Coca e Cocaina

LA PIANTA: La piccole foglie dal sapore aspro della pianta
Erytroxylon coca erano masticate a lungo (3 ore) dagli Inca in Perù già
cinquemila anni fa, per vincere la fame e la sete in caso di grandi fatiche. Le
foglie hanno forma d'uovo e sono lunghe 5-6 cm.
STORIA DELLA COCA: La coca fu importata dai conquistadores in Europa e Nord
America, e usata in alcune bevande, come ad esempio la Coca-Cola (inventata nel
1886), che conteneva coca e Noce Kola, contenente caffeina: nel 1903 il governo
ordinò di escludere la cocaina, infatti a partire da quella data la coca usata
per fare la Coca-Cola è decocainizzata in centri controllati dal governo, e
l'effetto tonico è dato solo dalla caffeina.
La cocaina è l'alcaloide attivo delle foglie di coca, è stata scoperta nel
1860 e si presenta come una polvere bianca e amara; in passato era ricavata
dalle foglie di coca, oggi è prodotta anche sinteticamente: la cocaina viene in
gran parte raffinata in Bolivia, Perù e Colombia, ed esportata sopratutto in
Nord America, dove alcuni stimano che ci siano sessanta milioni di consumatori.
Sigmund Freud nel 1884, dopo averla assunta, pubblicò un libro in cui ne
elogiava gli effetti antidepressivi, che fece molto scalpore, si legge infatti:
"Il mio collega, che non aveva toccato cibo dalla mattina presto e aveva
lavorato come un dannato tutto il giorno, ingerì 0,05 g di cocaina e qualche
minuto dopo dichiarò di sentirsi come uno che avesse appena divorato un pranzo
abbondante, e di avvertire tanta energia da intraprendere una lunga passeggiata.
Sir Robert Christison, che ha 68 annim scalò una montagna di tremila piedi,
arrivando alla vetta completamente esausto: quindi assunse coca e discese invece
con vigore giovanile e senza avvertire fatica". Ma già due anni dopo, dopo
il decesso di molti medici e pazienti che avevano fatto largo uso di coca, Freud
fù accusato di dar via libera ad un flagello, per cui in seguito si astenne dal
pubblicizzarla, scrivendo: "La cocaina usata troppo spesso come sostituto
della morfina è più pericolosa della morfina stessa: molti morfinomani, che
fino a quel momento erano riusciti a rimanere in vita, furono visti soccombere
alla cocaina. L'intossicazione da cocaina provoca stati allucinatori con
agitazione simile al delirium tremens e, secondo la mia esperienza,
allucinazioni di animaletti striscianti sulla pelle".
Agli inizi del novecento la coca era usata da pochi, soprattutto artisti
(cubisti, dadaisti e astrattisti) e aristocratici. In seguito cantanti e
complessi rock, come i Beatles, i Rolling Stones e Bob Dylan hanno propagandato
la droga assumendola come protagonista di canzoni.
Attualmente, specie dopo il 1970, è detta "la droga dei ricchi", dato
che costa sulle 200mila lire a grammo ed è usata in particolare nell'alta
società. Nel 1980 è comparso il crack, un composto fumabile ottenuto dalla
pasta di coca, che non costa molto (50mila il grammo circa), e si è diffuso
molto, specie tra i neri e i più poveri.
EFFETTI DELLA COCAINA: Quando la droga viene sniffata, gli effetti insorgono
dopo circa dieci minuti: si avvertono sensazioni di benessere accompagnate da
uno stato di eccitamento e aumento dell'immaginazione, si ha un' impressione di
onnipotenza, si pensa di essere in grado di fare qualsiasi cosa. I colori e i
suoni diventano più vividi, e possono verificarsi illusioni e allucinazioni per
lo più a contenuto gradevole, a meno che le dosi non siano elevate: in questo
caso compaiono le idee deliranti e fobie persecutorie. Quando l'effetto ha
termine, dopo venti-quaranta minuti, si ha uno stato piuttosto depressivo e di
malessere, per cui si ha voglia di farsi un'altra sniffata, col rischio di
diventare dipendenti. Tra l'altro, se si sniffa troppe volte l'effetto non si
presenta, e occorre attendere un pò di tempo perchè si ricostituiscano le
riserve di catecolamine nel cervello (far capire meglio).
Quando la droga viene assunta per via endovenosa o per fumo, gli effetti sono
istantanei (si ha il rush cocainico, o stato di high, dove i rumori si sentono
metallici e più forti, per questo la cocaina è chiamata anche "roba
sonante") e durano molto meno; il maggior numero di morti cocainiche
avviene durante queste somministrazioni. Dopo lo stato di high però c'è quello
di down, che porta a stare altrettanto male quanto si stava bene prima, così si
sniffa o fuma nuovamente fino a che non finisce la sostanza (si arriva anche a
2-3 grammi).
DOSAGGI: Per la cocaina cloridrato (la polvere bianca, o neve) le dosi oscillano
da 3 a 30 mg, se pura, pari a 1,5 g al giorno. Se tagliata (ossia
"allungata") si può arrivare a 2,5-3 g. Per il crack, che si presenta
sotto forma di cristalli brunastri, le dosi variano da 60 a 100 mg, e in una
giornata un fumatore ne può assumere fino a 30 g.
VIE DI ASSUNZIONE: Generalmente si dice che ci si fa "una pista", una
"sniffata", oppure la cocaina si "pippa", viene "pippata",
ci si fa un "pippotto". In pratica la polvere bianca, detta anche
"neve", viene aspirata dalle narici, spesso attraverso un foglio
arrotolato o una cannuccia di penna biro, oppure negli ambienti altolocati si
usa una carta da L. 100.000 o una cannula in oro o argento.
La cocaina blocca la neuro-trasmissione della dopamina, e rimane in
concentrazioni elevate a livello delle sinapsi producendo la sensazione di
"high".
Grosso modo gli effetti dell'uso cronico di cocaina possono paragonarsi a quelli del fumo. Esiste comunque un circolo chiuso: la cocaina a lungo andare provoca tutta una serie di effetti negativi sulla salute e questi ultimi, a loro volta, spingono a persistere nell'auto-cura cocainica.
Differenze tra le diverse forme di cocaina. c'è una sostanziale identità chimica fra le diverse forme di cocaina, è la modalità di assunzione (intranasale, endovena, per fumo) a determinare il potenziale di dipendenza fisica e le patologie comportamentali. Senza dubbio la cocaina idrocloruro è quella più in uso, specie presso i bianchi, mentre il crack è popolare fra afro-americani. Le foglie di coca sottoposte all'azione di diverse sostanze chimiche (alcali, solventi organici, acido idrocloridrico, ammoniaca) si trasformano in pasta di coca; il prodotto finale è la cocaina idrocloruro che è la forma esportata. L'idrocloruro non può essere fumato perché si decompone alle temperature necessarie per la sua vaporizzazione, ma mescolando l'idrocloruro con una sostanza alcalina come il bicarbonato di sodio o con ammoniaca si ha la cocaina base. Questa può essere fumata ad una temperatura nettamente inferiore a quella dell'idrocloruro e quindi forma il crack. Il potenziale di abuso-dipendenza è massimo con l'iniezione endovena di cocaina idrocloruro e di crack, ma il potenziale è minore per via intranasale; attualmente, anche in virtù del rischio AIDS, l'uso endovena è andato diminuendo a favore del fumo. E' appena il caso di ricordare come il crack, provocando un aumento di atti sessuali, sopratutto nel quadro di "sesso contro droga", sta costituendo un importante mezzo di trasmissione dello'HIV.
Vie di assunzione ed effetti fisiologici. In genere
l'uso intranasale è quello iniziale, successivamente si passa al fumo; lo
"sniffing" difficilmente porta ad un uso frequente e va ricordato come
il picco dopo l'uso intranasale si abbia dopo 30-40 minuti, contro i 5 minuti
del fumo e dell'iniezione endovena. Per via intranasale gli effetti fisiologici
(tachicardia) e soggettivi durano più a lungo. Il passaggio dalla via
endonasale al fumo provoca un aumento delle dosi ed un rapido avvicinamento alla
fase di dipendenza. .
A dosaggi elevati può determinare una grave forma di alterazione psichica,
assimilabile alla schizofrenia, e caratterizzata da allucinazioni visive,
uditive e tattili (percezione di insetti sotto la pelle) con idee persecutorie.
TOSSICITA' DELLA COCAINA E DEL CRACK: Le complicanze nell'abuso possono essere
l'infarto, la rottura di arterie, febbre alta e convulsioni, edema polmonare,
insufficienza renale, fegato spappolato, stato confusionale e delirante con
amnesie e rincoglionimento cronico. Altre conseguenze possono essere insonnia,
sanguinamento nasale, mal di testa, problemi di memoria e concentrazione. In
ogni caso fumare il crack crea più dipendenza e più danni, fino alla morte che
è molto frequente.
CRISI DI ASTINENZA DA COCAINA: La prima fase, quella di crash (crollo) dura da
nove ore a quattro giorni dopo l'assunzione dell'ultima dose. Prima si avverte
malessere, agitazione e affaticamento e naturalmente un forte desiderio della
droga. Poi compare insonnia e voglia di dormire, dopodichè si ha un periodo in
cui si dorme troppo. La seconda fase, quella di Withdrawal (astinenza) si
protrae una settimana-dieci giorni, inizia riprendendosi dal sonno del crash, ed
essendo scomparsa la voglia di cocaina, è un momento in cui si può ragionare
sugli effetti negativi, anche perchè subito dopo si ha un periodo con
passività, ansia e depressione, che può facilmente indurre alla riassunzione
della cocaina. La terza fase, quella di estinzione, ha una durata indefinita, ed
è caratterizzata da episodi di desiderio che durano qualche ora, anche a
distanza di anni dall'ultima assunzione, magari evocati vedendo talco o
zucchero, simili alla coca; comunque, non essendo accompagnate da dolori fisici,
resistere non è difficile.