Il "caso" Menici
Lo
storico camuno Mimmo Franzinelli così scrive:
"....Tra Pezzo (frazione montana di Pontedilegno) e Temù è presente
un nucleo di ex alpini, legato al tenente colonnello Raffaele Menici, in
contatto con la rete clandestina bergarnasca di Giustizia e Libertà......
..... Il 12 ottobre i tedeschi compiono un' azione militare a Temù, nella
speranza di catturare il colonnello Menici, che nel corso dell' estate ha
stretto rapporti di collaborazione con la 54a Brigata Garibaldi,
assumendone il Comando per l'AltaValle. Al momento della spedizione
germanica l'ufficiale si trova sugli alpeggi con i suoi uomini e i soldati
ne catturano i familiari (moglie, figlia, nipote e sorella) e li
imprigionano a Edolo."
Questi i fatti seguenti come ce li ha ricordati Firmo.
Il 13 , sulla strada del Tonale, viene catturato e ferito gravemente un
ufficiale tedesco che viene portato a Pezzo e poi a S. Apollonia e la colpa
viene fatta ricadere su Menici.
Il 14 Menici va a Edolo per consegnarsi ai tedeschi in cambio della
liberazione dei familiari e riaffermare di essere estraneo al ferimento
dell'ufficiale tedesco, ma i tedeschi fanno credere alle Fiamme Verdi che
Menici li voglia tradire.
Il 16 viene compiuta la strage di Case di Viso in risposta al ferimento
dell'ufficiale tedesco.
Dopo alcuni giorni il colonello è preso dalle Fiamme Verdi che lo portano
prigioniero in una baita della Val Brandet e lo condannano a morte, ma
viene graziato e mentre, scortato da 3 Fiamme Verdi sta per essere portato
in Svizzera, viene ucciso, sulla strada dell'Aprica; è il 17 novembre
1944.
La staffetta delle Fiamme Verdi di Corteno, maestra Annetta Stefanini
afferma:" Il Comando di Cividate aveva dato l'ordine di farlo
espatriare e di portarlo ben equipaggiato al confine svizzero, purtroppo
gli ordini non furono eseguiti e il colonnello, lungo il percorso, fu
ucciso a tradimento"
Nel settembre 1995 al colonnello fu dedicata una stele sulla strada
vicino al luogo dove fu ucciso.
Ecco l'inizio dell'ultima lettera scritta dal Colonnello poco prima della partenza per quello che lui sperava fosse il viaggio della libertà.