Giovanissime spesso vittime di violenze sessuali
Allo studio norme per processare i boia al tribunale dell'Aja
Bambini soldato, uno su tre è femmina
Il rapporto Onu: "Sono le più vulnerabili"


NEW YORK - Un bambino soldato su tre è una femmina. E' questo il dato inquietante e sorprendente che emerge da un rapporto dell'Onu sui bambini e il loro coinvolgimento nei conflitti armati. Il tema è in discussione in questi giorni al Palazzo di Vetro nell'ambito della sessione della commissione dedicata alla situazione femminile. 

Le testimonianze sono terrificanti. Ecco uno tra i tanti racconti provenienti dall'Africa: "Un giorno i ribelli hanno attaccato il villaggio in cui vivevo. Li ho visti uccidere i miei familiari, violentare mia madre e le mie sorelle. Ho pensato che entrando nell'esercito, sarei stata al sicuro. Invece sono stata picchiata e violentata a più riprese e a quattordici anni ho avuto un bambino". 

La bozza del rapporto finale atteso a giugno, ottenuta dall'Ansa, presenta numerose testimonianze drammatiche come questa, confermando che "le ragazzine soldato sono tra gli individui più vulnerabili nelle aree colpite da conflitto armato". 

"La bambina è spesso vittima di violenze fisiche, specialmente di carattere sessuale, anche perché si pensa non abbia l'Aids", dilagante in Africa, spiega Radhika Coomaraswamy, responsabile dell'ufficio Onu sui bambini ed i conflitti armati. 

"In Sierra Leone - racconta la rappresentante del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon- ho parlato con bambine violentate dai ribelli, i padri imposti dei loro figli. Purtroppo queste violenze vengono date per scontate e spesso sono accettate". 

L'ufficio Onu sta infine preparando una serie di proposte perché chi commette delitti di questo tipo finisca automaticamente alla Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aja. 

Da Repubblica.it
(2 marzo 2007)