PERICOLO AD ALTA QUOTA

 

 

POSTULATO DI TYLCAZKY:
gli imprevisti tendono a verificarsi tutti assieme.
COROLLARIO DI FOSTER:
e, quando per una volta la fortuna bussa alla tua porta, sei nella vasca da bagno.

Prologo:

15 giorni... 15 giorni di licenza... un sogno! E, cosa ancor più incredibile... cotal licenza combacia con quella di mia moglie! UNA LICENZA CHE COMBACIA DOPO DUE ANNI DI ACCADEMIA!.
Ok! Dove avete nascosto la telecamera???

Correre veloci con valigie varie non è uno sport che insegnano nell'ora di educazione fisica all'accademia della flotta stellare... lo si impara con l'esperienza... esperienza che stavano facendo 4 affannati cadetti in corsa verso l'astroporto H. SULU.
«Porca miseria, Luke» sbraitò Foster, mentre si assestava lo zaino sulle spalle «Dovevi proprio offrirti di fare da postino alla Leneorath?»
L'umano grugnì, tentando di continuare a correre «E che ne sapevo io che ci avrebbe portato via mezza giornata???»
«Signori» intimò Vaarik «Silenzio e correte...»

 

ASTROPORTO H. SULU

Non ci volle molto per capire che qualcosa non andava... persone sbraitanti ed iraconde stavano abbandonando detto astroporto.
«UH, che brutta sensazione che provo...» mormorò Luke indicando dei pannelli recanti le scuse della direzione.
Renko partì alla ricerca di spiegazioni e quando ritornò portava una tremenda notizia.
«Ehmm, temo che l'ammodernamento dei sistemi informatici non sia, ehmm, andato in porto...»
«L'ammodernamento dei sistemi? Ma dovevano farlo tra due settimane... non ora» ricordò Paul.
«Guglielmo Cancelli. È lui che tiene dietro a ciò, vero?» domandò Luke.
«Ehm, sì, lui...» riprese Renko «Ha fatto dei bei programmi... davvero, peccato che non siano compatibili col computer centrale... han fatto una prova oggi... e CIAO CIAO... tutto il sistema è andato in tilt.»
«La mia licenza... la mia povera licenza.» borbottava Paul, Vaarik scrollò le spalle, Renko voleva vedere i genitori, mentre Luke chiedeva a gran voce ad un'entità sconosciuta perché questa avesse abbandonato il suo figlio prediletto...
«Scusa Luke, ma tu dove volevi andare?» gli chiese Paul.
«Una meravigliosa vacanza su Risa, perché?»
«Ah, nulla, nulla... così, volevo una conferma! Ah, Renko... mi devi 100 crediti.»
«Oh, ragazzi... non una parola con Lam... o sono un uomo morto...» li implorò Luke.
Renko guardava e riguardava il tabellone delle partenze... «ALTTTT! FERMI TUTTI...» indicò una riga su un foglietto di carta "appiccicato" sotto il tabellone luminoso «UN VOLO C'È...»
«Sirio II, un astroporto con parecchie coincidenze fuori dal sistema...» Paul acchiappò il suo dpad e prenotò 4 posti al volo «Ok, i posti li abbiamo... partenza tra un'ora, Gate KENOBI... UH?! Luke, perché stai urlando?» si stupì, rendendosi conto che tali urli non erano di contentezza.
«KENOBI???»
«Ups, sorry... dai, non è così grave.» sorrise Paul ricordandosi il perché della reazione dell'amico «Non prendert... LUKE... metti... giù... quella... sedia... parliamooOOOHHHH!» si diede alla fuga...
«STAI FERMO LI'... CHE TI INSEGNO COME SI USA UNA SPADA LASER...» Luke brandì la sedia con le peggiori intenzioni di questo mondo... e forse anche di altri.
Foster passò la restante ora a scappare da Dalton per l'astroporto «OOOOHHH» salto di poltroncine e valigie «MAMMINAMIABELLAAH» 100 metri piani al coperto «LUKEEEEEEE» salto ad ostacoli, distanza omologata per le intergalattolimpiadi «AHIOOOOOO!»
"Schiva la sedia rotante", lo aveva definito Renko, ritenendolo un gioco divertente, anche se Vaarik, nonostante non fosse molto ferrato in divertimenti terrestri, nutriva seri dubbi al proposito.

Vedendosi davanti la nave, Paul represse un moto di disgusto «Come avete detto che si chiama lo scass... la nave?»
«ANDREA DORIA N.A.R. 1317, CLASSE SAVOIA MARCHETTI... praticamente un residuato di tutte le guerre...» rispose sibillino Luke, poi accorgendosi dello sguardo dell'amico «Coraggio... sono poche ore...»
«Perché» chiese Paul, senza rivolgersi a nessuno in particolare «quando ho il bisogno impellente di toccare del legno o del ferro, scopro di essere in un mondo fatto di plastica e alluminio?»
Renko sorrise divertito «E dai, non tutti i mali vengono per nuocere... anche quello scass... nave... Eravamo inchiodati a terra... in accademia e addio licenza...»
«Distinguo di Paul...» declamò, alzando un dito verso il cielo, quasi ad indicare una divinità nascosta dietro qualche nuvola «Non tutti i mali vengono per nuocere: alcuni vengono proprio per farti secco...»
Vaarik aggrottò entrambe le sopracciglia «Ti ho mai detto che ti trovo realmente insopportabile, quando fai così?»
«Sì, essere verde muffa... anch'io ti voglio bene...» ridacchiò Paul.

Sirio II, astroporto in C°°° all'universo e, per questo fattore, fortunato, visto che era scampato alla revisione del sistema di tutti gli astroporti UFP... o forse, come pensava Paul, il sistema era arrivato anche lì... ma ne era fuggito schifato... sta di fatto che quella era l'unica destinazione possibile e con quella nave poi!
E con che compagni di viaggio... tolti i cadetti... la fauna era varia... un bimbo tellarite accompagnato da balia... una vulcaniana dal nome sibillino, Rotten T'Maier... il piccolo, che lei chiamava affettuosamente BABE, sternutiva e grugniva in continuazione, un guerriero klingon da un braccio solo... KANKER, si presentò... facendo provare ai due umani del gruppo dei cadetti l'impellente bisogno di toccare parti anatomiche proprie... una donna di razza cinese incinta... la qual cosa strappò un sorriso a Foster che pensò alla moglie... il pilota che passò tra i sedili diretto alla cabina di pilotaggio era un edoano... il capitano Liinobenfi.
Mentre trattenevano Vaarik che aveva appena ricordato di aver lasciato qualcosa in accademia, palese scusa per scendere dallo scassone... un: «PIIIIIIIIIIISTAAAAAAAAAAAAAA!» e un trambusto incredibile annunciarono l'arrivo dell'ultimo passeggero... una donna...
Mentre Renko e Paul, seduti uno accanto all'altro la guardavano, un ammasso peloso saltellò tra i sedili... prendendo la testa di Renko come punto d'appoggio, mollando una codata in faccia a Paul.
«Qui bella, mettiti qui...» stava dicendo la donna...
Renko fissò stralunato l'ammasso peloso che ora era divenuto un bellissimo lupo...
«Salve... sput sput... Patrizia...» Paul salutò la donna sputacchiando i peli che la bestia gli aveva lasciato come regalo...
«Prego?» La voce della donna incinta distolse Paul dal pensiero che la lupa di Patrizia provasse una qualche attrazione fisica per lui... "Prego cosa?" pensò, per poi accorgersi che la donna stava parlando con Renko, il quale la fissava in modo insistente.
«Quante volte ci ha provato?» chiese il frullato genetico.
«A far che?» la confusione della donna era aumentata, mentre Paul temeva che...
«Quante volte ha dovuto provare per trovare la giusta mistura di DNA per sviluppare il feto?» chiese candidamente Renko.
"Ecco... appunto" pensò Paul mentre lo afferrava per la collottola «Lo scusi signora... è appena uscito dall'uovo e le sue connessioni neurali sono ancora moooolto precarie...»

 

Sirio II, o meglio, la sua orbita...

L'Andrea Doria si preparava all'atterraggio eseguendo orbite sempre più strette.
«Oh, siamo quasi arrivati...» sospirò Renko.
«Taci, che porta male dire certe cose in fase di atterraggio.» lo redarguì Luke.
Un lieve scossone della nave sembrò sottolineare la cosa...
«UHMMM» Paul continuava a guardare fuori dal finestrino... pensieroso e cupo.
«Cosa c'è da mugugnare?» si preoccupò Renko.
«Luke... anche a te sembra che la traiettoria... ???» iniziò Paul.
«E dai, ragazzi, andiamo bene... giù dritti...» tentò Renko.
«Dritti... troppo dritti...» disse Dalton e i due piloti si scambiarono un'occhiata densa di significati.
«Già... dai, Renko, alzati, voglio vedere che diavolo sta combinando quel pilota...» intimò Foster.
Luke stava anche lui spronando Vaarik ad alzarsi, ma il corridoio stretto li costrinse ad avanzare in fila indiana... Renko, Vaarik, Luke e Paul.
Quindi i primi ad entrare nell'angusta cabina di pilotaggio furono Renko e Vaarik, e i piloti erano fuori.
«PAUL, LUKE, PRESTO! IL PILOTA E' SVENUTO!» urlò Renko.

<INTRUSO A BORDO> annunciò il computer di bordo <programma di protezione attivato... isolamento della cabina di pilotaggio attivato>
Paul e Luke, presagendo cosa l'ammasso ferroso stesse per fare, scattarono verso la porta... troppo tardi... L'ultima cosa che videro prima che la porta si sigillasse fu la faccia sconsolata di Vaarik.
«Computer, richiesta d'accesso codice UFP DD85039IV Accademia della Flotta Stellare... richiesta d'accesso alla cabina di pilotaggio.» tentò Paul.
<Accesso negato>
«Paul, tu sei uno scientifico... lascia fare ad un vero pilota...» Luke snocciolò il suo codice d'identificazione tutto speranzoso... ma ottenne la stessa laconica risposta.
«Siamo M.B.F. » annunciò Paul «amico... brutalmente M.B.F.»
«M.B.F.?» chiese Luke.
«MOLTO BRUTALMENTE FOTTUTI... Luke, non è che i "due" siano delle cime in fatto di pilotaggio.»
«Beh, un'infarinatura l'accademia la dà...» tentò Luke.
«Sirio II astroporto su un pianeta... quante ore hanno LORO di volo atmosferico?»
«OHMAMMA... e tu ti ricordi di che razza era il pilota?»
«M.B.F...» mormorò Paul.
«Ok, speriamo che non accadano altri guai...» iniziò Luke.
Ma Patrizia li raggiunse con una notizia che li lasciò trasecolati...
«Cosa...??? Ha le contrazioni?» Paul fissò allibito Patrizia «Sei sicura?»
«Paul gli si sono rotte le acque... se non è una sicurezza quella...» sbuffò la donna.
«MERDA, che tempismo» mormorò Luke «Ragazzi, io non ne capisco niente di queste cose...»
«Io devo tenere dietro al pupo tellarite...»
I due fissarono Paul...
«Ehi, dico... siete impazziti? Il fatto che io indossi una divisa scientifica, non fa di me un ginecologo...»
«Ostetrico.» lo corresse la balia del piccolo tellarite.
«Vedete??? Non so neanche che BRANCA della medicina sia...»
«Animo, Paul» sorrise Luke «Tu segui corsi di medicina d'emergenza obbligatori... e nel XX secolo non ti hanno dato nozioni di pronto soccorso?»
«Anche i corsi prenatali...» grugnì Paul.
«Cosa vorresti dire?» chiese curiosa Patrizia.
Paul lanciò un'occhiata ai due «Lasciate stare... non vi interessa di certo...» detto ciò si incamminò nello stretto corridoio.

"Che situazione del piffero" pensò fissando la donna che tenendosi il pancione tentava una respirazione autogestita «Salve.» salutò imbarazzato.
«Puf puf... lei... puf puf... è il dottore?»
«Diciamo che ne so qualcosina più degli altri. Signora, lei ha già avuto figli?» domandò speranzoso.
«Pu puf... due... e lei puf puf?»
«Due... gemelli in arrivo...»
«Fantastico, puf puf quindi lei non sa quasi nulla di parti...»
«Meglio il "quasi nulla" che il nulla più completo.» sorrise.
La donna fece una smorfia strana, una via di mezzo tra una contrazione e un sorriso «Mai Jing.»
«Scusi?»
«Mai Jing, è il mio nome... lasciamo da parte i convenevoli...»
«Paul.» rispose sorridendo «Adesso vediamo di metterti più comoda...»
«Sai cosa dicono dalle mie parti? "Non dire mai che non lo sai: annuisci, allontanati con calma, poi corri come un pazzo a cercare un esperto"...» sorrise la donna.
«Poco attuabile, non credi?» sorrise lui.
"Dunque, calma," pensò, "dove posso far stendere questa porella...?" nella parte posteriore della nave, uno spazio senza sedili era ingombro di scatole e scatolone "Ok, perfetto... basterà spostare il carico sui sedili..." si voltò verso la parte anteriore della navetta... Luke si sgolava in lezioni di volo tramite comunicatore «La leva rossa... rossa... non la blu!... Renko, sei diventato daltonico di botto?»
«Che c'entra il tuo cognome, ora...» usci dal comunicatore.
«Dio, in che mani siamo.» mormorò sconsolato Dalton.
Patrizia stava aiutando la balia del bimbo tellarite...
Uno scossone tremendo si estese per tutta la struttura della nave...
«RAGAZZI!» urlò Paul al comunicatore «Tenete in linea la nave, c'è una donna che sta partorendo qui...»
Dopo un attimo di imbarazzato silenzio la voce di Renko, venata di preoccupazione fuoriuscì dal comunicatore «Oddio... ho rotto qualche alambicco? Si è sparso del DNA?»
Foster e Dalton si scambiarono un'occhiata densa di significati «Renko, non è che ti sei portato in cabina quei maledetti papaveri... vero?» ringhiò Luke.
«Sì... perché?» fu la risposta.
«Argh» urlò Luke.
«PAAUUULLL» l'urlo di Mai Jing li fece sobbalzare «Mi viene da... spingereee...»
«Ok, allora spingo la leva blu.» uscì dal comunicatore.
«NOOO Renkooo, non la blu...»
La nave si inclinò bruscamente in avanti.
«NON SPINGERE NON SPINGERE...» urlava Luke...
«Non ne posso fare a menooo» gli rispose Mai Jing.
«Devo continuare?» chiese Renko.
«CONTINUA...» urlò Paul alla donna tentando di risalire verso di lei.
«Ok...» rispose Renko.
«NON TUUU!!» si sgolò Luke, mentre la nave raggiungeva un'inclinazione da sesto grado e chiodi ad espansione da rocciatori... subito dopo venne quasi investito da Paul, che, persa la presa, franò contro la porta della cabina.
«EHIII??? COME??? FIGLIO DI PUTTANA... LO HA RIFATTO??? MA NON RIESCE PROPRIO A TENERLO IN ARIA...» urlò Foster.
«Vaarik, tira la leva rossa... la rossa!» urlò Luke. Pian piano la nave tornò in assetto di volo, segno che il vulcaniano aveva obbedito.
Paul tornò verso il retro della nave. In breve tempo, tra gli scossoni, il bimbo tellarite che sternutiva e grugniva, la balia che cantava per calmarlo, Patrizia che controllava degli strumenti, Luke che urlava lezioni strumentali di volo, Renko e Vaarik che tentavano di pilotare... il piccolo vano posteriore fu svuotato e attrezzato con dei cuscini presi dai sedili... Mai Jing fu stesa sopra essi.
"Ok, ora che faccio?" si chiese Paul.
La donna emise, tra una respirazione e l'altra: «Adesso puf... jjjjgh devi guardare la dilatazione...»
«COSA???» espresse diventando rosso come un peperone «No, no, non se ne parla proprio...»
«Santo cielo, Paul... non ho nulla di diverso da qualcosa che tu non abbia già visto...»
«Ma... ma... insomma ecco...» imbarazzatissimo.
«Dannazione guardaci...»
Paul sollevò lievemente il lembo della gonna, abbassò lo sguardo sotto tale livello...
«Allora puf puf...»
La faccia che fece l'uomo, tornando a livello visibile da parte della donna, era stralunata.
«Guarda, ti assicuro che non ho mai visto una cosa del genere in tutta la mia vita...»
«Bene, e non sai puf puf... ancora cosa ti aspetta...» avvertì sibillina lei.
«EH?!» emise spaventato.

"Oh santa, pure un incendio a bordo DAMN..." pensò Paul vedendo Luke passargli accanto per andarlo a spegnere "chissà che altro potrà acc..."
«Fermi tutti, state calmi e fate come vi dico e vedrete che nessuno si farà del male.»
"adere..." finì il pensiero sconsolato.
Un umano d'altezza media, scuro di capelli e di mezza età, sbraitava cose su un processo su un'accusa di omicidio e sul klingon da un braccio solo che era a bordo... brandendo una sorta di arma...
"Toh.. l'intruso..." si trovò a pensare Paul, mentre questi accusava il klingon dell'omicidio della moglie e della sua ingiusta condanna.
«bILungh [hai ragione]» sibilò il klingon in lingua natia, Foster sobbalzò, sentendolo «jHm Hoh'be'nal soH'tammoH D'pagh'Har [ho ucciso tua moglie, ma devi tacere perché nessuno ti crede
Fortunatamente il klingon non si avvide dello sguardo che Foster gli stava dando, e l'umano non si accorse di Luke che tirandogli una valigia lo disarmò. L'arma finì tra Kanker e Paul e fu quest'ultimo a prenderla in mano, e stranamente la puntò contro Kanker... «SIEDITI e stai buono...» poi vide Luke che cominciava a legare l'intruso «Perché?» domandò.
«Lo consegneremo alle autorità... Ehi, come diamine ti chiami?» chiese al prigioniero.
«Kimble... Dottor Richard Kimble.» mormorò il poveretto.
«Uhmmm dottore...» Paul guardò prima l'uomo poi la donna incinta.
«Scordatelo!» lo avvertì Luke «Questo rimane legato come un salame fino allo schiant... all'atterraggio...» arrossì per la gaffe.
Mai Jing lanciò un urlo di dolore...
«IO DICO DI SÌ...» urlò Paul.
«Ma perché?» continuò Luke.
Mai Jing lanciò un altro urlo di dolore...
«Vuoi tentare tu?» Paul indicò la donna all'amico.
«Tu non sai quanto ti detesto... quando hai ragione...» ringhiò Luke.
Foster slegò velocemente il dottore «Ok doc... datti da fare...»
«Sono un cardiologo... non so se...» Tentò Kimble con l'aria dispiaciuta.
«E io sono un pilota di caccia con una laurea in fisica... è risaputo che a FISICA si insegna come far nascere i bambini, vero? Animo, dottore farai di certo meglio del sottoscritto...»
«Accidenti, son tornato ai tempi di quando ero medico internista...» sorrise Kimble «ma tu mi devi dare una mano...»
Paul annuì, gli sarebbe stato vicino, fosse solo per il fatto di tenergli lontano il klingon, che continuava a lanciare occhiate minacciose nella loro direzione...

«Signori...» La voce di Vaarik era piatta ed incolore «Tenetevi saldi.»
La nave tremava, le forze a cui era sottoposta sembrava dovessero aprirla in due prima di aver toccato terra...
Mai Jung urlò più forte del rombo...
«Foster, mi passi quell'asciugamano...» urlò Kimble per farsi sentire sul frastuono «Lo tenga» ordinò mentre si occupava della madre...
«Bel momento che hai scelto per venire al mondo...» mormorò Paul al fagottino che teneva saldamente tra le braccia che, come a voler sottolineare la cosa, diede fiato ai polmoni prorompendo in un sonoro "UEEEHHH UEEEHHH" che fu udito anche in cabina di pilotaggio.
Tutti si stavano allacciando le cinture, cosa che i tre ospiti... pardon quattro ospiti del vano bagagli non potevano fare... Kimble e Foster aggiustarono i cuscini intorno alla madre e al bambino e vi si stesero accanto a mo' di air bag umano...
POI ACCADDE...
Con un urlo metallico l'ANDREA DORIA toccò il suolo. Stridendo, il metallo agonizzante pattinò sulla superficie del pianeta per diversi interminabili secondi.
Appena l'infernale attrezzo si fermò, Foster scattò verso la leva che comandava i portelli d'emergenza, la tirò e diversi portelli si aprirono lungo la nave... uno si aprì a poca distanza da Kimble e Mai Jing... Senza pensarci un attimo, Paul afferrò uno zaino d'emergenza... lo buttò contro Kimble... «SPARISCI...» gli intimò «Fila via... io non ti ho visto scappare...»
Kimble ringraziò con un lieve cenno di capo e sparì nel buio della notte... mentre Mai Jing sorrideva compiacente.
Paul si rialzò tra i sedili, in equilibrio precario, tenendo il neonato in braccio.
«TUTTO A POSTO?» urlò Patrizia.
«Tutto a posto, abbiamo solo un passeggero in più» sorrise Paul. Il sorriso gli morì di botto... aveva un phaser piantato nello stomaco «EH?!»
«DOV'E' KIMBLE???» urlò un agente della sicurezza federale...
«Era lì un attimo fa... Uh? Toh! Non c'è più.» si stupì Paul indicando il vano posteriore...

Sul trasporto che li portava all'infermeria dell'astroporto Paul iniziò a ridacchiare...
«Che diavolo hai?» chiese Luke vicino a lui.
«Conosci il detto "Ogni atterraggio da cui si esca con le proprie gambe è un buon atterraggio"?» continuava a ridacchiare «Beh, LUKE... è una grande, enorme, stratosferica CAVOLATA...» i due si scambiarono un'occhiata e iniziarono a ridere a crepapelle...

Nonostante tutto... le cose erano andate per il meglio...
Mamma e neonato stavano bene.
Pargolo tellarite e tata vulcaniana erano già arrivati all'ospedale centrale, e la miracolosa medicina stava già scorrendo nelle vene del piccolo.
I capitano Liinobenfi si sarebbe ripreso dall'avvelenamento alimentare che lo aveva messo KO, e il taglio sulla fronte di Patrizia non avrebbe lasciato segno...
Kanker, il klingon, si era eclissato velocemente... aveva il sospetto che l'umano chiamato Paul avesse sentito il modo in cui aveva risposto a Kimble... anzi aveva la brutta sensazione che avesse capito PERFETTAMENTE ciò che lui aveva detto... meglio sparire!
Sopportarono anche l'interrogatorio di un tenente, Samuel Gerard, così disse di chiamarsi... ossessionato dal caso Kimble...
«Beh, poveraccio, cerchiamo di capirlo...» iniziò Luke dopo esser stati rilasciati «Insegue Kimble da tanto tempo, arriva quasi a mettergli le mani addosso e quello... gli sparisce sotto il naso... uno potrebbe impazzire... e a lui manca davvero poco...»
«Ancor di più se scoprisse di sbagliarsi...» mormorò Paul sopra pensiero...

All'astroporto, strano ma vero, tutti trovarono le coincidenze per le relative mete... stravaccati sulle poltroncine in sala d'aspetto, attesero i voli...
«Sapete... sto pensando che quest'ultima avventura sottolinea il fatto che noi si debba viaggiare categoricamente separati...» sentenziò Luke addentando un panino.
«Siete "Attira Guai"?» ridacchiò Patrizia guardando Paul.
«Statisticamente undici volte su dieci...» precisò lui. Vaarik e Renko annuirono con veemenza.
«Devo starvi alla larga... allora?» era incredula.
Luke stava per rispondere...
<VOLO WHITE STAR 3171 PER SIRIO III GATE 8...>
«Piacere di avervi conosciuto, ragazzi...» Patrizia si alzò acchiappando la lupa e il bagaglio...
<COINCIDENZA PER RISA...>
«SIIIparteee...» Luke balzò in piedi.
<VULCANO>
«Ci rivediamo in accademia...» borbottò cupo Vaarik.
<DELTA GAMMA IV>
«318, arrivo...» esultò il frullato genetico.
<DANTE MAXIMA 7>
Foster acchiappò lo zaino...
I cadetti si erano alzati all'unisono e solo la stanchezza può spiegare il perché ci misero un po' a capire...
<VOLO WHITE STAR 3171 PER SIRIO III CON FERMATE SU RISA... VULCANO... DELTA GAMMA IV E DANTE MAXIMA7... IMBARCO IMMEDIATO... GATE 8... IMBARCO IMMEDIATO GATE 8>
«OOOHHHHNOOOO» urlarono all'unisono avviandosi...

 

- Fine Capitolo -