Della poesia, del prozac, della televisione... Cambiamo strada? E' l'arte, la scorciatoia alla percezione della grandezza? anche lei non aiuta più la gente a capire l'essenza delle cose. La musica sembra ormai fatta per arrivare alle orecchie, non all'anima; le pittura è spesso un'offesa agli occhi; la letteratura, anche lei, è sempre più dominata dalle leggi del mercato, e chi legge più di poesia? Il suo valore esaltante è stato dimenticato! Eppure una poesia può accendere nel petto un calore, forte come quello dell'amore. Una poesia, meglio di tutti wiskies ti tira su, meglio del Valium e del Prozac, potrebbe tirare su, sollevare l'animo, perché alza il punto di vista da cui guardare al mondo. Quando ci si sente soli ci sarebbe da trovare più compagnia nel leggere dei bei versi che nell'accendere la televisione! Angela, mia moglie, dice che, se dovesse eliminare una delle invenzioni di questo secolo ancora prima della bomba atomica, eliminerebbe la televisione. Non ha tutti i torti. La televisione riduce la nostra capacità di concentrazione, ottunde le nostre passioni, ci impedisce di riflettere, imponendosi come il più importante, quasi il solo, veicolo di conoscenza. Eppure nessuna verità è più falsa di quella della televisione che, per sua necessità trasforma ogni avvenimento, ogni emozione in uno spettacolo; con il risultato che nessuno riesce più a commuoversi o a indignarsi per qualcosa. Attraverso la televisione abbiamo immagazzinato milioni di informazioni, ma siamo diventati moralmente ignoranti, la televisione distrae, fa passare il tempo! Ma è davvero quel che vogliamo? Più ci si guarda attorno, più ci si rende conto che il nostro modo di vivere si fa sempre più insensato. Tutti corrono, ma verso dove? Perché? Molti sentono che questo correre non ci si addice e che ci fa perdere tanti vecchi piaceri. Ma chi ha ormai il coraggio di dire “Fermi! Cambiamo strada?” Eppure, se fossimo spersi in una foresta o in un deserto, ci daremmo da fare per cercare una via d'uscita! Perché non fare lo stesso con questo benedetto progresso che ci allunga la vita, ci rende più ricchi, più sani, più belli, ma in fondo ci fa anche sempre meno felici? Non c'è da meravigliarsi che la depressione sia diventata un male tanto comune. E' quasi rincuorante, comunque, è un segno che “dentro” la gente ha un desiderio di umanità. Tiziano Terzani. Da “Un indovino mi disse” |