Sabato 9 Marzo 2002

Diventerà il più importante scalo romano per i treni a lunga percorrenza, con un movimento di 500 convogli al giorno e utenti che passeranno da 30 a 70 mila
Tiburtina, in tre anni dalle stalle alle stelle
Veltroni presenta il progetto per la nuova stazione firmato dall’architetto Paolo Desideri

di DANILO MAESTOSI

Ecco la nuova stazione Tiburtina. Rimodellata in vista del suo mutato ruolo ferroviario: diventerà il più importante scalo romano per i treni a lunga percorrenza con un movimento di 500 convogli al giorno e una quasi triplicata platea di utenti, da 30 mila a 70 mila viaggiatori, da 50 mila a 140 mila frequentatori. E del suo futuro urbanistico: da degradata sacca semiperiferica a ponte di raccordo tra i quartieri già consolidati attorno a piazza Bologna e il polo direzionale di Pietralata.
Dovrà essere realizzata, salvo imprevisti per il 2005. Per ora a dargli volto è un grande plastico, corredato di schizzi e disegni, che troneggia in una sala della ex Peroni di via Reggio Emilia. Il dimesso e fatiscente abito anni 30 della stazione scomparirà, riassorbito da una gigantesca piastra che abbraccia e scavalca il fascio dei binari, mettendo in collegamento gli abitati del Nomentano con l’area di Pietralata. Sotto, le pensiline dei treni. Sopra, una lunga galleria di servizi commerciali, scandita da arditi spazi sospesi, e distribuita su due diversi livelli. L’accesso è garantito da due grandi rampe pedonali, che incorniciano i piazzali per bus e taxi e le zone di parcheggio. Alle spalle della stazione si alzano nove palazzoni di almeno sette piani, che dovrebbero ospitare un albergo ,uffici e altri servizi pubblici. «Uno sviluppo edilizio- spiega l’assessore Roberto Morassut- che sarà stemperato dal parco che il Comune dovrà attrezzare nel vallone di Pietralata, insieme agli snodi viari del futuro Sdo».
Il progetto, firmato da Paolo Desideri, un architetto emergente che insegna all’università di Pescara, ha vinto, con l’immacabile strascico di polemiche e minacce di ricorsi, un bando internazionale ad inviti. Ed è da ieri esposto, insieme alle proposte degli altri finalisti (Steidle, Aymonino, Purini) nel quadro di una mostra sugli ultimi interventi di riconversione delle stazioni italiane, inaugurata ieri. Alla cerimonia era presente il sindaco Walter Veltroni che assegna a quest’operazione tre obiettivi strategici di forte rilievo. «Perchè rafforza - sottolinea - la scelta della cura del ferro della giunta Rutelli, decisiva anche nella lotta contro l’inquinamento da traffico che sta mandando in tilt altre città del Nord. Perchè aggiunge un nuovo importante tassello all’azione di recupero della cintura a ridosso del centro come chiave per il riassetto dell’intera città. E infine perchè, seguendo la via maestra dei grandi concorsi d’architettura, contribuisce con altri grandi cantieri d’autore, come l’Auditorium e il Centro congressi, a ridisegnare con potenti calamite contemporanee l’immagine della capitale».
L’idea di una iniezione di qualità e tecnologia è la bussola che ha orientato anche l’azione per ridare alle stazioni il ruolo perduto di centri propulsori dello sviluppo urbano. «Un processo - precisano Giorgio Cimoli, presidente delle Ferrovie e Mauro Moretti, amministratore delegato della società che gestisce la rete delle infrastutture ferroviarie - che è iniziato con il restiling della stazione Termini. E che ora prosegue a tappe forzate in vista dell’attivazione dell’alta velocità. Insieme alla stazione Tiburtina, che snellirà il sovraccarico di Termini, destinata a specializzarsi come snodo del traffico pendolare e regionale, esponiamo in questa mostra altri progetti analoghi per le nuove stazioni di Firenze, di Torino e di Bologna».

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