BATTAGLIA NAVALE DI LEYTE

(23 - 26 OTTOBRE 1944)

NAVAL BATTLE OF SIBUYAN SEA (23 - 26 October 1944)



LA BATTAGLIA NAVALE DEL MAR DI SIBUYAN

NAVAL BATTLE OF SIBUYAN SEA - THE END OF BATTLESHIP MUSASHI

(24 OTTOBRE 1944 - LA FINE DELLA MUSASHI)


STORIA DELLA BATTAGLIA (HISTORY)

(TRATTO DA "LA GUERRA DEL PACIFICO" DI B. MILLOT)

Molto per tempo, nella mattinata del 24 ottobre, le portaerei americane lanciarono numerosi apparecchi da ricognizione, i cui settori esplorativi si stendevano da nord-ovest di Luzon fino a Mindanao. 

Infatti, in seguito ai messaggi di contatto dei sommergibili Darter e Dace, il comando americano aveva dato ordine di ritrovare a ogni costo la flotta giapponese segnalata.
Alle 8.02 un apparecchio della portaerei Intrepid scorse, presso la punta sud di Mindoro, la flotta di Kurita e inviò subito un messaggio che Halsey ricevette alle 8.12.
A partire dalle 8.27, numerosi gruppi di caccia Hellcat, di bombardieri Helldiver e di aerosiluranti Avenger presero il volo e si diressero verso il mare di Sibuyan. 

Guidati dalle coordinate del messaggio dell'apparecchio da ricognizione, gli aerei americani non incontrarono alcuno difficoltà a ritrovare la squadra nemica e, alle 10.26, la prima ondata forte di 21 caccia, 12 bombardieri in picchiata e 12 aerosiluranti appartenenti alle portaerei Intrepid e Cabot, stabilì il contatto.
Le navi giapponesi scatenarono un tiro contraereo talmente formidabile  che la maggior parte degli aviatori americani non aveva mai visto nulla, di simile e di tanto spaventoso. Sembrava impossibile poter superare quella terrificante cortina di ferro e di fuoco. Ciononostante, ì piloti condussero l'attacco con risolutezza e rivolsero i loro colpi in particolare contro una delle più grosse navi avvistate.
Alle 10.27 la supercorazzata Musashi  ( Il terzo programma giapponese del 19S7 per il rafforzamento della marina aveva previsto la costruzione di due grandi corazzate, la Yamato e la Musashi, le cui caratteristiche erano le seguenti: lunghezza 26S metri, peso (tara) : 65.000 tonnellate, peso totale a pieno carico 72.809 tonnellate.

Si trattava delle due più grosse corazzate del mondo e da allora non sono più state eguagliate. Inoltre erano dotate di 9 pezzi da 457 millimetri, il maggior calibro d artiglieria che si sia mai trovato sul mare) fu colpita da un siluro e da un, bomba che causarono gravi danni. Un'altra ondata d'attacco americana partita alle 1045 dalle portaerei, giunse a prendere contatto verso le 12.35. Un minuto dopo, la Musashi, di nuovo presa di mira, ricevette altri 4 siluri che provocarono l'allagamento di una parte dei locali macchine.
Le incursioni americane si succedettero con ritmo incalzante, alle, 10.50, una quarantina di apparecchi delle portaerei Lexington ed  Essex decollarono, mentre, alle 13.13, altri 65 aerei si levavano in volo. 

Alle 13.50, infine, 31 apparecchi si alzarono a loro volta. 

Questi gruppi raggiunsero la flotta nemica rispettivamente alle 13.30, alle 14.15, alle 15.20 e alle 15.50.
La Musashi dava già evidenti segni di difficoltà e la sua velocità era lievemente diminuita. 

Accompagnata dall'incrociatore pesante navigava una ventina di miglia a poppa della formazione nipponica quando, alle 15.20, vi fu il più violento attacco americano. 

Gli aviatori colpirono con dieci siluri e molte bombe il mastodonte, facendo salire  a 19 siluri e 17 bombe il numero di ordigni che l'avevano centrato.
La Musashi era ormai condannata e l'ammiraglio Ugaki, capo della divisione, ordinò al contrammiraglio Toshihei Inoguchi,
comandante della nave, di cercare di farla arenare. 

Ma la Musashi non era più in grado  di manovrare con precisione e il suo comandante si limitò a lottare contro gli incendi e a tentare di mantenerla il più a lungo possibile a galla, giocando sul riempimento alternato dei depositi di nafta.
La grande nave era in quel momento molto immersa quando alle 18.50, l'incrociatore Tone ricevette l'ordine di raggiungere la squadra.

I cacciatorpediniere Hamakaze e Kiyoshimo giunsero per assistere la corazzata ferita a morte.  Alle 19.25 la Musashi sbandò di 3° gradi e il comandante ordinò di abbandonarla al più presto.  L'equipaggio si gettò nell'acqua e fu raccolto solamente in parte dai cacciatorpediniere. 

Alle   19.35, la grande nave di linea si capovolse e venne inghiottita da un enorme risucchio: 39 ufficiali e 984 marinai perirono. 

I 1264 superstiti vennero sbarcati a Manila poco tempo dopo.

Gli aviatori americani non si limitarono ad attaccare la Musashi e, benché quest'ultima costituisse il bersaglio più accanitamente preso di mira, anche altre navi nipponiche furono colpite. 

L'altra corazzata gigante, la Yamato, venne centrata da due bombe e la stessa sorte toccò alla nave di linea Nagato. 

La corazzata Haruna ebbe lo scafo danneggiato da 5 bombe esplose vicinissime ad essa.

Queste 3 navi non rimasero, però, seriamente danneggiate e mantennero il loro posto nella formazione. 

Ciononostante, l'incrociatore pesante Myoko fu colpito da uno, due siluri a poppa, e avendo avuto due degli alberi portaelica deformati, fu costretta a raggiungere Brunei a bassa velocità.
Quel   giorno, gli aerei americani effettuarono 259 incursioni contro la flotta di Kurita e riportarono un buon successo. 

Certo, la squadra nipponica rimaneva impressionante e contava non meno di 4 corazzate pesanti, 2 incrociatori leggeri e una decina di cacciatorpediniere

Gli americani avevano riportato soprattutto una vittoria simbolica distruggendo una parte del potenziale nemico. 

Con l'affondamento della supercorazzata Musashi scompariva un importante motivo di orgoglio per i giapponesi.
Questa vittoria americana era un'ulteriore ed evidentissima conferma che una nave, per quanto potente possa essere, diventa vulnerabilissima  senza una adeguata protezione aerea. 

Kurita inviò numerosi appelli all'ammiraglio Fukudome, comandante delle forze aeree , ma questi fece orecchio da mercante e preferì agire direttamente contro la flotta americana. 

Si sa che, nonostante il successo sulla portaerei Princeton, l'aviazione giapponese subì una cocente disfatta in quella stessa giornata del 24 ottobre, e per di più perdette un gran numero di apparecchi.


Durante il quarto attacco aereo, poco dopo le 14, i piloti americani constatarono che la forza navale di Kurita aveva invertito la rotta e si dirigeva a nord-ovest; movimento confermato, inoltre, dagli aviatori che presero parte all'ultimo attacco delle 15.30.

La flotta di Kurita volse effettivamente la prua a nord-ovest per portare aiuto alle navi in avaria e diede in tal modo l'impressione di un ripiegamento.
Kurita aveva preso una decisione molto importante per lo svolgimento piano Sho-go. 

Agire in tal senso significava assumere la responsabilità  di un considerevole ritardo, di circa 7 ore, che avrebbe infirmato la fulmineità del piano e la collaborazione tra le varie flotte. 

Alle ore 16  Kurita inviò un messaggio in questo senso a Toyoda, nel quale spiegava  che continuare come previsto significava esporsi al rischio della distruzione completa della flotta prima che avesse potuto agire. 

Preferiva  compiere una inversione di rotta allo scopo di uscire dal raggio azione degli aerei americani durante le ultime ore di luce della giornata.

Toyoda, posto dinanzi al fatto compiuto, non poté intervenire. 

La flotta Kurita continuò quindi la rotta con la prua a 290° (nord-ovest) e,alle 17.14, fece di nuovo dietro front e si portò verso est-sud-est, nella direzione dello stretto di San Bernardino.
Kurita sperava che il nuovo cambiamento di rotta sarebbe rimasto ignorato dal nemico, così come l'avvicinamento finale.

 Benché non ne avesse accennato a Toyoda, questa finta era stata uno dei motivi del primo mutamento di direzione.

Sfortunatamente per lui, alle 19.35, un aereo da ricognizione americano della portaerei Independence scorse la flotta di Kurita con prora per 120, all'imboccatura occidentale dello stretto di San Bemardino.
A partire da quel momento, numerosi messaggi pervennero alla plancia della Yamato, nave ammiraglia di Kurita, e, alle 19.59, Toyoda inviò un nuovo telegramma per esortare Kurita ad attenersi al piano previsto. 

Alle 20.20, Kurita ricevette da Nishimura un messaggio nel quale gli si annunciava che la forza sud sarebbe uscita dallo stretto di Surigao il 25 alle 4. 

Kurita rispose fissandogli un appuntamento a nord-ovest dell'isola di Suluan alle 9.
Alle 20.30, un secondo aereo da ricognizione americano scorse la flotta di Kurita sul meridiano dell'isola di Burias, poi, alle 21.10, un altro apparecchio da ricognizione americano la rivide, in linea di fila all'imboccatura del canale di Ticao, mentre puntava direttamente sullo stretto di San Bernardino. 

Alle 21-45 Kurita avvertì Toyoda: "Il grosso della prima squadra d'attacco attraverserà il San Bernardino il 25 ottobre alle 10, per giungere davanti al golfo di Leyte verso le 11." Ma lasciamo che questa notte dal 24 al 25 ottobre incominci, e vediamo che cosa ne era degli altri componenti del piano Sho-go.


HISTORY

Very for time, in the forenoon of October 24, the American aircraft carriers launched numerous recognition instruments, whose exploratory sectors were stretched by northwest of Luzon up to Mindanao. 

In fact, following the messages of contact of the submergible Darter and Dace, the American command had given order to find again to every cost the signalled Japanese fleet.

At 8.02 o'clock an instrument of the aircraft carrier flowed Intrepid, near the south point of Mindoro, the fleet of Kurita and it immediately sent a message that Halsey received at 8.12 o'clock.

Beginning from the 8.27, numerous groups of hunting Hellcat, of bombardiers Helldiver and of aerosiluranti Avenger took the flight and they directed him toward the sea of Sibuyan. 

Driven by the coordinates of the message of the recognition instrument, the American airplanes didn't meet any difficulty to find again the hostile team and, at 10.26 o'clock, the first strong wave of 21 fighters, 12 bombardiers in beaten and 12 belonging aerosilurantis to the aircraft carriers Intrepid and Cabot, established the contact.

The Japanese ships instigated a so formidable anti-aircraft draught that the most greater part of the American aviators had never seen anything, of similar and of so much dreadful. It seemed impossible to be able to overcome that appalling iron curtain and of fire. Nevertheless, ì pilots they conducted the attack with resoluteness and they turned particularly their hits against one of the biggest sighted ships.

At 10.27 o'clock the superbattleship Musashi  (The third program Japanese of 19S7 for the strengthening of the harbor had foreseen the construction of two great battleships, the Yamato and the Musashi, whose characteristics were the followings: length 26S meters, hang (it sets): 65.000 tons, hang total to full load 72.809 tons. It dealt with the two bigger battleships of the world and since then eguagliate has not been anymore. Besides they were endowed with 9 pieces from 457 millimeters, the most greater caliber d artillery that is ever found on the sea) it was stricken from a torpedo and from a, bomb that you/they caused serious damages. Another wave of attack American game at 1045 o'clock from the aircraft carriers, reached to take contact toward the 12.35. One minute later, the Musashi, again aimed at, it received other 4 torpedos that the flood of a part of the local cars provoked.

The American raids him succedettero with pressing rhythm, to the, 10.50, about forty instruments of the aircraft carriers Lexington and Essex took off, while, at 13.13 o'clock, other 65 airplanes were raised in volo. 

At 13.50 o'clock, 31 instruments finally, got up to them volta. 

These groups respectively reached the hostile fleet at 13.30 o'clock, to the

14.15, to the 15.20 and the 15.50.

The Musashi already gave evident signs of difficulty and his/her speed it was slightly diminuita. 

Accompanied by the heavy cruiser it sailed about twenty miles to stern of the formation nipponica when, at 15.20 o'clock, there was the most violent attack americano. 

The aviators struck with ten torpedos and a lot of bombs the mastodon, making to climb to 19 torpedos and 17 bombs the number of devices that you/they had centered him.

The Musashi was by now convict and the admiral Ugaki, head of the division, ordered to the rear-admiral Toshihei Inoguchi,

commander of the ship, to try to make her/it arenare. 

But the Musashi was not able to maneuver with precision and his/her commander anymore it limited him to fight against the fires and to try to maintain for a longer time her the possible a galla, playing on the alternate filling of the naphtha deposits.

The great ship was very absorbed at that time when at 18.50 o'clock, the cruiser Tone received the order to reach the team.

The destroyer Hamakaze and Kiyoshimo came for assisting the wounded battleship to morte. 

At 19.25 o'clock the Musashi skidded of 3° degrees and the commander it ordered to surrender her/it to the more presto. s

The crew threw him in the water and was only picked partly from the cacciatorpediniere. s

At 19.35 o'clock, the great cruiseliner overturned and you/he/she was swallowed by un enorme undertow: 39 officers and 984 sailors perirono. 

The 1264 survivors were disembarked later to Manila little time.

The American aviators didn't limit him to attach the Musashi and, although this last constituted the target aimed at more tirelessly, also other ships nipponiches were colpite. 

The other corazzata gigante, the Yamato, was centered by two bombs and the same fate it touched to the cruiseliner Nagato. 

The battleship Haruna had the hull damaged by 5 bombs it exploded near to it.

These 3 ships didn't remain, however, seriously damaged and they maintained their place in the formazione. 

Nevertheless, the heavy cruiser Myoko was stricken from one, two torpedos to stern, and having had two some trees deformed portaelica, it was forced to reach subrate Brunei.

That   giornos, the American airplanes effected 259 raids against the fleet of Kurita and they brought a good successo. 

Certainly, the team nipponica was impressive and counted not less than 4 heavy battleships, 2 light cruisers and about ten destroyer

The Americans had brought above all a symbolic victory destroying a part of the potential nemico. 

With the sinking of the supercorazzata Musashi disappeared an important motive for pride for the Japanese.

This American victory was a further and evident confirmation that a ship, as powerful as can be, it becomes vulnerabilissima without a suitable protection aerea. 

Kurita sent numerous appeals to the admiral Fukudome, commander of the aerial strengths, but these it made merchant ear and he/she preferred to directly act against the fleet americana. 

You knows that, despite the success on the aircraft carrier Princeton, the Japanese aviation suffered a scorching defeat in that same day of October 24, and moreover perdette a big number of instruments.

During the fourth aerial attack, shortly after the 14, the American pilots ascertained that the naval strength of Kurita had reversed the rout and it directed him northwestern; confirmed movement, besides, from the aviators that they took part to the 15.30 o'clock last attack.

The fleet of Kurita turned indeed the northwestern bow to bring help to the ships in damage and it gave in such way the impression of a refolding.

Kurita had taken a decision a lot of main point for the plain carrying out Sho-go. 

To act in such sense meant to take on the responsibility of a considerable delay, of about 7 hours, that would have invalidated

the fulmineità of the plan and the collaboration among the various flotte. s

To the hours 16 Kurita sent a message in this sense to Toyoda, in which he/she explained whether to continue as foreseen it meant to compromise himself/herself/themselves to the risk of the complete destruction of the fleet before you/he/she had been able agire. 

He/she preferred to complete an inversion of rout to the purpose to go out of the ray action of the American airplanes during the last hours of light of the day.

Toyoda, sets in front of the finished fact, it was not able intervenire. 

The fleet Kurita continued therefore the rout with the bow to 290° (northwest) e,alle 17.14, did again behind front and it brought him toward east-south-east, in the direction of the narrow one of St. Bernardino.

Kurita hoped that the new change of rout would have been ignored from the enemy as the final approach.

 Benché had not mentioned to Toyoda of it, this pretense you/he/she had been one of the motives for the first change of direction.

Unfortunately for him, at 19.35 o'clock, an American recognition airplane of the aircraft carrier flowed Independence the fleet of Kurita with bow for 120, to the western mouth of the narrow one of St. Bemardino.

Beginning from that moment, numerous messages reached to the bridge of the Yamato, flagship of Kurita, and, at 19.59 o'clock, Toyoda sent a new telegram to exhort Kurita to follow to the plain previsto. 

At 20.20 o'clock, Kurita received from Nishimura a message in which was announced him that south strength would be gone out of the narrow one of Surigao 25 at 4.  o'clock

Kurita responded fixing him a northwestern appointment of the island of Suluan at 9 o'clock.

At 20.30 o'clock, a second recognition airplane American flowed the fleet of Kurita on the meridian of the island of Burias, then, at 21.10 o'clock, another American recognition instrument saw her/it again, on-line of line to the mouth of the channel of Ticao, while it was directly aiming at the narrow one of St. Bernardino. 

To the 21-45 Kuritas it warned Toyoda: "The big one of the first team of attack will cross St. Bernardino on October 25 at 10 o'clock, to come in front of the gulf of Leyte toward the 11. " But we leave that this night from 24 to October 25 begins, and we see what of it of the other components of the plain Sho-go was.


LA BATTAGLIA NAVALE DEL MAR DI SIBUYAN


NAVI DA GUERRA

INCROCIATORI E CORAZZATE - CLASSE YAMATO - CORAZZATA MUSASHI -