William Stravato

Cybertones

Virtuoso records

 

Track list :

1 Invisible

2 KC1

3 Mastermind

4 Hot mushroom

5 No left No right

6 Two as one

7 Cheffile

8 party as will’s

9 Isolation (part one)


Line up:

William Stravato Guitars

Luigi Mas Keyboards

Mario Mazzenga Bass

Mario Guarini Bass on track 7

Tom Rotho Drums

Brett Garsed Guitar solo on invisible (2,10,/2:55)

 

   Non si tratta di un disco nuovo, però ritengo opportuno recensire questo cd che è uno dei più belli usciti nel 2002. Stiamo parlando di jazz/fusion elettrico strumentale .

   Cybertones secondo lavoro di William Stravato, conferma quanto di bello avevamo ascoltato nel suo precedente lavoro. Qui il concetto d’improvvisazione è ancor di più estremizzato ed è un aspetto questo che William porterà avanti in tutto l’ escursus del suo disco con grande goduria per i nostri auricolari.

   Ascoltando Cybertones ci si accorge della grande passione che sia William che Luigi Mas keyboards man del gruppo mettono negli strumenti e in tutto questo bailam di emozioni si evincono le influenze varie dei musicsti per William Jimi Hendrix Allan Holdsworth e tanto i Weather report per Luigi.

   Un grande connubio tra jazz e rock mischiato al blues che fanno di questo disco un piccolo gioiello certo avrei lavorato sulla produzione dei suoni a volte sin troppo attufati ma particolare questo del tutto trascurabile davanti alla grande espressività dei brani tra i quali voglio citare la ballad "Two as one"dedicata da William alla su fidanzata Antonella.dico questo perché William è sempre stato invidioso verso quei musicisti che riuscivano a scrivere ballate meravigliose tipo "Cause the end of our lovers" di Stevie Wonder (ripresa tra l’altro magistralmente nel primo cd ) e ha pensatobene di comporre una ballata sempre dal flavour jazzistico apposta per cybertones .

   Al cd partecipa nel brano "invisibile"il grande chitarrista americano Brett Garsed che offre i suoi assoli all’ amico William ,allora se vi volete avvicinare alla fusion di un certo livello quella colta diciamo così questo potrebbe essere il disco che fa per voi

                        Stefano Bonelli