IL COMPORTAMENTISMO (behaviorism).
La scuola comportamentista domina la cultura psicologica statunitense dagli inizi del secolo XX fino agli anni Cinquanta e Sessanta.
Essa, ponendo al centro dei propri studi e ricerche gli atti di comportamento obiettivo, esprime appieno la tendenza della psicologia americana a privilegiare come oggetto di indagine la sfera dell’azione manifesta rispetto a quella dei sentimenti, dei pensieri e della coscienza.
Il comportamentismo è dunque “la dottrina secondo cui l’oggetto della psicologia è esclusivamente limitato ai dati osservabili del comportamento esteriore, motorio, verbale, ghiandolare, con eliminazione totale della coscienza, senza alcun richiamo all’introspezione né ai processi fisiologici interni”.
Fondatore della corrente comportamentista è John Broadus Watson.
L’individuo nasce senza caratteristiche innate.
Il bambino è predisposto ad attività che egli sviluppa fin dalla nascita sotto l’influenza delle condizioni ambientali, realizzando momento per momento, delle abitudini (viscerali, motorie, mentali). Queste abitudini rappresentano sistemi di risposte pronte ad essere impiegate nei diversi adattamenti che l’uomo deve compiere.
Qualsiasi abitudine dipende da molteplici condizioni esterne (ambientali), ma la base è sempre viscerale e motoria. Quindi anche l’emozione consiste principalmente in una specifica organizzazione di abitudini viscerali.
Per Watson tre sono le reazioni emotive innate :
· la paura (suoni forti, la perdita di equilibrio,....) ;
· la rabbia (reazione a impedimento dei movimenti del corpo) ;
· l’amore (benessere derivato da accarezzamento, dondolamento).
All’interno dell’impianto teorico ipotizzato da Watson, si inserisce una corrente caratteristica del comportamentismo: L’AMBIENTALISMO. E’ possibile programmare la professione futura di qualunque bambino, semplicemente scegliendo opportunamente le influenze ambientali a cui sottoporlo, senza prendere in considerazione le sue disposizioni individuali. Sotteso è il concetto che l’ambiente è un’entità totalmente indipendente dall’organismo le cui possibilità di adattamento si ottengono creando ambienti conformi a ciò che si vuole ottenere. Scrive Watson: “Datemi una dozzina di bambini normali, ben fati, e un ambiente opportuno per allevarli e vi garantisco di prenderne qualcuno a caso e di farlo diventare qualsiasi tipo di specialista, che io volessi selezionare – dottore, avvocato, artista, commerciante e perfino accattone e ladro -, indipendentemente dalle sue attitudini, simpatie, tendenze, capacità, vocazione”.