Il modello italiano di internazionalizzazione.

L'Italia è un paese molto aperto agli scambi internazionali, anche se l'internazionalizzazione è più di tipo mercantile (un pò per gli elevati costi che comporta un investimento all'estero, un pò per la cultura che caratterizza l'imprenditorialità italiana). Generalmente, il commercio è orientato verso i paesi vicini e quelli emergenti, ma non mancano i contatti con il Giappone e gli Stati Uniti. Le imprese italiane, nonostante la loro dimensione ridotta, riescono a reggere egregiamente il confronto con la concorrenza estera, spostando spesso la competizione su segmenti non price e sfruttando la flessibilità e la creatività che le caratterizza. Il sostegno pubblico alle aziende è insufficiente e le debolezze del modello italiano d'internazionalizzazione di sicuro non mancano, ma è anche vero che il modello funziona e questo si spiega grazie all'esistenza di numerosi imprenditori coraggiosi, in grado di stringere relazioni utili per la propria attività, capaci di rinnovarsi e rimettersi costantemente in gioco, nonostante gli errori.

Tra gli innumerevoli esempi che costellano l'Italia ne sono stati analizzati tre: il primo riguarda un imprenditore che, partendo dalla Liguria, ha esteso via via il suo territorio d'azione al mondo intero, mentre gli altri due appartengono invece ad una realtà diversa, quella veneta, nota per la sua vitalità, con un'alta propensione all'export (pari al 46,8% del totale italiano) e dove le potenzialità imprenditoriali, finanziarie, professionali, culturali e scientifiche conferiscono alla zona fra Treviso, Padova e Vicenza la dignità di modello economico.

Una dettagliata analisi di tali esempi è riportata nei tre link che seguono.

 

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