SANTA VENERE

Santa Venere è un piccolo paese del comune di Reggio Calabria, situato a circa 1000 m di altezza, dista 23 km dal centro cittadino e si estende su un vasto territorio, sui primi contrafforti dell’Aspromonte, tra le vallate del Sant’Agata e del Valanidi.
Inizialmente , nella parte dell’altopiano dove ora sorge l’attuale Santa Venere, per altro in tempi non molto lontani, vi erano vasti campi ospitanti castagni secolari. I futuri Santa Venerini erano soliti raggiungere il pianoro durante il periodo estivo e autunnale per la raccolta delle castagne. 

In inverno vivevano presso pendii poco sottostanti identificabili nel nome di Santa Venere vecchio, Trunca vecchio e Micarello.
Nel periodo immediatamente successivo all’alluvione del 1953, la gente iniziò a popolare questi campi, fino a formare un piccolo conglomerato di case che ad oggi continua ad estendersi.

Di remote origini pare sia invece il nome di questo piccolo borgo, infatti molto probabilmente deriva dal nome di Santa Veneranda, nata in Gallia il Venerdì Santo dell’anno 100 d.C., e denominata dai greci del luogo Parasceve (che significa appunto Venerdì Santo).

SantaVenera seguendo la sua vocazione cominciò a predicare la Sacra Scrittura in Sicilia, ma anche in Calabria e in Campania. Venne però denunciata, da alcuni giudei, ad Antonino Pio come ostile alla religione ufficiale, per cui comparve davanti all'imperatore, il quale, vanamente, dapprima con promesse poi con minacce, tentò di farla apostatare. Per punirla fece riscaldare sulla fiamma, fino a renderlo incandescente, una specie di elmo metallico che i carnefici le posero sul capo senza alcun danno per lei. Molti pagani vedendo questo prodigio si convertirono e l'imperatore li fece uccidere o esiliare. Si ricorse allora ad un altro supplizio: venne preparata una grande caldaia piena di olio e pece bollente ed in essa venne immersa la Santa; in questa occasione, ella con le proprie mani gettò sul viso dell'imperatore uno spruzzo del liquido bollente, e alla fine uscì ancora una volta indenne; Antonino dopo questo avvenimento si convertì, e lei guarì le sue piaghe e lo battezzò. 

Altre volte fu vittima di atroci torture dalle quali però uscì sempre illesa. Secondo la tradizione morì in Gallia in seguito ad una condanna alla decapitazione.

È venerata in Sicilia e nell'Italia meridionale con i nomi di Santa Venera, Veneria o Veneranda.


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