SIMONA MIELE

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LEZIONE XIX

EISENMAN

Sei parole chiave per comprendere Eisenman:

  1. IMPLOSIONE

  2. TRIVELLAZIONE

  3. PALINSESTO

  4. ASSOCIAZIONI PROCESSUALI/METAFORICHE

  5. IN BETWEEN

  6. OSCILLAZIONI

 

PRIMA FASE: IMPLOSIONE

Eisenman, nel suo percorso come architetto, parte da Terragni poiché ha come maestro Colin Rove che riporta l'oggetto architettonico all'interno delle sue stesse leggi formative. Questa ricerca all'interno di una sintassi architettonica provoca un'interessante appiattimeno dell'architettura che così può essere messa in relazione ad oggetti anche molto lontani tra loro (regole distributive di Palladio con quelle di Le Corbusier).

Eisenman si forma quindi su questa scia e, nel 1963, esordisce con la tesi discussa con Colin Rowe (The Formal Basis for Modern Architecture, una rilettura analitica di alcuni esempi contemporanei). In seguito conseguirà il dottorato con Gropius e avrà l'occasione di conoscere l'Italia e soprattutto le opere di Terragni.

Nei suoi studi su Terragni, Eisenman si concentrerà in particolare su due opere:

CASA DEL FASCIO: in cui si sottrae materia, attraverso un'operazione di erosione, dall'interno verso l'esterno.

CASA GIULIANI FRIGERIO: Eisenman si muove su un principio d'esplosione; il volume si disarticola dall'interno verso l'esterno.

1967 – 1983: Eisenman progetta una diecina di case realizzandone soltanto 5.

I CICLO (1967-75): dalla House I alla House IV . Nella prime quattro case la teoria progetto-testo è molto più importante dell'effettiva costruzione e degli eccentrici committenti.

II CICLO  Fino al 1978 con la rinuncia da parte del cliente di costruire House X cui aveva lavorato dal 1975.

III CICLO Fino al 1983

La “House 2” presenta entrambi i movimenti di esplosione ed erosione o meglio d'implosione ossia di un'esplosione che avviene in uno spazio limitato. Eisenman riprende dalla Casa del Fascio l'idea di un quadrato in pianta che viene compresso in alzato nello stesso rapporto di 1/2 adoperato da Terragni. Ma il semi-cubo che egli genera non è più stereometricamente compatto. Nasce un'architettura critica sulla base di letture critico-didattuche.

A fine degli anni '60 inizia una ricerca di sovrapposizione dell'architettura ad altre attività artistiche. Negli anni ’70 assistiamo a forti fenomeni delle attività di massa (diverse da quelle del Bauhaus) e ad uno sganciamento totale dell’architettura da ogni semantica; l’architettura diventa testo e tutto ciò che c’è intorno appare solo come un pretesto. I progetti di quel periodo sono opere astratte.

 Questo traspare in maniera evidente in molte case di Eisenman di questo periodo. Egli continua a compiere sprerimentazioni su delle case utilizzando il telaio terragniano, ma capisce di dover affiancare a queste opere degli apparati di giustificazione e pubblicitari (assonometrie). Il progetto si auto-definisce nella dimensione teorica del "testo" e le quattro case realizzate tra il 1968 e il 1975 non aggiungono nulla a quanto previsto nell'ideazione.

Diventano importanti i numerosi diagrammi assonometrici che illustrano i passaggi dell’evoluzione dell'opera.

HOUSE III (Lakeville 1969-1971): Si svincola dai parametri di controllo costruttivo e funzionale basandosi solo sul  concetto di arbitrarietà. In questo caso, pur partendo da un cubo diviso in tre fasce inserisce un nuovo cubo ruotato a 45 gradi mettendo in evidenza i giochi fortemente astratti e arbitrari che trattano il resto come pretesto.

HOUSE IV: ritorna allo stesso tema della House II (concetto di implosione). E' di uno spazio quadrato centrale con gli ambienti principali distribuiti su livelli sfalsati e uno spazio a corona esterna che contiene un secondo diaframma.

HOUSE VI: c'è un cambio di direzione. Qui si evidenzia un nuovo modo di procedere non più per piani ma per volumi.

HOUSE X (1975): qui Eisenman apparentemente non prende in considerazione il problema di Terragni del conflitto tra la forma primaria e la dinamica dei piani esplosi, e poi trattenuti, ma è la prima volta che entra veramente in gioco il materiale. La casa si presenta come una composizione di volumi di masse estremamente articolati che si muovono tutti verso l'esterno per una libera conquista dello spazio. Eisenman inoltre valorizza la componente orografica ( il sito che declina) in modo da fare appartenere quell’architettura a quel determinato luogo (sembra molto vicino alla poetica wrightiana delle Housonian houses). Le differenti altezze dei quattro quadranti staccati fanno dialogare tra loro i diversi materiali. E’ questo un progetto che già pone le basi di quello che sarà l’Eisenman maturo.

SECONDA FASE: TRIVELLAZIONE

Siamo nel 1983, anno della svolta. Alla parola linguaggio si sostituisce la parola contesto. L'architettura implosa su stessa ora trivella il terreno per cercare le ragioni per riemergere da una fase di incertezza. I progetti diventano come scavati e affondati nel suolo da cui emergono i volumi. L'architettura implosa su stessa, organicamente aperta e slanciata di House X, ora va a trivellare il suolo per cercare le ragioni per riemergere da una fase di incertezza. L'elemento propulsore è il movimento POST-MODERNO che tende a lavorare nell’ambito di situazioni già esistenti e stratificate. C’è una riscoperta della memoria architettonica che può comunicare valori con l’uso del repertorio classico. Pertanto, da una parte si rivendicava l'autonomia della ricerca estetica (ancora, per molti, dipendente dalla funzione), dall'altra si poneva con grande forza in primo piano il concetto di Luogo di matrice organica. (Nel 1981, in Italia, Biennale veneziana).

Spiazzato da questa tendenza, Eisenman cerca di trovare una risposta alla crisi (anche personale); capisce che per superarla, bisogna cogliere in profondità le ragioni, per poi trasformarle e andare avanti. In questo senso, considera il contesto come campo da indagare criticamente.

TERZA FASE: PALINSESTO

Siamo al culmine del post-moderno; il contesto è divenuto oggetto d'indagine critica e lo strumento per questo lavoro è il tracciato ( reticoli spaziali e ordinatori, griglie complesse stratificate e sovrapposte come in un palinsesto, le vecchie carte medievali su cui si scriveva cancellando, ma non completamente, i testi più antichi).

GALLERIA IN CALIFORNIA: nel progetto per l’ampliamento di una galleria in California Eisenman mette in evidenza le linee-forza; non c’è più scissione tra elemento architettonico (costruito) e gli altri (verde, pavimentazione, ecc.), ma un unico disegno concepito e tenuto insieme  da “tracce rilevatrici” in un contesto di natura critica.

IBA DI BERLINO è di certo il progetto più importante di questo periodo. Qui il lotto presenta una serie di edifici preesistenti che Eisenman “riammaglia” con una serie di griglie basate ancora sul concetto di palinsesto,  senza aderire troppo al concetto di  "memoria" o alla riproposizione "mimetica" dell'esistente, come invece appare in parte in altre proposte dell'Iba.

PARCO DELLA VILLETTE: c'è lo stesso concetto dei tracciati che appaiono nella proposta  tecnica e architettonica della realizzazione di Bernard Tschumi

QUARTA FASE: ASSOCIAZIONI PROCESSUALI/METAFORICHE

Eisenman capisce come far integrare la sfera scientifica e quella architettonica; il tutto avviene tramite meccanismi non digitali che però implicano ed anticipano la logica informatica.

QUINTA FASE: IN BETWEEN

Nel progetto per un campus americano, riprende i bastioni vecchi come traccia (palinsesto). Eisenman articola l’edificio attraverso due tracciati regolatori: quello della città e quello del campus universitario. L'idea dello spazio "tra" le cose è qui preso come strategia di progetto.

SESTA FASE: OSCILLAZIONI

Un’altra operazione molto importante è appunto quella dell’oscillazione e della vibrazione della forma (collegata al Futurismo di Balla), intesa proprio come tecnica di progetto (si tratta dello sfociamento).

Se il movimento di Ghery è scultoreo (Boccioni), quello di Eisenman è oscillatorio, di vibrazione (Balla).

GUARDIOLA HOUSE (1988Santa Maria del mar, sulla costa spagnola di Cadice): è evidente questo concetto di vibrazione. La casa è stata disegnata proprio giocando sul movimento ondulatorio di una pianta ad L .Si creano così operazioni booleane, con incastri, sottrazioni, intersezioni. 

 

 

Diario di Bordo

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