Battaglia
Mercoledì 11 aprile
Alle 4.15 sveglia. Invece del caffè c'e' la minestra, almeno la fame sarà meno
dura fino a mezzogiorno. Alle 5.30 Cesare, Damiani e io lavoriamo a fortificare
la postazione e a mimetizzarle. Poi facciamo il pavimento con pietra piatta, si
buttano sopra dei materassi di pino poi le coperte. Si sta da papa. Facciamo il
tè. Vengono 2 del c 19 a prendere 6 colpi da mortaio. 8.30 allarme da Guspessa.
Arrivano forze fasciste. Alle 9.12 aprono il fuoco, poco intenso. Calma olimpica
tra le Fiamme Verdi. Sono le 9.30 smetto di scrivere. Il combattimento continua.
Dalla mia postazione vedo un fascista tutto solo avanzare sulla strada di
Guspessa. Arrivato all' altezza del passo si sente la voce dell' alpino(che è
alla Breda pesante ) : "Alto là , chi va là" e poi una raffica. A
terra, poi avanza ancora, altra raffica....alla fine ritorna indietro come un
matto. Venite avanti repubblicani abbiamo le palle di ferro, grida ancora, l'
alpino. Sappiamo che dopo una squadra di fascisti deve essere stata messa
completamente fuori combattimento e che quel tizio avanzava forse per sapere
qualcosa. Sparano con mortai. Verso le 11 arrivano due americani di ieri che ci
regalano 4 squisite gallette e una scatola di noccioline, poi offrono da fumare.
Io faccio il tè. Arriva anche Buttafuoco e due portamunizioni carichi e
trafelati, perché fatti segno a raffiche di mitraglia. Gli Americani rimangono
con noi alla postazione. Si chiacchiera e si fuma.
Giovedì 12 aprile
Alle 4 sveglia, un goccio di caffè e poi su in postazione. Lavoriamo a mimetizzare con piante. Alcuni fascisti si avvicinano dalla parte del lago, forse con la speranza di trovare qualche collo; alle prime raffiche di mitraglia tagliano la corda. Si sente combattere forte verso Grosotto. Alle 9.30 arrivano gli Americani: già che vengono spesso , specifico che uno è un maggiore inglese ex giornalista e gli altri 2 capitani americani. Come primo saluto ci regalano una decina di sigarette e un altro pacco di tabacco con dei biscotti, sono sempre molto gentili. Hanno deciso di mettere le loro postazioni di riparo vicinissima alla nostra e lavorano alacremente aiutati da Cesare e Damiano mentre io preparo il tè per il maggiore. Verso le 11 faccio una partita a scacchi col maggiore e perdo. Verso le 13 gli Americani mangiano, ci offrono anche un po' di carne in scatola e caramelle. Verso le 14.30 arriva finalmente dopo tanti giorni un buon rancio caldo: polenta in umido e carne e un pacchetto di "Cherstelfield" . Mangio beato, pare per ora che non abbiano intenzione di bombardare. Su Grosotto continua il combattimento. Rumore di apparecchi. Sono numerosi cacciabombardieri richiesti dal maggiore Americano sulla nostra zona per sganciare su Edolo e paesi vicini. Volano bassissimi. Il capitano repubblicano è morto. Buona notte! Sono le 16.30 e termino di scrivere sempre sdraiato sulla mia postazione. Continua il bombardamento sempre intenso e snervante. In pieno giorno arriva il quadrimotore che lancia benissimo. I fascisti sparano come matti contro l' aereo e i paracaduti. Verso le 20 rientriamo: poco da mangiare. Dall'albergo sfollano in cabina.; c'e' un po' di confusione, ma tutti decisi a resistere. Cesare e Damiano dormono in postazione. Io in cabina farò guardia dalle 5 alle 6.
Venerdì 13
Alle 5.30 sono in postazione. Abbiamo piu' di 50 colpi di mortaio. Alle 6.30
incomincia il combattimento, terribile nel vero senso della parola. I colpi di
cannone e di mortaio piovono incessanti e le schegge sibilano per aria. Potremmo
resistere? In questi momenti ho pensato a Dio e ai miei peccati e ho fatto
proponimento di cambiare vita. Verso le 12.20 mi arriva questo biglietto (V P ),
tento di recapitarlo al comando, ma non vi riesco. Improvvisamente attaccano gli
obici e rimango fermo su un dosso. Tenta il rientro, ma invano; ritento con
Damiano, ma nemmeno questa volta riusciamo. Nel pomeriggio il bombardamento e'
sempre incessante. Noi 3 decidiamo di preparare il sacco perché sarà probabile
uno sganciamento. Verso le 20 scendiamo in cabina; poco da mangiare. C'e' una
riunione dei comandanti, ma non decidono niente: dormiamo tutti in cabina in
qualche maniera, c'e' una brutta nebbia che non promette niente di buono.
Buttafuoco mi sveglia perché vuole che porti giù all'albergo 20 colpi di
mortaio per il Reno. Mi addormento. Mi sveglia a mezzanotte con lo stesso
ordine; "vado e torno...". Alla cabina Tino mi ferma e mi dice di non
scendere all'albergo. Torno a dormire.
Sabato 14 aprile
Alle
5 partiamo per la postazione e per portare i colpi a Reno: c'e' nebbia, in
postazione e i colpi non ci sono più. Allora ci fermiamo; .... e' furioso Verso
le 12 arriva Oliviero con i colpi per Reno, non ci si capisce più niente.
Partiamo io e Damiano; ci vedono e ci sparano, dobbiamo tornare e lasciamo i
colpi lì presso. Arriva Buttafuoco; il mio mortaio deve battere le postazioni
del lago. Spariamo 11 colpi, i fascisti scappano. Scendo al limitare della
Pesante e vado alla cabina. Sono le 13.30. Rancio ottimo, cioccolato, pane
bianco e razione K. Arriva l'uomo del Reno sempre per
quei benedetti colpi di mortaio. Mentre scrivo è qui seduto, attende
l'oscurità per rientrare. Il combattimento ha una sosta. Sono le 3.30, smetto
di scrivere. Da un po' di tempo non si sente più sparare, solo verso le 16
ancora qualche colpo di mortaio e di cannone. Verso le 16.30 arriva un
portaordini con il bollettino delle notizie militari. Gli Inglesi sono a 120 Km.
da Berlino, i Russi a 50, Vienna liberata, Hannover pure, Massa superata, gli
Inglesi avanzano su Spezia mentre hanno superato il Serchio. Le notizie rialzano
molto il morale. Ci dice pure che i comandanti sono in cabina per lo spoglio dei
documenti trovati indosso ai repubblicani morti che dalle notizie sembrano
numerosi. Facciamo un buon caffè con biscotti. Verso le 19.30, mentre andiamo a
recuperare le bombe di mortaio, c'è ancora qualche scarica di mitraglia. Sono
gli ultimi fascisti che cercano di ritirarsi con l'aiuto dell'oscurità.
Lavoriamo a rinforzare e a mettere bene a posto la postazione. Rientro in cabina
verso le 21. Alcune pattuglie nostre scendono armate di fucili e mitragliatori
all'albergo basso dove sono rifugiati alcuni fascisti e li mettono in fuga. Ci
vengono fatte le felicitazioni per i nostri tiri. Damiano e Cesare lavorano in
postazione, io in cabina.
Domenica, 15 aprile.
Mi svegliano di colpo alle 5.30. Allarme. I fascisti sono già sotto le
postazioni di Dido, ma per fortuna e' un falso allarme. Calma assoluta in tutti
i fronti. Verso le 10 arriva il portaordini che ci annuncia che dalle carte di
un ufficiale morto risulta che i rastrellamenti avranno termine domenica 15.
Speriamo sia la verità. I fatti per ora lo dimostrano. Si resta però tutti
nelle postazioni. Il Reno, Longhi e Dido hanno fatto un fuoco e fiamme. I
fascisti approfittando della nebbia fitta si erano portati a pochi metri dalle
postazioni, ma l' improvviso diradarsi della nebbia li ha lasciati allo
scoperto. Per il momento si parla di una trentina di morti, ma la notizia non e'
affatto ufficiale. Dalla nostra parte le perdite complessive e di questi
combattimenti sono irrisorie (non ufficiali) 2 morti e alcuni feriti già tutti
partiti ieri sera per la Svizzera . Si scopre tutto con precisione. Mi mangio la
mia razione k. squisita! e riposo al sole caldo. Giù in Valtellina Carlo
combatte sempre; ieri sera i fascisti hanno incendiato nove cascine. Stamane
lanci diurni in Val.....? Anche noi attendiamo il lanci. Ore 13 termino di
scrivere. C'e'una calma discreta, ma che non mi piace per niente, infatti verso
le 14 arrivano ancora dei colpi di mortaio. Sono scese delle nostre pattuglie
per vedere se ci sono feriti in giro. Verso le 16 scendo in cabina. Le pattuglie
sono tornate con un prigioniero ferito e parecchie armi, anche un mortaio Brixia.
Verso le 17 scendo con una marmitta a prendere l' acqua nel canalone. Sto
risalendo verso l' albergo; arrivato a un centinaio di metri sento il colpo in
postazione del mortaio. Mi metto a correre con quel po' po' di peso sulle spalle
, non riesco ad arrivare al riparo che il colpo esplode vicinissimo, continuo a
correre e passo la porta mentre esplode il secondo . Incomincia un bombardamento
sulla cabina. Tutti dentro, una trentina di rifugiati, i colpi cadono
vicinissimi e le schegge volano e i nervi sono messi a dura prova. Dopo poco
più di una trentina di colpi smettono. Verso il tardi arriva l'aereo che fa un
lancio perfetto. Continuano in postazione i colpi di mortaio e verso l' una
decidiamo io e Damiano di dormire alla luce delle stelle. Il prigioniero e'
andato in Svizzera. Si tira cinghia.
Lunedì 16.
Ci svegliano verso le 9. C'è un bel sole e pare ci sia calma. Però, alle 9.30,
arrivano i soliti colpi di mortaio sulla cabina. Arriva poco dopo anche un
biglietto che avvisa che una bomba è esplosa sull'infermeria facendo fuggire il
dottore e Buttafuoco, senza però fare vittime. Viene da noi il capitano
americano che è stato in alto per cercare una buona postazione per una
potentissima mitraglia lanciata ieri sera ([portata di tiro utile ]7.000 m.). Si
ferma da noi e si fanno due chiacchiere. Notizie militari buone. Alle 13.30
scendo in cabina con Cesare per chiedere a Gabrielli se mi lascia scendere
qualche giorno a Ponte, ma dati i momenti si rifiuta. Verso le 16 ricominciano a
bombardare la cabina; sparano una quindicina di colpi, poi smettono. In cabina
si chiacchiera, mentre altri giocano a Bridge. Alle 17 sentiamo la radio:
notizie bellissime. L'offensiva in Italia è sferrata in tutto il fronte ed
avanzano sicuri. In Germania poi gli alleati si sono portati a 12 Km dal confine
Cecoslovacco e sono sull'Elba, davanti a Berlino. Vienna superata di 60 Km.;
87.000 prigionieri fatti sabato, 50.000 ieri. Bisogna tenere duro, perché la
guerra è alla fine. Verso le 19 arrivano 3 quadrimotori "Liberator"
per un lancio in grande stile. I fascisti ricominciano a bombardare, un colpo
cade proprio sul tetto, ma non fa danni. Il bombardamento continua durante tutto
il lancio che però viene effettuato in maniera perfetta. I colli, tutti
vicinissimi, vengono trasportati nelle gallerie e in cabina.
E' arrivata un'altra di quelle potentissime mitragliatrici pesanti calibro 12,7.
Trasporto con Damiano fino alla postazione e lascio 30 colpi di mortaio. 40
uomini partono verso mezzanotte per una spedizione contro i fascisti, non so
bene se per aiutare i nostri o cosa, si saprà domani. A mezzanotte è pronto
anche il rancio C 16 e una scodella di minestra. Per domani a mezzogiorno una
scatola di fagioli e pezzi di salciccia in 3 e mezzo salamino. Scarseggiano i
viveri, ma credo che presto arriveranno, ad ogni modo il rancio di oggi è stato
abbondante e vedremo cosa distribuiranno in futuro. Cesare, Damiano ed io
portiamo fino alla postazione alta una quarantina di colpi di mortaio. E' l'una
passata quando ci corichiamo alla luce non delle stelle, ma di una nebbia fitta,
fitta.
Martedì 17
Ci svegliamo verso le 9 e un quarto, pare ci sia una gran calma, ma i nervi sono
sempre molto tesi. Infatti arrivano i soliti colpi di mortaio, però appena 3 o
4. Sono le 10 e un quarto, c'è un bel sole, ma tira un vento freddo freddo.
Della spedizione di ieri non sappiamo notizie. Smetto di scrivere.
La spedizione è andata male. C'erano in giro forti pattuglie repubblicane ed i
nostri hanno dovuto rientrare. In compenso arriva la notizia che la batteria del
105 è andata via. Verso le 14 scendo in cabina per sentire un po' di notizie.
C'è tregua fino a questa notte perché i fascisti vengono a prendere i morti;
verso le 15.30 infatti arrivano dei borghesi con i muli e la bandiera bianca
che, caricati i morti, si ritirano. La notizia della tregua l'ha portata il
prete di Monno. Alle 16.30 ascolto la radio: su tutti i fronti prosegue
l'offensiva ininterrottamente. Mi fermo in cabina a fare quattro chiacchiere con
... e altri. Il mangiare questa sera è buono ed abbondante. Arriva una squadra
della C 4 di rinforzo. Andiamo a dormire tutti sotto le stelle.