Case di Viso 16 ottobre 1944
Dal racconto di Bruno Zuelli a Viso
15-10 2003
"Il 16 ottobre 1944 io mi trovavo a Pezzo, in casa e verso le 7, 7.30 sentiamo dei rumori di camion che provenivano da Ponte di Legno. Ad un certo punto arrivano 7 o 8 camion carichi di nazifascisti arrivati da Edolo o da altre parti. Quando sono giunti in paese hanno cominciato i rastrellamenti ed un camion è partito verso case di Viso e sembrava impossibile che persone venute da fuori potessero sapere così tante cose. Il camion partito verso case di Viso, quando è arrivato in zona ha scaricato i nazifascisti che sono entrati in una casa chiamata "La villetta" per portar via un po' di cose e poi l'hanno bruciata. Hanno preso in ostaggio due persone, perché a Viso c'erano alcuni pastori che stavano partendo con le pecore per il Cremonese, alcuni operai che lavoravano a rifare una cascina ed altre persone. Dopo aver incendiato la "villetta", hanno fatto finta di andare verso Pezzo. La villetta era il rifugio dei partigiani ed i nazifascisti hanno trovato cose da mangiare, vestiti, ma non hanno trovato armi, perché le avevano nascoste essendo stati avvisati da una ragazza del paese che era corsa ad avvertirli. Partiti i nazifascisti verso Pirli, i partigiani hanno pensato che tutto fosse finito ed anche mio fratello che aveva molta fame è sceso, ma i nazifascisti si sono fermati, sono ritornati verso Viso, hanno piazzato una mitraglia ed hanno cominciato a sparare uccidendo sei persone tra le quali mio fratello che era un partigiano.
Ecco come ricostruisce i fatti Mimmo Franzinelli
"I nazifascisti, entrati per la seconda volta tra le baite,
intravidero due fuggiaschi: Celestino Zuelli (il solo, tra i garibaldini, a
tornare sui suoi passi) e Martino Faustinelli. La fuga, scelta normale in
simili momenti, venne interpretata come un'autoaccusa. Zuelli e Faustinelli
cercarono rifugio nelle baite, ma gli inseguitori li incalzarono in
direzione del casello del latte, verso l'estremità del borgo. Nella
disperata corsa verso la salvezza Zuelli si liberò delle forbici per
tosare le pecore e di una bomba a mano.
Il primo a cadere nelle mani dei nazifascisti fu Faustinelli,
selvaggiamente percosso e poi massacrato a colpi di mitra.
Venne intanto individuata una terza persona, il muratore Giovanni Maculotti,
che invano cercò scampo in un'abitazione rurale da poco restaurata: salito
al piano superiore, venne mitragliato senza pietà. Negli stessi istanti
anche Zuelli cadde sotto i colpi dei rastrellatori, che lo finirono con un
colpo alla nuca.
I militari appostati nello spiazzo del villaggio montano coprivano l'azione
dei loro camerati con fragorose raffiche di mitra. Un colpo ferì al collo
Cipriano Faustinelli, che ebbe appena il tempo di gesticolare e di gettare
un urlo, mentre un tedesco, presa accuratamente la mira, lo centrò in
pieno.
A questo punto furono incendiate diverse baite e nuova refurtiva venne
caricata alla rinfusa sul camion. Dario Faustinelli e Matteo Maculotti
dovettero scendere dall' automezzo. Il primo, appoggiati i piedi sulla
strada, fu falciato da un colpo di mitra. Il suo disgraziato compagno,
derubato delle scarpe, dell' orologio e di una rilevante somma di denaro
(la paga dei muratori suoi dipendenti), venne spinto vicino al torrente,
per la fucilazione. La raffica dei proiettili lo precipitò nel corso
d'acqua e l'impetuosa corrente trascinò via il corpo, mentre ancora i
militari sparavano per avere la certezza della sua morte.
Rimaneva in vita, sebbene in gravi condizioni, il pastore Giorgio
Faustinelli, sempre assistito dal figlio Renato. Un soldato, accortosi che
il ragazzo aveva visto ogni fase dell'eccidio, volle separarlo dal padre.
Il giovane ebbe la precisa sensazione di essere in pericolo di vita, ma per
sua fortuna un altro militare intervenne in sua difesa e convinse il
camerata a desistere. Adagiato il ferito su di un saccone ricolmo di lana
in precedenza caricato sul camion, i soldati se ne andarono
definitivamente."
| Case di Viso prima del 1944. In alto al centro la
valletta di Piscantù dove si sarebbero rifugiati i Partigiani durante il
periodo estivo
| Il momento dei funerali al
cimitero di Pezzo. Le sei bare sono disposte in ordine di età dei Morti.
Nella sepoltura il partigiano verrà messo per ultimo a parte
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