CENTO DI TUTTO

Loris Malaguzzi, pedagogista emiliano, tra i promotori dell'esperienza delle scuole d'infanzia emiliane, prese ad esempio in tutto il mondo, ispirò il sistema pedagogico su cui si fondavano gli asili nido e le scuole materne di Reggio Emilia e poi di tutta la Regione.

Era convinto che i bambini avessero enormi potenzialità di apprendimento e che dovessero essere al centro del pensiero educativo e incoraggiati ad esprimere se stessi. Scriveva:

"Il bambino - è fatto di cento. - Il bambino ha cento lingue - cento mani - cento pensieri - cento modi di pensare - di giocare e di parlare - cento sempre cento - modi di ascoltare - di stupire di amare - cento allegrie - per cantare e capire - cento mondi - da scoprire - cento mondi - da inventare - cento mondi - da sognare. Il bambino ha cento lingue - (e poi cento cento cento) - ma gliene rubano novantanove.

La scuola e la cultura - gli separano la testa dal corpo. - Gli dicono: - di pensare senza mani - di fare senza testa - di ascoltare e di non parlare - di capire senza allegrie - di amare e di stupirsi - solo a Pasqua e a Natale. - Gli dicono: - di scoprire il mondo che già c'è - e di cento - gliene rubano novantanove. - Gli dicono: - che il gioco e il lavoro - la realtà e la fantasia - la scienza e l'immaginazione - il cielo e la terra - la ragione e il sogno - sono cose - che non stanno insieme. - Gli dicono insomma - che il cento non c'è - . Il bambino dice: - invece il cento c'è."


[L. Malaguzzi, (Caroly Edwards, L. Gandini, G. Forman, I cento linguaggi dei bambini, Bergamo, edizioni Junior, 1999, p. 9)].