Parliamo di custodie
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In un epoca in cui tutto è diventato digitale, c’era da aspettarsi che anche le custodie per i dischi subissero una trasformazione, io veramente non capisco i finti nostalgici amanti dell’antico vinile, i quali si sono auto convinti che il 33 giri si senta meglio per via del suono più caldo, può essere anche vero ma il progresso non tiene conto dei nostalgici e cambia tutto e tutti nella buona e nella cattiva sorte.
Stiamo vivendo in pratica in un mondo fatto di plastica, certo la plastica è utile ma quando si rompe sono guai serissimi, prendete ad esempio gli chassi dei cd alla peggio quando ti sfuggono dalle mani cadono e si rompono in mille pezzi e tu povero cristo che hai speso i soldi per il tuo prezioso cd tiri giù l’innominabile.
Io non sono contro il progresso altrimenti non avrei messo su il sito per farvi sapere tutto o quasi del mondo della musica o per lo meno di certa musica, però quando mi succede che mi cada un cd e si rompa la custodia, divento verde e mi si strappa la camicia. Quando invece mi capita l’occasione ed acquisto dei cd con confezione extralusso, magari cartonato con un aspetto retrò, che ricorda molto gli l.p. degli anni sessanta, mi chiedo fra me e me: ma perchè le case discografiche non standardizzano questo tipo di copertina?
Io sono sicuro che sarebbero contenti anche quei nostalgici che si sentono i graffi sui 33 giri e dicono pure che è romantico. Ma de che, per un disco deve essere lindo e pinto, perché con quello che costano vedi un po’ che ci devo sentire i graffi.
Quindi ritornando al discorso delle custodie di plastica mi sembra normale che le case discografiche pubblichino i cd con quella cavolo di custodia ma lo fanno per farti spendere altri bei soldini in modo do poter cambiare la tua custodia distrutta dalla caduta e noi continuiamo a sognare di vedere le belle copertine di una volta che prima che si rompevano ai voglia tu!
Stefano bonelli