Roscea (1996):
Libro I
Narrami o musa (la moglie del muso) della pelosa roscia
L'ira funesta, che per non essersi lavata perse
Tutti i suoi compagni (tranne qualcuno che puzzava più di lei)
E non ritornò a casa per dieci anni poiché volle fare
La modella anche se non era per niente bella.
Chiusa in casa si sentiva in una morsa
E tutti la chiamavano cozza!
Dopo aver ucciso tutti gli abitanti di Troia (niente battute)
Con il suo puzzo immondo scatenò l'ira degli dei
(perché inquinava il monte olimpo) che gli buttarono addosso
Un po' di varechina. I suoi capelli si schiarirono ma per il resto
Nemmeno un gran chirurgo avrebbe potuto fare un tubo!
Ripartì con la sua nave per ritornare in patria
Da suo marito che era un procio, infatti solo un procio
Se la poteva sposare. Purtroppo però un terribile vento
(aveva mangiato pasta e fagioli) la scagliò contro gli scogli
Ma sopravvisse perché come già detto era una cozza.
Libro II
- POLIFEMO-
Ordunque la roscia dal multiforme puzzo
Si ritrovò con i superstiti su di un' isola
E mentre questi maledivano gli dei per essere
Sopravvissuti, la nostra eroina errava
In cerca di cibo (si cibava di radici e topi morti)
Con un gruppo scelto di uomini.
Ad un tratto il gruppo entrò in un'immensa grotta
Dove vi era un ciclope strabico, la roscea cozza
Decise di parlarci a quattr' occhi
Ma il ciclope, arrabbiato per l'intrusione
Se la voleva mangiare in un boccone.
Siccome però gli faceva schifo (ma anche per
Evitare reclami dal WWF) si mangiò
Un suo carissimo amico (un sordo-muto-cieco-senza
Olfatto). Poi il ciclope strabico le chiese il suo nome
E lei disse di chiamarsi 'Nessuno'. Il ciclope non le
Credette (Ad un suo amico era capitato lo stesso
Con un certo Odisseo…) e le disse che se ne poteva
Anche andare perché gli faceva schifo; lei gli sputò in faccia
Allorché il ciclope rantolò al suolo e la roscia se ne andò
Camminando sulle acque grazie a Poseidone (aveva paura
Che gli inquinasse il mare).
Libro III
-CIRCE LA MAGA-
Qui riprende la storia bella della roscia
Porta iella, che vagando a lungo per le
Acque si ritrovò finalmente su di un'isola.
Su un cartello vide scritto che quella era
L'isola di Circe e lei pensando ci fosse di
Mezzo un circo la andò a cercare (il circo le
Era sempre piaciuto, infatti si truccava e vestiva
Come un clown). Errando per i boschi chiese
Ad un puffo dove si trovasse Circe ma il puffo,
non sapendolo, le consigliò di andare
dall'impicciona-spiona del villaggio:
una certa Valentina (una pugliese) e questa
le diede l'informazione che cercava il più
in fretta possibile (per il solito puzzo stava
diventando più blu del puffo).
Rierrando un' altra volta giunse finalmente
Davanti al palazzo di Circe e chiese ai maialini
Lì fuori se sapevano qualcosa del circo (conosceva
Stranamente il linguaggio dei porci) e quelli
La invitarono ad entrare perché speravano che Circe
La trasformasse in una bella maialina (erano tutti maschi).
LA roscia entrò ed incontrò finalmente Circe che
Decise di trasformare gli uomini in rosce perché
Come punizione era peggio del diventare maiale.
Così fece e gli ex maiali divennero proci. Circe
Risparmiò l a roscia (più brutta di così non poteva farla
Diventare…) e si ritirò in un convento nel Tibet (voleva
Ringraziare i signore per averla fatta così bella). La roscia
Affittò un piroscafo e ripartì verso nuove (mirabolanti?)
Avventure.
Libro IV
-IL NANO DEI VENTI-
Dopo qualche giorno di viaggio incontrò alcuni
Suoi compagni su di una scialuppa di salvataggio
(ci si erano buttati apposta per sfuggire alla roscia)
E per loro sfortuna li riprese con se a bordo per poi
Continuare il viaggio. Intanto ad Itaca (la patria di
Roscea) la figlia Telemaca (non chiedetemi chi
L'avesse partorita..) cresceva sana e quasi più
Cozza della madre ed era in pensiero per essa.
Voleva andarla a cercare ma quel Procio di
Suo padre non glielo permise e Telemaca
Gli diede un calcio sui genitali. Non accadde
Niente, quindi provò a colpirlo sullo stomaco;
il padre ( Penelopo…anzi… Lopo per ovvie
Ragioni) rantolò al suolo e Telemaca partì alla
Ricerca di sua madre mentre tutti si chiedevano
Perché il misterioso strato si smog che
Ricopriva la città fosse finalmente sparito.
Intanto la roscia, nutrendosi dei resti dei compagni
Morti, giunse si di un'isola abitata da uno dei
Sette nani: Eolo (il famoso nano dei venti). Questo
Volle aiutare la iettatrice e, dopo averle offerto
Qualcosa da mangiare (Biancaneve), le diede
Un otre dove contenere il suo puzzo ed una scatola
Di deodorante. La scrofa ripartì con il suo piroscafo
E con i compagni ancora vivi (pochi) verso gli scogli
Dei sireni.
Libro V
-I SIRENI-
Narrerò ora dei bei sireni la storia della quale
La puzzolente (sempre più) roscia aveva già
Sentito parlare. Per non cadere nelle loro pinne
Si fece legare dai suoi compagni e a loro fece
Otturare le orecchie con il suo stesso cerume
(ne aveva in abbondanza). Molti però preferirono
Otturarsi il naso e giunti agli scogli dei sireni
Furono attratti chi dalla Sirenetta, chi (i proci)
Dai sireni stessi. Intanto la roscia si divincolava
Cercando di liberarsi poiché era incantata dal
Canto dei sireni e dopo poco tempo per la sua
Immensa forza si liberò, camminò sulle acque
E giunse dai sireni che improvvisamente si
Trasformarono in un giganteschissimo (italiano
Perfetto) mostro brutto (che veniva dallo spazio
Profondo) che la ingoiò in un sol (la si do) boccone!
I compagni nella pancia del mostro però, essendo
Ancora interi (come del resto lei) cacciarono via
La roscia (anche lì gli rompeva le scatole) che riuscì
Così ad uscire dal mostro (non dalla bocca…).
Appena fuori stava per tornare sulla nave quando
Ad un tratto un enorme disco volante la rapì con
Un raggio traente profumato al mirtillo. Appena
Giunta a bordo vide degli strani esseri verdi
Con le antennine, sette occhi, cinque bocche e
Quindici braccia e la roscia si sentiva stranamente
A suo agio come fosse a casa sua. Poi un alieno
Prese la parola e disse: "Noi volevamo conquistare
Il vostro mondo ma se tutti gli abitanti sono brutti
E puzzolenti come te ci rinunciamo!". La tinta si
Infuriò e diede un bacio in bocca
(a tutte le bocche [con la lingua(che schifo[ per gli alieni])])
Agli alieni che la rigettarono (gli rigettarono anche addosso)
Sul suo piroscafo con i compagni raffreddati e l'otre
Del puzzo (che non funzionava benissimo).
Libro VI
-L'ADE-
I suoi compagni appena la rividero la mandarono
All'inferno e lei come per magia si ritrovò negli
Inferi! Milioni di anime le giravano attorno ma lei
Grazie al suo puzzo immondo e grazie ai suoi
Capelli tinti e accecanti le teneva a bada. Ad una
Parete ci era un foglio con scritte le cause più
Frequenti di morte. La roscia vi lesse che il
99% delle persone erano morte per averla vista
Dal vivo (ma anche in qualche foto) mentre l'1%
Durante le interrogazioni della Lalli. Girovagando
Per l'ade incontrò molta gente famosa: Simone
Signore degli eserciti (deceduto perché la roscia
Gli chiese un'informazione), un certo Dante ed i
Suoi stessi compagni morti che si misero a
Gridare credendo che fosse già morta anche lei.
Incontrò anche un indovino di nome Giucas il
Quale le disse che se voleva tornare a casa
Doveva prendere il treno mentre se voleva
Diventare decente doveva andare a Lourdes.
Voltandosi poi, con sua grande meraviglia,
Vide la sua Trisnonna (che doveva ancora essere
Viva) e piangendo (era molto esperta in pianti
[Aveva imparato da una certa Veronique]) le
Chiese come fosse morta. La trisava le rispose:
"Scarrafona mia!Mi sono ammazzata con il gas
Perché mi avevano detto che stavi tornando!"
Detto questo svanì e Rosciòn (alla francese) si
Ritrovò in una selva oscura …Ehm, cioè… Si
Ritrovò su di un' isola abitata da un certo
Orlando (uno che gli giravano sempre) e dove
Vi erano i cosiddetti buoi del sole ed una certa
Mucca Lallì (o era lillà?).
Libro VII
-I BUOI DEL SOLE-
Appena Roscea vide i buoi del sole voleva
Saltagli addosso perché se ne era innamorata
Ma la saggia mucca Lallì le disse che se lo avesse
Fatto l'avrebbe multata per atti osceni in luogo
Pubblico. La roscia però non resistette alla
Tentazione della carne e provò a salargli
Addosso. I buoi scapparono da tutte le parti
E per inseguirne una la roscia andò a finire
In un piccolo villaggio. Entrò in una casupola
Di legno dove abitavano un falegname di nome
Geppetto ed un bambino chiamato Pinocchio.
Pinocchio appena la vide si spaventò a tal punto
Che divenne di legno e Geppetto venne
Portato d'urgenza al Grassi dove morì
Per uno scambio di cartelle. L'unica
Sopravvissuta fu una certa "fata bonazza turchina"
Che non avendo altro da fare, se ne andava in
Giro ad esprimere i desideri degli infelici.
La roscia chiese alla "fatalona" di trasformarla
In una bellissima donna e la fatalona le rispose
Che doveva scegliere: o bellissima o donna! Roscea
Infuriata le disse che voleva essere tutte e due le cose
E la fata la accontentò ma per lo sforzo ci rimase
Secca. Prima di morire però disse alla roscia che
Allo scoccare della mezzanotte sarebbe tornata
Brutta e puzzolente. Felice e bella più che mai
La roscia decise di partecipare ad una festa
Organizzata dal principino Nausicoo il figoo.
Libro VIII (V.M. 18 anni)
-NAUSICOO-
Giunta al castello si presentò al principino e fu
Amore a prima vista: appena i loro occhi si incrociarono
I due provarono una fitta al cuore e si sentirono
Mancare il fiato (Nausicoo si stava strozzando con la
Bava), Roscea sorrise e lui con fare cavalleresco
Le bacio la mano sbavandogliela tutta. Danzarono a
Lungo ma la mezzanotte si stava avvicinando: Roscea
Ad un certo punto disse al principino che lei in realtà
Era una cozza, che era stata trasformata così da una
Fatona bòna e che dopo la mezzanotte sarebbe tornata
Racchia. Nausicoo le rispose che non gli importava,
Che la sua bellezza interiore era più importante e che
Con un cuscino in faccia avrebbero potuto avere
Persino dei figli. La festa continuò ma poi giunse la
Mezzanotte: Roscea si trasformò e Nausicoo
Divenne di tutti i colori, si mise a gridare, si strappò
I capelli, si fece pipì addosso, vomitò, invecchiò di
Dieci anni, divenne procio e cadde in terra stecchito!
Roscea provò allora a baciarlo e Nausicoo si trasformò
In rospo. I presenti intanto morirono per il puzzo
E Roscea fuggì via dal castello piangendo. Fuggendo
Fuggendo incontrò uno dei buoi del sole fuggiti nel precedente
Capitolo, e lo rincorse di nuovo: il bue provò a ricordarle
Il detto "mogli e buoi dei paesi tuoi" ma lei
Continuava ad inseguirlo fino a che non lo raggiunse
e…Attenzione!!! LA PARTE FINALE DI QUESTO
LIBRO E' STATA CENSURATA PER MOTIVI
DI DECORO. PER LA RALIZZAZIONE DI
QUESTO LIBRO NON E' STATO FATTO DEL
MALE A NESSUN ANIMALE (se escludiamo la
Roscia…).
Libro IX
-VIAGGIO NEL TEMPO-
Tutta contenta per la sua ultima avventura, la nostra
(Anzi VOSTRA) eroina (quella di cui la roscia faceva sempre uso)
Camminava tranquilla per un vialetto e senza accorgersene
Entrò in un varco extratemporale che la spedì avanti nel
Tempo all'epoca di Gesù. Questo era un vero santo e non faceva
Mai del male ma soltanto opere buone. Ello (?!) faceva anche
Miracoli (come hobby) così Roscea, avendone sentito subito
Parlare, si mise a cercarlo. Chiedendo in giro venne a sapere
Che Gesù aveva aperto un negozio di pesce ed un panificio
Dove si vendeva tutto a metà prezzo e così decise di recarvisi.
Giunta dal pescivendolo trovò un certo Giuda che disse di
Essere un commesso che Gesù aveva preso per aiutarlo nel
Lavoro. Giuda riferì alla Rosciam (alla latina) che poteva
Trovare il boss al panificio dove stava facendo miracoli
Gratis a tutti i bisognosi. La tinta andò e corse verso Gesù
Chiedendogli di farla diventare bella ma Egli rispose che
Nemmeno il padre avrebbe potuto fare tanto e che quando
Era stata creata il padre non si sentiva molto bene. Intanto
C'erano alcuni ciechi che stavano chiedendo a Gesù di
Ridargli la vista ma Egli rispose che era meglio aspettare.
Roscea piangendo si gettò da una rupe e finì di nuovo
Nell'ade. Qui incontrò Caronte il traghettatore che non
La voleva portare sulla sponda opposta del fiume di lava
Per ovvi motivi. Roscea si gettò nella lava (ne approfittò
Per darsi una "lavata") e a nuoto raggiunse l'altra sponda
Dove ad aspettarla c'era la dea Sfighena che era la sua
Protettrice.
Libro X
-DI NUOVO NELL'ADE-
La dea Sfighena disse alla roscia che poteva ancora
Tornare tra i vivi ma prima avrebbe dovuto superare
le cinque prove. La prima prova consisteva nel
Combattere contro un Minotauro cornuto (come Lopo)
Che nessuno fino ad allora aveva mai sconfitto. La roscia
Si avvicinò timorosa alla tana della belva cattiva e questa
Appena la vide vi riconobbe nientepopodimenoche (rullo
Di tamburi): la sorella (tadà)! Il Minotauro cominciò a
Parlare e disse commosso: "Sorella! Non mi riconosci?
Sono il tuo fratellino!" La roscia però non le credette
Perché lei non aveva fratelli (mi sembra una buona
Ragione) ma per sicurezza le chiese: "Se sei veramente
Mio fratello dimmi, orgiù, come mi chiamava sempre
La mamma quando ero piccola!" Il Minotauro si fermò
Per un po' riflettere e poi rispose: "Ricordo che la
Mamma ti stava sempre lontana perché era debole
Di cuore, comunque se non sbaglio ti chiamava:
"Tanthozozzas", un nome indiano che le era stato
Suggerito da nostro padre che subì un trauma
Irreversibile subito dopo la tua nascita!" Roscea
Non aveva dubbi: quello doveva essere per forza suo
Fratello, ma siccome 'je stava n'tipatico' (dialetto
Ionico) lo uccise a morsi e dopo lo finì di affettare
Con i suoi capelli. Il Minotauro era ormai a pezzi
Ma incredibilmente riusciva ancora a parlare e disse
Alla sorella qualcosa di indecifrabile che suonava
Per o diviso (più o meno) così: "malimortacctù!".
La roscia si allontanò trionfante: era giunto il
Momento della seconda prova!
Libro XI
-GUARDA KAORI, SEMBRA CHE VOLI-
Toma toma cacchia cacchia, las roscias (alla spagnola)
Era giunta in sala d'aspetto per sentire quale fosse
La seconda prova. La segretaria le disse di accomodarsi
E lei rispose che non era rotta e che aveva un
Appuntamento con Sfighena. D'un tratto la dea
Bendata (eco spiegato perché proteggeva la roscia!)
Apparve e disse: "La seconda prova consiste nello
Sconfiggere quattro tartarughe ninja! Vai figliuola e
Torna vincitrice!". La roscia rispose che lei aveva
Da anni sia il tartaro che le rughe ma non era mai
Riuscita a sconfiggerli. Sfighena per tutta risposta la
Prese calci nel sedere e le disse di muoversi. La roscia
Si recò nelle fogne infernali e scoprì da dove
Proveniva il suo deodorante preferito, ivi incontrò le
Quattro tartarughe che la presero a pizze (margherita)
In faccia facendola cadere tra i suoi simili. Roscea pur
Essendo cintura nera di Stronz-Fu non riusciva
A sconfiggere le tartarughe! Ad un tratto spuntò
Fuori da un cunicolo un nanetto-ninja che combattendo
Al fianco della nostra nemica riuscì ad eliminare
Addirittura quattro tartarughe. L'ultima, che era la più
Forte, prese un bazooka e sparò un colpo dritto contro
La roscia. Il missile però si rifiutò di toccarla, tornò
Indietro e fece esplodere in mille pezzi la tartaruga.
Finito il combattimento Roscea fece amicizia con
Il nano-ninja che le disse di chiamarsi Va-Fan-Kul.
Da quel momento i due divennero inseparabili amici
Mentre ad Itaca a Lopo spuntarono altre due corna!
Libro XII
-MARCO MASINI-
Dopo aver ucciso le tartarughe ninja Roscea doveva
Affrontare il terrore degli inferi ossia Marco Masini.
Sfighena, che era molto amica di Masini, diede
Alla roscia una corda per impiccarsi e le disse
Che stavolta da lei non avrebbe avuto alcun aiuto.
Roscea, senza più un Dio ad aiutarla invocò Raf
Che le cantò "Oggi un Dio non ho" e "Sei la più
Racchia del mondo" infondendole coraggio. Giunta
Da Marco gli disse: "Dì pure le tue ultime preghiere
Perché io, Roscea, paladina della giustizia, protettrice
Dei cozzi, regina delle racchie, signora del puzzo e
'Patrona ti monto' ti ucciderò e darò le tue carni in
Pasto ai cani, agli uccelli e pure un po' a me. Marco
Per difendersi le cantò immediatamente "Brutta Cozza"
"Le ragazze rosce" e "Va-Fan-Kul" (che era dedicata al
Nanetto-ninja. Roscea infuriata più che mai usò le sue
Treccine rotanti contro il povero cantante che venne
Strangolato senza pietà e mangiato interamente dalla
Stessa roscia. Intanto ad Itaca il re Lopo stipulò
Un'alleanza con l'isola di Lesbo abitata da sole
Donne che andavano molto d'accordo con i proci
Di Itaca. Lopo però, poiché Roscea non tornava,
Doveva sposarsi di nuovo e subiva in continuazione
Le avances dei proci. Così molto tanto furbescamente
Il nostro Lopo disse che si sarebbe sposato solo
Quando Mike Buongiorno fosse andato in pensione.
Libro XIII
-I MOSTRI BELLI-
Era una notte buia e tempestosa ed il sole splendeva come
Sempre sul nostro pianeta (??) ma sotto di esso o più
Precisamente nell'ade troviamo una donna (oddio più che
Donna forse è meglio chiamarla ibrido) intenta a lottare
Per la vita e per poter tornare quindi sulla terra; il suo
Nome, ormai noto a tutti, è Roscea. Codella là stava per
Affrontare la quarta prova: quella che viene dopo la terza
E prima della quinta, forse la più terribile di tutte
Offalso ('ovvero' in aramaico antico) la prova dei mostri
Belli (al suo confronto…). La prova consisteva nello
Sbaragliare un esercito di esseri terrificanti generati dai
Suoi stessi incubi: vampiri, licantropi, folletti assassini,
Cirigliano, se stessa e per finire il suo estetista (era un incubo
Perché per farla bella la sottoponeva a vere e proprie torture
Ma senza alcun risultato). Giunta sul luogo prestabilito per
Il duello si guardò attorno ruotando la testa a 360° (stile
Esorcista) e scorse attorno a se i mostri belli che avanzavano
Verso di lei:era l'inizio della fine (per i mostri naturalmente!).
Il nanetto-ninja amico della roscia svenne dalla paura e
La nostra 'eroa' rimase sola ma siccome era coraggiosa
(a vivere con quella faccia lo sei…) non si tirò indietro; si
Mascherò da Claudia Schiffer in modo che tutti i mostri la
Guardassero, poi di colpo si tolse la maschera e i mostri si
Sentirono malissimo: il vampiro divenne vegetariano, al
Lupo mannaro caddero i peli, i folletti si suicidarono,
Cirigliano fece un discorso sensato ed il suo estetista cambiò
Lavoro (c'è chi racconta che raggiunse Circe in Tibet). La
Quarta prova era giunta al termine e adesso a Roscea bastava
Un solo passo per tornare, ahinoi, tra i viventi!
Libro XIV
-L'ULTIMA PROVA-
L'ultima prova consisteva nel cambiare la pasta vecchia con
La nuova..Ehm..No, forse era quella del drago sputa-fuoco!
Bene: un terribile drago era l'ultimo scalino che divideva
Roscea dal nostro mondo (che tra l'altro cominciava a
Preoccuparsi non poco e a tremare di paura visti i
Terremoti di questi giorni). La roscia si recò alla tana
Del drago accompagnata dal fedele nanetto-ninja-fifone
E chiamò il drago a gran voce. Questo però era andato
Un momento in bagno e Roscea decise di approfittarne
Per preparare una trappola: fuori dal bagno pose una
Tagliola gigante e quando i drago ne uscì…Non accadde
Nulla perché il drago, che era furbo, uscì dalla finestra.
La roscia allora tentò di ucciderlo con le sue treccine
Rotanti ma il drago con una vampata di fuoco le bruciò
Tutti i capelli! Il duello si faceva duro e Roscea provò
Anche ad alitargli in faccia ma il drago era raffreddato.
La racchia era in difficoltà e neanche il suo maestro
Mastro Lindo avrebbe potuto aiutarla. Ad un tratto il
Drago, stanco di subire, stava per ridurre in cenere
Roscea ma lei con un gesto fulmineo prese il nanetto-
Ninja e glielo gettò in bocca: il drago ci si strozzò
E morì soffocato. Dopo la sua morte apparve la dea
Sfighena che le disse che ora era libera di tornare
Sulla sua terra e che poteva pure rimanerci in eterno
Perché nell'ade non ce la volevano.
Libro XV
-IL RITORNO-
Finalmente la Roscia più odiata da grandi e piccini era
Tornata tra i vivi ed era pronta ad affrontare mille pericoli
Pur di tornare in patria. Purtroppo però seppure tornata in vita
La roscia si trovava in un altro tempo. La sua unica speranza
Di tornare a casa era un certo H.G.Wells che si diceva
Avesse inventato una macchina del tempo. Roscea si mise
A cercarlo domandando a tutti se sapevano qualcosa ma la
Risposta era sempre "AAAAAAARGH" e lei non capiva il
Perché. Persa ogni speranza di trovarlo decise di andare
Da una maga di nome Astrid che era ricercata in 890 stati
(Anche negli stati di altri pianeti) per aver quasi distrutto
Dei manoscritti importantissimi. Appena Astrid vide la
Roscia, pensò di andare in Tibet ma non potè farlo
Perché non c'era più posto sull'aereo . Roscea chiese
Alla maga di leggerle il futuro e la maga rispose: "forse
Se te dessi na lavata ce vedrei mejo". Poi la rossastra
Cozza chiese ad Astrid se conosceva un modo per farla
Tornare al suo tempo e la maga rispose che forse conosceva
Una formula magica che faceva al caso suo. Senza
Indugio Roscea chiese ad Astrid di pronunciarla e quella
Obbedì: "Magica bula, abra cadavra, apriti sedano e manda
E manda sta cozza da dove è venuta!" Appena la maga
Finì di pronunciare quelle parole, Roscea viaggiò nel tempo
E tornò alla sua epoca anche se c'era un piccolo
Inconveniente: si trovava al polo nord.
Libro XVI
-CAPITAN FINDUS-
La roscia era quasi congelata ma vagando incontrò
Un indiano, un certo De Longhi Pinguino che la aiutò
A rimettersi in forze. Appena la roscen (alla tedesca)
Si riprese, il signor Pinguino le chiese di aiutarlo a
Sconfiggere Capitan Findus: un pirata che terrorizzava
I bambini del luogo con i suoi terribili bastoncini
E che li costringeva a cantare orribili canzoni (…nella
Giungla andiam, con il nostro capitan…). Roscea accettò
(nel senso che prese ad accettate il povero De Longhi) e
Dopo essersi rifocillata mangiando pezzi di Pinguino,
Si mise alla ricerca del famigerato Capitan Findus.
Dopo qualche tempo, seguendo un orso, lo trovò e
Fece una scoperta che avrebbe rivoluzionato il modo
Di vedere la vita di tutti gli abitanti della terra: la barba
Del capitano era finta!!! Ripresasi dallo shock,
Accettò anche lui ma non lo mangiò perché la carne
Surgelata non le piaceva. Vittoriosa si voltò per
Andarsene ma subito fu circondata da molti ragazzi
Facenti parte del "Capitan Findus Fans Club". Per
Fortuna Roscea aveva mangiato troppo e le veniva
Da vomitare…Così vomitò addosso a tutti i ragazzi
Uccidendoli all'istante. Poi Roscea continuò ad errare
Tra i ghiacci fino ad arrivare ad una collina dove vi
Era un vecchio, seduto vicino al fuoco…
TO BE CONTINUED
LIBRO SPECIAL (4 PAGINE A COLORI)
-LA VERA STORIA DI ROSCEA-
(ATTENZIONE!!!E' UNA STORIA TRISTE!)
…Roscea si avvicinò al vecchio con l'intenzione di dargli fuoco
Ma quello la fermò e cominciò a parlare: "Sandra!" Esclamò
"Non mi riconosci? Sono il tuo caro nonno…Il buon vecchio
Nonno Ugo!" Roscea per la prima volta nella sua vita si fermò
A pensare e rispose al vecchio: "Nonno sei proprio tu? Come fai a
Sapere che il mio vero nome è Sandra? Come stai? Che ci fai qui?
Perché non sei ancora schiattato? Perché viviamo? Perché quando
Parla Esposito non si capisce mai niente?" il vecchi la guardò, le
Mise un tappo in bocca e le rispose: "Si, sono io! Me lo ha detto
L'F.B.I! Male ora che ti ho vista! Quando cominciasti a crescere
Volevo fuggire in Tibet ma non c'era più posto in aereo così sono
Venuto qui! Perché mi sono mantenuto col freddo che fa qui
Perché TU viva è un mistero irrisolvibile! Perché si Morde
La lingua!" Roscea lo guardò e disse: "Nonno, ti prego,
Raccontami la mia storia!" il vecchio rispose: "E va bene…
Cominciamo: era un lontano giorno d'inverno quando tua
Madre ti partorì, i dottori nel vederti morirono tutti
D'infarto e l'ospedale rischiò il fallimento. Quel giorno
Io ero con tuo padre che era appena uscito dall'ufficio
E che stava correndo verso l'ospedale per vederti. Appena
Arrivati all'ospedale il tuo babbo chiese all'infermiera se
Fosse nato un maschio o una femminuccia e quella rispose
Che ancora non lo avevano capito. Poi tuo padre chiese di
Vederti e come ben sai non si riprese mai più. Tua madre
Era disperata e voleva liberarsi di te: decise che ti avrebbe
Spedita (via fax) in Uganda. Stava per farlo ma poi un agente
Cinematografico ti vide e decise di farti girare qualche film
Nel ruolo della figlia di un certo "Fantozzi". Tua madre per
Prendere i soldi continuava a mantenerti nutrendoti con
Succo di carota a colazione, pranzo, merenda e cena. Dopo
Qualche tempo avvenne uno degli eventi più catastrofici
(dopo la tua nascita) avvenuti ad Itaca: un calo demografico
Senza precedenti! Tu crescendo imparasti a camminare, a
Parlare, a saltare dai muretti e a scappare di casa. Il tuo
Primo amore fu un certo Matteo, un povero ragazzo
Cieco (slovacco) al quale raccontasti di essere bellissima
E lui, pur conoscendo la verità, si fidanzò con te forse
Perché ti amava o magari, chissà, solo perché avevi
Un mare di soldi (la seconda che hai detto!). Un giorno
Però, Matteo ti lasciò, forse perché non ti amava più
O forse perché avevi speso tutti i tuoi soldi dal
Parrucchiere…Ehm, cioè volevo dire dal barbiere.
I soldi cominciavano a scarseggiare e tua madre
Decise di farti lavorare al circo come elefante ma
Il proprietario decise di metterti in una vetrina con
La scritta "creatura abnorme". La gente appena ti
Vedeva fuggiva e così il proprietario del circo decise
Di cacciarti. Dopo pochi giorni fuggisti di casa e
Su tutti i giornali apparve la notizia "Trovata la prova
Dell'esistenza di forme di vita extraterrestri". Dall'
America giunsero due agenti dell'F.B.I. tali Fox
Mulder e Dana Skully che decisero di studiarti e
Ti pagarono bene. Alla fine dei loro studi però
Abbandonano l'FBI perché capirono che c'erano
Segreti che era meglio restassero tali (per motivi
Di salute). Tornando a casa incontrasti molte persone
Che ti pagarono per averle ispirate come Edgar Allan Poe,
H.P.Lovecraft, Dario Argento e Alfred Hitchcock. Giunse
Il periodo del boom turistico in Tibet, vi andò anche una tua
Professoressa, tale Ludovico, la quale pur di non vederti
Abbandonò un'intera classe. Dopo poco tempo da questo
Ultimo evento cominciasti a fare catechismo: durante gli
Incontri ti innamorasti di un giovincello che appena lo seppe
Corse via il più velocemente possibile: tu lo inseguisti e nel farlo
Provasti a scavalcare un muretto rompendoti una zampa ma a
Te non importava perché il tuo amato si ruppe il collo e morì.
Poi tre i tuoi capelli, poiché non li lavavi, cominciarono a
Crescere i primi cespugli e le prime radici, così tua madre
Decise di fare la giardiniera e aprì un negozio di piante.
La gente però era un po' schifata e non comprava niente
Così tua madre ti vendette ad un'asta per 3000 lire ad un
Ricercatore pazzo. Questo faceva esperimenti su di te
Prelevandoti dei campioni di sangue: era il periodo in
Cui si ebbero i primi casi di AIDS. Lo stupido ricercatore
Morì e tu finisti nelle mani di un prestigiatore russo che
Ti usava come fermacarte. Esso (pubblicità occulta ai
Benzinai, autorizzazione ministeriale non richiesta)
Viaggiava molto ed un giorno, mentre era in tournee
In Giappone tu fuggisti via verso una città chiamata
Hiroscima: i giapponesi pensarono ad un'arma degli
Americani ma in realtà eri tu ad aver causato il caos
Nella cittadina facendo svenire un guardiano di
Bombole del gas (mestiere molto noto) mentre il
Gas era acceso. Tornasti ad Itaca e provasti a fare
La modella ma sia i fotografi che i rullini si
Impressionavano troppo così lasciasti perdere e ti
Dedicasti solo alla scuola. Fu la fine per tutti i tuoi
Amici: Shamin fu investita da un'automobilista che
Ti aveva appena vista, Sara divenne una cristiana
Convinta, Silvia non riusciva più a parlare durante
Le interrogazioni, Veronica cominciò a piangere
Ad intervalli regolari, Valentina continuò a delirare
(ma più del solito), Diana 'pensò che era caruccia'
(parole sue) ma poi cambiò idea, Astrid divenne roscia
Per lo shock e Simone cominciò a scrivere un mucchio
Di cazzate invece di seguire le lezioni (tanto non lo aveva
Mai fatto!). i secondo anno delle superiori, due tuoi compagni
Perirono mentre altri piangevano disperati. Ormai eri
Un signorino e scopristi di avere una sorella che
Preferiva rimanere nell'anonimato… Poi studiasti
Stregoneria acquisendo proprietà iettatorie e pochi
Osavano contraddirti. Ad un certo punto andasti a
Vivere nelle fogne mangiando bambini (che ci facevano
Nelle fogne?) e topi. Fu allora che acquistassi il potere
Del puzzo. Per la puzza persi tutti i tuoi compagni
Ed infuriata partisti da Itaca dopo aver sposato Lopo
Il procio e dopo che quello partorì vostra figlia/o (facoltativo).
Il resto della storia lo conosci, ora che ti ho rivista sto per morire
E ti prego di andartene. Comunque sappi che non ti ho detto
Tutto tutto perché la verità è troppo troppo brutta brutta (devo
Occupare spazio) per essere detta detta (mia mamma si chiama
Grazia)". Roscea si preparò a partire ma prima di farlo fece
Una palla di pelle di pollo e tutti i pesci vennero a galla per
Vederla (la palla) ma videro lei (la roscia) e morirono. Il
Vecchio nonno Ugo le chiese infine dove fosse
D i r e t t a
E quella rispose: "ora andrò la dove nessuna roscia è mai
Giunta prima ora andrò in……
T I B E T . <--- (quello
Era un punto)
FINE DEL POEMA
(scherzavo)
Libro XVII
-TERRORE IN TIBET-
Roscea per andare in Tibet provò a prendere l'aereo
Ma poiché quodello (finezza poetica) era pieno decise
Di aggrapparsi ad un'ala e giunse (con i capelli un po'
Scomposti) a destinazione. Ivi incontrò con sua
Immensa gioia TUTTE le persone che aveva conosciuto
Durante la sua vita e che erano rimaste in vita per
Raccontarlo. Esse fuggirono spaventate ma erano
Come topi in gabbia, come formiche in un barattolo
Di nutella, come quattro elefanti in una cinquecento,
come struzzi sull'asfalto, come…SBONK!( Attenzione,
L'autore è momentaneamente svenuto. Ci scusiamo per
La momentanea interruzione, il libro riprenderà al più
Presto). Così Roscea rimase da sola in questo posto
Ormai desolato dove però era rimasto un uomo: il suo
Ex ex ex Matteo. Nel rivederlo scoprì che si era
Parecchio imbruttito ma gli si avvicinò e gli disse:
"Amore! Ti ricordi di me?" Matteo la riconobbe dal
Puzzo e provò a fuggire ma inciampò e svenne. Al
Suo risveglio Roscea non c'era più ma qualcuno aveva
Lasciato un biglietto sul quale era scritto "se vuoi rivedere
La roscia porta 10.000.000.000.000.000.000 liquirizie alle
12:30 sul ponte di Brooklin" firmato Mister Haribo. Matteo
Pensò di fregarsene altamente ma poi decise di andarla a
Salvare perché altrimenti questo poema poteva finire
Prematuramente. Naturalmente non poteva rimediare
Tutte quelle liquirizie, così decise di trovare e liberare
La sua odiata con le sue forze. Andò nel convento di Circe
E si fece trasformare in un cane per poter seguire meglio
Le tracce della rapita.
Libro XVIII
-MEZZOGIORNO DI FUOCO-
Il cane Matteo seguì le tracce e finalmente giunse al covo
Dei malviventi. Non c'era nessun uomo di guardia così
Decise di fare subito irruzione nell'edificio (si era ritrasformato).
Armato di mitragliatore uzi, fucile, pistola, bazooka,coltello e
Manuale delle giovani marmotte entrò ed urlò: "fermi tutti
Maledetti malviventi cattivi!". Proprio mentre diceva queste cose,
poiché aveva una scarpa slacciata, cadde in terra e si ferì da solo
con un petardo che era lì per terra: per sua fortuna nemmeno
nella hall principale c'era nessuno. Strisciando aprì l'unica porta
che conduceva ad un corridoio ed urlò: "non muovetevi sporchi
rapitori di gente più sporca di voi!" la onde sonore della sua voce
fecero cadere una trave dal soffitto che gli tranciò le gambe: anche
lì non c'era nessuno. Entrò trascinandosi, in una nuova stanza
Gridando: "Uscite fuori brutti farabutti mangiatori di budini
Scaduti!" a quelle parole gli cadde un'accetta sul braccio
Sinistro tagliandoglielo di netto, la stanza era comunque vuota.
Rimaneva una sola stanza da controllare dove si trascinò con
Le ultime forze. Appena dentro urlò: "Gettate le armi razza di
Proci rinsecchiti!" a quelle parole gli cadde in bocca un budino
Scaduto e vide innanzi a se Roscea sana e salva che gli disse
Di aver fatto morire col suo puzzo tutti i rapitori. Roscea se ne
Andò e Matteo morì per un'indigestione (da budino).
Libro XIX
-SULLA VIA DEL RITORNO-
Dopo la morte di Matteo a Roscea non rimaneva altro
Che tornare in patria dal suo amato (?) procione e dalla
Sua figliola che quando partì in cerca della madre tornò
Subito indietro perché soffriva il mal di mare. La roscia
Quindi si avviò a nuoto verso casa sua quando all'improvviso
Arrivata presso lo stretto di Gibilterra le spuntarono davanti
Un sardo e un siciliano chiamati Scilla e Cariddi. Questi erano
Enormi serpenti con tanti tentacoli tentacolari ai quali
La roscia tentò di fuggire. Purtroppo non ci riuscì perché
Furono i serpenti a fuggire da lei. Proseguendo la roscia
Finì su di un'isola bellissima: l'isola di Calippo ove
Incontrò un gelataio bellissimo che le chiese di andarsene
Perché l'isola con la sua presenza si stava desertificando.
Nuotando ancora Roscèt (alla francese) era quasi giunta
Ad Itaca ma prima, per non farsi riconoscere dai Proci che
Volevano sposare Lopo, andò a Casablanca, cambiò sesso
(vi prego di non chiedermi ne cos'era prima ne cosa è
Diventata dopo!), rapinò una profumeria versandosi
Addosso più profumi che poteva, si rasò i capelli, si tagliò
(Per la prima volta nella sua vita) le unghie dei piedi, si
Tolse le zecche di dosso, si lavò i denti a scalpellate,
si lavò con un po' di acido, si truccò come una
Pro…Mettente (ehm..) fanciulla e finalmente decise di
Tornare da dove era venuta: non a quel paese ma bensì
Ad Itaca.
Libro XX
-LA FINE (QUASI)-
Appena arrivò ad Itaca si diresse verso la sua vecchia
Casa poiché aveva bisogno di aiuto per mettere
Fuori gioco i pretendenti del marito. Quando fu
Giunta rivide il suo vecchio cane Largo che fino a
Quel momento stava benissimo…Morì di vecchiaia
(dicono…). Roscea entrò dal caminetto per non farsi
Vedere da nessuno. La figlia, che stava guardando la tv
Vicino al caminetto, vedendola la scambiò per la befana
E la prese a martellate in testa (la befana le era antipatica
Perché al posto dei dolci le portava sempre un deodorante).
Roscea allora le svelò la sua vera identità e la figlia posò
Subito il martello e prese il televisore per lanciarglielo
Addosso. La madre in un momento di commozione
(cerebrale) scoppiò a piangere abbracciando la figlia
Che non vedeva più da molto tempo. Una serva poi
Lavò i piedi a Roscea ed incredibilmente quella
Riconobbe la sua vecchia padrona grazie all'
Inconfondibile puzzo di Emmental svizzero
Sprigionato dai suoi piedi. Poi la verdognola
Eroina si mise d'accordo con i suoi amici più
Cari (una puzzola) per riprendersi il trono vincendo
La gara di tiro con l'arco che si sarebbe svolta
L'indomani. Il dì appresso si recò alla piazza
Principale di Itaca dove stavano cominciando i
Festeggiamenti e le gare. A quel punto la roscia (ex)
Chiamò a se la figlia che le chiese: "allora mamma…
Qual è il piano?" "Piano? Quale piano?"…
Continua…
…E invece no! Purtroppo Roscea finì qui perché non
Scrissi mai l'ultimo capitolo di questa epopea...Magari
Potrei scriverlo ora il capitolo finale…Chissà!