di ROBERTO PONTIROLI GOBBI
Sono un pessimo biglietto da visita per il turismo della Capitale i tassisti
abusivi che imperversano nel centro storico e all’aeroporto di Fiumicino. Un
autentico clan composto da una cinquantina di persone, tra cui anche qualche
straniero, che ostentando maldestri sorrisi e falsa cortesia mettono a segno
vere e proprie stangate ai danni di ignari turisti, rei solo di aver avuto la
sfortuna di essere incappati nella loro rete truffaldina che si avvale anche di
complicità tra il personale degli alberghi. Un vero flagello per i tassisti
regolari e onesti. Un fenomeno datato quello dei taxi abusivi a cui comunque si
sta cercando di imporre uno stop deciso. Per frenare il fenomeno il questore di
Roma, Nicola Cavaliere, ha disposto un pool antiabusivismo di cui fa parte anche
la divisione anticrimine del commissariato Trevi.
E proprio nelle ultime settimane gli agenti di Trevi-Campomarzio hanno dato un
giro di vite a questa piaga che affonda le radici negli anni e nella, almeno
fino ad ora, pressoché totale impunità. «Questa volta, però, - spiega il
dirigente del commissariato Trevi, Antonio Del Greco - abbiamo effettuato una
vera e propria indagine di polizia effettuando fotografie, riprese con
telecamere e tenendo sott’occhio anche alcune utenze telefoniche».
Adesso foto e riprese fatte dagli agenti, sono diventate le prove che accusano
decine di abusivi che in queste ore stanno varcando gli uffici del commissariato
Trevi, dove saranno proposti o per la revoca della licenza, se ne sono in
possesso, o per una diffida.
Il “bottino" della polizia è stato di una ventina di tassisti abusivi
nei confronti dei quali sono state emesse sanzioni amministrative, perché
questo prescrive la legge. «In compenso - aggiunge Del Greco - proporremo al
questore la diffida di certi soggetti “recidivi", così una volta che
verranno nuovamente sorpresi, dalla sanzione amministrativa si passerà a quella
penale».
L’ipotesi investigativa è appunto anche quella che questi pseudo tassisti che
spillano al povero turista anche 200-250 euro per una corsa dal centro di Roma
all’aeroporto, o per un giro in città, si servano di portieri e personale
degli hotel. Ossia: il turista si rivolge all’albergo per chiedere un taxi, e
il portiere, o chi per lui, invece di chiamarne uno regolare chiama
“l’amico" abusivo dal quale percepisce una commissione per “il
favore". «Nel corso di quest’operazione - rivela Antonio Del Greco -
abbiamo filmato una furibonda lite di un autista abusivo che è venuto alle mani
con un dipendente di un albergo». Un racket, o quasi, dunque. Che aspetta solo
di essere smantellato. Per il bene e l’immagine del nostro turismo.