L'attesa

Martedì 3 aprile


Calma assoluta e niente da fare. Mi alzo alle 11.30 , aiuto Mario nella relazione del sabotaggio. Gabrielli è sceso a Ponte. Gli ho dato una lettera per Ma e una per OB. Nel pomeriggio sempre riposo. Faccio alcuni schizzi fotografici del sabotaggio e gioco a carte. Verso il tardi comincia a piovere. E' partita anche la missione francese. Abbiamo avuto la visita del Col. comandante la divisione Valtellina. A dormire dopo un buon tè.


Mercoledì 4 aprile


Tempo bello, ma con vento. Nessun lavoro in vista, mi alzo alle 10.30. Qualche correzione allo schizzo fatto ieri. La radio annuncia che i Russi sono a 20 Km da Vienna e gli alleati a 70 da Norimberga e avanzano in tutto il fronte. Se procederanno di questo passo per fine aprile ci sarà la frittata. Pomeriggio nessuna novità. E' ritornato da Ponte Marmellata; in giù nessuna novità, si parla del brillamento del Belvedere. Sono in vista nuovi colpi probabilmente sulla strada del Tonale. Forse avverrà il lancio, attendiamo il messaggio speciale. Notizie radio: i Russi nei sobborghi di Vienna. Gotha occupata dagli alleati. Avanzano come razzi. Messaggio positivo. Alle 21.30 l'aereo è sopra di noi e fa il segnale, dopo alcuni giri a fari accesi sgancia stando abbastanza alto. Col materiale sono arrivati altri italiani della missione con un'altra trasmittente. Vado a dormire verso le 22.30, perché domani c'è la sveglia alle 6 e io sono di guardia dalle 2 alle 4. Nel pomeriggio è partito il C 7 verso la bassa valle, sua zona d'operazione. Con lui è partito Silvano, Bersaglieri e Giorgio. In bocca al lupo.


Giovedì 5 Aprile


Alla mattina rastrellamento dei colli: 8 mortai, 25 mitra americani, dinamite, munizioni, apparecchio radio: Purtroppo mancano proprio i due colli dei viveri di conforto. Nel pomeriggio verso le 16 partiamo nuovamente tutti in rastrellamento per ben 3 ore, ma non si trova niente. Notizie radio: i Russi hanno occupato Bratislava e combattono a 5 Km dal centro di Vienna. Gli alleati avanzano ininterrottamente sino a 94 km del confine cecoslovacco. Alla sera a letto presto, messaggio negativo, quindi niente lancio. Non ho ancora notizie da casa.

Venerdì 6 aprile


Mi sveglio alle 9, tempo discreto, fino alle 10.30 me ne sto beatamente a letto. Alle 10.30 lavoro con Mario sulla mappa delle fortificazioni di Darfo. Terminiamo alle 12. Alle 12.05 allarme. Una staffetta porta la notizia che con tutta probabilità i repubblicani di Vezza partono per Edolo. Si parte con armamento verso Monno per attaccarli sulla strada. Con i due mortai mi piazzo sotto la chiesa di Monno. Alle 14.30 siamo tutti a posto. Vado dal Gasper a rifornirmi di pane, trovo pure del latte e faccio una bella mangiata. Vedo pure le sorelle di Pasquini dalle quali faccio portare a casa mie notizie e do un appuntamento ai miei per domani pomeriggio in casa di Gasper. Stiamo in postazione fino alle 18, ma nessuno passa. Viene l'ordine di rientrare. Io mi fermo a Monno, perché nella notte devo scendere a Incudine con Gallo e Tormenta. Mangiamo tre uova al burro per uno e partiamo. Non incontriamo nessuno nemmeno sullo stradone e entriamo da Radici dove beviamo numerosi grappini; i bicchieri ci sono offerti dal fratello dell' ingegnere Mancinelli, un panino col prosciutto e un buon caffè. Verso mezzanotte esco con Tormenta per passare la notte in casa di Vittorio. Scavalco il muro, busso, ma nessuno sente, la Cecilia deve dormir duro, cerco di salire al terrazzo, ma dopo sforzi devo rinunciare. Ritorniamo da Radici da dove partiamo tutti e tre. Alla casa del Gildo riusciamo a farci aprire e di lì nella casa di Agostino dove passiamo la notte in un buon letto.


Sabato 7 aprile


Alle 9.30 partiamo per Monno. Il figlio di Bertoli ci avvisa che sotto Monno forze repubblicane salgono. Decidiamo di passare in alto. Dopo un giro faticosissimo poco prima delle 11 siamo su Monno. Ecco infatti i repubblicani che hanno occupato il paese. Vanno e vengono con carri, non si capisce che cosa facciano. Ci nascondiamo nel bosco per vedere se se ne vanno. Dopo 5 ore di attesa snervante decidiamo di andare verso il Mortirolo tenendoci alti. In cima al bosco troviamo borghesi scappati che ci raccontano come i repubblicani abbiano intenzione di fermarsi a Monno per parecchi giorni. Proseguiamo per il Mortirolo; sono già 24 ore che camminiamo, siamo stanchissimi. Ci raggiunge lungo il sentiero un tizio ricercato che ci chiede ospitalità. Arriviamo al comando alle 18.30. Ci viene dato subito un salamino e un pane. Più tardi la cena. Notizie radio: offensiva in Italia, avanzata su tutti i fronti. Alla sera a dormire in infermeria, perché il mio letto è occupato da un paracadutista sceso ieri notte. Domani mi sposto a C 19 comandato da Tiù, con un mortaio.

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