SCONTRO

 

La palestra sembrava affollata, almeno a giudicare dagli schiamazzi che ne provenivano. Ripley si ricordò che era l'ora della lezione di difesa personale - tenuta da Sherman. Se lo ricordava, Sherman. Era un pazzo pericoloso psicopatico, ma apprezzava se non altro la sua schiettezza: era un pazzo psicopatico sincero. Aveva capito che in effetti il suo sport preferito era picchiare cadetti... tipica tecnica di rilassamento Klingon, gli aveva detto Foster, nelle rapide spiegazioni che le aveva dato in modo che non si sentisse troppo spaesata nelle sue prime lezioni.

A lei finora non era mai capitato di fare da cavia a Sherman. E non era certo per una questione di delicatezza verso il gentil sesso. Uomini, donne, non-umanoidi, Sherman non faceva né differenze, ne discriminazioni: lui picchiava allegramente tutti nella stessa identica maniera.

Foster gli aveva detto "Ci vediamo in palestra... vedi di non farti picchiare, che poi il pavimento ce lo fanno pagare a noi!"

Ripley non aveva ancora capito se era umorismo oppure no.

Sapeva che era solo Foster, oltre all'Ammiraglio De Leone, a sapere della sua particolarità, immaginava i motivi. Tecnicamente, lei per metà era un alieno sconosciuto, e potenzialmente pericoloso.

Vide l'umano Dalton e quell'altro strano tizio con le orecchie a punta ed il perenne broncio, come si chiamava? Virkio, Voorio, no Vaarik , dirigersi a gran carriera verso la palestra. In effetti, Sherman era un ottimo deterrente contro qualsivoglia ritardo.


 

Entrò nel corridoio antistante la palestra e si fermò sulla porta, guardando verso l'interno con attenzione.

Al centro era stato allestito una pedana di combattimento, come una specie di ring, e ai lati della pedana c'erano una serie di cadetti doloranti. Nell'aria si percepivano nettamente gli ormoni del dolore, della paura, più il primo che la seconda, pressoché ovunque. Tranne che in un posto.

Al centro della pedana.

La persona - perché di umanoide si trattava - in questione spiccava per il suo schema ormonale: assolutamente invisibile, anche ai sensi di Ripley. Non è normale, pensò. Non era un androide: quelli li riconosceva non appena li vedeva. Si avvicinò silenziosamente e si appoggiò al muro, poco distante dal gruppo dove stava Foster con i suoi amici, e osservò con attenzione gli eventi.

Vide che Foster era l'unico ancora sano in mezzo al coro dei lamenti in generale. Accanto a lui, Vaarik, il vulcaniano, che stava logicamente confutando l'utilità di un metodo educativo così poco rispettoso per l'integrità corporea, Renko, sempre con gli occhiali da sole, che stava borbottando qualcosa a proposito di afferrare i testicoli alle tigri, e infine l'altro umano, Dalton, con varie medicazioni sparse per il corpo, il quale le diede da pensare che probabilmente quello che aveva preso da lei in termini di botte non gli era bastato.

"Chi è quello?" chiese al più vicino, Renko.

"Si chiama Narren Gozar, ed è il vice di Sherman... credevo che fosse impossibile trovare uno più psicopatico di lui, ma a quanto pare il piccolo pesce rosso non aveva altro che il suo piccolo lago per giudicare, e non poteva immaginare l'oceano"

"Parla come mangi."

"Sono le sagge parole del mio maestro" rispose lui, ispirato.

"Adesso ci penso io" disse Foster, e si catapultò verso la pedana prima che qualcuno riuscisse a dirgli a che cosa stava andando incontro.

Dalton lo afferrò per una manica. "Paul, non lo fare, è un angosiano. Non ti conviene. Quello picchia come un fabbro!"

"E allora? Ha osato menare i miei amici! Angosiano o vattelapescano, quello ha bisogno di una lezione coi fiocchi!"

"È un super-soldato, biochimicamente modificato per creare una macchina da guerra umana!" Dalton tentava di farlo desistere.

Modificato..biochimicamente? Allora anche in questo continuum hanno questi vizi, pensò Ripley.

"Anch'io sono una macchina da guerra quando mi girano i santissimi!!!" e proferendo questo zompò sulla pedana, davanti a lui.

Ripley osservò attentamente lo scontro ed ebbe modo di notare come Foster fosse durato dieci secondi più degli altri, e non fosse svenuto quando fu lanciato fuori dalla pedana. Probabilmente era stato il suo addestramento da colonnello a permettergli tanto.


 

"Vedete l'errore più frequente? Sottovalutare l'avversario, e agire in preda alla rabbia, cosa che portano inevitabilmente a dei grossi errori di valutazione. A quanto pare è un concetto difficile da recepire, vediamo se riesco a farvelo entrare in testa! Qualcun altro volontario?" esclamò Gozar, con un lieve sarcasmo sull'ultima parola, e guardandosi attorno. "Bene, bene, a quanto pare la lezione è finita, se nessuno si offre, io me ne vado!" e dicendo questo, fece per allontanarsi.

Ripley con calma si avvicinò e cominciò a montare sulla pedana.

"Io" rispose Ripley, salendo, alle sue spalle. Udendo la voce, Gozar cominciò con "ma bene, una donzella, non credere che solo per questo io faccia..."

"...favoritismi..." finì con tono incerto, non appena la vide.

"Cominciamo la lezione." rispose lei, col volto impassibile e le braccia conserte.

"Ma bene, cominciamo. Lezione numero uno: uso della sorpresa come metodo per sondare le capacità dell'avversario." commentò Gozar.

Detto questo, partì con un diretto che non vide nessuno.

Tranne Ripley. Che lo fermò con la mano, senza muoversi di un millimetro, e senza cambiare di una virgola l'espressione.

Ci fu un secondo scarso di immobilità assoluta, poi con uno scatto del braccio di Ripley Gozar si trovò per qualche secondo in aria, ad una discreta distanza dal pavimento... la gravità fece poi il suo dovere, e Gozar fini a stamparsi in maniera non troppo elegante per terra.

Questo fu abbastanza per farlo entrare in modalità di reazione automatica. Ripley notò l'espandersi repentino della sua aura ormonale - visibile solo a lei - e notò che era tutt'altro che regolare... la momentanea sorpresa le impedì di evitare completamente il calcio in volata che le sfiorò il volto. Ma non le impedì di afferrargli la gamba e fargli fare un altro volo in direzione opposta al primo.

Gozar approfittò del momentum della caduta per trascinare Ripley - che era in equilibrio ancora incerto - con sé, buttandola a terra e rialzandosi nello stesso fluido movimento. Ripley si rialzò di scatto emettendo qualcosa a metà tra un ruggito e un sibilo, con un ghigno che Foster conosceva molto bene, e si mise in posizione di guardia davanti all'avversario. Gozar aveva incassato l'ultimo colpo in scioltezza, ma aveva cominciato a sudare. Ripley partì all'improvviso con un calcio volante, riuscendo a sbilanciare l'angosiano, che rispose con un colpo diretto al petto. Lei lo prese in pieno, e dopo un momento di incertezza scartò indietro con un movimento fulmineo.

I due rimasero a studiarsi per qualche istante.

"Hmmmm..." disse Foster. "Qui la vedo interessante!" sperando, assieme agli altri, in una specie di vendetta.

"Paul"chiese Vaarik all'amico "ma quella non è in camera con te?"

"Si, sì..."

"Mi chiedo come logicamente riesca a tenere testa a quell'essere. Devo ammettere che il fatto che sia là sopra da più di venti secondi, che sia ancora in piedi, e che abbia lanciato l'angosiano in aria per ben due volte, mi pone in propensione a provare una certa sorpresa. Sconcerto, addirittura."

"Ehm... vi assicuro che come mena quella..." proferì tristemente Luke.

"Ehi, Paul, come si chiama? Ma da che pianeta viene?" chiese Renko.

"Ehm... si chiama Ripley, e viene..." mannaggia alle domande, pensò, e adesso come lo giustifico quel miscuglio xenomorfo biomeccanico? "...da un pianeta non allineato, ha la gravità, ehm, piuttosto alta e un'atmosfera difficile da digerire... credo..."

Ripley si passò la mano sul volto. Il calcio di Gozar aveva avuto effetto, un rivolo di sangue aveva appena preso a colarle dalla narice... "oh-oooh" disse Foster tra i denti.

"Che cosa c'è?" disse Renko, che aveva notato il cambio di espressione di Foster.

"Niente... niente..." e adesso ne vediamo delle belle, pensava lui, intanto.

Gli altri cadetti guardavano allibiti il combattimento, quelli svegli almeno, Paul, Vaarik, Luke e Renko in testa.

Alla luce dei fatti che si stavano verificando, Luke pensò che gli era anche andata bene, Foster pregava che nessuno gli facesse domande, e Vaarik invece stava per porne molte, tutte perfettamente logiche, tra cui "Sbaglio, o il suo sangue sta nettamente corrodendo le zone su cui è caduto?"

"Ehm... davvero? Vaarik, amico mio, mi sai che hai preso una bella botta in testa e vedi cose che non esistono..."

Sulla pedana i due contendenti si stavano scambiando legnate su legnate, apparentemente senza cedere di un millimetro. Ma ad un certo punto si vide Ripley cambiare nettamente tattica: cominciò a saltare da una parte e dall'altra, anche senza direttamente evitare i colpi di Gozar... "Ehi, sta ferma un attimo!" ringhiò lui.

Sorprendentemente Ripley lo ascoltò. Lui si fece avanti con un diretto al mento e non appena fece un passo avanti *KERRASHHH*!!! il fondo della pedana cedette di schianto!

Ai quattro spettatori privilegiati scese una goccia di sudore sulla tempia.

Ad uno dei spettatori privilegiati, ovvero Foster, venne in mente il motivo per cui Ripley saltava... per spandere acido e ottenere esattamente quello che era appena successo!

Gozar riuscì a evitare di cader di sotto ma rimase squilibrato quel secondo necessario a Ripley per afferrarlo e a lanciarlo con un'elegante volo a parabola fuori dalla pedana.

I quattro spettatori privilegiati non fecero in tempo a scansarsi per evitare Gozar... Dopo essersi divincolati, in mezzo alle grida di esultanza generali, i quattro si avvicinarono a lei "Ehi, fenomenale! Ma come hai fatto?"

"È svenuto?" chiese lei a Foster.

"Si! l'hai steso! Alla grande!"

"Bene." rispose lei. E crollò a terra.

Oh ooh... pensò Foster, è insanguinata... e mo' chi la prende su?


 

Foster voleva fare un discorsino a DeLeone. Chi diavolo gli aveva messo in camera? Aveva fatto una ricerca, e aveva scoperto che atterrare un angosiano non era una faccenda facile. In effetti l'aveva già notato di persona, ma vedere scritto nero su bianco che cosa effettivamente avevano fatto a Gozar per farlo diventare così lo aiutò a pensare che dopotutto gli era andata abbastanza bene. Ma Ripley? Non c'era nulla che dicesse che diavolo fosse la cosa con cui il suo patrimonio genetico era stato mischiato! E quella cosa era riuscita alla fine a stendere il dannato coso.

C'era di che preoccuparsi.

Luke si stava vantando del gruzzolo che si era guadagnato scommettendo sull'incontro, un po' troppo a portata d'orecchie di Ripley - ma che portata avevano i suoi sensi, in definitiva, non lo sapeva nessuno tranne lei.

"Ma come hai fatto?" chiese, avvicinandosi, Luke.

"Lo scontro a cui abbiamo assistito sfida la logica, e forse anche il buon senso." commentò Vaarik.

"Hai avuto una bella fortuna che il pavimento sia crollato!" disse Renko.

"Già"rispose Ripley, l'espressione impenetrabile.

"Se la scimmia si arrampica su per la colonna più alta del tempio, solo lo spirito della colonna decide se essa ne scenderà o meno" continuò lui. Foster non disse niente e guardò di sbieco la donna. Lei ricambiò lo sguardo, poi gli chiese, accennando a Renko: "Ma fa sempre così?"

"Solo quando non dorme" rispose Foster.

"Solo perché una volta ho citato un paio di antiche massime!" replicò Renko, indispettito.

"Evvia, sono contento, ci ho pure guadagnato un sacco di soldi con le scommesse! Offro io, che bevete?" saltò su Luke.

Al contrario di quello che si sarebbero aspettati tutti, non venne nuovamente picchiato da Ripley, cosa che già di suo risultava sorprendente.

Nessuno fece in tempo a rispondere, tuttavia, che la porta si aprì di scatto e un silenzio glaciale scese sulla sala non appena tutti videro chi si era presentato.

"Pareva che andasse bene oggi" commentò Luke con un sospiro.

"Ascoltatemi!" disse sottovoce Foster. Il suo addestramento militare prese il sopravvento. "Al mio via, tutti verso la porta di servizio alle mie spalle, OK? Renko, Vaarik, tu gira a destra, gli altri verso sinistra..."

Narren Gozar, il Tuono blu degli Anlashok, si diresse con passo spavaldo verso il tavolo di Foster e compagnia.

"Cadetti, riposo. Non sono qui per litigare." disse, sfoderando un amabile sorriso.

"Lo so" disse Ripley, che stava sgranocchiando placidamente un gambo di sedano.

Gli altri sudavano discretamente ma non tentarono la fuga, se non altro per la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire.

"Signorina... Ripley? Volevo porgerle i miei complimenti. È raro vedere un buon combattente, ma lei è stata uno dei migliori che mi sia capitato di affrontare. Un piccolo omaggio" dicendo questo da non si sa dove nella mano di Gozar apparve una rosa "il dovere mi richiama sulla Dominus, ma un giorno tornerò, e mi aspetto una rivincita!"

Ripley prese la rosa, perplessa sul da farsi. Gli altri non potevano essere di molto aiuto, in quanto impietriti nella stessa posizione dall'inizio della scena.

"...certamente" alla fine rispose lei. "Angosiano. Sarà un onore avere l'occasione di un altro incontro di lotta."

"E magari, non solo quello!" con queste parole, Gozar si allontanò dal tavolo e uscì dalla sala.

Gli altri guardavano Ripley con espressione sconvolta, la stessa che avevano ormai da diversi minuti stampata in faccia, compreso il vulcaniano. Ripley si stava rigirando la rosa in mano, con aria sempre più perplessa. "Che cosa intendeva dire?" chiese, rivolgendosi a nessuno in particolare.

"Miiiinchia, ci ha provato con Ripley!" fu il commento di Luke.

"Abbiamo notato, Luke." disse Vaarik.

Non ci voglio pensare, non può essere possibile, mi vien da star male, pensò Foster. "Vuol dire... che lui è interessato a te. In quel senso" concluse, calcando sulla parola 'quel'.

"Ah."

Adesso esce e lo ammazza, pensarono tutti, fissandola. Al contrario delle loro aspettative, la donna sorrise e annusò la rosa.

Sulla tempia dei presenti si disegnò la netta impronta di un rivolo di sudore freddo. "Non mi dire che... ti interessa... quel... quel... quello?!?" esclamò Foster.

Ripley non li ascoltò e guardò avanti a sé, senza vedere, pensando a chissà cosa. "Oh!"

"Che c'è?!?" gli chiesero in coro.

"Mi sono punta. Sanguino" disse lei, guardandosi le dita.

"Oh, noooo!!!!" fece Foster.

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