Della famiglia insigne dei Catani

il beato Arnaldo č giā benedettino

quando ragazzo ancor con un domani

patisce l'ira triste di Ezzelino.

 

Dal grande monastero di Giustina

che a Padova si elegge per dimora

rifugge come innanzi a una rapina

quando il ribaldo non gli dā una mora.

 

Vi torna dopo sotto Federico

in quel rifarsi gaio del sereno

che rende al chiostro il suo sembiante aprico.

 

Ma infin rinchiuso dentro una segreta

che fiacca il suo vigor come un veleno,

per anni si prepara alla sua meta.

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