Giovedi 7 Ottobr 1999

LE NUOVE STRADE/2

Mobility manager e incentivi alle aziende
che realizzano navette per i dipendenti

Non solo divieti. Nel decreto antibenzene che sta rivoluzionando le abitudini di milioni di automobilisti, c’è spazio anche per le soluzioni. Una di queste si chiama “mobility manager" ed è l’istituzione di una figura specializzata che all’interno di un’azienda cura lo sviluppo di piani di mobilità collettiva. A Roma è già una realtà, illustrata dicembre dello scorso anno ai rappresentanti di aziende, ministeri, enti e associazioni che hanno un numero di dipendenti superiore a trecento e che hanno la sede all’intero del Grande Raccordo Anulare.
Sostanzialmente, entro il 31 dicembre scadenza fissata dalla legge, ogni azienda potrà individuare un manager che avrà il compito di censire le abitudini sugli spostamenti di tutti i dipendenti per elaborare un piano di mobilità. L’obiettivo è di aggregare o riunire quante più persone possibile che abitano nella stessa zona e che hanno orari omogenei e quindi studiare forme di trasporto che prevedano l’uso di un solo mezzo. Tra le possibilità c’è quella di fare convenzioni con minibus o taxibus che effettuino una sorta di servizio di linea sul percorso casa-lavoro. Oltre a stimolare le aziende per individuare il mobility-manager il ruolo del Comune è quello dell’intelligence, cioè di fornire il supporto ingegneristico per realizzare i percorsi omogenei. Risultati? «Duecentocinquanta aziende sono state interessate - dicono al Comune - e venti hanno già nominato il manager. Con questi blocchi il numero dovrebbe crescere».

F. Car.