Zawinul Syndicate

70th anniversary tour

Napoli, Giardino dei Cedri
(Mostra d'oltremare) 21 luglio 2002

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Musicians:  

Il gruppo in azione

 

Il gruppo in azione

 

La mia foto ricordo

 

La copertina autografatami

 

Joe con Achille Benigni

Joe Zawinul (Austria/USA): keyboards

Amit Chatteriee (India): guitar

Etienne M'Bappe (Camerun): Bass

Manolo Badrena (Spagna): percussions

Paco Sery (Costa d'Avorio): drums

Un maestro dispotico che si esibisce tra le sue tastiere ricche di suoni campionati ed originali, e con una validissima band di supporto a cui per˛ lascia pochissimo spazio. Il risultato finale Ŕ un amalgama sonoro dalla massiccia sezione ritmica. Una world music ipertecnica, grazie all'abilitÓ dei singoli strumentisti. Ogni elemento viene sfruttato per˛ solo per l'accompagnamento, su frasi e ritmiche ripetitive. Messi da parte i "bollettini meteorologici", il "vecchio" zio Joe spesso impartisce comandi e rimproveri agli altri quattro, ed a volte finisce per risultare troppo dispersivo tra mille suoni differenti di tastiera in uno stesso brano. Poca melodia, insomma, accentuando l'anima ritmica e sperimentale dei vecchi "weather report".

Arrivati nell'area del concerto il palco ci si presenta maestoso, alto e largo. All'ingresso dei 5 musicisti ognuno prende il proprio posto; a sopperire la mancanza del sax come alter ego delle tastiere sembrerebbe esserci la chitarra, ma dopo pochi minuti ci appare chiaro che il vecchio Joe non vuole molti assoli dei musicisti, e sfrutta anche la chitarra solo come accompagnamento ritmico, lasciando al chitarrista un po' di gloria solo per un canto indiano accompagnato dall'effetto sitar della chitarra, e per un breve assolo per chitarra e voce in stile George Benson, subito interrotto dalla rigida regia di Zawinul.

Per tutto il concerto il bassista non ha smesso un attimo di pulsare con una tale velocitÓ, come una macchina fatta apposta per costruire rapide e virtuosistiche scale di basso.

A fine concerto attendiamo di entrare nel retro del palco, e sotto il tendone troviamo zio Joe seduto ad un tavolino, ci firma gli autografi con un'aria stanca e stordita, ma molto disponibile; Manolo, che non ha fatto altro che sorridere per tutto il tempo, e continua a farlo quando gli stringiamo la mano. Ci complimentiamo con il bassista ed il chitarrista.