Mystery Jazz: l'ultimo decennio  

Don Byron - Tuskegee Experiments - 1992
di Gualtiero Lucarelli

Una delle figure più interessanti della nuova scena jazz degli anni '90 è stata indubbiamente quella di Don Byron, un ragazzo nero di New York, nato l'8 novembre del 1958, dedito al clarinetto fin dalla tenera età su suggerimento medico: suonare uno strumento a fiato per curarare una forma d'asma.
Figlio di un postino e cresciuto nel South Bronx, a contatto sia con il ghetto nero che con la comunità ebraica, stimolato dal padre, bassista in band di calypso, e dalla madre, pianista dilettante, conobbe radici musicali molteplici e stimolanti.
Si fece poi le ossa al New England Conservatory of Music di Boston, mentre come clarinettista ebbe come punti di riferimento Tony Scott, Jimmy Hamilton ed Artie Shaw.
La sua prima apparizione in Italia risale al Festival Jazz di Verona nell'estate del 1991, dove suscitò una grande impressione.
Ma gli esperti lo conosceranno anche per la sua apparizione nell'importante cd di Anthony Braxton 4(Ensemble) Compositions, dove suonava il clarinetto ed il clarinetto basso. Purtroppo questo disco non l'ho mai sentito.
A Verona Don Byron parve a molti il prototipo del "montato", stile Miles Davis degli ultimi anni, per i suoi attegiamenti provocatori e negativi. Ma, una volta sul palco, dicono le cronache, seppe regalare momenti irripetibili di grande musica, praticamente la stessa che occupa le tracce di questo cd fantastico, corroborato dalla presenza del chitarrista Bill Frisell e dal contrabbassista coltraniano Reggie Workman.
Trattasi di un suono "ibrido" nato dalla fusione di temi klezmer (la musica della tradizione popolare ebraica), illuminazioni classico-colte e stilemi di jazz purissimo.
Vittorio Albani, nel recensire il lavoro, ha scritto cose che a posteriori condivido appieno.
"Una sorta di esperienza con piani di lavoro differenti, capaci di evidenziare una profondità di indagine sonora del tutto personale. Suoni sostanzialmente nuovi e moderni, dove le due oggettivazioni si fondono spesso in sinonimo, che richiama progettualità davvero alternativa." (da Cento dischi ideali per capire il jazz - a cura di Ivo Franchi - Editori Riuniti)

Ma il disco aveva una valenza profonda anche sul piano dei contenuti sociali e politici, costituendo una denuncia precisa delle malefatte del Tuskegee Institute, che a partire dal 1932 condusse su commissione del Servizio Federale della Sanità una lunghissima sperimentazione su oltre 400 cavie umane, oltre la metà delle quali era affetta da sifilide e non venne mai informata della propria condizione.
I neri, ovviamente, costituirono il grosso di questo battaglione di martiri per la scienza involontari.
Ma a prescindere da questo connotato comunque fondamentale, il lavoro di Byron entusiasmò chi, come me, era ancora alla ricerca del suono adatto alla nuova stagione che stavamo vivendo all'inizio degli anni '90. Una musica inquieta e ribelle, ed insieme non stradaiola, ma nutrita di tutta la cultura musicale del '900 e del romanticismo precedente.
Assolutamente fantastica, ad esempio, trovai la rilettura di Auf Einer Burg di Robert Schumann, il grande compositore tedesco dell'Ottocento.

Dopo questa esperienza fondamentale, Don Byron non è stato puntualissimo agli appuntamenti con le incisioni discografiche.
Forse, ma non sta a me dirlo, è stato anche inferiore alle attese, piegando verso il funky e l'hip hop anzichè spingere coraggiosamente nelle direzioni intraviste con Tuskegee Experiments.
In ogni caso, il mio amico Mario Franchini, che vorrei tanto scrivesse per Mystery Train vista la sua competenza e la sua sterminata collezione discografica, mi ha assicurato che Bug Music e Nu Blaxploitation sono dei grandi dischi.

L'apparizione più recente di Byron, probabilmente affetto da una certa pigrizia, è nel cd del trombettista Ralph Alessi This Against That, insieme al pianista Jason Moran, e al chitarrista David Gilmore (non è quello dei Pink Floyd), un disco in puro stile M Base, che a me, per la verità non dice gran chè.
Un'altra significativa collaborazione fu invece in The Sidewalks Of New York: Thin Pan Alley di Uri Caine, insieme al violinista Mark Feldman ed al trombettista Dave Douglas. Questo fu invece un gran disco e lo consiglio caldamente anche al nostro chairman, che troverà pane per i suoi denti avidi di groove e di musica sanguigna (scherzo...)
Forse, questo piccolo grande musicista non ha ancora dato il meglio di sé. Considerate le sue doti, io mi aspetto ancora molto.


La discografia secondo le valutazioni di All Music Guide:
1990 Tuskegee Experiments Elektra/Nonesuch ****
1993 Plays the Music of Mickey Katz Elektra/Nonesuch **
1995 Music for Six Musicians Atlantic ***
1996 No-Vibe Zone: Live at Knitting Factory Knitting ****
1996 Bug Music Nonesuch ****½
1998 Nu Blaxploitation Blue Note ****½
1999 Romance with the Unseen Blue Note ****
2000 A Fine Line: Arias and Lieder Blue Note ****
2001 You Are #6: More Music for Six Musicians Blue Note ****


Gualtiero Lucarelli - 30 luglio 2003

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