LA CHIESA
La storia del paese e’
indissolubilmente legata alla storia della sua chiesa e della sua parrocchia.
Nata come cappella
campestre legata alla Pieve di San Lorenzo di Mostre, le prime notizie, certe al
suo riguardo risalgono alla fine del XIII secolo, mentre dalle decimé del 1330
e del 1344 , risulta dotata di un cospicuo beneficio ed ha un sacerdote come
rettore e due chierici , successivamente aumento’ la sua importanza e col
Concilio di Trento divenne parrocchia.
Pare pero’ che esercitasse
gia’, nélla seconda meta’ del XV secolo, le prerogative che caratterizzavano
una parrocchia nel senso moderno cioe’ aveva una fonte battesimale, vi si
celebravano funerali e si amministravano i sacramenti agli infermi.
Tutto cio’ e’ attestato da
un inventano dei beni mobili e immobili della chiesa di San Vigilio di Zelarino
deI 1488 trascritto su pergamena conservata in canonica. -
Dagli oggetti presenti in
chiesa si puo’, a buon diritto ipotizzare che la chiesa svolgesse gia’ le
funzioni della parrocchia, infatti, c’era una un ostensorio, tre libri per i
battesimi e un drappo di damasco nero per i morti.
I beni immobili, cioe’ il
beneficio èra costituito da tre chiesure (terreni), donate dai nobili Foscari
alla chiesa di cui avevano il giuspatronato e che si trovava in mèzzo ai
terreni di loro pertinenza
Da tutti questi dati si
potrebbe ipotizzare che la chiesa sia stata costruita dai Foscari nel XIV
secolo in stile gotico e sia stata officiata per circa un secolo dai Frati
Alemanni o Cavalieri Teutonici, che avevano un convento a Mestre, e possedevano
alcuni terreni a Zelarino ma su cui si hanno dati documentari contrastanti.
Sono deI 1556 le prime
notizie sull’edificio vero e proprio della chiesà di San Vigilio.
La chiesa, in questo
periodo si trovava in pessime condizioni, i suoi muri, infatti , pur di grossa
mole erano logori e rovinosi. lI restauro sostanzialesia della chiesa che del
campanile venne patrocinato, non dai Foscari, bensi’ da un’altra famiglia di patrizi
veneziani i Da Molin che ne Ottennero cosi’ Io juspatronato.
Non si conoscono le esatte
dimensioni della chiesa , ma considerando, che nel successivo restauro e
ampliamento avvenuto nel XVIII secolo la sua superfice aumento’ di pochi piedi,
si può’, a buon diritto pensare che fosse, gia’ nel XVI secolo, una
costruzione, in Stile gotico, di discrete dimensioni.
Nel 1741 l’arciprete
Brusatini fece costruire una casetta vicino al sagrato come dimora dei
campanari.
NeI 1746 la chiesa fu
ampliata e’ rimaneggiata seconde il vecchio stile gotico, di cui si vedono
ancora le tracce laddove manca l’intonaco, nel lato di fianco al campahile.
Venne alzato l’edificio di
10 piedi, lo si allungò di 14 pIedi e si rifecero completamente il coro e il
soffitto (si ricorda che un piede veneziano e’ un’antica unita’ di misura che
corrisponde a circa 36 cm).
Nel 1747 venne riformata
la sacrestia a fianco del coro verso sud e si costrui’ il nuovo portale sempre
con il contributo delle elemosine del fedeli
Nella visita pastorale deI
1749 viene riscontrato che la chiesa era lunga 53 piedi, piu’ il coro di 20
piedi, e larga 29 piedi e mezzo , e alta 25.
I lavori, nel settecento,
non si conclusero qui porche’ durante il periodo in cui fu parroco il Pezzagna
fu costruita una casetta vicina alla canonica, e vennero restaurate la caneva,
la “tiezza” e il fienile della casa Canonica stessa.
La parrocchia cosi, nella
seconda meta’ deI 700 divenne sempre piu’ un polo architettonico e urbanistico
importante e un punto di riferimento, non solo simbolico, ma anche spaziale, in
alternativa a quello della villa signorile che tanta parte ha nella Storia del
paese.
A partire dal 1851 Mons.
Parolari, procedette alla ricostruzione del coro e all’allungamento della
navata di Circa 6 metri, alla costruzione della nuova sacrestia, presbiterio e cantoria su progetto, in stile
neoclassico, del noto architetto feltrino Giuseppe Segusini e, inoltre fece
rialzare il campanile dotandolo dl una terza campana e dell’orologio, mantenendo,
nel contempo, la base intatta.
Fece costruire nel 1857 la
“ canonica vecchia e per ben due volte ingrandi’ il cimitero.
La chiesa cosi’ rinnovata
fu consacrata il 22 ottobre del 1865 e in quella occasione al titolo primitivo
di San Vigilio fu aggiunto quello dell’Immacolata Concezione.:
Un restauro dell’intonaco
fu fatto da don Roberto Voltolina negli anni sessanta , ma si rovino’
facilmente dato che mancava la necessaria opera di risanamento generale.
La chiesa poi, fu
seriamente danneggiata col terremoto nel 1976 e ritorna finalmente
completamente restaurata solo ora su iniziativa del nostro parroco don Enrico
Torta che dopo la costruzione - della nuova ala della chiesa ha provveduto al
restauro della vecchia.
GLI ALTARI
Nella chiesa di San
Vigilio fin dal XVI secolo è documentata l’esistenza dell’altare maggiore
dedicato al santo patrono e di un secondo altare dedicato alla Madonna.
Nel 1598 si riscontra la
presenza di un terzo altare della Croce; mentre nel 1634 si ricordano 5 altari,
quello di San Vigilio, quello della Madonna e quello del Rosario, quello di San
Rocco e dì San Francesco vennero successivamente distrutti per essere
sostituiti a meta’ del XVII secolo dall’altare a San Gerolamo e da un altare a
San Sebastiano. Nel 1714 venne eretto l’altare della Madonna delle Grazie a
perenne ricordo dell’avvenimento miracoloso che vide la Madonna col Bambino,
raffigurata in un quadro che si trovava nel capitello di Zelo, sudare dalla
fronte per una settimana e far miracoli.
L’inventano della chiesa
del 1767 segnala un altare a sant’Antonio da P8dova con reliquie del santo
stesso e dei santi San Filippo Neri e Francesco di Paola, vengono inoltre
citati altari a San Giuseppe e alla Vergine Addolorata.
Nel 1800 resta immutata la
sistemazione degli altari e delle rispettive devozioni.
Attualmente la
sistemazione degli altari e’ la seguente: altare maggiore dedicato al
Santissimo Sacramento, con rilievo marmoreo raffigurante l’immacolata che
appare a San Vigilio; altare di sant’Antonio con pala del santo con i Santi
Giuseppe e Girolamo; altare di San Vigilio, raffigurato nella pala con i santi
Valentino e Sebastiano compatroni di Zelarino; altare della Beata Vergine
Addolorata la cui pala e’ andata smarrita; altare della Beata Vergine dei
Sudori e delle Grazie con piccolo dipinto in tela della Vergine col Bambino.
Nella cappella del Sacro
Cuore, oggi non piu’ esistente, perchè demolita nel 1983 si trovava un quadro
di Santa Rita e una raffigurazione della grotta di Lourdes.
(Ricerca di Elio
Bessega e Paola Mar)