Sotto Tiro

Domenica 8 aprile:


Ho dormito in postazione in infermeria. Alle 7 mi chiamano per mettere in postazione il mortaio del c.19. Alle 10 è tutto pronto. A mezzogiorno nuovo cambiamento; devo andare col mortaio al c 16 comandato dal Nino per battere la zona della Valtellina. Sono in vista forti rastrellamenti Damiano e Cesare saranno con me al mortaio. Sposto tutta la mia roba, perché devo dormire in cabina proprio al passo del Mortirolo. Tutti siamo in allarme. Domani la sveglia sarà alle 4 e si andrà in postazione. Si parla di 5.000 e più repubblicani con carri armati. C`e` molta calma. Verso le 21 sono in branda. Tutta la notte passa tranquilla. Molte telefonate da Grosotto per farci noto il movimento delle truppe. Alle 2 transitano da Lovero 8 camion di repubblicani. Pare siano stati attaccati dalla Giustizia e Libertà. Altre telefonate varie: fuori le guardie vegliano attentissime. Alle 20 c`e` stato un bellissimo lancio, era ancora chiaro e il quadrimotore passato a bassissima quota ha potuto centrare perfettamente i fuochi. Si sono visti perfettamente i paracaduti funzionare. Speriamo di poter recuperare tutto prima del rastrellamento che è quasi certo e che ci siano sigarette in quantità. Ho preparato tutta la roba compromettente, i medicinali, le carte del l'unica zona possibile di sganciamento (ghiacciaio Pietra Rossa).  Dormo beato.


Lunedì 9 aprile.

Alle 4 sveglia; un goccio di caffè e su sul costone che guarda la Valtellina per piazzar il mio mortaio. Alle 5 tutto e' pronto; tutti gli uomini sono nelle postazioni. Si attende il nemico. Verso le 9 giunge la notizia che 8 camion di fascisti con un carro armato hanno attraversato Monno e salgono la costa verso il Mortirolo. Alle dodici nessuna novità, i nostri sono tesi. Il nemico non arriva. Mangiamo 1/2 di scatoletta di carne (1 in 2) finalmente arrivano anche 2 dita di minestra ormai fredda senza polenta e senza pane. Verso le 14 comincia una sparatoria infernale sopra Grosotto. Mortai, mitraglie da 20, pesanti ecc. fanno un fuoco infernale. Arriva più tardi una staffetta che ci fa noto come il gruppo di Carlo (60 uomini) ha attaccato i fascisti che stavano per entrare in Grosotto; ora combatte sopra la chiesa e chiede rinforzi. Alle 18.30 partono 3 squadre. Le sparatorie continuano fino alle 20. Alle 20 dopo 16 ore e mezzo di postazione scendo alla cabina, bevo un caffè, mangio un po' di minestra. Arrivano 2 aerei americani: il primo lancia 25 paracaduti, il secondo 3 paracadutisti. I fascisti ci sono vicinissimi, bisogna dormire nelle postazioni; la notte passa tranquilla, il sonno va e viene per il freddo.


Martedi` 10 aprile (ore 11.30).


Alle 6 ci si alza, Damani scende alla cabina, io e Cesare stiamo mettendo a posto le coperte. Improvvisamente a 10 metri esplode un colpo di mortaio, siamo senza riparo. Ci cacciano a terra. E` un inferno 5 o 6 colpi cadono vicinissimi buttando tutto per aria. Aspettiamo il momento di tregua e ci precipitiamo in una trincea poco più sotto dove c`e` un mortaio del c 16 con Buttafuoco, Fieno e un altro. Il bombardamento continua per quasi un'ora. Almeno una settantina di colpi esplodono sulle nostre difese. Sento sparare mi pare a metà del m. Pagano. Damani Cesare e io partiamo per portare la nostra postazione più in alto e più al riparo.In una vecchia casermetta troviamo un buon posto; alziamo 4 muri potentissimi, mascheriamo con piante. Mentre si lavora altre pillole di mortai arrivano improvvisamente poi ancora calma, proseguiamo il lavoro. Non abbiamo ancora mangiato niente; la fame è una brutta bestia. Mi faccio un te senza zucchero, meglio che niente. Da notizia imprecisa pare che uno dei nostri sia stato ferito a una gamba e che probabilmente debba perderla. Anche Domani pare sia stato ferito ieri sera a una spalla pare da delle schegge di mortaio. Ultime notizie non ufficiali: 2 squadre di fascisti avanzano dal Pianaccio. Sono le 11.30 smetto di scrivere.  Alle 12 e 1/4 lascio la postazione per andare in cabina a prendere il rancio per noi tre.  E` giunto solo quello del c 14; ne prendo una gamella piena e un po' di polenta fredda; quella del c 16 lo portiamo in postazione. Il ferito grave è un ragazzo di Edolo del 27, Paciò (Piantis). Mi avvisano che i repubblicani sono vicinissimi all'albergo provenienti da Monno, aspettiamo che si facciano sotto. Riparto verso la postazione mentre incomincia il combattimento. Mi affretto a raggiungere il mortaio. La sparatoria diventa intensissima: mortai, mitraglie, armi automatiche, moschetti. Tutto canta, che è un piacere. Verso l'una arriva il rancio. Col  cannocchialetto vediamo perfettamente la strada di Guspessa: vedo i fascisti ritirarsi precipitosamente a sbalzi singoli inseguiti dai colpi delle nostre armi. Sotto l'albergo continua il combattimento. Sono le 15 mentre sto scrivendo sparano da tutte le parti, solo nella Valtellina è tranquillo. Non si può seguire bene l'andamento della battaglia. Pare sparino anche dal Pianaccio. Sono quasi 3 ore di combattimento e il fuoco è un po' diminuito. Forza fiamme Verdi ! Il fuoco continua di nuovo e sempre più forte; i colpi di mitra arrivano vicinissimi, anche bombe incendiarie. Verso le 17 sentiamo alle nostre spalle vicinissimi colpi di mitra ( a ore 9 ). Che abbiano sfondato?  Ci ritiriamo nella postazione sottostante del mitragliatore dove troviamo anche un po' di minestra di mezzogiorno. Nulla di grave. Torniamo in postazione.  Sempre sparano come matti; alle 19.30 sparano ancora. Verso le 19.45 arriva John che ci regala del tabacco americano. Verso le 20 arrivano 2 americani che ci danno della cioccolata. Alle 20.30, sparano gli ultimi colpi. Viene l'ordine di rientrare in cabina. Notizie ottime; fra i nostri 3 feriti, non si sa ancora come e chi, per i fascisti la solita solfa, sapremo meglio domani. Di certo (inizio del combattimento 9-12 minuti)si sa che è stato catturato un capitano ferito. Si mangia in qualche maniera al buio perché è saltata la linea e alle 23 sono in branda. Domani sveglia alle 4 probabilmente bisognerà combattere ancora.

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