WESTERN

   
           
 

La leggenda del western spaghetti    nasce nel 1963, con "Le  pistole non discutono", buon film di Mario  Caiano; infatti, grazie anche ai soldi  risparmiati (200.000 $), la Jolly (che ha prodotto il film) concede una chance al giovane Sergio Leone (nel quale non nutre alcuna fiducia) , che li ricambia  

 

 con..."Per un pugno di dollari", il primo e più grande successo del western all'italiana, un incasso di oltre 3 miliardi nel 1964! L'attore scelto da Leone per il suo western è Clint Eastwood, l'uomo con due espressioni: con e senza cappello, oggi un divo che deve tutto al maestro romano.

Visto l'enorme successo mondiale del film, tutti gli addetti ai lavori nostrani abbandonano il genere peplum per buttarsi a capofitto nella nuova frontiera, per altro abilmente ricreata in Italia o in Spagna, senza alcun bisogno di locazioni esotiche.

Attori come Giuliano Gemma, Franco Nero, Tomas Milian, Bud Spencer e Terence Hill diventano immediatamente ambasciatori del cinema italiano, così come le stelle hollywoodiane che sempre più spesso accettano di girare in Italia (Yul Brinner, Henry Fonda o Lee Van Cleef).

Il genere western, che qualche critico maligno battezza "spaghetti" con evidente disprezzo (ma senza sapere che questo nome diventerà il suo vero marchio di fabbrica), coinvolge tutto il cinema italiano, che non può fare a meno dei suoi incassi miliardari. 

 Solo verso la fine degli anni '60, lentamente, gli autori rivolgono la loro attenzione verso generi più remunerativi ed il western vira decisamente verso l'humor, nel tentativo di non far morire sceriffi e pistoleri, miscela che da buoni frutti, soprattutto con  Bud Spencer e Terence Hill.

Il western muore dopo una lunga agonia ed  i tentativi postumi di riportarlo in vita non danno i frutti sperati, nemmeno affidandosi a mani esperte, come  quelle di Franco Nero (Django, il ritorno), Bud Spencer e Terence Hill (Botte di Natale). Resta una lunga stagione piena di capolavori...

 

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