri settori attraverso Internet, il numero totale di occupati sale ad una cifra intorno ai 3 milioni e mezzo.
La Net Economy viene spesso vista come la Terza Rivoluzione nei sistemi economici mondiali: passato il sistema agricolo e quello industriale, stiamo entrando in un sistema in cui l’economia dell’informazione e dei servizi si inserisce nel tessuto industriale tradizionale, la cosiddetta “Old Economy”, modificandone le regole di base.
La Net Economy può essere definita come l’insieme:
Le imprese della Net Economy si distinguono da quelle della “Old Economy” secondo lo schema di figura 1.1

Fonte ns elaborazione
Le aziende della Net Economy, le nuove aziende hanno
la tendenza a focalizzarsi, esternalizzano cioè i servizi accessori,
concentrandosi sul core business. Il know how indispensabile per la
realizzazione del progetto di business può essere acquistato esternamente
all’impresa o costruito internamente, come descritto in figura 1.2.
Fig.2 Progetto business all’interno di un’azienda
Quando si parla di nuove
figure professionali di internet ci si riferisce ai profili che operano in uno
specifico settore della net economy, ovvero l’internet economy.
Protagoniste di questo
settore sono le aziende che si occupano di attività basate su internet,
familiarmente conosciute con il nome di dot. com o internet companies.
Nell’ambito dell’internet
economy possiamo distinguere 4 settori operativi specifici:
Settore
dell’infrastruttura
Settore delle applicazioni
Settore
dell’intermediazione e dei contenuti
Settore business e commercio
1.3 Un settore in continua espansione
Dai dati ISTAT sul
Censimento Intermedio dell’Industria e dei Servizi, risulta che nel 1996 in
Italia esistevano oltre 46.000 imprese del settore “Informatica e attività
connesse” di cui c.a. 22.000 costituite da un unico addetto ed il 96,9% del
totale ne aveva meno di 16.
Il rapporto aziende/numero
di addetti, nel 2001, non è variato in maniera incisiva rispetto ai dati del
‘96 e quindi, il 50% di chi opera nel
settore dei servizi informatici e telematici è costituito da non da vere e proprie
organizzazioni aziendali ma da singoli liberi professionisti.
Nel 2001 sono circa 4000
sono le aziende che operano in Italia nello specifico settore dell’internet
economy producendo un fatturato di c.a. 10.000 miliardi.
Già a partire dagli anni Ottanta
la Commissione europea, sponsorizzando indagini e ricerche, si è occupata di
e-work, inteso come opportunità e mezzo per creare lavoro nelle aree meno
sviluppate. I passi della Ue sulla strada dell’ e-work sono stati diversi:tra
gli ultimi in ordine cronologico è da evidenziare il vertice europeo di Lisbona
nell’ambito dell’iniziativa eEurope, che è stata avviata nel dicembre 1999
dalla Commissione europea e successivamente perfezionata e pianificata.
Nel Consiglio europeo di Lisbona (23-24 marzo 2000), l'Unione Europea
si prefiggeva l'obiettivo di promuovere un'economia concorrenziale e dinamica
basata sullo sviluppo della conoscenza. Nuovi servizi, nuovi beni, un nuovo
modo di produrre:questo in nome della crescita e della creazione di nuovi posti
di lavoro.Con tale prospettiva, nei successivi dieci anni l’Europa sarebbe
diventata il Paese più competitivo e dinamico in tema di sviluppo sostenibile,
con un elevato tasso di occupazione euna maggiore coesione sociale.L’intento complessivo
è oggi quello di incrementare il tasso di impiego portandolo al 61% se
possibile al 70%, e di aumentare la proporzione delle donne nell’impiego almeno
fino al 60%(dal 51% di oggi), proprio grazie allo sfruttamento delle nuove
tecnologie Nel Consiglio europeo di Feira (19-20 giugno 2000) veniva adottato
un piano d'azione che definiva le misure necessarie per conseguire entro la
fine del 2002 gli obiettivi chiave di eEurope: consentire a tutti i cittadini
europei di entrare nell'era digitale e di disporre di un collegamento online;
creare un'Europa capace di padroneggiare i sistemi digitali, sostenuta da una
cultura imprenditoriale; investire nelle risorse umane.
Tra le principali sfide da affrontare a livello europeo rimane tuttora il
crescente divario sul piano delle competenze, soprattutto nel settore delle
tecnologie dell'informazione, che presenta una forte carenza di personale
qualificato. Prima di tutto, appare necessario che i sistemi europei di
formazione si adeguino alle esigenze della società della conoscenza.
Analogamente, si deve cominciare a tenere conto dei cambiamenti
nell'organizzazione del lavoro: la forte domanda di lavoratori flessibili e la
necessità di studiare nuove tipologie di lavoro (ad esempio il telelavoro), in
grado di accrescere la produttività e la qualità della vita.
1.5 Occupazione e net
economy in Italia: il ruolo del Governo
La net economy, in Italia, come in tutto
il mondo, è stata una rivoluzione che ha creato nuove opportunità di lavoro, in
campi prima inesistenti. Anche se una parte ben circoscritta di questo settore
sta attraversando ormai da un anno una leggera crisi, - basti pensare ai
licenziamenti di cui si legge tutti i giorni presso le dot.com - le possibilità
di lavoro sono ancora molte. Anche perché vengono richieste competenze
particolari che spesso sono ancora in pochi ad offrire. In Italia, la necessità
di governare i profondi e radicali cambiamenti in ogni settore della vita
pubblica e privata causati dalle nuove tecnologie è sottolineata dal Piano d'azione
nazionale per l'occupazione del maggio 2001.
Alla costruzione di un sistema caratterizzato dallo sviluppo delle nuove
tecnologie (il completamento della Rete Unitaria della Pubblica
Amministrazione e del Fisco Telematico, il varo della disciplina sulla Firma
Digitale e il protocollo informatico, l'introduzione della patente
di guida e della carta d'identità elettroniche e l'avvio della gestione
informatizzata della prescrizione sanitaria) sono stati, infatti,
affiancati interventi mirati alla diffusione della cultura informatica che
puntano da un lato a contrastare nuove forme di esclusione, dall'altro ad
adeguare le professionalità alle nuove esigenze produttive.
Lo sviluppo della net-economy, infatti,
oltre a creare profili professionali del tutto nuovi, sta cambiando le
competenze e le modalità di lavoro di un'ampia gamma di occupazioni e sta
complessivamente innalzando i requisiti minimi di abilità nell'utilizzo delle
tecnologie dell'informazione, anche al di fuori dei confini specifici del
settore. Informazione e conoscenza, unite
all'abilità nell'utilizzo delle tecnologie, risultano i principali fattori di
competitività per un tipo di occupazione che diventa sempre meno stabile e
sicura. Gli unici strumenti in grado di garantire la permanenza nel mercato del
lavoro sono, allora, l'elevato grado di alfabetizzazione alle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, l'elevata qualificazione, autonomia,
mobilità e, soprattutto, la capacità di perseguire una formazione permanente.
Anche il Documento di Programmazione economico-finanziaria (Dpef) 2002-2006,
approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 luglio scorso, prevede alcuni
fondamentali interventi per lo sviluppo nel Paese della società e delle
tecnologie della informazione e comunicazione. In particolare, per una maggiore
diffusione della cultura informatica, il Governo si impegna nella promozione di
una elevata penetrazione delle nuove tecnologie nella vita sociale e
professionale dei cittadini, anche in ambito scolastico.
1.6 Verso una nuova economia
Elementi caratterizzanti il rilancio competitivo del sistema economico italiano sono, quindi, rappresentati da:
Nel 2002 , i dati statici5 e di analisi pevedono che la gran parte
delle aziende di piccole dimensioni si sarà inevitabilmente informatizzata,
data l’esigenza di un passaggio culturale imposto dai processi di sviluppo
aziendale.
Il 2002 sarà il momento di
grande sviluppo dei cosidetti “mercati digitali”, che avranno le piccole
e medie imprese come fulcro ed elemento portante.
Per un’azienda, infatti,
l’utilizzo di internet come canale di comunicazione e trasmissione dati, anche
per l’effettuazione delle operazioni tradizionali (emissione ordini, procedure
d’acquisto di materia prima, gestione magazzino, fatturazione, etc..), nonchè
come canale di vendita (attraverso siti internet sempre più evoluti)
determinerà una forte accelerazione della domanda di personale qualificato in
grado di gestire al meglio le nuove tecnologie disponibili.
Essenziale tenere presente
che le funzioni aziendali in tutti i settori di attività professionale saranno
caratterizzate dalla presenza di internet e delle nuove soluzioni e
applicazioni IT ad esso associate.
In questo contesto è
evidente che le competenze legate a queste piattaforme e servizi diventeranno
parte del bagaglio professionale di un numero crescente di figure aziendali e
saranno incluse nelle job description di molti profili ricercati sul
mercato.
Le stesse università e
tutti i principali organi formativi, pubblici e privati, si stanno quindi
adeguando a questa situazione, non solo indirizzando la loro attenzione ai
corsi di formazione per figure tecniche legate alle nuove tecnologie ma
inserendo internet e le sue problematiche come argomento di studio nell’ottica
delle principali materie, dalla finanza, al marketing, dalla sociologia alla
produzione, con l’obiettivo di formare una nuova categoria di manager,
realmente internet oriented.
L’internet economy ha posto al centro del valore
dell'impresa la conoscenza, il capitale intellettuale è assurto al rango di
asset fondamentale nella determinazione del valore di una dot.com; il knowledge
management, la gestione della conoscenza, è diventato una delle funzioni
strategiche in tutte le imprese che operano nel campo dell'Information &
communication technology. Lo sviluppo dell'ICT ha creato un numero sempre
maggiore di funzioni che a loro volta hanno delineato nuove figure
professionali, alcune delle quali sono in larga parte derivate dai precedenti assetti
operativi dell'impresa, e quindi hanno richiesto solo un'integrazione o un
affinamento degli skill già presenti in azienda; altre, completamente nuove e
proprie della net economy, hanno richiesto la specifica formazione di personale
dell'azienda per i nuovi compiti. Uno dei principali fattori di complessità
nella soluzione di questo problema, che resta uno dei maggiori per lo sviluppo
della net economy, è costituito dal fatto che la sola specializzazione e
competenza tecnica spesso non bastano a rendere idoneo il professionista ad
affrontare l'ambiente operativo proprio delle dot.com. In altri termini,
l'economia della conoscenza richiede oltre che nuove competenze, anche un
approccio al lavoro e alcune componenti caratteriali che rendono tutt'affatto
particolare la figura del professionista dell'ICT, o per lo meno quella del
professionista ideale. Infatti, quale che sia il settore di specializzazione
del professionista della net economy e quindi a prescindere dalla sua specifica
competenza, esso deve avere comunque alcune caratteristiche che lo rendano
idoneo a partecipare, nell'ambito delle net company, alle sfide che un mercato
così innovativo e in rapidissima evoluzione pone continuamente ai diversi
competitor.
Quali sono, quindi, le caratteristiche che il net-worker deve, o dovrebbe,
possedere per rispondere al meglio alle richieste e alle sollecitazioni che gli
vengono da un ambiente operativo senz'altro particolare quale quello dell'ICT
in generale e della Rete in particolare?
2.1.1 Usare la Rete
In primo luogo, la caratteristica che si richiede ad un professionista della new economy è ovviamente la capacità di sfruttare al meglio, nello svolgimento delle proprie funzioni e del proprio lavoro, le opportunità che la Rete stessa offre sia dal punto di vista dell'informazione che da quello non meno importante della formazione, che nell'ICT è, per definizione, formazione continua. Ecco quindi che il professionista della net economy dovrà saper usare la Rete(ed essere naturalmente predisposto a farlo), i sistemi di ricerca, le tecniche di networking.
2.1.2 Lavorare a rete
Altra caratteristica fondamentale per il
professionista della net economy è la capacità di interagire con altri soggetti
professionali e con competenze diverse verso il raggiungimento di un medesimo
obbiettivo. Certo di risolvere il problema operativo che di volta in volta si
pone all'attenzione del gruppo di lavoro, ma anche di trasferire agli altri
professionisti con lui concorrenti allo svolgimento del task parte della
propria specifica competenza e al tempo stesso assorbire, quanto più possibile
della competenza che gli altri professionisti impiegano nello svolgimento del
lavoro.
Il lavoro di gruppo, che è proprio della net economy, che ha liberato i team di
lavoro dai limiti temporali e spaziali, in questo modo si trasforma in un
moltiplicatore della conoscenza. Un team, reale o virtuale che sia, svolge bene
il suo compito se ha all'interno le competenze necessarie, ma dà il meglio di
sé stesso quando queste competenze diventano, nelle linee fondamentali,
patrimonio comune e condiviso di tutti i partecipanti al gruppo. Quando cioè
tutti "capiscono" le ragioni che hanno spinto ogni singolo
professionista ad operare quella precisa scelta per la soluzione di quella
parte del progetto che è affidata alla sua competenza e professionalità
2.1.3 Ragionare a rete
Particolarmente importante, per il professionista della net economy, è la capacità di porsi di fronte al proprio lavoro in generale e ai singoli progetti specifici in particolare, senza schemi mentali precostituiti. La velocità del cambiamento di questo settore è tale che è impensabile pensare che il bagaglio professionale acquisito possa sempre contenere le risposte ai problemi nuovi e diversi che continuamente il lavoro propone. L'esperienza insegna che non ci sono mai vecchie soluzioni per nuovi problemi, ma che queste vanno inventate di volta in volta facendo ricorso allo skill o bagaglio professionale posseduto. Ciò che distingue il professionista della net economy è la sua capacità di formazione continua e quindi l'arricchimento costante della propria professionalità: solo questo gli consente di trovare nuove soluzioni a nuovi problemi. E qualche volta nuove soluzioni a problemi vecchi.
2.1.4 Reti aperte
Altra caratteristica fondamentale del professionista della net economy è costituita dal fatto che le sue competenze non possono essere chiuse o limitate a un settore di competenza. Il manager che si occupa di marketing deve conoscere le caratteristiche delle tecnologie di user profiling per svolgere al meglio il suo lavoro, così come il programmatore che sviluppa tali tecnologie deve conoscere i principi di base del marketing. In altri termini si assiste ad una vera e propria inscindibilità di competenze di carattere tecnico e competenze di carattere manageriale, operativo ed economico. Net economy, quindi, vuol dire anche e soprattutto differenziazione delle competenze, che porta alla formazione di professionisti più completi, in grado di analizzare i problemi nella loro complessità, considerando di volta in volta tanto le implicazioni di tipo economico e operativo, quanto le conseguenze di carattere tecnologico.
2.1.5 Imprenditorialità
L'economia della conoscenza definisce il sapere come un asset economicamente valutabile, quindi il professionista della Rete, quale che sia il suo campo di specializzazione, sa che il suo lavoro non può essere retribuito in funzione del tempo che dedica all'azienda, ma piuttosto in funzione del risultato economico che l'azienda realizza in funzione della sua prestazione professionale. D'altro canto l'azienda sa che una retribuzione classica, uno stipendio, finirebbe per demotivare il proprio collaboratore e privarlo di quella intraprendenza che è sempre legata ad un risultato anche economico. Per questi motivi il professionista della net economy deve avere una visione flessibile del lavoro, che comporti un progressivo allontanamento dal concetto di stipendio fisso, verso la definizione di nuove e più "coinvolgenti" forme di retribuzione.
Una capacità di fondo di utilizzare le opportunità offerte dalla Rete, un atteggiamento collaborativo e aperto verso i professionisti che con lui concorrono alla realizzazione degli obiettivi dell'impresa o del progetto, capacità di lavorare in gruppo e di trasmettere e ricevere conoscenza, libertà dagli schemi mentali precostituiti e capacità di formazione continua, spirito di partecipazione e spinta imprenditoriale, queste in estrema sintesi le caratteristiche essenziali del professionista della new economy. Come si vede sono tutte componenti di tipo caratteriale e culturale piuttosto che skill professionali, ma questo è assolutamente normale per quelli che pensano che internet, la Rete , la new o net economy che dir si voglia, prima che un fenomeno tecnologico o economico, sia una rivoluzione antropologica e culturale e che un lavoro lo si può fare anche senza crederci, ma una rivoluzione no.
Concludendo,quindi, possiamo sintetizzare le caratteristiche del profilo tipo del lavoratore internet:
· spirito di autoimprenditorialità;
· approfondite conoscenze tecnologiche;
· ricerca continua di motivazioni concrete e gratificanti in ambito professionale e personale;
· senso di responsabilità;
Chi deve imparare a usare le tecnologie per diventare
più efficace nello svolgimento della propria professione? Sicuramente la
questione riguarda persone che hanno ruoli e competenze diversi all'interno di
un'organizzazione e che occupano posizioni diverse nella gerarchia.
Eppure queste persone hanno anche qualche cosa in
comune, che attraversa ruoli, specialisti e gerarchie: sono i lavoratori della
conoscenza, i knowledge worker. Da una parte, infatti, sono una
categoria professionale che avrà sempre più peso all'interno delle
organizzazioni; dall'altra, la loro crescita e diffusione sta imponendo
cambiamenti rilevanti al modo in cui si sviluppano e gestiscono le risorse
umane.
Cambia il lavoro, ma cambia anche il modo con cui le
persone se lo rappresentano, cambia la loro identità lavorativa e
professionale.
Qualche anno fa, una persona a elevata qualificazione
occupata presso una grande organizzazione, alla domanda: " Scusi, che
lavoro fa? " Avrebbe risposto: " lavoro in .... ", oppure "
sono un ingegnere della .... ", " sono un quadro ", "
lavoro al IX capannone " oppure " mi occupo dell'automazione delle
procedure di fatturazione ". Oggi forse risponderebbe " sono un
system engineer " oppure " sono un consulente informatico ".
In altre parole, l'identità nel lavoro é data sempre
meno dall'azienda, dalla qualifica contrattuale o dalla posizione. Sempre più
spesso consapevolmente o meno ci si rifà alla propria professione di
riferimento. Professione che può essere esercitata in un'organizzazione e
quindi con caratteristiche diverse dalle professioni illiberali (avvocato,
notaio, medico, commercialista....) così come le conosciamo. Ma da essa oltre
che dall'organizzazione di appartenenza le persone attingono modelli di
comportamento, conoscenze e standard consolidati, norme di deontologia,
modalità di assunzione di impegni e di erogazione di servizi.
Il lavoro e il ruolo di molti lavoratori è cambiato, e
i tradizionali modelli di organizzazione aziendale non si adattano al nuovo
contesto. E' sempre più difficile per le organizzazioni ridefinire e
determinare il lavoro delle persone e riprodurre il modello classico di
gestione aziendale, in cui gli impiegati, gli operai, attraverso pratiche
lavorative standardizzate, " producono " il valore, il management "indirizzo e controlla", gli specialisti
intervengono dove sono richieste particolari conoscenze tecnologiche o
scientifiche. Il
successo di un'impresa nello sviluppare business o di una pubblica
amministrazione nell'erogare servizi di qualità, dipende ormai sempre più dalla
capacità di generare e di applicare la conoscenza dei progetti economici e di
servizio. Questo know-how sofisticato e svolto e posseduto dalle organizzazioni
e dalle persone che operano al loro interno. Un ruolo sempre più predominante
sarà assunto dai cosiddetti lavoratori della conoscenza, professionalità
con competenze flessibili, finalizzate al risultato, con una visione ampia dei
processi di business, dell'organizzazione, del mercato.
Si affermano pertanto nuove strategie competitive
centrate sull'innovazione e sullo sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto,
basati su un alto contenuto informativo (knowledge intensive). A tutto ciò si
affiancano altri fenomeni che hanno favorito lo sviluppo dei lavoratori della
conoscenza:
Le aziende hanno quindi bisogno di creare un nuovo patto, un nuovo rapporto di collaborazione con i knowledge worker. Perché sono le persone a maggiore qualificazione - con le loro conoscenze, la loro capacità di fare integrazione, di innovare i processi, di servire il cliente - che sempre più fanno l'organizzazione, ne determinano il funzionamento e il successo sul mercato.
I lavoratori della conoscenza ricoprono ruoli poco
definiti, basati sui risultati e sulla gestione di relazioni, hanno gradi di
autonomia elevati, operano sulla base
di conoscenze e competenze e " producono " spesso output immateriali
come servizi, integrazione, innovazione.
In concreto sono professionisti - tecnici o operativi - responsabili della
gestione dell'innovazione di processi economici e di servizio, ma anche
dell'integrazione di progetti, di obiettivi, di conoscenze, di risorse. Sono
anche manager che si qualificano per la loro responsabilità sui clienti, sulle
conoscenze, sull'innovazione, sui processi di cambiamento più che sulle
responsabilità gerarchiche.
Si può dire che i lavoratori della conoscenza sono
figure manageriali non gerarchiche, con competenze di management, capacità di
relazione e di cooperazione, competenze tecnico-professionali specifiche.
Sempre più spesso hanno una visione ampia dei processi di businnes,
dell'organizzazione e del mercato.
Queste caratteristiche più che essere tipiche di una
qualifica, di un settore economico o di un ceto professionale sono tendenze
diffuse nel mondo del lavoro. La popolazione di cui parliamo non risulta
classificata in modo univoco, ma attraversa in modo trasversale le usuali
categorie statistiche o aziendali: include diplomati o laureati, lavoratori
dipendenti e liberi professionisti, dirigenti ma anche quadri, impiegati e
operai.
Da una specifica ricerca condotta nel 1997 da
Irso-Butera e Partners su una trentina di aziende e pubbliche amministrazioni,
è emerso che i lavoratori della conoscenza sono più numerosi e importanti nelle
organizzazioni dove si compete sull'innovazione e sulla velocità di risposta al
mercato, dove aumenta il valore delle soluzioni e dei servizi offerti, dove le
funzioni di coordinamento vengono trasferiti dalla gerarchia ai team, ai ruoli
di integrazione, al front line. La ricerca ha inoltre rilevato che nel 85% dei
casi i lavoratori della conoscenza hanno relazioni prevalenti all'esterno
dell'impresa o al gruppo di lavoro. Circa la metà ha obiettivi strategici o
economici ( cioè non persegue solo obiettivi tecnici di servizio). Sette volte
su dieci i lavoratori della conoscenza svolgono un ruolo di integratori, cioè
mettono insieme conoscenze di natura diversa per il raggiungimento di un
risultato; solo tre volte su dieci il loro ruolo è strettamente specialistico,
cioè di " fornitore " di conoscenze specialistiche o disciplinari.
Nel 1997 è stato pubblicato in Italia i più completo
libro su questo tema -Butera, Donati, Cesaria, I lavoratori della conoscenza
- che oltre alle interpretazioni del fenomeno presenta una vasta rassegna
di casi internazionali. Il libro stima che i knowledge worker rappresentano nei paesi a più avanzata
industrializzazione la parte maggioritaria della popolazione attiva.
Il professor Barley della Cornell University,
riferisce che negli Usa le altre qualificazioni -includendo, in modo
restrittivo, solo manager, professionisti e tecnici-rappresentano quasi un
terzo del totale degli occupati. Un pò più basse, ma ugualmente significative, sono
le percentuali in Francia e Germania.
Anche nel nostro Paese le figure che rientrano tra i
dirigenti e le professioni intellettuali e tecniche sono pari al 27% della
popolazione occupata[1].
In altre parole, i lavoratori della conoscenza sono ormai diventati una delle categorie centrali del mercato del lavoro dei Paesi industrializzati. Ma solo da poco istituzioni, aziende e sindacati hanno cominciato ad accorgersene. E solo poche aziende hanno cominciato a tenerne conto nel modificare i tradizionali sistemi di formazione, di carriera, di ricompensa, di certificazione delle competenze.
Al tempo stesso le aspettative dei knowledge worker
verso le organizzazioni di appartenenza si stanno modificando: le aziende non
sono più viste come un datore di lavoro o di occupazione, ma come un fornitore
di opportunità professionali o come un partner con cui condividere nuovi
obiettivi e nuove opportunità.
I lavoratori della conoscenza sono sempre attenti ad
accrescere la loro " impiegabilità " nel mercato del lavoro. E nel
mondo del lavoro vogliono vedere riconosciuti i loro risultati, vogliono
continuamente arricchire il loro curriculum di nuove competenze ed esperienze.
2.2.5 Verso uno
sviluppo professionale continuo
L'azienda in cui gli knowledge worker si trova a operare
somiglia sempre più a una " rete " dinamica di relazioni
organizzative e di businnes tra divisioni, unità operative, clienti, fornitori,
piuttosto che a un " castello " in cui siano chiaramente formalizzati
i poteri e organigrammi.
Le gerarchie tendono a ridursi e gli organigrammi sono
in costante aggiornamento. Prefigurarsi le posizioni organizzative
raggiungibili nei prossimi anni o i prossimi step di carriera è un azzardo: tra
qualche anno in seguito all'evoluzione del businnes e dei cambiamenti organizzativi-saranno
presenti nuove opportunità di crescita di carriera, che oggi non sono
minimamente ipotizzabili.
I lavoratori della conoscenza hanno gli strumenti e le
potenzialità per affrontare questa situazione di continuo cambiamento che
modifica le opportunità. Tendono a modificare le loro aspettative verso la
carriera in azienda, vista non solo come una crescita verticale
nell'organizzazione gerarchica, ma anche come un processo di progressiva
crescita di esperienze e competenze in ruoli diversi, sia manageriali sia
professionali, che consente di arricchire le conoscenze tecniche con competenze
di mercato, organizzative, di relazione.
Le persone, quindi, si preparano a vivere in un mondo
in cui la carriera è più simile al guado di un fiume in piena che alla risalita
di una scala. Molte aziende favoriscono queste tendenze, abbandonano concetti
tanto cari quanto difficilmente applicabili, quali i sistemi di pianificazione
delle carriere e la diversificazione tra la carriera manageriale e quella
specialistica. Cominciano a parlare di carriera orizzontale o semplicemente di
carriera, senza altre qualificazioni.
L'azienda è sempre meno in grado di pianificare la
carriera delle persone ad alta qualificazione. L'idea che la direzione del
personale-depositaria delle informazioni sulle caratteristiche delle persone e
sui percorsi di carriera più adatti o almeno più ricorrenti possa gestire
l'ottimale sviluppo professionale delle persone è sempre meno vera. In questo sistema
per opportunità la persona acquisisce un ruolo sempre maggiore nel determinare
le scelte sulla propria carriera. Vuole esprimere un personale progetto
professionale, candidarsi a nuove responsabilità, raccogliere nuove sfide
professionali e di businnes.
Molte aziende tendono a stimolare l'iniziativa e la
partecipazione delle persone, adottando nuove politiche e offrendo nuovi
servizi. Spesso questi ultimi sono supportati da tecnologie Web. Si appoggiano
cioè all'intranet aziendale e arrivano direttamente sulla scrivania
(elettronica) di ogni dipendente. Esempi di questi servizi sono:
La stessa valutazione del personale tende a perdere i
connotati di controllo o di strumento di premio da parte del management. Si
valorizza la autovalutazione, ma si affermano anche forme di valutazione
multipla, che consentono alla persona di acquisire feedback sui propri
comportamenti e sui propri risultati grazie anche al contributo delle persone
con cui ha maggiormente lavorato (clienti, colleghi, collaboratori). La
valutazione, anche in azienda, tende cioè a diventare un opportunità per
migliorare le proprie performance e per acquisire input per lo sviluppo
personale.
La diffusione dei lavoratori della conoscenza fa
emergere un'altra contraddizione diffusa nelle organizzazioni di lavoro: le
aziende ancora oggi assumono le persone per le loro caratteristiche e abilità,
ma le retribuiscono in base alla posizione assegnata. Come fare allora a
definire la qualifica o a descrivere il lavoro di un knowledge worker ?
Le responsabilità sono diverse a seconda dei progetti;
le attività cambiano in funzione del contesto in cui si lavora, presso un
cliente o all'interno di un team. Per l'azienda, il valore di un lavoratore
della conoscenza è dato dalle attività che questi è in grado di mettere in atto
all'occorrenza più che da quelle che vengono svolte di routine; è dato dalle
sue capacità di assumere rischi, di essere collaborativo e intraprendente, di
raggiungere i risultati.
Per non parlare dell'incapacità di una qualifica o di
una posizione di fornire una precisa identità professionale. Le persone che
nelle organizzazioni svolgono un lavoro ad alta complessità e caratterizzato da
una incertezza vogliono avere un'identità professionale più chiara, più
stabile, meno legata alla continua variabilità dell'organigramma e del
businnes.
Anche per questo motivo, molte aziende tendono a
promuovere nuove logiche di riconoscimento delle persone.
"E' finita l'epoca del posto fisso";
"Si potrà cambiare posto di lavoro più volte nel corso della propria vita
lavorativa". Ecco soltanto alcune delle affermazioni riprese
frequentemente dai mass media come elementi che caratterizzeranno il mercato
del lavoro dei prossimi anni.
Ma esperienze di cambiamento di mobilità all'interno
dell'azienda e tra aziende, oppure tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, sono fenomeni non nuovi per
i lavoratori ad alto livello di qualificazione.
Come già sottolineato le loro aspettative prevalenti
non sono focalizzate sull’apprendimento di una qualifica e sulla stabilità
delle attività svolte o sulla carriera gerarchica all'interno di
un'organizzazione. Gli obiettivi dei lavoratori della conoscenza sono connessi
sempre più spesso alla posizione di nuove competenze e di nuove esperienze;
l'apprendimento e lo sviluppo di una professione divengono l'obiettivo
prioritario per poter competere sul mercato del lavoro.
In una situazione in cui tutto è soggetto a rapidi
mutamenti - i contenuti del lavoro e delle posizioni, i contesti organizzativi
e di mercato, la collocazione in azienda - il riferimento forte del lavoratore
della conoscenza è quindi la propria professione, la propria storia, il proprio
curriculum di esperienze, di risultati di successi professionali. La
professione e il personale progetto professionale di ogni lavoratore della
conoscenza, oltre ad alimentare l'identità professionale del singolo - si
rivela anche la risorsa principale con cui affrontare le nuove sfide del
mercato del lavoro.
2.3 Un settore in continua espansione
Ma quanti sono
qundi questi “e-worker” italiani? Nel 1999 ne erano censiti almeno 720.000 e,
sebbene su tutti svettino i due giganti IBM e Telecom Italia, molti sono
coinvolti in imprese talvolta piccolissime, trattandosi di tecnici e
professionisti altamente qualificati addetti all’uso di tecnologie
informatiche; il che rende il panorama italiano particolarmente frastagliato.
“In Italia ci sono
alcuni problemi caratteristici di questo tipo di lavoro, tra cui rientrano
senz’altro l’alto livello di costi delle infrastrutture, le tariffe
telefoniche, i limiti all’utilizzo degli e-work centre. Si aggiungano poi le
condizioni legali e legate all’uso di uffici in casa e la necessità che gli
stessi manager si abituino a un nuovo modo di far lavorare le persone,
soprattutto quando queste, come succede nel telelavoro, tendono ad essere molto
autonome. Il che non sempre è un fattore positivo per chi deve gestire.La sfida
al management è tutta qui”2
A questo dato bisogna
aggiungere gli operatori del settore che operano in regime di non ufficialità:
soggetti che sfuggono alle statistiche, spesso molto giovani, che provvedono a
fornire sottocosto servizi di webdesign o di assistenza software alle piccole
imprese.
Il fenomeno è stato
definito “l’occupazione invisibile”3
.
Siamo di fronte al tipico
processo americano dell’e-garage, in Italia più conosciuto come il
fenomeno delle “aziende del sottoscala”, che ha caratterizzato la fine degli
anni ‘90 negli States e la conseguente nascita del fenomeno delle start-up:
avviamento dell’impresa internet oriented in massimo due o tre soggetti,
l’ufficio nel garage o in una stanza della casa ed un investimento di
pochissimi milioni in attesa della crescita del business per procedere alla
regolarizzazione giuridica dell’azienda e alla conseguente assunzione di
personale.
Spesso invece si tratta di
attività sommersa svolta come “secondo lavoro” da soggetti con capacità
informatiche e telematiche che mettono a disposizione di aziende o privati le
loro competenze e che, in base all’attuale sistema fiscale italiano, non hanno
alcuna convenienza a regolarizzare la loro posizione.
2.3.2 L’occupazione visibile
Riguardo all’occupazione visibile, quella che ufficialmente è accertata ed oggetto di analisi e statistiche, possiamo dire che le opportunità professionali del settore internet in una bassa percentuale sono rappresentate da rapporti di lavoro dipendente.
Nella grande maggioranza
dei casi, si tratta di rapporti di collaborazione continuata e coordinata (i
classici co.co.co.) o regolati da contratti di lavoro atipici (a termine
o interinali), di formazione e stages o, infine, esercitati in regime di attività
autonoma.
2.3..3 Lavoratori dipendenti
I lavoratori dipendenti
dell’internet economy quasi al 70% sono di sesso maschile, il 72% è
compreso nella fascia di eta’ 26-40 anni, più del 65% ha un titolo di scuola
media superiore ed oltre il 30% è laureato. Nelle piccole e medie aziende
prevalgono gli occupati con diploma di scuola media superiore, mentre nelle
grandi sono presenti in maggioranza i laureati.4
2.3.4 Free-lance
Il free-lance rappresenta
la figura professionale tipica della internet economy.
Opera come consulente con
contratti temporanei nelle aziende che hanno necessità di interventi
specialistici. In alcuni casi più che “una scelta di vita professionale” per
alcuni giovani rappresenta un’alternativa al posto fisso che non si è riuscito
a trovare, per molti altri è un modo diverso di lavorare caratterizzato da una
forte componente di autogestione e decisionalità.
Una cosa è certa: le nuove
necessità aziendali, soprattutto inerenti il settore internet, richiedono, per
loro stessa natura, esperti e specialisti “a tempo”, in grado cioè di
risolvere i problemi con velocità e, soprattutto, competenza.
Ed ecco quindi affacciarsi
sul mercato, in maniera sempre più preponderante, una quantità di nuovi
professionisti in grado di eseguire i progetti con la necessaria velocità di
realizzazione richiesta dalle aziende.
2.3.5 Imprenditori
Da un’indagine5 risulta che gli operatori dell’internet
economy, posseggono un alto livello di scolarità rispetto ad altri settori
dal momento che il 15,3% dei nuovi imprenditori ha conseguito titoli di livello
universitario e il 71,5% un diploma di scuola media superiore, tanto da
portare, in media, a 13 gli anni di studio del titolare d'azienda.
Prevalentemente
l’imprenditoria nel settore dell’internet economy si sviluppa nella
creazione di micro imprese, piccole realtà produttive che proprio grazie alle
loro caratteristiche dimensionali e professionali sono in grado di seguire con
immediatezza e rapidità le continue e repentine evoluzioni, tipiche del mercato
IT.
2.3.6 Manager e dirigenti
I dirigenti delle aziende
comprese nel settore della new economy (informatica, telecomunicazioni, ricerca
e sviluppo, ecc.) ammontano complessivamente a 49.818 unità, pari al 26,2% del
totale.
Costoro, in prevalenza
muniti di diploma universitario in Economia e Commercio ed Ingegneria, risultano
mediamente più giovani di quelli dei comparti tradizionali, rispettivamente
42-43 anni contro 46-47 anni. La retribuzione lorda annua è pari a poco più di
180 milioni di lire (148 per le donne) ed eccede di oltre 11 punti percentuali
la media generale e di 16 punti quella dei dirigenti dei comparti tradizionali6.
3.Lo skill shortage
3.1 Premessa
L'evoluzione tecnologica in piena net economy ha modificato il modo di fare business e di "essere azienda": un cambiamento che non ha riguardato solo le aziende fornitrici di tecnologia, ma anche quelle che la utilizzano. Il Web e Internet hanno stimolato la nascita di nuovi fornitori ICT e di divisioni all'interno di aziende utenti trasformatesi in imprese fornitrici. L'attività e l'offerta delle società sono sempre più orientate all'e-business e fusioni, accordi, partnership e joint venture rappresentano scelte strategiche all'ordine del giorno. In un clima caratterizzato da tale dinamismo, anche la fisionomia delle risorse professionali dell'Information and Communications Technology sta mutando: sono nate figure che concretizzano competenze ed esigenze emergenti, mentre altre professioni già esistenti hanno modificato il proprio profilo e si sono arricchite di elementi conoscitivi nuovi. Il settore della net economy ha contribuito a creare dal 1997 a oggi 95 mila nuovi posti di lavoro.Gli addetti del settore ICT sono passati da un milione 368 mila nel 1999 a un milione 395 mila nel 2000: questo numero è destinato a raggiungere quota un milione e 439 mila entro la fine dell'anno in corso e un milione e 516 mila nel 2002, con un significativo tasso di incremento nel periodo 1999/2002 pari al 10,8%. Nel 2000 il settore ICT risulta articolato in 430 mila addetti delle aziende vendor ICT, 16 mila delle "new company", 382 mila del mercato dei media e 567 mila delle aziende utenti, suddivisi tra ICT e "Internet related"1. Il trend occupazionale avrebbe potuto essere addirittura superiore se si fossero risolti i problemi legati allo skill shortage ossia il gap tra il numero di risorse umane richieste dal settore dell'Information & communication technology e il numero di risorse effettivamente disponibili. La carenza qualitativa e quantitativa di professionalità, rispetto ai bisogni delle imprese e alle mutate esigenze di business, ha creato un divario tra la domanda di occupazione e l'offerta. Tale gap risulta più accentuato per le professionalità legate a Internet. Nonostante ciò, la crescita dell'occupazione nella net economy presenta tassi costanti e doppi rispetto alla media dell'occupazione totale del Paese degli ultimi anni. Lo skill shortage è un fenomeno che riguarda il comparto IT. "Si tratta di una situazione europea, non solo italiana. Il gap tra domanda e offerta ha raggiunto nel corso del 2001 punte del 12-13% e nel 2002 si potrà arrivare al 18-19%: sotto questo profilo siamo in linea con l'Europa. Quando si parla di skill shortage si intende una carenza di professionalità e quindi di posti disponibili o posti coperti in maniera non adeguata. Il peso di ciascuna 'voce' è del 50%: la metà del fenomeno è rappresentata da 'buchi', mentre la restante parte sono posti occupati male"2. Ci troviamo in una situazione in cui saranno circa 215 mila i professionisti che mancheranno all’appello nel corso di quest’anno3.
3.2 Competenza e
professionalità
Oltre a mancare numericamente figure professionali internet oriented, difettano, anche e
soprattutto, i profili di qualità ovvero soggetti in grado di svolgere con effettiva
competenza e professionalità il proprio lavoro.
Le aziende sono costrette ad investire cifre spropositate e
altissime per accapararsi i pochi professionisti disponibili sul mercato.
In questo contesto, lo stesso rapporto di lavoro tende a subire cambiamenti
rispetto al tradizionale.
Le aziende devono dare vita ad un dialogo innovativo con il
personale basato, soprattutto, sulla maggiore attenzione nei confronti del
collaboratore anche sul piano personale, cercando di venire incontro alle sue
inevitabili necessità di crescita individuale e professionale.
Lo skill shortage, infatti, si traduce immediatamente in una perdita di
opportunità di business e, dunque, in minor fatturato generato dai fornitori di
tecnologie e soluzioni IT e, di conseguenza, per l'intero mercato economico.
La carenza di personale genera un impatto negativo sulle imprese e
sul Paese, in termini di minore ricchezza prodotta e minore sviluppo:
-sulle imprese perchè innalza il costo del lavoro
delle risorse rare, alza le barriere all'adozione di nuove tecnologie da parte
delle PMI, riduce la profittabilità delle imprese ed il relativo fatturato.
- sul lato del mercato complessivo, contribuisce a deprimere lo sviluppo del PIL, aumenta il ritardo tecnologico del Paese rispetto a quelli più avanzati.
3.3
Skill Gap
Recenti dati fanno osservare che nel 2000 la domanda di lavoro nell’ICT è
stata di 14,5 milioni di unità, mentre l’offerta non ha superato quota 12,6
milioni. E le previsioni per il futuro sono ancora più grigie. Di fatti entro
il 2003 la domanda raggiungerà quota 21,9 milioni di unità, con un’offerta del
mercato di 18,1 milioni e un differenziale quindi di 3,8 milioni di posti di
lavoro4.
Per l’Italia, la domanda complessiva passerà da 1,4 dello scorso anno a 2,1
milioni nel 2003, con una carenza tra il 2000 ed il 2003 da 180.000 a circa
400.000 unità. Il rapporto EITO evidenzia alcune azioni urgenti nella politica
della formazione attraverso forme nuove di partnership pubblico-privato e tra
Università ed industria per gli skill ICT e per la diffusione della cultura
manageriale della nuova economia, così come schemi intensivi nell’e-business
per il management ed una forte azione di formazione-consulenza per le piccole e
medie imprese.
Anche dalla Federcomin giunge un grido d’allarme e un appello per nuove regole5.
La mancanza di lavoratori qualificati è certamente una delle questioni più
impegnative che le aziende IT si trovano a dover affrontare. Il fenomeno dello
skill shortage diventa più pressante dopo la fase iniziale di startup delle
aziende, traducendosi irrimediabilmente in ritardi della fornitura dei servizi
e perdita di capacità produttiva. Questo provoca una perdita di opportunità e
come minor fatturato per le aziende nel settore dell’Information Technology,
una mancata ricchezza per tutto il Paese.
Lo skill shortage oggi, a livello di figure professionali nei settori tecnici,
arriva a punte del 30%. Inoltre se analizziamo il settore informatico e
telematico parlando di programmatori per linguaggi web, esperti in sistemi di
rete o dei web master si raggiungono quote del 48%6.
Questo problema è affrontato con strategie differenziate fra le imprese. Alcune
fanno una scelta radicale, chiudendo le loro sedi italiane e trasferendosi in
paesi meno costosi, ma con grande quantità di personale specializzato, come
l’India, altre scelgono di importare personale dall’estero, come avviene già da
qualche tempo in Usa, Germania e Gran Bretagna.
Per il futuro si rende necessario promuovere una politica decisa per la
promozione di flussi migratori di skills informatici e di comunicazione
dall’esterno dell’Unione Europea e sfruttare le potenzialità per l’Europa
derivanti dal mercato del mobile-commerce.
Resta poi di attualità il limite della formazione: la scuola italiana è spesso
messa sul banca degli imputati in quanto fornisce nozioni, ma spesso si
disinteressa di preparare gli studenti all’impatto concreto con il mondo del
lavoro. Ma è sempre più difficile trovare queste figure professionali. Si
calcola che in Europa un milione settecentomila posti di lavoro per
professionisti dell'information technology resteranno vacanti entro il 2003.
Una situazione che causerà un calo di produttività superiore ai cento miliardi
di euro all'anno. In Italia, il quadro non è molto diverso. Nel 1999 mancavano
69mila professionisti informatici pari a una riduzione del prodotto interno
lordo di 7600 miliardi. E, le previsioni per quest'anno, parlano già di 17mila
miliardi di ricchezza non prodotta7.
Sotto accusa sono anche i budget aziendali
riservati alla formazione, in quanto spesso inadeguati: 2200 miliardi per
l’informatica nel corso del 2000, ossia un terzo della spesa tedesca, metà di
quella francese, un quarto di quella britannica.
3.4 Europa
Anche in Europa mancano più di 1,5 milioni di tecnici e la crisi
non si attenuerà ma si acuirà nei prossimi anni.
Tenendo sempre la ricerca EITO 2001 (ente europeo che si occupa dello studio e della ricerca nell’ambito delle varie tematiche del settore IT, tra cui le nuove professionalità richieste dal mercato) sulla carenza di risorse professionali qualificate nelle aree ICT ed e-business.
Tale studio, circoscritto al Vecchio Continente, ha confermato il
fenomeno, segnalando che nel 2000 la carenza è stata di 1,87 milioni di unità
(13% della domanda), suddivise rispettivamente in 1,2 milioni nelle professioni
ICT vere e proprie (12% della domanda), 0,6 milioni nell'e-business (19%) e
0,11 milioni nei call center (9%).
I dati proiettati al 2003 vedono un aumento dello skill shortage complessivo a 3,85 milioni di
addetti (pari al 18% della domanda). La carenza prevalente toccherà il settore
dell'e-business con 1,98 milioni (31% della domanda), contro l'1,69 milioni
nell'ICT (13%) e 0,18 milioni nei call center (7%).
Preoccupanti le ripercussioni che il fenomeno dello skill shortage potrebbe avere sull'economia
europea.
I dati più alti di carenza di personale qualificato
sono stati registrati Germania: 0,28 milioni di specialisti, contro i 2,15
milioni richiesti, nell'ICT e 0,17 milioni, rispetto agli 0,80 milioni della
domanda, nell'e-business e nei call center.E’ quindi chiaro che ci troviamo in
una situazione in cui l’offerta delle
imprese, pur in continuo miglioramento, non riuscirà a dare risposta.
3.5 La situazione Italiana
Paradossalmente, in un Paese nel quale la
disoccupazione costituisce uno dei principali problemi sociali, anche a nuova
occupazione si sta trasformando in un problema non da poco. In altri termini
esiste il lavoro, ma non esistono persone preparate, formate o anche solo
semplicemente addestrate per svolgerlo. È estremamente difficile, infatti,
trovare professionisti, più o meno qualificati, che possano occupare i posti
creati dalla net economy. Recenti indagini della International data corporation
e della Microsoft sulle dinamiche occupazionali nelle aziende europee di
software e servizi correlati all'information technology ("Europe's Growing
IT Skills Crisis") evidenziano circa un milione di posti vacanti o non
adeguatamente coperti nel settore dell'I&CT a tutto il 1999, con una
proiezione di un milione e seicentomila posti vacanti nel 2002, ossia il 12%
delle unità globalmente richieste dalle aziende europee operanti
nell'Information & communication technology. Con riferimento alla
situazione italiana, una analisi della stessa è stata recentemente effettuata
da Federcomin, associazione nata in seno a Confindustria che riunisce le
aziende operanti nel settore dell'Information Technology. Attualmente il gap
tra domanda e offerta di personale qualificato nel settore dell'I&CT -
tanto per le aziende produttrici di tecnologie, quanto per quelle che si
configurano come semplici fruitici delle stesse - è costituito da qualcosa come
oltre centomila unità che, se dotate di opportuni skill professionali,
potrebbero entrare da subito nel mondo del lavoro. Supportando così la
correlata richiesta di attività che viene dal mercato. In altre parole le
aziende crescono rapidamente, ma non trovano le professionalità necessarie per
accompagnarle nella crescita; un esempio può meglio chiarire la gravità della situazione:
·
negli ultimi due anni, il personale specializzato
nelle aziende che producono o utilizzano alta tecnologia è passato da una media
di 127 addetti per azienda nel 1997 a 150 nel 1999;
·
la maggior parte delle richieste di personale
specializzato effettuate dalle aziende è rimasta senza risposta: rispetto a una
richiesta media di 43 tecnici ne sono stati tovati solo 19, con una carenza di
8 tecnici specialistici e di 17 tecnici di sviluppo8.
I principali motivi che spiegano il
mancato ingresso in azienda delle professionalità richieste sono da ricondurre
alla scarsa esperienza dei candidati e a una richiesta che, come si è visto,
supera di gran lunga la domanda, contribuendo a innalzare il costo del lavoro e
frenando le possibilità di sviluppo del settore. Sviluppo che risulta ancor più
compromesso se si pensa che, considerate le azioni di formazione attualmente in
essere e l'aumento della richiesta da parte del mercato di nuove
professionalità, il sistema Paese non riuscirà a "sfornare" tecnici e
professionisti preparati, portando il gap tra domanda e offerta a raggiungere e
superare le duecentomila unità nel 2002. Ci troviamo in un punto in cui
"opereremo in un contesto dove la gran parte delle aziende di piccole
dimensioni si sarà informatizzata, data l'esigenza di un 'passaggio culturale'
imposto dalla necessità di non perdere le grandi opportunità legate ad Internet
ed al commercio elettronico"9, ma -
allo stesso tempo - ci si troverà nella drammatica situazione di non sapere
come gestire le infrastrutture di tali aziende e, soprattutto, le innovazioni
tecnologiche, organizzative, strutturali che tali aziende potrebbero e
dovrebbero promuovere per operare in un mercato globalizzato per rimanere
competitive.
3.6 Riflessi sull’economia
"Non ha senso promettere assunzioni per accordatori di
strumenti se non abbiamo dei pianisti.
Individuiamone almeno due veramente validi, riempiamo le sale di musica e a
quel punto saremo in grado di potere assumere e pagare bene anche gli
accordatori”10.
La mancanza di figure professionali dotate del know how richiesto dal mercato è un
problema, sia per le piccole e medie imprese che per le grandi aziende.
Di fatto, lo skill shortage si presenta come perdita di opportunità e come minor fatturato per
le aziende nel settore dell'Information Technology: una mancata ricchezza per
l’intero Paese.
A soffrirne non saranno solo le imprese più tecnologiche, ma anche
le PMI tipiche del panorama italiano.
Se da un lato si abbassano le soglie economiche di accesso alle
tecnologie, dall’altro si alza decisamente il costo delle risorse umane
necessarie per gestirle, sempre più difficili da reperire sul mercato.
Ci sono imprese, nell’occidente più avanzato, che utilizzano,
grazie alla rete, tecnici informatici che vivono e lavorano in paesi lontani,
prevalentente in estremo oriente.
In quei paesi infatti i tecnici abbondano, grazie ad un sistema formativo molto sviluppato sulle tecnologie innovative.
In alcune nazioni, sempre dell’occidente, si aumenta il numero dei
permessi di immigrazione, forzando affinchè arrivino tecnici con buona
scolarizzazione.
Alcuni governi europei pensano di selezionare l’immigrazione da
quei paesi dell’est dai cui cittadini ci si può aspettare un buon bagaglio di
competenze in tecnologie.
Queste ed altre della stessa natura, sono le risposte che si
stanno valutando o sperimentando, nell’immediato, per far fronte alla grande
crisi di competenze tecniche che affligge la Società dell'Informazione.
Riuscire a trovare le risorse professionali e mantenerle in azienda sono le sfide alle quali le aziende si trovano quotidianamente a fare fronte.
La rapidità delle evoluzioni tecnologiche ha generato una asimmetria tra domanda e offerta nel mercato del lavoro ICT in Italia che impatta direttamente sulla competitività sia delle aziende utenti che sugli operatori del settore ICT in Italia.
Infatti, per le aziende utenti e quelle fornitrici di tecnologie e soluzioni IT, le innovazioni tecnologiche implicano la necessità di dotarsi rapidamente di risorse professionali con adeguate competenze. Non sempre questo è possibile in modo rapido e totalmente aderente ai bisogni. Inoltre, le aziende utenti molto spesso cercano di risolvere il problema da un lato assumendo personale qualificato o formando e riqualificando personale già presente, dall’altro rivolgendosi all’esterno o direttamente ai fornitori per la realizzazione di progetti e soluzioni specifiche. Questi ultimi, dunque, si trovano a dover colmare uno skill shortage interno e a dover sopperire a quello dei propri clienti.
Il risultato è che solo una parte di queste richieste di competenze e di risorse riesce ad essere soddisfatta. Molte, sono, dunque, le aspettative inevase degli utenti a causa dello skill shortage.
Questo si traduce immediatamente in una perdita di opportunità di business e dunque in minor fatturato generato dai fornitori di tecnologie e soluzioni IT e di conseguenza per l’intero mercato IT. Tale minor mercato è direttamente proporzionale alla “produttività” media di ogni singola risorsa professionale IT.
Tale produttività, differisce a seconda della professionalità e dell’ambito settoriale di appartenenza.
Dato che la produttività del settore IT è crescente nel tempo, lo skill shortage di figure professionali IT impatta più che proporzionalmente sul mercato IT nel generare minor revenue.
Uno skill shortage di circa 69.000 risorse professionali nel 1999, determina un mancato mercato di oltre 7.000 miliardi di Lire, pari a circa il 23% del mercato IT del 1999 (fig. 1). La crescita di tale mancato mercato è sensibile negli anni successivi: nel 2001 si prevede di “perdere” un volume pari a quasi 17.000 miliardi di Lire.
Questo vuol dire perdere una contribuzione al Prodotto Interno Lordo pari a quella che nel 1999 ha registrato l’industria della gioielleria e dell’oreficeria (7.447 miliardi di lire – valore aggiunto a prezzi di mercato), o arrivare a sfiorare nel 2001 la dimensione che oggi (1999) ha il comparto della fabbricazione di autoveicoli (16.649 miliardi di lire – valore aggiunto a prezzi di mercato), o quello della produzione di prodotti farmaceutici (15.989 miliardi di lire – valore aggiunto a prezzi di mercato).

Figura 1 L’impatto dello skill shortage delle
figure tecnico-specialistiche
Fonte: NetConsulting
Volendo analizzare lo stesso tipo di impatto generato dalla carenza di figure con competenze Internet ed e-business in generale si rileva lo stesso fenomeno analizzato prima. Fenomeno, in più, aggravato dal fatto che tali risorse hanno una strategicità spesso superiore a quelle viste in precedenza poiché riguardano più direttamente problematiche ed aree strategiche per le aziende, siano esse utenti o fornitrici di IT. Anche in questo caso, si crea quel circolo vizioso di bypass del problema dello shortage da parte delle aziende utenti sulle aziende fornitrici, con ovvie ricadute negative sulle opportunità di business per le aziende IT.
A fronte di circa 11.000 risorse professionali nel 1999, il mancato mercato è stato di circa 1.400 miliardi di Lire. Impressionanti sono le dimensioni del “mancato mercato IT” previste per gli anni successivi. Già per il 2000infatti il mancato mercato è , con oltre 4.500 miliardi di Lire, pari a quasi il 13% del mercato IT esistente (fig. 2).
Figura 2 L’impatto dello skill shortage delle figure con competenze
Internet/e-business

Fonte: NetConsulting
La carenza di queste tipologie di risorse professionali genera, attraverso quello che abbiamo definito come mancato mercato IT, un effetto negativo sulla ricchezza complessiva del nostro Sistema Paese, ovvero sul PIL.
Partendo da dimensioni minime nel 1998, per il 2001 l’impatto dello skill shortage complessivo in termini di minore mercato dovrebbe superare lo 0,8% del PIL mentre quello relativo alle figure Internet/e-business dovrebbe attestarsi intorno allo 0,4% (fig. 9).

Figura 3 L’impatto dello skill shortage delle figure professionali
sulPIL
Fonte: elaborazioni NetConsulting su dati ISTAT (PIL)
E’ fatto ben noto che le Piccole e Medie imprese in Italia rappresentino il principale tessuto economico e produttivo: delle 818.116 assunzioni effettuate nel corso del 1999 e 2000 (dati Censis, Unioncamere, Sistema Informativo Excelsior, 1999), ben il 58.9% è stato effettuato dalle Piccole e Medie Imprese.
La tipologia di risorse di cui le PMI italiane dichiarano di avere bisogno in tale biennio è tendenzialmente di basso profilo, per mansioni di natura operativa (45,8% operai; 29.4% impiegati). Questo ha, naturalmente, un impatto sui processi di domanda di servizi formativi generali e di tipo tecnico-professionale.
Se a questo aggiungiamo le caratteristiche
tecnologiche, ovvero la dotazione informatica presente presso tali aziende,
come emerge da una recente rilevazione
ISTAT, risulta chiaro il bassissimo livello di penetrazione di tecnologie e di
qualifica delle risorse di cui dispongono e pensano di avere necessità (tab.
1).
TAbella 1 La dotazione informatica presso le aziende italiane

Fonte: ISTAT
In tale contesto è necessario inoltre evidenziare che la maggiore parte delle
piccole e medie aziende italiane è formata da imprese con meno di 15 addetti e
molte di queste non sono ancora informatizzate.
La trasformazione della nostra economia viene rallentata da una
tipica forma
mentis dell’imprenditoria
italiana che predilige il controllo totale sulle decisioni aziendali e che si
concretizza nel famoso detto "la società ottimale è composta da un numero di soci dispari
inferiori a tre".
Occorre quindi un processo di trasformazione della mentalità, in primis di quella delle piccole e
medie imprese che vedono spesso gli investimenti dedicati alla formazione IT
come non strettamente necessari.
Devono essere le stesse imprese a valutare l’alfabetizzazione
informatica e telematica come elemento fondamentale a tutti i livelli
aziendali.
E’ interessante notare che la competenza nell'utilizzo degli
strumenti IT diminuisce progressivamente all'aumentare della carica aziendale:
se tra gli impiegati è buona, tra chi ha mansioni direttive è discreta,
arrivati ai vertici societari, è decisamente scarsa.
L'ignoranza su strumenti informatici di base è dunque molto
diffusa presso il management delle aziende italiane, oltre che presso i
dipendenti che ricoprono funzioni intermedie.
La formazione IT è uno degli strumenti da usare per aumentare la
qualità delle risorse umane disponibili, accompagnare la crescita del mondo ICT
e della net economy e sostenere lo sviluppo dell'intero Sistema Paese, creando risorse umane qualificate
e supportando la creazione di posti di lavoro di qualità.
In questo contesto, la formazione rappresenta l’elemento
fondamentale per una corretta soluzione alla mancanza di profili professionali.
La spesa in formazione IT cresce, ma l’Italia investe in questo campo solo metà della Francia, un terzo della Germania ed un quarto della Gran Bretagna, tra l’altro in modo poco pianificato e strategico, considerato che, agendo sulla componente formativa, si fornisce un valido e reale aiuto alla riduzione dello skill shortage.
Un confronto anche qualitativo con l’adozione delle tecnologie informatiche e in particolare delle soluzioni di e-business da parte delle PMI in altri paesi europei o negli Stati Uniti rivela che il sistema della formazione IT – in particolare a livello di alfabetizzazione di base – entrerà indubbiamente in crisi con il crescere delle esigenze delle piccole e medie imprese.
3.7 Prospettive future
Il 2002 è destinato a segnare un
importante sviluppo dei "mercati digitali", di cui le medie e piccole
imprese rappresenteranno l'elemento portante. Sempre più aziende utilizzeranno
Internet sia come canale di vendita sia come mezzo di comunicazione e
trasmissione dati per operazioni tradizionali, quali per esempio emissione
ordini, gestione magazzino. Tale tendenza porterà a una accelerazione della
domanda di personale qualificato in grado di gestire al meglio le nuove
tecnologie in uso. È qui che entra in gioco il ruolo fondamentale della
formazione. Lo sviluppo della net economy, in cui la tecnologia ha un ruolo
chiave, potrà portare effetti positivi sul tasso di occupazione globale solo se
sarà supportato dalla realizzazione di programmi di istruzione e formazione, a
tutti i livelli della popolazione. Ma da questo punto di vista la strada da
percorrere è ancora molto lunga: "Il problema drammatico del sistema
italiano è che i corsi IFTS (Istruzione e Formazione Tecnico Superiore) formano
solo poche migliaia di addetti all'anno.La formazione, quindi, è molto delegata
alle aziende. Gli enti formativi sono sempre pochi: non è assolutamente
sufficiente il numero di addetti che riescono a creare. Tutto il sistema
pubblico, inoltre, quando si muove anche con la migliore buona volontà ha delle
lentezze, dei tempi, che sono fisiologici e contrari con l'evoluzione della net
economy. Mentre infatti quest'ultima ha tempi di aggiornamento e di
obsolescenza che corrispondono a mesi, per fare un corso l'ente pubblico
impiega due anni dal momento in cui l'ha pianificato. Quando perciò il corso è
finalmente pronto per essere proposto risulta vecchio e obsoleto".
Accanto alla necessità di nuovi tipi di occupazione generata dalla net economy,
le aziende si sono dimostrate impreparate nell'individuare e definire i nuovi
profili professionali. "Il problema è che fino a ieri non si sapeva di
quali professionalità si stesse parlando, in generale c'era confusione sulle
tipologie: se ne parlava indistintamente e addirittura alcune venivano
inventate".
Comunque, se si analizzano le attività dei soggetti che si
occupano più o meno istituzionalmente di formazione (dalle scuole alle
università alle aziende), si desume come la capacità formativa dei diversi
soggetti atti a erogare formazione non sia assolutamente sufficiente a formare
tutte le figure necessarie, il che spiega - peraltro - l'aumento del gap
relativo allo skill shortage che si è già illustrato nelle pagine precedenti.
Per il biennio 2000-2002, infatti, è stato osservato un aumento del gap di
professionisti analogo, in termini assoluti, alla capacità formativa dei
diversi soggetti. In altre parole,"a fronte di un allargamento del gap tra
domanda ed offerta, dalle 111.000 unità del 2000 alle circa 215.000 del 2002 si
ha un numero di persone formate da immettere sul mercato in crescita su valori
analoghi, così da mantenere attorno alle 74.000 unità per anno il saldo
negativo. Ben diversa però la situazione in proiezione 2003: per quell'anno è
infatti atteso un picco di domanda da parte delle imprese cui l'offerta, pur in
continuo miglioramento, non riuscirebbe a dare risposta."11
Sarà quindi necessario attuare politiche formative, che se da una parte tendono
a sanare la situazione nel lungo periodo con la realizzazione di percorsi di
studio specifici, dall'altra si preoccupino di fare fronte all'emergenza del
breve periodo, identificando le soluzioni più efficaci per un rapido
inserimento nel mondo del lavoro dei giovani neolaureati e neodiplomati.
Ma, per concludere, ciò che
occorre non è solo la formazione: l'impegno formativo dovrebbe essere
accompagnato nel tempo da una certa sensibilizzazione culturale, da corsi di
aggiornamento continuo e da azioni di e-learning in modo da riuscire a stare dietro alla corsa tecnologica, che
vede sistemi e competenze divenire obsoleti dopo appena tre o quattro anni.
4. Le nuove professioni dell’Internet Economy
4.1 Premessa
Soffermarsi a leggere le qualifiche scritte in corsivo sui
biglietti da visita che sempre numerosi affollano scrivanie (per i più
disordinati) e raccoglitori (per i più ordinati) può rivelarsi una attività
estremamente interessante, in qualche modo divertente e sicuramente istruttiva.
Soprattutto quando tali biglietti da visita appartengono ai "nuovi"
professionisti della "nuova" economia..In tal caso, infatti, alle
tradizionali qualifiche …da old economy si affiancano nuove misteriose sigle -
naturalmente in inglese - che anche quando sono riferite a figure professionali
effettivamente nuove sembrano studiate apposta per confondere le idee anche al
più aperto all'innovazione dei responsabili del personale (pardon, Human
Resource Manager).
Ok, il
marketing manager non si occupa di web marketing, ci vorrà quindi un web
marketing manager, ma perché limitarsi a definirlo tale, quando ci si può
eleggere digital marketing strategist? Ed ecco che, in questa chiave,
l'universo della net economy si è popolato di professionisti da qualifiche che
lasciano letteralmente impallidire quella vecchia e superata di web master,
spaziando dal web architect al virtual advertiser, passando per il digital
vision strategist o lo user profiling manager. E chi più ne ha, più ne
metta.Definizioni a parte, tanto che i nuovi ed altisonanti nomi dell'economia
digitale siano dettati da una effettiva esigenza di differenziazione rispetto
al passato, tanto che siano piuttosto il risultato della sempre fervida
inventiva degli informatici o degli uomini marketing, ciò che è certo è che la
net economy ha creato e sta creando numerosi posti di lavoro "nuovi".
· "Nuovi" in quanto creati dall'esigenza di ampliare l'organico degli
addetti a funzioni di carattere tecnico, organizzativo o manageriale già
esistenti in seno all'azienda. Funzioni che l'economia delle reti ha portato a
un ampliamento o a una ristrutturazione, così da richiedere l'inserimento di
nuovo personale in organico. Si pensi, a tal proposito, al personale addetto a
funzioni chiave come il customer care o il call center;
· "Nuovi" in quanto creati da esigenze del tutto nuove, legate alla
nascita di inedite funzioni aziendali e di nuove professionalità, inesistenti
in passato e nate da e con l'economia delle reti. Si pensi, a tal proposito,
agli esperti di marketing on-line, di virtual advertising, di tecnologie web
based.
Le tecnologie telematiche
interessano ormai quasi tutti i settori economici tanto che tra pochi anni non
avrà più senso parlare di aziende internet oriented e di aziende
tradizionali dato che l’utilizzo di internet rappresenterà una costante nella
struttura e gestione di un’impresa, assumendo lo stesso
valore strategico,
funzionale e soprattutto essenziale di strumenti quali il telefono e il fax.
In pratica, internet sta
cambiando la vita e il lavoro e di conseguenza le tipologie dei vari profili
professionali.
In tutte le imprese, a qualsiasi settore appartengano, sarà sempre più marcata la necessità di lavoratori in possesso di una spiccata familiarità con la rete e con le tecnologie informatiche.
Non partiamo, quindi, dal
preconcetto che le nuove dot.com o internet companies rappresentino
il solo ed unico futuro, teniamo sempre presente che internet è una parte dell'economia
attuale, dove necessariamente nuove e vecchie imprese convivranno e
contribuiranno con le loro idee allo sviluppo economico della società,
aiutandosi vicendevolmente nella rispettiva crescita.
I pionieri di questo
processo evolutivo nel mondo del lavoro sono al momento le figure professionali
che quotidianamente affrontano attività lavorative strettamente connesse alla
rete ed in possesso di specifiche e trasversali competenze professionali.
Si tratta di
professionalità che sono ricercate in maniera esponenziale da tutte le aziende
interessate all’utilizzazione di internet a fini commerciali e informativi:
dalle tradizionali imprese che attivano il canale distributivo dell’e-commerce
fino alle banche e finanziarie che si occupano di e-banking, e-trading, oltre,
naturalmente, alle aziende innovative che caratterizzano la internet economy.
In questa parte, quindi, vengono presentate le professioni della Net Economy: ogni figura professionale è stata analizzata in dettaglio, all’interno di una maschera con voci standard, in modo da garantire una certa omogeneità e la possibilità di confronto in maniera rapida.
La compilazione dei profili professionali della Net Economy è stata realizzata consultando diverse fonti, principalmente on-line.
Siti web, compresi i siti di web recruiting. Di seguito si propongono i siti web di maggiore rilevanza; in Indirizzario Internet, in fondo alla tesi, vengono riportati gli URL completi di descrizione, data di consultazione e posizione del documento all’interno del sito.
Oltre ai siti web sopra elencati, si sono consultate le seguenti riviste:
Pagine di offerte di lavoro in quotidiani italiani ed esteri, individuando cosa effettivamente viene richiesto dalle aziende per la determinata posizione da ricoprire:
Partecipazione a seminari, convegni, esposizioni, fiere che trattavano Net Economy e lavoro:
Ricerche riguardanti Net Economy e lavoro:
Dal confronto di queste diverse fonti, elaborando e sovrapponendo i dati è stato ricavato un elenco, sicuramente non completo, data l’alta velocità di sviluppo in questo settore, ma che si può considerare sufficientemente rilevante, delle professioni della Net Economy. Dalla lettura dei profili professionali ci si accorge che mentre alcune sono nuove, altre esistono già da tempo, anche se lo sviluppo di Internet ne ha dato una nuova collocazione ed importanza; altre ancora sono “l’adattamento” di professioni della “Old Economy” all’era di Internet.
4.2Macro aree
Sono state individuate
cinque macro aree comprendenti i diversi profili che operano nell’ambito dell’internet
economy. Un’ulteriore area, “Professioni internet oriented”, analizza
quelle attività professionali che, pur essendo consolidate nel mondo del lavoro
tradizionale, grazie all’introduzione di elementi caratterizzanti fortemente
innovativi ed internet oriented, hanno un loro ruolo specifico
nell’ambito dell’internet economy.
• Area Marketing e
Comunicazione
Copy-online - Pubblicitario Web
Internet Marketing Manager- Esperto di internet marketing
• Area Commerciale
Account Manager- Consulente commerciale servizi internet
Telesales Account Manager- Esperto di vendite online
• Area Consulenza,
Progettazione e Sviluppo
- Art director
- Content Manager -
Responsabile dei contenuti
- Database Administrator- Amministratore di DBA
- E-business Consulting- Consulente di soluzioni e-business
- Esperto video multimediale
- Information Architect- Esperto in architettura informativa
- Internet Quality Assurance
Specialist- Esperto Internet Quality
Assurance
- Web Designer
- Product Manager- Responsabile di produzione
- Web programmer -
Programmatore web
- Web Project Manager -
Capo Progetto
• Area Conduzione e Gestione
- Channel Manager- Responsabile di canale
- Community Manager -
Responsabile di comunità
- Content editor -
Redattore web
- Dataminer - Archivista
web
- Operatore di web call
center
- Webmaster
- Web site Manager -
Responsabile di sito web
• Area System, Networking e Security Administration
- Network Administrator-
Amministratore di rete
- System Administrator-
Amministratore di sistema
- Security Manager - Esperto in security
• Professioni internet oriented
- Chief Executive Officier- Internet CEO
- Chief Financial Officier-
Direttore amministrazione, finanza e controllo CFO
- Consulente in diritto
informatico
- Docente ed esperto in
formazione
- Esperto in e-banking
- Fotografo digitale
- Sound editor- Esperto
realizzazioni sonore
- Traduttore
AAAAA
4.3.1 Copy online- Pubblicitario
Web
Responsabile della
ideazione e dello sviluppo del contenuto testuale dei messaggi pubblicitari sul
web.
Profilo
Sa giocare con le parole
per tradurre in forma originale e coerente con l'immagine, il messaggio
pubblicitario online.
Studia e redige testi
pubblicitari in base alle necessità ed al tipo di prodotto/servizio che deve
essere proposto.
Individua ed analizza le
azioni pubblicitarie e di promozione in corso del prodotto /servizio, on e off
web, al fine di creare un messaggio coerente e conforme all’immagine
dell’azienda committente.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- sistemi di comunicazione
testuale e visiva di Internet
- lingua italiana e
tecniche di comunicazione pubblicitaria
- strumenti della
pubblicità online (banner, sponsorship, newsletter, e-mail, mailing list,
programmi di affiliazione, ecc.)
- psicologia e sociologia
in ambito pubblicitario
- questioni normative
inerenti le azioni pubblicitarie, privacy e politiche antispam
Caratteristiche professionali
- capacità di scrittura,
sintesi e di “invenzione del linguaggio”
- creatività e fantasia
- acuto spirito di
osservazione
- interesse alla ricerca di
nuovi linguaggi e forme di comunicazione
- individuazione ed analisi
delle nuove tendenze e mode
Formazione professionale
Una formazione
universitaria a carattere umanistico e/o socio psicologico caratterizzano
questa figura professionale.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 2° livello - 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 31.000 Euro
4.3.2 Internet Marketing Manager- Esperto
di internet marketing
Definizione
Responsabile delle strategie di
marketing, promozione e pubblicità di un prodotto/servizio internet oriented.
Implementa il piano di
marketing online in funzione del profilo e delle caratteristiche peculiari
dell’azienda e del tipo di prodotto/servizio che deve essere posizionato sul
mercato web. Si occupa di progettare e sviluppare azioni di promozione per un
sito che comportino campagne pubblicitarie di settore, presenze nei portali o
siti ad alto traffico e specifiche attività di P.R. ondine (newsletter,
campagne email, ecc).
Analizza i sistemi di
vendita on line e progetta le aree di miglioramento.
Si occupa della registrazione
del sito nei motori di ricerca e directory internazionali monitorandone
periodicamente lo status di presenza oltre ad analizzare ed individuare i
canali pubblicitari e di promozione presenti nel web.
Raccoglie e gestisce sul
Web i dati disponibili sui concorrenti dell'impresa o relativi a progetti
interessanti per la sua attività.
E' il responsabile della
gestione delle operazioni associate al controllo del traffico di visitatori
generato nel sito attraverso l' analisi delle statistiche di accesso.
Analizza i dati di consumo
della clientela al fine supportare adeguate politiche di marketing.
Ottime conoscenze di:
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- tecniche di marketing
online
- strumenti della pubblicità
online (banner, sponsorship, newsletter, e-mail, mailing list,
programmi di affiliazione,
ecc.)
- standard di misurazione
del web attraverso la lettura dei log (click, impression, audience,
visitors, ecc.)
- motori di ricerca sia
come strumento di promozione che di analisi e ricerca
- questioni normative
inerenti la privacy e politiche antispam
Caratteristiche professionali
- capacità di analisi
- elevata comunicazione
interpersonale
- spirito di creatività
- evidente intuitività
Formazione professionale
Generalmente viene
richiesta la laurea in Economia e Commercio, indirizzo marketing o in Scienze
della Comunicazione, possibimente accompagnata da master o corsi di formazione
specifici.
Significative esperienze
professionali nel settore (min. due o tre anni) rappresentano, comunque,
l’elemento maggiormente valutato dalle aziende nella fase di selezione di
questo profilo professionale.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: Quadro - Dirigente
Retribuzione media
annuale lorda: 23.000 - 62.000 EuroAAAA
Area Commerciale
4.3.3 Account Manager- Consulente
commerciale servizi internet
Definizione
Il consulente commerciale è una persona di esperienza
commerciale che supporta i clienti nella scelta di soluzioni IT che soddisfino
i loro bisogni. Si tratta di un ruolo dove è fondamentale la comprensione delle
potenzialità delle tecnologie e di come possono essere sfruttate, dato che il
consulente commerciale si deve focalizzare sull'analisi e sulla progettazione
di una soluzione che spesso impatta su diversi livelli funzionali di una
organizzazione. Si tratta pertanto di un ruolo ibrido che associa le capacità
commerciali e la comprensione dei processi organizzativi con una profonda
competenza tecnologica. Il consulente commerciale generalmente opera in team su
progetti di breve o di lungo periodo con una forte interazione con altre
funzioni per quanto riguarda gli aspetti di negoziazione, di problem solving,
di definizione e configurazione della soluzione ottimale. Generalmente il
consulente commerciale inizia la propria esperienza lavorativa ricoprendo un
ruolo di supporto all'interno di un progetto, passando successivamente a
rivestire un ruolo di responsabile di progetto.E’insomma
il responsabile della promozione e vendita dei servizi web ad aziende, enti e
associazioni.
Profilo
Il ruolo di questa figura
professionale non è meramente commerciale. Lo si può definire un consulente nel
senso stretto del termine, ovvero in grado di suggerire e proporre al cliente
le opportune strategie necessarie per una presenza web.
Si occupa, quindi,
dell’acquisizione di nuovi clienti interessati alla realizzazione di un sito
web e/o di servizi internet gestendone l'intero ciclo di vendita attraverso la
qualificazione del cliente (analisi bisogni/offerta), la formulazione dell'offerta
e la gestione della trattativa (prezzo/redditività).
Suggerisce al cliente le
soluzioni ottimali non solo per la realizzazione progettuale del sito,
indirizzandolo e guidandolo verso l’opportuna scelta dei contenuti e delle
immagini, ma anche sulle necessarie azioni da mettere in atto per dare la
visibilità allo stesso sito o per avviare attività di e-commerce.
E’ il punto di contatto tra
tra il cliente e l’azienda in cui opera. Generalmente ha il compito di
coordinare le attività dei varii reparti interni aziendali con lo scopo di
realizzare il progetto di comunicazione commissionato nei tempi e con i costi
concordati con il cliente.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- tecniche di vendita
- marketing, design e
progettazione web
Caratteristiche professionali
- capacità dialettiche e di
P.R.
- eccellente cultura
generale
- spiccata personalità
- presenza incisiva
- tenacia e costanza
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Cultura a livello
universitario, orientata prevalentemente nelle discipline economiche o
umanistiche.
Per svolgere questo tipo di
attività a livelli medio-alti è indispensabile un’esperienza nel settore
marketing o vendite di almeno 2-3 anni.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: Quadro - Dirigente
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 62.000 Euro
AAAAA
AAAAA
4.3.4 Telesales Account Manager- Esperto
di vendite online
Definizione
Responsabile dei sevizi di
vendita telematica e dei relativi rapporti con la clientela.
Profilo
Si occupa progettare e
definire commercialmente azioni di e-commerce.
Gestisce il database dei
clienti.
Individua le carenze e
definisce le opportune soluzioni per un ottimale sistema di vendita telematica.
Definisce le migliori
strategie di vendita on-line rispetto al prodotto o servizio web.
Ha rapporti commerciali
diretti con gli istituti che gestiscono i sistemi di pagamento (carte di
credito, prepagate, ecc.) ed i fornitori (corrieri, servizi di spedizione,
ecc.)
Analizza attraverso i log,
le transazioni avvenute, il traffico dei visitatori del negozio virtuale e le
loro preferenze sui prodotti/servizi proposti.
Organizza i servizi di
assistenza online e offline per la clientela telematica.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- sistemi tecnici e
tecnologici inerenti l’e-commerce
- aspetti normativi, legali
e fiscali dell’e-commerce
- tecniche di vendita
- principi di marketing,
design e progettazione web
- metodi e servizi di
assistenza online alla clientela (CRM)
Caratteristiche professionali
- facoltà di analisi ed
osservazione
- intuitività
- spiccata attitudine ai
rapporti interpersonali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- tenacia e costanza
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Cultura universitaria
accompagnata da un background tecnologico di buon livello.
Corsi di formazione e di
specializzazione nell’ambito dell’e-commerce.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 20.600 - 36.200 Euro
AAAAA
Area Consulenza, Progettazione e Sviluppo
4.3.5 Art director
Definizione
Responsabile della
progettazione grafica e creativa di un sito web.
Profilo
Realizza il layout del
progetto, lo concorda e lo sottopone all'approvazione del cliente, quindi si
occupa di coordinare l'attività del reparto creativo convolgendo i soggetti
necessari allo sviluppo grafico e multimediale del sito (web designer, grafici
web, esperti del suono, di animazioni, ecc.).
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- grafica web
- software ed applicativi
grafici e multimediali
- tecnologie web
- tecniche di navigazione
- usabilità ed
accessibilità dei siti web
- problematiche di
visualizzazione dei siti
- internet marketing
Caratteristiche professionali
- senso artistico
- spiccate doti di
creatività e di buon gusto
- capacità di coordinamento
gestione di un gruppo di lavoro
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Generalmente la professione
dell’art director in ambito internet, viene svolta da chi ha alle spalle una
consolidata e qualificata esperienza come Web designer.
La formazione sul campo rappresenta, quindi, il requisito essenziale per svolgere questo tipo di attività.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 20.600 - 36.200 Euro
4.3.6 Content Manager-
Responsabile dei contenuti
La figura professionale dell'esperto in linguaggi &
tecnologie multimediali si focalizza sulla creazione di contenuti e sulla
composizione del palinsesto. Per questo motivo sono necessarie alcune
competenze specifiche, che sono alla base della selezione d'ingresso e della
formazione in itinere: competenze creative e di comunicazione e competenze
tecnologiche.L'esperto in linguaggi & tecnologie multimediali è in grado di
scegliere le modalità e gli strumenti di comunicazione più idonei per la
realizzazione di un prodotto o di un servizio, sapendo coordinare in modo
ottimale i diversi media.E’ di fatto il Responsabile
della progettazione e sviluppo dei contenuti di un sito web.
Stabilisce la linea
editoriale e le modalità di presentazione e fruibilità dei contenuti di un sito
web in conformità agli obiettivi di business e marketing che devono essere
raggiunti.
Definisce la mappa dei
contenuti del sito individuando le relative sezioni e sottosezioni in cui
presentarli.
Coordina e gestisce il team
delle figure professionali necessarie alla realizzazione del progetto:
redattori, fotografi digitali, operatori multimediali, traduttori, ecc.
Individua eventuali partner
per accrescere la qualità e la tipologia dei contenuti da proporre ai
visitatori del sito.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- lingua italiana
- lingua inglese e
possibilmente altre lingue
- capacità di scrittura,
sintesi e di “invenzione del linguaggio”
- tecniche di sviluppo dei
contenuti testuali di un sito
- tecniche di marketing e
comunicazione online
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- creatività e fantasia
- acuto spirito di
osservazione
- interesse alla ricerca di
nuovi linguaggi e forme di comunicazione
- individuazione ed analisi
delle nuove tendenze e mode
- questioni normative
inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto
dell’informazione
Caratteristiche professionali
- capacità di coordinamento
gestione di un gruppo di lavoro
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Laurea in Scienze della
Comunicazione o, in generale, in materie umanistiche o psico-sociologiche e,
preferibilmente, accompagnata da un Master o una specializzazione in
comunicazione e/o giornalismo.
Generalmente il ruolo di
responsabile dei contenuti rappresenta l’evoluzione del percorso
professionale di un
Redattore web o di un Copy-online e costituisce elemento preferenziale di selezione per le
aziende interessate a questo tipo di profilo.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 20.600 - 38.700 Euro
4.3.7 Database Administrator –DBA
Amministratore di database-
Definizione
Responsabile della gestione
del Database relativo a tutte le informazioni ed i dati aziendali che
confluiscono ed alimentano il sito Web.
Profilo
E' il gestore e lo
specialista delle banche dati.
Il suo compito è quello di
progettare l'organizzazione dei dati e delle informazioni che devono essere
utilizzate dagli utenti.
E’, quindi, un esperto
informatico capace di implementare delle specifiche risultanti dopo una
corretta analisi del problema e delle esigenze del cliente.
Ottimizza l'architettura
dei database, definisce i metodi di implementazione e d’ntegrazione con i
sistemi esistenti del cliente e realizza le funzionalità.
Possiede ottime conoscenze
dei pacchetti applicativi esistenti sul mercato dei linguaggi per la gestione,
creazione ed organizzazione dei dati ed esperienza nelle tecnologie di
database.
Tra le sue attività, è
previsto l’aggiornamento continuo delle risorse hardware e software impiegate
per garantire la corretta funzionalità ed integrità del database (installazione
nuove risorse hardware, installazione nuove versioni software, verifica dei
dati, ecc.).
Nello specifico ambito web,
si occupa della definizione, manutenzione e ottimizzazione di base dati
relazionali in ambiente Internet/Intranet sia per esigenze interne sia per
esigenze esterne, testando il database, coordinando ed attuando le eventuali
variazioni necessarie anche in termini di misure di sicurezza.
Provvede ad interfacciare
un database ad un sito web, si dedica, cioè, alla conoscenza/gestione degli
applicativi deputati alla raccolta dei dati sulla rete ed è responsabile delle
diverse fasi curandone l'implementazione.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- architettura hardware e
software
- sistemi operativi server
- database relazionali
- linguaggio Sql
- tecnologie e soluzioni
web
- tools di interfaccia web
Competenze specifiche
Nell’ambito di questo
settore si distinguono alcune professionalità precise:
• Data Warehouse
Administrator
Ruolo che rappresenta la
crescita professionale di un DBA. E’ il responsabile della progettazione del
database progettato in funzione delle azioni di reporting necessarie allo
sviluppo ed alla crescita dell’azienda.
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
- costanza e tenacia
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Diploma ad indirizzo
tecnico e/o laurea in discipline informatiche.
Importante la
partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle
necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.
L’esperienza diretta e
documentata nel settore, di durata almeno biennale, costituisce elemento
assolutamente preferenziale per la selezione dei candidati da parte delle aziende.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 26.000 - 38.700 Euro
Libero professionista
Tariffa media giornaliera:
360 - 520 Euro
4.3.8 E-business Consulting- Consulente
di soluzioni e-business
Definizione
Responsabile della
progettazione di soluzioni e-commerce o e-business.
Profilo
E’ il punto di riferimento
per le aziende che vogliono “sbarcare sul web”.
Può operare sia come
consulente interno all’azienda che esterno. Il suo compito principale è quello
di progettare soluzioni business ad hoc per il cliente in base alle
esigenze e caratteristiche aziendali.
Si occupa definire le
architetture funzionali più idonee a supportare servizi di e-commerce ovvero
analizza i sistemi di
vendita online e propone le aree di miglioramento con valutazioni di natura
tecnico/economiche.
Il suo intervento spazia
dall'analisi di mercato/competitive in ambito Internet ed e-commerce, alla
realizzazione di supporti analitici per le attività commerciali e di project
management.
Integra, gestendole, le
diverse competenze necessarie alla realizzazione della soluzione di e-commerce
o e-business dal punto di vista tecnico e commerciale.
Effettua specifiche analisi
di mercato, gestisce il budget, cura tutti gli aspetti della realizzazione del
prodotto/progetto.
Si occupa definire le
architetture funzionali più idonee a supportare servizi di e-commerce.
Analizza e tiene sotto
controllo lo sviluppo del commercio elettronico in Italia e nel mondo.
Ha un’approfondita
conoscenza dei prodotti software e dei servizi dedicati all’e-business.
Lavora a contatto diretto
con diversi settori aziendali, da quello creativo e tecnico a quello
organizzativo manageriale.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- architetture web per servizi
e supporti e-commerce
- tecniche di marketing e
comunicazione on e offline
- sistemi di pagamento
online
- sviluppo di servizi Web,
sia nel campo tecnico che in quello marketing e business
- questioni normative
inerenti il diritto informatico e le attività di e-commerce
Competenze specifiche
Nell’ambito di questo
settore si distinguono alcune professionalità precise:
• Change Manager
Figura professionale
utilizzata attualmente dalle grandi-medie aziende.
Il suo compito è quello di
analizzare le problematiche inerenti l'inserimento delle nuove tecnologie
all'interno del processo vitale di un'azienda nei suoi settori chiave ovvero
quello amministrativo, finanziario-gestionale e produttivo.
Si occupa anche di valutare
l'inserimento del settore e-commerce in aziende a carattere tradizionale.
• Esperto di m-business
Questa figura professionale
si occupa di progettare e sviluppare azioni di promozione per un progetto
business basato su tecnologia wireless.
Indispensabile la
conoscenza dei principali applicativi del settore oltre a capacità di analisi e
sviluppo di azioni di marketing destinate all'individuazione, analisi,
realizzazione e promozione di iniziative e-commerce destinate, in particolare,
alla tecnologia wap.
Caratteristiche professionali
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spirito d’iniziativa
- capacità analitiche
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Laurea in discipline giuridico-economiche
accompagnato da un Master (MBA) o da un corso di formazione altamente
specializzato nel settore e-commerce ed e-business.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: Quadro - Dirigente
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 77.500 Euro
4.3.10 Esperto video multimediale
Definizione
Responsabile
dell’ideazione, progettazione e produzione dei contenuti multimediali destinati
a un sito web.
Profilo
Partecipa alla
realizzazione delle componenti multimediali di applicazioni Internet/Intranet
sia per esigenze interne che esterne.
Realizza soluzioni
multimediali ad alto livello mediante tecnologie innovative sia in campo
hardware che software.
E’ in possesso di
conoscenze molto accurate ed approfondite inerenti diversi settori di
operatività, che, per loro natura, comportano continui aggiornamenti
professionali.
La creatività, deve essere
coniugata con la tecnica per associare gli elementi grafici con quelli
tecnologici al fine di realizzare un prodotto multimediale destinato ad
internet.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- tecnologie del suono e
video editing
- tecniche di compressione
del suono digitale
- servizi di produzione e
postproduzione video online
- apparecchiature HW
necessarie al montaggio e definizione di filmati
- applicazioni e soluzioni
multimediali
Caratteristiche professionali
- senso artistico nel
settore musica e video
- spiccate doti di fantasia
e creatività
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spirito d’iniziativa
- propensione alla formazione
continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Scuole ed istituti
professionali a base artistica caratterizzano la formazione di base di coloro
che svolgono questo tipo di attività.
A livello universitario, il
Dams rappresenta un’ottima risorsa per l’apprendimento e lo sviluppo delle
conoscenze culturali di base, di buon livello anche la preparazione specifica
offerta dalle più accreditate scuole ed accademie di fotografia, cinema e
video.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 2° livello - 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 31.000 Euro
Libero professionista
I compensi ovviamente
dipendono dal tipo di progetto.
A titolo di esempio per un
filmato multimediale, interattivo, comprensivo di audio, della durata di 3 minuti,
con materiale grafico, (video ed audio fornito dl cliente), un professionista
richiede 500 – 650 Euro.
4.3.11 Information Architect-
Esperto in architettura informativa
Definizione
Responsabile della
progettazione del sito dal punto di vista della navigazione.
Profilo
E’ una figura di primo
piano nell'ambito della progettualità di un prodotto web.
Ha il compito di progettare
e sviluppare percorsi di navigazione che consentano agli utenti di individuare
le informazioni ed i contenuti di un sito nel modo più rapido, semplice ed
intuitivo.
Traduce i modelli di
business e le specifiche per gli utenti in definizioni funzionali, oltre a
sviluppare le raccomandazioni per l'interfaccia di siti e applicazioni web.
Nelle fasi di sviluppo,
documentazione e controllo della qualità di soluzioni web, si occupa della
definizione delle funzionalità, della navigazione, dell'interattività,
dell'architettura, del data flow e dei test di usabilità del sito.
Controlla operativamente lo
stato di avanzamento dei lavori inerenti la realizzazione di un sito.
Si occupa di testare i siti
web sulle varie piattaforme e sistemi operativi utilizzando i diversi browser.
Provvede, tra l’altro, ad
indicare le opportune soluzioni da adottare in caso di problemi di
visualizzazione di un sito.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- progettazione di servizi
Web
- accessibilità ed usailità
dei siti web
- strumenti web necessari a
costruire un sito (HTML, DHTML, CGI, interfacce utente)
- internet marketing
- comunicazione web
- analisi human factors
- psicologia e sociologia
applicata ad internet
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
- costanza e tenacia
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Una laurea in psicologia,
filosofia o sociologia accompagnata da una solida e comprovata esperienza in
tecniche di progettazione di siti web, costituisce elemento preferenziale nel
reclutamento di questo profilo professionale. Appositi master, corsi di
formazione ed esperienze dirette di lavoro nel settore, rappresentano un surplus
che al momento, data la scarsa presenza sul mercato di esperti di usabilità
web, viene tenuto in altissima considerazione dalle aziende.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 25.800 Euro
Libero professionista
Compenso medio su base
giornaliera: 620 - 930 Euro
4.3.12 Internet Quality Assurance
Specialist -Esperto Internet Quality Assurance
Definizione
E’ responsabile nella
individuazione degli elementi positivi di un prodotto o servizio web e nella
correzione di quelli negativi con lo scopo di raggiungere l'obiettivo della
massima qualità.
Profilo
Ha la responsabilità di
tutte le fasi di definizione ed esecuzione dei test e di certificazione
prodotto.
Definisce i processi che
governano il ciclo di vita del software e degli applicativi destinati al web,
gli standard di comunicazione e la qualità di un sito web.
Il suo obiettivo è misurare
la qualità complessiva e rilevare le criticità di un prodotto/servizio web
svolgendo attività di debugging.
Tra le sue funzioni, anche
quella di predisporre la manualistica ed il testo delle eventuali certificazioni.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- normativa ISO 9000, eQM
2001, ISO/IEC 17799
- navigazione internet
- sistemi operativi
- strumenti e linguaggi web
necessari a costruire un sito (HTML, DHTML, CGI, interfacce utente)
- accessibilità ed
usabilità dei siti web
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- operatività in ambito
interdisciplinare
- costanza e tenacia
- facoltà di analisi ed
approfondimento delle problematiche
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Appositi corsi di
formazione ad alto livello organizzati da enti ed istituzioni riconosciute
preparano gli interessati a questo tipo di attività.
L’iter formativo dura
almeno 5 anni, suddiviso tra esperienze in aula e dirette.
La cultura a livello
universitario è un elemento preferenziale ma non necessario.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 33.600 Euro
Libero professionista
Compenso medio su base
giornaliera: 620 - 930 Euro
4.3.13 Web Designer
Rappresenta la figura
professionale mitica di Internet, sicuramente la più conosciuta. Si occupa di
progettare e realizzare, con spiccata creatività, l'interfaccia grafica di un
sito web che risponda alle necessità di comunicazione del cliente ed ai
principi standard della navigazione internet.
Profilo
Viene spesso confuso il suo
ruolo con quello di Webmaster e/o del Programmatore web
ma, in realtà, si tratta di tre profili ben
distinti che svolgono mansioni diverse.
E' un lavoro prettamente
creativo dove, comunque, sono richieste le fondamentali conoscenze tecniche
necessarie per la realizzazione di un sito (tools di sviluppo web e linguaggio
html).
La lentezza della rete non
offre, attualmente, molto spazio libero alla creatività di un web designer ed
infatti questa attività si basa sulla continua ricerca di giusto equilibrio tra
navigabilità del sito ed aspetto grafico.
Compromessi molto spesso
difficili da raggiungere e che rappresentano l'elemento fondamentale di
distinzione tra un un web designer dilettante ed un professionista.
La "pesantezza"
in byte delle immagini, l'incompatibilità, purtroppo sempre più evidente e
marcata, dei browser e dei sistemi operativi diversi, che non consentono la
medesima visualizzazione di un sito, sono problemi che quotidianamente devono
essere affrontati nello svolgimento dell’attività.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- grafica e arti visive
- grafica web
- software ed applicativi
grafici e multimediali
- tecnologie web
- tecniche di navigazione
- usabilità ed
accessibilità dei siti web
- problematiche di
visualizzazione dei siti
- internet marketing
Competenze specifiche
Nell’ambito di questo settore
si distinguono alcune professionalità precise:
• Grafico web -Web
Graphic Designer
Si occupa di creare
esclusivamente gli elementi grafici per siti web (banner, bottoni ed elementi
di navigazione, immagini, iconografia, ecc.)
.• Grafico multimediale -Multimedia
Web Designer
Si occupa di creare
animazioni sofisticate e di particolare impatto visivo con applicazioni come
Macromedia Shockwave, Director o Flash.
• Grafico siti wireless - Microdesigner
Nuovissima figura
professionale che si occupa di progettare graficamente siti per la diffusione
con tecnologia wireless (wap, palamari, ecc.)
Le tecniche di design dei
siti basati sul Wireless application protocol, necessitano di una
progettazione grafica totalmente opposta al tradizionale web design, in particolare
dal punto di vista dei sistemi di navigazione, che devono essere rapidi,
intuitivi ed interattivi.
Caratteristiche professionali
- senso artistico
- spiccate doti di fantasia
e creatività
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spirito d’iniziativa
- costanza e tenacia
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Una formazione culturale di
tipo artistico (liceo artistico, istituti professionale ad indirizzo grafico,
diploma universitario dell’Accademia delle Belle Arti, Scuole Superiori
artistiche, ecc.) associata alle
indispensabili conoscenze tecniche e tecnologiche circa l’utilizzo degli
applicativi e dei software grafici (in particolare in ambiente Macintosh)
rappresenta il requisito essenziale richiesto ai candidati dalle aziende più
qualificate del settore.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 2° livello - 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 28.500 Euro
Libero professionista
I prezzi sul mercato sono
molto diversificati, questo dipende dall’enorme concorrenza che caratterizza il
settore, spesso alimentato da soggetti provvisti di scarse e dubbie competenze
in materia.
Per lo studio
dell’immagine, la progettazione e la realizzazione del layout di un sito web di
piccole
dimensioni (10 pagine)
generalmente, un buon professionista, richiede compensi sull’ordine dei 1000
–2000 Euro.
Il costo oscilla in
funzione del livello di dinamicità e delle caratteristiche grafiche del sito
(inserimento animazioni flash, trattamento particolare delle immagini,
ideazione e realizzazione di icone personalizzate, ecc.)
4.3.14 Web Product Manager-
Responsabile di produzione
Definizione
Responsabile dell’area di
progettazione, sviluppo e realizzazione di un sito web.
Profilo
Il suo ruolo è paragonabile
a quello di un direttore di orchestra.
Si occupa di coordinare i
soggetti professionali interessati alla progettazione e sviluppo del sito:
designer, programmatori,
redattori di contenuti, ecc.
Controlla tutte le fase
tecniche della realizzazione del sito al fine di arrivare a stabilire la
massima qualità, in un'ottica di marketing e redditività.
Individua i contatti di
partnership necessari allo sviluppo dei contenuti e dell’immagine del sito.
L’evoluzione professionale
del Responsabile di Produzione si identifica, generalmente, nella figura del
Capo Progetto
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- strumenti necessari a
costruire un progetto internet
- tecniche di marketing e
comunicazione on e offline
- progettazione tecnica,
grafica ed editoriale di siti web
Caratteristiche professionali
- operatività in ambito
interdisciplinare
- capacità di coordinamento
gestione di un gruppo di lavoro multisettoriale
- spiccata attitudine ai
rapporti interpersonali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Laurea in discipline
economiche, scientifiche o umanistiche accompagnate, possibilmente, da un
Master ad indirizzo business o marketing.
Indispensabile un background
formativo sugli aspetti tecnici e tecnologici di internet, ottenibile
attraverso corsi di formazione e specializzazione.
Una comprovata esperienza
nel settore marketing e/o commerciale in aziende internet oriented,
rappresenta un elemento preferenziale per la selezione dei candidati
interessati a ricoprire questo ruolo.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro - Dirigente
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 62.000 Euro
4.3.15 Web programmer-
Programmatore web-
Sviluppatore specializzato
in area Internet.
Profilo
Si occupa dello sviluppo di
pagine e di soluzioni web basate su tecnologie e linguaggi come HTML, Visual
Basic Scripting, Java, XML, C++, ActiveX e ASP, in un’ottica di piena
funzionalità del sito.
ll suo compito, quindi, è
quello di individuare e sviluppare soluzioni tecniche ed applicativi per lo
sviluppo di siti web e per la relativa manutenzione.
Generalmente è
specializzato in uno o più determinati linguaggi (es. Java, C++, Visual Basic,
ecc.).
Il suo obiettivo è
raggiungere il massimo livello di interagibilità azienda-utente in base alle
caratteristiche ed esigenze del sito.
Opera in stretta
collaborazione con il settore design, occupandosi di tradurre tecnicamente il
layout di un sito web realizzato dal grafico web.
Si occupa di implementare
ed interfacciare sul web gli applicativi per l’e-commerce ed i relativi sitemi
di pagamento oltre ai tools di gestione per servizi interattivi come form
online, chat, forum, mailing list, ecc., progettando e sviluppando i componenti
di interfaccia utente.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- HTML standard e
programmazione linguaggi Internet (es: ASP, Javascript, Java applet, cgi-bin,
vb script, perl, php3, ms sql, mysql)
- sistemi operativi
- tecnologie e soluzioni
web
- tools di sviluppo web
- interfacciamento e
crazione database
- soluzioni e sistemi di
navigazione
- tecniche di navigazione
- usabilità ed
accessibilità dei siti web
- problematiche di
visualizzazione dei siti
Competenze specifiche
• Programmatore -
Sviluppatore wap
E' la figura che si occupa
della creazione e sviluppo di un sito wap dal punto di vista tecnico. Il suo
compito è quello di sviluppare soluzioni tecniche per lo sviluppo di nuovi siti
wap e per la relativa manutenzione. Ottima conoscenza della tecnologia
wireless.
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
- costanza e tenacia
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Diploma ad indirizzo
tecnico e/o laurea in discipline informatiche. Importante la partecipazione a
corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle necessarie
competenze per lo svolgimento di questa attività.
L’esperienza diretta nel
settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da
parte delle aziende.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 2° livello - 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 38.700 Euro
Libero professionista
Compenso medio su base
giornaliera: 420 - 520 Euro
4.3.16 WebProject Manager-
Capo Progetto-
Definizione
Responsabile nell'ambito
della progettualità di un prodotto o servizio internet di particolare rilevanza
e complessità.
Profilo
Partendo dalla strategia
complessiva del progetto, gestisce il team ed il rapporto con il cliente e
verifica la qualità del risultato ottenuto secondo gli obiettivi temporali ed
economici prefissati.
Esegue i necessari studi di
fattibilità inerenti le soluzioni tecnologiche ed informatiche, valutando e
stimando i tempi ed i costi di realizzazione, gestendo in prima persona il
budget.
In fase di elaborazione del
progetto rappresenta il punto di contatto tra l'area design e produzione e
quella business e marketing.
Identifica le risorse
necessarie, organizza il team di lavoro e controlla operativamente lo stato di
avanzamento dei lavori, assumendo il ruolo di supervisore delle varie proposte
e delle specifiche che vengono stilate per ogni progetto da parte dei
collaboratori.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- strumenti necessari a
costruire un progetto internet
- tecniche di marketing e
comunicazione on e off line
- sviluppo di servizi Web e
multicanale, sia nel campo tecnico che in quello della consulenza
- strategie di
programmazione e controllo dei tempi delle attività e delle risorse finanziarie
destinate ad un progetto.
Caratteristiche professionali
- operatività in ambito
interdisciplinare
- capacità di coordinamento
gestione di un gruppo di lavoro multisettoriale
- spiccata attitudine ai
rapporti interpersonali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Laurea in discipline
economiche o scientifiche accompagnato da un Master (MBA) o da un corso di
formazione altamente specializzato in tecniche di project management.
Generalmente chi svolge
questo tipo di attività ha alle spalle una solida esperienza come Responsabile
di Produzione.
La massima qualifica in ambito formativo è la certificazione PMP, rilasciata dal Project Management Institute che ha sede negli States e che viene concessa ai più esperti professionisti del settore.
Institute che ha sede negli
States e che viene concessa ai più esperti professionisti del settore.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: Quadro - Dirigente
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 77.500 Euro
Libero professionista
Compenso medio su base
giornaliera: 900 -1.000 Euro
Area Conduzione e Gestione
4.3.17 Channel Manager-
Responsabile di canale
Definizione
Responsabile
dell’organizzazione e gestione dell’informazione di un determinato canale.
Profilo
Figura che opera
prevalentemente all'interno dei portali.
Pianifica la produzione
degli articoli, definisce stile e caratteristiche delle notizie, coordina la
redazione per quanto attiene la produzione informativa settimanale e le
inziative speciali. Tra i suoi compiti: monitorare il comportamento della
concorrenza, creare e sviluppare una rete di relazioni con soggetti legati ai temi
della redazione di appartenenza, identificare potenziali partner con i quali
definire anche eventuali accordi e stipulare dei contratti ed, inoltre, ideare
modalità di comunicazione tendenti ad aumentare l'audience del proprio canale.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- lingua italiana
- lingua inglese e
possibilmente altre lingue
- tecniche di giornalismo
online
- tecniche di sviluppo dei
contenuti testuali di un sito
- tecniche di marketing e
comunicazione online
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- questioni normative
inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto
dell’informazione
Caratteristiche professionali
- capacità di coordinamento
gestione di un gruppo di lavoro
- capacità di individuazione
e rapida soluzione dei problemi
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Laurea in Scienze della
Comunicazione o, in generale, in materie umanistiche e letterarie e,
preferibilmente, accompagnata da un Master o una specializzazione in
giornalismo e/o comunicazione.
Generalmente il ruolo di
responsabile di canale rappresenta l’evoluzione del percorso professionale di
un Redattore web e l’esperienza in questo ambito costituisce elemento
preferenziale di selezione per le aziende interssate a questo tipo di profilo.
Dipendente
Inquadramento: 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 20.600 - 33.600 Euro
4.3.18 Community Manager- Responsabile
di comunità
Definizione
Responsabile della gestione
e del coordinamento di una comunità online.
Profilo
Opera a diretto contatto
con il pubblico di un sito.
Il suo ruolo è quello di
aggregare gli utenti e stimolarli a partecipare attivamente alla dicussione ed
approfondimento di determinate tematiche "mantenendo viva" la
comunità online.
Le azioni e le tecniche di
animazione interattiva che consentono di raccogliere l'interesse degli iscritti
vengono svolte attraverso chat, video chat, mailing list, forum, ecc.
E' indispensabile, quindi,
per il responsabile di comunità possedere ottime e specifiche competenze su
determinati settori e argomenti.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- tecniche di comunicazione
e P.R. on-line
- sistemi di costumer care
service
- psicologia e sociologia
applicata ad internet
- questioni normative
inerenti il diritto informatico ed in particolare la privacy
Caratteristiche professionali
- elevata comunicazione
interpersonale
- ottima dialettica
- tenacia e costanza
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- fantasia e creatività
- spiccata intuitività
Formazione professionale
Indispensabile una cultura
a livello universitario accompaganata da una comprovata ed approfondita
conoscenza su uno o più specifici argomenti, dicipline o materie.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 28.500 Euro
4.3.19 Content editor-
Redattore web-
Definizione
Responsabile della
redazione di contenuti testuali per il web.
Profilo
E’ la figura essenziale
nella realizzazione di un contenuto ipertestuale. Opera in diversi ambienti:
giornalistici, commerciali, editoriali, ecc.
Il suo compito è quello di
redigere ed aggiornare i contenuti testuali adattandosi ai diversi stili ed
obiettivi di comunicazione richiesti dalla natura stessa del sito.
Elabora titoli e didascalie
per le immagini ed il sommario del sito. Provvede all’acquisizione,
sistematizzazione, aggiornamento e modalità di fruibilità dei contenuti
testuali in base alla struttura di navigazione del sito.
Seleziona e riadatta gli
articoli e le news individuate su internet o pervenute dalle agenzie stampa o
da terzi autori.
Progetta, organizza ed
implementa il contenuto per le rubriche.
Provvede ad individuare,
recensire i link dei siti più interessanti da segnalare ai lettori.
Si occupa della
realizzazione di newsletter o mailing list destinate a fidelizzare il rapporto
con i visitatori del sito.
Competenze professionali di base
- lingua italiana
- lingua inglese e possibilmente
altre lingue
- tecniche di giornalismo
online
- programmi di word
processing
- nozioni fondamentali del
linguaggio html
- tecniche di sviluppo dei
contenuti testuali di un sito
- tecniche di marketing e
comunicazione online
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- questioni normative
inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto
dell’informazione
Competenze specifiche
Nell’ambito di questo
settore si distinguono alcune professionalità precise:
• Redattore tecnico -
Technical writer
E’ la figura professionale
che si occupa di redigere in un linguaggio comprensibile e divulgativo articoli
informativi e testi tecnici destinati agli utenti finali come supporto ad un
prodotto o servizio web (es. le faq tecniche di un sito, ecc.).
Si occupa, inoltre, della
scelta delle illustrazioni che dovranno accompagnare la descrizione delle varie
fasi di utilizzo del prodotto e/o servizio.
Ha una formazione,
prevalentemente, tecnica e tecnologica oltre ad un’ottima conoscenza della
lingua italiana e di quella inglese.
Caratteristiche professionali
- capacità di scrittura e
sintesi
- creatività e fantasia
- acuto spirito di
osservazione
- interesse alla ricerca di
nuovi linguaggi e forme di comunicazione
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Laurea in Scienze della
Comunicazione o, in generale, in materie umanistiche e letterarie e,
preferibilmente, accompagnata da un Master o una specializzazione in
giornalismo e/o comunicazione.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 2° livello - 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 28.500 Euro
Libero professionista
25,7 - 103 Euro a cartella
(30 righe per 60 battute)
4.3.20 Dataminer- Archivista
web
Definizione
Responsabile della ricerca
e classificazione di notizie e materiale informativo presente sul web.
Profilo
Si occupa di ricercare su
internet: testi, dati, informazioni, immagini e suoni.
Le fonti delle sue ricerche
sono le più svariate: newsgroup, siti web, chat, newsletter, ecc.
E’ in grado di accertare
l'autenticità delle varie fonti in modo da selezionare e filtrare l'immensa
quantità di informazioni disponibili in rete.
Ultimamente questa figura
professionale viene richiesta dalle aziende con lo scopo e l’obiettivo di
individuare i siti internet della concorrenza e le relative strategie di
comunicazione telematica.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- tecniche di ricerca su
Internet
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- programmi per la gestione
dei data base
- lingua inglese
(perferibilmente anche altre lingue straniere)
Competenze specifiche
Nell’ambito di questo
settore si distinguono alcune professionalità precise:
• Infobroker
Generalmente opera come
free-lance. Specializzato in uno o più argomenti e tematiche si occupa di
ricercare informazioni attraverso internet inerenti campi, settori e discipline
specifiche sulle quali possiede una comprovata ed approfondita conoscenza.
Le notizie raccolte vengono inoltrate al cliente nella forma più opportuna: rapporti accompagnati da grafici, riassunti, eventuali traduzioni, ecc.
• Web surfer
Opera nei portali e si
occupa di selezionare ed individuare siti web inerenti determinati argomenti o
settori.
Caratteristiche professionali
- capacità di giudizio ed
analisi
- capacità di
organizzazione del lavoro
- acuto spirito di
osservazione
- tenacia e costanza
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spiccata intuitività
- capacità di sintesi
Formazione professionale
Non sono necessari titoli
di studi specifici ma è indispensabile un ottimo livello di cultura generale e
la necessaria competenza nell’utilizzo di programmi database e dei software per
la navigazione e la ricerca dei dati su Internet.
Deve possedere una buona
conoscenza delle lingua inglese e, possibilmente di altre lingue straniere.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 2° livello - 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 23.200 Euro
Libero professionista
I compensi per le
prestazioni sono determinati dal tipo e dal valore di mercato delle
informazioni che devono essere individuate in rete.
Ad esempio, in caso di
ricerche standard di natura commerciale e aziendale, i prezzi, per ogni sito
segnalato, possono variare da 5,20 a 31 Euro.
4.3.21 Operatore di web call center
Definizione
Risponde, via internet, su
tutte le problematiche, le informazioni e le richieste di clienti acquisiti e/o
potenziali.
Profilo
E' il primo front line verso
il navigatore.
Il servizio viene
generalmente attivato nei siti di e-commerce al fine di consentire all’utente
di ottenere in tempo reale informazioni su prodotti e/o servizi a cui è
potenzialmente interessato.
L’operatore deve essere
grado di fornire informazioni e consigli che facilitino le scelte d'acquisto dell'utente,
offrendo eventuali allegati di approfondimento sui prodotti/servizi offerti e
consigli utili alla navigazione del sito.
L’operatore di web call
center ha il compito di acquisire e fidelizzare i clienti attraverso diversi
sistemi e-mail, chat privata, servizi vocali, messaggeria (one to one)
oppure newsgroup e forum (many to many).
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- sistemi di navigazione
internet
- servizi e supporti
e-commerce
- tecniche di marketing e
comunicazione
- sistemi di pagamento
online
Competenze specifiche
Nell’ambito di questo
settore si distinguono alcune professionalità precise:
• Operatore Internet Help
desk
Si occupa della fornitura
di assistenza, prevalentemente tecnica, agli utenti quali i clienti di una
azienda. Gli ambiti di
operatività possono essere diversi: servizi internet, telefonici, software,
hardware. Presta il suo supporto alla clientela, via internet ed è richiesta la
disponibilità per attività gestite con turni per sette giorni lavorativi a settimana.
Possiede approfondite conoscenze sugli aspetti tecnici del servizio di
fornitura di assistenza online di cui è responsabile.
Caratteristiche professionali
- dialettica fluente
- ottima conoscenza della
lingua italiana
- capacità di esposizione e
sintesi..
- accentuata capacità
comunicativa
- spiccata attitudine ai
rapporti interpersonali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
Formazione professionale
Non sono necessari titoli
di studi specifici, ma è indispensabile un ottimo livello di cultura generale e
la necessaria competenza nell’utilizzo di di Internet, dei programmi database e
dei software operativi prevalentemente utilizzati nel settore CRM.
Deve, inoltre, possedere
una buona conoscenza delle lingua inglese.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 2° livello - 1° livello
Retribuzione media
annuale lorda: 18.000 - 25.800 Euro
4.3.22 Webmaster
Definizione
Con questo termine di
identifica il responsabile della gestione tecnica del sito web.
E’ necessario, comunque, tenere presente che secondo l’associazione internazionale IWA (http://www.iwa-italy.org) il webmaster non corrisponde ad una figura professionale bensì ad un raggruppamento di figure professionali che operano in ambito web.
Profilo
E' la figura professionale
che deve occuparsi quotidianamente di tutte le problematiche attinenti la
gestione tecnica di un sito e del relativo server.
Cura gli aspetti
tecnologici, gestisce i team di specialisti. Si occupa dell'architettura
tecnologica, del backup, del supporto agli utenti, stabilisce gli strumenti per
la redazione del web, verifica che le informazioni sul sito siano aggiornate.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- sistemi operativi
(Unix/linux, Windows NT/2000, ecc.)
- sviluppo applicativo e
gestione di progetti in ambiente Web
- HTML standard e linguaggi
Internet (es: ASP, Javascript, Java applet, cgi-bin, vb script, perl, php3, ms
sql, mysql)
- problematiche di
networking
- protocolli di
comunicazione
- sicurezza dei sistemi
- installazione e gestione
dei servizi Internet
- soluzioni e sistemi di
navigazione
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- capacità di
organizzazione del lavoro
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Diploma ad indirizzo
tecnico e/o laurea in discipline informatiche.
Importante la
partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle
necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.
L’esperienza diretta nel
settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da
parte delle aziende.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media annuale
lorda: 23.200 - 38.700 Euro
4.3.23 Web site Manager- Responsabile di sito
web
Definizione
Responsabile
dell’organizzazione e del funzionamento di un sito web.
Profilo
Si occupa
dell’organizzazione e gestione delle attività professionali necessarie al
mantenimento di un sito web.
Coordina il team dei
collaboratori, provvede ad organizzare le attività di lavoro.
Seleziona il personale e
presta particolare attenzione all’aspetto del costumer care service.
Analizza e controlla
quotidianamente i dati relativi al traffico del sito e progetta azioni di
marketing in linea con le direttive dell’Internet CEO al quale risponde direttamente.
Rappresenta l’azienda in occasione di convegni, manifestazioni e fiere di settore.
E’ il punto di riferimento
per la stampa ed il mondo dell’informazione e svolge le necessarie attività di
P.R.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- internet e dei sistemi e
tecniche di navigazione web
- tecnologie web
- tecniche di marketing,
comunicazione e P.R. on e off line
- sistemi di costumer care
service
- questioni normative
inerenti il diritto informatico, lavoro telematico e contrattualistica
Caratteristiche professionali
- operatività in ambito
interdisciplinare
- capacità di coordinamento
gestione di un gruppo di lavoro multisettoriale
- spiccata attitudine ai
rapporti interpersonali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- spirito d’iniziativa
Formazione professionale
Preferibile una laurea in
discipline economiche o umanistiche. Necessario un background tecnologico di
una certa consistenza ottenibile attraverso corsi di formazione professionale ad
hoc. Questa attività rappresenta l’evoluzione professionale per profili in
possesso di una consolidata esperienza e provenienti dal settore della conduzione
e gestione, in particolare dell’area product management.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 38.700 Euro
AAAAA
Area System, Networking
e Security Administration
4.3.24 Network Administrator- Amministratore di rete
Definizione
Responsabile della
progettazione, configurazione, ottimizzazione e gestione di reti LAN, WAN e del
network internet.
Profilo
Conosce a fondo i sistemi e
le problematiche connesse alle telecomunicazioni, ovvero i protocolli, i
dispositivi di comunicazione, le architetture tipiche dei sistemi informativi.
Analizza i problemi che
possono creare disturbi al corretto funzionamento della rete, difende il
sistema da accessi indesiderati, si occupa di prevenire eventuali blackout e
cura gli aspetti fondamentali inerenti la sicurezza delle comunicazioni.
E’ quindi il diretto
responsabile delle problematiche e degli aspetti connessi al networking ed alla
sicurezza, compito molto delicato visto che, spesso, si occupa di organizzare
la raccolta di eventuali transizioni economico-finanziarie oltre che delle
banche dati contenenti dati sensibili.
Competenze professionali di base
- protocolli di
comunicazione
- funzionalita' di routing
- sistemi operativi
(Unix/linux, Windows NT/2000, ecc.)
- problematiche di
networking
- sicurezza delle
comunicazioni
- linguaggi di
programmazione
Competenze specifiche
• Specialista di
architettura di rete internet-oriented -Internetworking specialist
Si occupa, in maniera
specifica, della progettazione, gestione e manutenzione delle reti
internet/intranet.
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- capacità di
organizzazione del lavoro
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Diploma ad indirizzo
tecnico e/o laurea in discipline informatiche. Importante la partecipazione a
corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle necessarie
competenze per lo svolgimento di questa attività.
L’esperienza diretta nel
settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da
parte delle aziende.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 38.700 Euro
Libero professionista
Compenso medio su base
giornaliera: 570 -725 Euro
4.3.25 System Administrator- Amministratore di sistema
Definizione
Responsabile del
funzionamento e delle prestazioni di server e applicativi.
Profilo
Si occupa
dell’installazione, manutenzione, gestione ed ottimizzazione dei server,
dell’hardware e del software.
Risolve i problemi e adegua
alle diverse necessità la tecnologia informatica dell'azienda.
Questa figura
professionale, viene spesso confusa con quella del programmatore, attività che
in realtà svolge occasionalmente ma che conosce perfettamente ed è in grado di
amministrare grazie anche alle elevate conoscenze dell'hardware ovvero della
macchina e delle principali applicazioni che su di essa sono state adottate.
Tra le sue responsabilità
quelle di intervenire in caso di problemi al sistema adottando le decisioni più
opportune, fornire consulenza ai programmatori che sviluppano software per le
macchine del sistema ed occuparsi, in molti casi, dell'intera gestione
dell'architettura del sistema anche dal punto di vista dei collegamenti con
periferiche e computer .
Si occupa della sicurezza
del sistema implementando le opportune procedure di disaster recovery.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di:
- sistemi operativi
(Unix/linux, Windows NT/2000, ecc.)
- soluzioni hardware
- sviluppo applicativo e
gestione di progetti in ambiente Web
- problematiche di
networking
- protocolli di
comunicazione
- sicurezza dei sistemi
- installazione e gestione
dei servizi Internet
- linguaggi di
programmazione
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- capacità di
organizzazione del lavoro
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Diploma ad indirizzo
tecnico e/o laurea in discipline informatiche.
Consigliabile la
partecipazione a corsi di formazione professionale per l’apprendimento delle
necessarie competenze per lo svolgimento di questa attività.
L’esperienza diretta nel
settore costituisce elemento preferenziale per la selezione dei candidati da
parte delle aziende.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 25.800 - 41.300 Euro
Libero professionista
Compenso medio su base
giornaliera: 465 -620 Euro
4.3.26 Security Manager- Esperto in security
Definizione
Responsabile della gestione
delle problematiche di sicurezza (fisica e logica) legate al sito, alla rete e
all'e-commerce.
Profilo
Il suo compito è quello di
implementare, applicare ed aggiornare in una rete aziendale le opportune misure
di sicurezza da attacchi di pirateria informatica e di virus che possono creare
danni e problemi enormi.
Collabora alla stesura e al
controllo della corretta implementazione delle politiche di sicurezza sia
interne che esterne.
Esegue audit periodici
sulla bontà delle soluzioni di sicurezza adottate su sistemi, applicativi e
sulla rete, individuando i bug e difetti nelle varie applicazioni web, le più
pericolose in caso di attacco da internet.
Controlla le fonti
d'informazione accreditate riguardo alle notizie di nuove vulnerabilità dei
sistemi, applicativi e rete.
Analizza il log dei
sistemi, applicativi e apparati di rete relativamente alle possibili violazioni
della sicurezza.
Controlla la correttezza e
regolarità di utilizzo delle password di accesso da parte degli utenti.
Si occupa, quindi, di
redigere il piano di sicurezza in considerazione sia degli eventuali danni
tecnologici che aziendali ovvero definisce, dopo una dettagliata analisi di
tutti i rischi, quali misure adottare per prevenire ed eventualmente fare
fronte ai problemi derivanti da un black out del sistema.
Competenze professionali di base
Ottime conoscenze di
- sistemi
operativi(unix/linux, win NT/2000 server)
- protocolli di
comunicazione
- problematiche di networking
- sicurezza delle
comunicazioni
- installazione e gestione
dei servizi Internet
- linguaggi di
programmazione
Competenze specifiche
• Hacker
Rivalutazione al 100% di
questa figura leggendaria della rete il cui nome adesso è associato ad
un’attività di altissimo livello professionale: l'hacker infatti ha un suo
ruolo specifico all'interno delle realtà aziendali occupandosi di testare la
security dei sistemi mediante security probe ovvero attacchi autorizzati
dall'azienda cliente.
Caratteristiche professionali
- capacità di
individuazione e rapida soluzione dei problemi
- capacità di
organizzazione del lavoro
- attitudine ai rapporti
interpersonali
- spirito d’iniziativa
- propensione alla
formazione continua ed all’aggiornamento professionale
Formazione professionale
Diploma ad indirizzo
tecnico e/o laurea in discipline informatiche. L’esperienza di amministratore
di reti o di sistema costituisce un requisito preferenziale per la scelta dei
candidati da parte delle aziende.
Compensi
Dipendente
Inquadramento: 1° livello - Quadro
Retribuzione media
annuale lorda: 23.200 - 46.500 Euro
Libero professionista
Compenso medio su base
giornaliera: 775 - 1.240 Euro
AAAAA
Professioni internet
oriented
4.3.27 Chief Executive
Officier- Internet CEO
Amministratore delegato di
una Net Company.
Profilo
L’internet CEO rappresenta
la figura professionale più importante all’interno di una net company.
Praticamente è il Capo. E
come tale ha a suo carico oneri e onori. Il suo compito fondamentale è quello
di identificare le risorse finanziare, definire i budget e coordinare uno staff
il cui funzionamento è fondamentale per il successo dell’azienda.
Si occupa, inltre dei
programmi di comunicazione interna, dello sviluppo delle vendite e del sito
oltre che a delineare l’indirizzo delle azioni di marketing e di comunicazione.
E’ nominato e risponde
direttamente alla comunità degli investitori e/o alla proprietà dell’azienda.
Rispetto ai modelli di
comportamento aziendale della old economy, l’Internet CEO deve possedere una
mentalità elastica ed aperta ai continui cambiamenti di rotta, ovvero di
strategia aziendale che vengono imposti dai ritmi frenetici della new economy.
Compensi
E’ un profilo,
generalmente, inquadrato con contratto di collaborazione coordinata e
continuativa o come dipendente con qualifica di dirigente.
AAAAA
4.3.28 Direttore amm.ne, finanza e controllo CFO-Chief Financial
Officier
E’ il responsabile della
gestione aziendale di una dot.com.
Profilo
Si occupa della gestione
dei flussi di costi e ricavi e della redazione di un valido business plan da
presentare agli azionisti oltre che delle operazioni straordinarie inerenti la
raccolta di capitali.
La necessità di un diverso
approccio nei confronti di attività come l’investimento di capitale e i tassi
di ritorno rispetto ai tradizionali settori dell’economia richiedono al CFO internet
oriented particolari competenze nei modelli di business e nell’impiego
delle tecnologie internet al fine di contribuire alle azioni di creazione di
valore ed alla crescita aziendale.
Compensi
E’ un profilo,
generalmente, inquadrato con contratto di collaborazione coordinata e continuativa
o come dipendente con qualifica di dirigente.
AAAAA
4.3.29 Consulente in diritto informatico
Definizione
Consulente legale in
materie giuridiche legate all’informatica ed alla telematica.
Profilo
Utilizza strumenti
informatici a 360 gradi. Fornisce servizi legali inerenti il settore telematico
ed informatico: si occupa di contratti di licenza, diritto d’autore, consulenze
di e-commerce, sicurezza informatica telematica, marchi e domain names, ovvero
di tutti i problemi giuridici collegati ad internet.
Retribuzione
E’ un libero
professionista; pertanto per le sue consulenze applica le tariffe professionali
stabilite dall’Ordine degli Avvocati.
4.3.30 Docente ed esperto in formazione
Definizione
Si occupa di formazione
nell’ambito delle nuove tecnologie.
Profilo
Figura professionale che
provvede a formare gli utenti all'utilizzo di Internet nei suoi diversi
aspetti,
servizi e livelli.
Ha un’ottima preparazione
tecnica associata alle caratteristiche professionali del formatore.
E’ una figura fondamentale
sia per l'alfabetizzazione telematica che per la formazione continua specifica,
necessaria a chi opera professionalmente con internet .
L’attività di formazione
viene svolta nelle diverse aree di specializzazione previste dai diversi
settori (marketing, tecnico, ecc.); di conseguenza; chi svolge questo tipo di
professione, è in possesso di approfondite conoscenze delle diverse discipline
unite ad ottime capacità di insegnamento ed utilizzo delle metodologie di
apprendimento e formazione.
Competenze specifiche
• Formatore a distanza -E-learnigtutor
Nel mondo della formazione rappresenta uno dei profili più ricercati.
Attraverso gli strumenti
telematici ed informatici si occupa di fornire attività di formazione nei
confronti di uno o più
soggetti.
Oltre, quindi, alle
conoscenze relative alle materie oggetto della formazione, questa figura deve
possedere una padronanza assoluta dei mezzi telematici ed informatici ed
un’adeguata preparazione circa le tecniche professionali di formazione a
distanza.
• Responsabile della
formazione -Education Manager
E’ il responsabile dei processi di formazione ed aggiornamento professionale nell'ambito aziendale.
Si occupa di progettare ed
impostare percorsi di formazione ad hoc in grado di fare fronte alle
complesse esigenze formative espresse dalle aziende. Deve occuparsi di
selezionare i docenti per i corsi di formazione, individuare i materiali di
supporto al training, organizzare logisticamente gli eventi formativi oltre ad
analizzare i bisogni informativi dei clienti e monitorare le richieste di
formazione del mercato.
• Specialista di supporto
tecnico -Technical supporter
E' il punto di contatto tra
le aziende ed i clienti, infatti ha il compito di recepire le problematiche e
necessità informatiche di un cliente in modo da potere proporre soluzioni
hardware e software opportune, di supportarlo sia telefonicamente che
direttamente in azienda, aiutandolo a risolvere tutti i problemi operativi che
dovessero presentarsi anche attraverso corsi di formazione ad hoc e
supporti didattici.
Retribuzione
Generalmente opera come
libero professionista. I compensi, in media, partono da un minimo di 465 Euro a
giornata di docenza fino ad un massimo di 850 per i profili più qualificati.
4.3.31 Esperto in e-banking
Definizione
Responsabile del settore
e-banking di un istituto bancario.
Profilo
E’ la figura di riferimento
del settore online del sistema bancario. Il suo compito è quello digestire,
sviluppare e coordinare le iniziative di e-banking.
Progetta quindi i nuovi
servizi e ne verifica la fattibilità operativa e verifica l’ottimizazzione dei
costi in termini di redditività. Interagisce con il responsabile del Centro
Elaborazione Dati. E’ il punto di riferimento per la clientela circa l’utilizzo
del software home-bangking e l’interfacciamento degli applicativi per i sistemi
di pagamento con carta di credito per i siti e-commerce.
Si occupa, inoltre, delle
problematiche inerenti il marketing, la promozione ed il costumer care service
del settore.
Retribuzione
E’ un dipendente bancario
pertanto l’inquadramento e la retribuzione vengono stabiliti sulla base del
relativo contratto di lavoro del settore.
4.3.32 Fotografo digitale
Definizione
Si occupa delle
realizzazioni fotografiche in formato digitale.
Profilo
Opera in diversi ambiti del
web, da quello pubblicitario a quello editoriale, fornendo e realizzando
materiale fotografico in formato digitale da pubblicare online e/o trasmettere
in rete in tempo reale. E’ necessario avere specifiche competenze sulle
tecniche fotografiche. Indispensabili ottime conoscenze sulle tecnologie di
internet e sulle tecniche di lavoro di ritocco e manipolazione dell'immagine.
Compensi
Svolge la sua attività come
libero professionista e quindi applica le tariffe previste dalla categoria
professionale dei Fotografi.
4.3.33 Sound editor- Esperto realizzazioni sonore
Definizione
Si occupa delle
realizzazioni sonore in ambito web.
Profilo
Si avvicina a questo tipo
di professione chi ha alle spalle una formazione culturale di tipo
artistico-musicale (conservatori e scuole di specializzazione in musica) unita
ad un’ottima conoscenza e formazione circa gli strumenti e gli applicativi
hardware e software necessari per l’elaborazione dei prodotti musicali
digitali.
Prevalentemente il compito
di questo profilo è quello di selezionare ed adattare tecnicamente i testi
musicali alla diffusione sui mezzi telematici. Si occupa, cioè, di mixare ed
editare i suoni per le registrazioni di musica commerciale. Spesso, però,
l’esperto di realizzazioni sonore, compone
autonomamente interventi,
sottofondi e sigle musicali originali.
Ha un’ottima conoscenza
degli applicativi e del software di digitalizzazione musicale tecnologie e
delle soluzioni web e dei tools sonori di interfaccia web.
Compensi
Opera come freelance
pertanto i compensi vengono definiti sulla base del progetto musicale da
realizzare. A titolo di esempio, un sottofondo musicale per la home page
(generalmente a comando Flash) di un sito web ha dei costi medi che variano dai
75 Euro ad oltre i 520 Euro; il prezzo è
determinato da diverse
variabili: durata del brano, qualità del suono e, naturalmente livello di
creatività del compositore.
4.3.34 Traduttore online
Definizione
Si occupa della traduzione
in italiano di contenuti testuali telematici in lingua straniera o viceversa.
Profilo
E’ una di quelle figure
professionali che ha trovato attraverso la rete un ottimo terreno per
incrementare le opportunità di lavoro.
Requisito essenziale per un
buon traduttore internet oriented, oltre ovviamente l'ottima conoscenza
di una o più lingue straniere, è la capacità di tradurre un testo adattandolo
dal punto di vista stilistico e della
forma al contesto in cui verrà pubblicato e/o diffuso.
In genere l’attività viene
svolta per telelavoro e i tempi di consegna delle traduzioni non superano le 24
ore.
Indispensabili ottime
conoscenze della rete e dell'uso degli editor di testo.
Retribuzioni
Svolge l’attività,
generalmente, come freelance.
Il costo medio di una
traduzione online è di 13-20 Euro a cartella (1500 caratteri).
Per le traduzioni tecniche,
giuridiche e scientifiche è previsto un supplemento del 25-35%.
AAAAA
Il mercato del lavoro collegato all’ICT, alla Comunicazione e alla Net
Economy è dato dalla somma di più segmenti, riconducibili a:
E’ in questo perimetro d’azione che si svolgerà l’analisi di tale mercato
Figura 9 - Occupazione ICT in Italia per settore, 1999 e
2000 (migliaia di addetti)
Fonte: IDC-Federcomin, 2001
Dato questo perimetro di azione si può stimare che nel 2000 in Italia gli
addetti di questo macro-settore fossero circa 1.395.000 così suddivisi (figura
9):
Rispetto al 1999 si può stimare che l’occupazione nella Net Economy sia
cresciuta del 2%. Di un saldo sostanzialmente immutato per quanto riguarda
l’industria ICT e il mondo dei media unito ad uno sviluppo dell’occupazione
nelle “new companies” e ad una sostanziale
stabilità nel numero di addetti impiegati dalle aziende utenti nei dipartimenti
IT e TLC2
Internet e la Net Economy sono una realtà fortemente dinamica e in continua
espansione sia in termini di diffusione (numero di soggetti che utilizzano
servizi e applicazioni innovative) che di articolazione delle “forme” nelle
quali si manifestano: eMail, commercio elettronico, Pubblica Amministrazione
online, eLearning, convergenza digitale ecc. solo per citarne alcune.
La diffusione di questi servizi e applicazioni all’interno della società
(la pervasività è appunto una delle caratteristiche chiave della Net Economy)
produce una serie di effetti sul contesto economico di riferimento legati a:
Queste evoluzioni si traducono sia in una crescita dell’occupazione ICT e
delle professioni “Internet related”, sia in una riconfigurazione della domanda
di competenze professionali espressa dalle aziende, ICT e non, alla luce dei
cambiamenti indotti dallo sviluppo della Net Economy.
Cercherò in questo capitolo quindi di analizzare come evolve
l’occupazione legata alla nuova economia digitale e online. Per fare ciò ho
seguito un percorso articolato su più piani.
Lo stato attuale del mercato del lavoro che ruota (direttamente e
indirettamente) attorno a Internet è stato ottenuto a partire
dall’aggiornamento delle informazioni disponibili da rilevazioni sullo stesso
tema effettuate nel corso del 2000/2001 su fonti Federcomin, Assinformin,
Unioncamere, Netconsulting e da altre informazioni disponibili sull’argomento.
Al fine di proiettare nel futuro le prospettive di questo mercato sono
state inoltre analizzate le prospettive di sviluppo dei diversi mercati che
compongono la “Net Economy” e le prospettive di adozione, da parte delle
aziende utenti, delle applicazioni, dei servizi e delle tecnologie che
richiedono un contributo professionale “Internet related”.
Punto di partenza per lo studio dell’occupazione legata, direttamente o
indirettamente, alla Net Economy è l’analisi dell’andamento di questo mercato e
delle prospettive di sviluppo a breve-medio termine.
A questo riguardo, è opportuno sottolineare che le prospettive di sviluppo
molto positive per alcuni mercati non sempre si riflettono in maniera
proporzionale sugli organici degli operatori del settore e, soprattutto, sulle
dinamiche occupazionali viste nel loro complesso. Un impatto maggiore è
previsto invece sulla componente “qualitativa” dell’occupazione (profili,
skills ecc..), attraverso un cambiamento nel mix di competenze richieste.
L’Europa, in particolare alcuni dei principali Paesi, si sta impegnando per
sviluppare la crescita delle risorse già occupate e di quelle in cerca di
occupazione, attraverso piani programmatici di medio e lungo periodo.
Gli Stati Uniti, dopo un periodo di forte espansione legata all’espansione di Internet, stanno attraversando una fase di ridimensionamento che, tuttavia, non sembra aver influenzato negativamente i trend occupazionali nel settore ICT. L’occupazione ICT infatti è infatti continuata a crescere più velocemente di ogni altro settore economico, almeno per tutto il 2000 e i primi mesi del 2001.
In tutti i casi, il vero fattore di spinta, o comunque l’elemento di forte cambiamento , è rappresentato dalla diffusione di Internet e dallo sviluppo di modelli aziendali basati sull’ e-business, che hanno comportato una richiesta di nuove risorse e professionalità cui il mercato dell’offerta ha cercato di rispondere non senza qualche difficoltà.
Difficoltà che si concretizza attraverso il fenomeno dello Skill Shortage (vedi capitolo 3), che in Europa conta bel 1 milione e 200 mila persone.
Non è quindi un caso che, nelle politiche di gestione delle risorse, le maggiori sfide siano volte alla ricerca e al trattenimento delle risorse con competenze e skill strategiche, soprattutto laddove la competitività è più forte4.
Gli Stati uniti dopo l’11 settembre
Il peso dell’occupazione del settore ICT sul totale dell’occupazione è in costante crescita. Se si considerano anche solo i dati relativi al 19975 si può rilevare come tale incidenza sia già pari al 3,6%. Le maggiore punte si hanno in Svezia e Svizzera (oltre il 6%), con quote significative anche per il Regno Unito (4,8%), il Canada (4,6%), e la Francia (4%). L’Italia si attestava intorno al 3,5%; gli Stati Uniti al 3,9% (FIG. 7 libro).
Sul totale degli occupati ICT, i Paesi del G7 incidono per una percentuale superiore all’80%.6
Il contributo del settore ICT in termini di valore aggiunto differisce sensibilmente da Paese a Paese
Summit di Lisbona
Nel summit di Lisbona della
Unione Europea, in occasione del lancio del progetto E-europe,
nell’ambito della promozione e lo sviluppo della Società dell’Informazione,
sono state individuate alcune emergenze su cui l’Europa sta concentrando i suoi
sforzi:
1. la necessità
dell’individuazione di figure professionali coerenti con le esigenze immediate
e future del sistema economico;
2. la definizione dei
percorsi formativi necessari per costruire le competenze dei professionisti
richiesti dal sistema nazionale;
3. la formazione dei
formatori.
E’ essenziale, quindi,
individuare, in primis, una definizione di standard delle figure
professionali che caratterizzano l’intera net economy, al fine di individuarne
le aree tecnologiche di appartenenza e, di conseguenza, i relativi percorsi
formativi, necessari e compatibili con le reali esigenze delle imprese
italiane, tenedo conto delle diverse identità territoriali.
A tutto questo, deve
seguire, un programmato intervento pubblico e privato per lo sviluppo delle
conoscenze dell’informatica e delle lingue straniere, necessarie per accelerare
il percorso verso la società e l’economia dell’informazione.
Al momento attuale vi sono
alcuni dati che risultano incoraggianti circa il successo delle iniziative
prese in questa direzione: Il 90% dei diplomati universitari, entro tre mesi
dal diploma, ottiene uno sbocco occupazionale.
Nel settore scolastico, in
particolare quello dell’istruzione tecnica, soprattutto nel centro nord e grazie
a collaborazioni attivate tra il mondo della scuola e le associazioni di
categoria, si sono sperimentati con successo diversi processi di rinnovamento
dei percorsi formativi per renderli più coerenti con l’attuale domanda di
istruzione e per aiutare i giovani a collocarsi sul mercato del lavoro.
In questo esatto momento vi
sono milioni di persone in tutto il mondo che sono a loro volta collegate con
altre persone e computer per scambiare informazioni, opinioni e idee, una
situazione che da sola ci consente di affermare che la Società
dell’informazione, grazie ad internet, è già comunque una realtà concreta.
Uno stimolo, quindi, per i protagonisti della formazione (enti, scuole,
università, istituzioni, docenti ed operatori) ad attivare in tempi brevissimi
un diverso e coerente modus operandi, corrispondente alle nuove
richieste ed esigenze di una società sempre più tecnologica.
Diplomati e laureati
I dati statistici ci
informano che nelle piccole e medie aziende dell’internet economy prevalgono
gli occupati con diploma di scuola media superiore e che il dato si rovescia
quando, invece, si prendono in esame le grandi imprese dove è numericamente
superiore la presenza di laureati.
Le piccole e medie imprese
sono, prevalentemente, orientate alla selezione di personale con una
consolidata esperienza professionale, dimostrano cioè un interesse non
preminente circa il livello formativo di base dei candidati mentre nelle grandi
imprese è ritenuto elemento essenziale un’ottima cultura di base a livello
universitario anche se non provvista di competenze specifiche professionali.
Le ragioni sono evidenti:
all’interno delle grandi strutture le risorse investite per la formazione
mirata all’acquisizione di competenze specifiche da parte del personale,
rappresentano una costante nel processo di gestione e sviluppo dell’impresa
stessa ed ecco, quindi, che la selezione dei dipendenti avviene, anche e
soprattutto, in funzione dell’alto livello culturale di cui un laureato
dovrebbe essere in possesso.
(ASSINFORM)
L’andamento dell’occupazione nelle aziende ICT
L’andamento dell’occupazione nel comparto “ICT” e “Media e Comunicazione”
va disaggregata in una serie di componenti per poterne spiegare la dinamica. E’
un comparto che nel complesso occupava nel 2000 circa 800.000 addetti (tra
occupati diretti e indiretti) con componenti molto diverse al suo interno come
dimensione e crescita.
2.2.1 L’occupazione nelle aziende ICT
Il comparto ICT include gli addetti dei vendor tradizionali di informatica,
dei fornitori di software e servizi e gli addetti del comparto delle
telecomunicazioni.
In particolare, gli addetti degli IT vendors non crescono e se non avessero
sviluppato anche una componente di servizio insieme alla vendita dei sistemi,
la dinamica potrebbe essere più bassa. I fenomeni di consolidamento a livello
internazionale di funzioni ‘trasversali’ come i call center , gli help desk e
alcune funzioni dell’IT esercitano sicuramente una spinta verso il basso.
Crescono invece, e a un buon ritmo, gli addetti delle aziende che
forniscono prevalentemente software e servizi. Crescita legata sia alla
maggiore richiesta di progetti e alla maggiore complessità del processo di
adozione delle nuove tecnologie, che alla diffusione del fenomeno dell’ insourcing
di tutta o parte dell’IT di un cliente, quando non addirittura di interi
processi di business. In entrambi i casi si rileva spesso un trasferimento di
persone dal segmento utenti al segmento fornitori di ICT o la costituzione di
un nuovo soggetto che e’ comunque un erogatore di servizi.
Il terzo segmento dell’ ICT, le Telecomunicazioni, ha goduto dell’effetto
traino della liberalizzazione del mercato che ha portato alla nascita di nuovi
operatori, ma ora attraversa una fase di assestamento. Ha manifestato una
crescita di occupati di intensità pari a software e servizi, ma con una
tendenza al rallentamento più marcata negli operatori di piccole dimensione e
più nella telefonia fissa che nella mobile.
A breve-medio termine ci si può attendere che queste tendenze rimangano
stabili, mantenendo piatto il profilo della crescita occupazionale del settore,
all’interno del quale stanno peraltro emergendo fenomeni molto rilevanti di
avvicendamento tra le figure professionali impiegate da IT vendor e telecom provider,
sempre meno legate ai business tradizionali (grandi sistemi, servizi a basso
valore aggiunto) e sempre più giovani e quindi formate sulle tecnologie
emergenti.
Nella figura 10 sono riportate sinteticamente le principali dinamiche in
atto nel mercato ICT, con una previsione dei riflessi sul trend occupazionale
del settore nel suo complesso.
Figura 10 - Trend del settore ICT e dinamiche occupazionali
Fonte:
IDC-Federcomin, 2001
Figura 11 - Occupazione settore Media in Italia, 2000
(migliaia di addetti)
2.3 L’andamento dell’occupazione nelle “new companies” in
Italia
Fanno parte di questo segmento due gruppi principali di aziende: gli
operatori dell’offerta di nuovi servizi e soluzioni ICT (ISP, ASP, IDC, Web
Agency) e le “dot com” ovvero le nuove iniziative imprenditoriali nate per
offrire servizi di commercio elettronico (le iniziative online delle aziende
della “old economy” sono descritte nel successivo capitolo 2.4).
Figura 13 - Occupazione nelle “new companies” in Italia, 1999-2002
(migliaia di addetti)
Fonte: IDC-Federcomin, 2001
In sintesi (figura 13), si può stimare che nel 2000 attorno alle “new
companies” ruotavano complessivamente circa 16.000 occupati, destinati a
crescere a 21.500 nel 2001 (+34%) e a 29.200 nel 2002 (+35%). A breve la
crescita sarà trainata dagli operatori che offrono servizi ICT innovativi,
mentre l’area delle “dot com” dovrebbe attraversare un periodo di generale
ripensamento.
2.3.1 Gli operatori dell’offerta di servizi ICT innovativi
L’offerta di servizi legata a Internet (accesso, applicazioni, consulenza,
outsourcing) ha vissuto nel corso del 2000 una crescita interessante che però
solo in parte si è tradotto in uno sviluppo dell’occupazione.
Per quanto riguarda il mondo dei service provider il 2000 ha
rappresentato un anno di sviluppo e consolidamento per i principali ISP cui
però è corrisposto l’inizio di un processo di consolidamento tra gli ISP di
minori dimensioni, destinato
a proseguire e intensificarsi tra il 2001 e il 2002.
Nel 2000 si sono inoltre concretizzati gli investimenti di alcuni
importanti operatori nell’area degli Internet Data Center: per quanto questa
tendenza non abbia creato occupazione addizionale nel corso dello stesso anno,
si può ritenere che nel 2001 e nel 2002 l’impatto sarà positivo sia per i data
Center sia per gli ISP che offrono questo servizio, dato lo sviluppo atteso
nella domanda.
Meno significativo del previsto sembra invece l’impatto occupazionale
derivante dagli Application Service Provider, il cui sviluppo come entità
indipendenti rispetto alle software house e agli IT vendor sembra avvenire a
tassi ridotti rispetto alle attese iniziali.
Per le cosiddette New Media Agency infine (Web Agency, Agenzie di
Pubblicità Online e Centri New Media) il 2001 sarà ancora un anno di crescita
sostenuta come del resto è avvenuto nel 2000, che ha rappresentato una vera e
propria
esplosione della loro dinamica occupazionale. La crescita
dell’occupazione in questo segmento è trainato dallo sviluppo delle Web Agency,
ovvero società a metà strada tra la consulenza aziendale e l’implementazione di
iniziative online, ed è destinato a rimanere sostenuta (anche se a tassi
decrescenti) anche nel 2002 grazie alla domanda proveniente da un numero
crescente di aziende e di enti della Pubblica Amministrazione che trasferiscono
sul Web un numero crescente di applicazioni.
Nel complesso si può stimare (figura 13) che a fine 2000 gli addetti
complessivi dei segmenti considerati in questa area della Net Economy fossero
circa 11.500 e che questo numero sia destinato a crescere velocemente
(soprattutto grazie allo sviluppo delle Web Agency e, dal 2002, di un numero
significativo di ASP e Internet Data Center) raggiungendo quota 16.500 e 23.000
occupati al 2001 e 2002 rispettivamente.
Per quanto riguarda aspetti più qualitativi dell’occupazione in questo
settore è utile rilevare come le principali modalità di reperimento delle
figure professionali siano l’assunzione di personale già formato e l’assunzione
di personale da formare, mentre praticamente assenti sono le partnership e la
riconversione di personale interno.
I canali di recruitment più utilizzati sono senza dubbio il proprio sito
Web, il reperimento di Curricula Vitae tramite Internet e i centri di
formazione; meno utilizzati risultano essere le inserzioni su riviste e
quotidiani e le società tradizionali di ricerca di personale.
Nelle aziende della New Economy la formazione del personale è svolta sia
all’interno che all’esterno, ma in entrambi in casi con modalità ancora di tipo
tradizionale.
Infatti è prevalente l’uso dell’aula tradizionale e dell’affiancamento
rispetto a modalità di formazione più innovative come i cd-rom autodidattici e
l’e-learning.
Nel complesso, il problema skill shortage, ovvero il gap tra domanda e
offerta di figure professionali sul mercato del lavoro, è destinato a rimanere
costante anche nel corso di quest’anno, sebbene il fenomeno abbia assunto una
configurazione diversa rispetto al 2000, anno in cui le aspettative euforiche
di crescita e il boom delle iniziative di business avevano fatto assumere
contorni proccupanti.
Pertanto il riassesto dei mercati innovativi su binari di crescita
coerenti con gli sviluppi aziendali, significativi ma non esponenziali come
previsto in passato, ed il rafforzamento della struttura formativa privata e
pubblica, che dovrebbe produrre i suoi effetti già in un arco temporale di
medio termine, delineano un contesto in cui, a fronte di un saldo totale
sostanzialmente costante, l’incontro domanda-offerta di figura qualificate
dovrebbe avvenire secondo regole più equilibrate.
2.3.2 Le nuove iniziative (dot com) legate al commercio
elettronico B2C e B2B
Per le aziende italiane attive nel commercio elettronico, il 2001 è da
considerarsi anche in termini occupazionali un anno di sostanziale assestamento
dopo la forte crescita registrata nel biennio 1999-2000 in cui gli occupati in
questo settore sono passati da poco più di 1.000 nel 1999 a circa 4.500 nel
2000 (figura 13).
Nel 2001, infatti, il tasso di crescita dell’occupazione di questo segmento
ha subito un rallentamento. E’ possibile stimare che a fine 2001 in Italia,
l’occupazione nelle aziende dedite come attività esclusiva o prevalente al
commercio elettronico, sia business-to-consumer che business-to-business,
crescerà complessivamente di circa il 10% rispetto al 2000. Si passerà quindi
da poco più di 4.500 unità impiegate nel 2000 a circa 5.000 unità a fine 2001.
Questo trend è legato soprattutto alla partenza di alcune importanti iniziative
in ambito B2B (mercat idigitali) più che all’area B2C, che in alcuni casi sta
vivendo al contrario un momento di ripensamento.
Per il 2002 è prevista una ripresa del tasso di crescita che potrebbe
assestarsi intorno al 25% consentendo quindi a questo segmento di raggiungere
una dimensione di 6.250 addetti.
Nel biennio 1999-2000 sono cresciute in maniera esponenziale le nuove
iniziative dedite al commercio elettronico soprattutto B2C. Ciò spiega la forte
impennata nella relativa dinamica occupazionale. Mentre nel corso del 2001 il
numero di nuove iniziative è stato minore rispetto a quelle nate nel 2000 e si
sono verificati anche alcuni fallimenti o cessazioni di attività soprattutto
nel segmento del B2C.
Diversamente il 2001 è stato un anno di forte sviluppo per le iniziative
B2B che sono comunque numericamente meno significative di quelle focalizzate
sul B2C.
Per il 2002 ci si attende soprattutto una crescita delle iniziative di
maggior successo sia in termini di volume di affari che conseguentemente di
occupazione.
Diversamente, nel settore degli Online Financial Services il forte trend
di crescita 1999-2000 è continuato nel 2001 e probabilmente si estenderà anche
al 2002.
Nella figura 14 sono stati riportate sinteticamente i principali trend
occupazionali derivanti dalle evoluzioni in corso e previste per i mercati
innovativi appena analizzati.
Figura 14 - Trend settori emergenti e new companies e
dinamiche occupazionali
Fonte: IDC-Federcomin, 2001
Nell’immediato futuro ci si può attendere che:
· Le aziende utenti tenderanno a non caricare eccessivamente le
proprie strutture “gonfiando” le direzioni IT e TLC di addetti in più rispetto
agli attuali
· Casomai si assisterà ad un “refresh” delle competenze, in
linea con quello che sta avvenendo tra gli operatori ICT “puri”, investendo in
competenze legate alle nuove tecnologie e disinvestendo nelle competenze più
obsolete
· Crescerà invece e abbastanza velocemente il numero degli
addetti che all’interno delle aziende si occuperanno di “business online” in
senso lato (figura 16), seguendo la diffusione presso le aziende utenti: 1)
dell’accesso a Internet, 2) dei siti web, 3) di applicazioni a valore aggiunto
implementate su tali siti (sia verso l’interno che verso l’esterno
dell’azienda)
· Le funzioni coinvolte dal “business online” crescono quindi
all’interno dell’azienda: dal Marketing e Comunicazione (siti vetrina) si è
passati nel 2000- 2001 alle vendite (eCommerce), si sta passando agli acquisti
(eProcurement), si arriverà alle operations (eCRM, supply chain, logistica
ecc.).
Il risultato di questi trend sarà visibile, in primo luogo, attraverso un
notevole incremento del tempo dedicato dalle risorse esistenti ad attività
“Internet related”.
Si tratta, dal punto di vista organizzativo, di una lenta ma progressiva
ridefinizione dei ruoli e delle competenze, a volte opportunamente indirizzata,
a volte più difficile da percepire.
Nella figura 17 sono riepilogate le principali dinamiche e i riflessi
sulla parte occupazionale.
Figura 17 - Trend nella crescita di tecnologie Internet
presso aziende utenti e dinamiche occupazionali
Fonte:
IDC-Federcomin, 2001
Figura 1 – Andamento occupazione ICT, Italia 1999-2002
(migliaia di addetti)

Fonte: IDC-Federcomin, 2001
In termini quantitativi lo sviluppo previsto dell’occupazione (secondo il
perimetro sopra definito, figura 1) è positivo: nel 2000 si può stimare che gli
addetti collegati alla Net Economy in Italia fossero circa 1.395.000 ovvero il
2% in più del 1999 e che nel 2001 e nel 2002 si assiste ad una crescita
rispettivamente del 3,1% e del 5,4% portando alla fine del periodo il numero
degli occupati a oltre 1.516.000.
Questo andamento è il risultato di alcune tendenze, riconducibili a:
· Una sostanziale stabilità
dell’occupazione nell’industria ICT che vede crescere soprattutto l’area dei
servizi e delle soluzioni IT ma a fronte di un ridimensionamento delle aree di
offerta più tradizionali (es: hardware)[2].
· Una crescita sostenuta delle
“new companies”, cioè delle iniziative legate alla Net Economy. In questo
contesto si fa rientrare la spinta positiva dei nuovi servizi a valore aggiunto
(housing-hosting, ASP ecc..), nonché le attività di eCommerce. Nel complesso,
il risultato avrebbe potuto essere anche più positivo se tra la fine del 2000 e
l’inizio del 2001 non fosse entrato (prematuramente) in crisi l’area del
commercio elettronico B2C che ha rallentato l’espansione delle iniziative
esistenti e la partenza di un numero significativo di nuove iniziative online
· Una sostanziale stabilità dell’area dei Media e della
Comunicazione che è coinvolta nello sviluppo di progetti di editoria online ma
che non è ancora stata investita dall’”onda Internet” nelle sue componenti
televisione, radio e pubblicità
· Una crescita significativa delle competenze ICT presso gli
utenti, legate alla diffusione di Internet come strumento di business e per
l’operatività delle aziende, mentre si assiste ad un ridimensionamento graduale
degli occupati nelle direzioni Sistemi Informativi e Telecomunicazioni, nelle
quali cresce il ricorso a servizi e competenze esterne all’azienda.
Proprio quest’ultimo punto rappresenta un aspetto chiave dello sviluppo
della Net Economy: sempre di più le funzioni aziendali in tutti i settori di
attività saran-no influenzate dalla presenza di Internet e delle nuove
soluzioni e applicazioni IT ad esso associate: di conseguenza le competenze
legate a queste piattaforme e servizi diventeranno parte del bagaglio
professionale di un numero crescente di figure aziendali e saranno incluse
nelle job description di tutti i principali profili professionali che
saranno ricercati sul mercato. Le università e tutti i principali organi
formativi, pubblici e privati, si stanno quindi adeguando a questa richiesta,
non solo rafforzando i corsi di formazione per figure tecniche legate a
Internet, ma inserendo Internet come argomento di studio all’interno di tutte
le principali materie, dalla finanza, al marketing, alla produzione, per
formare una nuova categoria di manager, realmente “Internet oriented”.
1.1 L’evoluzione del mercato ICT (2000-2003)
1.1.1 Il mercato ICT
Nel 2000 il mercato italiano dell’Information & Communications
Technology (ICT) ha confermato il trend di crescita a due cifre sperimentato
nel recente passato, consolidando il superamento di “quota 100.000 miliardi”
raggiungendo un valore di 111.474 miliardi di lire (+11,3%, figura 2).
La crescita è equamente divisa tra area IT e telecomunicazioni: in
entrambi i casi infatti il tasso di sviluppo è molto simile, leggermente
superiore per l’area IT
(+11,7%) rispetto alle telecomunicazioni (+11,1%). Grazie a queste
performance, la spesa in sistemi, software e servizi IT è stimata per il 2000
in 37.935 miliardi, mentre quella in servizi, terminali, sistemi e reti di
telecomunicazioni è stimata aver raggiunto i 73.539 miliardi. Se a questo
valore si aggiungono anche i ricavi dei segmenti “installazione di reti
pubbliche” e “cavi per telecomunicazioni” la spesa relativa all’area
telecomunicazioni sale a 77.244 miliardi nel 2000.
Figura 2 - Mercato
italiano ICT 1999-2003 (miliardi di lire)

Fonte: IDC-Federcomin, 2001
In prospettiva, la crescita del mercato ICT italiano dovrebbe continuare
a tassi significativi anche nel triennio 2001-2003, pur con alcune importanti
differenze.
In sintesi si dovrebbe assistere a due fenomeni di fondo:
1) la continua crescita a doppia cifra del settore IT, spinto verso l’alto dallo sviluppo delle applicazioni ondine da parte di larghe fasce dell’utenza business italiana;
2) un rallentamento del settore telecomunicazioni a causa di un rallentamento del segmento “wireless” in termini di ricavi da servizi e di un allungamento dei tempi sui quali si distribuiranno gli investimenti in infrastrutture di rete UMTS.
Il risultato congiunto di queste tendenze è una crescita attesa per il
totale mercato ICT dell’8,6% sia nel 2001 che nel 2002 cui dovrebbe seguire
un’ulteriore accelerazione della spesa grazie a una ripresa dell’area telco nel
2003.
1.2.1 Il mercato dei servizi di Housing-Hosting
I servizi di Housing e Hosting rappresentano un elemento cruciale dello
sviluppo dell’offerta e del posizionamento degli ISP e non solo nel nostro
Paese. Ad essi si associa la comparsa di un numero crescente di operatori (ISP,
carrier telco, operatori specializzati) che si sta attrezzando (o sta
dichiarando l’intenzione di farlo) per offrire servizi di Internet Data Center,
ovvero di fornire servizi di Housing e Hosting sia all’utenza finale sia a ISP
e ASP che vogliano offrire tali servizi senza investire pesantemente nelle
risorse IT e TLC necessarie per offrire la gestione in outsourcing (totale o
parziale) dei web server aziendali.
IDC stima che nel nostro paese il mercato degli Internet Data Center sia
destinato ad un rapi-do e significativo sviluppo, trainato dalla diffusione
delle aziende che accedono a Internet e che sviluppano siti Web che, a loro
volta, diventano sempre più “evoluti” e interattivi.
(miliardi di lire)
1.2.2 Il mercato ASP in Italia
Il mercato ASP si trova tuttora in una fase preliminare. Questo spiega
l’esistenza di un elevato numero di definizioni di Application Service Provider
(ASP), che rispecchiano le diverse interpretazioni fornite dalle categorie di
operatori in base a ruolo e funzioni svolte.
IDC definisce gli ASP come operatori che forniscono servizi di
deployment, gestione ed aggiornamento di applicazioni software, che sono
ospitate presso un centro servizi, ed alle quali le aziende utenti accedono
tramite linea dedicata o commutata, sulla base di un contratto che non prevede
l’acquisto di licenze ma pagamenti periodici fissi o indicizzati ad un
parametro di utilizzo.
Vista la fase iniziale in cui si trova il mercato ASP, non esistono
ancora precisi modelli contrattuali di riferimento. Ci si può quindi aspettare
l’emergere di modelli di operatori che non rispecchino appieno la definizione
qui adottata, che
tuttavia operano secondo una logica di business assimilabile a quella
degli ASP.
Le aziende clienti, come si è visto, non acquistano le licenze delle
applicazioni software, che sono di proprietà dell’ASP, ma, per usufruire del
servizio offerto, corrispondono canoni periodici fissi o commisurati
all’utilizzo effettivo.
L’Application Service Provisioning, per le sue caratteristiche, si
struttura, quindi, come una forma innovativa di outsourcing, da molti definita
come e-sourcing.
Figura 3 - Mercato
ASP – soli canoni d’uso (miliardi di lire)
Le previsioni relative al numero di ASP operanti in Italia indicano come
alla fine del 2000 vi saranno circa 50 società con un’offerta di servizi di
fornitura di servizi applicativi tramite Internet.
L’analisi della spesa associata ai soli canoni d’uso (al netto dei
servizi correlati) è prevista, per fine 2000, pari a circa 93 miliardi di lire
(figura 3).
Nel periodo 2001-2003, tale spesa aumenterà in maniera consistente,
crescendo ad un tasso medio annuo del 93%, raggiungendo un valore complessivo
di circa 1.130 miliardi di lire alla fine del 2003.
1.3 Nuovi business o vecchi affari?: commercio elettronico,
online advertising
Lo sviluppo di Internet crea applicazioni e mercati completamente nuovi.
Tra questi i principali riguardano attualmente le applicazioni di commercio
elettronico e la pubblicità online. In entrambi i casi, oltre allo sviluppo di
nuove professionalità, si assiste alla nascita di nuove iniziative
imprenditoriali (come attività del tutto nuove o come emanazione di attività
esistenti), con il risultato di influenzare le dinamiche occupazionali della
Net Economy.
1.3.1 Il commercio elettronico in Italia
Tra il 2000 e il 2001 si è assistito ad un brusco cambiamento di opinione
nei confronti del commercio elettronico, passato da un entusiasmo
incondizionato ad un altrettanto drastico pessimismo.
In realtà quello che è avvenuto è la presa di coscienza che i business
basati su Internet non sono ancora usciti dalla fase pionieristica che
contraddistingue tutti i mercati realmente innovativi, per cui sono soggetti ad
un’elevata instabilità dovuta sia alla scarsità della domanda “di valore”
(ovvero che acquista frequentemente su Internet) che alla mancanza di
esperienza dell’offerta, che in molti casi non ha ancora tarato perfettamente i
contenuti e l’”usabilità” delle proprie applicazioni di vendita online.
Figura 4 - Giro d’affari dei siti italiani di eCommerce BtoC
(miliardi di lire)
Fonte: IDC-Federcomin, 20010
Nonostante ciò, a fine 2000 si contavano in Italia circa 6.000 siti di
commercio elettronico B2C ai quali corrispondeva un giro d’affari di oltre 800
miliardi di lire (figura 4). Entrambi questi valori risultano in forte crescita
rispetto allo stesso periodo del 1999, quando i siti erano poco più di 1.200 e
il giro d’affari di circa 220 miliardi di lire. Per quanto i primi fallimenti
delle “dot com” (sia all’estero che in Italia) abbia raffreddato non poco gli
entusiasmi, è prevedibile che il trend di crescita del B2C continui sia a breve
che a medio termine, così come la comparsa di nuove iniziative online,
probabilmente emanazione di aziende già esistenti più che iniziative
completamente nuove e unicamente basate sul canale online. Un ruolo importante
potrà inoltre essere giocato da nuove figure di intermediari elettronici (i
“cybermall”) che permettono a molte iniziative di piccole dimensioni di poter
sviluppare una propria presenza online contenendo i costi e usufruendo di una
serie di servizi a valore aggiunto “centralizzati” (sicurezza, pagamenti,
consegne ecc.).
Figura 5 - Mercato eCommerce BtoB in Italia, (miliardi di
lire)
Fonte: IDC-Federcomin, 2001
Prospettive anche migliori sono attribuite al commercio elettronico B2B
(figura 5), per il quale in Italia si è passati da un giro di affari di 3.000
miliardi di lire nel 1999 a oltre 10.000 miliardi a fine 2000. La crescita del
mercato B2B è stata determinata e sarà guidata sempre di più - dalla ricerca da
parte delle aziende di un maggiore livello di efficienza e di ottimizzazione
del flusso informativo nella gestione dei rapporti con i fornitori (supply
chain). Delle tre tipologie di commercio elettronico B2B (eDistribution,
eProcurement, eMarketplace) quella che sembra avere la maggiori possibilità di
sviluppo è probabilmente il modello dell’eMarketplace. Questi non vendono
prodotti in prima persona e non sono neanche distributori, si tratta di entità
neutrali che mettono in contatto domanda e offerta, in cui il commercio
elettronico avviene all’interno di una comunità nella quale gli interessi di
chi vende non esercitano alcun dominio sugli interessi di chi acquista o viceversa.
Anche in Italia si moltiplicano le iniziative di questo genere, che hanno come
promotori sia player di derivazione “industriale” (quali Bravobuild di
Italcementi e Mecmarket con alle spalle il gruppo Interpump), sia operatori dei
mercati ICT e innovativi (quali Marketplaceitaly e eBixtrade, quest’ultimo del
gruppo eBiscom). Data la fase emergente del mercato e il forte dinamismo, non
si esclude un naturale processo di consolidamento del settore. I player
dovranno focalizzarsi su una strategia che sia allo stesso tempo fonte di
efficienza e di risparmio di costi per le imprese (ad esempio tramite le aste
online), ma che assicuri un progressivo ritorno tramite servizi a valore
aggiunto, capaci di creare loyalty tra i membri ma soprattutto di favorire i
processi di integrazione tecnologica, sia interna, sia a livello
interaziendale.
1.3.2 L’Online Advertising in Italia
Il mercato dell’online advertising in Italia ha subito un ridimensionamento
nelle aspettative di crescita a breve.
La figura 6 mostra il forte incremento avvenuta tra il 1999 ed il 2000,
passando da circa 42 miliardi di lire del 1999 a oltre 112 miliardi del 2000.
Tuttavia, la crescita del 2001 ha deluso probabilmente le eccessive aspettative
degli operatori. Ciò è dovuto al fatto che anche il mercato della pubblicità
online dipende dalla sviluppo quantitativo ma soprattutto qualitativo degli
Internet users. Inoltre, affinché
l’online advertising possa essere veramente competitiva con le altre
forme di comunicazione pubblicitaria è stato necessario ridurre in buona parte
il costo di acquisto degli spazi pubblicitari sul Web.
Figura 6 - Mercato online advertising in Italia (miliardi di
lire)
Fonte:
IDC-Federcomin, 2001
Attualmente, il banner è ancora lo strumento di comunicazione pubblicitaria
più utilizzato ma è destinato a perdere nel prossimo futuro parte della sua
importanza a favore soprattutto delle iniziative di e-mail advertising e di
altre forme di comunicazione pubblicitaria emergenti.
I settori economici che fin’ora hanno investito maggiormente in online
advertising sono quello della finanza (Online Financial Services),
dell’informatica e delle telecomunicazioni. Un contributo fondamentale allo
sviluppo della pubblicità online potrà arrivare in futuro dai settori del largo
consumo.
1.4 La diffusione di Internet (accesso e siti Web) presso le
aziende italiane e nuove figure professionali
Come per il mercato consumer, anche il segmento business ha visto nel
1999 e l’inizio del 2000 un processo di sviluppo-consolidamento nell’utilizzo
di Internet.
Figura 7 - Aziende e professionisti italiani con accesso a
Internet (in milioni)
Fonte: IDC-Federcomin, 2001
Si può stimare che nel 2000 (figura 7), circa 1,5 milioni di aziende
(inclusi i professionisti e le ditte individuali) aveva accesso a Internet,
contro 1.100.000 nel 1999. Di questi si può stimare che nel 2000 il 53%
avessero un sito o proprie
pagine Web. A livello dimensionale (figura 8), tutte le aziende con oltre
500 dipendenti dichiarano di avere almeno un accesso ad Internet (dalla
precedente indagine risultaval’86%), un valore molto simile a quello delle sedi
di medie dimensioni (95%, con un incremento rispetto all’anno precedente del
13%). Il balzo in avanti più significativo è stato compiuto dalle piccole
aziende, delle quali accede al web il 79% (con un più 21% rispetto alla
precedente indagine).
Figura 8 - Percentuale di aziende con accesso a Internet per
dimensione
Fonte: IDC-Federcomin, 2001
Questo significa che le aziende sempre di più:
· Rafforzeranno le proprie funzioni IT e TLC, non tanto in
termini di organico complessivo quanto con riguardo a profili/figure e
competenze richieste, focalizzandosi sul business strategico. Demanderanno
sempre più all’esterno le attività a basso valore aggiunto e faranno ricorso a competenze
esterne di tipo consulenziale, di sviluppo e supporto. Si assisterà
all’aggiornamento delle competenze degli addetti attuali, in quanto cresce
l’uso di Internet e crescono gli aspetti gestionali (es: sicurezza) ad esso
collegati:
· dovranno disporre di addetti “Internet skilled” nelle
altre funzioni aziendali, in quanto cresce il peso delle attività “Internet
related” all’interno dell’operatività dell’azienda.
A questo proposito, in un
recente Rapporto Federcomin-Anasin sono state individuate tredici figure
professionali emergenti, legate allo sviluppo della Net Economy e precisamente:
1. Tecnico di reti locali
2. Specialista di sistemi in ambienti di rete locale
3. Gestore di reti
4. Specialista di sistema in ambiente Web
5. Web Master
6. Progettista di software applicativo
7. Progettista di architetture software
8. Specialista di sistemi di telecomunicazioni
9. Consulente commerciale
10. Analista programmatore
11. Responsabile di marketing e vendite in area eBusiness
12. Esperto ERP
13. Esperto in linguaggi e tecnologie multimediali.
7. LA FORMAZIONE >> NET
ECONOMY
7.1 Nuovi scenari
Oggi, in Italia come nei principali paesi europei il mercato delle
tecnologie informatiche (d’ora in avanti “IT”) sta facendo registrare tassi di
crescita molto significativi, sia in termini di valore assoluto che in termini
di crescita reale, ovvero depurata dall’inflazione. Ciononostante è non solo
opinione comune ma dato oggettivamente quantificabile, che il mercato avrebbe
le potenzialità per una crescita ancora più accelerata se solo fosse
disponibile un numero di risorse umane/professionalità coerente con la domanda.
In sostanza, una parte di domanda di servizi IT rimane inevasa per
l’insufficienza dell’offerta rispetto alla variabile umana (e all’interno di
questa rispetto a specifiche professionalità). Questa situazione rappresenta un
ostacolo allo sviluppo delle attività sia per quanto concerne i fornitori di
prodotti/servizi IT che per quanto concerne i dipartimenti tecnologici delle
aziende e degli enti fruitrici di informatica. Il problema rappresentato dalla
mancanza di un numero adeguato di skills e competenze si registra in Italia,
come in Europa, come nei principali paesi mondiali.
A livello macroeconomico, la mancanza cronica di figure
con competenze informatiche potrebbe portare, nel lungo periodo, ad un aumento
del costo del lavoro difficilmente sostenibile e conseguentemente ad una
perdita di competitività da parte di quelle aziende che non riusciranno a far
leva su elementi diversi dal costo del lavoro per mantenere concorrenziali i
loro prezzi. Nella peggiore delle ipotesi si potrebbe venire a creare una
spirale inflazionistica che coinvolgerebbe via via strati sempre più ampi
dell’am-biente economico.Dato che la componente di servizio, nel settore IT,
sta diventando sempre più importante, e dato che questo tipo di domanda
difficilmente può essere evasa in via automatizzata, ma deve essere erogata
direttamente da personale specializzato, ci si può facilmente rendere conto
come il collo di bottiglia che si viene a creare sarà uno dei principali
elementi di freno allo sviluppo, non solo del settore IT nel nostro paese, ma
anche e soprattutto del-l’intero sistema economico.Il mercato del lavoro ha subito con lo sviluppo delle nuove tecnologie
legate ad Internet uno scossone difficilmente quantificabile. L'impatto del
nuovo mezzo di comunicazione ha rivoluzionato non solo le figure professionali,
ma anche il modo di lavorare, i contratti, le esperienze e i percorsi
formativi.
Nel campo della formazione le esigenze di professionisti e la quasi
impossibilità di poterli reperire dal mondo della scuola hanno creato un
mercato difficilmente gestibile e consentito il moltiplicarsi di società di
formazione private che, spesso, non hanno le caratteristiche di affidabilità e
forza tali da poter vantare il titolo di formatori. Mancano professionisti in
un determinato campo di lavoro e di conseguenza mancano anche i formatori per
quelle specifiche professioni
7.2 Quale
formazione per la net economy?
“Le risposte allo skill shortage dovranno essere
mirate sia ad interventi di lungo periodo, strutturali, che di breve e medio
periodo. Solo così il sistema Paese non risentirà dei contraccolpi derivanti
dalla mancanza di figure professionali
qualificate” Quattrocentomila operatori di call center.
Centomila esperti di ambienti di rete. Decine di migliaia di analisti,
programmatori, webmaster. Migliaia di esperti di tecniche di on-line marketing.
Questi sono i numeri di una vera e propria emergenza occupazione "al
contrario". Al contrario, in quanto le cifre indicate non rappresentano
personale in esubero, ma personale mancante. Mancante in quanto non disponibile
sul mercato, ma da formare. Ecco quindi che quest'emergenza occupazione in
negativo si trasforma in un'emergenza formazione. Sta alle istituzioni
pubbliche e alle aziende fare sì che sia un'emergenza …in positivo. Per fare
fronte all'enorme richiesta di figure professionali in qualche modo correlate
al settore della net economy, infatti, sarà necessario varare programmi
straordinari di formazione che, coinvolgendo scuola, università e aziende
provvedano a:
·
individuare le figure professionali
coerenti con le esigenze immediate e future del sistema economico;
·
definire dei percorsi formativi
necessari per costruire le competenze dei professionisti richiesti dal sistema
nazionale;
·
effettuare azioni di formazione dei
formatori;
· predisporre, in un ambiente caratterizzato da una estrema velocità nel
cambiamento, gli strumenti necessari per instaurare un processo di formazione
continua dei professionisti della net economy1.
7.3 Formare i formatori
Appare
quindi necessario:
·
per fare fronte all'emergenza, varare
programmi che prevedano interventi di breve e medio periodo che potranno essere
indirizzati sia a riconvertire risorse umane già presenti nelle aziende che ad
attività di orientamento e conversione di risorse umane "colte", non
occupate o sotto occupate, delle quali il paese dispone e delle quali
attualmente non sfrutta appieno le potenzialità. Si tratta prevalentemente di
laureati, soprattutto in materie umanistiche, che hanno la cultura e la
preparazione di base che, in molti casi, possono essere considerate adeguate a
molte delle professioni della net economy. Essi andrebbero riconvertiti con
corsi di formazione professionale fatti nell'università o in collaborazione con
essa. La risorsa potenziale più rilevante alla quale sottoporre un progetto di
orientamento e conversione è infatti probabilmente rappresentata dagli attuali
studenti universitari;
·
per pianificare i percorsi formativi
inerenti i programmi di lungo periodo, l'Italia dovrà dotarsi di un sistema di
formazione in grado di competere con quelli dei paesi più avanzati. In questa
prospettiva l'attenzione andrà posta soprattutto nella costruzione di nuovi
titoli di laurea di primo livello che siano spendibili sul mercato del lavoro,
nella realizzazione di master universitari, soprattutto di primo livello, in
grado di professionalizzare ulteriormente le risorse umane, nello sviluppo del
sistema di istruzione superiore IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica
Superiore), che rivestirà sempre più importanza, insieme ai master
universitari, per lo sviluppo della formazione continua.
7.4 La formazione
integrata
Lo sviluppo di sistemi, soluzioni e
piattaforme per la formazione continua è ormai una necessità sempre più imposta
dai mutamenti socio-economici e dalla strategia dei paesi dell'Unione Europea.
La strategia nella quale si colloca (o dovrebbe collocarsi) un piano di
implementazione di azioni di formazione per la net economy è quella della
formazione integrata, intendendo per integrazione:
·
Accreditamento fra i sistemi formativi (scuola,
università, formazione professionale, formazione aziendale). In un sistema
formativo integrato ogni attività formativa può essere, con modalità e regole
da definire caso per caso e mantenendo l'autonomia e qualità di ogni sistema
formativo, accreditata dall'altro, attraverso il riconoscimento dei crediti
formativi e delle competenze acquisite dagli individui.
·
Sviluppo di attività formative in cooperazione
fra i soggetti (scuola, Università, formazione professionale, aziende)2
·
Integrazione fra la formazione e i fabbisogni
sociali ed economici di un dato territorio, in modo da sviluppare un sistema
formativo integrato e funzionale allo sviluppo territoriale e alla lotta alla
disoccupazione.
·
Integrazione dei percorsi di studio con le
attività lavorative, attraverso l'alternanza formazione-lavoro, attraverso le
esperienze di stage e tirocinio, ecc.
7.4.1 Il processo in corso
Se si effettua una comparazione
tra i sistemi di formazione e le necessità di formazione attualmente in essere
una realtà appare immediata e drammatica: colmare il gap esistente tra i
fabbisogni delle imprese e della società e le capacità produttive dei nostri
sistemi di formazione e istruzione è …pressoché impossibile. Salvo l'adozione
di misure innovative - quali possono essere l'introduzione di sistemi diffusi
di formazione a distanza o la produzione di un'offerta formativa efficiente e
integrata in grado di adeguarsi alla dinamica futura della società e del
mercato del lavoro. Il che sembra possibile solo se i percorsi di formazione
saranno integrati, come si è già avuto modo di vedere, ma soprattutto
flessibili e segmentati. In questa direzione sembra andare la riforma dei cicli
universitari, che vedono nell'introduzione della laurea di primo livello (che
assorbirà i diplomi universitari), nella definizione dei master sperimentali
volti alla net economy e nella creazione del concetto di "credito formativo"
dei tentativi di risposta alla necessità di aumento di flessibilità dei
percorsi di formazione universitaria.
"Lo scenario desiderabile per la riforma è quello di vedere realizzarsi un
processo "virtuoso" che permetta la nascita anche in Italia di un'università
di massa di qualità controllata. L'importante oggi è dare alla massa degli
studenti una formazione che valga, che abbia una qualità adeguata all'impegno
che ad essi si chiede, che sia riconosciuta valida dalla società. Una qualità
ottenuta attraverso un processo didattico efficiente, che non faccia perdere
tempo agli individui e che invece gli aiuti e dia loro strumenti per rispondere
alle sfide del futuro.
In questa prospettiva "virtuosa" è possibile trovare la soluzione
alla carenza di risorse umane citata. Ovviamente l'esito della riforma potrebbe
anche essere disastroso, come potrebbero far pensare i numerosi comportamenti
poco "virtuosi" che si stanno manifestando soprattutto da parte di
molte lobby accademiche. Tuttavia la riforma sta realmente mobilitando le
energie migliori delle università, che proprio nella collaborazione con le
forze sociali e produttive possono trovare la collaborazione e l'energia per
vincere le resistenze alla trasformazione del nostro sistema di istruzione
superiore."3 Nello stesso contesto si
inseriscono positivamente i progetti IFTS4,
che si configurano come esperienze professionalizzanti e fortemente positive
anche in funzione delle partnership tra imprese, scuola e università. È proprio
in tale partnership, infatti, una delle possibilità più concrete di fare fronte
all'emergenza formazione.
"Il dato che emerge dall'esperienza fatta da Confindustria nel Centro-nord
sui diplomi universitari è assai incoraggiante anche in termini di sbocchi
occupazionali dei diplomati universitari: 90% entro tre mesi dal diploma"5. Discorso analogo si può fare per
quanto riguarda il mondo della scuola, in particolare quello dell'istruzione
tecnica. In numerose esperienze attivate nel centro-nord dalle Unioni
industriali in accordo e in collaborazione con istituti scolastici locali, si
sono sperimentati con successo dei processi di rinnovamento dei percorsi
formativi per renderli più coerenti con l'attuale domanda di istruzione e per
aiutare i giovani a collocarsi sul mercato del lavoro.
Chiave del successo di tali attività risulta, quindi, una forte sinergia tra
mondo della formazione e impresa. Sinergia che, se da una parte consente un
rilancio del sistema economico italiano, dall'altra richiede un forte sforzo
per la realizzazione di percorsi di formazione di qualità, il cui effetto
potrebbe essere moltiplicato grazie all'adozione di sistemi di formazione a
distanza come i campus virtuali. .
Generalmente sono tre le strade attraverso cui è
possibile acquisire le prime, necessarie competenze (skills) per entrare
nel mondo lavorativo legato ad Internet: formazione scolastica/statale,
formazione in azienda, formazione negli Istituti privati.
In tutti e tre i casi è auspicabile che la formazione teorica sia consolidata
da un periodo di apprendistato sul campo.
7.4.2 Formarsi negli Istituti statali:i classici corsi
di laurea
L'ultimo Economic outlook6 esprime con un numero il potere
intrinseco della formazione: il moltiplicatore della spesa in scolarità è
compreso tra 3,8 e 6,8 contro l'1,5 di quella in infrastrutture. Per
esemplificare, ogni euro speso in formazione di qualità può generarne quasi
sette di valore aggiunto. L'esperienza maturata in questo decennio insegna che
i diplomi universitari e i corsi di laurea, coniugano l'immediata spendibilità
sul mercato del lavoro con l'esigenza strategica di avere un vivaio di
ricercatori che trascorrano un decennio in seno all'università contribuendo
alla solidità della ricerca italiana. L'università è quindi a pieno titolo la
porta d'ingresso per lavorare nella net economy. I primi diplomi universitari
sono comparsi nell'area tecnologica e scientifica, per rispondere con prontezza
alla richiesta pressante dell'industria di tecnici e specialisti It. Le
specializzazioni più adeguate ai futuri professionisti della net economy si
possono suddividere in tre aree: scientifico-tecnologica,
economico-organizzativa e linguistico-comunicativa. Alle lauree brevi della
prima categoria appartengono ingegneria informatica e automatica, ingegneria
elettronica, logistica e della produzione e ingegneria delle Tlc. Anche i corsi
di laurea in informatica fanno parte di questa categoria.
I processi aziendali innescati dall'apertura alla net economy vengono studiati
dai corsi di laurea dell'area economico-organizzativa. Qui il focus non è più
rappresentato dalla contabilità, bensì assumono rilievo anche i temi giuridici
legati alla globalizzazione (basti pensare alla complessità della
contrattualistica internazionale e dello ius mercatorum), che si riflette nelle
nuove forme organizzative: sempre meno verticali e basate su asset immobiliari,
sempre più relazionali e basate su reti di clienti/fornitori. Alcuni manager
della net economy dovranno perciò essere consapevoli delle barriere giuridiche
e culturali che possono intralciare l'integrazione delle fasi aziendali svolte
in Rete. Altri dovranno invece approfondire il web marketing che, grazie alla
quantità d'informazione in formato digitale raccolta in Rete, è l'ultima
frontiera della produzione flessibile. Tutti dovranno conoscere la tecnologia
delle reti per poterne valutare i costi e le opportunità nella vita
dell'impresa.
Infine, la net economy basata sulla conoscenza e sulla sua trasmissione, non
può prescindere dai professionisti della comunicazione e dell'interpretazione
dei fenomeni culturali. Di quest'area linguistico-comunicativa fanno parte le
lauree in scienze della comunicazione, sociologia, lettere, lingue e filosofia,
ma anche in psicologia. Scienze della comunicazione è l'unico corso di
laurea a manifestare una vocazione per l'economia delle reti, ma è bene
ricordare che siamo in una fase d'accelerazione della diffusione della
tecnologia, che entra in tutte le case, interagendo con persone di tutte le età
e di tutti i ceti culturali. Per questa ragione, la conoscenza dei meccanismi
cognitivi e di percezione della realtà sta assumendo un peso specifico
rilevante all'interno delle imprese che dell'interazione vogliono fare il loro
business.
Presente in 15
atenei concentrati soprattutto nel Centro-Nord (Salerno è l'unico corso
attivato nel Mezzogiorno) e caratterizzata da una forte trasversalità di
insegnamento. La scuola propone per lo studente un curriculum indirizzato alla
comprensione e alla gestione delle nuove tecniche di comunicazione di massa con
esami che spaziano dall’'Informatica, dalla Tecnica dei nuovi media al
Marketing. Gli insegnamenti sono spesso coniugati con interventi di
professionisti presi dal mondo del lavoro, sviluppando il connubio ideale per
la formazione di nuovi professionisti. La formazione statale passa da un lato
per le tradizionali strade della formazione universitaria e post-universitaria,
dall'altro attraverso l'istituzione di alcuni Istituti formativi specialistici.
Tra le scuole post-laurea si possono indicare almeno due: la prima è un Corso
di Master Universitario Internazionale in Scienza e Tecnologia dei Media
che si svolge presso la Scuola Europea di Studi Avanzati dell'Università di
Pavia e che propone ogni anno tre corsi ad alta specializzazione. La scuola è
giunta quest'anno al quarto ciclo e conta sia in un'ampia offerta didattica
annualmente rinnovata - in modo da renderla armonica con le richieste del
mercato del lavoro - sia in un forte contatto con la realtà lavorativa,
visibile dal numero di aziende che partecipano al progetto e alla formazione
dei futuri diplomati. La struttura che ospita il master, il Collegio Nuovo di
Pavia, ha laboratori e infrastrutture innovative.
La seconda è la Scuola di analisi e gestione della Comunicazione, indirizzo Comunicazione Multimediale con sede a
Roma presso l'Università di "Tor Vergata",che però soffre di un irrisolto conflitto fra metodi
di insegnamento non all'altezza dei problemi affrontati, scarsa osmosi con il
mondo del lavoro e difficoltà organizzative proprie di un apparato statale poco
dinamico e flessibile. Da un lato le inefficienze di questa scuola risiedono
anche nella sua stessa natura: l'istituzione di un corso biennale, risolto poi
spesso in due semestri con lunghe pause tra i corsi, appare inadatto a formare
professionisti di un settore in continua evoluzione, com'è quello dei new
media; dall'altro, la sede romana della scuola (ne esiste infatti un'altra
presso l'Università Cattolica di Milano in cui però la
specializzazione in media education si espleta in un solo anno) ha
strutture inadatte ad una formazione che si vuole professionale.
7.4.3
Il corso di Laurea in “Formatore Multimediale”
Segno di sviluppo e di una nuova direzione
in tema di Formazione Ict è il nascere a
Firenze di una nuova laurea
dedicata al mondo di internet, alla conoscenza e alla formazione multimediale.
La laurea di «Formatore
multimediale», che si attiene alla nuova riforma degli
studi universitari, ha una durata triennale ed un numero complessivo di esami
pari a 18, oltre a 150 ore di tirocinio da svolgere presso aziende o scuole.Il
corso di laurea, che si tiene presso la facoltà di «Scienze della formazione»
dell'Università degli studi di Firenze, e prepara educatori professionali
specializzati nelle nuove tecnologie, fornendo le basi allo studente per
svolgere l'attività di formatore professionale nell'ambito multimediale sia in
aziende, sia nelle scuole diventando un vero e proprio tutor nella formazione in rete.
Il nuovo corso di studi aggiunge quindi, alla preparazione più generale del
formatore, anche una più specifica nel settore dei nuovi media di
comunicazione. Ulteriore novità del corso di laurea, rivolta esplicitamente ai
lavoratori, è la possibilità di seguire le lezioni direttamente da casa,
utilizzando la modalità web
learning. E sicuramente, vista la specializzazione, anche
la tesi conclusiva non poteva che avere una caratteristica tecnologica.
Infatti, oltre al metodo tradizionale, potrà essere presentata la tesi multimediale su CD Rom. Al
termine del corso triennale può seguire una specializzazione in «Scienze dell'educazione degli
adulti e della formazione», «Programmazione e gestione dei servizi
educativi e formativi» e in «Scienze pedagogiche». “I
laureati in questo corso di studi svolgeranno attività di formatori, istruttori
o tutor nelle imprese, nei servizi, nelle pubbliche amministrazioni o in
aziende private in particolare come formatori professionali, come tutor nella
formazione a distanza o in rete, come gestori di risorse didattiche (centri
educativi, mediateche), o come operatori nella editoria di software educativo.
In questo quadro, rispondendo alla forte esigenza di competenze relative
all'uso dei nuovi media nei processi formativi, il corso assume come obiettivo
specifico la figura di un formatore e progettista della formazione, esperto nell'uso
didattico delle nuove tecnologie, che sintetizzi in sé le conoscenze e
competenze proprie del Media Educator con quelle del tecnologo educativo con
particolare riguardo alla formazione distanza, (Open Distance Learning). Questo
laureato avrà allora, insieme e integrate alle competenze e conoscenze
caratterizzanti della Classe XVIII relative alle discipline pedagogiche,
filosofiche e delle scienze umane, una visione teorica e storica delle
problematiche che l'evoluzione dei media pone alla società contemporanea, ed in
particolare dei loro risvolti sul piano psicologico e sociale, della storia
delle idee e della cultura, con una specifica attenzione alle dinamiche
socio-educative del rapporto tra giovani e media (televisione, videogiochi,
Internet), ambiti tipici della Media Education. Sul piano operativo la sua
formazione lo rende capace di intervenire in ogni circostanza in cui si
presenti il problema di predisporre ed impiegare una qualche tecnologia della
comunicazione all'interno di un determinato progetto formativo, senza peraltro
entrare nella dimensione specificatamente implementativa di tale tecnologia o
in una conoscenza sistematica delle tipologie comunicative, che rimangono
oggetto di corsi specificatamente centrati sulla comunicazione. Sarà piuttosto
in grado di valutare la fattibilità di un progetto formativo supportato da
tecnologie della comunicazione, di comprenderne le implicazioni sociali e
culturali, di definire strumenti e criteri di valutazione e controllo della
qualità di tale progetto.
Particolare rilevanza viene attribuita alle abilità connesse alla istruzione a
distanza di ultima generazione (e.learning) .
Oltre che nelle attività di tirocinio le abilità relazionali mediate da
computer verranno soprattutto sviluppate nei laboratori adeguatamente
attrezzati di cui la Facoltà già dispone, opportunamente predisposti
nell'ottica di effettuare simulazioni idonee a far acquisire agli studenti le
abilità specifiche richieste da ogni tipologia di formazione in rete.
Le conoscenze richieste per l'accesso al corso di studi riguardano: a) il
possesso completo della lingua italiana; b) un iniziale possesso veicolare
della lingua straniera; c) le conoscenze relative alle discipline che
costituiscono il core curriculum caratterizzante della classe; d) abilità
informatiche e telematiche; e) il grado di maturità del candidato,
eventualmente ottenuto anche attraverso esperienze pratiche e di tirocinio, sul
piano della comunicazione e dei rapporti di relazione. Per il punto b) si
richiede il livello pre-intermediate. Per il punto c) una sufficiente
conoscenza delle discipline delle scienze umane, pedagogiche e filosofiche
relative al significato scientifico delle singole discipline, dei loro metodi e
principali oggetti tematici, nelle grandi linee del loro sviluppo storico e
pertanto un grado iniziale di possesso dei relativi vocabolari; per il punto d,
una capacità di uso elementare del computer (scrittura, consultazione Internet,
e messaggistica elettronica).
La laurea può completarsi nelle seguenti lauree specialistiche:
Classe, 65, Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua
Classe, 56, Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi
Classe, 87, Scienze Pedagogiche.”7
7.4.4 I master post-diploma
per i grafici e i creativi: le scuole e le accademie di comunicazione e
pubblicità
Agli
studenti titolari di un diploma di maturità si rivolgono numerosi corsi che
coprono vari livelli di approfondimento e vari mezzi di comunicazione, ma hanno
un denominatore comune: rivolgendosi a diplomati della scuola superiore,
sottolineano che i web designer (ma non solo loro) non possono più prescindere
da una formazione superiore di qualità, bensì devono essere in condizione di
interagire con figure professionali di provenienza universitaria oltre che
disporre dello strumentario per accumulare nel tempo conoscenze sempre nuove.
Qui sta proprio la chiave di volta per il successo della formazione di base per
la net economy: la formazione a distanza che verrà, si rivolgerà principalmente
a chi è già nel mondo del lavoro e alla formazione continua può dedicare poco
tempo. Solo se si innesterà su un substrato adeguatamente preparato, potrà
attecchire.
Le scuole superiori di grafica, comunicazione e progettazione multimediale
offrono principalmente corsi della durata di uno, due o tre anni. L'approccio
formativo segue una metodologia che sempre di più integra la fase propedeutica
svolta in aula, con l'elaborazione di progetti gestiti dagli studenti per
concludersi con un tirocinio sul campo. Grazie all'integrazione di queste fasi,
gli studenti sviluppano i cosiddetti soft skills che permettono loro di
lavorare e comunicare efficacemente in un gruppo. La fase di stage in azienda,
se prevista, è un indicatore della qualità del corso e consente un approccio
"protetto" al mondo del lavoro. Durante la formazione in aula, le
materie trattate spaziano dall'economia e organizzazione d'impresa
all'architettura del web. Gli insegnamenti dell'area informatica coinvolgono i
linguaggi di programmazione per internet (Html, Xml, Java) e gli aspetti
grafici di trattamento dell'immagine per il webpublishing. Sempre più spesso
sono previsti approfondimenti di carattere giuridico per definire le
problematiche della sicurezza e della riservatezza dei dati. La maggior parte
di queste scuole è a pagamento, ma non è escluso che agli studenti più
meritevoli vengano assegnate borse di studio.
Fornire un elenco dei corsi post diploma è pressochè impossibile. Sono
numerosissimi e distribuiti su tutto il territorio italiano. Gli esempi che
riportiamo servono solo ad esemplificare quali siano i contenuti e
l'organizzazione di un buon corso per web designer.8
7.4.5 I Master:
Sono vere e proprie punte di diamante, che
si collocano nella migliore tradizione formativa italiana. Le aree di ricerca
più sviluppate sono quelle dei sistemi di trasmissione avanzata, automazione
del design, image&audio processing, IT per la medicina,
middleware&security, sistemi di reti e ingegneria del software. Ma non
solo: anche le implicazioni della crescente liberalizzazione del mercato Tlc si
traducono in un'accentuazione dell'importanza dedicata ai master in
telecomunicazioni.
La durata di questi corsi è variabile, sia in funzione del grado di astrazione
e specializzazione, sia in funzione dei destinatari. La varietà è ricchezza
anche in questo caso: non è necessario trascorrere un intero anno accademico in
laboratorio e in aula, anzi. I consorzi hanno sviluppato un'offerta che si
rivolge sia agli ingegneri che già operano, ma intendono proseguire la
formazione in orario serale o in moduli concentrati nell'arco di qualche
giorno, sia ai laureati in materie scientifiche, non necessariamente tecniche,
che sviluppando competenze trasversali nell'arco di sei mesi possono aspirare a
posizioni di web management di tutto rispetto. Infine, i master
"classici", che rispettano i requisiti fissati dall'Asfor.
Data la forte domanda di specialisti che caratterizza il settore e data la
velocità con cui i neolaureati vengono assorbiti dall'industria, la maggior parte
di questi master è organizzata con il sostegno diretto di imprese e
associazioni di categoria, che offrono borse di studio a copertura totale dei
costi dei partecipanti.
Ecco gli indirizzi web che ho analizzato durante la ricerca e che sono da
considerare tra i migliori per la formazione professionale “per” la Net
Economy:
http://www.iiass.it/master.html
È l'indirizzo web dell'Istituto internazionale per gli alti studi scientifici
"Eduardo Caianiello", a Vietri sul mare (SA). Organizza una master
della durata di due anni in Tecnologie avanzate dell'informazione e della
comunicazione, cui possono accedere solo ingegneri e laureati in informatica o
scienze dell'informazione con votazione di almeno 105/110.
http://www.unife.it
Master in scienze informatiche dell'Università di Ferrara
http://www.cefriel.it
Il Cefriel è il Consorzio per la formazione e la ricerca in ingegneria
dell'informazione che fa capo al Politecnico di Milano. Organizza numerosi
master in IT e tecnologie che si svolgono sia a Milano Bicocca, sia a Cremona,
alcuni dei quali sponsorizzati direttamente dall'industria e quindi gratuiti
per i partecipanti. È socio di Poliedra (www.poliedra.polimi.it), il centro di
conoscenza che promuove e sviluppa la formazione continua.
http://www.mti.isufi.unile.it
Uno dei due indirizzi del master Isufi di Lecce in Materiali e tecnologie
innovative mette a fuoco i sistemi spaziali per l'osservazione della terra.
Dura da dicembre a fine luglio e sono previste delle borse di studio.
http://www.ing.unisannio.it
L'Università di Benevento offre due master in Tecnologie del software, di cui
uno per soli laureati in discipline scientifiche. Il corso dura sette mesi e
prevede formazione in aula e laboratorio, project work e agevolazioni per i non
residenti. La partecipazione è gratuita.
http://www.poliba.it
Il Politecnico di Bari ha attivato una scuola di specializzazione in
elaborazione del segnale.
7.4.6 I corsi di formazione post diploma
finanziati dal Fondo sociale europeo.
A chi ha appena conquistato la maturità e
a chi dopo il diploma ha trovato un lavoro che non assicura un'occupazione
stabile, si rivolgono i corsi organizzati da scuole, consorzi universitari ed
enti non profit utilizzando le fonti di finanziamento pubbliche. Si tratta di
corsi concepiti per allineare il nostro Paese allo standard formativo europeo
nel campo delle applicazioni tecnologiche, con un forte orientamento alla
professionalizzazione e allo sviluppo delle conoscenze informatiche. Basti solo
dire che mediamente gli italiani hanno 10 anni di scolarità, contro i 14 dei
nostri colleghi tedeschi.
I corsi Ifts durano da uno a tre anni e prevedono che almeno il trenta per
cento del monte ore di formazione si svolga all'interno di un'impresa. Questo
meccanismo è concepito come intervento d'urto per costruire lavoratori della
conoscenza a partire dalle solide basi gettate nel corso degli studi
dell'obbligo e superiori, avvicinandoli al mondo del lavoro con le competenze
sufficienti ad affrontare una formazione continua e aggiornata nel corso della
loro esperienza professionale. Non solo: grazie all'introduzione del sistema
dei crediti, al termine del corso gli studenti che vorranno proseguire i loro
studi potranno accedere all'università vedendo convalidata una parte della
formazione già acquisita. I profili professionali sono ovviamente i più vari,
dai tecnici ai creativi, da chi comunica con linguaggi vicini alle macchine e
chi invece per immagini, suoni e animazioni. Molto ambiti sono anche gli
amministratori capaci di utilizzare i supporti tecnologici per informatizzare e
razionalizzare la contabilità e l'analisi dei flussi di una piccola azienda.
Anche i corsi Fse ricalcano l'approccio che integra la formazione in aula con
quella in azienda, ma non sempre consentono il passaggio diretto agli studi
universitari con la convalida di un certo numero di crediti. Un aspetto molto
attraente dei master post diploma Fse e Ifts è la gratuità dei corsi, alla
quale si aggiunge l'elevato tasso di occupazione dei partecipanti: mediamente,
nel giro di un anno il 90 per cento degli ex allievi di questi corsi trova
un'occupazione legata alla propria specializzazione. Ovviamente, nelle Regioni
dove la domanda di lavoro è più elevata, il passaggio dalla scuola al lavoro è
pressoché immediato. In queste Regioni, prevalentemente al nord, sta emergendo
un fenomeno paradossale: gli studenti abbandonano anzitempo gli studi, per
cominciare a lavorare, ma la loro formazione si rivela poi insufficiente ad
assorbire le innovazioni che molto rapidamente prendono piede. Su questo punto
si stanno formulando sistemi di incentivi che spingano gli allievi a terminare
gli studi, per incrementare il numero di lavoratori altamente qualificati.
Consigliamo agli studenti che vogliano intraprendere uno di questi corsi di
prendere contatto con uno dei tanti sportelli di orientamento dislocati sul
territorio.
La parola chiave per scegliere un corso di specializzazione dopo la maturità o
a conclusione della scuola dell'obbligo è orientamento. Prima di scegliere
avventatamente un percorso troppo breve, conviene valutare attentamente le
proprie inclinazioni e le proprie aspettative, considerando le proprie
“vocazioni” e stando particolarmente attenti all’evoluzione del mercato di riferimento:
http:// www.isfol.it È il
sito dell'Istituto per la formazione professionale dei lavoratori con sede a
Roma. Compito istituzionale è quello di ricercare e fornire assistenza tecnica
in materia di bisogni formativi. Gestisce un archivio informatico (Orfeo) che
censisce tutti i corsi professionali, suddivisi per titolo, ente, località e
categoria professionale.
http://www.cis-formazione.it/tecnicoweb.htm
In questo sito si trova l'esempio di un corso Ifts post diploma, rivolto a sole
donne, che forma tecnici web. È organizzato dalla Scuola aziendale di
formazione superiore di Reggio Emilia per rispondere alle specifiche richieste
di un consorzio di imprese chiamato e-commerce network.
http://www.regioni.it
È il portale delle Regioni italiane, i soggetti titolari dell'amministrazione
dei fondi europei per la formazione. Nei siti delle principali Regioni sono
pubblicati i programmi operativi Fse e le liste dei corsi organizzati di anno
in anno. Alcuni siti hanno meccanismi di interazione che collegano gli studenti
con l'amministrazione e forniscono risposte ai quesiti.
http://62.110.206.98/ifts/htm/infotec.html
La scuola Magica di Roma organizza un Ifts per la formazione di
Infotechnologists che dura 720 ore, di cui 240 online, cui se ne aggiungono 480
di tirocinio.
http://www.masteroftheweb.it
Il consorzio Poliedra del politecnico di Milano propone tre corsi di durata
semestrale per web designer, web developer e web administartor..
7.4.7 Formarsi in azienda
La formazione in azienda trova il primo gradino nello
svolgimento di quello che viene chiamato, alla francese, stage. Lo stage
consiste in un periodo di apprendistato, normalmente non superiore ai tre-sei
mesi, proposto da un ente promotore e da svolgersi presso una società con la
guida di un tutore designato dalla stessa azienda. Lo stage è certamente una
delle prime e più semplici strade per entrare nel mondo del lavoro e
rappresenta il maggior punto di contatto tra la scuola e le aziende. L'ambiente
da cui proviene lo stagista, o tirocinante, è individuabile soprattutto
nell'ambito formativo tradizionale (dunque scuole, Università, corsi
post-laurea). L'esperienza "sul campo" dovrebbe fornirgli un
consolidamento delle competenze acquisite nei cicli precedenti; accanto alle
scuole, enti promotori di stage possono essere le agenzie statali di impiego
diffuse sul territorio nazionale.[3]
7.5 L’ e-LEARNING
7.5.1 verso il campus
virtuale
L’e-learning è senz’altro uno dei più
dibattuti di questi ultimi due anni. L’attuale situazione economica sta
determinando tagli alle spese e licenziamenti nell’industria tecnologica; ciò
nonostante, il settore dell’e-learning sta registrando una crescita rapida e
continua. Secondo Idc11, in
Europa occidentale il mercato delle soluzioni di e-learning per la formazione
aziendale entro il 2004 crescerà del 97,2% (Cagr), diventando il secondo
mercato dell’e-learning al mondo, dopo il Nord America. Sempre per quella data,
si stima che il trend europeo sfiorerà i 4 miliardi di dollari mentre quello
italiano toccherà i 260 miliardi. Questo perché l’e-learning è ormai
riconosciuto come un efficace metodo di apprendimento che consente al personale
un accesso continuo alla formazione, facilitando, al tempo stesso
l’aggiornamento su nuove competenze e il consolidamento di conoscenze già
acquisite in un’ottica di patrimonializzazione della conoscenza e di una sua
piena condivisione. Gli esperti ritengono che il futuro della formazione
consisterà in un utilizzo combinato di e-learning e di insegnamento
tradizionale. Coniugando i punti di forza di ciascuna delle modalità di
apprendimento, è certo che l’e-learning consentirà di attuare processi
formativi anche molto complessi. L’inversione di tendenza nel processo di
costruzione di un progetto formativo a distanza si focalizza oggi sul concetto
del "come" si impara e non sul "che cosa". Il cambiamento
del paradigma si fonda sul presupposto che l’apprendimento nasce
dall’esperienza: all’informatica il compito di supportarla tramite la tecnica
della simulazione. E se è vero che l’apprendimento nasce anche dall’emozione,
nel mondo digitale questa viene ricreata attraverso giochi, quiz collettivi e
chat. Uno degli elementi più innovativi del training online è il recupero della
socialità come elemento coadiuvante all’apprendimento. La devirtualizzazione
dell’approccio informatico viene declinata attraverso varie attività di
socializzazione in rete quali forum, tutoring, newsgroup, videoconferenze,
e-mail, instant messaging e via dicendo. I nuovi e-teacher dovranno avere una
certa predisposizione e abilità nel creare comunità di conoscenza, stimolando
profonde motivazioni nei propri discenti.
Le possibilità offerte dalle nuove
tecnologie di poter condividere enormi quantità di dati e informazioni
aggiornate vanno mediate da figure competenti capaci di essere dei facilitatori
e, al contempo, gestori. L’attività di tutoring, infatti, assume una nuova
prospettiva professionale: attraverso strumenti adeguati e piattaforme
gestionali avanzate, i tutor diventano consulenti, supporter, coordinatori e
amministratori del sistema formativo. Il loro intervento non sarà più solo
basato sull’erogazione dei contenuti quanto, piuttosto, si distinguerà per la
capacità di gestire il processo di apprendimento nella sua globalità, sollecitati
da tempistiche di redemption praticamente in real time, stimolati da una
disponibilità temporale sincrona e asincrona, supportati da nuovi strumenti di
analisi e valutazione.
"Una volta il docente non veniva
pagato per il suo lavoro di preparazione ma per le sue prestazioni Oggi
le cose sono cambiate perché chi eroga formazione si trova a dover gestire una
serie di variabili che ne hanno cambiato profondamente il modus operandi. La
nuova domanda di formazione da parte delle aziende si rivolge a un tipo di
progettazione, erogazione e gestione coordinata e centralizzata, e questo per
un docente significa dover imparare a pensare nella logica di un sistema di
formazione continuo e integrato con la realtà lavorativa, che mette in
relazione la gestione delle competenze, il knowledge management e un attento
monitoraggio di quelle che sono le necessità aziendali”10 Un altro grosso problema, infatti, è
quello di riuscire a far fronte alla rapida obsolescenza dei contenuti: le
competenze, infatti, invecchiano precocemente e la richiesta impone una
notevole flessibilità di risposta. Per riuscire a governare i processi di
formazione la soluzione suggerita dagli esperti è quella di agganciarli ai
sistemi di sviluppo delle competenze, personalizzando l’offerta e inserendo la
formazione all’interno dei processi aziendali, limitando l’allontanamento dal
posto di lavoro. Questi sono i motivi per cui le soluzioni di e-learning stanno
affermandosi con successo a ogni livello organizzativo.
"Il contesto è duplice: l’e-learning
rappresenta un’opportunità e, al contempo, una necessità.Per le grandi
aziende la scelta è ormai un dato di fatto mentre da parte delle Pmi c’è molto
interesse anche se ci sono resistenze legate ai costi. Una soluzione potrebbe
essere quella di passare attraverso le associazioni di categoria”.
Riassumendo, la base su cui scegliere quali
sono i mix ottimali, quali i percorsi formativi, quali le competenze necessarie
all’interno di un’organizzazione deve essere in funzione della strategia di
apprendimento che l’organizzazione stessa deve definire attraverso un percorso
che parte dall’individuazione delle proprie competenze chiave e indirizzi i
vari aspetti di categorizzazione, definizione funzionale, definizione
operativa, monitoraggio e controllo. "La strategia formativa non deve
essere condizionata da vincoli tecnologici o implementativi legati agli
strumenti a supporto della formazione stessa ma definire i migliori
compromessi possibili tra gli aspetti di tempo, costo ed efficacia sulle
diverse figure professionali. Un sistema di e-learning adatto a
un’organizzazione che vuole gestire seriamente i propri processi formativi,
deve essere in grado di supportare diverse metodologie e approcci, permettendo
innanzitutto la gestione integrata di tutta la formazione, sia essa interna o
esterna al sistema. Inoltre, devono essere consentite diverse modalità di
formazione, integrate e mescolate tra loro, secondo la migliore scelta di
percorso in funzione dell’obiettivo. Infine, devono essere possibili processi di
amministrazione, reporting e pianificazione omogenei e integrati”.11 L’articolazione funzionale del sistema
si sviluppa attraverso un componente di gestione dell’intero ambiente che
comprende funzioni di controllo e di analisi, di pianificazione del sistema e,
soprattutto, di gestione dei contenuti che consentono l’organizzazione del
materiale formativo in "oggetti formativi riusabili", che possono
essere aggregati e organizzati in lezioni e capitalizzati nel sistema per
creare e gestire il repository della conoscenza dell’organizzazione. Il
sottosistema di delivery multimediale dei contenuti, invece, deve fornire il
supporto per l’erogazione utilizzando l’infrastruttura di rete intranet e
Internet dei diversi tipi di lezione: in autroapprendimento, integrando e
gestendo i corsi e i materiali spesso già esistenti in forma di Cd Rom o
l’erogazione di materiale specificamente sviluppato per Web; in classe
virtuale, gestendo servizi di collaborazione multimediale e permettendo di
mixare e sincronizzare diversi tipi di flussi (dati, grafica, audio, video) in
funzione delle caratteristiche delle lezioni e delle capacità
del’infrastruttura disponibile.
7.5.3 Una risposta obbligata
I sistemi di formazione a distanza, facciano
essi capo:
Grazie
all'evoluzione della ricerca sulla comunicazione multimediale e
sull'apprendimento e alla maggiore penetrazione dei pc nelle famiglie oltre che
nei luoghi di lavoro, l'e-learning è diventato una realtà alla portata di
tutti. Certamente questa modalità di delivery della conoscenza ricorre ancora
prevalentemente nelle aziende, ma è sempre più frequente incontrare corsi
concepiti per studenti a tempo pieno tenuti online. Si trovano diplomi
universitari, master di specializzazione post laurea e corsi per professionisti
che vogliono ottimizzare il tempo dedicato all'aggiornamento. I vantaggi per
chi finalmente può superare le barriere fisiche, geografiche ed economiche
aspettano solo di essere misurati. Gli studenti si chiederanno come si svolgano
esami, prove e controlli. Dipende dal tipo di istituzione e dal valore legale
del titolo che viene rilasciato al termine del corso. In alcuni casi dal
digitale si converge in un luogo fisico, dove gli esami si svolgono nel pieno
rispetto della legge. In altri dall'interazione tra più studenti collegati
simultaneamente è possibile monitorare lo sviluppo di un progetto comune. La
formazione a distanza si presta allo sviluppo della capacità di lavorare in
rete, skill sempre più richiesto dalle imprese che si sono aperte all'e-business.
Le scadenze degli esami, i continui feedback individuali e di gruppo tra tutor,
professori e studenti, la formazione di classi virtuali che lavorano in
sincrono e in asincrono sono fattori che uniscono il passato al futuro
dell'accademia. In Rete si trovano corsi online per tutti i gusti. Di recente è
emersa l'offerta di master al termine dei quali vengono rilasciati diplomi con
valore legale: tra i siti più interessanti che ho analizzato posso citar:
http://www.educational.rai.it/corsiformazione
Il sito di Rai educational è ricchissimo di interviste, articoli e
naturalamente corsi di formazione. In particolare ospita un corso per
formatori, che insegna l'utilizzo delle tecnologie multimediali a chi vuole
arricchire la didattica in classe. Nello stesso sito è ospitato l'archivio di
Mediamente, una delle prime trasmissioni televisive dedicate alla convergenza
al digitale.
http://www.laureainrete.polimi.it
La
sede di Como del Politecnico di Milano ha attivato un corso di laurea di primo
livello in Ingegneria informatica in modalità teledidattica interamente online.
Si rivolge sia a studenti full time, sia a lavoratori che possono iscriversi
alla versione che dura 10 semestri.
http://www.citam.unibo.it/tecnopolo
La sede di Cesena dell'Università di Bologna in collaborazione con il Consorzio
Nettuno ospita un diploma di laurea in ingegneria informatica. Il modello
didattico integra le lezioni in video con le videoconferenze e l'intrazione via
web.
http://62.110.206.102
L'indirizzo web di Magica - Master europeo in gestione di impresa
cinematografica con sede a Roma - che tra le specializzazioni include anche il
master EM³. Si tratta di un corso per laureati che aspirano a gestire progetti
audiovisivi e multimediali. Dura sei mesi, è interamente online e in inglese e
i feedback tra docenti e discenti si scambiano via web. Le domande di
partecipazione alla prossima edizione vanno presentate entro il 30 aprile 2001.
http://www.esperienze.org/index2.htm
Esperienze.net propone in collaborazione con diverse imprese della net economy
quattro master focalizzati sul web. Sono corsi che richiedono un impegno di due
ore al giorno per sei mesi e si rivolgono sia ai neolaureati, sia ai
professionisti. All'interno del sito c'è un documento che riassume i principi
ai quali attenersi per valutare la qualità della formazione a distanza.
7.5.3 Il campus virtuale:
Il numero di persone da formare e -
soprattutto - tenere aggiornate, è tale da richiedere l'adozione di sistemi di
formazione basati sulle tecnologie che consentano di gestire vaste platee
d'utenza. Nascono i campus virtuali, sistemi nati per la formazione aziendale,
ma ormai diffusi anche in ambito universitario
Anche fuori delle intranet aziendali, il
www rappresenta lo strumento ideale per la creazione di un luogo virtuale dove
concentrare la conoscenza, le competenze e le diverse professionalità. È un
luogo dove gli utilizzatori possono trovare il materiale necessario per
acquisire le conoscenze delle quali hanno bisogno e i supporti - umani e
tecnologici - per acquisire expertise ventiquattro ore al giorno, sette giorni
su sette e dove il capitale intellettuale aziendale può essere ottimizzato e
messo in discussione.
I campus virtuali sono un grande fenomeno contemporaneo e sono parte di più
ampie Corporate university aziendali, di cui costituiscono la componente
"elettronica" normalmente basata sull'intranet aziendale formando un
ambiente educativo dedicato, che offre percorsi formativi basati sulle
tecnologie di rete e il supporto di uno specifico expertise professionale.
Quando si parla di strutture telematiche per la formazione, si preferisce
ricorrere al concetto di Campus piuttosto che a quello di università, perché
l'infrastruttura di un campus virtuale realmente efficiente attribuisce il
giusto peso non solo allo studio, ma a tutte le strutture di comunicazione e
intrattenimento necessarie per rendere l'apprendimento efficace, divertente e
rilassante, punto di incontro e produzione di idee.
L'azione formativa risulta tanto più efficace, quanto meno il momento di
"studio" viene visto come tale. Allo studio, infatti, possono essere
attribuite una serie di valenze negative che creano uno stato di stress
psicofisico. Soprattutto quando si ha a che fare con persone che hanno già
completato il loro ciclo di studi, risultano invece particolarmente efficaci
sistemi basati sul gioco e sulla simulazione, che coinvolgono l'utilizzatore e
- abbattendone le barriere psicologiche - lo rendono più ricettivo nei
confronti di quanto trasmessogli e più attento a comunicare con i propri pari e
a utilizzare tutti i "depositi di sapere" messi a disposizione dalla
struttura virtuale.
Il campus virtuale, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dalle
tecnologie di rete, consente di realizzare percorsi di formazione, fruibili
senza problemi derivanti da livelli, tempi o distanze. La formazione a distanza
è ottimale per essere impiegata ove le distanze rappresentano un problema (aree
scarsamente popolate), oppure i tempi non consentono assenze sistematiche o
prolungate dal luogo di lavoro. In questi contesti, infatti, è necessario
disporre di strutture flessibili, dinamiche, adattabili alle esigenze
dell'utilizzatore e dell'esperto e semplici da utilizzare sia per gli uni, che
per gli altri. Oppure, semplicemente, quando il numero di persone da formare
sia tale da non consentire la gestione di corsi in aula.
7.5.4 E-strategy per l'apprendimento
La struttura di un sistema di formazione
basato sulle tecnologie può essere definito seguendo la strategia che gli
esperti di comunicazione amano definire le "5 W" dell'informazione:
Who, What, Where, When, Why.
·
Who: chi. Chi è che utilizzerà il sistema di
formazione. Il campus ha obiettivi di sviluppo delle competenze core sia del
personale tecnico, sia di quello manageriale da formare. In ogni caso, però
adotterà diversi stilemi di comunicazione e un appropriato linguaggio
·
What: che cosa. Che cosa verrà veicolato tramite
il campus. I corsi presenti nei campus virtuali sono prevalentemente destinati
alla formazione dei neo assunti, mentre la formazione continua dei manager è
perseguita con sistemi di aggiornamento più flessibili e basati sull'impiego di
strumenti ad alta dialogicità, come newsgroup e forum.
·
Where: dove. Il "luogo"
dell'apprendimento. Il campus virtuale è organizzato in forma totalmente
"remota". La sua struttura può essere utilizzata come supporto a
momenti di formazione in aula, dove il docente usa il courseware in linea come
riferimento e supporto per le sue lezioni. Ma la parte principale dei contenuti
formativi deve essere utilizzata in un ambiente distribuito e remoto di self
based training, con l'eventuale presenza di tutor e di esperti che supportano
l'utilizzatore nell'apprendimento dei concetti spiegati nel corso, e presentati
nei sistemi di aggiornamento.
·
When: quando. Quando si studia o ci si aggiorna.
Questo punto contribuisce in maniera determinante nel definire le tipologie di
collegamento necessarie e i relativi set-up operativi del campus. Se il sapere
erogato è destinato ai dipendenti di un'azienda, questi usufruiranno del
servizio prevalentemente nelle ore di lavoro, e probabilmente accederanno al
campus per mezzo della intranet aziendale. Al contrario, invece, se si sta
creando una struttura destinata alla formazione di base, i collegamenti
avverranno prevalentemente da Internet. Altro elemento la cui definizione è
legata al "quando" è la modalità di fruizione, legata al
"come" si studia. È necessario infatti definire - per valutare se
prevedere momenti in aula o momenti di confronto faccia a faccia - quando tali
momenti devono verificarsi. Sapere quando viene usato il servizio di
formazione, è essenziale per poter definire le modalità di assistenza
all'utente. Tutor, help desk, personale di segreteria, devono garantire il
servizio nel momento in cui l'utente lo richiede. L'adozione di un sistema di
formazione basato sull'utilizzo di un campus virtuale (che per definizione è
attivo 24 ore su 24 e fa di questa caratteristica uno dei suoi punti di forza),
deve essere effettuata nella consapevolezza che per poter offrire un servizio
completo è necessario creare dei turni di lavoro in orari non consueti
·
Why: perché. Perché formare in Rete.
L'utilizzatore del campus è un soggetto intelligente, un contributore attuale o
potenziale del sapere proprietario aziendale e un professionista che si
caratterizza per: indipendenza dalla localizzazione fisica; libertà nel ritmo
di aggiornamento individuale; possibilità di accedere a basi di dati e sapere
(anche corsuale/remoti); pratica nell'utilizzo dei sistemi informatici
necessari per fruire dei servizi virtuali; tendenza a sfruttare la consulenza
di esperti qualificati e tutor; tendenza a confrontarsi con altri utilizzatori
di pari o superiore livello.
7.5.5
E-tutoring e knowledge management (KM)
Il sistema tutoriale di un campus virtuale
è mirato essenzialmente a potenziare l'expertise professionale di tutti i
partecipanti al processo di apprendimento. L'organizzazione e la dinamica del
sistema tutoriale sono determinate dalla diffusione dei bacini di utenza.
Escludendo la valutazione dei normali corsisti di base, per cui il tutoring è
essenzialmente sostegno didattico, nell'ottica del KM i principali utenti hanno
queste caratteristiche:
a) gruppi finalizzati di apprendimento professionale, costituiti da
professional e manager a qualsiasi livello, che vengono assemblati
intenzionalmente per azioni formative ad hoc. Quasi sempre si tratterà di corsi
"strategici" per colmare in tempi brevi un gap formativo rilevante,
in area a forte tasso di cambiamento e reingegnerizzazione.
L'uso della teledidattica e del teleaggiornamento in questo caso:
·
è parte di un sistema formativo più ampio, che
può comprendere azioni di natura diversa (stage, benchmark, project work ecc.);
·
non è legata a necessità contrattuali di routine;
·
è progettata su misura: Il gruppo viene creato
sulla base della domanda collettiva di formazione a livello centrale o
divisionale, sulla base della verifica dei gap formativi correnti. Ogni gruppo
può essere assistito da un tutor professionale avente competenze
specialistiche, con compiti organizzativi e di facilitazione didattica, che
viene dotato di un package operativo adeguato al compito. L'accesso al tutor
può essere organizzato in modi diversi, essenzialmente per telefono e via
e-mail.
Gli allievi possono essere collegati fra loro con strumenti di lavoro
cooperativo, ove necessario. I singoli tutor professionali si raccordano con il
learning manager e allo staff del campus per l'espletamento di tutte le
attività di supporto necessario (gestione dati, elaborazione, valutazioni).
Il tutor può essere un generalista, ma ha accesso ad un parco risorse esperti
coordinato dal learning manager del campus virtuale. I tutor si provvedono qui
in autonomia di esperti specializzati, risorse multimediali, didattiche e
informative necessarie al proprio gruppo, all'interno del circuito del campus e
della intranet aziendale. I tutor si raccordano entro un'area tutoriale,
coordinata dal learning manager, in cui possono trovare:
·
formazione specifica tutoriale;
·
supporti di consulenza;
·
raccordi con altre funzioni del campus virtuale;
·
risorse informative e di ricerca cui non possono
accedere direttamente.
L'area tutoriale
consente inoltre di creare un albo (roster) specializzato di:
·
consulenti esterni,
·
consulenti interni,
con tutti i dati di riferimento e con interfacciamento ai sistemi di gestione
delle conoscenze nella intranet aziendale.
·
gruppi virtuali di apprendimento professionale,
costituiti dalla convergenza delle domande individuali di accesso al sistema
teledidattico. È il caso in particolare dei più alti livelli della formazione
manageriale e tecnica.
I dirigenti e quadri, professional e coordinatori professionali si vedono
garantito l'accesso tempestivo all'autoaggiornamento indipendentemente dalla
presenza di un "gruppo" preorganizzato.
Rispettando i processi di autorizzazione (ove previsti), gli utenti vengono
riconosciuti dal sistema e raggruppati in modo virtuale. Il sistema prevede un
tutor professionale virtuale come referente opzionale degli iscritti (anche
singoli). L'accesso al tutor avviene per telefono e e-mail.
In ogni caso viene fornito a tutti l'elenco degli altri partecipanti sincroni
alla formazione, con eventuale permesso di accesso diretto (peer learning).
Il tutor viene scelto nelle liste degli specialisti (interni o consulenti)
messi a disposizione dal sistema formativo aziendale ai diversi livelli di
responsabilità (corporate o divisionali).
Il Learning Manager opera il coordinamento dei tutor, per tutte le incombenze
di supporto, valutazione e connessione alle altre funzioni del Campus.
Anche i tutor dei gruppi virtuali sono registrati nell'Area
7.6 Osservazioni
Conclusive
L’indagine svolta e presentata nelle pagine
precedenti ha dato
visibilità di due principali elementi: da un lato il forte e costante aumento
di domanda di personale qualificato in ambito IT (ed in quantità tale da poter
dare un contributo estremamente positivo alla riduzione del complessivo tasso
di disoccupazione); dall’altro riuscire a fornire un’adeguata alfabetizzazione
informatica a tutti i livelli della popolazione permetterebbe, da un lato, alle
nuove generazioni di accedere al mercato del lavoro con la sicurezza di trovare
un’occupazione che garantisca loro possibilità di crescita professionale,
dall’altro, la riallocazione di quelle figure che uscite prematuramente dal mondo
del lavoro non riescono a rientrarvi per mancanza di skills adeguati.
La crescita sostenuta del comparto IT nel nostro paese (elemento portante
della cosidetta “Net Economy”) troverà sempre maggiore spinta dagli
investimenti in tecnologia da parte delle piccole e medie imprese, in un
contesto in cui lo spostamento della tecnologia verso un’ottica di servizio
(dove le componenti di hardware e software costituiscono i mattoni di soluzioni
più complesse) determinerà anche da parte delle aziende fornitrici di
tecnologia il bisogno di un maggior numero di persone per supportare, in
un’ottica di servizio appunto, una numerosità maggiore di clienti.
Emerge chiaramente quindi come lo sviluppo della New Economy, basato su
un forte substrato tecnologico, potrà portare positivi effetti sul tasso di
occupazione globale. Questo solo però se la sua diffusione sarà supportata
dallo sviluppo parallelo di programmi di istruzione e formazione a tutti i
livelli della popolazione attiva. Ed in quest’ambito il ruolo centrale può
essere svolto solo dalla Pubblica Amministrazione attraverso i molteplici
strumenti di cui dispone per attrezzarsi adeguatamente. Ciò può avvenire
mediante una serie di strumenti sia finanziari che strutturali sviluppati
attorno ad un medesimo nucleo: l’interazione continua ed a reale valore
aggiunto con la domanda e con chi la rappresenta, ovvero con le aziende/enti
fruitrici di tecnologia e con le Associazioni di categoria.
Solo l’interazione con i soggetti che quotidianamente fanno utilizzo
della tecnologia come componente essenziale dei loro processi, può permettere
il trasferimento alla formazione Pubblica di quell’insieme di valutazioni e
ele-menti atti a permettere la pianificazione di piani di formazione sempre più
coerenti, sia in senso qualitativo che quantitativo, con le esigenze di un
mercato e di una economia contraddistinte da due denominatori comuni: uno
sviluppo sempre più accelerato e una complessità sempre maggiore.
E sono proprio queste due caratteristiche, la velocità di trasformazione e
la complessità in essa insita, a rendere necessario da parte della Pubblica
Amministrazione la definzione di un piano straordinario sulla formazione. Ma
non un piano fine a se stesso. Un piano che invece deve essere strutturato in
maniera tale da dar vita ad un circolo virtuoso di soggetti, competenze,
organizzazioni, infrastrutture capaci di riplasmarsi ogni volta per dare sempre
corretta risposta agli input che derivano dal mercato. Un mercato come quello
della tecnologia che, è giusto ricordare, è stato uno dei primi a far propri in
senso pratico i concetti di competizione e globalizzazione che oggi stanno
iniziando ad investire il sistema paese nel suo complesso.
E’ quindi ovvio che l’attività di formazione possa aumentare il suo grado
di efficienza ed efficacia, bypassando alcuni elementi inibitori che, pur in
presenza di una valida proposizione, le impediscono in alcuni casi, coi sistemi
tradizionali, di soddisfare la richiesta formativa.
Parliamo di quei casi dove è disagevole l’incontro tra docente e discente
per motivi di distanza fisica, di non contemporanea disponibilità temporale, o
di quei casi in cui la complessità della materia trattata necessita di aule
ap-positamente adeguate o di materiale a carattere interattivo e multimediale.
Se da un punto di vista metodologico è possibile segmentare le modalità
di formazione in tre macro tipologie (formazione in aula con istruttore;
formazione con testo scritto; formazione con strumenti tecnologici), da un
punto di vista di dinamica evolutiva, la figura 1 permette di evidenziare il
progressivo declino della formazione in aula (per i motivi sopra evidenziati) a
favore di quella con strumenti tecnologici(come evidenziato nei paragrafi
precedenti).
Figura 1
Mercato formazione per
tipologia
L’utilizzo di Internet come infrastruttura di comunicazione permetterà di
agevolare la comunicazione interattiva tra il tutor e lo studente, nonchè potrà
permettere allo studente di “scaricare” dalla rete le informazioni necessarie
quando ne ha reale bisogno e per quanto attiene le sezioni di suo interesse.
Sono inoltre agevolate le attività di verifica che, veicolate attraverso la
rete ne permettono la fruizione in modo efficace, efficiente e mirato rispetto
alle specifiche necessità. Inoltre giocano un particolare ruolo le tecnologie
multimediali cosi disponibili.12
Lo sforzo per un sistema di formazione efficiente non può sicuramente
prescindere da un piano straordinario che veda la Pubblica Amministrazione in
primo piano, ma è basilare che dentro il piano stesso sia contenuto un progetto
per far evolvere le tecniche formative in coerenza con le possibilità
offerte dalle nuove tecnologie disponibili: Internet su tutte.
8.RECRUTING ON LINE
8.1 le politiche di
reperimento aziendale
Le politiche di reperimento volte a
colmare lo skill shortage si concretizzano in azioni mirate che puntano a
trovare competenze attingendo non solamente all’esterno dell’azienda ma anche
al suo interno[4],
tra le risorse presenti.(FIG.1)
La misura più adottata è quindi quella
di cercare personale già formato sul mercato, proveniente da aziende utenti e
anche concorrenti. Inoltre è sempre più perseguita dalle aziende anche
l’assunzione del personale, seppure dotato di una certa esperienza nel mondo
lavorativo, sia da formare attraverso piani specifici; in questo caso l’azienda
non risolve nel breve periodo le criticità legate alla mancanza di competenze,
ma può invece sviluppare competenze più attinenti allo specifico aziendale.
Ciò che comunque appare un grosso
problema è l’aspetto dell’ utilizzazione della riconversione del personale
interno all’azienda come mezzo per colmare professionalità mancanti; questo è
soprattutto vero per le aziende in cui la riconversione significa in realtà
esubero di risorse in certi ruoli o con determinate caratteristiche. Ben
diverso, infatti, è il caso della mobilità interna sollecitata dalle aziende
anche tramite “job posting[5]” interno e volto ad
incontrare i desideri di cambiamento dei propri dipendenti a fronte di posti di
lavoro effettivamente vacanti. Gli elementi che vengono presi in considerazione
nel reperimento di personale da formare variano sostanzialmente da quelli
relativi al personale con esperienza. In questo caso, infatti, più che
richiedere competenze anche minime nell’area di assunzione, le aziende
preferiscono valutare il valore della risorsa per quelle che sono le sue
esperienze, puntando maggiormente su aspetti intangibili: voglia di
crescere, orientamento al cliente, capacità di lavorare in team, rigore
metodologico, capacità di aderire alla carta dei valori aziendali, ect. Il reperimento di personale dall’esterno
avviene attraverso l’utilizzo di più strumenti (Fig.2)
Infatti tutte le aziende preferiscono
avere a disposizione più canali di collegamento e sfruttare l’uno o l’altro a
seconda delle diverse esigenze. I mezzi maggiormente utilizzati sono comunque
quelli che evidenziano un atteggiamento attivo e propositivo da parte del
candidato ed una interazione con il personale: risposte ad inserzioni, auto
segnalazioni e segnalazione del personale già presente in azienda.
8.2 Verso una
valutazione dell’efficacia della tecnica di reperimento
Le diverse modalità di reperimento nel
settore della net economy vengono sfruttate dalle aziende con intensità diverse
a seconda della tipologia delle figure cercate. Le aziende attribuiscono
diversi livelli di efficacia alle varie modalità, in termini di costo e di
tempo, ma anche di aderenza alle aspettative per personale di tipo manageriale
o di tipo tecnico. Alcune aziende stanno cercando , infatti, di definire ‘misuratori’
oggettivi in grado di valutare il grado di efficacia di una modalità di
reperimento rispetto ad un’altra. E’ infatti inevitabile che l’azienda voglia
conoscere l’efficacia e l’efficienza delle diverse fonti utilizzate. Ad un livello
più evoluto, vengono anche definiti dei veri e propri indicatori, quali ad
esempio la qualità delle risposte ad un annuncio e quindi la sua efficacia in
termini di richiamo, nonché il costo per assunzione, ovvero quanto efficace è
stato ricorrere ad una modalità e come questa è legata anche alla tipologia di
risorsa richiesta.La valutazione dell’efficacia dei diversi canali si basa su
diversi aspetti (Fig.3)
·
Le inserzioni sul sito web aziendale o su siti
di job posting sono considerati validi in termini di risparmio dei tempi
e dei costi, ma poco indicati per reperire figure di tipo manageriale. I
vantaggi derivanti dall’utilizzo di siti di job posting sono sicuramente, oltre
alla riduzione del tempo, costi certi e monitorabili (e abbattimento dei costi
nascosti), la garanzia di aggiornamento continuo e le maggiori possibilità di
contatti con l’estero. Inoltre, spesso questi siti offrono una serie di servizi
a corredo, che vanno dalla formazione al supporto consulenziale.
·
Le segnalazioni interne si rivelano da parte
delle aziende il mezzo più efficace di reperimento. Aziende che si sono
sviluppate molto in fretta, alcune start up ed aziende che fondano il loro
business su tecnologie innovative, e quindi che richiedono skill poco presenti
sul mercato, sono spesso costituite da personale quasi esclusivamente reperito
attraverso il ‘passaparola’ dei dipendenti.
·
Le autosegnalazioni dei candidati sono
particolarmente efficaci in termini di tempo, non sempre risultano
perfettamente aderenti alle esigenze aziendali.
·
Università e centri formativi in generale sono
ritenuti particolarmente economici, anche se necessitano tempi più lunghi e
quindi non possono essere utilizzati per far fronte a necessità impellenti. Nei
confronti delle università, le aziende cominciano ad avere un approccio diverso
rispetto al passato: l’interesse non si rivolge più esclusivamente ai
neolaureati, ma comincia prima, nei confronti dei laureandi, i cui potenziali
possono già essere sviluppati attraverso attività di stage, e che rappresentano
anche un buon terreno formativo e di test della risorsa. Cresce d’altra parte
il numero di stage che sfociano in assunzioni al termine del periodo. E’
inoltre in continua crescita il numero di iniziative promosse congiuntamente da
università e aziende per creare dei primi contatti con i laureandi.
·
Le società specializzate, ed in particolare gli
head hunter[6], vengono
considerate particolarmente efficaci per il reperimento di figure professionali
di alto profilo, tipicamente con funzioni di tipo manageriale.
·
Le inserzioni su carta stampata non vengono
considerate lo strumento più idoneo in termini di efficacia complessiva.
8.3 E-Recruitment
Il ricorso ad internet, quindi, come strumento di reperimento delle risorse e
come mezzo di job posting interno è aumentato molto in Italia e gli altri paesi
europei sia presso le aziende ICT che presso le aziende utenti. (fig.4)
Come possiamo vedere dalla figura 3
l’efficacia migliore ,per le figure professionali con competenze quasi
esclusive su tecnologie e servizi correlati ad internet, dopo le segnalazioni
interne e le autosegnalazioni, è rappresentata dai siti di job posting.
Protagonista di questi siti[7] è un individuo con
un’occupazione che intende valutare l’esistenza di nuove opportunità, cultura medio-alta,
competenze tecniche molto spiccate. I
vantaggi derivanti dall’ e-recruitment sono diversi:
·
Grande visibilità
·
Riduzione dei tempi di comunicazione e di costi
·
Spazi illimitati
·
Maggiore flessibilità e garanzia del just-in-time[8]
Dall’altro lato, tuttavia, richiedono
all’azienda aggiornamento continuo (tutto deve avvenire in tempo reale) e la
capacità di rendere lo strumento efficace, onde evitare il rischio di
generalizzazione e di richieste poco puntuali.
I siti di job posting vengono utilizzati
da un crescente numero di aziende, ma quasi esclusivamente per la ricerca di
figure professionali di tipo tecnico. Il mercato potenziale dell’ e-recruitment[9] nel 2002 sarà pari a
7.000.000 di Euro (circa 1.400 miliardi di lire); la spesa italiana dovrebbe
essere di circa 4.700 Euro (90 miliardi di lire) con tassi di crescita negli
anni successivi pari al 60%.
8.4 I siti di job
posting
8.4.0 Analisi del mercato del job
posting online
L’Online Recruitment, nato circa 5
anni fa negli Stati Uniti, è ancora un fenomeno ‘nuovo’ in Europa. E’
apparso in Scandinavia per la prima volta ed è diventato successivamente uno
strumento paneuropeo, pur con un livello di maturazione estremamente diverso
tra i diversi mercati. Oggi sono numerosi i dipartimenti Risorse Umane che
utilizzano il recruitment online, spesso associando l’azione della loro
internet e del Web Site con i servizi di società online esterne. Già nell’anno
2000 le ricerche avevano evidenziato la crescita esponenziale
dell’e-recruitment a livello mondiale. Le ricerche più recenti non solo hanno
confermato la forte crescita di interesse sia da parte di chi cerca e di chi
offre lavoro , ma hanno addirittura mostrato risultati e previsioni ancora
migliori di quelli ipotizzati un anno fa. L’ultima ricerca IDC stima il mercato
mondiale per il 2001 in oltre 2,5 miliardi di dollari (con una percentuale per
l’Europa di circa il 35%), con una crescita media annua per i prossimi del 52%.
Il mercato in Italia raggiungerà i 45 miliardi nel 2002, con una concentrazione
molto alta;quasi il 90% del fatturato sarà concentrato nelle mani delle prime 5
società.(Fig.nn)
Fig. X Analisi delle principali società
di recruitment online 2002

(Fonte:analisi Talent Web Solution 2001)
I vantaggi di Internet
La crescita esponenziale di questo canale non è una semplice moda destinata a
consumarsi. Rispetto alle formule tradizionali, i vantaggi espressi da Internet
nella ricerca di lavoro sono netti. Tramite l'e-recruitment si accelerano
drasticamente i tempi di pubblicazione degli annunci e di risposta ad essi: il
time to market, ossia lo spazio temporale che intercorre tra l'emergere delle
esigenze di nuovo personale e il trovarlo, scende dalle 4 settimane dei metodi
tradizionali a 10-15 giorni, con record addirittura di 4 giorni; inoltre, si
riducono i costi, compresi quelli interni in termini di ore-lavoro per
l'azienda, e i curricula arrivano subito via e-mail alla persona incaricata
delle selezione, senza inutili viaggi di scrivania in scrivania. Queste grandi
possibilità, sommate a un mercato in espansione, hanno portato al moltiplicarsi
dei siti che si occupano di intermediazione della ricerca di risorse umane. Il
servizio si rivolge in maniera adeguata sia all'azienda sia ai candidati. Anche
per loro, infatti, i vantaggi sono rilevanti. Normalmente l'iscrizione è
gratuita. E' possibile lasciare il proprio curriculum e, in molti casi,
ricevere l'aggiornamento delle ricerche nella propria casella di posta
elettronica. Si possono, inoltre, utilizzare motori di ricerca o directory per controllare
il settore di proprio interesse e una risposta all'annuncio di un'azienda
finirà con certezza all'e-mail di chi si occupa della ricerca (…)
8.4.1 It recruitment[10]
Un servizio completamente gratuito, la risorsa più completa per tutti
coloro che offrono e cercano lavoro nel settore dell'Information Technology nel
nostro paese.
Cominciano ad essere tanti, nel nostro paese, i siti che offrono servizi di
contatto per coloro che offrono o cercano lavoro. Si tratta per lo più di
semplici bacheche, spesso divise in categorie, atte a contenere annunci
lavorativi inerenti molti settori. IT-recruitment.it si differenza dalla massa
per molti aspetti. Questo vero e proprio portale della comunicazione lavorativa
nasce specializzato nel settore dell'informatica, per professionisti e per
aziende. Il sistema consiste in un database di profili indirizzati all'IT e in
un insieme di risorse utili alle aziende. La differenza con gli altri siti che
offrono questo stesso servizio risiede proprio in questa specializzazione. Qui
si trovano solo risorse rivolte a questo preciso mercato, selezionate da
un'azienda leader nel settore, e che quindi garantisce la massima serietà ed
esperienza nella selezione dei dati offerti nel sito. Graficamente il sito è
valido e intuitivo da navigare, e permette l'inserimento dei profili
professionali con un livello di dettaglio tale da mettere sicuramente in luce i
molti aspetti delle esperienze professionali del settore IT. It-recruitment
permette ai professionisti privati di compilare il proprio profilo
professionale utilizzando 4 categorie, venti sezioni e 518 voci tecniche. Per
le aziende è possibile selezionare e salvare i profili che interessano in una
sorta di cestino, a mò di commercio elettronico, per utilizzarli poi in
seguito. Il grosso vantaggio è che il servizio è gratuito e che in questo modo
si annulano tempi e costi di ricerca, sia per i professionisti che per le
aziende.
Tra i siti di recruiting online, It Recruitment è sicuramente uno dei più specializzati e autorevoli. Si tratta di una piazza virtuale, dove si incontrano i professionisti del'It e le aziende che cercano profili in questo settore. I primi possono compilare un Cv online, che comprende fino a 600 voci tecniche. Le aziende, una volta individuato un profilo interessante, possono mandare un'e-mail al candidato, che può scegliere se rispondere o meno. It Recruitment è dunque un osservatorio privilegiato sulle nuove professioni.
8.4.1 Skillpass[11]
In uno scenario dove le nuove
tecnologie e le informazioni cambiano e si
evolvono in modo così veloce e frequente, la conoscenza, la professionalità
e l'aggiornamento sono indispensabili.
Skillpass si rivolge a tutti coloro che vogliono entrare nel mondo del
lavoro legato alle nuove professioni maggiormente richieste nel settore
dell'Information Technology.
Per chi è interessato a presentarsi sul mercato della net-economy e a
sviluppare la propria professionalità attraverso l'utilizzo della rete e
delle nuove tecnologie informatiche Skillpass è la soluzione giusta.
Per iscriversi basta compilare in tutte le sue parti la scheda di adesione
attraverso il nuovo sito www.skillpass.it si avrà la possibilità di inserire
il CV direttamente nel database di Skillpass; inoltre è attivo un servizio
sempre aggiornato con informazioni sul mondo del lavoro e sulle professioni
più richieste dal mercato.
Skillpass si propone di facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro legato
alla net-economy sia alle professionalità già ben delineate, offrendo un
servizio di recruiting online che rende visibili i curricula alle aziende
interessate ad assumere professionisti nel settore dell'ICT, sia alle
professionalità da formare compresi i neolaureati e neodiplomati, che
vogliono partecipare a corsi di formazione con agevolazioni esclusive e
prezzi competitivi.
Skillpass garantisce la scelta tra le migliori scuole per chi ha bisogno di
riqualificazione o di aggiornamento professionale.
Su richiesta diretta delle imprese, Skillpass offre la possibilità di
aderire a stage finalizzati all'assunzione promossi da aziende che cercano
risorse umane da formare.
______________________________
Skillpass S.p.a. è una società che si occupa di selezione, formazione e
ricerca di personale nel settore dell'ICT. Ne fanno parte Sviluppo Italia e
alcuni tra i più importanti Istituti di credito italiani: Intesa BCI,
Unicredito Italiano, Banca di Roma, Banca Popolare di Bergamo - Credito
Varesino, Banca 121, Bipop Carire.
Nel primo anno di attività ha registrato 60.000 richieste di adesione e,
tramite la realizzazione di 14 learning center distribuiti su tutto il
territorio nazionale, 4.300 ragazzi hanno partecipato a corsi di formazione
specializzandosi nei mestieri più ricercati dal mercato della net-economy.
Navigando
tra i molti siti dedicati all'e-recruitment ci si imbatte nelle agenzie
italiane di colossi multinazionali presenti in vari Paesi europei e non, che si
rivolgono a un pubblico composito. E' questo il caso di jobpilot
(www.jobpilot.it), network di siti, presente in Italia attraverso la filiale
nazionale della società jobpilot AG, fondata nel 1995 e presente in tutto il
mondo con 19 sedi. L'inserimento del curriculum attraverso la form composta da
7 sezioni (esperienze professionali, ultima posizione ricoperta, luogo di
lavoro, lingue e conoscenze informatiche, tipo di lavoro desiderato, studi
effettuati e una lettera di presentazione) è gratuito, ha durata di 3 mesi ed è
del tutto anonima: le aziende contatteranno il candidato attraverso un messaggio
alla mailbox riservata su jobpilot.it senza conoscerne i dati anagrafici. Nel
rispetto della privacy, infatti, i dati vengono archiviati in un database
riservato e comunicati alle aziende solo su iniziativa dell'utente. Alle
inserzioni, comunque, si può rispondere anche senza aver lasciato il proprio
curriculum. Se ci si registra attraverso My jobpilot, si possono ricevere via
e-mail le offerte di lavoro più affini ai profili professionali suggeriti
dall'utente. Si possono trovare anche opportunità di stage e di lavoro
all'estero, mentre per senior e top management è stato attivato il canale
Management.
9.STRESS
ECONOMY
9.1 Verso il “lavoro rifugio”…
Il paradosso è in agguato: all'euforia per le professioni
digitali non sembra corrispondere un andamento altrettanto brillante della new
economy, che è sempre più insistentemente in crisi. Come inquadrare e pagare
queste migliaia di potenziali futuri dipendenti? Ecco allora nuove modalità di
svolgimento del lavoro, nuovi contratti, che spesso includono l'offerta di
diventare azionisti dell'azienda che assume e non più solo dipendenti.Il
rapporto Censis sulla società italiana nel 2001 parla di una tendenza al
"lavoro-avventura" che starebbe rapidamente soppiantando la
tradizionale ricerca di un "lavoro-rifugio": non più certezze e
garanzie, ma l'accettazione di una sfida alle proprie capacità. Oggi le
opportunità sono legate alla capacità individuale di cercare lavoro, di avere
professionalità e di venderla sul mercato1.
Si affermano infatti contratti sempre più flessibili
per figure professionali del tutto inedite, spesso scarseggianti o addirittura
pressoché irreperibili su un mercato del lavoro ancora piuttosto
tradizionalista in Paesi come il nostro (ma è recente anche l'appello da
nazioni quali la Germania o l'Austria, che aprono le porte a "immigrati
hi-tech", ad esempio dall'India, Paese emergente nello scenario della new
economy.Ai nuovi modi di assumere corrispondono tuttavia anche nuovi modi di
licenziare. "Non tutta la flessibilità è ineluttabile. Le imprese spingono
su questo pedale ma in molti casi non è detto che la flessibilità sia l'unico
modo per lavorare, per produrre."2
Insomma, se da una parte la nuova economia va alla disperata caccia di new
workers, dall'altra licenzia a man bassa. E pare che quando si tratta di
congedare i dipendenti, la new economy segua procedimenti del tutto simili a
quelli della old. Anzi, molto spesso si fa anche meno scrupoli, vista
l'anomalia di molti contratti e la scarsa o nulla tutela sindacale accettata
dagli stessi lavoratori.
9.2 U.S.A. e licenzia…
“L’America licenzia a raffica gli impiegati della new economy, mentre l’Italia stenta a trovare professionisti per il settore dell’information technology. L’epoca della globalizzazione e il traguardo del telelavoro rendono disomogeneo il panorama dell’e-work. E la leadership delle grandi dot com non sembra più così granitica. Ma tra ritardi e rallentamenti della Web economy chi paga di più?”
«A me non è ancora toccato, ma
potrebbe capitare presto.»
È con questo spirito che molti impiegati della new economy americana si
apprestano ad affrontare ogni giorno il proprio lavoro. La raffica di
licenziamenti che ha colpito il settore dell’information technology non ha
precedenti: nel solo mese di aprile 2001 circa 35.000 dipendenti di società che
operano nelle aziende Internet hanno dovuto spegnere il Pc e tornare a casa. Si
tratta di un numero considerevole, soprattutto se si pensa che nell’intero 2000
il totale dei lavoratori che hanno perso il posto nelle e-company americane
ammontava a 36.177 unità. In un solo mese si è quasi raggiunto il triste
primato di un anno intero e per il mercato del lavoro americano i prossimi
anni si apprestano a essere
preoccupanti. Non si tratta delle dot com nate sulla spinta dell’entusiasmo di
giovani ma inesperti imprenditori e neppure delle società che soffrono il
primato della concorrenza. A presentare oggi il foglio rosa che notifica il
licenziamento dei dipendenti sono proprio loro, i leader di mercato, i
protagonisti dell’Internet american dream.
Tra le tristi avventure della
new economy d’oltreoceano quella che tocca più nel vivo lo spirito americano è
sicuramente la vicenda di Altavista3,
che per far fronte al calo della spesa pubblicitaria ha tagliato un quarto
della sua forza lavoro e deciso di abbandonare l’offerta di free net. Niente più sogni per i dipendenti degli
Excite Studios, produttori di contenuti media di Excite@Home4, un’altra grande storia di successo
delle Rete. Dopo 6 anni e una flessione dell’80% in Borsa, l’azienda
specializzata in trasmissioni Internet ad alta velocità, con quasi 3 milioni di
utenti, ha deciso di ridimensionare il suo staff. Naviga in cattive acque anche
Etoys5, sito di e-commerce di giocattoli, che ha
licenziato a fine gennaio il 70% degli impiegati e chiuso i battenti europei.
La situazione del gruppo, tuttavia, preoccupa di più gli investitori che in un
anno hanno visto scivolare il valore delle azioni da 25 dollari a soli 16
centesimi.
Una vera ecatombe è, invece, quella che si è registrata tra le fila dei colossi
della produzione hardware e delle telecomunicazioni. Ha iniziato Xerox6, nel “lontano” ormai 2000, licenziando 3.500 dipendenti, seguito a
ruota da Hewlett Packard7, con
1.700 lavoratori, Motorola8, che ha
soppresso 2.500 posti, Gateway9che ha
perso il 10% della sua forza lavoro.
La maglia nera spetta, però, a Lucent Technologies10 che insieme al licenziamento di 10.000
dipendenti ha deciso di vendere anche un campo da golf (!) e WorldCom11 che ha tagliato il 15% dei posti di
lavoro: ben 11.000 dipendenti. Per il Ceo del gruppo Bernard Ebbers, dopo il
crollo del 60% al Nasdaq, «si è trattato dell’ultima risorsa per evitare la
crisi. In questo momento non si può fare diversamente».
Tra i casi che riguardano il Vecchio Continente, è degna di nota la controversa
vicenda delle «formiche» di Letsbuyit.com12,
il gruppo d’acquisto via Internet più importante in Europa. Dopo essersi
salvato in extremis dal fallimento e ritirato i libri contabili già consegnati
al tribunale di Amsterdam, sopravviverà grazie al finanziamento di 4 milioni di
Euro della tedesca Kimvestor Ag, società di venture capital posseduta dall’ex
hacker Kim Schmitz, un giovane che in passato ha violato anche i siti Internet
della Nasa e del Pentagono.
Situazione assai diversa in
Italia…L’Italia, è noto, viaggia con almeno 3 anni di ritardo rispetto agli
Stati Uniti nello sviluppo dell’economia legata a Internet. E come gli Usa del
primo periodo Clinton sta vivendo un miracoloso boom del settore, registrando
una forte diminuzione della disoccupazione. Una conferma viene dal rapporto
Internet 150, di PricewaterhouseCoopers13,
che sia a livello europeo sia italiano, evidenzia ottimi risultati. Sebbene al
penultimo posto in Eurolandia per i tassi di disoccupazione, l’Italia ha
guadagnato un punto percentuale rispetto al 2000, raggiungendo una quota del
10,5% sul totale della forza lavoro.
Ancora più significativo è il studio di Microsoft Italia e NetConsulting sullo
skill shortage nel settore dell’information technology made in Italy, ovvero
sulla mancanza di professionisti da impiegare tra le fila delle società
Internet italiane e la scarsa alfabetizzazione informatica. Secondo questo
studio, il deficit formativo e l’impossibilità di reperire persone
specializzate porterà nel 2002 a un mancato introito di 22.000 miliardi per l’ICT,
una cifra paragonabile alla dimensione del comparto italiano degli autoveicoli
o di quello farmaceutico. Le risorse professionali che servono nelle nostre «officine
Web» sono ben 69.000: una cifra uguale a tutti i lavoratori che hanno perso il
posto negli Usa dall’inizio del 2000 a oggi!
Un po’ per vezzo un po’ per necessità, si è arrivati, addirittura, a battezzare
alcune società italiane «No sleeping company», come nel caso di E-Tree14, new media agency del gruppo Etnoteam15, che per fare fronte all’impressionante
incremento delle commesse e delle ordinazioni (il fatturato della società è
lievitato del 500% in un anno), ha deciso di ospitare i dipendenti anche di
notte, a fianco di Pc e server, e aprire una nuova sede anche in Slovenia. E
questo non è un caso isolato, la crescita è esponenziale in tutto il settore.
Secondo previsioni basate su dati Assinform, dal 1999 al 2001 il mercato It è
lievitato, infatti, del 15%, pur perdendo 7.000 miliardi d’introiti a causa
dello skill shortage. In Italia i conti delle società quotate al Nuovo Mercato
o delle aziende fortemente sbilanciate verso l’e-business crescono con valori a
3 cifre. Basta citare Dada16, che
rispetto al 1999 ha quadruplicato il fatturato annuale (+302%) .
Sebbene l’economia americana rallenti e quella italiana registri tassi di
crescita nel settore dei servizi sempre più bassi rispetto al 2000, l’aumento
dei carichi produttivi all’inizio del 2001 continua a stimolare una
significativa espansione delle forze lavorative e a dare fiducia agli
imprenditori nella ricerca di professionisti del Web. Questo dato viene
certificato anche da Reuters/Adaci che ogni mese pubblica l’Italian Services
Index che tiene sotto controllo i cosiddetti «nuovi affari». I livelli
occupazionali sembrano crescere, ma al tempo stesso non sono sufficienti per
affrontare le opportunità che Internet crea in Italia. Visti i buoni bilanci
delle società Internet, è ragionevole pensare che gli investimenti futuri
verranno indirizzati soprattutto verso la formazione e nuove assunzioni. Nella
recente visita di Bill Gates a Roma, il fondatore di Microsoft ha dichiarato
che «l’Europa dovrebbe copiare il modello americano per quanto riguarda gli
investimenti in formazione e la struttura del mercato del lavoro». Certamente
alludeva alle opportunità di lavorare a distanza e alla flessibilità di orari,
allungabili, come espresso in una veloce battuta (applaudita, però, solo dagli
esponenti di Confindustria), «oltre le 50 ore settimanali». Il riferimento non
era certo alla mobilità degli e-worker americani di questo periodo. Resta
indubbio, infatti, che Usa e Italia sembrano avere problemi opposti,
quantificabili oggi in 70.000 posti di lavoro. Ma basterà la Rete a mettere in
contatto due realtà complementari?
9.4 Sindacati e associazioni professionali.
C'è una lezione che emerge da tutto questo
panorama? Forse quella che nuova economia e nuovi lavori vanno osservati non
più come la rivoluzione che improvvisamente travolge tutti i modelli
precedenti, ma come un fenomeno assai mutevole che segnala una linea di
tendenza planetaria, progressiva e capillare: il passaggio dal posto fisso al
"lavoro-avventura" ne è un esempio abbastanza significativo. I primi,
clamorosi fallimenti nella new economy, i primi grandi ridimensionamenti nelle
file dei new worker hanno fatto piazza pulita dell'euforia un po' malsana degli
inizi, per far spazio a una situazione più realistica. Se con una mano
l'economia digitale già comincia a ristrutturare e licenziare come fosse un
settore produttivo maturo, dall'altra cerca disperatamente nuovi addetti e
soprattutto nuove idee. Luci e ombre, tendenze espansive e selettive, come in
ogni settore dell'economia e della produzione. Non più allora l'Eldorado, ma un
nuovo ambiente, una nuova "casa" di creatività, di lavoro, di vita,
che giorno dopo giorno si modifica e propone nuovi modelli culturali e anche
psicologici. La storia non fa salti, nemmeno quella del mondo digitale
I recenti terremoti del Nasdaq hanno molto
ridimensionato la grande Rete, rivelando una verità finora nascosta o
volutamente ignorata. Articoli di giornale e siti come Netslaves.com(vedi
paragrafo 5.6) hanno raccontato storie orribili e tremende di sfruttamento,
tanto da far guadagnare ai lavoratori l'appellativo di "schiavi del
web". I lavoratori spesso sono stati messi a tacere dalle società con la
promessa di partecipazione agli utili, che poi non è stata sempre mantenuta. Nel
2000 i licenziamenti nel settore sono stati oltre 40 mila e sono sempre di più
i dipendenti di società del net, come Amazon.com, che si sono rivolti al
sindacato delle comunicazioni per avere tutele e garanzie. Si parla di
clamorosi scioperi, in aziende dove le voci di tagli del personale si sono
fatte più insistenti, che potrebbero preludere alla rinascita delle Trade
Unions, tradizionalmente molto combattive oltreoceano.
"Molti lavoratori della new economy si
trovano in una situazione difficile: lavorano fino a sedici ore al giorno,
poche vacanze, moltissimo stress e una forte pressione - afferma Gretchen
Wilson del sindacato delle comunicazioni CWA - Se la società dalla quale sono
impiegati si rivela poi un successo, i loro sacrifici vengono premiati, ed i
loro guadagni sono altissimi. Ma spesso accade il contrario, e sono loro a
pagarne le conseguenze".
Negli Usa il web dà lavoro a tre milioni di
persone. Molti sono diventati miliardari ma moltissimi hanno fallito
miseramente. Secondo la Wilson, i lavoratori della nuova economia non hanno mai
sentito fino ad ora la necessità di sindacalizzarsi. Adesso però cominciano a
familiarizzare con l'idea del sindacato, "un sindacato diverso da quello
dei nostri genitori: una nuova forma di aggregazione che si adatterà ai bisogni
del mercato."
E di fatto i contratti sui quali il
sindacato e i lavoratori stanno lavorando cercano di adeguare alcuni aspetti
dei vecchi contratti ai bisogni di oggi, come assistenza sociale per i figli e
per i parenti anziani dei dipendenti, possibilità di contribuire maggiormente
ed in modo creativo allo sviluppo della società, orari più umani ed uno
stipendio garantito, oltre alle tanto discusse stock-options, ovvero le azioni
societarie che sostituiscono la regolare retribuzione
"All'inizio
credevo di lavorare in un'impresa che avrebbe migliorato l'America. Dopo tanti
lavori deludenti, questo sembrava diverso. E invece era un mito".17Con la prima crisi anche nella New
Economy arrivano i traumi sociali, vacillano le certezze sulla superiorità di
questo modello con poco Welfare e pochi ammortizzatori assistenziali. Colpito
dall'insicurezza, il mondo di Internet scopre perfino una voglia di sindacato.
"Con le aziende Internet ho chiuso" dice l'indiano Asim Taher.
Tecnico programmatore di siti web, oggi disoccupato, si è rivolto all'agenzia
di collocamento BrassRing a San Francisco. "Stavolta cerco un'impresa
grossa, quotata in Borsa e col bilancio solido, per un posto di lavoro che
duri". Dopo un decennio di boom, la frustata dei licenziamenti colpisce all'improvviso
e disorienta.
Taglia la grande industria tecnologica della Silicon Valley (HewlettPackard:
1.700 licenziati), tagliano le dot.com del commercio elettronico (Amazon,
Barnes&Noble.com, eToys, Webvan), taglia il nuovo gigante multimediale
America Online Time Warner: 2.400 esuberi. Il settore Internet in senso stretto
ha perso 51.000 posti di lavoro in un anno, di cui 13.000 nell'ultimo mese18.
In assoluto i traumi sociali subìti nella New Economy sono ancora leggeri: poca
cosa rispetto ai 26.000 licenziati in un sol colpo dalla Chrysler, a 10.000
esuberi tra Ford e General Motors, ai 16.000 telefonici mandati via da Lucent
nel New Jersey.
"L'esperienza insegna: prima va giù
l'economia, poi con ritardo le statistiche sulla disoccupazione salgono,
inesorabilmente" dice Sung Won Sohn, chief economist della banca Wells
Fargo. Le crisi americane hanno ritmi fulminei, si passa dall'euforia del boom
al pessimismo cupo in un attimo. E la flessibilità fa sì che il mercato del
lavoro sia un sismografo fedele: in pochi mesi le cadute dei consumi e degli
investimenti diventano lettere di licenziamento.
I primi a sentire che il clima sociale della New Economy sta cambiando sono i
sindacalisti. "Prima non sapevano neppure che esistessimo, ora siamo
sommersi dalle richieste dei dipendenti di dot.com (le società Internet) che
vogliono saperne di più sui diritti dei lavoratori"19,
"La New Economy sta maturando e viene a cercarci. I primi a cercare una
tutela sono quelli dalle mansioni più dure e stressanti. E' logico che vadano
verso il sindacato"20.
L'e-commerce è anche questo: i giovani addetti al servizio clienti passano le
loro giornate al telefono tentando di placare consumatori scontenti per i
ritardi nelle consegne, o per riparare gli errori di un software non sempre
efficiente.
Per i dipendenti delle dot.com in difficoltà21,
iscriversi al sindacato e ottenere un contratto di lavoro regolare è una
precauzione. In caso di fallimento del datore di lavoro, i loro salari saranno
privilegiati nella liquidazione giudiziaria. Ma certi imprenditori temono il
sindacato come la mazzata che può precipitare la crisi. E' il caso di
Etown.com, un sito Internet di San Francisco che fornisce informazioni sui
prodotti elettronici.
La
flessibilità è uno degli ingredienti del miracolo americano. Esempio: tre
milioni e mezzo di posti di lavoro con contratti a termine, creati in pochi
anni dalle agenzie che affittano manodopera. Il presidente di Manpower, la più
grossa di queste agenzie, non nasconde la contropartita: "Se un'impresa ha
500 dipendenti suoi e altri 100 presi in affitto a termine da noi dice Jeffrey
Joerres quando arriva una congiuntura debole i primi ad essere cacciati sono i
nostri".
Per lo studioso di relazioni industriali Gary Chaison, "il sindacato fa
benissimo a interessarsi dei nuovi settori trainanti dell'economia. Se riesce a
entrare in queste aziende giovani e innovatrici, dimostrerà che il movimento
sindacale non è più quello dei nostri nonni e delle fabbriche con le
ciminiere".
9.4.1
Le associazioni professionali in America.
Tra i più convinti della possibilità di
collegare in rete i lavoratori vi sono i fondatori di Washtech, la Washington
alliance of technology workers. Si tratta di un'associazione di professionisti
che lavorano nel settore delle tecnologie informatiche: autori, programmatori,
sviluppatori, amministratori di reti e altri lavoratori, a tempo determinato o
indeterminato, di quasi un centinaio di società dello Stato di Washington, dove
è concentrata buona parte dell'industria hi-tech. Non è un sindacato nel senso
tradizionale del termine: non rappresenta i lavoratori nei luoghi di lavoro né
partecipa ai negoziati per i contratti. È "un gruppo di gente che lavora
nella stessa industria unitosi per portare avanti i propri interessi" ed è
affiliato al Cwa (Communications workers of America), il
sindacato che rappresenta 630mila addetti del settore comunicazione. L'Alleanza
non rifiuta la flessibilità ma si batte per maggiori diritti e benefici,
migliori condizioni e retribuzioni e contro abusi e discriminazioni. Offre
informazione, corsi di formazione, aggiornamento e riqualificazione e
consulenza legale.
Alliance
of new economy workers (Anew) 23
L'Alleanza dei lavoratori della new
economy è stata promossa alla fine del 1999 da un gruppo di dipendenti di
Amazon. Il sito propone la sottoscrizione di un appello in cui si chiede alla
società di Seattle il rispetto di alcuni diritti: una politica di ferie e
congedi che tenga conto delle esigenze familiari dei lavoratori; una
retribuzione almeno pari alla media salariale del settore; la copertura
sanitaria per i dipendenti e per le loro famiglie; regole eque e coerenti per
tutto il personale; il pagamento degli straordinari obbligatori effettuati
oltre le 50 ore settimanali; la possibilità di assunzione per i lavoratori a
tempo determinato e la non interferenza nelle scelte sindacali dei lavoratori.
Tra i "tecnolavoratori" che si
sono organizzati per cercare di ottenere migliori condizioni di lavoro ci sono
anche quelli del colosso dell'industria informatica Ibm. Alliance@Ibm unisce
impiegati, dipendenti a tempo determinato, collaboratori a contratto e
pensionati della società. I manager, invece, sono esclusi: "Lo sai che
ogni dirigente" - è scritto sull'homepage - "ha un contratto scritto
che gli garantisce lo stipendio, i benefici e la pensione?" e
all'ipotetico lavoratore che teme che aderendo all'associazione possa perdere
dei diritti, il sito risponde: "quali diritti hai adesso?". Il
coinvolgimento dei precari è così spiegato: finché essi avranno salari inferiori
e saranno privi di benefici i vertici saranno incentivati a rimpiazzare i
lavoratori "regolari" con quelli a tempo determinato. Nella pagina
"Meet the enemy" ("Conosci il nemico") vengono segnalati i
siti delle istituzioni considerate più ostili verso i diritti sindacali.
ITWorkers.Net è un'organizzazione che
sostiene i professionisti che operano nel settore delle tecnologie
informatiche, in particolare quelli, probabilmente la maggioranza, che lavorano
in condizioni precarie. L'obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza
dei lavoratori e contribuire alla costruzione di ambienti di lavoro più
vivibili. "Molti professionisti dell'information technology sono
lavoratori a contratto… lavoriamo per società di 'servizio', dove noi forniamo
il servizio e loro prendono i soldi. Vorremmo creare ruoli più definiti, avere
meno disparità salariali, più garanzie e formazione, più controllo sulle nostre
carriere e più stabilità nelle nostre vite" - affermano i promotori nella
dichiarazione di intenti dell'associazione.
Digital workers alliance
(Dwa)26
La Dwa è un'associazione di
professionisti dell'Informaion technology dell'area di San Francisco.
Rappresenta programmatori, progettisti, autori, animatori, tecnici,
collaudatori e rappresentanti che, pur dipendendo dall'industria hi-tech,
"odiano quello che essa sta facendo alla città". L'industria dei
computer, infatti, sta crescendo nella Baia a spese della diversità economica e
culturale; si sta instaurando una vera e propria "monoeconomia" che
sta mettendo in crisi la piccola impresa, le organizzazioni non profit e la
comunità locale: in particolare, la speculazione edilizia sta danneggiando
l'ambiente e la crescita dei prezzi degli affitti e degli acquisti di immobili
sta allontanando dal centro gli artisti e le minoranze etniche. Questo gruppo
di "lavoratori digitali" si batte, con varie iniziative, per
"una città dove ci si possa permettere di vivere senza stare seduti per 65
ore a settimana davanti a un computer, una città in cui ci sia spazio per gli
artisti, una città dove un ragazzo gay possa trovare sostegno, una città con
comunità di ogni parte del mondo".
A denunciare le dure condizioni di lavoro
nelle società hi-tech è anche CorpWatch, un movimento che si batte contro una
globalizzazione governata esclusivamente dall'industria mediante campagne di
informazione e azioni di protesta (ad esempio la mobilitazione contro la Nike
per lo sfruttamento del lavoro minorile negli stabilimenti asiatici e l'invio
massiccio di e-mail alla Casa Bianca in seguito al disimpegno dal protocollo di
Kyoto sul clima). Sul sito di CorpWatch si può visitare una mostra fotografica sul lavoro nelle "High
tech sweatshops" cioè nelle aziende "sfruttadipendenti" del
settore tecnologico. "Pochi sanno che… dietro la facciata scintillante
dell'industria hi-tech ci sono migliaia di lavoratori sottopagati, soprattutto
donne immigrate, che assemblano i nostri computer esponendosi a centinaia di
sostanze chimiche tossiche", che l'incidenza di malattie professionali è
tre volte superiore a quella rilevata in altri comparti manifatturieri, che la
percentuale degli aborti è sensibilmente più alta della media, che
l'associazione sindacale è ostacolata, che "le persone di colore svolgono
il 75 per cento dei lavori manuali … mentre i bianchi ricoprono l'80 per cento
dei posti di responsabilità". Seguono una serie di testimonianze e
l'indicazione di riferimenti bibliografici sull'argomento e delle risorse in
rete
9.4.2 Le associazioni professionali in Italia
In Italia una prospettiva di questo
genere è soltanto ai suoi inizi. Chi lavora nelle aziende della new economy, o
nel ciclo della produzione comunicativa si considera spesso un privilegiato. Ma
qualche segnale di approfondimento critico cominciamo a vederlo. Ad esempio all’indirizzo
http://www.ecn.org/sortal
è in allestimento un portale destinato ai problemi del lavoro flessibile e agli
effetti della new economy nella vita sociale e psichica dei lavoratori. E
recentemente è stato lanciato un sito che si chiama ironicamente www.labellavita.org
dedicato alle psicopatie e alla miseria affettiva prodotta dallo stress da
competizione e dalle illusioni della new economy.
Nella new economy, in particolare nella
fetta in cui si produce per la Rete, il lavoro è simile a un lavoro
schiavistico: non ci sono orari, non ci sono coperture assicurative, i
lavoratori sono dipendenti delle oscillazioni e degli umori del mercato. Questo
settore della new economy è di tipo schiavistico, quasi castale, i padroni
assomigliano ai vecchi padroni delle ferriere.
Milioni di giovani sono stati attirati dal miraggio di una ricchezza facile.
Nel 1998, la rivista americana Fortune pubblicò un'inchiesta, secondo la quale
il 77 per cento degli studenti americani prevedeva di diventare ricco in poco
tempo. Si tratta di un miraggio costruito sul successo di pochissimi. In questo
mondo produttivo si fa molta leva sul tipo di lavoro. Le persone si sentono
insostituibili, perché la mediazione del lavoro manuale è diventata banale. Non
esiste più il lavoro concreto tradizionale, per esempio quello dell'albergatore
che controlla le stanze dell'albergo. Ora il lavoro concreto che caratterizza
ciascuno è un lavoro cognitivo, mentale: e questo ci fa sentire unici,
insostituibili. Altrimenti lo sfruttamento non si spiega. Adesso la crisi la
sta ridimensionando, ma si deve tentare di capire perché la new economy ha
attirato tante persone in condizioni come queste.
La Rete ha oggi una valenza che
eccede il puro linguaggio; ormai è parte integrante dell'economia, anche se si
era sperato costituisse una sfera di libertà.
Il linguaggio diventa performativo e ha la forza di trasformarsi in cose e
produrre azioni, senza riferimento a cose preesistenti. L'entrata del
linguaggio nell'economia permette di organizzare l'ambito produttivo secondo
modalità impensabili con la fabbrica, che aveva una sua rigidità sociale e
organizzativa quasi fisica.
Con le nuove tecnologie, una serie di mansioni vengono delegate. Si produce un
crescita della ricchezza che ha una serie di risvolti negativi, come la
flessibilità e l'aumento del lavoro. Si è creato un universo lavorativo nel
quale la differenza tra tempo lavorativo e tempo privato è inesistente. In
questo modo, il lavoro è un incubo. Prima c'era una distinzione netta tra il
tempo dedicato a lavorare e il resto del tempo. Un operaio usciva dalla
fabbrica e smetteva di lavorare. L'alienazione tanto deprecata era anche una
separazione dal lavoro, con il quale si aveva un rapporto di indifferenza. Con
l'avvento delle nuove tecnologie e la mentalizzazione del lavoro, c'è stato un
tentativo di fondere lavoro e lavoratore: non si smette mai di pensare al
lavoro, si fanno propri gli obiettivi della propria impresa, anche se questi
magari non portano nulla di concreto al singolo individuo. Questo passaggio si
può certamente analizzare come una perversione diabolica del capitale, ma si
deve tentare di capire il perché di quello che è successo. Molti sono stati
costretti a lavorare in questo modo, ma molti l'hanno fatto per entusiasmo. Non
c'è dubbio che la new economy ha funzionato anche per questa capacità di
assorbimento e di immedesimazione spontanea. La tendenza è verso una
normalizzazione del lavoro, un ampliamento del lavoro dipendente, diversamente
da quanto si era creduto in passato. Che si arrivasse a un mondo di lavoratori
indipendenti è stata un'illusione. La rivendicazione dell'autonomia, con
l'automatizzazione è stata una trappola. Adesso ci sarà la rivendicazione della
sicurezza e della separatezza, rispetto alle oscillazioni del lavoro: in questa
new economy i lavoratori hanno pagato le conseguenze della crisi, molto più dei
padroni.
9.5 NET-SLAVES…il lato oscuro della
NET-ECONOMY.
“Microserfs”, il romanzo di Douglas
Coupland dedicato alla vita quotidiana, agli affetti, e alla (striminzita)
sessualità di un gruppo di programmatori di una grande azienda della new
economy, edito in Italia da Feltrinelli, non è forse un capolavoro letterario
ma ha il merito di puntare il dito su un aspetto che spesso viene occultato
dall’ideologia tecnofila: lo stress legato al lavoro high tech, la giornata
lavorativa illimitata, la sfrenata competizione e la conseguente anoressia
affettiva.
Quando Coupland pubblicò il suo romanzo il
tema dello stress tecnologico non era preso in considerazione, almeno in
Italia. In America, dove questo tipo di lavoro si è diffuso con anticipo già
nella prima metà degli anni novanta si sono diffuse le prime comunità di technoluddisti
come Clifford Stoll.Al di là della retorica pubblicitaria il lavoro ad alta
tecnologia risulta sicuramente meno faticoso del lavoro industriale classico
sul piano fisico, ma può produrre effetti patologici sull'equilibrio e la
salute psichica.
Da qualche tempo è entrata nel lessico
l’espressione netslaves: schiavi della rete. A lanciare l’espressione sono
stati Bill Lessard e Steve Baldwin, autori del libro Nestslaves28. In questo libro viene proposta l’idea
che la rete, e in generale l’universo della comunicazione digitale, non è
affatto, come sostengono i suoi apologeti, un luogo di libertà assoluta di
piacere culturale e conviviale, e di opportunità economiche illimitate.
Tutt'altro che un paradiso, dicono Lessard e Baldwin, la net-economy funziona
come un sistema castale in cui un esercito di schiavi sono sottoposti a
condizioni di sfruttamento senza regole. E, quel che è peggio, oggetto dello
sfruttamento non è il lavoro fisico ma proprio il sistema nervoso, l'attività
mentale.
“Pensate che Internet vi apra finalmente le
porte dell'Olimpo del lavoro? Siete convinti che i licenziamenti di cui
continuamente si parla non siano che un'invenzione dei media per fare notizia,
ma non capite perché siete alla ricerca costante di un lavoro? Questo libro è
quello che fa per voi29”
"Ha ricevuto il mio curriculum?" "Un secondo, mi faccia
controllare nel portacarte". Il rumore di carta rimestata, poi un silenzio
prolungato. "L'ha trovato?" "Sì, l'ho proprio sotto gli
occhi". Ancora silenzio, quindi l'addetto al personale all'altro capo del
telefono si schiarisce la voce. "Signor Lessard, scorrendo il suo
curriculum mi risulta che lei abbia cambiato, in media, un lavoro all'anno
negli ultimi sette anni". "Esatto". L'uomo si lasciò sfuggire
una sottile risata canzonatoria. "Signor Lessard, se fossimo in
California, sono sicuro che i suoi potenziali datori di lavoro la
giudicherebbero un tipo sufficientemente stabile. Ma siamo a New York. Ho paura
che i nostri clienti penserebbero a qualcosa di strano. C'è una ragione precisa
per tanto peregrinare?". "Lei non capisce", balbettai. "Io
lavoro su Internet. Lì è tutto molto instabile. L'ultima azienda dove ho
lavorato è stata inglobata e ha dovuto licenziare tutti; l'azienda precedente è
fallita, quella ancora prima…"
9.5.1 Il "Sistema di Caste della Net
Economy" secondo Bill e Steve
Nel New Media Caste System, Lessard e
Baldwin individuano quindi undici categorie di lavoratori con tanto di scheda
descrittiva delle caratteristiche socio-antropologiche e reddituali: dalla
categoria più bassa dei garbagemen, gli spazzini della rete che lavorano senza
orari a pulire e compilare programmi, a rispondere alle lamentele dei clienti,
a inserire e estrarre componenti dalle macchine, ai cops o streetwalker, il cui
lavoro consiste nel reprimere le manifestazioni virtuali di stimoli sessuali,
alle operatrici sociali che passano il loro tempo a gestire conversazioni
online d’ogni genere, ai fry cook che friggono la vita dei programmatori per
mantenere i tempi, fino ai nuovi, e pochi, robber baron, senza dimenticare le
talpe della micro imprenditorialità diffusa. Nella fabbrica della rete
l’occupazione è del tutto instabile, in un anno si cambia lavoro 3 o 4 volte.
Non ci sono orari, né prestazioni sociali, i rapporti sociali sono, appunto,
castali, con la differenza che qui la mobilità ascendente e discendente è
elevatissima. La produttività aumenta senza considerazione alcuna per gli
effetti sulla vita privata dei lavoratori e delle lavoratrici: “assenza
completa di vita sociale, dieta alimentare schifosa, mancanza di esercizio
fisico, sigarette a mille, disordini nervosi ricorrenti e, non da ultimo,
emorroidi”.Internet è dunque la nuova fabbrica, ma al tempo stesso è anche il
nuovo sindacato. Se è il luogo dello sfruttamento, è anche il luogo
dell’autorganizzazione dei lavoratori.
Livello 1 Uomini delle pulizie
"L'uomo delle pulizie è l'insonne, bistrattato e oberato ingegnere della
disinfestazione, cui è toccata in sorte la maledizione di ripulire i pasticci
tecnologici del prossimo".
Livello 2 Poliziotti e Prostitute
"Vedono Internet come un modo per sbancare (Prostitute); un modo per
sbarcare il lunario (Poliziotti)".
Livello 3 Assistenti sociali
"Sono le massime autorità emotive dell'universo della Net Economy".
Livello 4 Tassisti
"Quasi tutti i siti sono progettati da infaticabili giovani itineranti
…al di là delle piccole noie quotidiane c'è il lavoro in sé, caratterizzato da
scadenze impossibili ('Puoi finire il sito lunedì?), da giornate lavorative di
16 ore e dall'assoluta mancanza di stabilità".
Livello 5 Cowboy e Squali
"Non importa se siete pedofili, tossici o serial killer con mucchi di
cadaveri sepolti in giardino; se siete dei maghi del codice, vi assumeranno e
vi pagheranno bene, anzi, vi copriranno d'oro, perché il citato bagaglio di
nefandezze giova all'aura mistica del genio".
Livello 6 Cucinieri
"Armati di spatola in una mano e grafico Ganttiano nell'altra, i Cucinieri
sono gli operatori più tartassati di tutto il Sistema di Caste della New
Economy, quelli per i quali vige la regola 'fatelo a tutti i costi'".
Livello 7 Cercatori d'oro e Gigolo
"Non passa notte che queste cicale del cyber-sociale non vadano a godersi
la vita a spese dell'azienda in qualche sfarzoso evento industriale, pranzo di
debutto o cerimonia di premiazione".
Livello 8 Predicatori e Invasati
"Se non sono sepolti da qualche parte a scrivere saggi, manuali o
consulenze finanziarie al grido di 'Comprate adesso! Comprate tutto!',
Predicatori e Invasati amano andare in giro a evangelizzare le masse alle
conferenze.
Livello 9 Robot
"Se non li tradiscono le antenne, controllate il numero di teledrin alla
cintura (almeno sei). Altro segno di riconoscimento è un manuale SNMP di 3.000
pagine legato alla testa con un filo del telefono".
Livello 10 Baroni della truffa
"I CEO sono un po' come gli unicorni - tutti li hanno visti sui giornali,
tutti saprebbero riconoscerne uno in meno di un secondo, ma quando si tratta di
rintracciarli fisicamente per studiarli in carne e ossa, si rivelano simili a
misteriose creature mitologiche".
Sublivello -1 Uomini talpa
"Sono i primi responsabili del modello anarchico, pazzoide e
misticheggiante che impera sulla Rete. Prive delle inutili restrizioni della
proprietà privata, del buon gusto e del corretto Web design, le loro creazioni
sono quasi sempre smaccatamente amatoriali, antiestetiche e incredibilmente
trascurabili".
Il sito Netslaves.com propone una lettura
ironica della crisi - vera o presunta - della new economy
"Ass Cancer"31 (la cui traduzione letterale suona
vistosa e un po' hippy, più o meno "cancro anale") è il termine
clinico usato per l'approccio dei tardi anni '90 alla costruzione di
un'azienda. In realtà indica quella fase di start up -cosí frequente nella new
economy- caratterizzata da una crescita rapida, quasi incontrollata, di una
nuova società. Fase in cui le risorse umane vengono reclutate troppo
rapidamente per poter essere assorbite, senza valutare la loro necessità e se
sono la giusta risposta a un bisogno documentato. In generale, le aziende con
un principio di Ass Cancer possono sembrare vitali, energiche e in crescita,
anche se sono sull'orlo della bancarotta. I più comuni trattamenti nella cura
di questa malattia mortale sono anche i meno efficienti: tra questi, i
licenziamenti, che nel migliore dei casi non sono altro che un placebo che non
intacca in alcun modo le cause originarie del tumore.32
Il lato oscuro della net-economy, infatti,
è fatto di centinaia di migliaia di persone che passano davanti al video 14 ore
al giorno, spesso senza week-end e - soprattutto - senza garanzie: l'epilogo è
spesso un licenziamento improvviso, oppure il semplice abbandono di una partita
peraltro già persa. Il taglio di posti di lavoro, annunciato quotidianamente da
società grandi e piccole, è diventato in nel 2001 un vero e proprio bollettino di guerra, così come la crisi delle
dot.com è ormai talmente assodata da non fare quasi più notizia. E anche una
serie di eventi collaterali sembra confermare che la situazione è non poco
preoccupante: Yahoo! ha lanciato "Sponsored Sites"33, un servizio a pagamento che consente
ai siti commerciali già elencati nella sua directory di ottenere un piazzamento
migliore in certe categorie. Amazon ha proposto un'offerta alle case editrici:
per vedere recensiti i loro libri dovranno pagare una cifra compresa tra i
cinquemila e i diecimila dollari. Come dire: anche i ricchi piangono (e tentano
di recuperare i propri standard con mezzi e mezzucci).
Non ci resta che piangere? O non ci
conviene forse ridere? Netslaves.com offre un punto di vista ironico su un
argomento all'ordine del giorno come la vera o presunta crisi della nuova
economia: aperto nel 1998 dai due giornalisti, Bill Lessard e Steve Baldwin,
per raccontare finalmente la verità sulla Grande Rete, Netslaves (ovvero
"schiavi del net", "forzati della Rete") è un sito che
racconta "storie orribili e tremende di lavoro in Rete".
Tra le iniziative del sito è da segnalare,
senz'alcun dubbio, una sorta di cimitero dei siti, che viene aggiornato
continuamente tramite le indicazioni degli utenti. Per ora l'angolo dei
"Ghost Sites"("siti fantasma") ospita quelli dedicati al
commercio elettronico, deceduti nel 2000: una sorta di "Museo dei
fallimenti elettronici", che consiste in una lista in ordine alfabetico di
120 pagine web commerciali, la cui visione è vivamente sconsigliata ai deboli
di cuore.
Ma è possibile preservarsi da drammi e
tragedie come questi?
Netslaves mette a disposizione degli utenti
anche un manuale di combattimento, che consiste in 14
lezioni di sopravvivenza. Tra gli argomenti: "Come proteggere la tua vita
elettronica", "Non tutti i NetSlaves sono creati uguali",
"Come capire se stai lavorando per degli idioti", "Come rendersi
conto che la tua società sta andando a rotoli"34.
Ma la Rete ha una serie di risorse per chi
è in grado di ridere anche sui propri mali: il sito SatireWire
offre conforto alla "depressione irrazionale" che attualmente
affligge i settori legati a Internet. E - passando dal serio al faceto - se non
proprio irrazionale, la depressione forse è una risposta esagerata a quelli che
sono i segnali reali: in fondo continuano a nascere nuove imprese, mentre molte
di quelle in difficoltà ricordano che alcuni dei rischi erano calcolati.
E se ormai - senza lavoro e accettato
irrimediabilmente il fallimento della vostra impresa - non sapete proprio che
fare, potete scommettere su quale sarà la prossima azienda a chiudere i
battenti, approdando sul sito - che non si presta ad equivoci - della Fucked company
9.6 La ‘Stress economy’
C’è chi afferma che
internet sia più veloce del tempo; qualcuno ha provato a cercare, senza
riuscirci, il sistema per inventare la venticinquesima del giorno....
Lo stress da internet è una
realtà ed una costante per chi opera professionalmente in questo settore.
Una recente indagine
condotta da Nextra, società del gruppo Telenor, azienda norvegese di
telecomunicazioni, ha reso noto che il 52% dei dipendenti dell’internet
economy trascorre in ufficio ore a
settimana. L’indagine, effettuata su un campione di c.a. 800 tra dipendenti e
manager europei impiegati nelle dot.com, ha fatto emergere dei dati
molto significativi:
- I tedeschi e gli
austriaci detengono il record di orario di lavoro più lungo.
- Il 64% dei lavoratori
europei dell’internet economy lavora durante i week end.
- Il 70% degli net-workers
italiani dichiarano di non essere favorevoli al telelavoro.
Mancanza di fiducia del
management e crisi del lavoro di gruppo, rappresentano le motivazioni per le
quali gli europei non apprezzano il telelavoro.
Tra le malattie della new economy dovute alle troppe
ore di lavoro: ansia, depressione e attacchi di panico.
Come in altre realtà lavorative, anche il lavoro a tempo pieno via Web presenta il suo prezzo, le sue "malattie professionali" che è bene conoscere per poterle in parte prevenire, in parte sopportare in maniera consapevole e controllata. Sono problemi fisici e psicologici legati in gran parte ad un atteggiamento "poco corretto" da parte nostra, a partire da una scomoda poltrona di lavoro per arrivare alla scelta dei softwares sbagliati o all’ambiente in cui si opera…
Frustrazione
La prima sensazione negativa che coglie chi si accinge a cominciare a telelavorare (ma può capitare anche ai più avvezzi, di fronte a nuovi problemi) è il senso di frustrazione verso le tantissime cose di queste "benedette Nuove Tecnologie" che non riusciamo a capire o a far funzionare bene. Dall’interazione delle attività con le varie periferiche (scanner, telecamerina..) a certi softwares o manuali che sembrano essere stati realizzati apposta per complicarci la vita, alla difficoltà di trovare in Internet informazioni precise su un certo tema, alla necessità di aggiornare quasi ogni anno le versioni dei nostri programmi, tante sono le cause che possono talvolta farci sentire inadeguati a questa scelta professionale.La migliore difesa, in questo caso, è un atteggiamento positivo e "pratico" che ci faccia individuare i limiti che abbiamo e cercare intorno a noi le risorse che possano venirci in aiuto in caso di bisogno”Ma siamo pratici! Non possiamo pretendere di sapere tutto, eh… Ogni volta che per necessità professionali dobbiamo per forza "avere di più" non cediamo allo sconforto.. Piuttosto cerchiamo la collaborazione di chi è più preparato!”35
Alienazione ed incomunicabilità
L’alienazione dipende spesso dal tipo di lavoro che si svolge. La figura del semplice "surfer" ad esempio, che naviga per raccogliere specifiche informazioni su commissione, oppure il grafico alle prime armi che per ore ed ore deve assemblare pagine, possono soffrire di alienazione da lavoro ripetitivo (e mai creativo). Il segreto per sfuggire a questo malessere è, quindi, quello di diversificare le nostre attività per quanto è possibile e lasciarsi andare al "morbo della curiosità" che su Internet più che in ogni altro ambiente può darci stimoli inattesi e sorprendenti.
Secondo molte ricerche (e spesso su molti articoli dai toni più drammatici che consapevoli), emerge che "comunicando troppo online si rischia di perdere la capacità di comunicare nel mondo reale". Ciò può valere soprattutto per coloro che passano molte ore a navigare (ma più spesso a "chattare") senza un preciso motivo professionale e senza l’atteggiamento positivo/pratico già citato.
C’è inoltre da dire che questa incapacità di comunicare nel mondo reale è già presente in molti soggetti che, quindi, in Internet si "sfogano" poiché hanno la possibilità di nascondere la loro timidezza ed introversione usando degli pseudonomi sia nelle chat lines che mandando email.
Problemi vari.
Non si può non parlare anche dei
disagi fisico-meccanici a cui vanno incontro soprattutto gli "over
35" che passano molte ore seduti davanti al PC. (I giovani ne soffriranno
dopo e comunque in genere hanno tempo libero da dedicare anche ad attività
sportive che consentono di ammortizzare il problema). La posizione statica e
spesso scorretta che assumiamo e magari la poltrona sbagliata, danno seri
problemi alla colonna vertebrale ed alla circolazione soprattutto degli arti
inferiori. Non è inoltre raro essere colpiti da tendiniti alle mani per
l’utilizzo di tastiera e mouse per molte ore.La sola forma di prevenzione e
difesa consiste nell’interrompere ogni ora circa la nostra attività e
sgranchirsi le gambe ma se, come nel mio caso, talvolta ci si scorda pure di
pranzare (proprio così!) perché si ha da concludere in giornata un importante
documento, la sola cosa da fare è sforzarsi di iscriversi ad una palestra o
darsi durante la settimana il tempo per fare jogging o correre in bicicletta.
Possono apparire consigli ovvi ma il Telelavoro più di altre professioni ha
assoluta necessità di essere integrato con del movimento, se non vogliamo
ritrovarci a 40 anni con acciacchi e soprattutto brutte abitudini diffili da
estirpare piu’ in là negli anni.Un'altra "area a rischio" sono gli
occhi.
Leggendo sul monitor invece che sulla carta, la nostra vista si affatica circa
il 40% in più. A parte gli schermi che proteggono dalle radiazioni emesse dai
monitor, è buona norma riposare gli occhi ogni 2 ore di lavoro…
10.
Rapporti e contratti di lavoro
10.1 Lavoro dipendente
La maggiore parte delle imprese che operano nell’ambito dell’internet economy sono inquadrate all’area del
terziario e servizi.
Il contratto di lavoro di riferimento da applicare ai dipendenti
di questo settore è quello del “Commercio, Servizi e Terziario” (vedi Appendice IV)
10.2 Lavoro atipico - Il
contratto di collaborazione coordinata e continuativa
La maggioranza dei rapporti di lavoro nel settore new economy,
sono regolati dal Contratto di collaborazione coordinata e continuativa
definito anche con la sigla co.co.co.
Questo tipo di contratto regola "rapporti di collaborazione, di
carattere non occasionale, coordinati con l’attività del committente, svolti
senza vincolo di subordinazione, in modo personale e senza impiego di mezzi
organizzati e a fronte di un corrispettivo" così come stabilisce il testo
di legge approvato dall’assemblea del Senato il 4 febbraio 1999.
Non può essere imposto o comunque previsto alcun tipo di orario di
lavoro, salvo i casi in cui la specificità della prestazione richieda
l’indicazione di una determinata fascia oraria. In caso di particolari esigenze
del committente può essere concordata la fissazione di un termine per
l’esecuzione di una parte specifica della prestazione pattuita.
I contratti devono essere stipulati in forma scritta e devono
indicare:
a. l'oggetto della prestazione;
b. l’entità del corrispettivo che, in ogni caso, deve essere
proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro, e comunque non inferiore
ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva
del settore o della categoria affine, ovvero, in mancanza, ai compensi medi in
uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo;
c. i tempi di pagamento del corrispettivo e la disciplina dei
rimborsi spese;
d. l'eventuale facoltà del prestatore di lavoro, previa
accettazione del committente, di farsi sostituire temporaneamente da persona
resa nota al committente stesso, o di lavorare in coppia, dando luogo, in
entrambi i casi, ad un unico rapporto con responsabilità solidale di ciascuno
dei prestatori per l’esecuzione dell’intera opera o servizio;
e. la durata del contratto, che in ogni caso non può essere
inferiore a tre mesi, salvo che per i rapporti destinati per loro particolare
natura a concludersi in un periodo di tempo inferiore;
f. indicazione dei motivi che possono giustificare la cessazione
anticipata del rapporto, ove ancora non individuati dalla contrattazione
collettiva nazionale;
g. il rinvio ai contratti o accordi collettivi nazionali stipulati
dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentative sul piano nazionale per la definizione
delle modalità forme e termini di legittima sospensione del rapporto, in caso
di malattia o infortunio, nonchè l'eventuale previsione di penalità di natura
amministrativa e civile nel caso di recesso ad opera di una delle parti, senza
giustificate ragioni, prima del termine convenuto o successivamente prorogato.
A tali rapporti si applicano le norme dello Statuto dei lavoratori
quali libertà di opinione (art.1), divieto di indagini sulle opinioni (art.8),
diritto di associazione e di attività sindacale (art.14), atti discriminatori
(art.15), normative sulla parità (L.9033/77) e sulle azioni positive
(L.125/91), disposizione in materia di igiene e sicurezza, in quanto
compatibili con le modalità della prestazione lavorativa.
Dal 1° gennaio 2001 i compensi per le collaborazioni coordinate e
continuative non sono più considerate redditi di lavoro autonomo ma redditi
assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Riguardo alla posizione INPS sono previsti contributi
previdenziali per un ammontare del 13% del 95% del compenso lordo ripartito per
1/3 al soggetto collaboratore e per 2/3 all’impresa committente.
I contratti collettivi nazionali di lavoro della categoria sono
disponibili online sul sito del CNEL:
Sezione contrattazione nazionale (altri vari) - http://www.cnel.it/contr.htm
10.3 Lavoro autonomo -
Consulenti e liberi professionisti non regolamentati
In Italia le libere professioni sono suddivise in due grandi
gruppi: le professioni regolamentate, o "protette", cioè le professioni rientranti nel
disposto dell'articolo 2229 del codice civile, per il cui esercizio è
necessario oltre al possesso del titolo di studio l'ulteriore requisito della
iscrizione obbligatoria in appositi albi professionali tenuti da enti pubblici
(gli ordini e i collegi), e tutte le altre professioni, dette professioni non
regolamentate,
che a loro volta si distinguono in due sottogruppi, le professioni per il cui
esercizio è necessario il possesso di un titolo di studio o formazione
professionale e le professioni assolutamente libere, per il cui esercizio non
occorre alcun titolo.
Tutte le professioni emergenti che non hanno un albo, né ordini di
riferimento rientrano, quindi, nella categoria delle professioni non
regolamentate.
L’evoluzione del mercato del lavoro che ha favorito la nascita
delle professioni emergenti ha reso necessaria ed indispensabile la presenza di
profili professionali con precise competenze e alti gradi di specializzazione
per i quali non e’ previsto un albo o ordine professionale corrispondente
(esperti di marketing, grafici web, tecnici informatici, ecc).
Chi pratica occasionalmente, ma in maniera regolare, attività di
consulenza in un determinato settore svolge una libera professione ovvero un’attività svolta in
maniera autonoma, a livello professionale, normalmente per più committenti come, ad esempio, la
progettazione e la realizzazione di un sito web per conto di un’azienda.
In base a questi principi è necessario che un libero
professionista apra una propria posizione presso l’Ufficio Iva competente per
territorio.
I compensi ottenuti devono essere dichiarati al fisco, e sono
soggetti a contributi previdenziali e all'IVA. E' obbligatorio tenere una
contabilità secondo modalità stabilite dalla legge.
Inoltre, i professionisti non regolamentati sono soggetti
all'obbligo del versamento al fondo Inps del 13% con diritto di rivalsa del 4%
nei confronti dell’azienda committente (in pratica è a carico dell’azienda il
versamento del 4% del contributo previsto).
Generalmente il libero professionista compila un “Ordinativo di
consulenza” in
cui viene dettagliatamente riportata la descrizione dell’incarico professionale
richiesto e concordato; la data dell’affidamento dell’incarico; i tempi di
consegna, sia, da parte dell’azienda, del materiale necessario alla
realizzazione della prestazione d’opera, che, da parte del consulente, per la
realizzazione della stessa prestazione d’opera; il compenso pattutito tra le
parti; i termini e le modalità di pagamento.
Questo rappresenta l’unico documento ufficiale di riferimento in
caso di controversie e contenziosi legali che, comunque, per la natura stessa
del rapporto di lavoro seguiranno l’iter di una normale causa civile.
Da tenere presente che le professioni "non
regolamentate" si possono esercitare in qualsiasi Paese dell'Unione Europea,
senza ulteriori requisiti.
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1.1
Premessa
Questa sezione è interamente dedicata alla mia esperienza da stagista maturata in una società di comunicazione di Faenza (Bo) nel periodo compreso tra il 12 settembre e il 23 dicembre 2001. E’ una società molto conosciuta in Emilia, apprezzata e dotata di figure professionali di spicco nell’ambito della comunicazione.
L’esperienza è nata dalla volontà di osservare su campo una società con un reparto web molto sviluppato….
(INSERIRE)
1.2 La
società di comunicazione
Comunica S.R.L. nasce a Faenza in provincia di Ravenna nel ‘lontano’ 1993, dall’unione di consulenti di Marketing e Comunicazione. La Società è specializzata nella progettazione e nello sviluppo di piani strategici di crescita, nella realizzazione di campagne pubblicitarie , nella gestione di tutte le relative variabili strategiche e degli strumenti operativi.
Missione
E’ una società “guidata dal Cliente”, ossia Customer Driver, poiché negli anni ha sviluppato un reale orientamento al cliente, basato sull’ascolto attento, sulla comprensione, sulla disponibilità e sulla soddisfazione delle singole esigenze.
La direzione rappresenta un punto di riferimento della Società Comunica, il motore nelle decisioni delle attività della società. La DIR supervisiona e delega le funzioni in base alle competenze.
L’ammininistrazione svolge mansioni amministrative di base.
La SEG svolge mansioni di segreteria e centralino. Il responsabile del Traffico è invece responsabile delle spedizioni e di tutti i flussi di materiale da e verso l’estero.
Compiti e responsabilità
· Gestisce il numero Verde;
· Gestisce archivi e centralino;
· Smista la posta, mail e il fax;
· Formula preventivi e ordini e relativi smistamenti nelle cartelle di lavoro
· Aggiorna i DataBase della società
· Si occupa delle spedizioni e flussi di materiali sia in entrata che in uscita dall’azienda
1.3.4 Direzione
Clienti
Descrizione
Il DCL ha la responsabilità della sua area di competenza, coordinando e indirizzando gli Account, i responsabili Marketing e i responsabili Media.
Compiti e
Responsabilità
L’ACC veicola l’immagine aziendale e contribuisce all’erogazione del servizio interpretando ed ottimizzando la partecipazione del CLI esterno all’ideazione e progettazione del servizio stesso.
Il PLA svolge una funzione di ricerca, analisi e gestione volta alla realizzazione di strategie di mercato mirate alle esigenze del Cliente per la definizione della copy strategy e definisce insieme all’ Account e al Dcl i piani strategici di Marketing e di Comunicazione.
Il MED è responsabile delle attività di ricerca e pianificazione in materia di media.
Descrizione
Il DCR funge da coordinatore delle funzioni dell’Area Creativa quali gli ART, i COP e gli WEB (vedi paragrafo 2) preoccupandosi di assegnare i lavori portati in agenzia dagli ACC, di definire il PLANNING e garantire il rispetto del timing, di seguire l’avanzamento dei lavori, di dare un supporto creativo ai lavori.
· Trasmette il copy brief alla propria Area Creativa;
· Assicura un’efficace ripartizione del lavoro nell’Area Creativa in relazione alla tipologia delle commesse, ai tempi e alle difficoltà di realizzazione;
· Cura la predisposizione di rapporti settimanali per il riepilogo dei progetti adottati o in fase di adozione;
· È responsabile della definizione e dello sviluppo del messaggio pubblicitario, coordinando ed indirizzando, a tal fine, un gruppo di creativi responsabili dello sviluppo del progetto;
· Garantisce il coordinamento delle attività di produzione assicurandone l’efficacia e l’efficienza nel rispetto degli indirizzi e delle direttive;
· Assicura la gestione e il coordinamento delle attività produttive al fine
1.3.9 RESPONSABILE COPY (COP)
Il COP è in la funzione creativa, che si occupa
essenzialmente di tutto ciò che riguarda il testo. E una figura che collabora
strettamente con l'ACC e il DCR, ma soprattutto con l'ART.
1.3.10 RESPONSABILE ART (ART)
L'ART è la funzione creativa
che si occupa di trovare ed elaborare le soluzioni grafiche più adeguate alle
esigenze implicite ed esplicite del CLI esterno. Per far questo collabora con
l'ACC ed il DCR, ma soprattutto con il COP, al lavoro per garantire una
efficace sinergia tra immagine e parola.
1.3.11 RESPONSABILE DEL NEW BUSINNES (NEB)
La figura del New Business è il responsabile del
contatto con i prospect dell’azienda verso i potenziali nuovi clienti.
1.3.12 RESPONSABILE UFFICIO STAMPA (STA)
Lo STA si occupa dell’ideazione e realizzazione dei
lanci stampa, intervistando, redigendo i testi e contattando le testate
giornalistiche, nonché confeziona le rassegne stampa. Organizza le campagne
stampa ed è responsabile del Data Base dei giornalisti e delle autorità.
1.3.13 CONSULENTI ESTERNI (EST)
Si tratta di figure professionali che fungono da supporto alla Direzione, al fine di implementare continuamente il sistema.
1.4 Work in
progress: dal contatto al contratto
In questa sezione evidenzierò la fase relativa al rapporto AZIENDA/CLIENTE dal primo contatto fino al prodotto realizzato, passando per la stesura del contratto.
Le fasi
1.4.1
Il contatto
Il contatto può riguardare due ordini di soggetti: un cliente già acquisito dall’azienda o un Prospect, non ancora presente nell’Anagrafica Clienti. Il contatto con un Cliente viene direttamente gestito dall’Account e dalla Direzione Clienti che fissano un appuntamento con il Cliente stesso. Il contatto con il Prospect viene gestito dalla Direzione Clienti e dal responsabile del New Business.
Il contatto con il Cliente avviene prevalentemente per
sua iniziativa richiedendo la consulenza dell’azienda, ma anche grazie all’ACC ed
alla DCL, che hanno sempre il polso del CLI e propongono le soluzioni ed
eventuali problemi, esigenze e bisogni segnalati dallo stesso CLI e/o
percepiti. Il contatto con i Prospect avviene prevalentemente per iniziativa
del NEB e della DCL. Tra i contatti possiamo considerare anche il caso di
Appalto. Questo viene analizzato in ogni sua parte e valutato dalla DIR , che
ne dà l’approvazione a procedere. Qualora si verificasse quest’ultima ipotesi o
i dati relativi all’Appalto vengono inseriri nella Commessa (punto 1.5).
1.4.2 Meeting Report
In base al contatto avvenuto l’ACC, il NEB e la DCL valutano se redigere un Meeting Report, ovvero un resoconto della riunione avvenuta con il CLI, riportando le esigenze manifestate dal CLI e le proposte avanzate dall’ACC, questo avviene soprattutto per gli Enti Pubblici.
Invio al Cliente del Meeting Report
Nel caso in cui venga redatto il Meeting Report dall’ACC, dal NEB e dal DCL, questo viene inviato via fax, più raramente via lettera o via E-Mail, al CLI, per ricordare e meglio fissare gli argomenti discussi durante il contatto. Il Meeting Report è un ottimo strumento commerciale (feed back) che consente di procedere nella Gestione delle attività commerciali.
In caso di Appalto o di prospect, vengono registrati i dati nell’Anagrafica (compito prevalentemente svolto dalla SEG su input dell’ACC/NEB/DCL o dall’ACC/NEB/DCL stesso). Questo consente successivamente di gestire il contratto, la fatturazione, la commessa e il database di marketing.
Tutti i clienti ed i fornitori dell’azienda (distinti
per tipologia “cliente/fornitore) sono registrati nell’Anagrafica (server).
1.4.3 Commesse
A discrezione dell’ACC, del
NEB, della DCL e della DIR il contatto con il CLI/Prospect può generare
l’apertura della commessa, che importa i dati del CLI/Prospect dall’Anagrafica
e riporta una serie di dati utili a tenere sotto controllo la progressione dei
lavori, l’area competente di lavoro e la successiva fatturazione. Ciascuna
commessa ha un proprio numero di commessa. La commessa funge sia da calendario
dell’azienda, da affidamento lavori all’Account, New Businnes, Direttore
Clienti competente e alla Funzione competente, riportando sia il nominativo
dell’Account/New Businnes/Direttore Clienti che i Responsabili di Funzione e i
loro nominativi, da Brief, da scadenziario, riportando sia le date di
presentazione al CLI che la data di fatturazione, che lo stato della Commessa (attiva, chiusa,
letargo), da foglio di calcolo per la fatturazione, registrando i costi sia a
preventivo che a consuntivo e consentendo di formare il prezzo della Commessa
(mediante un apposito foglio di calcolo), da ordine alla produzione e infine da
memoria storica. L’apertura della Commessa avviene anche se l’incontro non si
dovesse tradurre in un lavoro, ma semplicemente in una scadenza, un
appuntamento e così via. In caso di Appalto, di cui la DIR ha dato
l’approvazione a procedere, questo viene sempre inserito nella Commessa.
Qualora la commessa non dovesse
riguardare un lavoro, rimane nell’Archivio Commesse e serve a ricordare,
tramite i vari report che la stessa consente, le scadenze dell’azienda oltre a
fungere da diario degli incontri fatti dall’ACC, dal NEB e dal DCL.
1.4.4 Creazione Cartella di
Lavoro
Nel caso esista della documentazione da archiviare e conservare relativa alla commessa, l’ACC/NEB/DCL apre una cartella di lavoro che riporta, in copertina, il nome del CLI, il codice della commessa, il titolo del lavoro, la scadenza, il Brief, il responsabile di Funzione, presi dall’Archivio Commesse.
All’interno la Cartella di
Lavoro riporta tutti i documenti che la commessa produce (richiesta preventivo
al FOR, preventivo da FOR approvato, preventivo al CLI quando viene formulato,
ordine al fornitore, eventuali pianificazioni, bozze e layout approvati,
briefing, accordi e appunti, meeting report quando viene redatto). La Cartella
viene archiviata in ordine progressivo presso SEG (talvolta presso DIR), così
da risalire in ogni momento alla documentazione prodotta dal lavoro ed avere
una memoria storica dello stesso. La Cartella Lavoro in fase di lavorazione,
viene generalmente prelevata
dall’ACC/NEB/DCL responsabile, il quale, il più delle volte, la destina
al REF che ci sta lavorando.
1.4.5 Formulazione
preventivo/offerta
Tutti i lavori che non rientrano in un contratto di Fee
d’Agenzia o in un Budget già assegnato dal CLI, generano un preventivo inerente
la progettazione (qualora questa non esista già), la pianificazione e/o la
consulenza, e solo una volta che il risultato della
progettazione/pianificazione/consulenza è stato approvato si passa al
preventivo di produzione (offerta in caso di Appalto approvato dalla Dir),
redatto dall’ACC, sdal NEB e dalla DCL mediante un’apposita procedura (Rif.: PQ
0302 “Gestione del preventivo”), tenendo conto anche della procedura PQ 0602
relativa alla “Gestione degli ordini di acquisto dei fornitori”. Il preventivo
della progettazione/pianificazione/consulenza precede quello della produzione
in quanto se non si conosce cosa fare (individuato nella
progettazione/pianificazione/consulenza) risulta impossibile ipotizzare, salvo
eccezione, i materiali e le tipologie dei prodotti utilizzati. Il preventivo
tiene conto di tutti i costi che l’azienda deve sostenere, delle ricariche
decise dall’ACC/NEB/DCL e dalla DIR e del rapporto con la concorrenza. Il
preventivo riporta tutte le fasi della prestazione, i relativi costi, inclusi
ed esclusi, i dati del cliente ed il numero di protocollo e viene formulato
mediante un apposito foglio di calcolo presente nella Commessa e
successivamente reso presentabile nel formato di protocollo poi archiviato in
ordine progressivo (sul server in base al numero di protocollo e al numero
della Commessa).
Invio preventivo al cliente e presentazione
offerta all’appaltatore e recall
Il preventivo, quando formulato, viene inviato via fax al
CLI, firmato dall’ACC/NEB/DCL, o dalla DIR, più raramente via lettera o via
E-Mail, e rimane in archivio fra i protocolli in digitale presso il Server e
(se esiste una Cartella Lavoro) anche dentro la Cartella Lavoro, così da avere
una memoria storica e da poterlo rintracciare in modo prativo e veloce. I
preventivi vengono protocollati per anno a livello digitale. Il preventivo può
essere confermato oppure no. Nel secondo caso rimane in archivio, oppure può
essere riformulato, ritornando alla procedura del punto 1.8. L’offerta di
risposta alla gara d’Appalto viene spedita come richiesto dal Bando, i
documenti prodotti vengono archiviati nella Cartella Lavoro.
In qualsiasi caso all’invio del preventivo o dell’offerta
segue una telefonata di verifica del buon esito della spedizione (recall) da
parte della persona del Gruppo di Contatto che segue il CLI: AA, NEB, DCL.
1.4.7 Conferma d’ordine
Se il preventivo viene controfirmato dal CLI (il CLI
appone una firma sul preventivo approvato, che riporta anche la data in cui il
progetto/la pianificazione viene presentata alla firma del CLI, oppure invia un
suo ordine in base al preventivo ricevuto) si traduce in una conferma d’ordine
che può generare direttamente l’avvio dei lavori nel caso non sia necessaria la
stipula di un contratto. La comunicazione della vincita della gara, con
relativa lettera d’incarico genera direttamente l’avvio dei lavori.
1.4.8 Formulazione del Contratto
Nel caso l’ordine non basti a dare l’avvio dei lavori si
procede alla stesura del Contratto, che viene sottoposto al CLI. Questo può
accettarlo mediante controfirma oppure rifiutarsi. Nel primo caso l’ACC, il
NEB, la DC L e/o la DIR aprono una commessa generale del contratto in cui sono
riportate le singole azioni stabilite nello stesso e le relative modalità.
L’ACC/NEB/DCL provvede anche ad aprire una serie di Commesse specifiche per
ciascuna azione definita dal contratto. Tali Commesse riportano più
dettagliatamente la data o il periodo della singola prestazione, il
Responsabile di Funzione a cui è attribuita l’Operatività del lavoro ed il
Brief. Ciascuna Commessa esplosa è riconducibile alla Commessa principale
perché ne riporta il Numero in un campo predisposto ad hoc.
1.4.9 Avvio lavori
Il lavoro viene avviato seguendo le specifiche della
commessa.
La società Comunica dispone e mantiene un’apposita procedura per regolare l’attività della progettazione, che si divide in più fasi significative distinte e organizzate.
La procedura inizia con l’acquisizione e l’analisi delle esigenze, delle richieste e delle aspettative del CLI e dei requisiti base da parte dell’ACC, del NEB e della DCL.
Si procede con la definizione del Responsabile di Funzione, delle risorse necessarie, del Timing[14] e relativo Brief[15], per consentire un’organizzazione puntuale e ben definita, in base alle esigenze espresse o implicite del Cliente. A questo punto il lavoro può essere progettato in quattro aree diverse, a seconda del servizio richiesto all’erogazione:
Può trattarsi di un comunicato stampa/redazionale o di un lay-out che vede la compartecipazione di ART e COP, o di un elaborato dell’Area Clienti, quali Ricerche di mercato, Vision Deployment, Carta dei Valori, Ricerca sulla soddisfazione interna dei dipendenti, Piani di Marketing e Business Plan, Questionari qualitativi e quantitativi,pre test.
Tutti i dati ed i requisiti base, necessari al fine della corretta progettazione del servizio, sono identificati nel brief e registrati nella commessa, oltre ad essere discussi durante la riunione di tutti i Responsabili di Funzione.
Se necessari o richiesti essi possono essere messi a disposizione del cliente anche con i dati cogenti con leggi e regolamentazioni.
La bozza o lay-out viene presentata prima al DCR (solo se si tratta di lavori dell’area creativa) e, successivamente, all’ACC, al NEB, e al DCL (direttamente a questi vengono presentati: il piano Media, gli elaborati dell’ufficio Stampa e gli elaborati dell’Area Clienti) come momento di controllo, al fine di verificare il rispetto dei dati e delle richieste emerse nel Brief.
Tutte le modifiche sono registrate sui documenti stessi su cui si apporrà una data e una firma dell’ACC 8in questo caso vengono equiparati all’ACC anche il NEB ed il DCL), del COP e dell’ART.
A questo punto si effettuano le dovute modifiche e si prepara il materiale per la presentazione al Cliente.
Durante la fase di presentazione al CLI saranno annotate tutte le modifiche da effettuare (sui documenti stessi e/o con una serie di appunti). Se il lavoro presentato risulta essere approvato dal CLI, quest’ultimo apporrà un timbro e una firma per passare alla fase di realizzazione.
L’approvazione degli elaborati da parte dell’ACC, del NEB o del DCL viene data direttamente mediante annotazione sui documenti stessi, insieme alle firme del COP e dell’ART, mediante un apposito timbro.
In questa fase viene presentato il lavoro prima al DCR e poi all’ACC, al NEB e/o al DCL, per accertare che siano rispettati e soddisfatti tutti i requisiti e le esigenze emerse durante gli incontri con il CLI.
I contenuti di queste verifiche (modifiche, correzioni, integrazioni) vengono registrate sui documenti stessi presentati
Dopo un accurato riesame (a cui partecipano tutte le parti interessate, ovvero fornitori, partner, clienti, creativi), la convalida dei risultati della progettazione viene eseguita dal COP e dall’ART responsabili del lavoro sul documento stesso, con una data, una firma e il numero della Commessa.
Questa convalida permette
all’ACC, al NEB, e al DCL di convalidare il progetto e preparare il materiale
per la presentazione al Cliente, il quale a sua volta può approvare in toto il
progetto o suggerire modifiche e correzioni da effettuare.
2. Comunica.it
2.1 Comunica web agency
(INSERIRE)
2.2 Le figure professionali del settore web
(INSERIRE)
2.2.1 internet marketing manager
Responsabile delle strategie di
marketing, promozione e pubblicità di un prodotto/servizio internet oriented.
· Implementa il piano di marketing online in funzione del profilo e delle caratteristiche peculiari dell’azienda e del tipo di prodotto/servizio che deve essere posizionato sul mercato web.
· Analizza i sistemi di vendita on line e progetta le aree di miglioramento.
· Si occupa di progettare e sviluppare azioni di promozione per un sito che comportino campagne pubblicitarie di settore, presenze nei portali o siti ad alto traffico e specifiche attività di P.R. ondine (newsletter, campagne email, ecc).
· Si occupa della registrazione del sito nei motori di ricerca e directory internazionali monitorandone periodicamente lo status di presenza oltre ad analizzare ed individuare i canali pubblicitari e di promozione presenti nel web.
· Raccoglie e gestisce sul Web i dati disponibili sui concorrenti dell'impresa o relativi a progetti interessanti per la sua attività.
· Analizza i dati di consumo della clientela al fine supportare adeguate politiche di marketing.
· E' il responsabile della gestione delle operazioni associate al controllo del traffico di visitatori generato nel sito attraverso l' analisi delle statistiche di accesso.
La figura professionale del responsabile dei contenuti si
focalizza sulla creazione di contenuti e sullo sviluppo del sito stesso; è
quindi in grado di scegliere le modalità e gli strumenti di comunicazione più
idonei per la realizzazione di un prodotto o di un servizio, sapendo coordinare
in modo ottimale i diversi media.
· Stabilisce la linea editoriale e le modalità di presentazione e fruibilità dei contenuti di un sito web in conformità agli obiettivi di business e marketing che devono essere raggiunti.
· Definisce la mappa dei contenuti del sito individuando le relative sezioni e sottosezioni in cui presentarli.
· Individua eventuali partner per accrescere la qualità e la tipologia dei contenuti da proporre ai visitatori del sito.
· Acuto spirito di osservazione, creatività e fantasia, interesse alla ricerca di nuovi linguaggi e forme di comunicazione, questioni normative inerenti il diritto informatico, il diritto d’autore e il diritto dell’informazione e naturalmente ottime conoscenze della lingua italiana e inglese.
2.2.3 Web Designer
Si occupa di progettare e
realizzare, con spiccata creatività, l'interfaccia grafica di un sito web che
risponda alle necessità di comunicazione del cliente ed ai principi standard
della navigazione internet.
· Responsabile della ideazione e progettazione dell’interfaccia grafica del sito
· Continua ricerca di giusto equilibrio tra navigabilità del sito ed aspetto grafico.
· Ottime conoscenze di: grafica e arti visive, grafica web, software ed applicativi grafici e multimediali, usabilità ed accessibilità dei siti web, tecniche di navigazione.
· Si occupa di creare esclusivamente gli elementi grafici per siti web (banner, bottoni ed elementi di navigazione, immagini, iconografia, ecc.)
·
Si occupa di creare
animazioni sofisticate e di particolare impatto visivo con applicazioni come
Macromedia Shockwave, Director o Flash.
2.2.4 Programmatore web
Affianca i creativi nella
progettazione web.Si occupa dello sviluppo di pagine e di soluzioni web basate
su tecnologie e linguaggi come HTML, Visual Basic Scripting, Java, XML, C++, ActiveX
e ASP, in un’ottica di piena funzionalità del sito.
· ll suo compito è quello di individuare e sviluppare soluzioni tecniche ed applicativi per lo sviluppo di gsiti web e per la relativa manutenzione.
· Il suo obiettivo è raggiungere il massimo livello di interagibilità azienda-utente in base alle caratteristiche ed esigenze del sito.
· Generalmente è specializzato in uno o più determinati linguaggi (es. Java, C++, Visual Basic, ecc.).
· Opera in stretta collaborazione con il settore design, occupandosi di tradurre tecnicamente il layout di un sito web realizzato dal grafico web.
· Si occupa di implementare ed interfacciare sul web gli applicativi per l’e-commerce ed i relativi sitemi di pagamento oltre ai tools di gestione per servizi interattivi come form online, chat, forum, mailing list, ecc., progettando e sviluppando i componenti di interfaccia utente.
2.2.5 Dataminer
E’ il responsabile della
ricerca e classificazione di notizie e materiale informativo presente sul web
che possono risultare estremamente utili all’azienda. Si occupa di ricercare su
internet: testi, dati, informazioni, immagini e suoni. Le fonti delle sue
ricerche sono le più svariate: newsgroup, siti web, chat, newsletter, ecc.
· Esperto tecniche di ricerca su Internet
· Esperto programmi per la gestione dei data base
· Inoltrate le notizie al cliente nella forma più opportuna: rapporti accompagnati da grafici, riassunti, eventuali traduzioni, ecc.
2.2.6 Operatore di web call center
Risponde, via telefono o
soprattutto via internet, su tutte le problematiche, le informazioni e le
richieste di clienti acquisiti e/o potenziali.
· E' il primo front line verso il navigatore
· Fornisce informazioni e consigli che facilitino le scelte d'acquisto dell'utente, offrendo eventuali allegati di approfondimento sui prodotti/servizi offerti e consigli utili alla navigazione del sito.
· L’operatore di web call center ha il compito di acquisire e fidelizzare i clienti attraverso diversi sistemi e-mail, chat privata, servizi vocali, messaggeria (one to one) oppure newsgroup e forum (many to many).
.
2.2.7 Webmaster
Con questo termine di
identifica il responsabile della gestione tecnica del sito web.
Responsabile della gestione
delle problematiche di sicurezza (fisica e logica) legate al sito, alla rete e
all'e-commerce.
Contratto di servizi tra
Comunica S.r.l. e BVC Sport S.A.S.
prot. 3214 2001.
Il presente contratto è sottoscritto
in data 30 ottobre 2001, tra BVC Sport S.A.S., con sede a Cervia (RA), Viale
Volturno 138, nella persona del legale rappresentante, Sig. XXXX (di seguito il
“Cliente”), e COMUNICA S.r.l., con sede in Faenza (Ra), Via Castel Raniero n°
1, in persona del legale rappresentante, Sig. XXXX (di seguito la “Agenzia”).
PREMESSO
a)
che il Cliente ha dichiarato di voler conferire
all’Agenzia l’incarico di impostare e realizzare la versione per l’anno 2001 –
2002 del sito Internet Sportur (www.sportur.com),
mediante il preventivo protocollato prev.194-3214/01 del 01/10/2001
dell’importo di L. 23.000.000 + IVA (Î. 11.878,51 + IVA) controfirmato dal
Cliente in data 09/10/2001;
b)
che l’Agenzia, preso atto della dichiarazione del Cliente,
ha dichiarato il proprio interesse a svolgere tale incarico possedendo le
risorse professionali idonee per eseguirlo adeguatamente;
c)
che pertanto con la sottoscrizione del presente contratto
le parti intendono disciplinare i reciproci diritti e doveri in ordine
all’esecuzione dell’incarico, sul presupposto di una reciproca e fattiva
collaborazione basata sulla buona fede e sulla correttezza comportamentale;
d)
che l’Agenzia, al di là del termine convenzionale
utilizzato nel settore pubblicitario in Italia di “Agenzia”, opererà
nell’esecuzione del presente contratto come un’impresa di comunicazione
indipendente, controparte contrattuale del Cliente.
Tutto ciò premesso
Si conviene e stipula
Art. 1 –
Premesse ed allegati
1.1 Quanto esposto
nelle premesse e contenuto negli allegati costituisce parte integrante ed
essenziale del presente contratto.
Art.
2 – Oggetto dell’incarico
2.1.
Il
Cliente affida all’Agenzia alle condizioni e modalità qui di seguito
specificate, l’incarico di effettuare la progettazione della nuova versione del
sito Internet Sportur.
2.2.
Il presente contratto si riferisce al programma lavori riportato nel documento
preventivo Prev. 194-3214/01 “preventivo restyling sito Sportur”, allegato e
parte integrante del presente contratto.
In particolare i servizi compresi nel
contratto di restyling del sito Internet Sportur che l’Agenzia deve fornire al
Cliente sono:
2.2.A. eliminazione
dell’intro in Flash dalla versione del sito dell’anno 2000 – 2001;
2.2.B. restyling grafico del sito (neutro, ma
coordinato con la campagna Sportur 2002);
2.2.C. impostazione
e realizzazione di 3 nuove sezioni “gara” o “scuola”;
2.2.D. impostazione e realizzazione di 2 nuove
sezioni in linguaggio dinamico, aggiornabili in back office direttamente dal
Cliente (sezione “Offerte Speciali” e “Press Area”);
2.2.E. suddivisione della sezione dinamica “Press
Area” in tre categorie;
2.2.F. ulteriore suddivisione di una delle tre
categorie della “Press Area” fino ad un massimo di 15 sottocategorie;
2.2.G. impostazione di una finestra per le offerte
commerciali dell’azienda (browser autonomo che si apre autonomamente in pop up
all’apertura della home page) aggiornabile in back office direttamente dal
Cliente;
2.2.H. impostazione e implementazione della pagina
dedicata alla funzionalità di web cam;
2.2.I. aggiornamento continuativo da parte dell’Agenzia
durante l’anno dei contenuti relativi alle classifiche e al calendario.
2.3.
Il
presente contratto potrà essere esteso, di comune accordo, ad altri
prodotti/servizi del Cliente alle stesse condizioni qui previste.
2.4.
Le
attività di comunicazione nuove e diverse, rispetto a quelle specificatamente
indicate al punto 2.2 potranno essere richieste dal Cliente e perciò oggetto di
separati accordi da pattuirsi per iscritto.
Art.
3 – Approvazioni – autorizzazioni – variazioni
3.1.
Tutti gli
aspetti di ideazione e programmazione delle attività di comunicazione dovranno
essere preventivamente approvati dal Cliente prima che passino alla fase
produttiva.
3.2.
Al termine
della fase produttiva tutto il materiale (testi, bozzetti, ecc.) dovrà essere autorizzato dal Cliente prima
di entrare nella fase esecutiva.
3.3.
Al fine di
rendere esecutivi gli impegni di cui al presente art. 5, l’Agenzia dovrà
trasmettere al Cliente anche a mezzo telefax o e-mail, delle relazioni scritte
contenenti le principali decisioni assunte nel corso delle periodiche riunioni
di lavoro.
Tali relazioni dovranno essere redatte secondo lo schema standard individuato
nell’allegato 1 e, qualora il
Cliente non le contestasse per iscritto, anche a mezzo telefax o e-mail, entro
sette giorni successivi dal ricevimento, le stesse dovranno considerarsi
integralmente approvate.
3.4.
Ogni
riferimento in questo contratto all’approvazione scritta del Cliente
significherà approvazione scritta dei responsabili del Cliente autorizzati ad
approvare il lavoro dell’Agenzia e i cui nomi sono i seguenti:
Claudio Fantini
Dario Fantini.
Il Cliente s’impegna a comunicare per
iscritto all’Agenzia le eventuali modifiche rispetto alle persone autorizzate
alla firma.
Art.
4 -Impegno di verifica congiunta
4.1. Il Cliente e
l’Agenzia s’impegnano a condurre una completa e reciproca valutazione
sull’esecuzione del presente contratto ogni sei mesi dalla sua iniziale
decorrenza, includendo in tale verifica una valutazione dell’attività di tutti
i soggetti, da ambo le parti, impegnati nel lavoro.
Resta inteso che qualsiasi eventuale
modifica che dovesse scaturire da tale verifica periodica in ordine agli
accordi contenuti nel presente contratto, dovrà risultare per iscritto.
Art.
5 -Compenso dell’Agenzia
5.1. A titolo di corrispettivo per tutte le attività di
comunicazione di cui al par. 2.2., relative al prodotto di cui alla lettera
“a” delle premesse, il Cliente
corrisponderà per il restyling del sito Sportur e l’aggiornamento dei dati in
esso contenuti (vd. p.to 2.2.I) fino al 30/09/2002 la somma complessiva di L.
23.000.000 + IVA (Î. 11.878,51 + IVA).
5.2. Eventuali
altre spese quali ad esempio costi vivi per lo sviluppo dei progetti in
termini di pellicole per la stampa tipografica e cromalin, fotocomposizione,
acquisizione, scansione di immagini, spese di corriere, di spedizione e di
distribuzione, traduzioni in lingue estere, etc.,
sostenute dall’Agenzia saranno rimborsate dal Cliente, se preventivamente
autorizzate. L’elenco sopraccitato è comunque riportato a solo titolo esemplificativo
e non esaustivo.
Art. 6 – Condizioni di pagamento
6.1.
Le fatture relative al “compenso dell’Agenzia” indicato al
paragrafo 5.1 saranno pagate dal Cliente
mediante Ri.ba a 30 gg. fine mese dal giorno di messa online del sito (messa
online trasmessa al Cliente mediante comunicazione protocollata).
6.2. Le fatture
dell’Agenzia saranno pagate dal Cliente in esecuzione a quanto contenuto nei
paragrafi 3.2, 3.3, 3.4, 3.5. In caso di ritardo, saranno riconosciuti dal
Cliente all’Agenzia interessi di mora da calcolarsi in base al tasso di sconto
vigente maggiorato di 2,5 punti.
Art. 7 – Proprietà e diritti di utilizzazione
7.1. Ogni ideazione
od elaborazione creativa (quali, a solo
titolo esemplificativo e non limitativo slogans, testi, lavori artistici o fotografici,
display, materiali di presentazione, soggetti o sceneggiature di film
pubblicitari, schemi di manifestazioni a premio o di azioni promozionali,
marchi imballaggi e confezioni ecc.) ideate
dall’Agenzia e prescelte dal Cliente all’interno del presente contratto,
resteranno di esclusiva proprietà del
Cliente ancorché sia stato pagato dal Cliente il relativo compenso all’Agenzia;
7.2. Nessun
ulteriore compenso sarà dovuto dal Cliente per la utilizzazione pubblicitaria
di tali realizzazioni e dei relativi materiali per tutta la durata del
contratto.
7.3. Tutto il
restante materiale creativo ed ideativo eventualmente presentato al Cliente
dall’Agenzia ma non utilizzato dal Cliente, rimarrà, in ogni caso, di esclusiva
proprietà dell’Agenzia.
Art. 8 – Durata
8.1. Il presente
contratto ha la durata di un anno, con inizio dal 1/10/2001 e scadenza al
30/09/2002.
Art. 9 –
Risoluzione per inadempimento
9.1. Sarà in
ogni caso in facoltà di ciascuna delle parti di risolvere il presente contratto
in qualsiasi momento nel caso di inadempimento dell’altra parte ad una delle
obbligazioni previste al paragrafo 2.2. e 6.1.
9.2. La parte
che intende procedere alla risoluzione del presente contratto ai sensi del
precedente par. 9.1. deve darne comunicazione all’altra parte a mezzo di
lettera raccomandata con ricevuta di ritorno specificando il motivo posto a
fondamento della risoluzione anticipata del contratto.
Art. 10 –
Accettazione Autodisciplina Pubblicitaria
10.1. Il Cliente prende atto che l’Agenzia, in
quanto membro di AssoComunicazione, aderisce all’Istituto dell’autodisciplina
Pubblicitaria.
Sottoscrivendo
il presente contratto, pertanto, il Cliente conferma di accettare le regole del
Codice dell’Autodisciplina e, se del caso, le decisioni del Giurì.
Art. 11 –
Impegno di riservatezza
11.1. le parti si impegnano, durante la durata del
presente contratto, a non svelare, senza il consenso scritto dell’altra parte,
qualsiasi informazione confidenziale acquisita nel corso del lavoro.
Art. 12 –
Custodia del materiale
12.1. In mancanza del rinnovo del
contratto l’Agenzia restituirà il materiale di proprietà del Cliente entro tre mesi dalla
scadenza.
Art. 13 –
Tutela della privacy
13.1. Ciascuna parte si impegna ad osservare la normativa
vigente in materia di tutela dei dati personali in tutti i casi in cui dovrà
trattare dati forniti dalla rispettiva controparte.
Art. 14 –
Rinvio alle norme di legge
14.1. Per tutto quanto non previsto nel presente
contratto si rinvia alle norme sul contratto d’appalto contenute negli art.
1655 e segg. c.c.
Art. 15 –
Legge applicabile
15.1. La
legge regolante il presente contratto è la legge Italiana.
Art. 16 –
Controversie
16.1. Tutte le controversie scaturenti dalla interpretazione,
validità, esecuzione e/o risoluzione del presente incarico saranno di
competenza esclusiva del Foro di Faenza.
Dichiariamo
di aver letto e di approvare specificatamente ai sensi degli art. 1341 e 1342
c.c. tutte le condizioni contrattuali sopra trascritte.
………………………………. ………………………………
(firma del Cliente) (firma
dell’Agenzia)
……………………………… ………………………………
(Timbro o denominaz. del Cliente stampatello) (Timbro o denominaz. Agenzia stampatello)
……………………………… ………………………………
(poteri del firmatario) (poteri
del firmatario)
ALLEGATO 1
Contratto
prot. 3214 del 30/10/2001
Oggetto: Meeting report (articolo 5)
Riferimento: Meeting report della riunione del………………….
Presenti:
…………………
…………………
…………………
…………………
Facendo seguito alla riunione
in oggetto vi trasmettiamo qui di seguito una breve relazione con gli argomenti
discussi e le decisioni assunte.
1.
………………………………………………………………
2.
………………………………………………………………
3.
………………………………………………………………
Ai sensi e per gli effetti di
quanto contenuto nel par. 5.4 del nostro accordo, qualora non ricevessimo
vostre osservazioni scritte entro……. Dal ricevimento del presente
telefax/e.mail, considereremo approvate definitivamente le decisioni sopra
specificate.
Distinti saluti.
Questo allegato costituisce
parte integrante della lettera di incarico del
…………………………………………………………………………………………………………Data………………………….
Per presa visione……………………….
Vediamo in dettaglio come si è sviluppata, nel caso specifico di un portale come sportur.com, l’evoluzione tecnico-strategica del sito, dal contatto con il cliente al mantenimento e aggiornamento del medesimo passando per il contratto firmato.
Cercherò di analizzare anche i singoli momenti della progettazione con le relative figure professionali di Comunica intervenute.
L’ACC, il NEB e il DCL incontrano il Cliente e definiscono quali sono le sue esigenze ed i suoi bisogni, sia espliciti che impliciti.
L’ACC, il NEB e il DCL incontrano il direttore dell’Area Creativa Web, il Responsabile Media e l’Ufficio Stampa di Comunica. Si definiscono in questa sede il progetto, i timing dei lavori ed i contenuti in linea generale, si vagliano le prime idee, una prima idea di architettura web.
In seguito il Direttore dell’Area Creativa Web dopo un’attenta analisi del lavoro assegnato, sceglie e inserisce le figure tecniche e strategiche per la produzione del prodotto medesimo, illustrando il Planning e un primo copy brief:obiettivi, target, strategie e contenuti.
Appendice I
Le associazioni sindacali, di
categoria e professionali
• AIAP - Associazione Italiana Progettazione e Comunicazione Visiva
http://www.aiap.it/
• AICA - Associazione Italiana per l'Informatica ed il Calcolo Automatico
http://www.aicanet.it/
• AICEL - Associazione Italiana Commercio Elettronico
http://www.aicel.org/
• AIE - Associazione Italiana Editori
http://www.aie.it
• AIEA - Associazione Italiana EDP Auditors
http://www.aiea.it/
• AIFI - Associazione Italiana degli Investitori Istituzionali nel
Capitale di Rischio
http://www.aifi.it/
• AIIP - Associazione Italiana Internet Provider
http://www.aiip.it/
• AIP - Associazione Informatici Professionisti
http://www.a-i-p.it/
• AISCOM - Associazione Italiana Sviluppo Scienze della Comunicazione
http://www.aiscom.it/
• AISI - Associazione Italiana Informatica e Scuola
http://www.aisi.it
• AISM - Associazione Italiana Studi Marketing
http://www.aism.org/
• AISTEL - Associazione Italiana Sviluppo delle Telecomunicazioni
http://www.telecom-italia.org/
• AIPA - Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione:
http://www.aipa.it
• AITI - Associazionme Italiana Traduttori ed Interpreti
http://www.mix.it/aiti/
• ALAI Cisl - Associazione dei Lavoratori Atipici e Interinali
http://www.cisl.it/alai/
• ALCEI - Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica
Interattiva
http://www.alcei.it/
• ALSI - Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione
.• ANASIN - Associazione Nazionale
Aziende Servizi Informatica e Telematica
http://www.anasin.it/
• ANDIT - Associazione Docenti Informatica
http://www.geocities.com/Athens/Forum/6670/
• ANEE- Associazione Nazionale Editori Elettronici
http://www.anee.it
• ANFOV - Associazione dei Fornitori di Videoaudioinformazione
http://www.anfov.it/
• ANINF - Associazione Nazionale Informatici
http://www.aninf.it/
• ANUIT - Associazione Nazionale Utenti Italiani di Telecomunicazioni
http://www.anuit.it/
• API DEVELOPMENT - Associazione Progettisti Ipermediali
http://www.arpnet.it/apid/
• ASCII - Associazione Consumatori Italiani Internet
http://www.net4u.it/ascii/
• ASINFORM - Associazione Nazionale Produttori Tecnologie e Servizi per
l'Informazione e la
Comunicazione
http://www.assinform.it/
• ASSINTEL - Associazione Nazionale Imprese Servizi Informatica Telematica
Robotica
Eidomatica
http://www.assintel.it/
• ASSOPROVIDER - Associazione Provider
http://www.assoprovider.net/
• AUTORITA’ GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
http://www.garanteprivacy.it/
• AWI - Associazione Webmaster Italiani
http://www.awi.it/
• CAMERE DI COMMERCIO
http://www.camcom.it
• CYBERATLAS - Guida internazionale sulle ricerche di mercato su internet
http://cyberatlas.internet.com/
• COLAP - Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali
http://www.flipnews.org/COLAP/homecolap.html
• COMMERCIO ELETTRONICO ITALIA
http://www.commercenet.it/
• CEPIS -
Council of European Professional Informatics Societies
http://www.cepis.org/
• EUROPALAVORO
http://www.europalavoro.it/
• FED - Federazione per l'Economia Digitale
http://www.fedecom.net
• FEDER.CEN.TR.I - Federazione Nazionale dei Centri di Traduzione ed
Interpretariato
http://www.federcentri.org/
• FEDERCOMIN - Federazione delle Imprese delle Comunicazioni e dell'Informatica
• http://www.federcomin.it/
• FEDERINFORMATICA - Federazione Italiana delle Organizzazioni di Operatori delle
Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione
http://www.federinformatica.it
• FIDA INFORM - Federazione Italiana delle Associazioni Professionali di
Information Management
http://clubdir.sep.net/index.htm
• FISE - Federazione Imprese di Servizi
http://www.fise.org/
• FITA - Federazione Italiana dei Servizi Professionali e del Terziario
Avanzato
http://www.fita.it/
• FLIP -
Freelance International Press
http://www.flipnews.org/
• FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana
http://www.fnsi.it/
• FORRESTER RESEARCH - Ricerche di mercato, a livello mondiale, su Internet
http://www.forrester.com/
• I-LAB - Centro di Ricerca sull'Economia Digitale
http://www.i-lab.uni-bocconi.it/
• INFOCAMERE
http://www.infocamere.it
• INTERNET SOCIETY
http://info.isoc.org/
• ISFOL - Istituto per la Formazione e lo Sviluppo dei Lavoratori
http://www.isfol.it/
• ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica
http://www.istat.it
• IWA - International Webmasters Association
http://www.iwa-italy.org/
• ITRAIN - Associazione Internazionale IT Trainers
http://itrain.org/
• LA CITTA’ DELLE OPPORTUNITA’ - Società per l'Imprenditorialità
Giovanile
http://www.opportunitalia.it/
• LA CITTA’ INVISIBILE
http://www.citinv.it/
• MINISTERO DEL LAVORO
http://www.minlavoro.it
• NIL - Nuove Identità di Lavoro
http://www.cgil.it/nidil/
NUAI - Ricerche di mercato, a livello mondiale, su Internet
http://www.nua.ie/surveys/
• ORDINE DEI GIORNALISTI
http://www.odg.it
• SILF - Sindacato Italiano Lavoratori del Fumetto del Disegno Animato e
della Comunicazione Visiva
http://www.fumetti.org/sindacato/
• SI@LT - Sindacato Italiano Autonomo Lavoratori Telematici
• http://web.tiscali.it/sialt/
• SLC - Sindacato Lavoratori Comunicazione
http://www.cgil.it/slc/
• SMILE - Sistemi e Metodologie Innovativi per il Lavoro e l'Educazione
http://www.smile.it/
• TP - Associazione italiana Pubblicitari Professionisti
http://www.associazione-tp.it/
• UILTE - Unione Italiana Lavoratori Telecomunicazioni
http://www.uilte.it/
• UNAMS - Unione Nazionale Artisti Musica e Spettacolo
http://www.unams.it/
• UNIONCAMERE
http:// www.unioncamere.it
• UNIONQUADRI
http://www.unionquadri.it/
• UPEI - Unione Professionale Esperti Informatici
http://www.upei.it/
Appendice
II
Risorse
sulla formazione universitaria1
Corso di laurea in Informatica
Sedi
universitarie:
•
Bari
http://coldinfo.di.uniba.it/Italiano/Homepage.html
•
Bologna
http://www.scienze.unibo.it/
•
Cagliari
http://informatica.unica.it/
•
Camerino
http://web.unicam.it/unicam/didattica/scienzeFrame.html
•
Catania
http://www.dmi.unict.it/informatica/
•
Crema
http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/infcrema.htm
•
Ferrara
http://www.dm.unife.it/info/index.html
•
Firenze
http://www.unifi.it/studenti/percorsi/facoltaecc/ingegn_inform.html
•
Genova
http://www.disi.unige.it/
•
L’Aquila
http://leonardo.dm.univaq.it/lacs/
•
Messina
http://dinf.unime.it/iexplore/index-1.htm
•
Milano
http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/informatica.htm
•
Napoli - Università Federico II
http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html
•
Novara - Università "Amedeo Avogadro"
http://www.fauser.edu/fau/uni/laurea.htm
•
Padova
http://www.pfs.unipd.it/DIDATTICA/Nuovo_Ordinamento/Istituzione_CS/Istituzione_CS.ht
m
•
Palermo
http://www.dipinfo.math.unipa.it/
•
Perugia
.http://www.dipmat.unipg.it/didattica/cdi/notiziario/du_informatica.htm
•
Pisa
http://www.smfn.unipi.it/lauree.htm
•
Salerno
http://www.dia.unisa.it/SCIENZE/
•
Trento
http://www.science.unitn.it/~facolta/corsilaurea/informatica.html
•
Torino
http://www.presmfn.unito.it/didattica/informatica/index.html
•
Udine
http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm
•
Varese - Università dell'Insubria
http://web.crii.uninsubria.it/
•
Venezia
http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/scientifica/INFOR
•
Verona
http://www.sci.univr.it/
Corso di laurea in Ingegneria Informatica
Sedi
universitarie:
•
Ancona
http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm
•
Ancona (a
distanza)
http://www.ee.unian.it/nettuno/diplomi.html
•
Benevento - Università del Sannio
http://www.ing.unisann
io.it/didattica/laurea-inf.html
•
Catania
http://www.ing.unict.it/index.php?pageRef=1
•
Cosenza
http://www.ingegneria.unical.it/
•
Ferrara
http://www.ing.unife.it/informazione/lauree.htm
•
Fermo
http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm
•
Firenze
http://www.unifi.it/studenti/percorsi/facoltaecc/ingegn_inform.html
•
Genova
http://www.ingegneria.unige.it/index2.html
•
Latina - Università La Sapienza
http://cclii.dis.uniroma1.it/
•
Lecce
http://axpmat1.unile.it/ing/ingegneria.html
•
Lecce (a
distanza)
http://www.nettuno.unile.it/diploma/diploma.html
•
Mantova
http://www.unipv.it/webing/novita2000.htm
•
Milano - Politecnico (anche a distanza)
http://www.polimi.it/facolta/schede_2001_2002/ing/informaticaframe.html
•
Modena
http://www.ing.unimo.it/corsi/li_ii.htm
•
Napoli - Federico II
http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html
•
Padova
http://www.ing.unipd.it/indice/schermata.htm
•
Palermo
http://www.unipa.it/~cclinfor/homepage.html
•
Parma
http://habana.cedi.unipr.it/facolta/informatica/Introduzione.html
•
Parma (a
distanza)
http://nettuno.cedi.unipr.it/Informatica/index.html
•
Pavia
http://www.unipv.it/webing/novita2000.htm
•
Pisa
http://www.ing.unipi.it/new_offerta_didattica.htm
•
Roma - Università La Sapienza
http://cclii.dis.uniroma1.it/
•
Roma - Università La Sapienza (a distanza)
http://www.uninettuno.it/poloroma/index.html
• Roma
- Università Tor Vergata
http://www.ing.uniroma2.it/
•
Roma - Università Roma III
http://www.dia.uniroma3.it/CCSIngInf/
•
Siena
http://www.ing.unisi.it/
•
Torino - Politecnico
http://www.polito.it/facolta/3ing/
•
Trieste (anche
a distanza)
http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc
Corso di laurea in Ingegneria delle reti
Sedi
universitarie:
•
Ancona
http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm
•
Benevento - Università del Sannio
http://www.ing.unisannio.it/didattica/laurea-tlc.html
•
Bologna
http://www.ing.unibo.it/
•
Cassino
http://193.205.62.5/web/laurea_no/lau_tel/tel_fr.html
•
Fermo
http://www.unian.it/html/infostud/2001_2/offerta2001_2.htm
•
Ferrara
http://www.ing.unife.it/informazione/lauree.htm
•
Firenze
http://www.unifi.it/studenti/percorsi/facoltaecc/ingegn_telec.html
•
Milano - Politecnico
http://www.polimi.it/facolta/schede_2001_2002/ing/telecomframe.html
•
Napoli - Federico II
http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html
•
Napoli - Università Navale
http://www.ingegneria.uninav.it/
•
Orvieto
http://www.ing.unipg.it/didattica/didattica.html
•
Padova
http://www.ing.unipd.it/indice/schermata.htm
•
Pisa
http://www.ing.unipi.it/new_offerta_didattica.htm
•
Siena
http://www.ing.unisi.it/
•
Torino - Politecnico (anche a distanza)
http://www.polito.it/facolta/3ing/
Corso di laurea in Ingegneria Telematica
Sedi
universitarie:
•
Mondovì - Politecnico di Torino
http://www.polito.it/facolta/3ing/
•
Enna
http://www.ing.unict.it/index.php?pageRef=28
Corso di laurea in Scienze dell’Informazione
Sedi
universitarie:
•
Cesena
http://www.csr.unibo.it/index-ie.htm
Corso di laurea in Matematica ed Informatica per le applicazioni
aziendali
Sedi
universitarie:
•
Brescia - Università Cattolica Milano
http://www.bs.unicatt.it/facolta/mmffnn/mate3.htm
Corso di laurea in Fisica ed Informatica per le
telecomunicazioni
Sedi
universitarie:
•
Brescia - Università Cattolica Milano
http://www.bs.unicatt.it/facolta/mmffnn/fisica3.htm
Computer Science
Sedi
universitarie:
•
Bolzano
http://www.unibz.it/informatic/index.htm
AREA COMUNICAZIONE E NEW MEDIA
Corso di laurea Scienze delle Comunicazioni
Sedi
universitarie:
•
Bologna
http://www.dsc.unibo.it/
•
Ferrara
http://www.unife.it/ateneo/didattic/preiscrizioni/umani.htm
•
Lecce
http://www.unile.it/comunicazione/
•
Macerata
http://www.unimc.it/web_9900_ret/didattica/didattica.htm
•
Milano - Università IULM
http://www.iulm.it/didattica.htm
•
Milano - Università Cattolica
http://www3.unicatt.it/unicatt/seed/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=612
•
Modena
http://www.comunicazione.unimo.it/
•
Padova
http://www.comunicazione.lettere.unipd.it/
•
Palermo - Indirizzi: Giornalismo e Comunicazione d’impresa
http://www.unipa.it/~facscfor/scicom.html
•
Perugia
http://www.unipg.it/corsil-indice-it.html
•
Roma - Università La Sapienza
http://www.comunicazione.uniroma1.it/
•
Roma - Università Tor Vergata
http://www2.uniroma2.it/didattica/Diplomi/scienzamediacomunicazione.shtml
•
Roma - LUMSA - Indirizzi: Giornalismo; Comunicazioni di massa; Comunicazioni di impresa
http://www.lumsa.it/
•
Salerno
http://www.unisa.it/Didattica/Facolta/Lettere.asp
•
Siena
http://lettere.media.unisi.it/cdl/sdc/
•
Teramo
http://www.unite.it/Ateneo/Facolta_ScPol/Laurea_ScCom/cdl_sccom.html
•
Torino
http://www.cisi.unito.it/ateneo/lettere/
•
Trieste
http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc
•
Urbino
http://www.soc.uniurb.it/scicom/default.asp
Corso di laurea in Scienze delle Comunicazioni Scritta ed
Ipertestuale
Sedi
universitarie:
•
Parma
http://relpub.ceda.unipr.it/facolta/lettere/default.asp?Corsi_di_Laurea_Triennali
Corso di laurea in Immagine e Media
Sedi
universitarie:
•
Parma
http://relpub.ceda.unipr.it/facolta/lettere/default.asp?Corsi_di_Laurea_Triennali
Corso di laurea in Multimedialità e Spettacolo
Sedi
universitarie:
•
Torino
http://hal9000.cisi.unito.it/wf/FACOLTA/Scienze-de/Fac-org-didatt--a.a.-2000-01-.rtf_cvt.htm
Corso di laurea in Scienze Umanistiche per la Comunicazione
Sedi
universitarie:
•
Milano
http://www.cosp.unimi.it/Lettere/scuman.htm
Corso di laurea in Comunicazione digitale
Sedi
universitarie:
•
Milano
http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/comdig.htm
Corso di laurea in Comunicazione e Società
Sedi
universitarie:
•
Milano
http://www.cosp.unimi.it/Spolitiche/comsoc.htm
Corso di laurea in Scienze dell’Informazione
Sedi
universitarie:
•
Milano - Università Cattolica
http://www3.unicatt.it/unicatt/seed/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=1054
Corso di laurea in Comunicazione Interculturale e Multimediale
Sedi
universitarie:
•
Pavia
http://comunicazione.unipv.it/
Corso di laurea in Comunicazione di massa e nuovi media
Sedi
universitarie:
•
Università della Svizzera Italiana
http://www.unisi.ch/dbweb/webactions/getListCorsi.php?web=com&indirizzo=1
Corso di laurea in Tecnologia Informatica
Sedi
universitarie:
•
Milano - Università Cattolica
http://www3.unicatt.it/unicatt/seed/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=1055
Corso di laurea in Tecniche Artistiche dello spettacolo
Sedi
universitarie:
•
Venezia
http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/umanistica/SPETT
Corso di laurea in Discipline Arte Musica e Spettacolo (DAMS)
Sedi
universitarie:
•
Bologna
http://www.lettere.unibo.it/
•
Brescia - Università Cattolica
http://www.bs.unicatt.it/facolta/lettere/dams.htm
•
Cosenza
http://www.csdim.unical.it/pres_lettere/corsi_di_laurea.html
•
Roma - Università Roma III -http://
w3.uniroma3.it/didattica/index.asp
•
Torino
http://hal9000.cisi.unito.it/wf/FACOLTA/Scienze-de/Fac-org-didatt--a.a.-2000-01-.rtf_cvt.htm
Corso di laurea per Traduttori ed Interpreti
Sedi
universitarie:
•
Catania
http://www.unict.it/flls/diploma_per_traduttori_e_interpreti.htm
•
Forli’
http://sslmit.unibo.it/
•
Gorizia
http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm
•
Lecce
http://www.lingue.unile.it/
•
Messina
http://ww2.unime.it/lettere/8CdTI.htm
•
Milano - Università IULM
http://www.iulm.it/didattica.htm
•
Perugia
http://www.unipg.it/dipl-indice-it.html
•
Siena - Università per Stranieri
http://www.unistrasi.it/
•
Roma - Libera Università degli studi Pio V
http://www.luspio.org/
•
Torino
http://hal9000.cisi.unito.it/lingue/regolamen/
Trieste
http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc
•
Vasto
http://www.unich.it/diploma/index.htm
•
Venezia
http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/linguistica/TRADUZ
Giornalismo
Scuole
superiori, Università e Master:
•
Scuola Superiore di Giornalismo di Bologna
http://www.lettere.unibo.it/
•
Scuola di Specializzazione in Giornalismo dell’Università Luiss - Roma
http://www.luiss.it/giornalismo/
•
Istituto di Formazione al Giornalismo di Urbino
http://www.uniurb.it/giornalismo/
•
Istituto per la Formazione del Giornalismo di Milano
http://www.ifg.mi.it/
•
Istituto Superiore di Comunicazione Milano e Roma
http://www.isc.it/
•
Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia
http://www.sgrtv.it
•
Corso di laurea in Giornalismo - Editoria multimediale dell’Università di
Trieste
•
http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc
•
Corso di perfezionamento in Giornalismo Economico dell’Università di Verona
http://www.univr.it/economia/
•
Master biennale in Giornalismo e Comunicazione Scientifica dell’Università di
Ferrara (a
distanza)
http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm
AREA MARKETING E BUSINESS
Corso di laurea in Marketing
Sedi
universitarie:
•
Parma
http://www.unipr.it/arpa/facecon/clau.htm
•
Urbino
http://www.uniurb.it/vademecum/econ.htm#eco5
Corso di laurea in Relazioni Pubbliche
Sedi
universitarie:
•
Gorizia
http://web.uniud.it/general/frame/frameset_poli_go.htm
•
Milano - Università IULM
http://www.iulm.it/didattica.htm
Corso di laurea in Relazioni Pubbliche
Sedi
universitarie:
•
Bari
http://www.economia.uniba.it/D.U.Marketing_pa.htm
Corso di laurea in Marketing e gestione delle imprese
Sedi
universitarie:
•
Venezia
http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/linguistica/TRADUZ
Corso di laurea in Management delle aziende di servizi
Sedi
universitarie:
•
Roma - Università Luiss
http://www.luiss.it/facolta/ordstudi/ordistudi-eco.htm
Corso di laurea in Economia aziendale
Sedi
universitarie:
•
Castellanza - Università di Castellanza
http://www.liuc.it/didattica/default.htm
Corso di laurea in Economia aziendale indirizzo Marketing e
Neteconomy
Sedi
universitarie:
•
Pavia
http://economia.unipv.it/NuovoOrd/Marketing_Neteconomy.htm
Corso di laurea in Statistica per le applicazioni Internet
economiche ed aziendali
Sedi
universitarie:
•
Pavia
http://economia.unipv.it/NuovoOrd/statistica_internet_eco_az.htm
Corso di laurea in Economia per le Arti, la Cultura e la
Comunicazione
Sedi
universitarie:
•
Milano - Università Bocconi
http://www.uni-bocconi.it/bocconi/didattica/corsi/index.htm
Corso di laurea in Economia informatica
Sedi
universitarie:
•
Chieti
http://www.unich.it/guide/economia/ecoinf.htm
Corso di laurea in Tecnica Pubblicitaria
Sedi
universitarie:
•
Roma - Università LUMSA
http://www.lumsa.it/Lettere_e_Filosofia/Diplomi_Universitari_l/du_in_tecnica_pubblicitaria.ht
m
•
Palermo
http://www.unipa.it/~facscfor/tecpub.html
•
Perugia - Università per Stranieri
http://www.unistrapg.it/dutep1.htm
•
Trieste
http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc
•
Urbino
http://www.soc.uniurb.it/scp/
Corso di laurea in Statistica ed informatica
Sedi
universitarie:
•
Benevento - Università del Sannio
http://www.unisannio.it/economia/index.html
•
Napoli - Federico II
http://www.unina.it/universit/didattica/nuova_dida.html
•
Napoli - Università Navale
http://www.economia.uninav.it/sez03M-CDU-SIGI.htm
•
Padova
http://www.statistica.unipd.it/
•
Palermo
http://www.economia.unipa.it/Didattica_info/cdl/SIAP/index.htm
•
Perugia
http://www.stat.unipg.it/diploma/
•
Rimini
http://www.rimini.unibo.it/dueai.htm
•
Trieste
http://www.univ.trieste.it/~dida/index.php/didafile/ElePost.inc
•
Udine
http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm
•
Venezia
http://www.unive.it/!wda/didattica/nuovo_ord/economica/SIGI
AREA PROGETTAZIONE E DESIGN
Corso di laurea in Tecnologie web multimediali
Sedi
universitarie:
•
Udine
http://web.uniud.it/general/frame/frameset_corsi_di_laurea.htm
Corso di laurea per Tecnologo della comunicazione audiovisiva
multimediale
Sedi
universitarie:
•
Ferrara (a
distanza)
http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm
Accademie delle Belle Arti - Indirizzo grafica
Sedi:
•
Brera
http://www.accademiadibrera.milano.it
•
Carrara
http://www.accademiacarrara.it/
•
L’Aquila
http://www.accademiabellearti.laquila.it/Grafica(S1).htm
•
Macerata
http://www.accademiabellearti.com/Macerata.html
Scuole Superiori di Grafica
Sedi:
•
Urbino: ISIA - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
http://www.isia.org/
•
L’Aquila: Accademia Internazionale delle Arti e delle Scienze dell'Immagine
http://www.accademiaimmagine.org/
•
Venezia: Scuola Internazione di Grafica
http://www.scuolagrafica.it/art/gp.htm
•
Roma: Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie
http://www.accademiadellearti.it/
•
Firenze: Accademia Italiana
http://www.accademiaitaliana.com/
•
Roma, Firenze, Jesi: Scuola internazionale di Comics (animazione web,
grafica, 3D)
http://www.scuolacomics.it/
•
Treviso: Fabrica - Scuola Laboratorio Creativo del Gruppo Benetton e Oliviero
Toscani
http://www.fabrica.it/
MASTER UNIVERSITARI E SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE
Area tecnico informatica
• Master in Wireless e web
Università
di Pisa
http://www.di.unipi.it/web&wireless/
• Master in Servizi avanzati di telecomunicazione
Università
di Catania
http://www.unict.it/ssc/
• Master in Web technology e security
Università
di Torino
http://www.mastere-security.com/index.htm
• Master in Tecnologie del software
Università
del Sannio, Benevento
http://www.ing.unisannio.it/master/index.html
• Master in Tecnologie e gestione del software
Università
del Sannio, Benevento
http://www.ing.unisannio.it/master/index.html
• Master SUP in Advanced Computer Science
Scuola
Universitaria Professionale della Svizzera italiana
http://www.macs.supsi.ch/main.html
Area interdisciplinare
• Master in Editoria Cartacea e Multimediale
Università
di Bologna
http://www.sssub.unibo.it/master/bando.htm
• Master in E-business
Università
di Catania
http://www.unict.it/ssc/
• Master in E-business
Istituto
Superiore M. Boella - Università di Torino
http://ict.polito.it/e-business/
• Master in E-business
Università
di Castellanza
http://master.liuc.it/mesc/default.htm
• Master in E-contents e E-business
Università
IULM, Milano
http://www.iulm.it/master_econtents/index.htm
• Master in Business Administration
Scuola
Superiore Aziendale - Università di Torino
http://www.saa.unito.it/mba/index.html
• Master in Business Administration
Università
Bocconi, Milano
http://www.uni-bocconi.it/indici/formazione.htm
• Master in Business Administration
Università Luiss, Roma
http://mba.luiss.it/
• Scuola di Specializzazione in Amministrazione e Direzione
aziendale
Università
Navale, Napoli
http://www.economia.uninav.it/sez17-ScuolaDiSpecializzazione.htm
• Master in Web Careers - E-business
Università
di Torino
http://www.cisi.unito.it/ateneo/lettere/
• Master in Net economy
Università
di Trieste
http://www.univ.trieste.it/~nirdses/netec/Netec.htm
• Master in Management e Tecnologie dell’informazione
Almaweb
- Università di Bologna
http://www.almaweb.unibo.it/
• Master in Comunicazione e Tecnologie dell’informazione
Almaweb
- Università di Bologna
http://www.almaweb.unibo.it/
• Corso di perfezionamento in Informatica Giuridica e Diritto
delle Nuove Tecnologie
Università
di Bologna
http://www.giuri.unibo.it/Master/guiridica/giuridica.html
• Scienze dei Servizi giuridici per Operatori giuridico
informatici
Università
di Milano
http://www.cosp.unimi.it/Giurisprudenza/giurinfo.htm
• Master in Diritto dell’informatica
Lumsa,
Roma
http://www.lumsa.it
• Master in Tecniche e Metodologie informatiche per le discipline
giuridiche
Università
di Catania
http://www.lex.unict.it/cp2001/
• Corso in Diritto delle Tecnologie ed Accertamento dei Reati
Informatici di 1° e 2° livello
Università
di Chieti
http://www.unich.it/cec/corsi/reati.htm
• Master in Gestione delle istituzioni finanziarie e nuove
tecnologie dell’informazione
Università
di Siena
http://www.unisi.it/gits/obiettivo.htm
Master in Comunicazione d’azienda
Università
di Venezia
http://helios.unive.it/~mca/
• Tecnologie per la Società dell’informazione
Università
di Milano
http://www.cosp.unimi.it/FFMMNN/tecnrema.htm
• Scuola di specializzazione in Analisi e gestione della
comunicazione
Università
Cattolica, Milano
http://www3.unicatt.it/
• Master in Scienza e Tecnologia dei media
ESAS
- Università di Pavia
http://media.iuss.unipv.it/
• Master in Formazione dei formatori - Training manager
Università
di Venezia
http://www.unive.it/!wda/didattica/Master/indexFF
• Multimedialità e didattica
Università
di Macerata
http://www.unimc.it/web_9900_ret/didattica/didattica.htm
• Master biennale in Comunicazione multimediale e didattica (a distanza)
Università
di Ferrara
http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm
• Master biennale in Pedagogia e formazione degli adulti (a distanza)
Università
di Ferrara
http://carid.unife.it/did_dist/offertadid.htm
• Corso di perfezionamento in Progettazione interattiva
sostenibile e multimedialita’
Università
Roma III
http://w3.uniroma3.it/didattica/index.asp
• Master sulla Comunicazione
Università
della Repubblica di San Marino
http://www.unirsm.sm/dssc/Default.htm
• Scuola di Specializzazione in Analisi e gestione della
comunicazione
Università
di Tor Vergata, Roma
http://www.scuolacomunicazione.uniroma2.it/
• Master per Tecnico in comunicazione e marketing in lingue estere
Università
di Urbino
http://www.uniurb.it/Lingue/hypertext/lin1.htm#postlaurea
• Corso di perfezionamento in Competenze testuali, linguistiche e
letterarie per operatori
dell'editoria, del giornalismo e della comunicazione
Università
Roma III
http://w3.uniroma3.it/didattica/index.asp
• Master in Gestione delle biblioteche scolastiche e multimediali
Università
della Tuscia, Viterbo
http://193.205.145.174/Presentazione/master/master.htm
http://www.murst.it
Nel
sito del ministero dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica i
link a tutte le università e a tutti i politecnici d'Italia. Qui si trovano i
bandi per concorrere all'assegnazione di borse di studio.
http://www.cestor.it/corsi
In
questo sito si trova una guida ai principali corsi di specializzazione
suddivisi per settore.
http://www.e-loft.com
Il
portale per gli studenti italiani, tedeschi, francesi, spagnoli e britannici
con forum, chat e link a tutte le università d'Europa.
http://www.almaweb.unibo.it
Almaweb
è la graduate school dell'Università di Bologna, che organizza i master in
Comunicazione e tecnologie dell'informazione e in Management e tecnologie
dell'informazione. Entrambi integrano le attività in aula e in laboratorio con
un project work svolto presso un'impresa, adottando l'inglese come seconda
lingua di lavoro.
http://www.ebms.it
La
e-business management school dell'Isufi (Istituto superiore universitario di
formazione interdisciplinare - Università di Lecce) propone un master a
frequenza obbligatoria della durata di un anno per stimolare professionalità e
"intraprenditorialità" nel settore dell'economia digitale. Possono
accedervi laureati con un punteggio minimo di 105/110.
http://media.iuss.unipv.it
L'Istituto
universitario di studi superiori dell'Univeristà di Pavia (Iuss) organizza il
master internazionale in Scienza e tecnologia dei medi. Al momento sono
attivati tre indirizzi: Editoria e marketing relazionale online, Media
diffusivi e interattivi e Sicurezza e tecnologie del commercio elettronico.
http://www.area-formazionepostlaurea.uniba.it/perfezionamento/00lepistemologia.htm
Rivolto
a tutti gli appassionati di filosofia della scienza, un approfondimento di
circa 180 ore distribuite lungo un anno accademico è offerto dal Corso di
perfezionamento in epistemologia informatica dell'Università di Bari.
http://www.unife.it/ateneo/didattic/corperf.htm
La
facoltà di scienze naturali dell'Università di Ferrara gestisce due master di
grande interesse: quello in Informatica per le scienze giuridiche e quello in
Informatica per le scienze umane.
http://www.ateneoimpresa.it/cas.htm
Ateneoimpresa
propone un master in marketing e comunicazione web.
http://ict.polito.it/e-business/bando.htm
L'Istituto
superiore di tecnologia dell'informazione e delle Tlc "Mario Boella"
tiene un master in e-business che presenta una struttura ellittica: la prima
fase del corso separa i laureati tecnici dagli altri, proponendo una formazione
complementare tesa a uniformare le conoscenze. Segue un corpus didattico
comune, al termine del quale si sviluppano due specializzazioni, una in ambito
tecnologico e una in ambito economico-organizzativo. La durata complessiva è di
sei mesi e vengono offerte delle borse di studio.
http://62.110.206.102
È
l'indirizzo web di Magica - Master europeo in gestione di impresa
cinematografica con sede a Roma - che tra le specializzazioni include anche il
master EM. Si tratta di un corso per
laureati che aspirano a gestire progetti audiovisivi e multimediali. Dura sei
mesi, è interamente online e in inglese, e i feedback tra docenti e discenti si
scambiano via web. La scadenza per presentare la propria domanda di
partecipazione alla prossima edizione è il 30 aprile 2001.
Appendice III
La certificazione delle proprie competenze professionali
rappresenta un requisito ormai indispensabile per chi opera nel settore internet economy, in particolare nell’ambito
informatico-tecnico.
Ecco le piu’ importanti certificazioni:
Sono tra le certificazioni più richieste sul mercato; per
ottenerle il modo più semplice è senz'altro quello di seguire dei corsi,
organizzati normalmente da Training Partner di Cisco o dalle Cisco Network
Academy
Le certificazioni Cisco seguono due rami:
- Installazione di Reti e Supporto Clienti
• CCNA (Cisco Certified Networking
Associate)
• CCNP (Cisco Certified Networking
Professional)
• CCIE (Cisco Certified Internetworking
Expert)
- Progettazione e Ingegnerizzazione di Reti
•
CCDA (Cisco Certified Design Associate)
• CCDP (Cisco Certified Design
Professional)
Fonte Networking Italia:
ECDL (European
Computer Driving Licence)5
E’ una certificazione
riconosciuta a livello internazionale, sostenuta dalla Unione Europea, che
permette di attestare le competenze informatiche e la capacità di utilizzo del
computer.
Si articola in 7 esami
(1 teorico e 6 pratici) da sostenere nel corso di 3 anni.
Le
materie sono le seguenti:
- Concetti di base della tecnologia dell’informazione
- Uso del computer e gestione dei file;
- Elaborazione testi;
- Foglio elettronico;
- Database;
- Strumenti di presentazione;
- Reti informatiche.
Gli esami si svolgono
presso centri accreditati verificati per l’Italia dall’AICA (Associazione
Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico).
IWA6
La certificazione internazionale offerta da IWA, denominata IWA Certified Web
Professional (CWP),
è definita come il più alto grado di certificazione indipendente per i
professionisti del web.
Le certificazioni
previste sono 7:
.- Site Designer
- Internetworking Specialist
- Enterprise Developer
- E-commerce Specialist
- Security Specialist
- Server Administrator
- Application Developer
Fonte IWA:
LINUX7
Nell'insieme
delle certificazioni quelle più diffuse sono:
- LPIC (Linux
Professional Institute Certification)
Prevede 3 livelli.
- RHCE (Red
Hat Certified Engineer Program)
L'esame
viene effettuato su casi reali presso i Red Hat Training Center, gli unici autorizzati a
rilasciare
la certificazione.
- SAIR
E’
basata su di una struttura ben precisa suddivisa in tre livelli:
3X0 LCP – LCA (Linux
Certified Professional – Linux Certified Administrator)
3X1 LCE (Linux
Certified Engineer)
3X2 Master LCE (Master
Linux Certified Engineer)
LOTUS R58
E’
prevista la certificazione sia nell’ambito dello sviluppo che dell’amministrazione:
- CLS Certified
Lotus Specialist Developer( 1 esame)
- CLP Certified
Lotus Professional Developer (3 esami)
- CLP Principal Certified Lotus Professional Developer (CLP + 1 esame a scelta)
- CLS Certified
Lotus Specialist Administration (1 esame)
- CLP Domino R5 System Administration (3 esami)
- CLP Principal Domino R5 System Administration (CPL+1 esame a scelta)
MICROSOFT9
Diversi sono i livelli di certificazione, che consentono di
attestare le competenze specifiche dei sistemisti, di sviluppatori e di
amministratori di database che operano in ambiente Microsoft.
Quattro sono i
percorsi di specializzazione individuati da Microsoft:
- Microsoft Certified Systems Engineer (MCSE)
Destinato
a chi si occupa diprogettare, implementare e supportare sistemi informativi
basati su
prodotti
Microsoft.
- Microsoft Certified Solution Developer (MCSD)
Destinato
a chi si occupa dell’architettura dei sistemi operativi, i linguaggi e gli
strumenti di
sviluppo
Microsoft.
- Microsoft Certified Database Administrator (MCDA)
Destinato
a coloro che progettano, gestiscono e supportano database.
- Microsoft Certified Trainer (MCT)
Destinato
ai docente che operano presso i Microsoft Certified Technical Education Center
(CTEC).
Il
primo livello di certificazione MCP è comune a tutti i percorsi formativi.
NOVELL10
Diverse
le tipologie di certificazione, tra cui:
- Certified Directory Engineer (CDE)
- Certified Novell Administrator (CNA)
- Certified Novell Engineer (CNE)
- Certified Novell Salesperson Information
(CNS)
-
Certified Novell Instructor (CNI)
ORACLE11
Sono
quattro le tipologie di certificazione Oracle Certified Professional (OCP)
rilasciate.
- Oracle Certified Database Administrator (5 esami)
- Oracle Application Developer (2 esami)
- Oracle Database Operator (2 esami)
- Oracle Java Developer (1esame)
SAP12
TeamSAP Academy è la scuola per la formazione intensiva di specialisti SAP, i
professionisti in grado
di
operare sui sistemi ERP.
Gli
esami previsti per la certificazione sono standard e riconosciuti a livello
internazionale.
Tre
le aree di certificazione individuate:
- Moduli Core
- mySAP.com
- Industry Solution
SUN13
Tipologie
di certificazione:
- Tecnologia JAVA
- Sun Certified Solaris System Administrator
- Sun Certified Solaris Network Administrator
Adinolfi Ruggero (1999), Reti di computer, Milano, McGRAW-HILL LIBRI ITALIA srl.
Campodall’Orto Sergio, Circià Roberto, Ghiglione Beatrice (1999), Le nuove figure professionali nel settore multimediale, Milano, IL SOLE 24 ORE.
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studia da manager”, in New Economy de Il Sole
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Ore, 29 settembre, pag. 2.
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informatici”, in New Economy de Il Sole 24
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specialista dei network”, in New Economy de Il
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ruba>> l’architetto dell’era digitale”, in New Economy de Il
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aiuta l’impresa-Web”, in New Economy de Il
Sole 24 Ore, 9 giugno, pag. 2.
Santonocito Rosanna (2000), “Le imprese a caccia di
esperti in sicurezza”, in New Economy de Il
Sole 24 Ore, 2 giugno, pag. 3.
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Santonocito Rosanna (2000), “Alle imprese servono
creativi delle reti”, in New Economy de Il Sole
24 Ore, 16 maggio, pag. 2.
Santonocito Rosanna (2000), “Un
<<medico>> che cura le reti locali”, in New Economy de Il
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futuro”, in New Economy de Il Sole 24 Ore,
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QUOTIDIANI
Inserto “New Economy” La Repubblica
RIVISTE
BIBLIOGRAFIA
ELETTRONICA
www.accenture.com
è il sito di Accenture, società di consulenza; si può
trovare una copia della ricerca Internet
enabled
job creation all’URL
http://www.accenture.com/xd/xd.asp?it=enweb&xd=industries/communications/comm_tho
ught15.xml
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.citiesjob.com
è un sito che si occupa di lavoro
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.economist.com
è il sito della rivista The Economist; si può trovare una copia di “E-commerce survey”
all’URL
http://www.economist.com/editorial/freeforall/20000226/su7636
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.esperienze.net
è un sito che propone master fruibili on line per formare professionisti di Internet e della
New Economy, utilizzando le tecnologie della rete per migliorare la qualità
dell’apprendimento; offre anche una pagina di news all’URL
http://www.esperienze.net/notizie/newsindex.htm
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.federcomin.it
è il sito della Federazione delle imprese delle comunicazioni e dell’informatica; sono
disponibili on line i seguenti rapporti:
“Net Economy e nuova occupazione”
“ICT: le figure professionali”
“Informatica e lavoro”.103
“La formazione per la Net Economy”
all’URL
http://www.federcomin.it/sviluppo/Produzio.nsf/WEBRappFedT
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.html.it
è un sito di informazione sul linguaggio HTML; contiene anche un dossier sul lavoro
all'URL
http://www.html.it/dossier/05_lavoro/index.html
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.ict-job.it
è il sito che presenta le schede del rapporto Federcomin ”ICT: le figure profesionali”
http://www.ict-job.it/html/fig_prof_ict/fpict_intro.html
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.ictonline.it
è un sito di informazione sull’ICT; contiene delle schede che descrivono le nuove
professioni dell’ICT all’URL
http://www.ictonline.it/
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.ilsole24ore.com
è il sito del quotidiano Il sole 24 ore; l’inserto “New Economy” è disponibile all’URL
http://www.neteconomy24.ilsole24ore.com
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.internos.it
è un sito di informazione specializzato sulle nuove profesioni di Internet; contiene delle
schede sulle professioni di Internet all’URL
http://www.internos.it/professioni/indice.html
Data di ultima consultazione: 18/06/2001.104
www.isfol.it
è il sito dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori; pubblica
un repertorio sulle professioni all’URL
http://www.isfol.it/basis/web/prod/document/DDD/rp_repert.htm
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.jobonline.it
è un sito di informazioni sul lavoro; contiene una guida rapida per farsi un’idea del mondo
dei lavoratori nell’ICT all’URL
http://www.jobonline.it/new/31g3.htm#A
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.kangaroo.it
è un sito di web recruiting; contiene una tabella con l’indice delle nuove professioni più
ricercate dalle aziende all’URL http://www.kangaroo.it/indexcmpkangaroo.asp
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.kataweb.it
è un portale; contiene una sezione dedicata al lavoro all’URL
http://www.kwlavoro.kataweb.it
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.lavoroinrete.it
è un portale verticale sul mondo del lavoro e Internet; contiene delle schede sui webjob
all’URL
http://www.lavoroinrete.it/community/professioneweb/
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.lycos.it
è un motore di ricerca; contiene una sezione sul mondo del lavoro all’URL
http://www.lycos.it/webguides/lavoro/index.html
Data di ultima consultazione: 18/06/2001.105
www.microsoft.it
è il sito italiano della Microsoft; contiene il documento Microsoft Skill Profiling sulle
professioni dell’area IT ed Internet all’URL
http://www.microsoft.com/italy/mcp/profili/defaultn.htm
http://www.microsoft.com/mcp/profiliweb/defaultie.htm
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.skillpass.it
è un sito di informazione; contiene una sezione di selezione, orientamento, formazione e
addestramento per le figure professionali richieste dal mercato della Net Economy.
Contiene delle schede sui net-workers all’URL
http://www.skillpass.it/h_partecipa_profili.htm
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.somediaprofessional.com
è un sito che offre corsi di formazione rivolti ad aziende, Pubblica Amministrazione,
professionisti: organizza corsi, seminari, forum e convegni nelle modalità tradizionale e
con strumenti multimediali.
Data di ultima consultazione: 18/06/2001
www.yahoo.it
è un portale e motore di ricerca; contiene una sezione sul lavoro all’URL
http://it.careers.yahoo.com/
Data di ultima consultazione: 18/06/2001.106
SEMINARI,
CONVEGNI, ESPOSIZIONI, FIERE
JOB 2000 – X edizione
FORMAZIONE E NEW ECONOMY – TECNOLOGIE, CONOSCENZE E NUOVI
SAPERI
Verona, 23-24-25 novembre 2000
Seminario: I mestieri del futuro. New Economy e nuove prospettive di lavoro. Tavola
rotonda a cura del Ministero della Pubblica Istruzione.
INTERNET EXPO’ 2001
Milano, 25-26-27 gennaio 2001
Seminario: La formazione nella Net Economy: proposte per le figure chiave dell’e-commerce;
a cura di Formazione e Futuro srl, dr. Claudio Speranza, Ing. Fabrizio Amarilli.
11° INCONTRO ANNUALE RISORSE UMANE & ORGANIZZAZIONE
Milano, 28-29 marzo 2001
Convegno: le nuove figure professionali nella New Economy; organizzato da Somedia
Professional.
2001, LE NUOVE PROFESSIONI
Milano, 5 aprile 2001
Convegno organizzato da AIM.
ALLEGATO
GLOSSARIO della NET ECONOMY
è un tipo di database, sviluppato dalla Microsoft.
ACCESS PROVIDER
Fornitore di
accesso: qualsiasi organizzazione che, essendo collegata direttamente a
Internet, vende ad altri la possibilità di accedervi.
ACTIVE X
Una tecnologia che si
prefigge gli stessi scopi di Java ma non ad architettura aperta (è di proprietà
della Microsoft). AMPIEZZA DI BANDA
Tecnicamente, la differenza, in Hertz (Hz), tra la frequenza più alta e quella più bassa del canale di trasmissione. Il suo valore indica la quantità di dati che possono transitare, nell'unità di tempo, attraverso il canale di comunicazione. Usualmente, è misurata in bit al secondo (bps). Per esempio, l'ampiezza di banda di un comune modem è di circa 15.000 bps, con cui si può trasferire una intera pagina dattiloscritta in 1 secondo. Per trasferire un filmato a pieno schermo e a pieno movimento (full-motion full-screen) necessita invece una ampiezza di banda di circa 10.000.000 bps
(American National Standards Institute) -- Ente americano responsabile dell'approvazione di svariati standard in molte aree, compresi computer e telecomunicazioni (per es., ANSI C o tabella di caratteri ANSI). E' un membro della International Organization for Standardization.
è sinonimo di programma; si riferisce a qualsiasi software dedicato ad un'attività specifica quale videoscrittura, calcolo, gestione dati, giochi, etc.
Il "nonno" di Internet. Sviluppato tra all'inizio degli anni '70 dal Dipartimento della Difesa americano come prototipo di una rete capace di resistere ad attacchi nucleari. E' stato dismesso nel 1990.
acronimo di ACTIVE SERVER PAGES; estensione che contraddistingue pagine web create dinamicamente con l’utilizzo di scripting ActiveX, di solito VBScript o Java script. Quando un browser richiede una pagina ASP, il Web Server genera la pagina con codice HTML e la spedisce al browser. Le pagine ASP sono simili agli script CGI, ma permettono ai programmatori di Visual Basic di lavorare con strumenti familiari. Le pagine ASP facilitano l'interfacciamento di un sito con un database.
significa stendardo o striscione; è uno spazio pubblicitario interattivo all'interno della pagina Web, di solito di forma rettangolare, dinamicamente collegato al sito dell’impresa committente.
(Bulletin Board System) -- Un computer, qualche modem ed il relativo software tramite cui vengono resi disponibili servizi di posta elettronica, archivi di file ed altri servizi ad utenti collegati tramite telefono. Nate molto prima della grande diffusione di Internet, le BBS hanno avuto natura tipicamente amatoriale. Attualmente molte di esse si sono trasformate in access provider e risultano collegate direttamente in Internet, da cui sono raggiunbili via Telnet.
Un riferimento ad una pagina Web, di solito memorizzato in un apposito elenco mantenuto dal browser. Costituisce una sorta di "segnalibro" in modo da ricollegarsi velocemente ad una determinata pagina.
e’ il software, lato client, che permette di navigare sul World Wide Web di Internet. I più diffusi sono Netscape Navigator e Microsoft Internet Explorer.
letteralmente significa insetto; il termine sta a indicare gli errori, nei codici di un programma, che ne determinano il mancato o errato funzionamento..
(Computer-Based Training)
Tipicamente, indica un corso in autoistruzione da seguire su di un
computer. L'allievo segue le lezioni direttamente sul video, interagisce con il
programma o rispondendo alle domande che gli vengono poste o effettuando alcune
operazioni in completa simulazione. In molti casi, i risultati ottenibili sono
paragonabili a quelli dei tradizionali corsi in aula.
acronimo di Common Gateway Interface; un programma CGI è un programma che acquisisce dati da un server Web e li elabora; esempio, i dati che riceve da un form li inserisce in un messaggio e-mail oppure li trasferisce in un database.
è una conversazione, una chiaccherata, in forma scritta, in tempo reale in Internet con un altro utente. Si tratta di scambi di messaggi inseriti via tastiera e visualizzati in successione sullo schermo.
una delle ditte leader nella costruzione di apparecchiature per le reti; il business principale è rappresentato da prodotti quali routers e bridges.
ha due significati: stazione di lavoro locale (computer o terminale) collegata a un calcolatore servente (SERVER), oppure software usato per contattare ed ottenere dati da un programma server residente su un calcolatore remoto.
le connessioni tra computer sono permesse grazie ad un elaboratore che permette di assorbire le richieste di altri computer ed elargire informazioni; le applicazioni che risiedono da ambo le parti sono chiamate client/sever: l’elaboratore che ha e dispensa le risorse è chiamato server, quello che le domanda client.
in questo ambito "cluster" identifica un multi-computer che puo' essere configurato in modo da usare un pool comune di risorse I/O e fornire una Single System Image al SW applicativo. Tradizionalmente in IBM con Cluster Server si intende un'unita' di controllo con collegati i propri terminali..
è costituita da gruppi di persone che condividono specifici interessi e che vogliono discuterne in Rete attraverso le chat o i newsgroup.
Il termine, comparso per la prima nel romanzo Neuromancer dello scrittore scrittore William Gibson, è usato comunemente per indicare l'insieme delle informazioni disponibili in rete.
letteralmente mercatino dei dati; insieme di informazioni riguardanti un argomento specifico o un'organizzazione.
un insieme di dati predisposti per supportare le decisioni del Management. Un Data Warehouse contiene una grande varietà di dati che rappresentano però una fotografia coerente di determinate condizioni ad un determinato tempo. Lo sviluppo di un Data. Warehouse include lo sviluppo di sistemi di estrazione di dati e l’installazione di un sistema di database che fornisce al Management un accesso flessibile ai dati. Il termine Data Warehousing generalmente si riferisce alla integrazione di diversi database di una stessa azienda.
base di dati, è un archivio elettronico di informazioni digitali archiviate in modo da poter essere estratte in base a specifiche richieste.
acronimo di database2, una famiglia di database relazionali predisposti da IBM. DB2 offre un ambiente database aperto che gira su una grande varietà di piattaforme. Usando SQL gli utenti possono ottenere i dati simultaneamente da DB2 e da altri database.
acronimo di Data Base Management System, sistema che permette la gestione di database controllando i dati e rendendoli accessibili agli utenti. Un DBMS: garantisce l'integrità dei dati (unica raccolta di dati anzichè copie distinte scoordinate che potrebbero causare duplicazioni inconsistenti) organizza le informazioni del database secondo la struttura di un database gerarchico, di un database di rete o di un database relazionale; garantisce l'accesso alle informazioni solo a persone autorizzate per esempio tramite password.
Il processo di riottenere i dati
originari che erano stati compressi in precedenza da appositi programmi.
Una connessione temporanea tra due macchine, stabilita attraverso una
normale linea telefonica.
Contrapposto ad analogico, indica la rappresentazione di un segnale utilizzando esclusivamente due simboli (0 e 1). Praticamente tutti i segnali analogici (continui) possono essere rappresentati in formato digitale (discreto).
acronimo di DYNAMIC HTML è un'estensione del linguaggio HTML sviluppata dai browser Microsoft 4.0 e Netscape 4.0 che permette di modificare il contenuto di un documento HTML dopo che è stato caricato. Quando si combina JavaScript con i CSS (Cascading Style Sheets) e le ultime versioni di HTML, il risultato viene chiamato DHTML DNS acronimo di DOMAIN NAME SYSTEM; server in rete predisposti a traslare gli indirizzi nei loro numeri equivalenti Ogni host di Internet è contrassegnato in modo univoco da un numero che va utilizzato per collegarsi ad esso. Esiste un database (il DNS, appunto) nel quale a ciascun numero è associato un nome che l’utente utilizza; quando l'utente indica un indirizzo, un URL, al proprio browser, (per esempio http://www.unitn.it), il sistema “interroga” dunque il DNS per conoscere il numero dell'host al quale deve collegarsi, quindi effettua la connessione.
la divisione di Internet, fatta soprattutto per Paese (.it, .be, .nl) o per tipo di organizzazione (in America .com, .org, .gow, .mil). Ogni sito Internet ha un dominio.
contrazione di COMMERCIO ELETTRONICO; si riferisce alla vendita e all’acquisto di
beni tramite Internet, tra imprese (B2B) o tra queste e i consumatori finali (B2C).
abbreviazione di electronic mail, posta elettronica; viene utilizzato per descrivere: un sistema per spedire e ricevere elettronicamente messaggi usando il computer; è uno degli usi più diffusi di Internet, può essere anche utilizzato come vettore per l'invio di documenti complessi o file di vario genere, ponendoli come attachment. I protocolli più diffusi per ricevere i messaggi di posta elettronica sono IMAP e POP3 messaggio trasmesso da un utente ad un altro con questo sistema.
(Uno standard molto diffuso per connettere computer in una LAN. Ethernet
permette una ampiezza di banda di circa 10 Mbps e può essere usata su molti
tipi di computer.
sono delle reti con tecnologia TCP/IP che connettono tra loro le reti locali aziendali,
limitandone l'accesso ai soli utenti autorizzati, anche esterni all'azienda, quali clienti e
fornitori.
(Frequently Asked Questions) -- Un documento che risponde alle domande più frequenti su un determinato argomento. Esistono centinaia di FAQ sui soggetti più diversi, da come allevare cani da sfilata alla crittografia. Sono scritti da persone stanche di rispondere sempre alle stesse domande.
Sottili filamenti di vetro o plastica che trasportano un segnale
luminoso generato da un laser. Generalmente più costosi di altri supporti, con
la fibra ottica è possibile raggiungere altissime velocità di trasmissione.
FIREWALL
letteralmente, muro tagliafuoco. Sistema di sicurezza posto in una rete locale destinato a impedirne l'accesso non autorizzato. Un firewall può fornire anche altri servizi quali ad esempio l’autenticazione dell'utente.
Un'area dello schermo, all'interno della finestra del browser, che visualizza una pagina Web. Sullo schermo possono così esistere più pagine contemporaneamente, ognuna in un frame diverso. Tale tecnica è consentita dalle ultime versioni di HTML.
FREEWARE
acronimo di File Transfer Protocol. È un protocollo Internet che consente l'accesso ad un
host remoto allo scopo di trasferire file. FTP indica anche il nome del programma usato per
eseguire il protocollo; se l'accesso al sito è pubblico, si parla di FTP anonimo.
(Gruppo Armonizzazione Reti della Ricerca) -- L'ente italiano che
disciplina lo sviluppo di Internet in Italia, soprattutto a livello pubblico.
un dispositivo hardware che
interfaccia due reti che usano protocolli differenti. In senso lato, il termine
gateway viene usato anche per definire qualsiasi meccanismo che consente
l'accesso ad un altro sistema. Esempio: Tiscali può essere definito un gateway
per Internet.
(Graphics Interchange Format) -- Il formato di file per la memorizzazione di immagini più usato nel World Wide Web, creato e diffuso originariamente sulla rete Compuserve.
tradotto è pirata informatico. L'hacker è un esperto di reti, uno che con grande abilità, sa muoversi tra i computer
collegati, an
che se spesso la sua abilità lo porta a infrangere i
divieti e diventare "pirata informatico", facendo irruzione in macchine e database cui non potrebbe avere accesso allo scopo di carpire dati o creare danni, introducendo virus.
struttura fisica composta dai circuiti elettronici e dai meccanismi che costituiscono un computer.
Qualsiasi computer di una rete che funge da contenitore di servizi
disponibili per altri computer.
il significato più comune si riferisce alla pagina principale di un sito web, dalla quale possiamo collegarci alle altre pagine del sito. È anche la pagina web visualizzata per prima all’avvio di un browser.
acronimo di HYPER TEXT MARK-UP LANGUAGE; è il linguaggio usato per creare pagine ipertestuali, visualizzabili tramite un browser. Il protocollo utilizzato per il trasferimento del flusso HTML dal SERVER al CLIENT è chiamato HTTP. Si basa sul linguaggio SGML.
acronimo di HYPERTEXT TRANSPORT PROTOCOL; è il protocollo per trasferire in Internet i documenti ipertestuali scritti in linguaggio HTML. Richiede che vi sia un programma client HTTP sul computer dell'utente ed un programma server HTTP all'altro lato della connessione.
significa Secure HTTP, è un'estensione del protocollo HTTP; permette di effettuare transazioni sicure, dati crittografati e autenticazione del mittente.
L'elenco delle pagine Web visionate più recentemente. E' una tipica
funzione offerta dai browser; altri nomi utilizzati per indicare la stessa funzione
sono: cronologia, Webmap, ecc.
Un documento contenente al suo interno oggetti quali: testi, immagini, filmati, audio, ecc. Ognuno di questi oggetti può rimandare ad altri documenti.
acronimo
di INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY.
Un indirizzo a 32-bit che identifica univocamente ogni computer su Internet. Usualmente è rappresentato come 4 numeri decimali separati da un punto, per es: 208.34.113.8 . Se un calcolatore non ha un indirizzo IP, non è realmente in Internet. La maggior parte dei calcolatore hanno anche un nome di dominio, più facile da ricordare rispetto all'indirizzo IP.
è l'insieme mondiale delle reti di computer interconnesse che usano il protocollo TCP/IP.
una rete privata di una organizzazione che usa gli stessi protocolli e gli stessi programmi usati nella Internet publica, ma che è solo per uso interno. Generalmente posseduta e gestita da un'azienda, una rete Intranet permette a una società di condividere le proprie risorse con i suoi impiegati, senza rendere disponibili le informazioni confidenziali a tutti
gli utenti che dispongono di un accesso a Internet.
acronimo di INTERNET PROTOCOL, il protocollo di comunicazine usato dai computer connessi ad Internet. Viene spesso associato ad altri protocolli di livello superiore come il TCP/IP.
un documento on-line di tipo non sequenziale ma organizzato in maniera tale che parole o argomenti correlati sono connessi tra di loro; il documento contiene collegamenti, sottoforma di parole o segni grafici, che permettono all’utente di spostarsi agilmente da un documento all’altro.
(Internet Relay
Chat) Un protocollo che permette ad utenti di tutto il mondo di poter
conversare in tempo reale, scambianodosi dei messaggi testuali. Esistono un
certo numero di server IRC sparsi per il mondo e collegati tra loro. Chiunque
può creare un canale di comunicazione: tutto ciò che l'utente di un canale
immette da tastiera viene inviato immediatamente a tutti gli altri su quel
canale. E' possibile anche creare canali privati per l'effettuazione di
conferenze chiuse.
(Integrated Services Digital Network) -- Una tecnologia emergente
offerta dalle compagnie telefoniche di tutto il mondo. Permette la coesistenza
di voce e dati su una stessa linea telefonica. Fornisce velocità di
collegamento sino a 128.000 bps sulle normali linee telefoniche anche se, in
pratica, le tipiche velocità raggiunbili variano da 56.000 a 64.000 bps
(Internet Service Provider) Qualunque soggetto che fornisca un servizio su Internet, sia a titolo gratuito che a pagamento.
acronimo di INTERNATIONAL STANDARDS ORGANIZATION - OPEN SYSTEMS INTERCONNECT; standard internazionale creato per consentire le comunicazioni tra computer diversi, sia per tipo che per produttore. È costituito da una struttura a 7 livelli che descrive le architetture di reti e come i dati vengono scambiati.
acronimo di INTERNET SERVICE PROVIDER; qualunque soggetto che fornisca un servizio su Internet, sia a titolo gratuito che a pagamento. Tramite il proprio modem ci si collega telefonicamente con l'ISP, il quale dispone di un collegamento permanente con Internet a banda larga.
acronimo
di INFORMATION TECHNOLOGY
un linguaggio di programmazione, sviluppato da Sun Microsystems, specificatamente progettato per la scrittura di programmi che possono essere scaricati sul proprio computer dalla rete ed immediatamente eseguiti dal proprio browser, chiamati APPLET.
applicazioni scritte in linguaggio Java, solitamente richiamate da una pagina HTML, che vengono eseguite dal browser, tramite il JVM (Java Virtual Machine). Tutti i browser più diffusi sono in grado di eseguire queste applicazioni, le quali conferiscono alle pagine Web funzionalità più avanzate rispetto a quelle implementabili in solo HTML.
è un linguaggio si scripting interpretato, simile a Java ma molto più semplice, che può essere inserito direttamente nel codice HTML dei documenti Web; ha scopi diversi e possibilità minori: è pensato per creare documenti interattivi.
(Joint Photographic Expert Group) -- Uno standard per la compressione di immagini fotografiche, dal nome del gruppo che lo ha proposto. E' possibile raggiungere rapporti di compressione elevatissimi, al costo dell'introduzione di leggere distorsioni nell'immagine.
acronimo di LOCAL AREA NETWORK; è una rete di computer di estensione limitata, tipicamente all’interno di un edificio.
collegamento; l’area, di tipo grafico o testuale, in un ipertesto che cliccata provoca il richiamo del documento collegato.
sistema operativo open source, simile ad Unix.
L'azione di collegarsi ad un sistema informatico. Tipicamente consiste
nell'immettere il proprio userid (non segreto) e la propria password (segreta).
un servizio, solitamente automatizzato, che alla ricezione di un messaggio da parte di un utente lo invia a tutti i componenti registrati nella lista. Ogni mailing list prevede un argomento specifico.
Un calcolatore che collega due o più sistemi di posta elettronica (anche
differenti) e trasferisce i messaggi dall'uno all'altro.
Un programma che distribuisce file ed informazioni in risposta a
richieste inviate via E-mail.
è uno strumento che consente a un
utente di trovare, digitando una parola chiave o con criteri di ricerca più
complessi, dati e informazioni contenuti in Rete. Esempi: Altavista, Yahoo,
Lycos, Excite, Virgilio.
MPEG
(Moving Pictures Experts Group) -- Un formato di file per la memorizzazione di filmati che consente elevati livelli di compressione. Per poter visualizzare il filamto viene richiesto o una apposita scheda MPEG o un processore molto potente con un apposito programma (player MPEG).
L'insieme delle regole di buona educazione da rispettare in rete.
Rete. Ogni connessione tra due o più computer allo scopo di condividere risorse è una rete. Una connessione tra due o più reti è una internet (con la i minuscola, quella con la I maiuscola è la rete delle reti estesa a livello mondiale).
Il nome di un computer che lo identifica univocamente su Internet. I nomi di dominio hanno sempre 2 o più parti, separate da un punto. La parte più a sinsitra è quella più specifica e quella a destra è quella più generale e costituisce il dominio vero e proprio.
suite applicativa di Microsoft, contenente programmi quali Word, Excel, Access, Powerpoint ed altri.
acronimo di ONLINE ANALYTICAL PROCESSING; si riferisce a database e applicazioni per l'analisi statistica multidimensionale (ossia da vari punti di vista) dei dati storici di un'azienda.
ORACLE
è un tipo di database relazionale che supporta il linguaggio SQL.
PACCHETTO
La più piccola unita inviata attraverso una rete. E' un termine generico
usato per descrivere blocchi di dati ad ogni livello, ma soprattutto a lievllo
di programma.
si tratta di moduli aggiuntivi che estendono le funzionalità di un browser per gestire file con suoni, filmati, animazioni. Una volta installati, i plug-in vengono automaticamente riconosciuti dal browser e le loro funzionalità diventano parte integrante del browser stesso.
solitamente utilizzato come termine per descrivere un sito web inteso come primo sito visitato dagli utenti; tipicamente un portale contiene una lista di siti web e un motore di ricerca, offre la possibilità di avere un indirizzo e-mail ed altri servizi.
una descrizione formale delle regole che devono essere seguite. I protocolli possono essere di basso livello (come spedire i bit e i byte attraverso la rete) o di alto livello (come
scambiarsi
documenti, file o altri oggetti). Per esempio, il TCP/IP è un protocollo di
basso livello, l'HTTP è un protocollo di alto livello.
uno speciale dispositivo (hardware o software) che gestisce la connessione tra 2 o più reti; è un sistema che smista il traffico di dati instradando le informazioni verso i destinatari
corretti.
un computer o un programma che fornisce un determinato tipo di servizio ad un programma client in esecuzione su un computer remoto. La stessa macchina può eseguire contemporaneamente più di un programma fungendo quindi da più server per molti client sulla rete.
acronimo di STANDARD GENERALIZED MARK-UP LANGUAGE, uno standard internazionale che definisce la struttura e il contenuto di differenti tipi di documenti elettronici, come ad esempio HTML o XML.
carenza di abilità, carenza di specialisti e tecnici nel settore, uno degli ostacoli al necessario sviluppo della Net Economy. La carenza quantitativa e qualitativa di professionalità in linea con le necessità dell’azienda e le mutate esigenze di business, crea un divario, un gap tra quella che è la domanda di occupazione e quella che ne è invece l’offerta; il gap è maggiore più ci si addentra in professionalità legate proprio ad Internet.
insieme di comandi e istruzioni (programma) per far compiere a un computer un determinato compito.
SPAM (O SPAMMING)
acronimo di STRUCTURED QUERY LANGUAGE un linguaggio specializzato di programmazione per inviare richieste ai database.
acronimo di TRANSMISSION CONTROL PROTOCOL – INTERNET PROTOCOL; indica l'intera suite di protocolli, necessaria per collegarsi in Internet. Originariamente progettato per il sistema operativo Unix, il TCP/IP è ora disponibile su qualsiasi tipo di computer e di sistema operativo. I protocolli fondamentali sono appunto il TCP, che si occupa della gestione della pacchettizzazione di dati inviati in Rete e l'IP, che si occupa dell'indirizzamento corretto di ciascun pacchetto.
è la possibilità di svolgere il proprio lavoro grazie all’uso del computer collegato ad una rete telematica, nella maggior parte dei casi senza la necessità di spostarsi dalla scrivania di
casa propria.
il protocollo standard usato su Internet per collegarsi ad un computer remoto in emulazione di terminale.
sisterna operativo usato dai grandi mainframe e da molti computer collegati a Internet.
è un linguaggio derivato da Visual Basic; viene utilizzato nella programmazione lato
server.
acronimo di WIDE AREA INFORMATION SERVERS; sistema di archiviazione e consultazione di dati attraverso Internet.
acronimo di WIDE AREA NETWORK; viene così chiamata una rete di grande estensione, generalmente formata dalla connessione di più reti locali.
si riferisce ai siti che presentano offerte di lavoro.
è una GUI (Graphical User Interface) sviluppata da Microsoft. Il sistema operativo Windows rende i programmi più facili da utilizzare, tramite un'interfaccia standard e pilotata con un mouse.
termine che identifica una rete di computer in cui non e' presente alcun tipo di cablaggio (sia esso in fibra ottica, doppino o cavo coassiale), bensì la trasmissione dei dati tra i
dispositivi trasmittenti e riceventi avviene via etere (onde radio).
(WWW o W3 o Web)
-- L'intera galassia di risorse accessibile usando i servizi Internet: HTTP,
FTP, Gopher, E-mail, Telnet, NetNews, WAIS e qualche altro. Molto spesso viene
fatto coincidere con Internet stessa, mentre ne è solo una parte.
acronimo di EXTENSIBLE MARKUP LANGUAGE; metalinguaggio (codice) sviluppato per superare i limiti del linguaggio HTML, permettendo una migliore gestione dei dati strutturati e la creazione di tags personalizzati.
Fonte del Glossario: ns. elaborazione da informazioni presenti nei seguenti siti, proposti in ordine alfabetico.
http://lgxserver.uniba.it/lei/saggi/glossario.htm
http://mytech.mondadori.com/mytech/dizionario/
http://webopedia.com/
http://whatis.techtarget.com/
http://wombat.doc.ic.ac.uk/foldoc/index.html
http://www.acronymfinder.com
http://www.arc.it/corsi/dizionario/webdiz.htm
http://www.chl.it/
http://www.computeruser.com/resources/dictionary/dictionary.html
http://www.dictionary.com/
http://www.dizionarioinformatico.com/
http://www.encyclopedia.com/home.html.
http://www.gsmworld.it/glossario.asp
http://www.html.it/glossario/a.htm
http://www.ipermulti.net/album/istr/dizio.htm
http://www.moreorless.net/diz/index.htm
http://www.m-w.com/home.htm
http://www.netlingo.com/
http://www.rtmol.it/users/andreap/dizionario.htm
http://www.techweb.com/encyclopedia/
http://www.thesaurus.com/
http://www.yourdictionary.com/
http://www.yourdictionary.com/diction1.html#acronym
1 Stime autorevoli parlano di 6 milioni di nuove assunzioni in Europa solo nei prossimi due anni - un dato che potrebbe anche sembrare eccessivamente ottimista, ma che a quanto pare non lo è affatto. Si tratta invece di una previsione decisamente realistica: se anche non si arriverà a 6 milioni, i posti di lavoro prodotti da Internet in Europa da qui al 2003 si aggireranno comunque intorno a quell'ordine di cifre.
2 Come sottolinea Eito (European Information Technology Observatory) 2001, l'annuale ricerca sullo stato dell'ICT in Europa, realizzata in collaborazione con Smau
3 Questa tendenza
viene confermata dalle cifre del Rapporto Federcomin-Anasin del dicembre
2001 (Le figure professionali), secondo il quale in Italia esiste un gap
tra disponibilità di posizioni e specialisti presenti sul mercato del 12%,
equivalente a circa 112mila posti.Sempre secondo il Rapporto Federcomin del
giugno 2001, Occupazione e formazione nella Net economy, inoltre,
realizzato in collaborazione con IDC Italia, nel 2000 gli addetti
collegati alla net economy in Italia erano circa 1.395.000, il 2% in più del
1999 e il 3,4% rispetto al 2000.
Anche i dati contenuti nel Rapporto Assinform sull'Occupazione ICT,
presentato nel mese di novembre, confermano la crescita dell'occupazione in
questo settore, che, inoltre, si è sviluppata a tassi più sostenuti rispetto
all'insieme complessivo dell'industria e dei servizi. Nel 2000 il numero dei
nuovi addetti nel settore ICT è risultato pari a 19mila, il 3,7% in più
rispetto all'anno precedente, per un totale di 533mila unità. Si dà seguito
così ad una progressione che ha visto crescere gli occupati nel settore ICT
ininterrottamente negli ultimi tre anni (486.000 nel 1998, 514.000 nel 1999).
Gli addetti diventano 1.034.000, se poi si allarga la prospettiva a tutti
coloro che - pur non essendo tecnici - svolgono attività professionali legate
alle nuove tecnologie nelle imprese non hi-tech. Alla fine di quest'anno, inoltre,
le aziende delle telecomunicazioni conteranno il 16,2% di addetti in più,
rispetto allo scorso anno. Un dato non trascurabile, infine, appare quello
relativo all'imprenditorialità: in Italia dal 1998 ad oggi sono nate 5.000
nuove imprese, molte delle quali al Sud
5 Fonte Federcomin e Assinform sull’Occupazione nel settore ICT
[1] Alcuni studiosi aggiungono alla stima dei lavoratori ad alta professionalità anche alcune attività operaie e impiegatizie qualificate come gli operatori di processo, gli operatori qualificati dei call center, i venditori qualificati. Lavoratori cioè che si assumono crescenti responsabilità sui risultati di processo e che operano sulla base di importanti conoscenze sia di processo sia del contesto tecnico-organizzativo. Se si aggiungono questi operativi qualificati ai precedenti l'insieme dei lavoratori della conoscenza raggiunge una percentuale tra i 40 e il 50% del lavoro dipendente: più di quanto non siano mai stati gli operai nel loro insieme o gli operai qualificati e di mestiere.
2 Secondo Patrizio Di Nicola, professore all’Università La Sapienza, tra i massimi esperti di telelavoro.
3 Definizione creata dall’ex presidente del CNEL, Giuseppe de Rita.
4 Fonte: Anasin/Federcomin/IDC, 2001
5 Unioncamere 2001
6 In base alle elaborazioni effettuate dal Servizio Studi CIDA sui dati di fonte ISTAT e INPS.
1 Fonte Federcomin “Rapporto Occupazione ICT 2001”
2 Alberto Tripi, presidente di Federcomin
convegno….
3 Sempre secondo fonti Federcomin
4 Rapporto EITO 2000(European Information Technology Observatory)
5 “I numeri confortanti di sviluppo finora sono stati positivi - spiega il presidente della federazione, Alberto Tripi- per mantenere questi tassi, tuttavia, ci vogliono infrastrutture, programmi e operazioni normative prima ancora che economiche, e sono necessarie regolamentazioni eque per il sistema, altrimenti quella che è stata una crescita quasi spontanea dell’Ict potrebbe avere un arresto un’inversione di tendenza, se non sostenuta da una forte azione governativa".
6 Secondo uno studio realizzato da Unioncamere con la collaborazione del Ministero del Lavoro e dell’Unione Europea.
7 Secondo una recente ricerca realizzata da NetConsulting per Microsoft
8 (Fonte: progetto E-Form)
9 “Rapporto 2001 sull’Occupazione nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni in Italia”
10 Istruttiva metafora del
ministro tedesco dell'Economia, Werner Müller, che ha espresso la sua opinione
nella fervente discussione creatasi nelle forze politiche tedesche di fronte
alle proposte del Cancelliere Schroeder, di fare arrivare in Germania almeno
30.000 tecnici extracomunitari altamente qualificati in particolare indiani,
pakistani e cittadini dell’europa dell’est che contribuirebbero a creare almeno
300.000 posti di lavoro nella new economy tedesca. Non dimentichiamo
che ai vertici di molte delle aziende della statunitense Silicon Valley vi
sono manager asiatici, il cui numero è in crescente aumento, i quali hanno
contribuito in maniera notevole a creare opportunità di lavoro nel settore IT
per milioni di cittadini americani.
Ma, soprattutto, teniamo presente che l’indice di natalità nel Vecchio Continente è tra i più bassi nel mondo; un dato che, economicamente, rappresenta un enorme svantaggio per la crescita e lo sviluppo della società europea. Tratto da “I professionisti del Web” Jusy Accetta 2001 etc etc
11 Rapporto Assinform in collaborazione con NetConsulting ”Occupazione e formazione ICT 2001”
2 Si osserva altresì una crescita del numero di addetti che nelle aziende italiane si occupano (anche se non necessariamente a tempo pieno) delle tematiche legate alla Net Economy
4 Secondo una ricerca pubblicata da Accenture,
quasi il 60% delle aziende ritiene le politiche di retention l’elemento più
importante nella gestione delle risorse. Questo elemento è particolarmente
sentito negli Stati Uniti mentre in Europa è maggiore l’esigenza di trovare
nuovi skill (per il 51% delle aziende europee contro il 44% negli Stati
Uniti). Fonte Accenture, Outlook Rapporto Assinform sull’occupazione
Ict, capitolo 2 pp 9-11
5 Per omogeneità non è
possibile utilizzare dati più recenti da
fonti ufficiali
6 Va osservato tuttavia che su questo dato pesa in
maniera determinante il contributo degli Stati Uniti: considerando
esclusivamente L’Unione Europea, infatti, questa percentuale scende al 34,7%.
[2] A questo proposito va rilevato che anche in
settori nei quali si è sviluppata una crescente competizione (es. servizi di
telefonia) il saldo occupazionale tende ad essere piatto in quanto una parte
significativa dei nuovi operatori ha in Italia una struttura molto contenuta in
termini di occupati, mentre gli operatori di maggiori dimensioni crescono più
grazie ad un “travaso” di risorse che di una significativa immissione di nuove
risorse
0 Include: il fatturato da vendita
di prodotti-servizi, i ricavi da commissioni, i
ricavi da pubblicità e altri ricavi legati alle attività di eCommerce
1 Operazioni peraltro in linea con le direttive
emanate in "Agenda 2000", che aveva indicato la formazione e
l'istruzione, insieme all'innovazione e alla ricerca, come i driver per lo
sviluppo dell'Unione e della Società dell'informazione.
2 Esempio attualissimo è il modello della FIS - Formazione Tecnico Professionale Superiore Integrata e in particolare il nuovo canale formativo IFTS - Formazione ed Istruzione Tecnica Superiore. Quest'ultimo vede, obbligatoriamente, una collaborazione paritetica fra i diversi soggetti coinvolti.
3 (Carmine Marinucci - presentazione del progetto e.Form).
4 Corsi di Istruzione e Formazione Tecnica
Superiore denominati IFTS, istituiti con la Legge n 144/99. La
finalità dei corsi è quella di formare quadri intermedi quali tecnici,
professionisti d'azienda e operatori qualificati, rapidamente inseribili nelle
imprese, nelle pubbliche amministrazioni e nelle professioni. I corsi IFTS sono
destinati a giovani e ad adulti diplomati, occupati e disoccupati.
Le attività e i programmi didattici si sviluppano coerentemente coi profili
professionali in un arco temporale che va da due a quattro semestri. La docenza
è suddivisa tra esperti provenienti dal mondo del lavoro e dall'Università. I
soggetti proponenti devono essere almeno quattro di cui: un istituto scolastico
superiore avente sede nel territorio regionale; un ente centro di formazione
professionale operante secondo normative regionali; un'università degli Studi
di norma avente sede nel territorio regionale; una o più imprese o associazioni
d'impresa. I programmi dei corsi prevedono inoltre periodi di stage
direttamente nelle aziende. Al termine dei corsi viene rilasciato un
certificato di specializzazione valido su tutto il territorio nazionale. E'
possibile ottenere anche il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti per
coloro che intendessero successivamente continuare gli studi all'Università.
5 Come risulta dal rapporto “Federcomin Occupazione e formazione ICT 2001”.
6 Economic outlook :pubblicato dall'Ocse http://www.oecd.org/oecd/pages/home/displaygeneral/0,3380,EN-document-0-nodirectorate-no-2-21578-0,FF.html
7 http://www.unifi.it/studenti/percorsinuovi/corsilaurea/scform_formmultim.html Home page dell’università di Firenze “Corso in Formatore Multimediale” 17 gennaio 2002 (data ultima consultazione)
8 In questo senso sono da sottolineare alcune scuole molto interessanti ai seguenti link:
http://www.scuoladesign-spd.it La Scuola
politecnica di design di Milano organizza un corso per web designer in
collaborazione con numerose imprese
http://www.cfpbauer.comIl Centro di
formazione professionale "Riccardo Bauer" opera da quasi mezzo secolo
preparando diverse figure professionali per l'editoria.
http//www.okkupati.rai.it Sul sito dell'omonimo programma televisivo vengono pubblicate le novità nel campo della formazione. http://srvapl.istruzione.it/welcome.htmlÈ il sito del ministero della Pubblica istruzione, dove è possibile raccogliere la documentazione sugli sviluppi dell'istruzione post diploma non universitaria.
[3] Un'interessante esperimento da questo punto di
vista è Sportello Stage, promosso dalla Regione Lombardia9 che ha già attivato 1400 stage, distribuiti
in 510 aziende. Il servizio, gratuito, è rivolto principalmente ai residenti nella
regione Lombardia: il 95% delle società che hanno offerto periodi di tirocinio
sono infatti collocate nel territorio lombardo. Per i residenti in altre
regioni che non volessero trasferirsi al Nord rimangono come possibilità di
avviare uno stage più efficaci sia il proporsi direttamente alla azienda o alla
società, sia la frequenza di corsi che prevedono come sbocco finale il periodo
di stage; utile consiglio è quello di chiedere direttamente all'ufficio
selezione del personale della azienda verso cui si ha interesse una descrizione
dei canali di accesso allo stage.
10 Spiega Luciano Battezzati, responsabile di sviluppo e-learning di Isvor Fiat.
11 Giuliano Perego, direttore business unit Internet Media di IntesaBci Formazione.
12 Studi dimostrano che le persone ricordano il 20% di quello che hanno visto, il 30% di quello che hanno ascoltato; il 50% di quello che hanno ascoltato e visto; l’80% di quello che hanno ascoltato, visto e fatto simultaneamente.
[4] Vedere in tal senso il capitolo precedente
[7] Secondo un’indagine della
società iLogos Research del 2001, citata nel rapporto Assinform 2001,
“Occupazione nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni in
Italia”, pp 74-75
[9] Secondo stime della società Grapes e-vision, sempre su fonte Assinform 2001, “Rapporto sull’occupazione ICT”
[10] www.itrecruitment.com, ultima consultazione febbraio 2002
[11] www.skillpass.it, ultima consultazione febbraio 2002
1 “I giovani in questo sono più bravi delle
generazioni di mezzo, e tutto questo è legato all'economia che cambia, non solo
la nuova economia delle tecnologie, ma anche nuove forme di lavoro che siano
più a contatto con il mercato, con il consumatore, con bisogni di qualità, con
la formazione, con la ristorazione, cioè mille nuovi settori. Il punto è che
cercarlo in una grande organizzazione è sempre più difficile, e cercarlo per
tutta la vita è impossibile: Quindi, questa nuova generazione di trentenni,
quella che oggi si sta affacciando al lavoro, cavalca l'onda, è una generazione
abbiamo detto di infedeli, perché non ha più modelli a cui riferirsi, non più
quello dei genitori, il posto fisso o la carriera, ma un contesto molto
innovativo in cui cogliere il momento è la cosa più importante.” Pierangelo Giovannetti:
"Posto fisso addio", pubblicato da Baldini e Castaldi 2001
2 Il sociologo Luciano Gallino, in un’ intervista al sito www.mediamente.rai.it , mette in guardia dai rischi di una flessibilità selvaggia.
13 www.pwcglobal.com
14 www.e-tree.it
15 www.etnoteam.it
16 www.dada.net
17 www.mediamente.rai.it/rasstampa/010219.asp Chris Chase parla con amarezza del suo sogno infranto: a 29 anni, ex addetto all'assistenza clienti della Amazon, è uno dei 1.300 dipendenti licenziati dalla società leader nel commercio elettronico
18 L’articolo si riferisci al mese di Aprile 2001
19 www.washtech.org Gretchen Wilson della Alliance of Technology Workers, il sindacato che fa proseliti da Amazon.
20 Il sociologo di Berkeley David Levine in un’intervista al suo sito ufficiale indirizzo: www.haas.berkeley.edu/faculty/levine.html
21 Amazon nel decidere i suoi 1.300 licenziamenti ha selezionato gli stabilimenti dove era affiorato qualche accenno di conflittualità. Ai licenziati ha offerto un risarcimento originale. Un pacchetto di stockoptions, così se l'azienda va meglio e le sue azioni rimontano, anche gli ex ci guadagneranno. Ha aggiunto una clausola velenosa, il silenziostampa: chi critica Amazon perde le stockoptions. Altre dot.com hanno usato metodi anche più sbrigativi, come Webvan che ha vietato le assemblee nelle ore di pausa, ed è stata trascinata in tribunale dai dipendenti
23 www.anew.org
24 www.allianceibm.org
25 www.itworkers.net
26 www.digitalsf.org
27 www.corpwatch.org
28 True Tales of Working the Web
(McGraw-Hill, 2000)
29 Idem
30 Un esempio può essere WASHTECH, http://www.washtech.org/index.php3
31 www.geocities.com/sfpbem/frontier/frontier.html
32 Queste affermazioni sono tratte dall'articolo "What is Ass Cancer" che campeggiava sulla home page di Netslaves il 29 settembre 2001
33 http://sponsoredsites.yahoo.com/
34 True Tales of Working the Web
(McGraw-Hill, 2000)
35 www.percheinternet.it/lavoro/stress-telelavoro.htm
[13] Ovvero, conoscenza interna
dell’azienda finalizzata alle strategie di sviluppo.
1 Fonte Internos www.internos.it , dicembre 2001 (ultima consultazione)
2 Fonte html.it “obiettivo formazione” , www.html.it/dossier ultima consultazione dicembre 2001
3 Fonte Internos “ www.internos.it” dicembre 2001 (ultima consultazione)
4 http://www.networkingitalia.it/cisco/certificazioni.htm
5 http://www.aicanet.it/
6 http://www.iwa-italy.org
7 http://www.a-i-p.it/Linux/Certificazioni.html
8 http://www.lotus.com/world/eduitss.nsf/
9 http://www.microsoft.com/italy/mcp/tipicp.htm
10 http://www.novell.com/education/certinfo/
11 http://www.oracle.com/education/certification/index.html?content.html
12 http://www.sap.com/italy/education/index.htm
13 http://www.sun.it/education/certif01.html