UNA FINESTRA SULL' UMBRIA
Curiosità
Il cazzotto - bacio perugina
Si dice che il Bacio sia nato dall'idea di Luisa Spagnoli di impastare con altro cioccolato i frammenti di nocciola che venivano gettati durante
la lavorazione dei cioccolatini. Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla
forma irregolare, che ricordava l'immagine di un pugno chiuso,
dove la nocca più
sporgente era rappresentata da una nocciola intera. Fu chiamato per questo
"Cazzotto".

Giovanni
Buitoni, non convinto che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare con il nome di
“cazzotti”, volle ribattezzarli con un nome più adatto. Nasce così il “Bacio”
Perugina.
Una seconda versione, che ha il sapore della leggenda, ci racconta che i Baci
furono creati sempre da Luisa Spagnoli, moglie di uno dei fondatori
della Perugina, in onore del suo
giovane amante, Giovanni Buitoni,
figlio di un socio dell'azienda.
Luisa gli scriveva brevi messaggi d'amore e li avvolgeva attorno ai
cioccolatini che mandava poi a Giovanni perché li ispezionasse. Alla sua morte,
Giovanni Buitoni volle legare per sempre questa dolce idea al cioccolatino. Così
oggi tra il cioccolatino e l'incarto argentato troviamo ancora un messaggio d'amore scritto in varie lingu

Federico Seneca, direttore artistico della Perugina negli anni ’20, rielaborando
l'immagine del quadro di Francesco Hayez Il bacio, creò la tipica scatola blu con
l'immagine dei due innamorati. Fu sempre sua l'idea di inserire i cartigli
contenenti le frasi d'amore che ancora oggi caratterizzano lo storico
cioccolatino.
Perugina e Alitalia crearono una campagna pubblicitaria congiunta
per i Baci: il Boeing 747-200 I-DEMF "Portofino", che operava sulla rotta
Roma-New York, aussunse, tra il 1997 e il 1999, un
livrea dedicata a questo cioccolatino. In questa livrea il bianco era sostituito
dal blu, le bande verdi e rosse da altre argentee. Celebre è rimasta la frase
scritta sulla fiancata: "Baci dall'Italia. Baci da Alitalia".
Il teatro più piccolo del mondo
Il Teatro della Concordia è il teatro più piccolo del mondo. Si trova proprio
nel centro del paese di Monte Castello di Vibio nei pressi di Todi.
Il teatro
fu progettato in pieno clima post-rivoluzionario del 1789 da nove illustri
famiglie e doveva essere il centro di divertimento e di riunioni per la piccola
comunità del posto.
Inaugurato nel 1808 Il Teatro della Concordia è
veramente un teatro a misura di luogo, 99 posti tra i palchi e la platea
realizzati completamente in legno.
Le decorazioni ad affresco richiesero
quasi un secolo per essere completate: nel 1892 il compito di finire i lavori
andò a Luigi Agretti, appena quattordicenne e figlio di Cesare già autore delle
decorazioni, del telone e dei fondali. La tipologia del teatro è unica e
originale, una via di mezzo tra gli allestimenti cinquecenteschi e i tipici
teatri all'italiana.
La rarità sta nelle dimensioni dei tre spazi: l'atrio,
la sala e la scena ben equilibrati tra di loro, il tutto per esaltare la cassa
di risonanza, il teatro offre infatti una acustica molto interessante.
Nel
1951 il teatro fu chiuso per inagibilità e solo nel 1993 dopo alcuni anni di
lavori di restauro il teatro fu riaperto con il massimo rispetto agli affreschi
originali. Si è potuto riavere così un patrimonio di notevole valore
architettonico.

Le cronache di Narnia
“Le Cronache di Narnia” (da cui è stato tratto l’omonimo film della Disney da
Natale 2005 in visione in tutto il mondo) non è altro che il nome latino
dell’odierna Narni.
Lewis, autore del libro, era un profondo conoscitore
della cultura italiana e la sua formazione di assistente universitario ad Oxford
e professore a Cambridge , lo avevano portato a leggere e studiare a fondo i
grandi classici della letteratura . tra questi non potevano mancare i grandi
poeti latini che in gioventù e successivamente per tutto il corso della propria
vita, influenzarono molto le opere del nostro scrittore. Jack, (come amava farsi
chiamare Lewis dagli amici), studiando da ragazzo con il suo precettore
Kirkpatrick, era un vero appassionato dei classici, tanto che Kirkpatrick aveva
riferito al padre di Jack: “Ha letto più classici di qualunque altro ragazzo io
abbia mai seguito... e potrei aggiungere, di cui abbia mai sentito parlare” ed
ancora “È uno scolaro che non ha altri interessi se non la lettura e lo
studio…”. "
Quattro citazioni sono state trovate nelle Historiae di Livio
(10:10, 27:9,27:50, e 29:15) , altre citazioni sono state trovate negli annali
di Tacito (3:9) inoltre Plinio il Vecchio commenta nelle sue Storie Naturali
riguardo il clima particolare di Narnia ( che diventa secco durante la stagione
delle pioggie).... infine Plinio il Giovane nelle sue lettere alla suocera
Pompea Celerina, menziona l'eccellenza degli alloggi della sua villa presso
Narnia, e specialmente i suoi stupendi bagni. Di questi riferimenti, Lewis
menziona sicuramente Plinio il Giovane, in una lettera ad Arthur Greeves”.
Questo è quanto scrive Paul Ford's su “Companion to Narnia”. Quindi il nome
Narnia dato ai libri fantastici di Lewis era sicuramente noto a Jack che sapeva
che Narnia era una città italiana posta sulla via Flaminia ed estremo baluardo
posto alla difesa di Roma.

Il vulcano
La zona di San Venanzo è l'unica di origine vulcanica in Umbria. Due coni
vulcanici spenti sono stati localizzati nel 1899, uno nel luogo dove oggi sorge
l'abitato di San Venanzo e l'altro a Pian di Celle a circa 800 m. dal primo.
Quest'ultimo vulcano dopo una prima attività esplosiva ha dato luogo ad una
lunga colata di lava che ha formato uno strato di roccia basaltica durissima
denominata venanzite, una roccia unica al mondo.
Dai numerosi reperti
rinvenuti sul Monte Peglia, si è saputo che il territorio di San Venanzo è stato
abitato sin dalla preistoria e non vi fu mai interruzione della presenza
dell'uomo fino ai giorni d'oggi


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