|
|
OKKIO AL PIDOKKIO!!! |
|
|
!!INFORMATEVI SULLE MALATTIE KE
POSSONO PORTARE GLI INSETTI!! |
Malattie da
insetti
I morsi degli insetti non sono solo fastidiosi e dolorosi ma
possono anche nascondere insidie ben più gravi. Molti germi che sono patogeni
per l’uomo, ovvero che possono causare malattie, non lo sono, invece, per
molti animali e per gli insetti. Ecco allora che l’insetto diventa un vettore:
un portatore sano in grado di trasportare il microrganismo patogeno
dall’animale che lo ospita (o da una persona infetta) all’uomo. Per evitare
spiacevoli sorprese occorre evitare di farsi pungere, non solo durante i viaggi
all’estero ma anche quando si effettuano gite in campagna, nei boschi o
comunque in zone dove ci siano animali (mucche, maiali, cavalli, uccelli).
Qualora si venga punti ugualmente non sottovalutare i sintomi che compaiono nei
giorni seguenti: d’estate o in vacanza anche poche linee di febbre o la
comparsa di macchie rosse (come quelle delle malattie esantematiche dei bambini)
non sono un evento normale, meglio consultare un medico.
Di seguito un breve elenco delle malattie che si possono contrarre dagli
insetti, raggruppate in base al vettore che le può trasmettere.
Zanzare
Malaria
La malaria è una malattia recidivante causata da protozoi del genere Plasmodium,
i principali plasmodi sono: falciparum, vivax, ovale, malariae. Tali protozoi
vengono trasmessi da malato a sano attraverso la puntura della femmina di
zanzara del genere Anofele. A volte la trasmissione si verifica con la
trasfusione di sangue e, occasionalmente, da madre a feto durante la gravidanza.
La prognosi della malattia è in relazione al plasmodio responsabile (la malaria
da falciparum è la più grave), alla sua resistenza ai farmaci antimalarici,
alla precocità della diagnosi e del trattamento. I sintomi sono molto
variabili, in genere sono presenti: accessi intermittenti di febbre, vomito,
brividi, mal di testa, dolori muscolari e simil-influenzali, talora anemia e
ittero. La malaria da falciparum, se non trattata in tempo, può determinare
insufficienza renale, coma e morte.
Febbre gialla
E' una malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia Togaviridae,
genere Flavivirus, il quale viene trasmesso da uomo a uomo dalla puntura di
zanzare. In Africa nelle aree urbane il vettore appartiene alla specie Aedes
Aegypti, mentre nella giungla le zanzare Haemagogus in sud America, Aedes
africanus e Aedes simpsoni in Africa centrale, sono responsabili della
trasmissione del virus dalla scimmia all’uomo. Il periodo di incubazione, dopo
la puntura, è di 3-6 giorni poi compaiono brividi, febbre alta, mal di testa
retrorbitario, dolori ossei e muscolari, stato di prostrazione, nausea e vomito.
In seguito la malattia peggiora con ittero, emorragie, bradicardia, iperpiressia,
oliguria. La terapia è solo sintomatica è la prognosi è grave: morte nel 30%
dei casi; la miglior difesa è la vaccinazione profilattica.
Dengue
E' una malattia di origine virale dovuta al Dengue virus (ne esistono almeno 4
tipi), genere Flafivirus, famiglia Togaviride (RNA). Il virus viene trasmesso
mediante la puntura della femmina della zanzara Aedes aegypti; ma anche la
specie Aedes albopictus (zanzara tigre) è in grado di fungere da vettore. La
Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano milioni di
casi ogni anno. E' diffusa in centro e sud America, nell'Africa subsahariana, in
India, Indocina e nel sud-est asiatico. Dopo 6-8 giorni d’incubazione la
malattia inizia improvvisamente con febbre alta, cefalea orbitaria e frontale,
dolori alle articolazioni e ai muscoli, bradicardia. Dopo 4-5 giorni compaiono
esantema, simile a quello del morbillo o della scarlattina, congestione al viso,
disturbi gastrointestinali e respiratori, leucopenia. Raramente la malattia può
presentarsi nella forma emorragica che è molto più grave. Le cure sono
sintomatiche e la prognosi in genere favorevole; non esiste vaccino.
Filariosi
Sono malattie causate da vermi cilindrici (nematodi) della famiglia delle
filarie, trasmessi da uomo ad uomo o da animale a uomo, mediante la puntura di
insetti (zanzare, tafani, simulidi). Sono diffuse soprattutto in Africa e Sud
America.
Filariosi linfatica (f. di Bancroft)
Causata dalle filarie delle specie Wuchereria bancrofti e Brugia malayi che sono
veicolate dalle zanzare Culex Pipiens e da varie specie di Aedes. I vermi adulti
causano infiammazione e ostruzione delle vie linfatiche degli arti inferiori,
con ristagno della linfa e conseguente edema. Le larve circolano nel sangue
durante la notte, infatti la malattia si definisce anche di filariosi notturna.
Leishmaniosi
Sono malattie a decorso cronico, causate da piccoli parassiti (protozoi) del
genere Leishmania. Si conoscono numerose specie di Leishmanie: tropica, donovani,
infantum, braziliensis, responsabili di forme differenti della malattia. Il
periodo d’incubazione è piuttosto lungo per tutti i tipi di leishmaniosi e va
da uno a qualche mese. I protozoi vengono trasmessi all'uomo mediante la puntura
di insetti appartenenti al genere Phlebotomus. Benché si conoscano centinaia di
specie di flebotomi (pappataci), solo una trentina sono responsabili della
trasmissione della malattia. E' la femmina del flebotomo che, nel succhiare il
sangue dei mammiferi (cani, volpi, scimmie) e dell'uomo, trasmette la malattia
dagli animali all'uomo o da uomo ad uomo. Questo insetto vettore è diffuso in
tutte le regioni intertropicali e temperate del mondo.
Leishmaniosi cutanea: dovuta a Leishmania tropica è
caratterizzata da lesioni ulcerose sulla pelle del viso, delle gambe e delle
braccia. Le lesioni iniziano con una macula rossa che poi evolve in nodulo duro,
ricoperto di squame e ulcerato al centro, ma non doloroso. La papula guarisce in
1-2 anni ma lascia una cicatrice indelebile.
Leishmaniosi cutaneo-mucosa: causata dalla Leishmania brasiliensis,
è una forma più grave della precedente in cui le ulcere sono estese su tutto
il corpo e interessano anche le mucose (bocca, fosse nasali), dove generano
granulomi ulcerati. La prognosi è riservata.
Leishmaniosi viscerale, conosciuta anche col nome di Kala azar, è
provocata dalla Leishmania donovani. L’inizio è subdolo, caratterizzato da
accessi febbrili irregolari, perdita di peso, turbe gastroenteriche, astenia,
ingrandimento del fegato e della milza. Successivamente si sviluppano anemia
intensa, piastrinopenia con epistassi, tumefazioni linfoghiandolari e leucopenia
spiccata; se non trattata la mortalità è altissima.
Febbre da flebotomi (f. dei tre giorni, dengue adriatico)
Malattia virale acuta autolimitata, diffusa nel bacino del Mediterraneo,
presenta sintomi simili a quelli dell’influenza. L ‘Arbovirus (RNA) viene
trasmesso nei centri urbani da uomo a uomo, tramite il morso del Phlebotomus
papatasii,in America tropicale, invece, il vettore è la mosca silvestre della
sabbia (Lutzomyia).
Mosche
Filariosi oculo-cutanea (oncocercosi)
E' causata dalla filaria Onchocerca volvulus che viene trasmessa all'uomo dal
simulium (un simulide), insetto simile ad un moscerino. La filaria femmina
adulta ha grandi dimensioni (fino a 50 cm.). Le lesioni più comuni sono:
eruzioni cutanee, maculo papule, noduli, elefantiasi dei genitali esterni
femminili; ma il quadro più grave è la cecità che si può verificare quando
il verme si localizza al collo o al capo.
Tripanosomiasi africana (malattia del sonno)
E' una malattia presente in Africa tra il 15° parallelo nord e il 20°
parallelo sud. I protozoi (tripanosomi) responsabili della malattia vengono
trasmessi all'uomo mediante la puntura della mosca Tse Tse, un grosso insetto
grigio-marrone che punge di giorno. La mosca è attratta da oggetti in movimento
e da colori scuri contrastanti e riesce a pungere anche attraverso vestiario
leggero. Nella forma cronica, sostenuta dal tripanosoma brucei gambiense, i
sintomi di malattia possono essere assenti per mesi o anni, dopo l'avvenuta
infezione. In generale essi sono: febbre, linfoadenopatie, edemi cutanei,
tachicardia, ipotensione, ingrandimento del fegato e della milza,
meningo-encefalite con letargia. La presenza di detti sintomi è variabile da
caso a caso. La forma acuta, sostenuta dal tripanosoma brucei rhodesiense, si
presenta soprattutto con i sintomi della meningo-encefalite letargica, che
insorge già dopo 6-28 giorni dall'infezione.
Tripanosmiasi americana (malattia di Chagas)
E' una malattia diffusa in centro e sud America. E' dovuta ad un protozoo, il
Tripanosoma Cruzi, che viene trasmesso all'uomo attraverso le feci di cimici
alate del genere Triatoma. Queste ultime pungono la persona infetta per
alimentarsi del suo sangue ed in questo modo assumono il parassita che poi si
moltiplicherà nel loro intestino e verrà escreto con le feci. Sono le feci
infette di tali cimici che, a contatto con piccolissime lesioni della pelle,
possono consentire al tripanosoma di penetrare nell'organismo umano. Inoltre il
tripanosoma può essere trasmesso anche con le trasfusioni di sangue. Nella
forma acuta la malattia si presenta con edema sulla zona cutanea infetta, febbre
ed infiammazione ghiandolare. A volte si hanno scompenso cardiaco, aritmie,
meningoencefalite. Nella forma cronica si può avere: cardiopatia, megaesofago,
megacolon e bronchiettasie.
Filariosi da Loa Loa (diurna)
Filariosi oculo-cutanea causata dalla filaria della specie Loa-loa, trasmessa
dalla "mosca del mango", una specie di tafano del genere Chrysops. E'
caratterizzata da edemi superficiali al livello del volto o delle articolazioni
con modica febbre. A volte il verme è visibile sotto la pelle e si muove; il
fenomeno può interessare anche la congiuntiva e le sierose, le larve circolano
nel sangue nelle ore diurne.
Zecche
Le zecche sono parassiti degli animali (cani, topi, uccelli, ovini, animali
selvatici) dei quali succhiano il sangue che serve loro da nutrimento. Le zecche
utilizzano particolari propaggini articolate, i cheliceri, per trafiggere la
pelle in modo indolore e raggiungere un capillare sanguigno, poi consolidano la
presa con l’aiuto di appendici uncinate e, quando sono sazie, si staccano
senza alcuna conseguenza per l’ospite. Occasionalmente anche l’uomo può
esserne vittima e alcune specie possono trasmettergli, con la saliva, gravi
malattie come la rickettsiosi, la meningoencefalite virale (TBE) e la borreliosi
di Lyme.
Borreliosi di Lyme
Malattia multisistemica ricorrente, causata da una spirocheta, Borrelia
burgdorferi, trasmesso all'uomo dalla zecca Ixodes dammini (I. ricinus in
Europa). Esordisce nella maggior parte dei casi con eritema cronico migrante,
una caratteristica lesione cutanea che si espande, artralgie migranti e sintomi
similinfluenzali (infezione localizzata). Dopo alcuni giorni, o settimane,
l'infezione si diffonde attraverso il sangue e può provocare meningite,
polineuriti, turbe della conduzione cardiaca, miocardite, paralisi del nervo
facciale. Mesi o anche anni più tardi, dopo una fase di latenza, la malattia può
ripresentarsi in maniera persistente con artrite cronica o intermittente,
encefalopatia cronica, polineuropatia, acrodermatitis cronica atrophicans.
Tuttavia, l'infezione tardiva cronica è piuttosto rara: con terapia antibiotica
adeguata, infatti, la prognosi alo stadio 2 (infezione disseminata) è
generalmente positiva.
Febbre di Crimea-Congo
La febbre emorragica di Crimea-Congo fu descritta per la prima volta nel 1944 in
Crimea. Poiché il virus causale fu successivamente individuato come il
responsabile anche della febbre emorragica del Congo, il nome definitivo dato
alla malattia è stato quello di febbre di Crimea-Congo. Benché si tratti
principalmente di una zoonosi, anche nell'uomo si sono verificate epidemie. Il
virus che causa la malattia appartiene al genere Nairovirus e alla famiglia dei
Bunyaviridae. Esso viene trasmesso all'animale o all'uomo attraverso la puntura
di diverse zecche, tra cui le più comuni sono quelle del genere Hyalomma.Tra
gli animali più colpiti dall'infezione ci sono i bovini, gli ovini, le capre,
ma anche gli struzzi e altri animali selvatici. L'uomo può essere infettato
anche mediante il contatto con il sangue o i tessuti di animali infetti; molti
casi infatti si sono verificati fra macellai, allevatori e veterinari. Anche il
contatto col sangue o i tessuti di malati può risultare infettante.
Febbre purpurica (f. del Colorado, f.delle montagne rocciose)
E' una malattia causata da Rickettsia rickettsi, endemico in tutto il continente
americano, soprattutto negli stati Uniti. Il batterio viene trasmesso all'uomo
dalla puntura della zecca Dermacentor Andersoni, che lo assume nutrendosi del
sangue di roditori (scoiattoli, ricci ecc.) o cani infetti. Dopo un periodo di
incubazione, variabile da un giorno ad un massimo di due settimane, insorgono
rapidamente febbre, dolori muscolari, vertigini, dolore e rigidità nucale, mal
di schiena, cefalea, dolori oculari e fotofobia. Circa 3-4 giorni più tardi
compare l’esantema maculo-papuloso, prima rosso purpureo poi emorragico
(petecchiale), caratterizzato cioè da emorragie cutanee e mucose, cui si
possono aggiungere tachicardia, irrequietezza, insonnia, stato confusionale e
convulsioni. Se trattata in tempo con antibiotici si risolve, altrimenti può
essere mortale, tuttavia è anche possibile vaccinarsi in anticipo.
Febbre emorragica di Omsk
E' una malattia virale trasmessa da zecche, diffusa in Siberia nella regione di
Omsk e di Novosibirsk. Il virus responsabile di questa malattia è simile a
quello che determina la febbre emorragica della foresta di Kyasanur (India). Il
vettore del virus è la zecca (Dermacentor pictus e Dermacentor marginatus) che
funge da trasportatore del virus da roditori, quali il topo muschiato, e
dall'uomo. Dopo un periodo di incubazione di 3-8 giorni la malattia si manifesta
con febbre, cefalea, dolori al dorso e agli arti, spossatezza. e con la comparsa
di una eruzione sul palato molle. Nei casi più gravi si hanno emorragie
soprattutto a carico delle gengive e dell'apparato digerente. La mortalità è
bassa, ma la guarigione è piuttosto lenta, il periodo febbrile può durare
infatti fino a 2 settimane.
Encefaliti europea e giapponese
Appartengono ad un’ampia casistica di malattie (encefaliti, meningoencefalite,
meningomieloencefaliti) di origine virale, trasmesse da zecche o zanzare, che si
differenziano a seconda dell’area geografica in cui si presentano.
L'encefalite centro-europea e quella giapponese, veicolate rispettivamente da
una zecca (Ixodes ricinus) e da una zanzara (Culex), sono molto diffuse. I virus
responsabili della malattia appartengono al gruppo B dei Flavivirus, famiglia
Togaviridae. La zecca può trasmettere il virus anche attraverso le uova,
inoltre il virus si ritrova nel latte non pastorizzato di animali infetti
(mucche, pecore e capre). Le encefaliti hanno una sintomatologia comune e
difasica: inizio acuto simil-influenzale, breve remissione, poi ripresa con
comparsa dei segni neurologici fino al coma. La terapia è sintomatica e la
prognosi riservata, fatta eccezione per le forme benigne.
Febbre bottonosa (eruttiva mediterranea, del Carducci)
La febbre bottonosa è una malattia infettiva acuta causata da un germe, la
Rickettsia conori trasmessa all'uomo dalla puntura della zecca del cane. E'
diffusa nel bacino del Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa. La zecca
vettore, Riphicephalus sanguineus, è un tipico parassita del cane, ma anche
roditori, bovini, ovini, conigli possono fungere da serbatoio. La zecca stessa
può essere infettata dal Rickettsia, in questo caso essa può trasmettere la
rickettsiosi anche attraverso le sue uova. I sintomi sono: febbre alta e
continua per 1-2 settimane, brividi, cefalea, congiuntivite, dolori articolari e
muscolari. L’esantema maculo-papuloso compare dopo 3-4 giorni agli arti, al
tronco, sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi, con eruzioni isolate e
rilevate (a forma di bottone). Si cura con antibiotici e la prognosi è benigna.
Pidocchi
Tifo esantematico (petecchiale)
Il tifo esantematico è una malattia infettiva dovuta alla Rickettsia prowazeki,
un germe che viene trasmesso all'uomo mediante le feci di pidocchi, Pediculus
humanus corporis, infetti. In passato, soprattutto a seguito di guerre o
carestie che compromettevano le condizioni igienico-sanitarie delle popolazioni,
la malattia era molto frequente, anche in Europa. Oggi si verificano solo casi
limitati o piccoli focolai, soprattutto in Africa, Sud-Est asiatico, America
Latina, Europa dell'Est. La malattia riguarda esclusivamente l'uomo; non
esistono infatti serbatoi animali. La trasmissione da un individuo all'altro
avviene allorché il pidocchio succhia il sangue di un individuo infetto e
deposita le feci sulla pelle o sulle mucose di un individuo sano. La rickettsia
presente nelle feci penetra nell'individuo sano attraverso le lesioni da
grattamento o, più raramente, attraverso le mucose. Dopo 1-2 settimane
d’incubazione l’infezione si manifesta bruscamente con brividi, cefalea,
dolori lombari, vertigini, vomito e febbre alta con delirio e tremori. Dopo 3-4
giorni compare l’esantema a piccole macchie, lungo il tronco e gli arti, che
causano poi piccole emorragie (petecchie). Il tifo può dare complicanze
cardiache, polmonite, nefrite, otite, flebiti.
Febbre quintana (f. dei cinque giorni, f. volinica)
Malattia acuta ma autolimitata dovuta all’infezione da Rickettsia quintana,
trasmessa dal pidocchio del corpo (Pediculus humanus). Si presenta con febbre
alta e intermittente, dolori generalizzati e particolarmente intensi alle creste
tibiali, brividi, sudori e vertigini. Può comparire anche un esantema fugace
(dura solo 2 giorni) maculo-papuloso simile a quello del tifo e, talora, si
presentano recidive.
Pulci
Peste
E' una malattia batterica contagiosa, causata da un bacillo denominato Yersinia
pestis che viene trasmesso all'uomo dalla puntura delle pulci del ratto. Questo
germe può essere trasmesso anche da malato a sano per via aerea, con la tosse,
lo starnuto o le secrezioni oro-faringee. L’incubazione dura al massimo una
settimana, poi insorgono febbre alta, brividi, tachicardia, vomito, diarrea,
vertigini, delirio e altre complicazioni. Il decorso è sfavorevole nelle forme
polmonare e setticemica, curabili invece, se l’intervento è tempestivo, la
peste bubbonica e quella cutanea.
Tifo murino
Il tifo murino, detto anche tifo endemico da pulci, è una malattia causata da
un germe: la Rickettsia mooseri trasmessa all'uomo dalla pulce del ratto. La
malattia può interessare ogni Paese, attualmente si presenta generalmente con
casi sporadici e colpisce soprattutto coloro che vivono in abitazioni o in
ambienti di lavoro infestati da ratti. La pulce responsabile, Xenopsylla cheopis,
una volta punto il ratto infetto deposita le feci sulla pelle dell'individuo
sano, il quale a sua volta si infetta inoculandosi il germe attraverso le
lesioni da grattamento. Più raramente l'infezione si verifica per ingestione o
inalazione di prodotti inquinati da feci di ratti o di pulci infetti. La
sintomatologia è simile a quella del tifo esantematico ma molto attenuata, si
cura con antibiotici e la prognosi è favorevole.