Epilogo

Giovedì 18 aprile.

Ci svegliamo di colpo prima delle .. Bombardano coi soliti mortai verso la cabina. Anche durante la notte sono state sparate alcune bombe. Passa però il tempo e non succede niente di nuovo. In Valtellina invece è in corso un gran combattimento. Viene da noi il maggiore inglese con il quale scambio le solite quattro chiacchiere. Oggi egli partirà per la Svizzera per rientrare al suo corpo, mi lascia il suo indirizzo, perché possa andare a trovarlo a Londra. Prima però bisognerà cavar fuori la pelle di qua. Qualche raffica di mitraglia dalla parte del lago e qualche colpo dei nostri mortai. Dormo fino verso le 15 e poi scendo in cabina. Sono arrivati altri 40 uomini di rinforzo, mi domando come fanno i fascisti a dire di averci circondato quando dalla Valtellina vanno e vengono i nostri comodamente. Un'altra scoperta fascista. Una trentina dei nostri uomini sono partiti per attaccare alle spalle quelli che si sono spinti entro la Val....  C`e` calma apparente e facciamo una partitina a bridge in attesa delle notizie radio; alle 16.30 ascolto la radio. Gli alleati hanno superato il confine cecoslovacco e sono a meno 130 chilometri dai Russi. I Russi sferrano l'offensiva in Berlino, ma mantengono il segreto militare sull'avanzata. La Germania è divisa in molte sacche. In Italia l'avanzata per ora e' un po' lenta, ma presto spero diventerà travolgente. Ciò facilita il nostro compito, perché certamente dovranno spostare verso il fronte delle truppe. Sono 14 giorni che si combatte. Siamo sporchi, stanchi, nervosi, ma si spera che presto debba finire. 320 delle S.S. italiane pare siano a Vezza. Verso le 18 rientrano i nostri. I fascisti hanno preso una forte legnata, anche 2 camion carichi di munizioni sono bruciati. Mangio e poi con Damiano devo andare fin alla grotta a prendere 4 casse di colpi di mitra. Mi fermo a dormire in cabina, Cesare e Tiù vanno in postazione. Verso mezzanotte arrivano i soliti colpi di mortaio; quando cessano ho molto sonno e mi riaddormento.

Giovedì 19


Alle 5.30 parto per la postazione e lì me ne torno a dormire fino alle 9. Pare ci sia calma. In Valtellina si sente sparare. Arrivano 5 sigarette e qualche biscotto. Poco prima delle 10 Damiano e Cesare scendono verso la cabina. Alle 10 (ora in cui sto scrivendo) incomincia un po' di sparatoria,
ma mi sembrano i nostri che sparano con i mortai e il cannone dalla parte del lago. Sono le 10 e 5 e smetto di scrivere. Verso le 11 arriva un portaordini con un biglietto per Reno. Non vado molto volentieri fin là perché c'è un'ora di strada quasi tutta allo scoperto, ma devo andare ugualmente. Passo da Pierino e da Tiù e poi ritorno. Con Damiano facciamo un brodo con polenta in attesa del rancio che giunge più tardi, buono ed abbondante. Soliti colpi sporadici; verso le 17 attaccano con i mortai; le bombe cadono vicinissime alla postazione per cui cambiamo posto. Io scendo al bunker dove cantiamo e fumiamo. Arrivano notizie di guerra veramente ottime: i Russi distano dagli alleati 80 Km; l'ottava armata è a meno di 25 Km da Ferrara. Gli alleati occupata Norimberga, marciano su Monaco. Scendo a prendere il rancio verso la Valtellina in un baitello adibito al C. 16. Damiano mi chiama perché brucia la nostra postazione. Quando arrivo su trovo con dispiacere che il mio zaino è andato completamente distrutto. Salvo la pipa, il pettine, le scarpe e il sacco a pelo. Non ho più niente da cambiarmi, anche la giacca a vento distrutta. Pazienza! Speriamo che almeno i rastrellamenti finiscano presto. Dobbiamo arrangiarci in due a dormire in qualche maniera con un vento terribile.

Venerdì, 20 aprile.


Mi alzo verso le 8. Scendo a prendere con Cesare ed un altro 36 colpi da mortaio. In cabina trovo Canarino arrivato da Ponte che però non mi porta alcuna notizia. Al bunker facciamo un'abbondante colazione e ci teniamo una razione K per il mezzogiorno; ora, stando al mio orologio dovrebbero essere le 11. Fino ad ora c'è stata calma, ma noi sappiamo che più di 700 S.S. sono in alta Valle e che la Tagliamento vuol vendicare i suoi morti. Si vive con il cuore sospeso e con la mente ai bei giorni passati nella propria casa con la propria famiglia. Se Dio sarà tanto buono da farci ritornare in essa, nulla di più bello potrà donarci. Verso mezzogiorno mi mandano a chiamare insieme a Mario. C'è da scavare la fossa del repubblicano mandato al creatore. E' orribile quel corpo! Lavoriamo fino alle 13.30. Sparano con i mortai, stiamo a terra. I fascisti scappano ai colpi del cannone. Gli Americani ci salutano e ci regalano una scatola di tabacco. Noi lavoriamo a fortificare la postazione. Verso il Pagano il muro ha le dimensioni di 1.30 m. e l'altezza uguale per tutti i lati è più di 1,70 m. Verso le 20 un razzo verde ci segnala un nuovo arrivo di Fascisti dal Pianaccio. Alle 20.30 ancora sotto allarme. Arriva va il quadrimotore americano che dopo alcuni giri effettua un lancio perfetto, tutto sul costone delle fortificazioni come da noi richiesto. Rientriamo alla cabina, si mangia minestra e carne, poi scendo con Damiano a prendere all'albergo munizioni per il mortaio che sono arrivate col lancio delle 20.30 insieme a molti viveri di conforto. Sappiamo che quel gruppo di fascisti che veniva da Guspessa era convinto di trovare commilitoni al Mortirolo, così pur il capitano fatto prigioniero aveva ordine di pernottare all' albergo. Una gabbia di matti! In cabina viene distribuita una scatola conforto per domani. Ci sono biscotti, cioccolato, carne, sigarette, minestra, "cewingum" e persino carta igienica. Damiano dorme nella postazione, io e Cesare in cabina. C' è sempre allarme. Domani sveglia alle 4. Vado a dormire a mezzanotte.

Sabato 21 aprile

Verso mezzogiorno improvvisamente comincia un intenso fuoco di mortai. Decido di fare un pisolino. Mi sveglia un colpo bestiale, sparano con le artiglierie e i mortai, un fuoco intensissimo non mai sentito l' uguale. Buttati a terra nella postazione sentiamo i colpi di partenza, 8 secondi e poi udiamo uno scoppio violentissimo. Tac! Una scheggia mi picchia vicino all' orologio sul polso. Salve di 5 - 6 colpi arrivano sibilando, non è molto divertente. Alle 14 meno un quarto cessa il bombardamento. Calma assoluta; ci fanno noto che il capitano fatto prigioniero ha detto che il rastrellamento deve durare 2 giorni. Gli americani offrono il cioccolato e carne in scatola per fortuna, perché il rancio non arriva. Damiano è andato alla postazione del mitragliatore Bren, sento che bestemmia come un turco, temo molto per il rancio. Termino di scrivere. Il rancio non c'è. Decidiamo di scendere nella cabina. Ci avvisano che una mitragliatrice nemica batte la costa, facciamo una volata e arriviamo in cabina; grande confusione. Quasi tutti i vetri sono saltati, 2 tralicci dell'alta tensione crollati. Da mangiare niente. Apprendiamo che l'albergo è stato colpito da 2 colpi di obice, danni non gravi. Il "francese" (di Edolo) del C 15 è morto. Ritorniamo in postazione. Verso le 17 viene segnalato il nemico in arrivo dal Pianaccio. Intanto Tiù spara con il cannone contro le supposte postazioni dei mortai fascisti del Monte Pagano. Salgo in galleria e faccio un riposino mentre portano il morto nella fossa. Vado poi in cabina dove parlo con Canarino per sapere le ultime notizie. Alle 17.45 improvvisamente davanti a noi a 5 metri esplode un colpo di mortaio e mi sento percosso alla caviglia destra e al collo, mi precipito dentro. La ferita non pare grave, attendo il dottore. Più grave di me è Tiù e un altro. Sono le 18.20 attendo il dottore . Forza FV!!!!

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