Cevo data alle fiamme

Dal racconto di Firmo Ballardini che combatteva con i partigiani della 54 Brigata Garibaldi.

"Mi trovavo nella caserma dei carabinieri perché l'avevamo occupata e disarmato i carabinieri ed eravamo noi che controllavamo il paese. Alle 4 del mattino circa 3.000 fascisti del Battaglione S. Marco cercarono di entrare in paese, noi abbiamo combattuto fino a quando abbiamo avuto munizioni e poi ci siamo ritirati sulle montagne sopra il paese; i fascisti hanno circondato il paese e sono entrati nella casa di un partigiano che era stato ucciso due giorni prima in uno scontro, hanno versato benzina sulla cassa e l'hanno incendiata; dopo, non trovando altri partigiani in paese, hanno dato fuoco alle case e Cevo è bruciato e ci sono stati 34 morti. Questo fatto è accaduto il 3 luglio 1944 e presto ricorrerà il 60 anniversario.

Dal discorso del sindaco di Cevo il 3 luglio 1994

"In questi precisi momenti di 50 anni fa, Cevo bruciava, data alle fiamme dalla rabbia nazifascista.
Dopo una battaglia durata alcune ore, le soverchianti forze nazi-fasciste ebbero ragione dell' accanita resistenza opposta dai partigiani e riuscirono ad entrare nell' abitato, anche facendosi scudo di donne e bambini che avevano rastrellato nelle cascine circostanti.
Anche l'abitato di Saviore era stato occupato e parzialmente saccheggiato.
Entrati in paese, i fascisti saccheggiano le case e poi le incendiano. Uccidono cittadini inermi, violentano donne, ovunque seminano distruzione e morte. Alla fine di quella triste giornata il bilancio risulterà tragico: dell' intero paese rimasero in piedi solo 12 case, molti i morti fra i partigiani e la popolazione, 4 i deportati nel campo di concentramento di Mauthausen.
Fu questo solo il momento più tragico e drammatico di una lotta durata 20 mesi che impegnò l'intera Valsaviore e si estese ai vicini Comuni di Malonno e di Sonico.