Dopo i trascorsi che son sotto gli occhi

da Tagaste Agostino è su a Milano

e il vero, oscuro in quegli amor balocchi,

ha sotto un fico chi gli dà una mano.

 

Come egli affida alle sue Confessioni,

mentre San Paolo scorre alla deriva

uno stranito replicar di suoni

col «prendi e leggi» tosto lì gli arriva.

 

Maturo ormai è chino al Battistero

e penitente torna poi ai suoi siti

dove ad Ippona è fatto condottiero.

 

Su Roma infin, che dietro il rovinio

con Alarico rade tutti i miti,

ferma il pensier con la «Città di Dio».

 

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