YES
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Discografia ’69 - ’73
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Yes: breve biografia e discografia periodo ’68 – ’73. Tecnica sopraffina e arrangiamenti sofisticati, fanno degli Yes una delle migliori band degli anni ’70 e veri accentratori, nel bene e nel male, dell’evoluzione rock-progressiva dell’epoca. La storia degli Yes inizia nel 1968: Jon Anderson (voce) e Chris Squire (basso elettrico), capiscono di avere in comune le stesse idee musicali e quindi iniziano a lavorarci sodo. Dopo qualche tentativo andato a vuoto con alcuni musicisti occasionali, ingaggiano, tramite un annuncio pubblicitario, il chitarrista Peter Banks, il tastierista Tony Kaye e il batterista Bill Bruford. Con questa formazione, avviene il debutto ufficiale caratterizzato da alcune date al leggendario locale Marquee di Londra, punto di partenza di numerose band. Dal momento che il gruppo non passa inosservato, l’etichetta discografica Atlantic li mette sotto contratto portandoli alla pubblicazione del primo disco nell’estate ’69 e intitolato semplicemente "Yes". Il disco, forse solo apparentemente acerbo e a tratti timido, è ancora lontano dai favolosi risultati che il gruppo otterrà da qui a pochi anni. Nonostante tutto, i cinque intraprendono una tournee che arriva a toccare anche Irlanda e Svizzera, trovando dal vivo maggior affiatamento tra le parti. Per le registrazioni del secondo disco, "Time And A Word", viene inserita un importante innovazione costituita dall’orchestra di Tony Cox: questo porta dei benefici dal lato qualitativo ma anche notevoli difficoltà nella riproposta dal vivo, disagi che lo stesso Anderson ammetterà in seguito. Dopo le registrazioni di "Time And A Word", avvengono i primi cambi di formazione con l’abbandono di Peter Banks, sostituito dal grandioso, più virtuoso e capace Steve Howe, chitarrista (autodidatta !!) meticoloso e appassionato di blues e di jazz. Il risultato con l’entrata del nuovo chitarrista è "The Yes Album" del 1971 ed è da questo momento che l’orizzonte musicale del gruppo si amplia notevolmente. Brani come "The Clap" e "Your Is No Disgrace" danno inizio allo stile articolato e maturo, ma ancora leggermente distante da quello che sarà poi definito lo "Yes sound"! Ancora dei cambi di formazione in seguito ad un lungo tour americano che vede l’abbandono del tastierista Tony Kaye (per formare i "Badger") prontamente sostituito dal talentuosissimo Rick Wakeman, già apprezzato per il lavoro svolto con gli "Strawbs" e l’entrata del nuovo tastierista coincide con il momento più appassionante nella storia degli Yes. Durante i concerti, il virtuoso musicista dalla lunga chioma bionda troneggia dall’alto della sua statura, ma a regnare sovrani sono i suoni delle molteplici tastiere e sintetizzatori utilizzati (pianoforte, clavinet, organo Hammond, mellotron, sintetizzatore Moog) affiancati da un organo a canne che elaborano concetti intensi e sottili. Nei dischi "Fragile" e "Close To The Edge", entrambi del 1972, c’è il meglio del progressive rock dell’epoca! L’essenza di "Fragile" consiste in un insieme di perle che brillano per intensità e raffinata ricerca musicale, mentre "Close To The Edge" è una straordinaria suite suddivisa in vari temi. Anche il fattore grafico, inteso per la realizzazione delle copertine dei dischi, viene notevolmente migliorato grazie alla collaborazione del disegnatore dallo stile inconfondibile che è Roger Dean. Oltre a tener presente che le vendite dei due album sono altissime, la popolarità degli Yes è assoluta in Inghilterra e U.s.a. e anche in Italia sono ormai famosissimi: Gli Yes, insieme ai King Crimson, sono ormai considerati i migliori in assoluto dalla critica progressiva dell’epoca. Nel momento in cui Bill Bruford abbandona il gruppo, si teme che sia la fine. Bruford, forse insoddisfatto dal ruolo ricoperto negli Yes, va a raggiungere proprio i King Crimson allora capitanati dal geniale chitarrista Robert Fripp per partecipare alla stesura di "Lark’s Tongues In Aspic". La sua defezione, che coincide con l’imminente e importante nuovo tour americano, costringe il nuovo batterista Alan White ad imparare il repertorio degli Yes in pochissimo tempo. Il gruppo è on stage per gran parte del 1973 in Australia, Giappone, America ed Europa e questo momento magico viene intelligentemente suggellato da un monumentale triplo album dal vivo, intitolato "Yessongs", perfetto sotto ogni punto di vista e vera pietra miliare del progressive sinfonico. Non appagati, alla fine del 1973 danno alle stampe un doppio album realizzato durante i tour in Australia e America dal titolo "Tales From Topographic Ocean" che va a concludere la prima parte della loro carriera. Anche Rick Wakeman, insoddisfatto dello sviluppo eccessivamente complesso ed autocelebrativo assunto dalle composizioni, abbandona temporaneamente per lasciare il posto a Patrick Moraz ma……questa è un’altra "Yesstory"…..
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