IL PARCO DEI SETTE FRATELLI - MONTE GENIS
Il parco dei Sette Fratelli - Monte Genis, occupa gran parte del Sarrabus ed è uno dei più estesi insiemi a quello del Sulcis; la zona delimitata interessa una superficie di 58.546 ettari ricadente nei comuni di Burcei, Castiadas, Maracalagonis, Quartucciu, Quartu S.Elena, San Vito, Sinnai, Villasalto e Villasimius.
Il paesaggio del parco è caratterizzato da cime che generalmente non superano i 1000 metri. Solo il pilastro tettonico aguzzo di Punta Serpeddì, sentinella protesa a guardia del Basso Campidano, del Golfo degli Angeli e del profondo Sarrabus interno, tocca i 1069 metri.
Le altre cime, in
genere, rappresentano la culminazione d'ampi dossi a schiena d'asino allungati,
come l'idrografia principale, da ovest ad est, sino alle basse pianure
alluvionali della costa orientale tra Capo San Lorenzo e Capo Ferrato.
Gran parte del territorio del Parco dei Sette Fratelli è ricoperto per buona parte da una rigogliosa lecceta a cui si accosta, nelle aree marginali, una macchia secondaria formata da erica e corbezzolo.
Non mancano altre tipologie di vegetazione come la sughera, ben rappresentata da fitte colonie.
Sono diversi i ruscelli che scendono a valle rigando le pendici del sistema dei Sette Fratelli per poi confluire in corsi d'acqua più importanti e con una maggiore portata. Lungo le sponde e nell'alveo di questi torrenti si è insediata quella che è forse l'unica formazione igrofila della Sardegna: quella ad ontani neri. Il parco dei Sette Fratelli ha quasi la stessa superficie del Parco del Gennargentu e costituisce una delle roccaforti del Cervo Sardo, sottospecie endemica del Cervo Europeo."l'unica formazione igrofila della Sardegna: quella ad ontani neri.
Il rio Maidopis
Nell'area del parco e nelle zone limitrofe, vive attualmente una popolazione di circa 350 esemplari, corrispondenti approssimativamente al 35% della popolazione mondiale di questi cervidi. La minaccia principale per la sopravvivenza del cervo sardo è costituita dal bracconaggio, praticato sia con micidiali lacci d'acciaio, sia attraverso battute di caccia grossa. Fra i grandi rapaci, l'Aquila reale è presente in almeno 5 coppie nidificanti.
Il bosco a ridosso delle cime
Estinti come specie nidificanti dopo il 1945 il grifone, il grande Avvoltoio monaco e il Gipeto, che costruiva i suoi nidi nelle pareti rocciose di Monte Lora (San Vito) e di Rocca Arricelli (Burcei) sino alla fine degli anni '40. Tra le specie di gli uccelli sardi a rischio non vanno tralasciati il Picchio rosso minore e la Rondine rossiccia. L'erpetofauna (anfibi e rettili) è composta da diversi endemismi tra i quali l'Euprotto sardo, il Geotritone imperiale…la Lucertola di Bedriaga e la Biscia dal collare. Inoltre, tra i mammiferi, vi sono popolazioni di Gatto selvatico, Martora, Cinghiale, Muflone e Daino.
Eseguito da
Ilaria Pisu