Cenni storici sulla edificazione della chiesa di S. Pasquale in Bari.
La storia della Parrocchia di S. Pasquale prende le mosse dalla preoccupazione dell'Arcivescovo di Bari, Monsignor Giulio Vaccaro, di provvedere alle necessità spirituali degli abitanti del nuovo quartiere di S. Pasquale e Carrassi: l'aumento della popolazione, favorito dallo sviluppo commerciale ed industriale della città, era tale che le preesistenti chiese di S. Antonio e S. Croce, le più vicine alla zona, non erano sufficienti a soddisfare le esigenze religiose dei fedeli, sparsi in un'area di 40.000 kmq, talora distanti fino a 4 km. Un'altra ragione consisteva nella presenza di una chiesa ortodossa, "...nel nuovo rione di via Carbonara..." che "...produce un pericolo religioso e politico...", poichè "...l'ignoranza religiosa e l'indole del popolo, proclive all'esteriorità di culto, prestano favorevoli occassioni alla propaganda ortodossa", come si legge nella bozza del pro memoria del Vescovo, custodita negli archivi della Curia.Furono quindi istituite, con decreto dell'Arcivescovo in data 26 giugno 1916, due nuove Parrocchie a sud della periferia di Bari, una dedicata a S. Pasquale, l'altra a N.S. del SS. Sacramento.
Della prima furono così delineati i confini: a nord, via per Carbonara sino all'estrema periferia del paese, a ovest la via di Bari fuori le mura, ad est la ferrovia.
Alle sollecitazioni dell'Arcivescovo, l'autorità pubblica nella persona di Tomaso di Savoia, Duca di Genova, Luogotenente Generale di Sua Maestà Vittorio Emanuele III, concesse il permesso per la costruzione delle due nuove Parrocchie, con un Regio Decreto in data 27 luglio 1916.
Non esistendo ancora sede propria, l'Arcivescovo dispose che in via temporanea per S. Pasquale si utilizzasse, dietro autorizzazione, la cappella di proprietà degli eredi Pepe nella via detta "Vecchia di Valenzano", già dedicata a Maria SS. di Costantinopoli, mentre per N.S. del SS. Sacramento fu individuato l'oratorio pubblico di Vincenzo Piombarolo, nella via detta "Provinciale per Carbonara".
Primo Parroco della Parrocchia di S. Pasquale fu Don Ercole Sagarriga Visconti, con bolla del 23 settembre 1916, che ne ebbe cura fino alla nomina di Don Pasquale Manganelli nel 1919, che diede inizio alla costruzione della nuova Chiesa. Nel frattempo, l'ufficio religioso fu svolto presso la cappella della famiglia Pepe, quindi nei locali alla strada della famiglia Violante, in via Trento, successivamente nei locali in via Castromediano, attualmente adibiti a salone delle adunanze parrocchiali.
Il 22 giugno 1919, alla presenza dell'Arcivescovo Vaccaro, del Parroco Don Manganelli, delle maggiori autorità e una grande folla di fedeli, si procedette alla posa delle prima pietra in contrada Graziamonte.
Ma, a causa della mancanza di fondi appropriati, la realizzazione della struttura fu lenta: sebbene Don Pasquale Manganelli si fosse privato delle sue proprietà e avesse addirittura indirizzato a Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III una richiesta di offerta per la erigenda Chiesa e pur con le molte donazioni di fedeli sensibili,la struttura rustica, prevalentemente in tufo calcareo con rinforzi in cemento armato per le cordonature, fu completata soltanto nel 1940: l'edificio aveva struttura in forma di croce latina ad una sola navata, con due cappelle laterali costituenti i bracci della croce.
La Chiesa incorporò nel 1929 un suolo donato dalla famiglia Buonvino, successivamente adibito a cinema estivo parrocchiale (1950), il cui utilizzo fu revocato nel 1963, su cui sarebbero stati edificati locali per la scuola materna, scuola elementare e ambienti per le associazioni cattoliche.
Nel 1957, la parrocchia fu autorizzata ad accettare una eredità in titoli di Stato ed un fondo rustico, grazie ai quali fu possibile ampliare la Chiesa.
Nello stesso anno, fu riconosciuta la personalità giuridica della Chiesa Parrocchiale (G.U. Repubblica Italiana, d.P.R. 26 febbraio 1957 n. 253).
Il completamento della costruzione, intonacatura e rivestimento delle pareti in travertino, pavimento in marmo (1955), nuova facciata rivestita da lastre in pietra di Trani (1960) e artistica vetrata, organo polifonico a canne (1962), la ristrutturazione di alcuni locali, la costruzione dell'impianto di orologio e campane, l'impianto di riscaldamento ed i banchi della Chiesa, il mobilio della sagrestia, avverranno gradualmente, durante la cura pastorale dei parroci succeduti a Don Manganelli, grazie all'aiuto di donazioni e lasciti di numerosi fedeli.