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A Proposito di Fabio

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Sono Fabio ed ero all'epoca il chitarrista del gruppo. Ho elencato qui sotto gli strumenti che ho utilizzato e quelli che utilizzo ora come chitarrista dei Double Face e della rotariana Cordusio Blues Band, assieme ad una loro breve descrizione (l'asterisco contraddistingue quelli che ancora possiedo).

[Fabio sulla Spiaggia]

* Eko Studio L

La mia primissima chitarra che ho acquistato il 20 maggio del 1970! Uno strumento italiano veramente economico (8500 Lire...) e spartano per veri principianti, cui avevo artigianalmente applicato un "pickguard" in Formica bianca (!): lo possiedo ancora ma è praticamente inutilizzabile.

- Lion 107/3

La mia prima chitarra elettrica, uno strumento economico, blu metallizzato, di una marca assolutamente per me allora sconosciuta (1972 circa) che si ispirava alla forma "Teardrop", cioè a goccia, della VOX (MARK VI 222). In realtà ho recentemente scoperto che si trattava di un modello abbastanza raro di una casa olandese che non esiste più, la Egmond, di cui aveva usato una chitarra anche George Harrison all'inizio della carriera (grazie a Wim Markenhof per la foto dal catalogo). Lo ho venduto quando ho preso la mia Les Paul.

* Gibson Les Paul Custom (Black Beauty)

Il miglior strumento "vintage" che abbia mai posseduto: costruita nel 1972, nel 1973 (anno dell'acquisto) costava come una motocicletta! Lo ho suonato per decenni, in tandem con il mio VOX AC 30 Top Boost del 1965 (originale Jennings Musical Industries, che ho recentemente osato rimpiazzare solo con un Fuchs Overdrive Supreme 30); questa era la chitarra elettrica che usavo allora con i Sinapsi Group. La adopero raramente ma è sempre in perfette condizioni e suona come deve (o dovrebbe ancora) suonare una vera Gibson.

- Suzuki Acoustic (simile all'attuale "Pasadena")

Un buon strumento acustico (della forma "dreadnought" tipica di molti modelli Martin) che ho tentato a volte di usare dal vivo: sfortunatamente la tecnologia dei pick-up acustici applicati era ancora abbastanza rudimentale in quei tempi. Venduta quando ho acquistato la mia Custom Legend.

- Fender Stratocaster 1962 Vintage Reissue

Spesso mi piace dire che una Gibson è come una Ferrari mentre una Fender è come una Jeep: entrambe vanno bene per guidare in città ma danno il meglio sul loro terreno più specifico. Inoltre, questo era il modello che Jimi Hendrix ha suonato più spesso: direi che non c'è molto altro da aggiungere (1988; il colore della mia era "cream").

* Ovation Custom Legend mod. 1869 (versione bianca)

Un elegante strumento elettro-acustico, del tipo che puoi facilmente connettere ad un impianto di amplificazione e suonare sul palco. Il suo suono non è particolarmente sorprendente quando lo ascolti la prima volta ma molto ben bilanciato: uno strumento facile da ascoltare (1990).

* Jasmine TS612 12-Strings (by Takamine)

Non suono spesso una chitarra a 12 corde quindi non stavo realmente pensando di acquistarne una, ma questo è stato realmente un affare (quasi il 50% di sconto). È fabbricata in Corea da una società controllata dalla Takamine, di cui (a differenza dell'unica versione ora disponibile) monta un'elettronica originale (un altro strumento elettro-acustico; 1991).

* Martin Classical Backpacker

Prima o poi dovevo proprio acquistare una chitarra classica (cioè una con le corde in nylon). Questo è uno strumento molto compatto che sta nella cappelliera di ogni aereo (lo ho provato nel 1998 quando stavo rientrando da New York, da allora mi ha seguito fino in Polinesia); ciononostante, essendo comunque una chitarra Martin suona sorprendentemente bene, specialmente quando è amplificata, situazione in cui la limitazione di una cassa minuscola viene agevolmente superata.

* Parker Fly DeLuxe

Un acquisto del 1999, uno strumento altamente tecnologico con uno splendido design, blu metallizzato. Ci si può fare quasi qualunque cosa, una chitarra elettrica con un trasduttore piezoelettrico addizionale per un timbro acustico quasi perfetto. Sto provando a combinarne i due suoni per creare un mio timbro personale (ma questa è una cosa quasi impossible per qualunque chitarrista oggi). Recentemente ho sostituito i pickup originali con dei Seymour Duncan™ "custom made", cioè realizzati secondo mie specifiche ("JB™" al ponte e "The Jazz™" al manico) ed il suono è ulteriormente migliorato, specialmente in gamma bassa. Ora gli stessi pickup sono montati di serie sulla versione "Mojo": curioso, vero?

* The Heritage H-575

Una classica chitarra da jazz, genere che ho sempre amato ma che sto (molto timidamente) iniziando ad affrontare in anni recenti. Costruita dalle stesse persone e nello stesso stabilimento della Gibson a Kalamazoo, Michigan, acquistata nel 2001 e quindi la mia ultima spesa in lire. Ricorda molto la mitica ES-175, la tavola armonica però non essendo di compensato è addirittura superiore. Ho sostituito il ponte originale con un modello identico della Schatten Design™ che incorpora un trasduttore piezoelettrico, cosa che ancora una volta mi consente di ottenere un timbro acustico o la miscelazione con quello elettrico grazie alle elettroniche che ho nel frattempo assemblato.

* Regal RC-2

Lo confesso, più del blues la cosa che mi ha spinto ad interessarmi alle chitarre resofoniche (più note col nome di un marchio famoso, "Dobro", contrazione di "Doyopera Brothers") è stato l'ascolto di Romeo and Juliet dei Dire Straits... Molti anni dopo, ho scoperto l'esistenza di questo modello sulla rete e sempre via Internet ho proceduto all'acquisto. Strumento teoricamente economico, il manico però non è niente male e dopo un setup come si deve dal mio ottimo liutaio ha iniziato a suonare decisamente bene. Perdipù anche qui ho installato uno specifico trasduttore della Schatten Design™ e il timbro amplificato è sorprendente: mi ci sono divertito a trasformare Rock and Roll dei Led Zeppelin in un lentissimo blues stile Delta del Mississippi!

* Sadowsky Ultra Vintage Strat #4078

Uno strumento nato nel 2004 a Brooklyn dalle mani di Roger Sadowsky, uno dei più grandi liutai americani. Una Stratocaster così curata dalla Fender non è mai uscita (tranne forse dal loro "Custom Shop"): un suono straordinariamente bilanciato e il colore, "Sherwood Green", è talmente "british" da ricordare una classica Jaguar (l'auto ovviamente, non l'omonima chitarra...). Ovvio che questo abbia reso la mia Strato un doppione e quindi è stata venduta (ad un amico, per cui è rimasta in "buone mani").

* Sadowsky Semi-Hollow Model #A400

Che dire, questa nel 2008 era stata davvero la mia ultima follia newyorkese. Ancora una creazione di Roger, che ha saputo reinterpretare in chiave moderna il concetto di chitarra "semiacustica" nato nel 1955 con la gloriosa Gibson ES 335. Rispetto a questa il blocco centrale in abete è notevolmente alleggerito ed il risultato è uno strumento che suona con la profondità di una "full body", pur sopportando volumi elevati senza manifestare problemi di feedback indesiderati. Notevoli sia il profilo del manico sia le venature del pregiato laminato giapponese in cui sono realizzate le tavole armoniche.

* Dot-On-Shaft Twin Tiger Double Neck (6/12 Strings)

Nell'immaginario dei chitarristi, rock e non solo, dagli anni '70 in poi l'elettrica doppio manico 6/12 corde ha sempre avuto una connotazione quasi mitologica: come dimenticarne l'uso che ne hanno saputo fare Jimmy Page, Steve Howe o John McLaughlin, solo per citare alcuni tra gli artisti che l'hanno utilizzata? Tra le sue varie incarnazioni, la Gibson EDS 1275 ne è stata la più popolare, pur con intrinseci difetti e limitazioni. Mi sono imbattuto casualmente nel sito di Dot-On-Shaft Guitars (oggi Carparelli Guitars), una compagnia canadese creata dal vulcanico Mike Carparelli col quale, complici le evidenti origini italiane, sono entranto in sintonia. Per farla breve, si tratta di uno strumento coreano probabilmente superiore come concezione al progenitore nato a Kalamazoo (valgano ad esempio i 24 tasti conto i 20 originali) che mi ha ispirato subito alcune possibili modifiche migliorative, ottenendo probabilmente un pezzo unico (vedere la Relazione Tecnica per i dettagli). Setup magistrale del solito Lucio Carbone ("Ma dove cavolo l'hai trovata?") e suono sorprendentemente buono nonostante il prezzo irrisorio dell'oggetto.

* The Heritage H-150CM (P-90)

Ancora un prodotto dall'ex stabilimento Gibson a Kalamazoo, il rifacimento di una classica Les Paul "Gold Top" con i primi pickup montati nel 1952, i mitici single coil P-90. Mi avevano incuriosito ultimamente, pensavo di montarli su un qualche strumento di minor pregio, poi grazie a Internet ho trovato questa chitarra del 2008 che, oltre ad essere equipaggiata con la loro più recente reinterpretazione da parte di Jason Lollar, come "custom order" montava oltretutto ponte ed attaccacorde TonePros®: da non perdere, visto anche il prezzo. Non così istintiva da adoperare, ma il tono con un amplificatore vintage è straordinario: uno strumento da moderno bluesman, aggressivo solo quanto basta.

* Artisan EA2 YL (Lap Steel)

In passato mi era capitato di giocare un po' con una slide bar in ottone sulla mia Les Paul, ma oggettivamente mai avrei pensato di acquistare una lap steel guitar. Mai dire mai evidentemente, perché curiosando in Internet mi sono poi imbattuto in quest'oggetto di manifattura orientale e prezzo ancora un volta irrisorio (la globalizzazione avrà pure qualche risvolto positivo). Meccaniche oggettivamente gracili e da sostituire al più presto, cosa che ho già fatto col pickup (per coerenza, una più che dignitosa imitazione orientale di un Hot Rails™ Seymour Duncan). Accordatura "Open G", verifica dell'intonazione al ponte (perfetta), veloce collegamento all'amplificatore, alzatina al pickup, eco quanto basta e via con l'introduzione del pinkfloydiano The Great Gig in the Sky: impressionante...

* Gretsch G6120 ("Chet Atkins")

Gli americani lo chiamano "That Great Gretsch Sound". Strani oggetti, le Gretsch: chitarre caratterizzate da design e soluzioni tecniche spesso non convenzionali, a cominciare dall'estetica che è un po' un misto tra gli stilemi delle Cadillac dell'epoca e l'iconografia Western. Ho trovato quella che si suol dire una vera occasione e così ho finito per cedere, portandomi a casa una chitarra di un incredibile color arancione che nel complesso è piacevolmente kitsch: il mio primo ed unico strumento con i classici pickup Filter'Tron™ (anch'essi di concezione alquanto originale) e leva vibrato Bigsby®. "Quel Grande Suono Gretsch", inutile dirlo, c'è tutto.

* DeCarlo (Les Paul Style)

Cercavo un modo per provare i pickup P-Rails™ della Seymour Duncan: dispositivi alquanto originali, in grado di funzionare in modalità P-90, single coil ed humbucking con le giuste commutazioni. Mi sono così imbattuto in una specie di prototipo del solito Mike Carparelli, una solid body di derivazione Les Paul con qualche confortevole smusso, ricevuta per un prezzo interessante. Dato poi che l'appetito viene mangiando, ho sostituito il ponte originale con uno Shadow Electronics SH 990-6, ancora una volta dotato di trasduttore piezoelettrico. Riassumendo, suoni humbucking, P-90, single coil, simil-PAF ed acustici (questi ultimi soprendentemente validi): un bel "muletto" tuttofare, non c'è che dire.

* Fender Telecaster ("American Standard")

È iniziato tutto allora, nel 1951, nell'atelier di Leo Fender: immaginavo che prima o poi avrei finito con l'acquistare una Telecaster. Ho scelto una "American Standard", sapendo già che avrei sostituito il ponte originale (molto poco "tele") con un Callaham in acciao inox ed i pickup con dei Danny Gatton della Joe Barden™ Electronics; dato che anche l'occhio vuole la sia parte, la pickguard ora in pearloid. Il cambiamento è evidente: classici suoni Telecaster, ma molto più potenti e senza traccia del rumore di fondo che cronicamente affligge i pickup single coil.



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