Intervista con :
Rosae Crucis
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Chi Risponde e’ Andrea "Kiraya" Magini, chitarrista della band
Allora ragazzi vi ringrazio ancora moltissimo per l’ospitata di lunedi il programma con voi come ospiti è finalmente on line
Bene! Detto questo partiamo subito con la prima domanda :
Il vostro cd è finalmente uscito siete soddisfatti del lavoro svolto?
Si , siamo pienamente soddisfatti della registrazione e della produzione. Tutto e’ avvenuto come volevamo, e quindi non possiamo che essere fieri del risultato.
Nei vostri primi demo i testi erano in italiano come mai avete deciso di scrivere i vostri testi in inglese?
In realta’ i primi anni del gruppo, prima del demo il re del mondo, scrivevamo pezzi in inglese. Poi tentammo la strada dell’italiano perche ci sembrava la strada piu naturale , cosa che si rivelo’ errata.
Facemmo il cambio di lingua (da italiano a inglese) nel 2000 quando producemmo il promo "Bran Mak Morn". Avevamo capito che la lingua italiana non ci avrebbe mai portato ad un contratto e cosi decidemmo di confrontarci con il mondo intero producendo un promo in inglese. Abbiamo perso forse parte del mito che ci circondava, a causa del cantato in italiano, ma abbiamo guadagnato in visibilita’. Questa innegabilmente e’ stata una delle cose che ci ha spinto verso il contratto discografico, ma non e’ stata una forzatura di nessuno se non una nostra imposizione. Diciamo quindi che e’ stata una nostra autoimposizione per tentare di uscire allo scoperto.. L’italiano ci stava relegando ad un ruolo di fenomeni da baracconi che stava diventando insostenibile..
Da quando ho cominciato il nuovo ciclo di Tempi Duri, mi sono potuto rendere conto che nel nostro paese esiste un paradosso che consiste in questo, è più facile fare un cd piuttosto che fare concerti cosa ne pensate di questo aspetto?
Che e’ la sacrosanta verita’. Ci sono molte case discografiche pronte a sorreggere un minimo di spese di registrazione e promozione, ma non si punta assolutamente ai concerti. La scena da quel punto di vista e’ piccolissima. Ci sono giusto dei festival a salvare la situazione.Per il resto ti devi muovere da solo, e vai avanti solo se ti impegni al massimo e ti spacci in 4 per fare serate poi in cui e’ gia tanto se riprendi i soldi delle spese di viaggio..
Ritornando al disco so che nel vostro lavoro vi si racconta una storia vera puoi dirmi qualcosa a riguardo ?
Certo. E’ una cosa a cui tengo moltissimo. La storia e’ basata su di un racconto di Robert Howard,(il padre di Conan il Barbaro e tanti altri racconti). Il personaggio e’ Bran Mak Morn, autoproclamato Re dei Pitti, antico popolo Caledone. L’invasione nel Vallo di Adriano (tra Scozia e Galles) da parte dell’Impero Romano sta schiacciando le gia precarie Tribu. I Gaelici a nord combattono insieme ai Vichinghi, ma piu a sud i pitti sono soli. E’ una storia violenta e affascinante. Bran dopo un incontro con il governatore romano Titus Silla, scappera’ alla ricerca dei vermi della terra, antico popolo che ora abita nel sottosuolo, e insieme a loro distruggera’ Titus e la torre di Traiano. In realta’ quello che sembra essere dedicato alla gloria di roma, e’ un vanto invece al coraggio del popolo sottomesso, il popolo mai nato dei Pitti. Il concept e’ strutturato quasi come un musical, in cui tutti gli attori hanno la loro parte. C’e’ un coro che sembra ricordare il coro delle tragedie greche, che esce fuori descrivendo i fatti o anticipandoli in terza persona. L’intro e’ un dialogo di 3 minuti tra Titus Silla e Bran Mak Morn e sembra di essere in mezzo a loro, o di vederli parlare su di un palco.
Quali sono le vostre influenze principali ?
Siamo cresciuti negli anni 80 e abbiamo assorbito molto di quel periodo. I gruppi piu importanti e sempre presenti sono i Manilla Road, i Cirith Ungol, i Manowar, gli Slayer, King Diamond, i Maiden,i primi Metallica, gli Anthrax , Dio,e tutto cio che di bello usciva in quel periodo. Siamo poi affezionatissimi a quella che riteniamo la miglior band italiana, i Death SS.
La line up dei Rosae Crucis non è stata sempre la stessa puoi dirmi chi fa parte attualmente del gruppo?
Si ora abbiamo stabilizzato speriamo la formazione definitiva.
Io, Andrea "Kiraya" Magini, alla chitarra, Giuseppe "Ciape" Cialone alla voce, Massimiliano "Kronos" Salvatori al basso, Tiziano "Azatoth" Marcozzi alla chitarra e Piero Arioni alla batteria.
Quali sono le differenze tra il vostro primo periodo e quest’ultimo cosa è rimasto degli esordi ?
Degli esordi e’ rimasta la voglia di crescere ed evolversi, un’attitudine che non ci abbandonera’ mai. A livello di sound e’ cambiato moltissimo, siamo cresciuti e abbiamo diretto le nostre attenzioni ad un metal piu completo , con molte influenze, e sicuramente piu potente. E’ proprio la ricerca di potenza che ci ha smosso in un evoluzione continua.
Domanda scontata ma obbligatoria cosa avete in cantiere adesso ?
Stiamo preparando dei live, e se riusciamo faremo dei concerti fuori dall’italia. Per il resto in settimana iniziamo il songwriting per il prossimo lavoro.
Facciamo un gioco tre dischi per la vita scoppia la guerra e dovete scappare su di un isola deserta quali dischi salvate ne avete solo tre
Ovviamente Worms of the Earth perche e’ un cd in cui credo molto, Operation MindCrime dei QueenSryche perche lo adoro da sempre, e la Pulce D’acqua di Angelo Branduardi, perche e’ uno dei dischi piu belli della storia.
Cosa volete dire ai lettori di Tempi Duri ?
Di ascoltare di più il metal italiano e supportare tutte quelle band che tentano di emergere dal nulla.
Volete fare un saluto ?
Death To False Metal!