IL PATRONO
San Vigilio, vescovo di
Trento nella seconda meta’ del IV secolo evangelizzo’ e predico’ nel Tirolo e
nel Bresciano, e fu lapidato in VaI Rendena neI 400 o405d.c.
Se tralasciamo le notizie leggendarie
, prive di fondamento che parlano di un suo transito per Zelarino quando si
reco’ ad Aquileia, il culto di San Vigilio, fa pensare ad un’ascendenza
germanica, infatti, forse fu introdotto dai Frati Alemanni o Cavalieri
Teutonici che scesero per la “via imperiaiis” OSsia la strada Castellana, e
costruirono un ospizio nel XIII secolo per coloro che si recavano a Venezia.
Questi frati Alernanni
avevano un’importante stazione nel Tirolo ,ossia, nel luogo dove il culto di
San Vigilio e’ piu radicato e diffuso.
Forse la chiesa di
Zelarino prima della seconda meta’ del duecento era sotto il patronato di San
Sebastiano, a cui e’ dedicato un altare ed e’ raffigurato in una pala. ‘ -
Nel territorio della
parrocchia di Zelarino e’ sempre stato molto radicato il culto della Madonna a
cui a meta’ dell’ottocento ‘e’ stata dedicata la chiesa.
Si rileva, infatti, la
presenza, storicamente documentato di molte confraternite tra cui quella del
Rosario e del Santissimo Sacramento oltre alle tre legate al culto della
Vergine, fra cui si ricorda, la scuola di Santa Maria dei Battuti che possedeva
il terreno su cui venne edificato l’osedale di Roverbelle, ospizio dei frati
alemanni, la confraternita della Madonna Grande o dei Morti fondata neI 1456 e
quella della Madonna del Rosano.
Interessanti notizie sulla
vita della comunita’ nel XV-XVI secolo emergono dalla lettura di una copia
settecentesca della Mariegola della confraternita della Madonna conservata
nell’archivio parrocchiale.
Vi sono stabilite alcune
importanti regole di culto, le penalita’ per l’eventuale bestemmia da parte dei
confratelli che sono obbligati a determinate pratiche di pieta’ e tra l’altro
all’obbligo festivo della messa comprese le feste della Madonna e di San
Vigilio.
Il Culto mariano veniva praticato
il sabato con il canto delle litanie ed era molto diffuso tanto che quasi tutti
gli oratori esistenti sono ad essa dedicati. Esistono tuttora in paese diversi
capitelli intitolati per la maggior parte alla Madonna dei Sudori o alla
Madonna di Lourdes, davanti a cui ci sì trova nel mese di maggio per recitare
il rosario
(Ricerca di Elio
Bessega e Paola Mar)